sabato 25 agosto 2012



Oggi doppio post per segnalare un problema di interesse diretto della mia città e non solo, che negli ultimi giorni sta sollevando polemiche e discussioni : l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – dichiarato dall’Unesco bene fondamentale per l’umanità - sta per chiudere, perché si è visto tagliare i fondi dal Governo, e i trecentomila volumi della biblioteca, finora conservati in locali di fortuna nei pressi di Palazzo Serra di Cassano a via Monte di Dio, in questi giorni sono trasferiti in un deposito in provincia e quindi tolti per sempre a ricercatori e studenti. Libri preziosissimi,edizioni originali di Benedetto Croce, Giordano Bruno e di altri lumi del pensiero italiano ed europeo.

Da qualche parte c’è una delibera della Regione per creare una biblioteca ad hoc, ma finora non ha avuto più valore della carta su cui è stampata.

Questa biblioteca è stata creata da Gerardo Marotta, avvocato e intellettuale napoletano, continuatore della tradizione filosofica della città, e che negli ultimi anni pur di salvarla ha venduto tutti i suoi beni di famiglia, e che continua a mettere a disposizione degli studenti i cinquantamila volumi che conserva a casa sua, gli unici sopravvissuti alla “deportazione”.

Il caso è seguito accuratamente da Fanpage, su Facebook e sul sito, a cui rimando : nel gruppo è possibile trovare reportage, approfondimenti, tutti gli aggiornamenti e i servizi in proposito e i link delle istituzione a cui rivolgere appelli o inoltrare proteste.

Questo è un blog nato come luogo leggero e di svago, e quindi mi risparmio i commenti, dovuti e ovvi, sulla situazione politica che negli ultimi anni ha portato alla situazione di totale degrado culturale e sociale in cui versa l’Italia. Però io l’Istituto lo conosco e ho usufruito di tutto quello che poteva offrire a noi giovani intellettuali campani : ci ho studiato, ho assistito a conferenze di professori provenienti da tutto il mondo, e ancora mi sembra impossibile che ora quei libri sui quali la mia generazione e quelle passate studiavano non ci sono più, sono stati tolti a gli studenti del futuro per essere ammassati in un capannone.

Soprattutto mi sento in dovere di sottolineare che quello che si sta consumando è l’ennesimo attentato a un’immagine positiva del Sud, un’immagine evidentemente scomoda e che si vuole distruggere occultando e cancellando la storia e le menti del Mezzogiorno.
È vero che, con la miseria portata dalla crisi, da una certa prospettiva pagare l’affitto per dei libri sembra inopportuno, ma sono ancora più inopportune, e spesso vergognose e umilianti per tutta la nazione, praticamente tutte le altre destinazioni che la classe dirigente scegli ogni giorno per il denaro pubblico (alberghi, scorte, intrattenimenti ecc. : la televisione la guardiamo tutti, non c'è bisogno di approfondire), destinazioni di fronte alle quali emerge in tutta la sua nobiltà e evidenza il nobile scopo di preservare un patrimonio non solo librario, ma soprattutto spirituale, della città e dell’intera civiltà occidentale. Proprio in questo momento in cui i beni materiali si polverizzano davanti ai nostri occhi o ci sono strappati dalle mani, diventa importantissimo aggrapparsi a valori interiori che sostengono l’Occidente da millenni e che in qualsiasi momento storico possono fare di noi delle persone migliori, darci gli strumenti per sopravvivere a qualsiasi crisi

Una società che non investa sulla cultura è una società che ci sta suicidando. Chi ha studiato materie umanistiche lo sa bene, lo ha visto : passano i millenni, il mondo cambia, i valori si rovesciano, si alternano religioni e regimi, ma quello che resta è la cultura, che sopravvive ai cambiamenti e li alimenta e che non ci lascia dimenticare chi siamo. L’uomo senza la cultura non è nulla e le biblioteche, in quanto tempio di questa cultura, anche e soprattutto nel caotici mondo moderno restano luoghi sacri che è dovere della società proteggere.

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