Oggi doppio post per
segnalare un problema di interesse diretto della mia città e non solo, che
negli ultimi giorni sta sollevando polemiche e discussioni : l’Istituto Italiano
per gli Studi Filosofici – dichiarato dall’Unesco bene fondamentale per l’umanità
- sta per chiudere, perché si è visto tagliare i fondi dal Governo, e i
trecentomila volumi della biblioteca, finora conservati in locali di fortuna
nei pressi di Palazzo Serra di Cassano a via Monte di Dio, in questi giorni
sono trasferiti in un deposito in provincia e quindi tolti per sempre a
ricercatori e studenti. Libri preziosissimi,edizioni originali di Benedetto
Croce, Giordano Bruno e di altri lumi del pensiero italiano ed europeo.
Da qualche parte c’è
una delibera della Regione per creare una biblioteca ad hoc, ma finora non ha
avuto più valore della carta su cui è stampata.
Questa biblioteca è
stata creata da Gerardo Marotta, avvocato e intellettuale napoletano,
continuatore della tradizione filosofica della città, e che negli ultimi anni
pur di salvarla ha venduto tutti i suoi beni di famiglia, e che continua a
mettere a disposizione degli studenti i cinquantamila volumi che conserva a
casa sua, gli unici sopravvissuti alla “deportazione”.
Il caso è seguito
accuratamente da Fanpage, su Facebook e sul sito, a cui rimando : nel gruppo è
possibile trovare reportage, approfondimenti, tutti gli aggiornamenti e i
servizi in proposito e i link delle istituzione a cui rivolgere appelli o
inoltrare proteste.
Questo è un blog nato
come luogo leggero e di svago, e quindi mi risparmio i commenti, dovuti e ovvi,
sulla situazione politica che negli ultimi anni ha portato alla situazione di
totale degrado culturale e sociale in cui versa l’Italia. Però io l’Istituto lo
conosco e ho usufruito di tutto quello che poteva offrire a noi giovani
intellettuali campani : ci ho studiato, ho assistito a conferenze di professori
provenienti da tutto il mondo, e ancora mi sembra impossibile che ora quei
libri sui quali la mia generazione e quelle passate studiavano non ci sono più,
sono stati tolti a gli studenti del futuro per essere ammassati in un
capannone.
Soprattutto mi sento
in dovere di sottolineare che quello che si sta consumando è l’ennesimo
attentato a un’immagine positiva del Sud, un’immagine evidentemente scomoda e
che si vuole distruggere occultando e cancellando la storia e le menti del
Mezzogiorno.
È vero che, con la
miseria portata dalla crisi, da una certa prospettiva pagare l’affitto per dei
libri sembra inopportuno, ma sono ancora più inopportune, e spesso vergognose e
umilianti per tutta la nazione, praticamente tutte le altre destinazioni che la
classe dirigente scegli ogni giorno per il denaro pubblico (alberghi, scorte,
intrattenimenti ecc. : la televisione la guardiamo tutti, non c'è bisogno di approfondire), destinazioni di
fronte alle quali emerge in tutta la sua nobiltà e evidenza il nobile scopo di
preservare un patrimonio non solo librario, ma soprattutto spirituale, della
città e dell’intera civiltà occidentale. Proprio in questo momento in cui i
beni materiali si polverizzano davanti ai nostri occhi o ci sono strappati
dalle mani, diventa importantissimo aggrapparsi a valori interiori che
sostengono l’Occidente da millenni e che in qualsiasi momento storico possono
fare di noi delle persone migliori, darci gli strumenti per sopravvivere a
qualsiasi crisi
Una società che non
investa sulla cultura è una società che ci sta suicidando. Chi ha studiato
materie umanistiche lo sa bene, lo ha visto : passano i millenni, il mondo
cambia, i valori si rovesciano, si alternano religioni e regimi, ma quello che
resta è la cultura, che sopravvive ai cambiamenti e li alimenta e che non ci
lascia dimenticare chi siamo. L’uomo senza la cultura non è nulla e le biblioteche,
in quanto tempio di questa cultura, anche e soprattutto nel caotici mondo
moderno restano luoghi sacri che è dovere della società proteggere.

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