Quest’anno abbiamo avuto una strana, inaspettata sorpresa :
il Nobel per la pace. Mentre le autorità festeggiano e si preparano a
intascarsi i 930.000€ , basta farsi un giro fra giornali e blog per
rendersi conto che l’opinione dei cittadini è del tutto diversa : più che un
premio, un onore e un riconoscimento, questo premio è una presa in giro molto
inquietante, tanto inquietante che sento il bisogno di parlarne qui, di
sfogarmi. Per fortuna questo blog non è una testata giornalistica, quindi posso
farneticare quanto voglio!
In questa dichiarazione ,
la Commissione spiega le ragioni della sua scelta… ma non serve una laurea per rendersi conto che
queste ragioni possono essere contraddette punto per punto.
Innanzitutto, c’è un errore quasi ridicolo : il premio è
motivato con ciò che l’UE ha fatto negli ultimi 60…ma 60 anni fa non c’era l’UE!
Al massimo c’erano la CECA e la CEE, con valore prettamente economico, mentre l’atto
di nascita dell’UE come organismo politico risale al Trattato di Maastricht,
firmato nel 1992 e entrato in vigore nel 1993. Prima, c’erano i singoli paesi
che, al di là di obiettivi generici fissati sotto la direzione degli USA,
perseguivano ognuno una politica specifica, trovando un’occasione di incontro e
dialogo solo nella lunga lista di guerre che ho elencato nel post precedente,
lista che, da sola, basterebbe a impedire a un’istituzione che include tutti
paesi di vincere il Nobel per la Pace per i prossimi duecento anni. Ma, visto
che parla di sei decadi fa, torniamo per un attimo negli anni ’50, e
soffermiamoci solo su due esempi. Sessanta anni fa, metà dell’attuale UE,
compresa la Germania, era nella cortina di ferro, che non è passata alla storia
per la priorità data alla democrazia e ai diritti umani, mentre l’altro dei
cardini dell’attuale UE, la Francia, si accingeva alla guerra d’Algeria, che
sarà ricordata nei secoli per l’uso indiscriminato della tortura e per la
repressione brutale della ribellione legittima del FNL di Ben Bella in nome di
ideali colonialistici. Se poi invece portiamo questa macchina del tempo a 65, a
67 anni fa, ci rendiamo conto che è proprio il continente europeo, al di là
delle sue istituzioni, a dover essere escluso per sempre dal Nobel per la
pace.
Ma continuiamo l’esame e veniamo al presente. Nella
dichiarazione leggiamo «for over six
decades contributed to the advancement of peace and reconciliation, democracy
and human rights in Europe» : cioè, dobbiamo davvero ammettere che la
Commissione per il Nobel non si è accorta di aver premiato un’istituzione sull’orlo
del collasso e in cui, a causa della crisi economica, della povertà crescente e
delle misure di austerity, la democrazia e i diritti umani stanno perdendo
importanza parallelamente all’avanzamento di ideali repressivi e razzisti, promossi
e tutelati come strumento di coesione sociale, e all’aumentare del potere e del
seguito di partiti di ispirazione nazista, come Golden Dawn in Grecia e la Lega
e il PDL qui in Italia. Durante l’attacco alla Libia il razzismo imperante –
antica tradizione europea – si è concretizzato in leggi aberranti contro gli
immigranti, che sono stati respinti e trattati come animali, dimenticando che
siamo stati noi a ridurre così i loro paesi : è comodo dare la colpa di tutto
all’America, ma la verità è che gli USA nello scenario internazionale sono
arrivati tardi, mentre invece il Terzo Mondo è il prodotto di secoli di
colonialismo europeo.
Un altro punto strano è dove si loda «reconciliation between Germany and France. Since 1945, that reconciliation has
become a reality. The dreadful suffering in World War II demonstrated the need
for a new Europe. Over a seventy-year period, Germany and France had fought
three wars. Today war between Germany and France
is unthinkable» … uhm…
a parte il fatto che mi sembra strano lodare un evento del 1945, un anno poi
così vicino al vergognoso 1944, io su questa pace fra Germania e Francia non ci
scommetterei! A me sembrano in guerra proprio in questo momento… per ora si
combattono con le banche e la diplomazia e attaccando I paesi del Terzo Mondo,
ma se la crisi aumenta e la povertà cresce, fra qualche mese basterà che qualcuno,
anche un usciere o un inserviente, sussurri durante un G8 le paroline magiche “Alsazia-Lorena”,
e ci ritroveremo la blitz-krieg e la Linea Maginot. Senza contare che la
Germania è sospettata di aver creato la crisi di proposito per estendere il suo
dominio finanziario sull’Europa…
Altre chicche
: «In the 1980s, Greece, Spain and
Portugal joined the EU. The introduction of democracy was a
condition for their membership» : sì, ma nell’80, mentre ora la condizione della loro
permanenza nell’UE è l’abolizione della democrazia.
«The fall of the Berlin Wall made EU membership
possible for several Central and Eastern European countries» : certo che i
paesi dell’Est sono stati ammessi! Se no come facevamo a prendere le loro materie prime gratis o
trasferirci le nostra fabbriche per sfruttare la loro abbondante
manodopera a basso costo e le loro elastiche
leggi in termini di sicurezza sul lavoro e salari?
«Many ethnically-based
national conflicts have been settled» : qualcuno può dirlo a IRA e ETA per
favore?
«strengthen the process
of reconciliation in the Balkans» : I Balcani sono quello che sono sempre stati, una
polveriera sul punto di esplodere a causa dello sfruttamento degli altri paesi
europei, che appoggiano le dittature locali.
«In the past decade, the possibility of EU membership for Turkey has
also advanced democracy and human rights in that country» :
sono sicura che i kurdi hanno qualche obiezione in proposito…
Al di là delle implicazioni storiche internazionali, alla
luce della situazione contemporanea, odierna, questo premio è offensive nei
riguardi di noi cittadini e irrispettoso nei confronti dei nostri sacrifici e
delle nostre proteste, che evidentemente non sono state prese sul serio. IL premio è andato a un’istituzione i cui
cittadini e membri sono costretti a lavorare per stipendi da fame, sotto
contratti che sono una presa in giro, senza alcuna tutela per il loro presente,
le loro famiglie e il loro future e senza nessuna garanzia per la loro
vecchiaia, e in cui i lavoratori onesti sono emarginati e insultati dai media,
trattati come parassiti. L’economia e la politica dell’UE stanno rovinando la
nostra vita giorno per giorno, portandoci sull’orlo della miseria, Per questo
premiare l’EU è come dire :”Ben fatto! Continuate così!”. E qui emerge il reale
significato di questo nobel, che più che un premio è una velata minaccia a
mantenere la pace e a restare passivi mentre la crisi peggiora. La Merkel, che
è intelligente, ha cercato di dirlo, definendo il premio «un incoraggiamento
agli sforzi per la pace»… incoraggiamento, minaccia, chi ci fa caso ai
sinonimi?
In conclusione resta da commentare «The stabilizing part played by the EU has helped to transform most of
Europe from a continent of war to a continent of peace» : e qui ci vuole
Tacito : (Agricola, 30 : “Dove fanno il deserto, lo chiamano pace”).

