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mercoledì 19 febbraio 2014

gdl proteggi la mia terra di saki hiwatari - II settimana - volumetti 9/16

«La luna mi insegue e mi lascia solo»


Eccoci finalmente alla seconda parte della rilettura e alla seconda parte di questo capolavoro di manga : negli anni l’ho riletto già varie volta, ma ogni rilettura mi ha portato la gioia di nuove scoperte e nuove emozioni, perché Proteggi è un’opera che riesce sempre a comunicare la sua magia.
In questi volumi la trama se la narrazione si sdoppiano e finalmente entriamo nel vivo della vita sulla base lunare,  alla quale, man mano che i ragazzi recuperano la memoria, vengono dedicati flashback sempre più lunghi e articolati che ci mostrano lati inaspettati del rapporto  fra Shion e Mokuren, un rapporto che non era proprio tutto rose e fiori e che ci riempie ancora di più di dubbi su cosa Rin/Shion provi veramente per Arisu/Mokuren.
Vediamo il ricordo di quando Mokuren e Shion avevano annunciato di essersi fidanzati, ma non capiamo come questo sia potuto accadere perché, come Mokuren dice a Shyuhkaido una delle tante volte in cui le piante, per il suo canto, avevano invaso la base, Shion la detestava, non la sopportava, e il fatto che ora fosse arrabbiato con lei la spaventava… e infatti Shion appare all'improvviso alle spalle, in una scena che infondo è carina e comica, e, quando Mokuren gli dice di sentirsi in colpa e di volersi assumere tutta la responsabilità dell’incidente, Shion le fa strappare tutte le piante da sola, senza nemmeno l’aiuto dei robot, impedendo agli altri di aiutarla. Non sembra che la detesti, ma è innegabile che nei suoi confronti è ostile e ironico e così facendo suscita le vive proteste degli altri, che vedendo Mokuren lavorare e piangere da sola ovviamente se la prendono con Shion. Ma la verità è che Shion non le fa niente di strano né con lei è particolarmente crudele : mentre lui la tratta come una persona normale, tutti gli altri considerano Mokuren una fragile divinità alla quale tutto deve essere risparmiato e sgridare la quale è un sacrilegio, cosa che fa infuriare Shion. A difendere Mokuren da Shion è soprattutto Gyokuran, che di Mokuren si è subito innamorato; litiga con Shion per difenderla e Shion gli rovescia addosso tutto il suo disprezzo per il modo in cui, secondo lui, Mokuren riusciva a manipolarlo. Nel frattempo anche Shyuhkaido si innamora di Mokuren che, come vediamo dai ricordi di Haru, la considera come un’unica oasi in un deserto enorme e dice che senza di lei non avrebbe potuto affrontare quei giorni terribili.
Fra Mokuren e Shion i rapporti non migliorano, ma vanno avanti attraverso frecciate e malintesi, come quando Mokuren, mentre dormiva, gli mostra con la telepatia uno scenario idilliaco : tutti, in preda alla nostalgia, le avevano chiesto di farsi mostrare il loro paese natale, e così lei aveva pensato di fare questa gentilezza anche Shion, che però la deride, amaro e caustico come sempre - il suo pianeta natale era un campo di battaglia, non ricordava nemmeno le facce dei suoi genitori, non aveva mai visto un panorama bello come quello che lei gli aveva mostrato e, se fosse tornato nel luogo in cui era nato,  avrebbe trovato solo uno scenario di distruzione, mentre il pianeta in cui era cresciuto, il luogo che per tutti gli altri era “casa”, era il responsabile della distruzione della sua casa – e la sua pietà, come la pietà di tutti i kicies, era solo ipocrisia, tutto quello che sapevano fare era invadere il cuore della gente senza permesso e mostrare loro immagini rassicuranti ma false. Mokuren, dopo essere stata trattata così male, si scusa e fugge via quasi in lacrime, ma vediamo che quella volta era riuscita davvero a penetrare attraverso la freddezza e l’ostilità di Shion, che fra sé e sé ammette che quello che le aveva detto era falso e che Mokuren capiva tutto di lui, capiva che in realtà desiderava più di chiunque altro un posto da chiamare casa. E infatti i codici di Shion sono : “Voglio tornare subito alla mia città natale”, “Voglio tornare subito al mio pianeta natale” “Voglio tornare subito da qualche parte”. Anche lui prova nostalgia, ma nostalgia di un luogo in cui non era mai stato.
In altri flashback vediamo litigi più seri : il pianeta madre ormai è stato distrutto e Shion propone di raccogliere i codici e di scendere sulla Terra, perché anche loro avevano il diritto di vivere. E tutti, tranne Hiragi e Gyokuran, sono d’accordo con lui, ma le cose precipitano, le ostilità e l’insistenza di Shion crescono al punto che vediamo in un ricordo che Gyokuran propone di incarcerarlo per piegare il suo egoismo.
Vediamo qualcosa in più anche di Mokuren che, in quanto kicie sarjarim, prima della partenza per la Luna era incaricata dal governo di cantare nelle cerimonie pubbliche e religiose, bellissima con gli abiti e i gioielli tradizionali. Aveva cantato anche alla cerimonia di prima della partenza, ma Shion non era andato a vederla e perciò la sente cantare per la prima volta sulla luna, durante una festa  : e, anche se in genere quando Mokuren cantava lui si infuriava perché le piante invadevano la base, quella volta, la prima volta in cui la sentiva cantare, l’aveva ascoltata incantato e dopo si era liberato delle piante senza protestare.
Insomma, Shion è una personalità contraddittoria, un ribelle nato, cinico, manipolatore  e aggressivo, che però nasconde una sensibilità più complessa… ma per scoprire i motivi del suo atteggiamento dobbiamo tornare sulla Terra, dove i ragazzi si stanno appunto preparando a ritrovarsi con quello che loro credono la reincarnazione di Shion : Haru.
E Haru è un personaggio che in questi volumi impariamo a conoscere meglio. Consapevole del crimine terribile che aveva commesso nella sua vita precedente, è il primo a intraprendere consapevolmente un cammino di espiazione, anche se, per ora, tutte le circostanze gli sono contro : non solo Rin lo ricatta, ma lo ritroviamo anche sconvolto dalla notizia del trasferimento di Tamura a Tokyo. Senza pensare a niente si teletrasporta a casa sua, ma Tamura, ormai esperto di esp, non batte ciglio e lo tranquillizza riguardo ai suoi poteri e all’altro se stesso del quale ha per un attimo visto l’immagine. Il fatto che Tamura lo accetti e sia disposto ad aiutarlo gli dà coraggio e così Haru si prefigge un nuovo obiettivo : rimediare agli errori passati. E può farlo soltanto avvicinando Shion ad Arisu. Ma sa che Rin non gliela renderà facile. E anche Tamura parte inquieto dopo che anche “S.” è andato a “salutarlo” alla stazione.
Intanto tutto il gruppo si è riunito per conoscere Shion. Manca solo Arisu, ma Rin ha organizzato un appuntamento solo per lei e Haru. Gli altri, con gran divertimento di Rin,  sono tutti eccitati, emozionati e anche un po’ nervosi all’idea di incontrare Shion (cioè Haru che interpreta Shion). Jimpachi dice che lui è felice di rivederlo e che, rivedendolo, gli avrebbe semplicemente detto “Da quanto tempo”, perché, nonostante le cose che erano successe, è sicuro che Gyokuran voleva bene a Shion, dichiarazione che sorprende Rin.  E, quando gli altri pensano che Shion, che tardava, forse non si sarebbe presentato, Jimpachi li rassicura : anche se non sembrava, Shion era tremendamente affidabile. E, mentre Rin/Shion li ascolta, tutti cominciano a parlare bene di Shion : anche se era scontroso, era leale e, quando gli chiedevano qualcosa, andava oltre i loro desideri nell'accontentarli. Lo definiscono perfino un ragazzo puro, senza avere la minima idea che Shion in quel momento li stava ascoltando. Jimpachi dice che il suo carattere gli piaceva… e, quando arriva, tutti si accalcano per andare a prenderlo.
E così Haru entra ufficialmente nel gruppo ma parte subito con il piede sbagliato : Sakura e Issei riconoscono subito il ragazzo suicida e, quando lo rivelano, è tanto evidente che Rin si arrabbia di non conoscere quell'episodio e che gliel'avrebbe fatta pagare, che Haru subito è spinto a ribadire che non aveva nessuna intenzione di suicidarsi – ergo, di sfuggire a Rin – ma che in quel periodo era sonnambulo e che era stato proprio scivolando nel fiume che aveva ricordato il suo passato. Rin osserva che “lo sente vicino”, anche se non avrebbe mai immaginato che anche Shion provasse quei sentimenti, quasi a dargli un’indicazione scenica : stava interpretando male Shion!  E infatti, quando Haru va via, tutti osservano che, anche se l’aspetto fisico era lo stesso, il carattere di Shion era irriconoscibile. Inoltre Sakura e Issei dubitano che riguardo al fiume abbia detto la verità e, d’altro canto, nessuno di loro può credere che Shion avrebbe mai tentato di uccidersi.  Inoltre Issei rivela che Haru, nel fiume, telepaticamente aveva detto “Shion” e si chiede perché qualcuno dovrebbe dire il proprio nome, ma Rin si salva in corner notando che forse era una domanda. Allora Sakura propone di chiedere a Tamura, che sicuramente sapeva la verità,  senza rendersi conto di quanto fosse pericoloso dire tutto questo davanti a Rin.
Infatti Rin, che in questi numeri è sempre più crudele : teletrasporta Haru in riva al mare in tempesta, lo tortura spingendolo sott'acqua e lo ricatta : se avesse riprovato a suicidarsi o se gli avesse di nuovo disobbedito, sarebbe stato Tamura a pagare. Inoltre gli impedisce di vedere Arisu e annulla l’appuntamento che aveva organizzato per loro.
Ormai però Tamura è coinvolto fino infondo. Haru infatti prima dell’incontro gli aveva scritto una lettera in cui gli rivelava tutto quello che era successo sulla luna e ora ha paura : se Tamura avesse letto la sua lettera, Rin gli avrebbe fatto del male. Si sente tanto in colpa per aver mandato quella lettera che riesce a teletrasportarsi a Tokyo. Takashi, che lo trova, gli promette che avrebbe strappato lui la lettera non appena gli fosse arrivata, ma Tamura lo scopre mentre sta per farlo e glielo impedisce, legge la lettera e scopre che sula luna con Haru c’era anche il bambino che lo aveva ridotto male, alias Shion, che aveva buoni motivi di vendicarsi : nella lettera infatti Haru ammette di dover pagare le sue colpe della vita precedente e che temeva di non riuscirci, perché quello che aveva fatto a Shion, che aveva costretto a  una vita di dolore e disperazione, era troppo grave.
Per fortuna Rin non può ancora sbarazzarsi di Haru, ma invece alla fine è costretto ad accompagnarlo a incontrare Arisu. Quando Haru gli chiede come fa ad essere così sicuro che Arisu sia Mokuren, Rin gli risponde ricordandogli la sintonizzazione reattiva : quando era caduto dal quindicesimo piano, si era svegliato sintonizzandosi sulla corrente mentale di Arisu che pregava perché si svegliasse. Così si era svegliato e aveva recuperato i ricordi. Poi aveva fatto lo stesso : tramite telepatia le aveva mandato una visione che aveva avuto al risveglio, trasmettendole però solo quello che diceva Shion e lei, sintonizzandosi, aveva completato il dialogo con quello che diceva Mokuren. E ora il compito di Haru era proprio quello : stimolarla con la sintonizzazione fino a farle recuperare i ricordi e farla risvegliare, evitando ovviamente le scene in cui erano soli. Lui non poteva farlo, per lui era impossibile condurla a un risveglio tranquillo e provandoci avrebbe solo toccato una ferita ancora aperta.
E così l’incontro avviene, e possiamo immaginare come si senta Rin a lasciare Arisu/Mokuren proprio con colui che aveva fatto loro così tanto male. Ma Arisu, che fino a poco prima era ansiosa di incontrare Shion, quando si trova con Haru non riesce a smettere di pensare a Rin, perché lei infondo lo sente che quello non è Shion e, mentre Mokuren la spinge a pensare al vero Shion, che ha appena visto allontanarsi, è anche lei che mette il suo affetto per Rin al di sopra di qualsiasi sentimento possa ispirarle uno sconosciuto. Perciò non vuole stare con quello che crede Shion, ma con Rin. Riguardo a Mokuren, dice di essere sicura che non era lei e che probabilmente Mokuren era diventata l’aria della Terra… fa per andarsene, ma Haru la ferma : quello che aveva appena detto lo diceva anche Mokuren, con la quale ha molte altre cose in comune, come il suo amore per il canto e la sua capacità di capire le piante e gli animali. Ma ad Arisu interessa solo Rin : dopo aver piantato Haru al parco va da lui e gli chiede perché aveva voluto farle incontrare Shion. E Rin, poverino, le risponde che lo aveva fatto perché lei e Shion avrebbero dovuto sposarsi.
