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domenica 21 ottobre 2012

Cinquanta Sfumature di Marrone



Scegliere il titolo per questo post è stata dura! Già ero indecisa fra “Nodame stroncabile”, “Nodame Deprecabile”, “Nodame Detestabile”, “Nodame Illegibile”… ma non potevo tralasciare quello che dava con più efficacia idea della qualità marroncina del manga e che, nello stesso tempo, lo accomunava ai suoi gemellini libreschi : le celeberrime Cinquanta sfumature e il loro capostipite, Twilight.

Ma procediamo con ordine.

I miei rapporti con questo manga sono abbastanza tormentati. All’inizio, quando fu annunciato, lo attendevo con ansia, perché mi era stato spacciato per una lettura di qualità superiore alle altre, per un manga originale, divertente, di classe, impegnato, irriverente, comico, con un background culturale, musicale, perfino letterario e filosofico (giuro, non sto inventando, non posso spammare il forum in questione ma sto citando quasi alla lettera)… inoltre in Giappone ha avuto un enorme successo e la sua pubblicazione era ormai richiesta da anni.

La trama, come era stata raccontata, riassunta e commentata  in un paio di famosi siti sui manga in Italia, mi aveva molto affascinata : amo la musica, amo i manga con protagonisti intelligenti e non convenzionali… insomma, avevo grandi aspettative... che non avrebbero potuto essere deluse in modo peggiore fin dal primo numero. Ammetto che questa è la prima volta che mi trovo in totale disaccordo con un successo in Giappone e in totale accordo con un insuccesso in Italia.

Sperando che migliorasse, ne ho letto almeno la metà, prima di gettare la spugna e bollarlo come illeggibile. In fumetteria poi, conoscendo la mia crociata contro Nodame &Co, me ne hanno fatto leggere gli ultimi numeri… numeri perfettamente sequenziali agli ultimi che avevo letto più di un anno prima, ulteriore conferma dell’inutilità della storia e del fatto che questo glorificato capolavoro non è altro che un manguccio di qualità media, superiore a qualche smut, ma alla pari / inferiore con il 90% degli shoujo e dei  josei pubblicati in Italia... sicuramente è inferiore a Hanadan, a Le situazioni di lui e di lei, a Furuba, a con Perfect Girl Evolution... sì, lo so, questi sono shoujo, bla bla bla... ma :

1 = in Giappone è una questione di rivista di pubblicazione più che di contenuti.

2 = Sentite, alla fine sono fumetti! Non pettiniamo i capelli alle bambole, non stiamo parlando della differenza fra lirica corale e lirica monodica, ma di pupazzetti disegnati che parlano nelle nuvolette

3 = l'idiozia e l'infantilità di Nodame, il cui sviluppo mentale di è fermato a 6, 7 anni, la rigetta prepotentemente nella fascia d'età degli shoujo : è indegna di stare in un manga per adulti, e sinceramente è infantile anche per un manga scolastico... il suo mondo sarebbero i manga demenziali di Toriyama (tranne Dragonball, che per Nodame è troppo serio e drammatico) : che belle conversazioni intellettuali che avrebbe con Arale!
Quindi io, per pura curiosità, vorrei un elenco, puntato, numerato, come volete, di cosa ha di bello questo manga. Con riferimenti alle pagine, visto che posso leggerlo in fumetteria. E vorrei sapere cosa ci avete trovato di intelligente, innovativo, romantico, originale ecc.

Io il mio elenco ce l’ho.

1 = PERSONAGGI

I protagonisti sono dei veri capolavori e quindi si meritano un’analisi accurata. Chi li trova credibili deve avere notevoli problemi di interazione sociale. Per me invece sono il punto debole del manga, perché il loro spessore è nullo.

NODAME, aka CINQUANTA SFUMATURE DI MARRONE


Nodame Cantabile" sarebbe un bel manga senza Nodame. Va bene che ormai le eroine perfette, belle e buone, non si portano più, va bene che è meglio mettere in scena personaggi umani, con pregi e difetti realistici...però, appunto, realistici. Invece la nostra eroina non è che un'ebete che parla in terza persona come una bimbominkia, con la vivace attività celebrale di un protozoo in coma farmacologico. Nodame è un tonto parassita (volevo scrivere piattola, ma non si usano queste parole in una recensione seria...ops!), non si capisce se è solo disadattata o semplicemente ritardata, e la sua presenza, unita agli strani versi inarticolati che emette, alla sua carente igiene personale e alla sua frequentemente ribadita coprofilia, dà alla storia la poeticità di un documentario sugli accoppiamenti fra babbuini. Suona il piano, ha manualità, quindi è in parte sapiens : ma l'altra parte è scimmia, l'evoluzione le ha giocato un brutto scherzo e la natura con lei si è tolta veramente tante soddisfazioni. Però, almeno, non potendo gioire dei suoi successi professionali e personali, possiamo  rallegrarci della sua quotidiana regolarità. E dire che sui forum ci fu anche una polemica - con tanto di lettere alla Star - perché nel primo numero non erano stati tradotti i versi di Nodame : ma per carità, si stava meglio senza! Nodame aveva più dignità. Una ventenne che inserisce a ripetizione “gyabo” e “mukya” nei suoi discorsi - già di per sé sconclusionati - ha bisogno del logopedista! E siamo al livello di “veh” e “chigi” di Feliciano e Romano Vargas.




