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venerdì 18 ottobre 2013

Jane Austen, Jo March, ebook, la dinastia dei Tolomei, papiri e pecore e il futuro dell’editoria

Volevo comprare un libro. Questo :

 Vecchi amici e nuovi amori di Sybil G. Brinton. Questo libro lo volevo da anni, perché è il sogno di ogni appassionata lettrice di Jane Austen in quanto primo seguito di tutti i suoi romanzi, scritto nel 1913 e quindi non influenzato dalla versioni televisive. Immaginate un libro in cui tutti i personaggi di Jane Austen si incontrano, in cui vediamo Lizzy e Darcy sposati che fanno amicizia con Emma e suo marito, le sorelle Steele che fanno da zerbino a Lady Catherine, Gerogiana innamorata del fratello di Fanny Price… ecco, capirete perché lo voglio!

Questo libro è uscito di recente in esclusiva per la Jo March, una piccola casa editrice delle quale ho sempre sentito parlare molto bene : gestita da due donne coraggiose, pubblica capolavori della letteratura inglese mai tradotti prima. Io avrei tanto, tanto voluto esprimere il mio sostegno a questa casa editrice acquistando la loro edizione… ma…

… quando lo chiedo a inizio ottobre da Feltrinelli, mi dicono che non era mai arrivato in nessuna Feltri di Italia…
 … ma dopo scopro che da Feltrinelli non arriva se in due settimane, su richiesta alla Jo March…
 … ma comprandolo dal sito di Feltri arriva in 11 giorni lavorativi…
 … ma su Amazon la Jo March non vende…
 … ma su Ibs è “normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane
 … ma su Libreria Universitaria è disponibile subito, ma senza  sconto e con le spese di spedizione…
 … ma su Mondadori non c’è proprio…
 … ma comprandolo sul loro sito arriva dopo due settimane
 … ma in qualunque caso, comprandolo online, bisogna pregare che il corriere non sia rapito dagli alieni durante la consegna…
 … ma le copie che arrivano in qualsiasi libreria vanno richieste a loro una per una e arrivano sempre in due settimane
 … ma – soprattutto – la Jo March per principio non fa ebook…

… ma troppi ma per un libro solo! Insomma, ditelo che non ci tenete a vendere!

Morale della favola, ho preso l’ebook in inglese, questo :

Edizione illustrata, a 1.35, mi è arrivato in 1 minuto e penso che lo finirò in un paio di giorni. Auguro buona fortuna a chi ha la pazienza di cercarlo in italiano, ma io per fortuna ho i mezzi per non aspettare i comodi degli altri. Lo stesso vale per un altro libro pubblicato dalla Jo March, Nord e Sud di Elizabeth Gaskell, che sul Kindle Store è gratis.

L’amore per la letteratura, per i libri rari e per le edizioni di pregio è una cosa molto bella, ma bisogna anche saper vivere nel mondo. Lungi da me non appoggiare le piccole case editrici : ci lavoro, sarebbe folle da parte mia. Ma proprio perché la situazione di tutte le case editrici, grandi e piccole, è quella che è, non ho comprensione per quelle che si boicottano da sole. In particolare, trovo gravissima la scelta di non fare gli ebook, soprattutto dopo che Amazon ha diffuso i dati di vendita dell’anno scorso, che mostrano come le vendite del formato digitale abbiano superato quelle del cartaceo, e soprattutto dopo che sempre Amazon presto offrirà a chi compra libri sul loro sito anche l’ebook a un prezzo irrisorio, per accontentare chi vuole portare i suoi libri preferiti sempre con sé e contemporaneamente non vuole rinunciare ad accrescere la biblioteca di casa.

Le riflessioni nate da questo episodio si sono unite a quelle nate dalla lettura dei dati del rapporto AIE sul mondo dell’editoria in Italia, presentato alla Buchmesse di Francoforte da Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori. La situazione ovviamente è tragica, non c’è nemmeno bisogno di dirlo : “Una politica per il libro non è più solo urgente, è in ritardo […] In due anni il fatturato è diminuito del 14%, ogni giorno abbiamo notizie di librerie che chiudono, la crisi di liquidità si aggrava, si vanno rideterminando gli equilibri competitivi nei canali commerciali del libro, anche l’export cala […] Serve un dialogo serio, diretto, subito”.
Non riporto i dati Nielsen dei primi otto mesi del 2013 se no ci deprimiamo tutti troppo, né i dati sul 2012, definito annus horribilis per il libro.



Ma nel 2013 c’è stato un piccolo miracolo, una cosa quasi fantascientifica, un evento praticamente impossibile : c’è stato… quasi non riesco a scriverlo per l’emozione… un incremento della lettura nel nostro paese!! Però questi dati e novità positive riguardano solo la vendita online e gli ebook, che mostrano segnali incoraggianti. I dati sono chiari : in Italia la lettura dei libri digitali è quasi raddoppiata (+45% rispetto al 2011) e tra gli italiani con più di sei anni legge il 46% della popolazione (dato lievemente migliore rispetto all'anno scorso, ma comunque basso rispetto alla media europea). Nel 2012 il mercato digitale oscillava tra l’1,8% e il 2%, mentre ora, se contiamo le vendite di ebook + banche dati, ha raggiunto una quota di mercato del 6,4%.