Vediamo quindi che si sviluppano due drammi paralleli : da un lato Rin, per far ammettere ad Arisu di essere Mokuren, deve farla avvicinare alla persona che odia di più al mondo, al responsabile delle sue sofferenze. Per lasciarla ancora più libera rompe il loro fidanzamento e, quando Arisu gli chiede perché lo abbia fatto, le risponde che lei faceva domande a tutti, ma non a se stessa, nonostante tutte le risposte fossero dentro di lei. Perciò la lasciava libera, ma in cambio voleva che si sforzasse di credere di essere stata Mokuren, perché Shion stava aspettando disperatamente il suo risveglio – cosa che nessuno sa meglio di lui, visto che lui è Shion. E per la prima volta la personalità di Rin e quella di Shion si separano e si affrontano : Rin le dice che non lo aveva fatto perché non le volesse più bene, che a lui piaceva davvero – e in questo momento è Rin a parlare – ma poi Shion prende il sopravvento, si aggrappa a lei disperato e le dice che se lei avesse continuato a dire di non essere Mokuren, Shion l’avrebbe cercata per sempre… è una scena tristissima in cui Rin e Shion parlano contemporaneamente : se quello era il mondo perfetto che cercava, in cui lui e Arisu erano insieme, perché ogni notte doveva sognare la luna e pensare che al suo risveglio non ci sarebbe stato più nessuno, che sarebbe stato solo, che la Terra, lei, la sua famiglia, sarebbero stati solo un sogno, che lui si sarebbe trovato da solo sulla luna e l’avrebbe cercata ovunque senza trovarla e allora, per rivederla, avrebbe cercato sempre di sognare quel mondo felice. Rin parla aggrappandosi ad Arisu, ma le immagini che vediamo sono quelle di Shion impazzito sulla luna e nelle sue parole disperate si mescolano l’angoscia e il dolore di Shion, che davvero era rimasto da solo sulla luna, desiderando di rivedere Mokuren, e anche l’angoscia e il dolore di Rin, uno Shion rinato in un mondo felice che però a lui, che ha sofferto tanto, sembra irreale e precario, tanto che la sua vita presente gli dà ansia, perché non può credere che sia vera, la realtà che conosce è di solitudine e follia e anche il mondo presente gli sembra “felice e crudele”. Ma questo primo, unico sfogo finisce presto. Rin/Shion riacquista il controllo di sé e chiede ad Arisu se, anche ora che il fidanzamento era sciolto, avrebbero potuto vedersi ancora. E Arisu precipitosamente, come se l’idea di non vederlo facesse più male a lei che a lui, gli dice subito di sì, che avrebbero potuto vedersi tutte le volte che voleva.
Dall'altro lato, invece, Arisu si sente imporre da tutti l’identità di Mokuren e comincia a temere il suo risveglio, teme che i ricordi e i sentimenti della vita precedente prendano il sopravvento su quelli attuali, annullando la sua personalità e i suoi affetti fino a farla diventare un’altra persona. Ma, a un certo punto, smette di ribellarsi e, stupita, si rende conto di essere disposta a prendere in considerazione questa possibilità solo perché Rin ci teneva tanto,  che le importava molto più di Rin che del suo “adorato Shion” e che voleva provare a ricordare di essere stata Mokuren solo per capire meglio Rin e la sua sofferenza.
Ma l’incontro di Arisu e Haru ha altre conseguenze anche nel gruppo, perché Issei e Sakura li vedono insieme e lo dicono agli altri, che si riuniscono senza avvisare Haru e Rin per chiarire i numerosi punti oscuri dei rapporti fra loro tre, soprattutto dopo aver saputo del fidanzamento fra Rin e Arisu. Ma arriva anche Rin, che si giustifica in modo da mettere Haru in cattiva luce : spiega di essere stato lui a organizzare l’incontro segreto fra Haru e Arisu, perché lei voleva incontrarlo, in quanto ammiratrice di Shion, ma non poteva farlo alle riunioni perché lei credeva di non essere Mokuren, e annuncia anche di aver rotto il fidanzamento perché Haru/Shion lo aveva convinto che stava facendo soffrire Arisu. Non del tutto convinti nemmeno della storia del suicidio, i ragazzi cominciano a diffidare di Haru e a ricordare ci come, sulla luna, avessero litigato con Shion, che voleva costringerli a dargli i loro codici. Rin e Sakura rivelano i loro : ovviamente Rin rivela quello di Haru e quello di Sakura, “Non voglio più fare da babysitter a Enjyu”, fa ridere tutti, ma poi Hiragi, in quanto ex-custode della base, ricorda che era proibito rivelarsi i codici fra di loro, perché unirli serviva a qualcosa di importante. 
Invece Rin ovviamente li vuole per perseguire i suoi oscuri scopi e Gyokuran/Jimpachi li vuole per far tornare la memoria a Mokuren/Arisu. Dato che l’antico litigio sta rinascendo, decidono di mettere la storia dei codici in stand-by e decidono di scrivere la cronologia di tutto quello che era successo : la distruzione del pianeta, l’ultimo rinnovamento dei codici, l’epidemia, la morta di Gyokuran, quella di Shyusuran, quella di Hiragi, quella di Enjyu… e così si rendono conto che alla fine erano rimasti solo Shyuhkaido, Shion e Mokuren. Rin dice che fra loro tre lui era morto per primo e tutti gli altri immagino quanto dovesse essere stato doloroso per Shion e Mokuren restare soli fino alla fine, ma che era anche romantico che quei due erano sempre stati amanti legati dal destino. E poi si stupiscono : quella che stavano facendo era la sintonizzazione reattiva, quella specie di brain storming in cui pensavano all'unisono. Ad ogni modo Issei è il primo a notare che i rapporti fra Arisu, Rin e Haru dovevano essere più complicati di quello che sembravano, perché Mokuren, Shion e Shyuhkaido erano rimasti soli sulla luna.
In seguito Jimpachi incontra Haru alla fermata del bus; lo chiama “Shion” ma Haru ovviamente non risponde, cosa che lo insospettisce. Vanno a bere qualcosa insieme e Jimpachi osserva che è molto diverso da Shion e che gli ricorda Shyuhkaido. Poi lo affronta su quello che gli preme veramente, lo scioglimento del fidanzamento fra Rin e Arisu : sospetta di lui, tutto quello che fa Haru, dal tentato suicidio ad obbligare Rin a lasciare Arisu, è incomprensibile… ma Haru gli dà un pugno e fugge via e, vedendosi accerchiato e attaccato da tutte le parti, per la prima volta è lui a telefonare a Rin e a chiedergli di vederlo, per parlargli della rottura del fidanzamento con Arisu. Rin gli dice che aveva deciso di non pensare più a lei, di essersi rassegnato : avevano nove anni di differenza e lei voleva un futuro con Shion, cioè con Haru. Inoltre non voleva che lei lo odiasse anche in quella vita. Poi incita Haru e non pensare alle riunioni con gli altri e a uscire, piuttosto, con Arisu. Dopo aver ottenuto il suo codice, vuole davvero farsi da parte, limitandosi a farle realizzare il suo più grande desiderio, vivere sulla Terra, e proteggerla. Ma è difficile crederci : un proposito tanto tranquillo e pacifista è incompatibile con qualcuno capace di torturare, minacciare e manipolare e poi, scopriamo, Rin non ha ancora recuperato del tutto i suoi ricordi. Per esempio, non ricordava che avevano fatto un video della festa in cui Mokuren aveva cantato e che Shion lo aveva sequestrato, perché rivendendolo tutte le piante sarebbero cresciute. Ma, soprattutto, Rin non ricorda niente degli anni in cui Shion era impazzito e intuiamo che nemmeno lui sa bene a che cosa servano i codici…
E il primo a capire che Rin non voleva distruggere la base lunare, ma usarla per qualcosa, è Tamura, ed è strano vedere lui, così estraneo ai fatti, che subito prende sul serio la storia della luna ed entra nel merito di quelle vicende lontane, meditando su tutte le informazioni avute da Haru, anche se il suo senso pratico diventa indispensabile. Da questo punto di vista Tamura, che con quello che è accaduto sulla luna non ha alcun legame, se non il suo affetto per Haru, è in una posizione privilegiata : proprio perché non è coinvolto personalmente, può avere una visione obiettiva e agire con freddezza per rompere quel legame con il passato, cosa impossibile agli altri.
Perfino lui si rende conto che quei nove anni per Shion devono essere stati terribili e che Haru è colpevole, ma comunque vuole proteggerlo e comunque capisce che Shion è pericoloso : una volta raggiunto il suo scopo, ottenuti i codici dagli altri avrebbe anche potuto eliminarli. Ma a modificare la sua prospettiva è la madre di Mikuro, con la quale di incontra e che gli racconta di quanto l’infanzia di Mikuro, rifiutato dalla sua madre biologica a causa dei suoi poteri, fosse stata difficile e quanto tempo e pazienza ci avesse messo a conquistare la sua fiducia e il suo affetto, dimostrandogli che lo amava, con o senza poteri. Proprio per questa sua esperienza, alla madre di Mikuro fanno pena sia Haru che “S.”, perché sono incatenati al loro passato, e fa capire a Tamura che è suo dovere aiutare anche “S.”, la cui situazione era più tragica : Haru, espiando la sua colpa e imparando a conviverci, avrebbe potuto essere felice, ma “S.” invece sarebbe rimasto per sempre legato alla vita perduta, sarebbe stato infelice per sempre.
E Rin, in effetti, è infelice, come dimostra la poesia che scrive, una riflessione malinconica e triste sulla nostalgia e sul trascorrere del tempo. Anche se è solo un bambino, dentro di sé ha la personalità, i sentimenti e i ricordi di un adulto che aveva sofferto così tanto da impazzire e di questo scontro fra le sue due personalità cominciano ad accorgersi anche gli adulti che lo circondano, dai suoi insegnanti, che notano la sua precocità, a sua madre.
Gli unici momenti in cui sia lui che Shion riescono a trovare pace e serenità sono i pochi momenti dolci e domestici che riesce a trascorrere con Arisu, come quando Arisu va a cucinare a casa sua perché Rin, che in uno dei suoi momenti da bravo bambino, voleva cucinare per suo padre mentre sua madre era assente per alcuni giorni. Le chiede di preparagli gli oden ed è dolce vedere Rin/Shion tutto contento mentre Arisu si affaccenda in cucina, in un breve momento di serenità in cui tutti e due sono spontanei e rilassati. Arisu gli chiede se Mokuren avesse mai cucinato l’oden, perché nel suo sogno diceva a Shion che avrebbe voluto cucinarlo per lui… e, anche se Arisu non lo sa, lo ha appena fatto!
Ma non importa quanto Rin possa avvicinarsi a lei e quanto Arisu si sforzi di ricordare la sua vita precedente per il bene di Rin : Shion non glielo permetterà, perché è convinto che Mokuren lo odi, non riesce a credere che voglia stargli accanto e sa che, se i ricordi glieli avesse fatti tornare lui, per lei sarebbe stato un trauma. Perciò deve tirarsi indietro e a far ammettere ad Arisu di essere stata Mokuren non è lui, ma il suo peggior rivale : Jimpachi/Gyokuran.
Jimpachi infatti ribadisce i suoi sentimenti ad Arisu, anche se non vuole subito una risposta, e arriva a scusarsi per aver pensato egoisticamente solo ai suoi sentimenti. Poi la convince ad andare alla riunione successiva : anche se lei della sua vita precedente non ricordava niente, non si poteva opporre all'evidenza che gli alberi davanti all'aula di musica, da quanto lei aveva cominciato a cantare, avevano preso a crescere. E Arisu, finalmente, accetta, e decide di ritornare alle riunioni.
Quando gli altri ragazzi le mostrano la cronologia di quello che avevano scritto, subito nota qualcosa di strano : a lei sembrava che alla fine Shyuhkaido fosse rimasto con Mokuren, ovviamente perché i suoi unici ricordi derivano dai pensieri che le aveva trasmesso Rin, che lei crede Shyuhkaido.  Rin intanto non può fare a meno di essere triste, perché alla fine era stato Jimpachi a darle fiducia, a farla sentire accettata e a incoraggiarla ad accettare di essere stata Mokuren, e così ritorna a tormentare Haru perché frequenti Arisu fino a farle ricordare i codici.
Intanto la vita di Haru diventa sempre più difficile e rischiosa : Mikuro riesce a passargli un biglietto scritto nel dialetto di Kyoto e firmato “M.”, in cui gli sconsiglia di teletrasportarsi perché farlo era dannoso per il cuore. Haru ovviamente è sconvolto e cerca di capire chi posa aver scoperto che si era teletrasportato. Per prima cosa telefona a Takashi per chiedergli se fosse riuscito a distruggere la lettera per Tamura, e Takashi, seguendo le indicazioni di Tamura, gli dice di averla strappata. Dal momento che quindi nessuno sapeva che si era teletrasportato a Kyoto, Haru pensa che Shion lo abbia scoperto e che “M.” sia un suo alleato : grave errore. Ingenuamente mostra a Rin mostra la lettera di “M.”, convinto che sia qualcuno che Shion usava per controllarlo, ma così rivela a Shion di essere andato a Kyoto, mettendo in pericolo Tamura. Ormai Haru è con le spalle al muro, al culmine della disperazione, e Rin è furioso e vuole vendicarsi.
Tamura nel frattempo stava indagando sull'attacco al liceo : la banda si è sciolta, nessuno gli sa dire i nomi delle vittime dell’agguato, ma Tamura nota che è lo stesso liceo frequentato da Issei e pensa di chiedere a lui. Haru però gli telefona disperato e lo avverte di fuggire al più presto, perché Rin stava per attaccarlo, e poi prova a teletrasportarsi a Kyoto, nonostante per la sua salute fosse pericolosissimo. Così contemporaneamente, mentre la furia di Rin sta per scatenarsi, Haru ha paura che Rin uccida Tamura e Tamura è terrorizzato all’idea che Haru muoia tentando di teletrasportarsi da lui. Arriva anche Mikuro e, mentre lui e Tamura sono insieme per decidere come proteggere Haru e Takashi, che Rin ha preso di mira, Rin in persona telefona e dà appuntamento ad entrambi davanti a un tempio. Finalmente abbiamo il confronto fra Tamura e Rin : Tamura rivela a Rin di sapere tutto delle vite precedenti, facendolo infuriare ancora di più con Haru e Rin, con crudeltà e sadismo, lo attacca con i suoi poteri, deciso ad ucciderlo. Qui emerge il lato psicopatico e spietato di Shion, nato dalla sua infanzia e dagli anni da solo sulla luna. Mentre Rin minaccia Tamura di annegarlo in una barriera d’acqua, arriva Mikuro a salvarlo, mentre intanto Haru si risveglia in ospedale, dove era stato portato dopo essere svenuto nel tentativo di teletrasportarsi a Kyoto.
Dato che è dotato di poteri esp, Mikuro è l’unico che possa affrontare Rin e, da questo punto di vista, è il personaggio che in questa parte del manga movimenta di più la trama, perché è l’unico che si oppone apertamente a Rin, che lo trascina nello scontro; nonostante ciò, però, Mikuro è anche uno dei pochi che possa capire veramente Rin/Shion, perché anche lui aveva vissuto esperienze simili alle loro, tanto che Rin, vedendo la sua espressione gelida e determinata, dice che gli ricorda Shion, e lo attacca, perché non vuole che un altro abbia il suo sguardo.