Ballo della scoreggia, capolavoro nodamiano

Tutti lodano il fatto che vive in un mondo tutto suo : e, di grazia, come e perché questo sarebbe un pregio? A me sembra autismo o sottosviluppo e le gag divertenti che dovrebbero derivare da ciò sono molto tristi : come e perché il degrado di un'ameba è divertente? Una donna che si riduce così può solo fare compassione. Le fanciulle che la ammirano perché si riconoscono in lei - e ce ne sono, sto sempre citando i forum - un giorno faranno molto felice qualche gatto. In un romanzo, sarebbe al massimo la serva cretina o la vecchia zia rincoglionita. Nella vita, sarebbe una figura di me**a vivente : insomma, questa sarebbe una donna di 20 anni? E vabbè che è un manga, ma non è uno shonen demenziale, è addirittura un josei! E da un josei io mi aspettavo un minimo di realismo... Siate sinceri, se nella vita conosceste una ventenne lercia e maleodorante che vaga per il mondo come una mentecatta scoordinata, canticchiando tiritere sulla cacca e le scoregge,  la frequentereste? Uscireste con lei la sera? Vi ci fareste vedere insieme?

Proprio sforzandomi di prenderla minimamente sul serio, e di non sospendere il giudizio di fronte al suo palese autismo, la riesco al massimo a vedere come qualcuno che si lascia andare da tutti i punti di vista, tanto disadattata che anche i suoi sentimenti perdono di verosimiglianza… come, del resto,  la conclamata idiozia e il ritardo nello sviluppo psico-fisico dei personaggi rovina anche la raffigurazione dell'ambiente musicale internazionale che, con personaggi degni, avrebbe potuto essere uno dei punti forza del manga. Dal momento che Nodame è un animaluccio dai bisogni elementari, è inutile portarla a Parigi, a Berlino, a Vienna o in una stalla, tanto non sa nemmeno lei dove si trova...è come quando porti un cagnolino in vacanza : se gli dai da mangiare, da bere e lo porti a spasso, gli è indifferente passeggiare ad Hyde Park o nei giardinetti del quartiere. Lo stesso vale per le musica : Nodame sarà anche un talento naturale, ma cosa può capirne dei sentimenti che sono dietro alle opere che suona?

CHIAKI, aka CINQUANTA SFUMATURE DI MENOPAUSA PRECOCE

Il nostro bel tenebroso-dai-misteriosi-traumi di turno anche a un’analisi superficiale non è che una checcha isterica - non perché sia gay, ma perché è effettivamente isterico e perché le sue manie da zitellone gli impediscono relazioni con membri decenti dell'altro sesso. A differenza dei suoi fratellini Christian e Edward, il remoto fascino virile di Chiaki è disintegrato dalle sue manie da zitellona isterica, che lo rendono la versione col pene di una casalinga frustrata. Alla fine l’unico elemento degno di nota di questo personaggio è che è arrivato a 20 con questo brutto carattere senza che nessuno lo abbia mai mandato a cagare. Con il cinquanta-sfumaturoso Christian ha però in comune il suo essere un concentrato di nevrosi e fissazioni, un’invidiabile collezione di complessi di inferiorità, psicologica e sessuale, che lo spingono ad accontentarsi di un caso umano come Nodame e ad intrecciare con lei un rapporto ai limiti della perversione S&M : come Chiaki, anche Grey si eccita facendo da badante a Ana, scegliendole i vestiti, programmandole pasti, attività fisica, controlli ginecologici, occupandosi della sua quotidiana regolarità e maltrattandola. E qui veniamo al secondo punto.