Inoltre c’è stato un boom della vendita online di libri fisici, passata dal 3% del 2008 all’attuale11%, 13% contando anche gli ebook. Queste notizie sono confermate dai dati Nielsen : l’online registra la maggiore crescita fra i canali di vendita del libro nel 2013, passando dal 5,5% del 2012 al 6,3% del 2013 (escluso Amazon!).
Insomma, anche senza tutti questi numeri ci si può rendere conto che in un paese come l’Italia e in un momento di crisi gravissima come questo, dove tutti i settori sono in forte calo, un aumento delle vendite dei libri può considerarsi un miracolo vero e proprio.
Invece, per quanto riguarda i canali di vendita tradizionali, il primo posto in cui si acquistano i libri sono le catene, la grande distribuzione organizzata (GDO). Cresce la quota di mercato coperta dalle librerie di catena (dal 41,5% al 42,2% del 2013), mentre i dati evidenziano invece chiaramente una sofferenza per le librerie indipendenti...

Ma basta numeri, torniamo alla Jo March. A lei e a tutte le piccole case editrici suicide, io mi (e vi) chiedo : snobbate l’ebook che è in crescita, snobbate la vendita online che è in crescita, snobbate le grandi catene che sono stabili… ma come, dove, quando, perché pretendete di vendere?! Se saltate sulla barca che affonda, poi non vi lamentante che le cose vi vanno male.

Concludo il discorso con due esempi che provengono dalla mia formazione di papirologa e filologa, lontanissima quindi dal mondo del digitale.

Il primo riguarda la nascita del romanzo. Il romanzo, genere letterario principale del mondo moderno, tanto che è impossibile immaginare la letteratura senza romanzi, nel mondo antico non esisteva. I greci, che hanno inventato tutti i generi letterari possibili, non hanno avuto il romanzo fino alla conquista romana, centinaia di anni dopo la nascita dei loro capolavori. Quindi tanto hanno sentito il bisogno di creare questo genere di intrattenimento, un genere-contenitore per tutte le loro esperienze di vita, quando anche loro hanno attraversato una crisi : la fine dei regni ellenistici, l’umiliazione della conquista, la fine delle libertà politica collettiva e individuale, la scomparsa dalla scena internazionale, la povertà, le carestie… praticamente, la fine che ora sta facendo l’Europa. 

Ma, ora come allora, peggiore è la crisi, maggiore è il bisogno di svago, di evasione, e quindi maggiore è la crisi, maggiori sono la domanda e l’offerta di letteratura : è questa la motivazione dei dati Nielsen, del rapporto AIE e dell’aumento di lettura. Ma, naturalmente, in periodo di crisi è necessario conciliare lo svago al risparmio, ed è per questo banalissimo motivo che gli ebook vendono bene : perché costano meno. Anzi, tutti i classici della letteratura non costano niente, sono gratis. E va da sé che meno costano, più se ne possono avere, e che poi viene meno anche lo scrupolo di dove infilare nuovi libri in appartamenti sempre più poveri, piccoli e affollati…

Il secondo esempio invece è il Terzo Secolo. Per i non filologi è un secolo normale, un po’ più palloso degli altri ma comunque digeribile. Per noi filologi è una tragedia. Alla fine del secolo precedente i sovrani d’Egitto, i Tolomei, per contrastare lo sviluppo della biblioteca di Pergamo posero l’embargo sul papiro, che allora era l’unico materiale scrittorio permanente. Ma Eumene, il re di Pergamo, non si perse d’animo e, visto che in Grecia tutto mancava tranne le pecore, promosse lo sviluppo dei manoscritti su pergamena. 
resti di pergamena
resti di papiro
Nel terzo secolo la pergamena ebbe un boom inarrestabile : rispetto al papiro era più facile da trovare, infinitamente più economica (bastava una pecora e non si pagava la dogana e la lavorazione del papiro) e soprattutto molto meno fragile e molto più comoda : un libro era più maneggevole, girare le pagine per trovare un brano era molto più facile che srotolare chilometri di rotolone, perdendo un’ora per trovare un rigo… insomma, alla faccia dell’Egitto, gli scribi cominciarono a ricopiare le opere più famose e più richieste in pergamena. E qui avviene la tragedia : le opere non ricopiate da papiro a pergamena si sono perse. Tutte. Per sempre. Andate. Sparite. 
Perché fra terzo e quarto secolo si scatenò una crisi vera, una crisi con le contropalle, e fra guerre e violenze i papiri sono stati bruciati, sepolti, distrutti, si sono decomposti, in un modo o nell'altro hanno fatto una brutta fine, e il 90% della letteratura greca, latina, persiana, fenicia è finito nel cesso, perché i puristi e i tradizionalisti si opponevano alla sua diffusione su un supporto troppo moderno e popolare. 