Così assistiamo a uno scontro epico, in cui i due esper usano tutti i loro poteri senza trattenersi. All'inizio Rin prevale, perché Mikuro si lascia colpire per studiare la sua forza. Poi con freddezza Mikuro passa al contrattacco ed entrambi cominciano a combattere con tutte le loro forze. Finalmente vediamo i veri, devastanti poteri di Rin insieme a tutta la sua crudeltà : ferisce gravemente Mikuro e veramente fa di tutto per ucciderlo. Ma proprio quando sta per dare il colpo di grazia a lui e a Tamura arriva Haru a salvarli. Usando i suoi poteri Haru riesce a fermare Rin e, in questa scena, finalmente si riscatta in pieno dal suo crimine passato. Capisce che Shion voglia ucciderlo e non gliene importa, pensa che Shion ne abbia il diritto, e vuole solo che Rin gli prometta di lasciar andare Tamura e Mikuro. Ma dopo quello che Shyuhkaido gli ha fatto ormai Rin lo odia troppo. Haru lotta per la sua vita non per salvare se stesso, ma per salvare Shion : sa che è stato lui a portarlo a quella follia e, se Shion lo avesse ucciso, se lui fosse morto così, la sua anima non si sarebbe salvata. Il suo scopo non era salvare se stesso, ma Shion, e questo è il vero senso di questo scontro, riscattare un personaggio che all’inizio può risultare il più odioso, mentre invece nella sua reincarnazione è uno di quelli che ha sofferto di più, il più tormentato dal rimorso e quello che per primo riesce a prendere le distanze dalla sua identità precedente : non è Shyuhkaido che vuole salvare Shion, ma Haru, perché si vergogna e soffre per quello che Shyuhkaido aveva fatto. È pronto a morire e Rin sta per dargli il colpo di grazia quando Mikuro attacca Rin con tutte le sue forze : l’energie sprigionata dallo scontro incendia il tempio, ma lui, Haru e Tamura si salvano. A riportare i danni peggiori è Rin e ora, anche se aveva appena tentato di ucciderli, Haru, Mikuro e Tamura sono in pensiero per lui.
Rin, infatti, è ridotto malissimo. Con le sue ultime energie si era teletrasportato a Tokyo, dove viene ricoverato in ospedale dopo aver convinto tutti, con i suoi poteri, di essere stato investito da una macchina. E Arisu naturalmente corre da lui.
E ore che Rin rischia la vita in ospedale, vediamo l’infanzia di Shion in un momento in cui anche lui era in fuga e ferito, un povero bambino selvaggio e abbandonato, lacero e affamato, in fuga nella notte fra bombe e campi di battaglia, spinto solo dalla paura e dalla volontà di sopravvivere. E quella notte per la prima volta con il suo potere aveva ucciso degli uomini, dei soldati che stavano per uccidere lui… e in quel momento Rin si risveglia in lacrime da quell'incubo, aggrappandosi disperatamente a sua madre, una scena straziante che mostra tutto il suo dolore.
E, mentre Rin rischia la vita in ospedale, arrivando perfino a rifiutare gli antidolorifici per non addormentarsi e sognare la luna, continuiamo a vedere nei suoi incubi la sua infanzia : per quell'omicidio non fu accusato, ma lo mandarono all'orfanotrofio nel pianeta madre, un orfanotrofio tenuto dalle lian, la sacerdotesse di Sarjarim, dove una delle lian si prende cura di lui e prova a farlo venire a patti con la consapevolezza di aver ucciso delle persone per sopravvivere. Shion bambino è adorabile :  è una peste, si muove e fa domande come un bimbo, ma ragiona come un mini adulto, è un animaletto curioso che cerca disperatamente il suo posto. Soprattutto, non è un bambino facile da imbrogliare e nessuno riesce a spiegargli la contraddizione per la quale uccidere è un peccato, ma sopravvivere per aver ucciso no. Reso precocemente cinico è maturo dalla sua infanzia terribile,  da un lato quel bambino cresciuto troppo in fretta capisce che espiare quello che aveva fatto era l’unico modo per dare un senso alla sua sopravvivenza, ma dall'altro sa bene che tutti i valori che provano a insegnargli hanno senso solo in un mondo in cui regna la pace, mentre nel mondo reale imperava la violenza che lui aveva subito e imparato fin da sempre. Problematico come tutti i bambini intelligenti, all'orfanotrofio è un piccolo teppista e fra i suoi coetanei è isolato.
Ma in un modo o nell'altro quel bambino difficile doveva essere educato : per il paese Shion è prezioso perché ha il sarces, cioè fortissimi poteri esp, un dono di Sarjarim che, come gli spiega la lian, lo rende speciale e gli impone di non sprecare la sua vita. Ma Sarjarim e tutto quello che riguarda la religione è ciò verso cui il piccolo Shion è più diffidente in assoluto, soprattutto da quando la lian gli racconta dei kicies sarjarim, i prescelti dal dio, creature rarissime e straordinarie, i mediatori fra l’umanità, il dio e la natura, che hanno il potere di far crescere le piante, di prevedere il futuro, di guarire gli ammalati, di parlare con gli animali. All’inizio Shion ne è affascinato, ma poi osserva che i kicies dovevano essere sempre stati protetti e tutelati, mentre lui era stato abbandonato perché orfano di guerra : dopo una vita di miseria e emarginazione, Shion ha un fortissimo senso dell’ingiustizia e già dall'infanzia è naturalmente ostile a tutti i privilegiati e, anche se la lian gli spiega che anche i kicies avevano sofferto, che in passato erano stati perseguitati e scacciati e che proprio per questo Sarjarim li aveva resi così rari proprio per punire il mondo, il piccolo Shion non si convince. Alla fine l’orfanotrofio decide di liberarsi di quel piccolo anarchico, ma il governo non rinuncia a controllare i suoi poteri : Shion viene adottato da Lazlo, un tizio simpatico e stravagante che diventa il suo vida, una specie di tutore e maestro. 
Volendo, Lazlo avrebbe potuto rifiutare di prendersi cura di un bambino incontrollabile e capace di uccidere ma, dopo aver sentito la storia di Shion, decide di prendersi cura di lui, e con lui Shion vive gli unici momenti sereni della sua vita e si rivela per il bambino diffidente e assetato d’affetto che è. Lazlo è il primo a offrirgli una casa e a offrirsi di fingere di essere la sua famiglia, dandogli quello che vogliono tutti i bambini soli : la sicurezza di appartenere a qualcuno che si prenda cura di loro. E poi a casa di Lazlo c’è Kyaah, un gattone gigante proveniente da un altro pianeta, un essere raro e intelligentissimo di cui Shion all’inizio ha paura – è troppo carino quando una volta tanto si comporta da bambino e si nasconde dietro Lazlo – ma con cui Shion presto impara a giocare e a fidarsi.  Lazlo è il primo a trattarlo come un bambino normale e a comportarsi con lui da genitore, il primo a dargli un bacio e il primo a fargli provare dei sentimenti, il primo davanti al quale Shion riesce a piangere, ma il destino del piccolo Shion sembra essere restare solo : proprio quando aveva trovato una famiglia, Lazlo e Kyaah restano uccisi in un incidente stradale e Shion è portato via dall'unica casa in cui era stato felice. È tristissima la scena un cui Shion si teletrasporta nelle casa di Lazlo, l’unico posto in cui si era sentito sicuro, amato e protetto, ormai vuota : sa che non ci avrebbe ritrovato lui e Kyaah, ma pensa che almeno in sogno avrebbe potuto rivederli. E nel sogno sente la voce di Arisu, che in quel momento, all'ospedale, stava cantando per Rin : passato e futuro si mescolano, il futuro si anticipa del passato, e anche il luogo idilliaco che Mokuren aveva fatto vedere a Shion non era un paesaggio immaginario, ma un paesaggio che aveva visto Rin da piccolo. Per tutta l’infanzia aveva avuto deja-vu, ma solo dopo aver recuperato i ricordi di Shion ne aveva compreso il senso, insieme al significato delle ultime parole di Mokuren : sarebbero tornati insieme sulla Terra, per questo ne avevano nostalgia. Aveva mantenuto la promessa di non suicidarsi per rivederla e, ora che erano di nuovo insieme, aspettava il suo risveglio, ma non per essere odiato da lei.  
E finalmente cominciamo a vedere il percorso che aveva portato Shion sulla base lunare e, soprattutto, a spingere Mokuren, secondo lui, ad odiarlo.
Ritorniamo nei ricordi di Rin e troviamo Shion adolescente : anche ora che è cresciuto resta il solito ribelle, che con nonchalance arriva in ritardo alla cerimonia d’apertura del nuovo anno della prestigiosa scuola in cui ha vinto una borsa di studio. Ma il motivo del suo ritardo è che aveva sognato Lazlo e Kyaah, che gli mancavano ancora tantissimo, e, a sorpresa, Arisu.
In questa stessa scuola ci sono anche Shyuhkaido e Gyokuran. Come Haru, anche Shyuhkaido era stato malato e racconta che nella nuova scuola era riuscito a farsi nuovi amici solo grazie a Gyokuran e che invidiava Shion perché era suo amico d’infanzia. E infatti Gyokuran presenta Shion come suo migliore amico e dichiara di averlo sempre protetto fin dall'infanzia
Ora, francamente Gyokuran è insopportabile : a sua difesa si può dire che agisce con le migliori intenzioni e che il suo affetto per Shion è sincero, ma proprio per questo nei suoi confronti si comporta sempre in un modo paternalista e accondiscendente che lo umilia, se lo tiene appresso e lo sfoggia come suo protetto senza accorgersi che Shion lo disprezza.  Dal punto di vista di Shion, Gyokuran lo faceva solo per vantarsi delle sue qualità e per farle risaltare, , che fosse così amichevole con lui solo perché si sentiva superiore, ma che in realtà lo disprezzasse : perciò, per Shion Gyokuran è uguale a quelli che lo prendevano in giro perché era un orfano di guerra, perché come loro lo usava per sentirsi migliore. Come dice con sicurezza a Shyuhkaido, è convinto che Gyokuran lo odi, che fingesse di essere generoso e di essere suo amico solo per apparire una persona ammirevole e ideale, e che lui lo assecondava pur disprezzando la sua ipocrisia. Ma quello che Shion non sopporta non è tanto questo, ma il fatto che Gyokuran potesse essere generoso, giusto e ragionevole e tollerante solo perché aveva avuto una vita facile e protetta, senza nemmeno immaginare gli orrori che invece lui aveva vissuto. Essendo sempre stato felice, Gyokuran poteva permettersi di reprimere il suo lato oscuro, mentre questo a Shion non sarebbe mai stato concesso : questo gli sembra ingiusto e lo spinge a rifiutare un’amicizia che gli sembrava nascere da un misto fra pietà e presunzione. Per Shion, Gyokuran è Shion è solo un ragazzino debole e viziato che non fa altro che usarlo per apparire migliore per contrasto, per sembrare interessante e magnanimo e tanto aperto di mente da riuscire ad avere un buon rapporto con una persona così oscura e difficile. In pratica, Shion gli serviva per sentirsi in pace con se stesso, ma per il resto non provava nemmeno a conoscerlo o a capirlo, si era fatto un’immagine di lui che utilizzava per i suoi scopi.
Questo ragionamento ovviamente non è del tutto vero. Al di là delle sue ingenue manie di protagonismo, Gyokuran non è contorto come lo immagina Shion e, nonostante almeno un minimo si servisse di Shion per apparire migliore e utilizzasse la sua amicizia con un ribelle nato per la sua inconscia campagna di self promotion, Gyokuran vuole davvero bene a Shion e l’unica cosa di cui può essere accusato è di scarsa profondità e sensibilità : aiutare gli altri è facile, ma è aiutare gli altri senza farli sentire umiliati e senza trattarli con condiscendenza che fa la differenza. Questo lo vediamo quando, da bambino, Gyokuran lo invita a cena a casa sua. Gyokuran, da bambino buono e cresciuto con affetto, voleva davvero fare una buona azione e condividere quello che aveva con un bambino meno fortunato, ma non è abbastanza maturo e sensibile da rendersi conto che invece stava solo costringendo Shion ad assistere a una felicità che non avrebbe mai potuto avere, facendo pensare a Shion che voleva solo fare una serata di beneficenza per un orfano di guerra, sfoggiando davanti a lui, bambino povero e sfortunato, la sua famiglia felice e la sua vita perfetta.
 Ma se ho riportato tutte le sfumature di quello che Shion pensa di Gyokuran è perché il loro rapporto è quello che meglio dimostra quanto Shion fosse diffidente e contorto e, soprattutto, quanto si ritenesse indegno di affetto, perché tutta questa analisi psicologica che fa di Gyokuran nasce dal fatto che a Shion sembra incomprensibile che qualcuno possa davvero affezionarsi a lui, tanto che deve per forza trovare dei motivi nascosti quando la verità è semplice : Shion odia Gyokuran perché non sopporta di fargli pena, perché Gyokuran aveva tutto quello che lui aveva sempre potuto ma non aveva mai potuto avere, perché per lui la felicità era una cosa scontata, non una dura conquista.
Un altro esempio sono i loro rapporti con le ragazze : Shion, bellissimo e cinico, naturalmente è molto popolare, e una volta si diverte a sedurre e a lasciare una ragazza che piace a Gyokuran, Cocos, solo per fargli dispetto e per fargli avere i suoi scarti. Ma Gyokuran involontariamente si vendica perché, quando si fidanza con Cocos, prova a convincerla che Shion in fondo non è cattivo e la manda a perdonarlo, usandolo ancora una volta per apparire migliore.
È sincero quando giustifica sempre Shion spiegando che agiva male perché si sentiva solo, perché non era abituato a vivere con gli altri, affermando che si preoccupava per questa sua mancanza di umanità… ma questo suo buonismo è irritante e capisco che a Shion dia fastidio. È sincero anche quando si arrabbia perché Shion non gli aveva mai rivelato che possedeva dei poteri esp, quando in lacrime gli dice che si preoccupava per lui e cercava di capirlo, e cade dalle nuvole quando capisce che Shion non lo aveva mai considerato un amico, non si era mai aperto con lui, che invece di ricambiare la sua amicizia lo tollerava a stento, ma effettivamente non può capirlo.
Inoltre è anche vero che Gyokuran invidia Shion perché sa che, proprio perché un teppista e un ribelle, era infinitamente più affascinante e interessante di lui e quindi, considerando che erano solo ragazzini, c’è un pizzico di malizia nel modo in cui Gyokuran riesca sempre a metterlo in una cattiva luce.
Intanto, nonostante una palla al piede chiamata Gyokuran, Shion continua la sua vita  accademica - diventa ingegnere e scienziato – e sentimentale - ha tante ragazze, ma tutte lo lasciano quando capiscono che non ha intenzione di impegnarsi seriamente e crearsi una famiglia – e si rassegna ad essere incapace di amare. Visto che è un genio e che non ha famiglia, il governo lo obbliga ad andare in missione su Z-KK-101, una missione che Shion sente come una condanna all'esilio  per il suo perenne atteggiamento critico verso l’ordine costituito.
Ma i sentimenti che avevano cominciato a sbocciare in lui da bambino non sono del tutti morti : una scena molto commovente è quella in cui trova un altro, costosissimo Kyaah in un negozio di animali e accetta la missione solo per aver i soldi per comprarlo, per tentare di recuperare l’unico momento felice e sereno della sua vita. E per la prima volta lo vediamo sorridere, lo vediamo con un’espressione serena.  Quando affida Kyaah Jr. alla lian ormai invecchiata, per un po’ si lascia andare e ammette che anche lui si rammaricava di riuscire solo a ferire le persone, e la lian gli dice che deve trovare qualcuno da amare, perché essere felici significa rendere felici la persona che si ama.
Come se la missione sulla luna non gli pesasse già abbastanza, Shion ha un’altra notizia traumatica : ci sarebbe andato anche Gyokuran, in quella che gli sembra una vera e propria persecuzione. E, come se non bastasse la presenza della sua nemesi, gli è comunicato che anche una kicie sarjarim si sarebbe unita alla missione : così si sarebbe trovato a convivere non con uno, ma con ben due esseri privilegiati, felici, ottimisti e condiscendenti. E infatti, nei primi tempi sulla base lunare, Shion non sa chi dei due gli faccia più rabbia.
Mokuren è la prima kicie sarjarim che vedeva nella sua vita : suo malgrado è affascinato dalla sua aura, dai suoi poteri, ma nello stesso tempo la disprezza perché pensa che anche lei, come Gyokuran, non sapesse niente della vita e soprattutto perché Mokuren, come ripete spesso, aveva preso parte a quella missione di sua spontanea volontà, mentre lui era stato obbligato, e questa gli sembra l’ennesima ingiustizia.
E in effetti non si può non essere un minimo d’accordo con lui vedendo come nella base tutti lo facevano sgobbare con i computer e con tutti i problemi pratici, mentre Mokuren andava in giro soave e imbambolata parlando di nomi di fiori e di diventare l’aria della Terra.  E, dopo un incidente imbarazzante in cui lui e Gyokuran vedono Mokuren nuda (cosa che a Shion non dispiace!) e che spinge Mokuren scusarsi spiegando che lei, figlia di due kicie, era cresciuta nel “Paradiso”, una specie di eden in cui è normale per i kicies andare in giro senza vestiti, Shion odia ancora di più lei, “una bambina favolosa nata da una coppia favolosa in un posto idilliaco protetto dal signore”, mentre lui da bambino viveva come un animale selvatico in un campo di battaglia. Perciò le manifesta in continuazione la sua ostilità, non fa che prenderla in giro, sottolinea che Mokuren nella sua vita era sempre stata trattata come una dea, come una principessina viziata, e che sarebbe stato meglio che se ne fosse restata nel suo “Paradiso”, perché non era fatta per la vita normale. Mokuren in apparenza reagisce con dolcezza, ma è turbata, come dimostra il fatto che canta per consolarsi facendo crescere tutte le piante, che rompono i computer che Shion aveva appena riparato.
Ma intanto la vita continua a colpire Shion : la sua lian muore e viene a sapere che le lian avevano dovuto dare via Kyaah Jr., che si era ammalato e che era stato affidato al veterinario. Shion reagisce con freddezza, ma è chiaro che ci è rimasto malissimo.
E cominciamo a capire la diffidenza che Shion provava all'idea di essere conosciuto e capito, la sua incapacità di dare e ricevere affetto e sentimenti positivi : capiamo che la sua è tutta una strategia di difesa per nascondere al mondo la sua fragilità. Per questo Mokuren per lui è un pericolo : il panorama idilliaco che le aveva mostrato era il luogo ideale dei suoi sogni, ma la sua era stata una vita di assoluta solitudine e, come Rin, il suo più grande terrore era risvegliarsi e scoprire di essere solo.
 Oltre ad approfondire la figura di Shion, uno dei personaggi più affascinanti e complessi mai apparsi in un manga, questi volumi introducono anche una delle tematiche fondamentali del maga : il rapporto con il passato, l’interrogativo se sia giusto trascinarsi per tutta la vita i propri errori e il rifiuto di credere che il passato sia fatto solo per fornire dei debiti al presente e che il futuro serva solo per rimediare ai propri errori, perché altrimenti non avrebbe senso crearsi nuovi rapporti, una nuova famiglia, nuove amicizie. 

