Volevo
comprare un libro. Questo :
Questo libro
è uscito di recente in esclusiva per la Jo
March, una piccola casa editrice delle quale ho sempre sentito parlare
molto bene : gestita da due donne coraggiose, pubblica capolavori della
letteratura inglese mai tradotti prima. Io avrei tanto, tanto voluto esprimere
il mio sostegno a questa casa editrice acquistando la loro edizione… ma…
… quando lo
chiedo a inizio ottobre da Feltrinelli, mi dicono che non era mai arrivato in
nessuna Feltri di Italia…
… ma dopo
scopro che da Feltrinelli non arriva se in due
settimane, su richiesta alla Jo March…
… ma
comprandolo dal sito di Feltri arriva in 11
giorni lavorativi…
… ma su Amazon la Jo March non vende…
… ma su Ibs è “normalmente disponibile per la
spedizione entro 3 settimane”
… ma su Libreria Universitaria è disponibile subito, ma senza sconto e con le spese di spedizione…
… ma su Mondadori non c’è proprio…
… ma
comprandolo sul loro sito arriva dopo due
settimane…
… ma in
qualunque caso, comprandolo online, bisogna pregare che il corriere non sia
rapito dagli alieni durante la consegna…
… ma le
copie che arrivano in qualsiasi libreria vanno richieste a loro una per una e
arrivano sempre in due settimane…
… ma –
soprattutto – la Jo March per principio non fa ebook…
… ma troppi
ma per un libro solo! Insomma, ditelo che non ci tenete a vendere!
Morale della
favola, ho preso l’ebook in inglese, questo :
Edizione
illustrata, a 1.35, mi è arrivato in
1 minuto e penso che lo finirò in un
paio di giorni. Auguro buona fortuna a chi ha la pazienza di cercarlo in
italiano, ma io per fortuna ho i mezzi per non aspettare i comodi degli altri.
Lo stesso vale per un altro libro pubblicato dalla Jo March, Nord
e Sud di Elizabeth Gaskell,
che sul Kindle Store è gratis.
L’amore
per la letteratura, per i libri rari e per le edizioni di pregio è una cosa
molto bella, ma bisogna anche saper vivere nel mondo. Lungi da me non
appoggiare le piccole case editrici : ci lavoro, sarebbe folle da parte mia. Ma
proprio perché la situazione di tutte le case editrici, grandi e piccole, è
quella che è, non ho comprensione per quelle che si boicottano da sole. In
particolare, trovo gravissima la scelta di non fare gli ebook, soprattutto dopo
che Amazon ha diffuso i dati di vendita dell’anno scorso, che mostrano come le
vendite del formato digitale abbiano superato quelle del cartaceo, e
soprattutto dopo che sempre Amazon presto offrirà a chi compra libri sul loro
sito anche l’ebook a un prezzo irrisorio, per accontentare chi vuole portare i
suoi libri preferiti sempre con sé e contemporaneamente non vuole rinunciare ad
accrescere la biblioteca di casa.
Le
riflessioni nate da questo episodio si sono unite a quelle nate dalla lettura
dei dati del rapporto
AIE sul mondo dell’editoria in Italia,
presentato alla Buchmesse di Francoforte da Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori. La
situazione ovviamente è tragica, non c’è nemmeno bisogno di dirlo : “Una
politica per il libro non è più solo urgente, è in ritardo […] In due anni
il fatturato è diminuito del 14%, ogni giorno abbiamo notizie di librerie che
chiudono, la crisi di liquidità si aggrava, si vanno rideterminando gli
equilibri competitivi nei canali commerciali del libro, anche l’export cala
[…] Serve un dialogo serio, diretto, subito”.
Non riporto i dati Nielsen dei
primi otto mesi del 2013 se no ci deprimiamo tutti troppo, né i dati sul 2012,
definito annus horribilis per il
libro.
Ma nel 2013 c’è stato un
piccolo miracolo, una cosa quasi fantascientifica, un evento praticamente
impossibile : c’è stato… quasi non riesco a scriverlo per l’emozione… un incremento
della lettura nel nostro paese!! Però questi dati e novità positive riguardano solo la vendita online e
gli ebook, che mostrano segnali incoraggianti. I dati sono chiari : in Italia
la lettura dei libri digitali è quasi raddoppiata (+45%
rispetto al 2011) e tra gli italiani con
più di sei anni legge il 46% della popolazione (dato lievemente migliore
rispetto all'anno scorso, ma comunque basso rispetto alla media europea). Nel
2012 il mercato digitale oscillava tra l’1,8% e il 2%, mentre ora, se contiamo le vendite di ebook +
banche dati, ha raggiunto una quota di mercato del 6,4%.
Inoltre c’è stato un boom della vendita online
di libri fisici, passata dal 3% del 2008 all’attuale11%,
13% contando anche gli ebook. Queste notizie sono confermate dai dati Nielsen :
l’online registra la maggiore crescita fra i
canali di vendita del libro nel 2013, passando dal
5,5% del 2012 al 6,3% del 2013 (escluso Amazon!).
Insomma, anche
senza tutti questi numeri ci si può rendere conto che in un paese come l’Italia
e in un momento di crisi gravissima come questo, dove tutti i settori sono in
forte calo, un aumento delle vendite dei
libri può considerarsi un miracolo vero e proprio.