Perciò impariamo dal passato : tutte le opere che non verranno convertite in digitale prima o poi si perderanno. Mentre gli ebook sopravvivranno per sempre, al sicuro nei server di Amazon o di Google nelle Montagne Rocciose o giù da lì, è probabile che fra cento anni qualcuno brucerà le nostre biblioteche per riscaldarsi.


Lo stesso vale per le librerie. Ieri è arrivato l’annuncio che una libreria storica della mia città, Guida a Port’Alba, presto chiuderà. 

Di questo soffro tantissimo, perché da Guida sono cresciuta, ho comprato i miei primi libri, perché è sempre stata uno dei focolari intellettuali della città… ma era una tragedia annunciata! Non ha un catalogo online, non fa nessuna scheda per accumulare punti e sconti, non premia i clienti fissi in nessun modo… come poteva sopravvivere?

Perciò, sia da lettrice che da interna al settore, posso solo augurare a chiunque si occupi di libri di uscire da un dilettantismo non al passo con i tempi e di seguire i flussi che portano al futuro. 

giovedì 24 gennaio 2013

EBOOK SÌ, EBOOK NO, EBOOK BOH


Post su un argomento di moda, dal quale non riesco a fuggire : se ne parla in casa editrice, se ne parla in biblioteca, se ne parla su internet… e, soprattutto, se ne parla male e con superficialità, e le conversazioni in genere muoiono di morte naturale quando il solito nostalgico conservatore se ne viene con qualcosa tipo “Come si può preferire una fredda macchina impersonale al caro amico che mi fa compagnia mentre mi addormento?”, e tutti lo guardano con l’espressione “ma-sei-scemo”.

Perciò mi è venuta voglia di creare un lista ragionata dei pro e dei contro degli ebook, una lista che aggiornerò man mano che me ne verranno in mente o me ne verranno suggeriti altri.



Intanto, però, anticipo la mia opinione personale : chi ama davvero leggere si concentra sul contenuto e preferisce l’ebook, mentre i difensori del cartaceo a tutti i costi non possono definirsi veri lettori, perché nei libri vedono soprattutto degli oggetti da toccare, riordinare, accumulare e sfoggiare, come se fossero soprammobili, bomboniere, pupazzetti… oggetti, insomma. In pratica, chi preferisce la carta accumula di più, ma legge meno.

VANTAGGI

1 = Spazio. Una memory card può contenere migliaia e migliaia di ebook in uno spazio ridottissimo, mentre non solo in un appartamento normale, ma perfino in una biblioteca potenzialmente infinita, arriva un punto in cui non c’entra più niente, e così i libri più vecchi, o quelli meno letti e richiesti, o quelli esteticamente più modesti, vanno a finire sugli scaffali più alti o nei ripostigli o in cantina, e in pratica si perdono, restano là per anni.

2 = Tempo. Muovendoci in un contesto di acquisti online, l’ebook si scarica in un minuto, un libro può arrivare in un tempo stimato da tre giorni a varie settimane, e in genere ci sono anche le spese di spedizione, i ritardi e le follie delle poste, il problema di intercettare il corriere prima che sparisca per sempre nelle tenebre con il nostro pacco, di allertare i vicini o il portiere, di tracciare il pacco o - esperienza che non auguro a nessuno – di ridursi al colmo dell’ignominia e dell’umiliazione : telefonare al numero verde di Poste Italiane. Se qualcuno pur di avere un libro è disposto a sottoporsi a tutto questo, posso dirgli solo: “Tu non sei un vero lettore”. Un vero lettore vuole il libro al più presto possibile, perché prima lo comincia, prima lo finisce, prima ne può cominciare un altro; un vero lettore non si aspetta il pacco da Babbo Natale, non vuole un nuovo giocattolo, ma uno strumento di conoscenza. Ad esempio, prima ancora di comprare il Kindle Fire, quando avevo ancora soltanto l’applicazione per pc, desideravo tantissimo un libro, Following Hadrian: A Second-Century Journey through the Roman Empire; su Amazon c’era il formato Kindle, a circa 11 euro, a poi varie edizioni vendute da privati, e quindi senza spedizione tracciabile e veloce, e a prezzi altissimi. Ne parlavo in un forum, e gli altri utenti mi consigliavano di aspettare che il prezzo scendesse, a mi sconsigliavano il Kindle perché era un libro bello, con cartine, illustrazioni, con carta e formato appariscenti, carta piacevole al tatto e alla vista… fu in quel momento che mi resi conto che mi stavano descrivendo le caratteristiche estetiche che io cerco in una borsa, mentre io da quel libro - e da tutti gli altri - volevo fatti, date, nomi, teorie e informazioni : il contenuto, in pratica. Così l’ho scaricato, e l’ho finito in un paio di giorni, il tempo che ci sarebbe voluto a inoltrare l’ordine : non sono diventata proprietaria di un oggetto fisico e le mie mani non hanno giocherellato con niente, ma sono diventata proprietaria di conoscenza e cultura, ed è stato il mio cervello a giocherellare!