Per i ragazzi questo passato è quello delle loro vite precedenti e noi e loro non possiamo non chiederci se sono cambiati o se sono sempre gli stessi, se Issei non riesce a smettere di pensare a Jimpachi perché Enjyu ama ancora Gyokuran, se Gyokuran avrebbe cercato per sempre Mokuren e se quindi Gyokuran ami Arisu solo per questo o se la ami per se stessa… La loro è una situazione estrema, ma chiunque può identificarsi nei loro sentimenti perché, come dice la madre di Mikuro, “L’uomo può rinascere, senza morire, per tante volte nella propria vita. Essere legati al passato è diverso dal dare importanza al passato”.
Insomma, tutti noi, pur vivendo una sola volta, abbiamo avuto vite precedenti, fasi precedenti della nostra vita in cui frequentavano persone che in qualche modo abbiamo perso e che poi sono ritornate, e non è necessario essersi reincarnati per rincontrare persone che appartenevano al nostro passato e che è difficile reinserire nel nostro presente, trovando un equilibrio fra il legame che c’era e il fatto che nel frattempo si è diventati persone diverse, con vite diverse. Perciò quanta importanza dobbiamo dare ai vecchi noi stessi nelle scelte che facciamo? Dobbiamo continuare a perseguire quello che volevamo nel passato o ammettere di essere cresciuti e cambiati e cercare una nuova vita? E gli altri come accetteranno il nostro cambiamento? Saranno delusi di non trovare più la persona che avevano lasciato o il vecchio legame prevarrà? E, nonostante tutto ciò, è possibile che un filo invisibile collega, al di là del tempo, dello spazio e delle circostanze, le persone che sono destinate a incontrarsi?
E, soprattutto, come, quando e perché Shion e Mokuren si sono messi insieme? Lo scopriremo nella prossima puntata!