Invece, per
quanto riguarda i canali di vendita tradizionali, il primo posto in
cui si acquistano i libri sono le catene, la grande distribuzione organizzata (GDO). Cresce la quota di mercato
coperta dalle librerie di catena (dal 41,5% al 42,2% del 2013), mentre i dati
evidenziano invece chiaramente una sofferenza per le librerie indipendenti...
Ma basta numeri, torniamo alla
Jo March. A lei e a tutte le piccole case editrici suicide, io mi (e vi) chiedo
: snobbate l’ebook che è in crescita, snobbate la vendita online che è in
crescita, snobbate le grandi catene che sono stabili… ma come, dove, quando,
perché pretendete di vendere?! Se saltate sulla barca che affonda, poi non vi
lamentante che le cose vi vanno male.
Concludo il discorso con due
esempi che provengono dalla mia formazione di papirologa e filologa,
lontanissima quindi dal mondo del digitale.
Il primo riguarda la nascita del romanzo. Il romanzo,
genere letterario principale del mondo moderno, tanto che è impossibile
immaginare la letteratura senza romanzi, nel mondo antico non esisteva. I
greci, che hanno inventato tutti i generi letterari possibili, non hanno avuto
il romanzo fino alla conquista romana, centinaia di anni dopo la nascita dei
loro capolavori. Quindi tanto hanno sentito il bisogno di creare questo genere
di intrattenimento, un genere-contenitore per tutte le loro esperienze di vita,
quando anche loro hanno attraversato una crisi : la fine dei regni ellenistici,
l’umiliazione della conquista, la fine delle libertà politica collettiva e
individuale, la scomparsa dalla scena internazionale, la povertà, le carestie…
praticamente, la fine che ora sta facendo l’Europa.
Ma, ora come allora,
peggiore è la crisi, maggiore è il bisogno di svago, di evasione, e quindi
maggiore è la crisi, maggiori sono la domanda e l’offerta di letteratura : è
questa la motivazione dei dati Nielsen, del rapporto AIE e dell’aumento di
lettura. Ma, naturalmente, in periodo di crisi è necessario conciliare lo svago
al risparmio, ed è per questo banalissimo motivo che gli ebook vendono bene :
perché costano meno. Anzi, tutti i classici della letteratura non costano
niente, sono gratis. E va da sé che meno costano, più se ne possono avere, e
che poi viene meno anche lo scrupolo di dove infilare nuovi libri in
appartamenti sempre più poveri, piccoli e affollati…
Il secondo esempio invece è il
Terzo Secolo. Per i non filologi è
un secolo normale, un po’ più palloso degli altri ma comunque digeribile. Per
noi filologi è una tragedia. Alla fine del secolo precedente i sovrani
d’Egitto, i Tolomei, per contrastare
lo sviluppo della biblioteca di Pergamo
posero l’embargo sul papiro, che allora era l’unico materiale scrittorio
permanente. Ma Eumene, il re di
Pergamo, non si perse d’animo e, visto che in Grecia tutto mancava tranne le
pecore, promosse lo sviluppo dei manoscritti su pergamena.
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| resti di pergamena |
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| resti di papiro |
Nel terzo secolo la pergamena
ebbe un boom inarrestabile : rispetto al papiro era più facile da trovare, infinitamente
più economica (bastava una pecora e non si pagava la dogana e la lavorazione
del papiro) e soprattutto molto meno fragile e molto più comoda : un libro era
più maneggevole, girare le pagine per trovare un brano era molto più facile che
srotolare chilometri di rotolone, perdendo un’ora per trovare un rigo… insomma,
alla faccia dell’Egitto, gli scribi cominciarono a ricopiare le opere più
famose e più richieste in pergamena. E qui avviene la tragedia : le opere non
ricopiate da papiro a pergamena si sono perse. Tutte. Per sempre. Andate.
Sparite.
Perché fra terzo e quarto secolo si scatenò una crisi vera, una crisi con
le contropalle, e fra guerre e violenze i papiri sono stati bruciati, sepolti,
distrutti, si sono decomposti, in un modo o nell'altro hanno fatto una brutta
fine, e il 90% della letteratura greca, latina, persiana, fenicia è finito nel
cesso, perché i puristi e i tradizionalisti si opponevano alla sua diffusione
su un supporto troppo moderno e popolare.
Perciò impariamo dal passato : tutte le
opere che non verranno convertite in digitale prima o poi si perderanno. Mentre
gli ebook sopravvivranno per sempre, al sicuro nei server di Amazon o di Google
nelle Montagne Rocciose o giù da lì, è probabile che fra cento anni qualcuno
brucerà le nostre biblioteche per riscaldarsi.
Di
questo soffro tantissimo, perché da Guida sono cresciuta, ho comprato i miei
primi libri, perché è sempre stata uno dei focolari intellettuali della città…
ma era una tragedia annunciata! Non ha un catalogo online, non fa nessuna scheda
per accumulare punti e sconti, non premia i clienti fissi in nessun modo… come
poteva sopravvivere?
Perciò, sia da lettrice che da
interna al settore, posso solo augurare a chiunque si occupi di libri di uscire
da un dilettantismo non al passo con i tempi e di seguire i flussi che portano
al futuro.

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