3 = Prezzo. Tranne che con le case editrici italiane, che non rinunciano a imbrogliarci e hanno prezzi quasi pari per digitale e cartaceo, nel mondo civilizzato con gli ebook si risparmia. Questo ragionamento non è motivato dalla tirchieria, ma da un amore per la lettura così grande che spinge a festeggiare la possibilità di comprare tre ebook al prezzo di un libro. Invece per il nostalgico che mi fa “No, preferisco spendere e aver un solo libro, ma buono” vale la risposta di prima  “Tu non sei un vero lettore”. Un vero lettore non rinuncerebbe mai a più libri per averne uno solo, ma bello : questo lo fa un accumulatore.

4 = Praticità. Addio alle borse pesantissime, addio alle valige piene di libri… biblioteche di migliaia di volumi possono essere spostate agevolmente in una tasca, libri di centinaia di pagine possono essere tenuti in una mano sola, e questo al giorno d’oggi è un vantaggio : sono poche ormai le persone, soprattutto giovani, che contano di trascorrere tutta la vita nello stesso luogo, nella stessa casa, e fra tutti i problemi di spostamento almeno gli ebook risolvono quello di spostare la propria biblioteca da una città all'altra o di abbandonarla per anni o per sempre.

5 = Interattività. Un ebook reader mi consente non solo di sottolineare senza rovinare il libro e di scrivere note e appunti senza sprecare carta, ma anche di cliccare su parole che non conosco di ogni lingua, così che mi appaia la definizione di dizionari sempre aggiornati, di cercare su internet qualsiasi parola, brano, citazione, canzone o film interessante trovi nel libro semplicemente cliccandoci sopra, di fare ricerche per parole, di mettere segnalibri… facendo questo su un libro normale, alla fine avremmo un coso tutto scritto, sgualcito, sottolineato, con le orecchie piegare e la rilegatura allentata.

6 = Preservazione. Un ebook, a differenza del cartaceo, non si esaurisce, non va mai fuori catalogo e quindi non deve essere cercato per cielo e per terra, non deve essere ristampato e non è attaccabile da acqua, fuoco, umidità, agenti patogeni, muffe, topi, insetti e vandali occasionali, non necessita restauri e non rischia di scomparire.

7 = Esordienti. Chi lavora anche solo per un po’ nell'editoria prima o poi si rende conto di una verità fondamentale : nessuno compra i libri degli esordienti. Nessuno. I pochi acquirenti dipendono dal grado di parentela con il suddetto esordiente : genitori, nonni… già su zii e fratelli non si può contare. Mettendo in conto questa verità, le piccole case editrici cercano di limitare le perdite mettendo questi libri a prezzi che vanno dai 10 euro in su, senza capire che così si stanno rovinando con le loro mani, perché - questo è il corollario della verità precedente - nessuno spenderebbe mai 10 euro per un esordiente. Nemmeno io, che nella piccola editoria ci lavoro. Due ragazze che conosco l’anno scorso hanno pubblicato dei romanzi : la trama mi sembrava bella, sapevo che le ragazze erano intelligenti e sensibili e che probabilmente i loro libri mi sarebbero piaciuti, ma nada. Non si spendono 10 euro per le esordienti. E non per tirchieria, perché guadagno bene, ma per principio : con 10 euro compro la Allende, Murakami, Mishima, Balzac, Dickens, Tolstoj, Doris Lessing, no S.V. e M.M. Poi, finalmente, il libro di M.M. diventa un ebook a 3 euro, e un minuto dopo averlo scoperto già lo stava leggendo sul Kindle. La casa editrice di S.V. non è stata tanto intelligente, e quindi il libro se lo può tenere a impolverarsi per i prossimi dieci anni. Morale della favola : incrementare gli ebook significherebbe dare un grande aiuto ai giovani autori e alle piccole case editrici, che fra l’altro risparmierebbero anche tutti i costi della tipografia. Questa tecnologia che viene quasi demonizzata appare quindi opportunità imperdibile per gli editori, soprattutto considerando la grave crisi dell’editoria.

8 = Ecologia. Cari lettori appassionati, ma siete proprio convinti che le foreste stanno qua solo per voi? Per il vostro gusto di riempire gli scaffali e arredare casa con dei rettangolini colorati pieni di pagine? Invece proprio nell'ambito del progetto di salvare il pianeta riducendo gli sprechi, il passaggio al digitale mi sembra un grande passo.

9 = Salute. in un’ebook non c’è bisogno di accecarsi, i caratteri si ingrandiscono, i colori si possono cambiare e la luminosità si può regolare.



SVANTAGGI

1 = con gli ebook la lettura diventa un’operazione ancora più solitaria. In genere l’ebook reader è strettamente personale, oppure ognuno ce l’ha sul suo computer, quindi non capiterà più che qualcuno veda un libro sul nostro comodino e ce lo chieda in prestito, né si potrà più dire qualcosa tipo “Ho cominciato a leggere nelle biblioteca dei miei genitori”. A questo probabilmente in qualche modo si può ovviare : prima c’era la biblioteca di famiglia, in futuro ci l’ebook reader di famiglia. Un altro dubbio che vorrei togliermi è : gli ebook si possono prestare? O quello che ho comprato io ha una specie di codice che lo lega solo al mio account e ai miei dispositivi?