E nell'attesa andate a leggervi anche il posti di Clacca.

lunedì 10 febbraio 2014

gdl proteggi la mia terra di saki hiwatari - I settimana - volumetti 1/8

«Scacciati dal paese natio, cerchiamo la terra promessa in sogno»
                                                                            

Ed eccoci qua con il secondo gruppo di lettura di quest’inverno, sempre organizzato da Claccalegge. Se la prima volta abbiamo riletto Nana, un manga che per tutti noi resterà per sempre amatissimo e importantissimo, questa volta tocca a un manga molto diverso, ma altrettanto amato, altrettanto unico e speciale, destinato a restare nel cuore di chiunque lo abbia letto : Proteggi la mia terra di Saki Hiwatari.

Questo manga in Giappone è stato pubblicato fra il 1987 e il 1994 sulla rivista “Hana to yume”. Il titolo originale dell'opera è Boku no chikyu o mamotte ma è conosciuto anche con il titolo internazionale Please save my earth. In Italia invece è stato pubblicato nel lontano 2000 - che tenerezza leggere un manga non ribaltato! - e per molti di noi è stato il primo vero manga, nel senso che è stato il primo shoujo che abbiamo letto senza averne visto l’anime da bambini. Mi ricordo che, quando lo lessi per la prima volta, andavo ancora al liceo e i manga erano ancora una novità, così poco diffusi e difficili da trovare, andare in fumetteria era un’avventura e, ogni volta che riuscivo a mettere le mani su uno di quei volumetti, tornavo a casa soddisfatta e ancora oggi li custodisco come un tesoro perché, seriamente, è uno dei migliori manga che abbia mai letto, un’opera particolare e originale, e devo ammettere che, dopo Proteggi, per lungo tempo mi è stato davvero difficile trovare un manga di tale spessore, che riuscisse a coinvolgermi e a commuovermi tanto, a comunicarmi emozioni tanto intense.


Proteggi la mia terra è un manga difficile da classificare e ogni tentativo di farlo è riduttivo, perché quello che potrebbe sembrare a prima vista un classico shoujo - con tutte le tematiche tipiche di questo genere,  l’amore, i sentimenti, la vita familiare e quotidiana, l’amicizia, l’adolescenza - è in realtà un capolavoro di originalità che resta insuperato per trama, personaggi e atmosfera, un’opera di cui è impossibile descrive a pieno la ricchezza e la bellezza. E, in questa rilettura, ho ritrovato tutta la magia di una storia intensa, nostalgica e delicata, che incanta fin dalle prime pagine, una storia malinconica e triste come la luce della luna, che tanta parte ha nella trama.

Innanzitutto Proteggi è la storia struggente e malinconica, drammatica e romantica, di un amore immortale, appassionato e doloroso, tanto forte e intenso da durare oltre la vita, ma è anche una storia di amicizia e di speranza, di legami famigliari, di vendetta e di rancori, una storia in cui il mistero e la fantascienza si mescolano alla spiritualità e al misticismo orientali, in cui poteri esp si tramandano nella reincarnazione e, soprattutto, è una storia capace come poche altre di scavare nel profondo dell’animo umano e di porre interrogativi eterni sul rapporto fra presente e passato, fra memoria e perdono. E la bravura dell’autrice è stata quella di creare, attraverso una sapiente orchestrazione di azione e sentimento, un’opera adulta, una trama solida, accattivante e intricata, piena di eventi, di complotti, di suspense, di flashback e di personaggi, che unisce elementi fantasy, thriller e shoujo, e che però è sempre avvolta da un’atmosfera onirica e nostalgica di una poeticità indescrivibili.

E anche il disegno, all'inizio ancora acerbo, con l’approfondirsi della poeticità e della drammaticità della storia, cresce e matura in bellezza e versatilità fino a diventare raffinato ed elegante, anche se a me comunque è sempre piaciuto il tratto semplice, privo dei virtuosismi grafici leziosi e esagerati degli shoujo. 

Ma passiamo alla trama. 