2 = come è successo nel passaggio dal papiro alla pergamena e dalla pergamena alla carta, i libri che non saranno convertiti in formato digitale prima o poi, a lungo andare, scompariranno dalla circolazione, finiranno relegati nelle biblioteche. Quindi la soluzione è convertire tutto, e per fortuna da questo punto di vista perfino l’Italia è alla’avanguardia. L’AIB ha avviato un programma di catalogazione e digitalizzazione del libro antico al quale parteciperà anche la sottoscritta, che è lietissima di dare un contributo alla preservazione del nostro patrimonio librario. Anche il Fai, alla luce dei tagli alle biblioteche piccole e grandi, ha suggerito che le biblioteche e gli archivi provvedano alla «riorganizzazione e digitalizzazione, per garantirne la sopravvivenza e la consultazione in futuro, anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie»

3 = quanta sicurezza offrono veramente gli ebook? Il concetto di digitale è davvero affidabile? Ad esempio, gli ebook che compriamo sono nel nostro account, cioè fisicamente salvati in circuiti che si trovano chissà dove e che dipendono da colossi editoriali che, un giorno, per problemi di varia natura, potrebbero anche non garantire più l’accesso ai nostri account : avremmo in tal caso una garanzia di poter sempre e comunque avere accesso alle nostre collezioni?

4 = Unica obiezione seria : se il passaggio all'ebook fosse totale, milioni di tipografi, correttori di bozze e impiegati a vario titolo nelle librerie perderebbero il lavoro. Questo mi sembra un rischio serissimo, e mi meraviglia che in tutte le conversazioni a cui ho assistito e che ho letto nessuno dei difensori ad oltranza del cartaceo si sia posto questo problema. In casa editrice spesso abbiamo parlato di riconvertire il personale in vista del passaggio al digitale, ma inevitabilmente sopravvivrebbero solo gli esperti di informatica, e nemmeno tutti : no c’è bisogno di guardarsi la fantascienza degli anni ’60 per capire che un solo computer fa il lavoro di più persone. So che in Italia sono nate varie librerie che offrono anche il servizio di shopping online : scandalosamente non ne ho mai vista una, quaggiù nel Terzo Mondo devono ancora arrivare, ma sono molto scettica… insomma, perché dovrei vestirmi e uscire per fare qualcosa che potrei fare da casa, in pigiama, a qualsiasi ora del giorno e della notte?




Però, al di là di tutto, resto dell’opinione che il progresso deve essere incoraggiato, non fermato, e che sopravvive chi si adatta al cambiamento, chi non ci tiene alle sue abitudini. Le scene di panico che stanno accompagnando il passaggio all'ebook sicuramente ci furono anche quando la pergamena sostituì il papiro - leggere non sarà stato più lo stesso senza un soffice rotolone da srotolare con due mani! - o quando la pergamena a sua volta fu sostituita dalla carta - annusare i libri non sarà stato più lo stesso senza quella bella puzza di pecora! - ma ora, dopo secoli, ci rendiamo conto che è stato solo grazie a questi passaggi che ci è arrivata parte della cultura dei millenni precedenti al nostro. Ormai viviamo in una società globale e multimediale, in cui internet è diventato un luogo vero e proprio, in cui la gente va, si incontra, si informa, si conosce. E se in questo luogo globale e multimediale vogliamo portarci anche i nostri libri, è meglio che ci sbrighiamo a renderli compatibili con i nuovi standard di vita.


sabato 15 dicembre 2012

Verliebte Amazon! - manga in tedesco


Oggi è arrivato un altro - l’ennesimo - bel pacchetto Amazon! Ormai i corrieri quando bussano si limitano a dire “Anna, scendi!”.

Questa volta ho fatto vari begli acquisti manga nella lontana Germania, dove varie cosette interessanti vengono pubblicate e dove la Carlsen fa sconti molto interessanti : vagando per Amazon infatti ho trovato moltissimi manga ribassati da 7 euro a 5.

Innanzitutto ho preso questo : 



In realtà, anche se spesso tendo a dimenticarmelo, Cantarella di You Higuri c’è anche in Italia, dove è iniziato vari anni fa e dove non c’è alcuna possibilità di vederlo finito. La maniaca della precisione che si nasconde in me storce il naso alla vista delle collezioni Frankenstein, ma da un lato mi sono scocciata di stare ai comodi della Free Books, che non merita i miei soldi, dall'altro dovevo prendere altri manga della Higuri in tedesco, e quindi ora posso annunciare al mondo che HO FINITO CANTARELLA! Certo di storico non ha nulla, ma devo ammettere che lo trovo più piacevole del Cesare di Fuyumi Sōryō, che ha effetti soporiferi e del quale, su 200 pagine, ne leggo a stento una decina, saltando i riassuntivi di storia e letteratura. 

Sempre parlano di collezioni Frankenstein e della Higuri - ormai in casa Comnena i due concetti vanno insieme - ho anche preso questi :


Questo manga in Italia ha una storia strana. Anni fa alla Jpop è corsa vaghezza di pubblicare Gorgeous Carat Galaxy e io ingenuamente lo presi, attirata dai disegni e dal fatto che era un volume unico. Alle prime pagine però ho la bella sorpresa di scoprire che quel volume unico non era che lo spin off della serie in quattro volumi Gorgeous Carat. La storia bene o male mi piacque e quindi con santa pazienza mi misi a cercare il prequel in una lingua comprensibile e trovai una tipa che vendeva tutti e quattro numeri usati in inglese, numeri che, nel tempo di caricare una postepay e di fare un piego di libri, mi sono arrivati. Ho appena il tempo di godermi la storia – una cretinata rilassante, quelle storie che adempiono al ruolo di sciacqua – cervello – prima di scoprire che c’era anche un sequel, Gorgeous Carat La Esperanza. Di questo sequel non ho mai trovato le scans né sinceramente ho mai capito se fosse stato o no pubblicato in inglese, e avevo lasciato cadere la cosa perché, sinceramente, potevo vivere senza, finché giorni fa non ho visto che c’erano in tedesco e scontati, e con un click li ho messi nel carrello. Ora che sono qui, posso dire di avere un Gorgeous Carat europeo : inizia in inglese, ha un numero di mezzo in italiano, e continua in tedesco! 


Osservando il suddetto carrello, sono stata la prima a meravigliarmi di vederci dentro ben 4 manga della Higuri, e mi è venuto in mente di prendere in tedesco anche la sua serie più famosa :


Anche se è un informazione poco nota, io sono da almeno dieci anni fan di Ludwig di Baviera, da quando ho visto il film di Visconti. L’ho ridimensionato come personaggio dopo la visita a Neuschwanstein, un trionfo del  kitsch  dove anche Enzo Miccio si darebbe alla fuga, ma gli sono rimasta affezionata in quanto tipico  rappresentante dei folli e geniali Wittelsbach. Da momento che in Germania questo manga lo tengono nelle biblioteche, è il momento che lo legga anche io.

Visto che il weekend si preannuncia grigio e piovoso, penso proprio che me lo passerò con questi drammoni higuriani insensati in tedesco.

Auf Wiederhören!!

giovedì 8 novembre 2012

Amazon mon amour - 1


Oggi inauguriamo una nuova rubrica : Amazon mon amour.

Io e Amazon abbiamo una relazione serissima da anni, ma da quando è nato Amazon.it per le mie finanze è cominciata la crisi! Nel mio carrello attualmente ci sono 62 items : riuscirò, prima o poi, a vederlo vuoto? Non penso proprio, visto che per ogni cosa che compro ne aggiungo in media altre due! Proprio per questo la mia fonte di gioia si merita una rubrica tutta sua, nella quale inserirò gli acquisti futuri e quelli passati, tutto quello che mi è arrivato by Amazon in pratica. Oggi mi sono arrivati ben 3 pacchetti e, mentre li scartocciavo tutta felice, sul pavimento, mi sentivo una bambina la mattina Natale. Perciò vi presento i miei nuovi acquisti, che mi faranno compagnia per i prossimi giorni.