Tokyo, 1991. Arisu è una ragazza normale, che vive con i genitori e il fratello Hajime. La sua famiglia si è appena trasferita a Tokyo da un paesino di campagna dell’Hokkaido e Arisu, timida e riservata, non è ancora riuscita a farsi degli amici, ma fin da bambina ha sempre avuto un rapporto speciale con le piante, i fiori e gli animali, creature senza voce con le quali però lei ha il dono di comunicare. Questo dono la conforta, ma nello stesso tempo la turba, perché spesso di quelle creature percepisce il dolore, un dolore nel quale lei riesce fin troppo facilmente a identificarsi : come un albero triste nelle strade di città, anche Arisu prova una perenne sensazione di malinconia, di nostalgia, il desiderio di tornare. Timida e introversa, a scuola Arisu non lega con i compagni e la sua unica “amicizia” è quella con una piccola peste diabolica,  Rin Kobayashi, un bambino di sette anni, indisponente e adorabile, figlio dei vicini di casa, che si diverte a farle scherzi e dispetti. Ma poco a poco le cose migliorano. Proprio grazie a uno degli scherzi di Rin Arisu riesce finalmente ad avvicinarsi alle compagne di classe, che la accolgono con molta gentilezza, e per motivi abbastanza imbarazzanti, dopo aver assistito a una situazione facilmente equivocabile, fa amicizia anche con due ragazzi, Jimpachi e Issei. Inoltre Jimpachi, il ragazzo più popolare della scuola, subito sembra provare qualcosa per lei, suscitando sentimenti contrastanti in Issei. Ma questa parentesi serena dura poco. Anche il piccolo Rin sembra legarsi sempre più ad Arisu e a essere geloso dei suoi nuovi amici. Soprattutto non sopporta l’idea che Jinpachi possa provare dei sentimenti verso Arisu e che, peggio, lei lo possa ricambiare. E, una volta che Arisu gli sta facendo da babysitter, la provoca fino a spingerla a dargli uno schiaffo anche se lui si trovava sulla ringhiera di un balcone. Arisu tenta di afferrarlo, ma non ci riesce, e sono gli alberi a salvare la vita a Rin, attutendo la sua caduta. 
Ma Rin ha sbattuto la testa, non si risveglia dal coma, e tutti accusano Arisu : la madre di Rin, le sue compagne di classe, che le ostracizzano, e anche lei stessa. Arisu è infatti distrutta dai sensi di colpa. Gli unici a consolarla sono Jimpachi e Issei : pranzano con lei tutti i giorni e, per tirarla su di morale, condividono con lei un loro stranissimo segreto : da un po’ di tempo avevano cominciato a fare gli stessi sogni. E questo non accadeva solo a loro : quasi come se si trattasse di un gioco, presto a loro tre si uniscono altri ragazzi, Daisuke e Sakura, che fanno anche loro sogni ambientati nello stesso luogo, con gli stessi personaggi e lo stesso scenario. La nuova arrivata, Sakura, una ragazza allegra, socievole e simpaticissima, lega tantissimo con Issei, e a un certo punto del loro mondo onirico entra a far parte anche Arisu, che fa un sogno dello stesso genere, anche se lei stessa non sa quanto questo sogno sia nato spontaneamente o per l’influenza degli altri. Ad ogni modo per lei le cose sembrano andare bene : Rin si sveglia dal coma, chiede di lei ed è felice di vederla, a scuola tutti le chiedono scusa, fra lei e Jimpachi sta pian piano nascendo qualcosa… ma non è così.
                                                                                        

Base lunare. Anno indefinito. In una base di ricerca scientifica sette ricercatori e scienziati hanno il compito di monitorare ogni forma di vita e di attività e tutte le caratteristiche del pianeta Terra, che vediamo sempre risplendere nel cielo attraverso i lucernari della base. Però è proibito loro di scendere sulla Terra, dove possono solo mandare i robot a fare rifornimento. Possono solo osservare quel pianeta verde e azzurro da lontano, e lo fanno con sentimenti contrastanti. Questi scienziati sono Hiragi, Shyuhkaido, Gyokuran, Enjyu, Shyusuran, Shion e Mokuren. Il loro pianeta madre è in guerra e la loro, apprendiamo, è solo una missione temporanea. Gyokuran, Mokuren, Shion e Shyukaido hanno poteri esp, anche se  Gyokuran non riescea controllare i suoi e per questo deve portare un orecchino per reprimerli, ed Enjyu è telepatica. La lingua che parlano era simile al giapponese e credono nella religione di Sarjarim, la loro divinità, della quale Mokuren è una specie di sacerdotessa. Gyokuran è piacevole, dinamico, estroverso e, soprattutto, innamoratissimo della splendida Mokuren e oggetto dell’amore non corrisposto di Enjyu, che può sfogarsi solo con la sua migliore amica, Shyusuran. Enjyu naturalmente è gelosa di Mokuren, ma non può odiarla e sa che contro di lei non può niente, perché Mokuren è una creatura speciale, bellissima e angelica, della quale tutti gli uomini, compresi Hiragi e Shyuhkaido, non possono fare a meno di innamorarsi. Indifferente al suo fascino è solo Shion, che la maltratta o la ignora perché, spiega, non sopporta la sua gentilezza e i suoi modi angelici. Una volta Mokuren, cantando, aveva fatto crescere le piante così tanto che avevano invaso i computer e Shion l’aveva sgridata pesantemente e, come al solito, tutti avevano dovuto difenderla da lui. 
A differenza di Mokuren, che ama la Terra, Shion non vede l’ora di tornare al pianeta madre per partecipare alla guerra. E questo suo atteggiamento sconvolge tutti gli altri, che considerano Mokuren una figura quasi sacra e che non capiscano come Shion possa disprezzarla e detestarla tanto. Introverso, ribelle e asociale, per il suo carattere oscuro e per i suoi modi cinici e scostanti Shion nella base lunare non è molto popolare : tutti ammirano la sua intelligenza e rispettano la sua forza, ma non si può dire che abbia degli amici, tranne Gyokuran, che per il suo carattere solare è amico di tutti e che conosce Shion fin dall’infanzia. Ma, a un certo punto, lasciando tutti di stucco, lui e Mokuren si fidanzano e Gyokuran ci resta malissimo perché, scopriamo, aveva sempre sofferto di forti complessi di inferiorità verso Shion. L’unico campo in cui fino ad allora aveva primeggiato erano le relazioni sociali ma ora Shion lo aveva battuto anche in questo, rubandogli la donna della quale lui era innamorato e che fino a poco prima diceva di disprezzare.

Due manga diversi? Due storie diverse? No. È la stessa storia, vista in due realtà, in due tempi e mondi diversi.

Una volta Mokuren racconta a Shion di aver sognato di essere una ragazza giapponese, una ragazzina carina e un po’ sbadata, e poi gli dice con dolcezza, in un’atmosfera triste e struggente, che avrebbe voluto vivere sulla Terra, e cucinare per lui. Ma in realtà non è così che vediamo la scena. Noi vediamo Arisu che sogna Mokuren che racconta a Shion quel suo sogno. E nel sogno Arisu si guarda allo specchio, e vede riflesso il volto di Mokuren. E questo è anche il contenuto dei sogni di Jimpachi e Issei : nei sogni che fanno in comune Jimpachi è Gyokuran e Issei è la donna che lo ama, Enjyu -  per questo i loro sogni li imbarazzavano tanto - e mettendo un annuncio con i loro nomi della luna su una rivista di misteri e fantascienza riescono a trovare Daisuke, cioè Hiragi, e Shyusuran, alias Sakura.  E Arisu… Arisu a questo punto è Mokuren, e all'appello mancano solo Shion e Shyukaido. Non sanno come trovare Shyukaido, ma tutti concordano che Shion deve essere uno svitato anche in quella vita.

Ed è proprio dai sogni di Daisuke e Sakura, più avanti rispetto a quelli di Jimpachi e Issei, che conosciamo la verità e la tragica sorte dei sette scienziati : quelle prsone erano davvero  loro, i loro non erano semplici sogni, ma ricordi di quella vita precedente che avevano condiviso. E tutti e sette sulla luna erano morti a causa di una misteriosa malattia. Nel presente avevano tutti la stessa età, erano nati nello stesso anno e quindi presumibilmente erano morti a poca distanza l’uno dall'altro. Il primo a morire era stato Gyokuran, poi Shyusuran e poi Hiragi. Il virus era nato dentro la base, non avevano nessun vaccino e non potevano chiedere aiuto al loro pianeta natale perché era già esploso : loro erano gli unici sopravvissuti della loro civiltà. C’era stata una guerra e il pianeta madre si era dissolto nello spazio insieme a tutta la loro galassia. Gli scienziati erano rimasti bloccati sulla luna senza sapere cosa fare, senza avere un altro posto in cui rifugiarsi. Per questo avevano cominciato a litigare per stabilire se potessero o no scendere sulla Terra e viverci di nascosto : in quanto ultimi sopravvissuti, alcuni sostenevano che dovevano rifugiarsi sulla Terra, fare dei figli e crescerli là, in modo che la loro specie non si estinguesse. E a causa di questi continui litigi Sarjarim decise di punirli : nacque il misterioso virus e così furono costretti a restare sulla luna, per non contagiare la Terra. Ormai non avevano più un posto in cui tornare né in luogo in cui andare, non era rimasto loro più niente, e il loro destino era restare lì ad aspettare la morte.

Naturalmente a questo racconto i ragazzi si commuovono, ma comunque per loro quella tragica storia è la storia di qualcun altro : non sentono niente in comune con le loro identità passate, per loro è come scoprire della morte dei loro personaggi immaginari preferito, non della loro morte. E, soprattutto, tutti sono entusiasti di aver ritrovato Mokuren, anche se Arisu si vergogna di essere stata tanto audace e sfacciata da immaginarsi di essere stata quella donna tanto bella e perfetta. Ma, comunque, dopo averlo visto nel suo sogno è rimasta affascinata da Shion e, pur senza ammetterlo, spera di trovarlo.

Ma nella sua vita c’è un’altra complicazione. Dopo essersi svegliato dal come, Rin manifesta un attaccamento fortissimo ad Arisu e alla fine sua madre deve farsi ambasciatrice di una strana proposta : Rin, a otto anni, vuole fidanzarsi ufficialmente con lei e sposarla appena possibile. La madre di Rin cerca di farlo ragionare, ma il bambino è serissimo : se non si fosse accaparrato subito Arisu, presto qualcuno dell’età giusta gliel'avrebbero portata via. E così la signora Kobayashi va a chiedere la mano di Arisu mentre Rin, a tradimento, le ruba il suo primo bacio e dichiara di considerarla la sua fidanzata. E, visto che è solo la richiesta di un bambino, un bambino che aveva appena rischiato di morire, i genitori di Rin e di Arisu propendono per accontentarlo con una promessa informale, sicuri che, crescendo, Rin si sarebbe dimenticato di questo capriccio. Arisu, che nei confronti di Rin si sente ancora in colpa, accetta.

Ma le stranezze di Rin sono ancora all'inizio : l’incidente lo ha cambiato nel profondo e lo ha portato a sviluppare fortissimi poteri mentali. Dopo essersi fatto mettere a letto dalla mamma come un bravo bambino, Rin con fare inquietante si alza e, come se niente fosse, con un agile balzo salta dal quindicesimo piano e arriva in strada, per poi aggirarsi da solo, di notte, per Tokyo per tormentare il leader di una banda di motociclisti teppisti, Takashi, che riceve biglietti misteriosi con scritto “devi fare amicizia con S.”. E “S.”, cioè Rin, alla fine gli si manifesta, quasi lo uccide con i suoi poteri esp e poi, levitando nell’aria, gli dice quello che vuole : la Torre di Tokyo. E in seguito Rin, imitando la sua voce a telefono, ordina alla sua banda di andare a vendicarsi di Jimpachi e Issei, che si trovano così coinvolti in una rissa. E, quando nella colluttazione anche Arisu viene colpita, Jimpachi per difenderla rivela anche lui doti esp., realizzando lo scopo che Rin/”S.” si era prefisso nel fare quella telefonata con la voce di Takashi : far uscire allo scoperto Gyokuran, che Rin evidentemente conosce. È chiaro quindi che anche Rin è coinvolto nella vita precedente sulla luna. Takashi e terrorizzato, si rinchiude nella sua stanza senza toccare cibo, e l’unico con cui accetta di parlare è Tamura, il braccio destro e il figlio adottivo di suo padre, una specie di boss, e infatti anche Tamura sembra (è?) una specie di yakuza gentile che, quando non è impegnato in traffici di varia natura, fa da babysitter al signorino, arrivando perfino a cucinare per lui per farlo riprendere a mangiare. E a Tamura Takashi rivela la verità : deve avere la Torre di Tokyo, che suo padre sta ristrutturando, altrimenti sarebbe stato ucciso. E, dopo aver saputo delle lettere di “S.”, anche lui ne riceve una in cui “S.” gli chiede con fare ironicamente minaccioso di aiutare Takashi. 