1 = Timothy Findley – Le ultime parole famose



Questo libro lo volevo da anni! Da quando ero una povera studentessa squattrinata che non poteva permettersi neanche di guardare i costosissimi volumi Neri Pozza. Ma poi, non so perché, avevo dimenticato di volerlo, finché non l’ho visto per caso su Amazon a quasi la metà del prezzo di copertina, è ovviamente l’ho preso. La trama fornita dalla casa editrice è questa :
 «Al Grand Elysium, l'hotel che nel Tirolo si erge sopra UnterBalkonberg e guarda da un'altezza di quasi duecentocinquanta metri le acque smeraldine dell'Otzalsee, la suite di Mauberley  è  sempre stata al secondo piano, terza porta a sinistra. Dall'altra parte del corridoio, prima della guerra, c'erano gli Allenby o gli Hemingway, gli Shirer o Marielle de Pencier, la donna più ricca del mondo, che aveva un penchant per la vista nord e prenotava l'intera ala 'austriaca' dell'albergo per due settimane a giugno per sistemarvi gli amici più bizzarri. Una volta Greta Garbo aveva preso alloggio proprio accanto alla suite di Mauberley, e lo scrittore aveva sfacciatamente origliato attraverso il muro. Tornare ogni estate al Grand Elysium e salire i famosi gradini delle sue scale di marmo, come avevano fatto Isadora Duncan, Somerset Maugham e Richard Strauss, e danzare nel «giardino d'inverno» in compagnia di Edoardo VIII e Mrs Simpson, era un'esperienza davvero unica per Mauberley. In questa estate del 1945, tuttavia, l'amico di Ezra Pound e dei duchi di Windsor, il poeta americano che ha sprecato il suo talento per inseguire i fantasmi della bella vita e della sua mente, non sentirà più l'odore degli alberi e il suono delle cascate di UnterBalkonberg, non rivedrà più gli amici nè riderà con loro; niente più cocktail e abiti da sera, succhi d'arancia e tenute da tennis, niente più vino brulé e maglioni da sci. Ora, al secondo piano, terza porta a sinistra, il cadavere di Mauberley giace in un angolo, chino come un uomo in preghiera. Un braccio ripiegato sotto il corpo, rotto, l'altro, torto all'indietro con il palmo della mano girato verso l'alto e una matita d'argento stretta tra le dita. I soldati alleati stentano a riconoscerlo. Quello straccione con le tasche della giacca strappate e i lembi di fodera penzolanti e brandelli di lana sulle spalle è davvero il famoso Hugh Selwyn Mauberley, il «traditore» che frequentava Ribbentrop e Mussolini, l'autore di Cani di pietra, il libro da cui è stato tratto il film con Bette Davis? E che cosa sono quelle scritte incise sui muri? Pareti e pareti ricoperte di parole, quattro stanze piene, sedici muri di meticolose incisioni, ogni parola ben incastonata al suo posto? Il «traditore» ha scritto il suo ultimo libro prima di essere ucciso? Ha lasciato sui muri del Grand Elysium il suo testamento? Mescolando realtà e invenzione (Hugh Selwyn Mauberley è¨ uno dei grandi poemi di Ezra Pound), Timothy Findley ci offre con Le ultime parole famose uno straordinario thriller  «con protagonisti come Ezra Pound, il duca e la duchessa di Windsor, Ernest Hemingway» (Newsweek) e, insieme, una delle opere più profonde sulla follia e sulle passioni del Novecento»

 2 = Das Tagebuch der Lieblingstochter von Kaiserin Elisabeth 1878-1899 - Marie Valerie von Österreich


Marie Valérie (1868–1924) wurde als viertes Kind von Kaiser Franz Joseph und Kaiserin Elisabeth in Budapest geboren. Wie keines der anderen Geschwister gewann sie das Herz ihrer Mutter und durfte ihre Nähe erleben, aber auch Sisis ruheloses Leben. In ihrem Tagebuch beschreibt Marie Valérie ihre Eltern, Geschwister und Verwandten ganz unmittelbar, oft ungeschminkt. Kritisch beschreibt die Erzherzogin auch ihre Zeit, die Monarchie und nicht zuletzt sich selbst – als Kind, als Braut, als Frau und Mutter.
 Vabbè : è il diario della figlia preferita di Sissi! Collezionare biografie, diari e epistolari degli Asburgo è un hobby poco noto della Comnena, del quale un giorno parlerò in maniera più approfondita : negli ultimi anni ho pescato qua e là cosine abbastanza rare in proposito. Questo diario – dal quale mi aspetto pettegolezzi e notizie di prima mano e anche riflessioni intelligenti, visto che Marie Valeria era una ragazza in gamba, immune dalla psicopatologia della sua famiglia – ci sarebbe anche in italiano, ma ovviamente è esaurito da anni e fuori catalogo! Però da un altro punto di vista mi fa piacere leggerlo in lingua originale.

3 = The Garden of Evening Mists - Tan Twan Eng



Io questo autore malese lo amo. È un genio e un artista e ha una sensibilità  straordinaria e un modo di scrivere affascinante. Il suo altro libro, The gift of rain, è fra i miei preferiti di sempre. Sarà difficile che quest’altro sia alla sua altezza, ma già dalla trama noto con piacere che sono molto simili.
Trama da casa editrice : 

It's Malaya, 1949. After studying law at Cambrige and time spent helping to prosecute Japanese war criminals, Yun Ling Teoh, herself the scarred lone survivor of a brutal Japanese wartime camp, seeks solace among the jungle fringed plantations of Northern Malaya where she grew up as a child. There she discovers Yugiri, the only Japanese garden in Malaya, and its owner and creator, the enigmatic Aritomo, exiled former gardener of the Emperor of Japan. Despite her hatred of the Japanese, Yun Ling seeks to engage Aritomo to create a garden in Kuala Lumpur, in memory of her sister who died in the camp. Aritomo refuses, but agrees to accept Yun Ling as his apprentice 'until the monsoon comes'. Then she can design a garden for herself. As the months pass, Yun Ling finds herself intimately drawn to her sensei and his art while, outside the garden, the threat of murder and kidnapping from the guerrillas of the jungle hinterland increases with each passing day. But the Garden of Evening Mists is also a place of mystery. Who is Aritomo and how did he come to leave Japan? Why is it that Yun Ling's friend and host Magnus Praetorius, seems to almost immune from the depredations of the Communists? What is the legend of 'Yamashita's Gold' and does it have any basis in fact? And is the real story of how Yun Ling managed to survive the war perhaps the darkest secret of all?
 4 = Inseguendo l’amore – Nancy Mitford



Le sorelle Mitford, tranne quella nazista, sono le mie eroine : geniali, stravaganti, eccessive, fuori dalle righe, scandalose ma così glamour e così British… non mi stancherei mai di leggere storie che le riguardano.  E poi mi affascina leggere romanzi e libri ambientati in Inghilterra durante le guerre mondiali.
Trama :

In questo suo primo romanzo, in parte autobiografico, Nancy Mitford ci offre un ritratto irriverente dei vizi e delle virtù della nobiltà inglese nella prima metà del Ventesimo secolo: al centro della narrazione si trova la straordinaria famiglia dei Radlett, signori di campagna dai gusti eccentrici, presso i quali la nipote Fanny trascorre parte dell'infanzia e adolescenza. Nei ricordi di Fanny ormai adulta spicca la bella cugina Linda, passionale e sventata: è proprio lei a 'inseguire l'amore', che troverà infine - dopo il noioso matrimonio con un ricchissimo banchiere e la fallimentare relazione con un intellettuale comunista - fra le braccia di un estroso e disincantato duca francese. La seconda guerra mondiale, con i suoi lutti e i suoi orrori, dissolverà ogni illusione e frivolezza: ma per Fanny, la consapevolezza della scomparsa di quel mondo non appannerà mai l'amorevole ironia con cui le stravaganze dei Radlett meritano di essere raccontate
5 = Searching for Pemberley - Mary Simonsen




Altro hobby poco noto della Comnena : leggere romanzi che parlano dei romanzi della Austen o che ne riprendono i personaggi. In questo campo è facilissimo trovare opere amatoriali e scadenti, veri e proprio romanzetti rosa, ma faccio una vita stressante e in qualche modo devo pur rilassarmi! E poi, anche se spesso viene fatto con risultati discutibili, mi piace vedere in quanti modi si può raccontare la stessa storia. Questo poi l’ho preso anche per la sua ambientazione, l’Inghilterra nella prima metà del ‘900, che, come ho detto, mi piace.
La trama è questa : 
Maggie went in search of a love story, but she never expected to find her own... Desperate to escape her life in a small Pennsylvania mining town, Maggie Joyce accepts a job in post-World War II London, hoping to find adventure. While touring Derbyshire, she stumbles upon the stately Montclair, rumored by locals to be the inspiration for Pemberley, the centerpiece of Jane Austen's beloved Pride and Prejudice. Determined to discover the truth behind the rumors, Maggie embarks on a journey through the letters and journals of Montclair's former owners, the Lacey family, searching for signs of Darcy and Elizabeth. But when the search introduces her to both a dashing American pilot and a handsome descendant of the "Darcy" line, Maggie must decide how her own love story will end.
 Cretinata? Riuscirà a farmi passare almeno un paio di pomeriggi piacevoli? Vi faro sapere!

6 =  The Story of the Trapp Family Singers Maria Augusta Trapp 



Non c’è bisogno di mettere la trama di questo! Prima o poi tutti abbiamo visto The sound of music con Julie Andrews, di cui è stato anche trasmesso l’anime. Quello che pochi sanno è che quella della famiglia Trapp è una storia vera, che in questo libro è raccontata in prima persona da Maria. L’ho preso perché voglio leggere un ritratto di quell’epoca e perché mi piace l’ambientazione nell’Austria durante l’avanzata del nazismo.

7 = Morning sun,  The Story of Madam Butterfly's Boy – Laird Koenig



This bestselling author’s wonderfully moving adventure-love story takes us to Japan in 1913. When his US Navy officer father dies, teenage Sam Pinkerton discovers he’s the son of a Japanese mother, and follows his heart to find her. Too late. Madam Butterfly ended her life with a samurai blade. Whether American or Japanese, he’s an outcast desperately alone in the strange and dangerous lower depths of Nagasaki, struggling to stay alive. A wily criminal Japanese kid helps him avoid the law and endure to young manhood and sex in varieties gaijins know little of. A breathtaking fantasy with a geisha
ends when corrupt and powerful Kodo traps the American-looking Sam into marrying his club-footed daughter. Sam feels no love, yet respects Mayumi, who bears the children he adores. Her father sends him to the States, posing as an American in a lumber deal illegal for a Japanese. Accepted among the Jazz-Age youth, he falls in love with blonde Nicola. One slip, however, will reveal his identity and mean prison for Sam. Now truly between two worlds -- Nagasaki and Mayumi waiting with his children, or America and his deep love for Nicola. Desert Mayumi the way his father betrayed Butterfly? Where does young Sam belong in the world?


8 = Türkisch für Anfänger - Der Film

Dopo tanti film ci voleva un bel dvd! Io ho amato e amo il telefilm tedesco Türkisch für Anfänger – trasmesso da Mtv con il titolo di Kebab for breakfast – e da quando ho saputo che avevano girato anche il film ho cominciato il conto alla rovescia per vederlo… ed eccolo! Anche se in apparenza è molto leggero e di una comicità esilarante, il telefilm è davvero  intelligente, ironico e sorprendente : spero che lo sia anche il film.