Ma Tamura non è importante solo per la sua vicinanza a Takashi, ma soprattutto per il suo legame con un’altra persona che condivide i sogni della base lunare : Haru, un ragazzo il cui aspetto fisico è praticamente uguale a quello di Shion, sogna Mokuren, in sogno la vede parlare con le piante e la sente dire che vorrebbe scendere sulla Terra, immergersi in quell’aria e abbracciare il pianeta. Haru è tanto fragile e malato quanto bello, e di lui conosciamo la madre, una donna del sud est asiatico alla quale deve la sua affascinante pelle abbronzata, ma la figura più importante della sua vita è Tamura, che per lui è un amico e una specie di fratello maggiore. Inoltre anche il padre di Haru è coinvolto nella ristrutturazione della Torre di Tokyo e per caso - quello stesso Caso che ha fatto sì che Arisu si trasferisse accanto a Rin e nella stessa scuola di Jimpachi e Issei – Haru un giorno incontra proprio Rin e Arisu o, meglio, Rin gli va a sbattere contro una volta che aveva costretto Arisu a uscire con lui. Quando Arisu lo vede, subito nota la somiglianza con Shion, e anche Rin resta stupefatto e, quando capisce che ad Arisu quel bello sconosciuto piace, scoppia a piangere rimpiangendo di essere solo un bambino. Ma, anche se questo incontro non ci fosse mai stato, la sua strada e quella di Haru erano comunque destinate a incrociarsi tramite Tamura che, dopo che Rin/”S.” aveva invitato Takashi a incontrarlo in un edificio abbandonato al porto, decide di andare lui a questo appuntamento per vedere in faccia il misterioso “S.”. è una decisione presa all'improvviso e per questo deve dare buca alla sua fidanzata, Ayako, e, soprattutto, ad Haru. E, per consolarlo della delusione di non poter vedere Tamura, Ayako racconta ad Haru perché Tamura è sempre così comprensivo e gentile con i ragazzini : sette anni prima suo fratello minore si era suicidato perché, dopo che entrambi erano stati adottati dal padre di Takashi e dopo che Tamura aveva avuto il compito di occuparsi del signorino, si era sentito abbandonato. Tamura, affranto dai sensi di colpa, ora cercava di riparare al suo errore prendendosi cura di altri ragazzi.

Quando arriva al luogo dell’incontro, Tamura è sorpresissimo di trovare un bambino, ma Rin non si fa certo sottovalutare : attacca per primo con i suoi poteri e riesce a ridurlo malissimo, infierendo su di lui con crudeltà e violenza per poi lasciargli un progetto per la Torre di Tokyo disegnato da lui e andarsene. Ma Haru rivela anche lui dei poteri : percepisce che Tamura è in difficoltà e, senza sapere come, si teletrasporta davanti a quell'edificio, arrivando giusto in tempo per vedere Rin volare via. Anche Rin lo vede ma la cosa non lo turba. Per i danni infertigli da Rin Tamura è ricoverato in ospedale, ma la cosa importante è un’altra : Haru vede il progetto disegnato da Rin e capisce che non è terrestre, che è un progetto che aveva già visto nei suoi sogni sulla luna. E finalmente sembra che Rin voglia gettare la maschera : durante in uno degli incontri che i ragazzi avevano deciso tenere periodicamente per parlare della luna, Rin, che Arisu era stata costretta a portarsi appresso, si inserisce nella conversazione parlando di evoluzionismo e genetica e di Sarjarim per poi presentarsi come “bambino di sette anni con la memoria di Shyukaido”. Lo prova rivelando dettagli imbarazzanti del passato di tutti, tranne che di Arisu/Mokuren, della quale ricorda solo che voleva diventare l’aria della Terra. Spiega di essere solo un bambino perché questa era la sua seconda reincarnazione. Mentre gli altri sono sbalorditi e felici di aver ritrovato un altro vecchio compagno, Arisu si sente in colpa, perché si rende conto che quei ricordi sono tornati a Rin solo dopo la caduta.

Ma i ricordi tornano anche a qualcun altro : Haru sogna la morte di Gyokuran, la disperazione di quegli ultimi giorni, quando la situazione era drammatica e tutti rimpiangevano di non essere scesi sulla Terra quando potevano ed erano in preda alla disperazione… Ma Shyukaido, dopo essersi ammalato anche lui, trova un vaccino e lo inietta a Shion, che lo abbraccia e lo ringrazia, e va a iniettarlo anche a Mokuren… e Haru si sveglia. E, dopo che Rin ha dichiarato di essere stato Shyukaido, Haru può essere solo Shion e, dopo aver sognato Shyukaido, ci sembra naturale che pensi a Rin.  E a questo punto un incontro fra loro è inevitabile e l’iniziativa la prende Rin, che tende un agguato a Haru e lo teletrasporta in un posto lontano.

Appena restano soli,  Rin si presenta come un bambino di sette anni e aggiunge che è proprio di questo che vorrebbe parlare con Haru. Ma non lo chiama Haru. Lo chiama Shyukaido. E a Haru, stupito di essere chiamato con lo stesso nome che ha nei suoi sogni, Rin rinfaccia che è sempre la stessa storia : lo sopravvaluta e ci rimette. Ma dalla paura che Haru ha di lui capisce che, anche se non tutto, deve aver ricordato almeno le parti più importanti del loro passato sulla luna. E finalmente rivela il crimine che Haru/ Shyukaido ha commesso nella vita precedente : non ha vaccinato Mokuren. Rin racconta che, dopo la morte di Shyukaido, anche Mokuren aveva manifestato i sintomi della misteriosa malattia, che avevano pensato che il vaccino non fosse efficace e che solo dopo la morte di Mokuren lui aveva scoperto che non c’erano tracce di vaccino nel suo sangue… 
Rin, riferendosi a lui e a Mokuren in quegli ultimi giorni sulla luna, continua a ripetere “noi”, “noi”, e allora finalmente abbiamo la conferma di qualcosa che sospettavamo fin dall'inizio, per quanto i fatti ci smentissero : Rin era Shion. E Haru, che fino a quel punto cercava di convincersi che tutto era solo un sogno, crolla e riprende possesso della sua identità passata rivelando che la dose di vaccino che era riuscito a produrre era sufficiente per una sola persona e che aveva scelto di iniettarla a Shion per punirlo, per vendicarsi in modo crudele, facendolo sopravvivere da solo, facendolo assistere alla morte di Mokuren, perché, come Haru rivela shockando tutti, Shion aveva violentato Mokuren. E la sua vendetta aveva funzionato : Shion era sopravvissuto per nove anni, gli stessi anni di differenza che ha con Arisu e gli altri, nove anni durante i quali aveva vissuto da solo, circondato dai ricordi e dai cadaveri degli altri, costretto dalle ultime parole di Mokuren a continuare a vegliare sulla Terra, nove anni durante i quali era impazzito di solitudine e di dolore fino ad accogliere la malattia, quando alla fine si era manifestata, come una liberazione.

Solo adesso quindi possiamo capire perché, quando lui e Arisu avevano incontrato Haru per la prima volta, Rin piangendo le aveva detto che avrebbe voluto nascere nel suo stesso anno, solo ora capiamo il dramma di questa scena che si è svolta proprio dopo aver incontrato chi è responsabile del fatto che è nato più tardi e che ora, per estrema crudeltà della sorte, ora è rinato con il suo aspetto, un aspetto che ovviamente attrae Arisu/Mokuren. Infatti ora lui e Shyukaido hanno l’uno l’aspetto che aveva l’altro nel passato e Rin come un pazzo dice a Haru che è così perché lui voleva essere Shion, che anche lui voleva violentare Mokuren, ed esige che ora Shyukaido lo risarcisca. Non lo uccide solo per ricattarlo e costringerlo a collaborare con lui a realizzare un piano che aveva concepito in quegli anni di solitudine… un piano sicuramente inquietante, dal momento che è nato da Rin, del quale conosciamo la violenza, e da uno Shion impazzito dopo nove anni di orrore e assetato di vendetta. Comunque nell'immediato l’unica cosa che vuole è che Haru gli riveli il suo codice - vediamo in un ricordo che tutti dovevano dargli periodicamente dei codici per far funzionare la base lunare - perché Rin la base la vuole distruggere.

Nel frattempo assistiamo a brevi scorci di vita quotidiana : dopo le vacanze di primavera, Arisu non è più in classe con Jimpachi, ma questo la fa avvicinare di più alle ragazze, che le propongono di cantare nel coro, e Arisu accetta. Intanto Jimpachi ammette con Issei di essersi innamorato di Arisu e Issei è sempre più confuso : anche a lui piace Arisu, ma a volte i sentimenti di Enjyu prendono il sopravvento e non riesce a capire se è geloso di lei o di Jimpachi. E, quando Jimpachi/Gyokuran confida a Issei/Enjyu i suoi sentimenti per Arisu/Mokuren, si confida con libertà, perché pensa di star parlando con il suo amico, ma la verità è che sta parlando con Enjyu… e infatti Issei lo bacia, anche se dopo finge di aver scherzato. Ma non scherzava mentre lo baciava e sicuramente non scherzava quando lo rimproverava di confidare i suoi sentimenti per un’altra donna proprio a Enjyu. Vediamo quindi che comincia un processo inquietante : i ragazzi rischiano di perdere la loro personalità, non sanno più individuare un confine fra i sentimenti delle loro identità passate e quelle presenti.

Quella che non corre questo rischio per ora è Arisu, che si è convinta di non essere Mokuren, ma di  aver costruito quel sogno semplicemente per avvicinarsi a Jimpachi e Issei, e che non partecipa più alle riunioni : dopo aver dimenticato la breve cotta che aveva avuto per Gyokuran, da un lato pensa solo a Shion, addirittura si mette a sferruzzare un maglione che gli sarebbe stato bene, e dall’altro è sempre più vicina a Rin che, qualunque oscuro piano stia perseguendo, nei confronti di Arisu ha smesso di essere infantile e dispettoso e si dimostra molto protettivo. Jimpachi le telefona ogni giorno, ma lei si fa negare, finché Hajime non gli rivela che Arisu è stata costretta a fidanzarsi con Rin, perché non vuole che sua sorella sprechi la sua giovinezza per i capricci di un bambino, aspettando che fosse lui a stancarsi o a dimenticarsi del loro “fidanzamento”… un fidanzamento che Arisu, spinta dai sensi di colpa per aver fatto cadere Rin, prende stranamente sul serio. E Jimpachi/Gyokuran si arrabbia, pensa che Shyukaido abbia costretto Mokuren a fidanzarsi con lui e finalmente si dichiara ad Arisu, che però lo respinge e si rifiuta di abbandonare Rin, perché sente di avere un debito nei suoi confronti… e viene spontaneo chiedersi che debito possa avere nei confronti di quello che ormai noi sappiamo essere Shion.

Il gruppo sembra sul punto di sciogliersi : dopo il bacio a Jimpachi, Issei non ha il coraggio di farsi vedere, Arisu non crede di essere stata Mokuren, Rin/Shion non ha nessun interesse particolare a interagire con chi lo crede Shyukaido, e così si riuniscono solo Sakura, Daisuke e Jimpachi. Ma alla fine arriva la notizia che tutti aspettavano : Shion li ha trovati. E qui dobbiamo fare un passo indietro. Sempre spacciandosi per Shyukaido, Rin dice ad Arisu che lui è convinto che lei sia Mokuren e che sa perché non riesce a recuperare i suoi ricordi : perché Shion le ha inferto una ferita profonda, tanto profonda da aver bloccato la sua memoria. Poi le chiede che cosa farebbe se Shion fosse ritrovato e, sapendo che Shion è lui, capiamo quanto devono costargli queste parole. Arisu non gli nasconde che vorrebbe vedere Shion, che per lui prova qualcosa, e Rin con dolore deve prenderne atto : anche se Shion è lui, se la persona che Arisu vuole vedere è con lei proprio in quel momento, l’incontro fra di loro non può avvenire. E così Rin con tristezza va a recuperare Haru, che di Shion ha ereditato l’aspetto, e gli impone di unirsi agli altri come se veramente fosse la reincarnazione di Shion. I suoi compiti sono innanzitutto fare felice Arisu -  e, quali che siano i suoi sentimenti, questo addolora Rin/Shion, perché Arisu deve credere che lui sia la reincarnazione proprio di chi, non vaccinandola, l’aveva separata dal suo Shion - e poi raccogliere i codici di tutti per attivare il sistema di distruzione della base lunare, col pretesto che gli scienziati terrestri non avrebbero mai dovuto trovarla. Con amarezza Rin sottolinea che finalmente  Shyukaido avrebbe potuto realizzare il suo sogno, incontrare Mokuren come Shion, e che deve approfittarne per carpirle il codice. Ma all'inizio il piano non funziona : anche se “Shion” è stato ritrovato, Arisu continua a rifiutare di andare alle riunioni e passa tutto il suo tempo libero con Rin, che però non può godersi questi momenti fino infondo. Sa che Arisu sta con lui solo perché si sente in colpa e che Mokuren vuole Shion, e così decide di farli incontrare a ogni costo da soli. Come dice con aria seria, vuole soltanto che lei sia felice.
Intanto, dopo l’incontro traumatico con Rin/Shion, Haru si è chiuso disperato nella sua stanza : si sente in colpa per quello che ha fatto a Mokuren e Shion e teme che, se fosse venuto a conoscenza della sua meschinità, anche Tamura lo avrebbe disprezzato. E, quando Tamura lo va a trovare, davanti agli occhi stupefatti di quest’ultimo Haru scompare letteralmente nel nulla… A “trovarlo” sono Issei/Enjyu e Sakura/Shyusuran, che hanno ripreso la loro amicizia dove l’avevano lasciata, con Enjyu innamorata di Gyokuran e Shyusuran che la deve consolare. Il fatto che ora la sua migliore amica sia un uomo non turba particolarmente Sakura, che proprio come sulla luna ascolta le sue confidenze. E, mentre chiacchierano della complicata vita amorosa di Enjyu, arrivano davanti a un fiume, dove vedono Haru che si butta in acqua.
Issei si tuffa per salvarlo e non può non notare che quel ragazzo è uguale a Shion, e con la sua telepatia sente che il misterioso suicida ha pensato proprio “Shion”.  Alla fine li salva tutti e due Tamura, che al capezzale di Haru rivive tutto il dolore per il suicidio del fratello e che decida che è ora di fare qualcosa. Non gli è difficile fare due più due : quando era entrato nella sua stanza per un attimo aveva visto Shyukaido al suo posto, poi Haru si era teletrasportato davanti ai suoi occhi, e il passo per associare i poteri di Haru a quelli di “S.” è breve. Deciso ad affrontare quegli strani eventi, si incontra con un suo amico, Yakushimaru, che ha un fratello con poteri esp, Mikuro : anche lui ha il potere della telecinesi, del teletrasporto e della levitazione e ormai in famiglia ci sono abituati, non lo considerano più strano. E, invitato dal fratello, Mikuro si teletrasporta da loro e ascolta quello che Tamura ha da dire su Rin avvalendosi contemporaneamente dell’aiuto del fantasma del fratello di Tamura. Il parere clinico di Mikuro è che Rin, oltre ad avere poteri esp immensi, è anche circondato da una fortissima energia negativa e che né lui né Haru sono umani. Ma, proprio ora che potrebbe proteggerlo meglio, Tamura deve trasferirsi a Kyoto per seguire Takashi al liceo e questo per Haru è un colpo durissimo.

Come abbiamo visto, in questa prima parte si delineano i personaggi principali, ognuno dei quali ha una doppia identità e una doppia vita, con la conseguenza, come vedremo meglio nei numeri successivi, che anche la trama si sdoppia in due storie collocate in due dimensioni diverse ma che si influenzano costantemente a vicenda attraverso i sentimenti che i personaggi provano gli uni per gli altri in entrambe le loro vite. E questo situazione diventa tanto ambigua che, come abbiamo già visto per Issei e Gyokuran, i sentimenti della vita passata e quelli della vita presente si sovrappongono al punto che i personaggi cominciano a attribuire aventi della vita presente a dinamiche e situazioni di quella passata, muovendosi contemporaneamente su due piani in continua corrispondenza. Quando i personaggi presenti fanno qualcosa, i motivi vengono attribuiti ai sentimenti della loro vita passata e così è come se i personaggi si sdoppiassero, con la conseguenza che le identità del presente interagiscono o litigano con quelle del passato per motivi loro, estranei alla loro controparte passata. Per esempio, quando Jimpachi si arrabbia perché Arisu è fidanzata con Rin, ad arrabbiarsi è Jimpachi, non Gyokuran, ma l’oggetto della sua rabbia non è Rin, un bambino di otto anni, ma “Shyukaido”, che non vuole rubargli Mokuren, ma Arisu. E, quando non sappiamo cose pensavano veramente i personaggi del passato, perché quelli del presente non lo hanno ancora ricordato, possiamo rifarci ai sentimenti delle loro reincarnazioni : qualunque cosa pensasse di lei Shion, qualunque cosa possa averle fatto, qualunque motivo Rin avesse per accaparrarsi la sua reincarnazione, Arisu vuole Shion, ammette che le piace e, anche se non sa che è lui, si sente legata a Rin, perché Mokuren dentro di lei in Rin riconosce Shion e vuole stare con lui.



E, frai tanti personaggi che ci vengono presentati in questi primi otto volumi, a risaltare sono fin da ora proprio Rin e Shion, soprattutto alla luce della scoperta che sono la stessa persona, che Rin è nello stesso tempo Shion adulto e uno Shion bambino, perché, per esempio, fa tenerezza vedere Shion, che nei ricordi degli altri è scostante, freddo e arrogante, che sotto forma di Rin si comporta da bambino e tira fuori lati adorabili, ingenui e infantili, come i dispetti che fa ad Arisu, la sua paura degli animali e la sua passione per gli anime.

Riguardo a Shion, per ora quello che sappiamo di lui è parziale e incompleto, perché le informazioni ci vengono date mano a mano che i protagonisti recuperano i loro ricordi e così abbiamo su di lui elementi troppo contrastanti per farci un’idea della sua vera personalità. All'inizio ci viene presentato come il fidanzato di Mokuren, una donna che tutti descrivono angelica a perfetta, sia nei ricordi degli altri sia in scene che ce li mostrano abbracciati e uniti. Ma presto conosciamo un altro lato di Shion, dai ricordi emerge uno Shion freddo, antipatico, chiuso e crudele, uno Shion che disprezza e maltratta Mokuren e che addirittura sarebbe arrivato a violentarla, per non parlare poi del fatto che lo Shion/Rin del presente è un vero e proprio villain, violento, ricattatore, cinico, spietato e manipolatore, la cui personalità è quello che si ottiene aggiungendo nove anni di pazzia al vecchio Shion già di per sé amaro e cinico. 

E anche Rin, quando impone a Haru di interpretare Shion, gli dice che Mokuren lo ammira perché ancora deve ricordare tutto e che, non appena Arisu avesse recuperato i suoi ricordi, lo avrebbe odiato… davvero pensa che Mokuren lo odi e, quando Haru gli dice che non è vero, che Mokuren lo amava, lo zittisce. Qual è la verità? Amava davvero Mokuren? Dobbiamo fidarci delle scene struggenti in cui li abbiamo visti abbracciati o dei ricordi degli altri, in cui Shion dichiara di disprezzarla e di provare l’impulso a farle del male, impulso che, stando a quello che ha detto Shyukaido, si è concretizzato quando le ha usato violenza? Vuole aiutare Arisu a ricordare solo perché le serve il suo codice per realizzare il folle piano nato nei suoi anni di pazzia? E allora perché sulla luna si era fidanzato con lei e sulla Terra, appena recupera la memoria, vuole legarla con un altro fidanzamento? A queste domande non c’è ancora risposta, ma comunque non possiamo fare a meno di provare tristezza e indignazione per quello che gli ha fatto Shyukaido, né possiamo dimenticare che Shion fino all'ultimo sulla luna ha fatto quello che gli aveva chiesto Mokuren, proteggere la Terra, e che, nonostante soffrisse, non si era mai suicidato, cosa importante perché altrove ci viene detto che nella religione di Sarjarim che si suicida non può reincarnarsi : quindi voleva rinascere?

E a questo punto è chiaro che ci sono ancora molte cose che non sappiamo, che le poche, contrastanti informazioni che abbiamo avuto su quello che è successo sulla base lunare non sono che la punta dell’iceberg che dobbiamo assolutamente saperne di più non solo di quegli ultimi drammatici giorni in cui dovettero assistere gli uni alla morte degli altri, ma di cosa aveva portato a quella situazione, di cosa aveva portato sette persone tanto diverse sulla luna. E la Hiwatari non ci delude. Siamo solo a un quarto della storia e tante cose devono ancora succedere! 

Intanto correte e leggere il post di Clacca!