Dominatore-badante in azione


2 = ROMANTICISMO

Potreste dirmi la pagina? Perché fra Nodame Chiaki non c'è niente! Non c'è più di quanto non ci sia fra Bella e Edward, e c’è molto meno di quanto non ci sia fra Christian e Ana, che almeno bombano acrobaticamente dalla mattina alla sera con reciproca soddisfazione.
L'intimità dei babbuini
Inaspettatamente attratto dalla scimmia che suona il piano, Chiaki decide di prendersi cura di lei e le fa da badante : cucina, le pulisce la stanza, le fa lo shampoo, la spulcia ... e meno male che l'autrice ci ha risparmiato scene - sicuramente avvenute - in cui Chiaki lava le mutande di Nodame o raccatta tampax in giro per la stanza mentre lei si spidocchia e lancia feci dondolando su una ruota... anche se ci siamo arrivati vicino!!! 
Se l'avesse anche salvata da un camioncino impazzito e dall'attacco dei Black Eyed Peas dopo una partita di baseball, sarebbe stato in Twilight. Lui è gelido, bidimensionale e clinicamente morto come Edward, lei puzza e ha il cervello vuoto ed è imbranata come Bella... Praticamente, è il tipico romanzetto rosa squallido, della serie "figo asociale e monoespressivo vede bellezza interiore di grottesca cozza diversamente abile".
Lui, bene o male, si può tollerare, anche se, riflettendo sul fatto che è un uomo di 20 e un professionista, le sue fisime sono ridicole e infantili. Ma lei... invece, se al posto della scimmia ci fosse stata una protagonista non perfetta, ma energica e allegra, autocosciente, motivata, ambiziosa e in sfida con se stessa e con Chiaki, forse la storia si sarebbe salvata.
Invece la conseguenza del ritardo psicofisico di Nodame è che la storia fra lei e Chiaki non esiste, e che se esistesse sarebbe una perversione di lui, un misto di complessi di inferiorità e di sadismo che lo portano a trovare soddisfazione solo con un abbozzo di donna. Vabbè, sarò più esplicita : forse al signorino non si alza con una donna vera. Se poi vedere uno zitellone isterico che spidocchia un parassita disadattato a qualche lettore sembra romantico, vabbé... in campo sessuale ne ho viste anche di più strane. Il problema è che Nodame, un Mr Bean in gonnella, nel persistere in questo suo autismo, nel suo crogiolarsi nella sua essenza di scherzo della natura, non è un buon esempio di personaggio e la sua funzione è semplicemente dare una speranza alle lettrici bruttarelle, che si vedono incoraggiate a lasciarsi andare nella speranza che un uomo le raccatti e le accetti. Fanciulle... almeno foste geniali musiciste!
Vita quotidiana in casa Chiaki-Noda
C’è un altro manga che affronta questa tematica e che mi è davvero piaciuto è Itazura na Kiss. Ma la protagonista, Kotoko, rispetto a Nodame, è una femmina dalla testa ai piedi e, anche se nella sua conclamata idiozia, è innanzitutto profondamente buona, gentile, affettuosa, e poi ha autocoscienza : si pone degli obiettivi, si fa delle domande su se stessa e sul mondo che la circonda, prova a migliorarsi e a cambiare il mondo attorno a sé, riesce a influire di proposito su chi la circonda. Certo, se mio marito mi trattasse come la tratta il suo, si prenderebbe una bella padellata sulle coniugali pudenda, ma questa inverosimile freddezza di lui nei confronti di lei è l'unica concessione agli stereotipi surreali dei manga, e per il resto la loro vita e il loro rapporto si evolvono, e si vede che loro si piacciono e ci completano a vicenda... e, grazie a questo realismo di fondo, le gag fanno anche più ridere. Si sente, in pratica, che la Tada ha rispetto dei suoi personaggi, un rispetto che invece la Ninomiya, riducendoli a stereotipi e macchiette che si lasciano sballottare dagli eventi qua e là, non mostra. Questo probabilmente non è tanto colpa sua quanto degli editor, perché invece nel suo altro manga, Genius Family Company, pur cedendo ai canoni surreali dei manga, almeno ha creato dei personaggi che avevano coscienza do sé e del mondo e che cercavano di fare qualcosa per le loro vite, di adattarsi alle situazioni. Invece Nodame e Chiaki sono sono piatti e bidimensionali, non hanno evoluzione e sono stati privati di dignità e credibilità. La loro anormalità, universalmente accettata, li rende tipi fissi, macchiette in cui è impossibile identificarsi e con cui non si può simpatizzare. E, ripeto, questi sarebbero adulti?  
Una sottomessa perfetta? O avrà di nuovo scagazzato in salotto?

Una sola osservazione per tutte : toglietevi il pensiero, non giacciono! Due ventenni che vivono da soli a Parigi non giacciono… e in effetti anche questo è da commentare. Questa romantica castità sicuramente farà piacere a stagionate lettrici ancora vergini, ma un qualsiasi adulto normale, con una vita sessuale e sentimentale normale, si rende conto che non è possibile. So che i nerd sono sessuofobici e che vedere dei personaggi ottenere ciò che loro non avranno mai li manda in tilt, ma purtroppo ciò dà il colpo di grazia al realismo del manga.

3 = TRAMA

… bla bla...scuola di musica...bla bla...sogni e speranze... bla bla...amori e amicizie... bla bla... Parigi...bla bla... déjà-vu, e déjà-vu di opere già poco originali. Insomma, la trama è unico immenso stereotipo, al livello degli Amici di Maria. Inoltre, interessarsi allo storia è impossibile, perché i personaggi non sono credibili.

4 = COMICITÁ

Nei numeri che ho letto non ho sorriso neanche una volta. E dire che io in genere rido per qualsiasi cosa sia minimamente comica. Invece le scene con Nodame mi hanno fatto tanta tristezza : non si prendono in giro gli handicappati! Anche la Divina Commedia sarebbe illeggibile se, al posto di Dante, ci mettessimo Mr Bean.

5 = CULTURA

Ahahahahah!! Andiamo, non è mai troppo tardi, ci si può sempre iscrivere all'università, fare esami singoli, supplicare la CEPU… non ci si deve per forza ridurre a elemosinare riferimenti da sussidiario dai fumetti. Chi invece li apprezza deve evidentemente avere orizzonti culturali molto limitati e un'istruzione molto scarsa, ma ripeto : si può rimediare! Non mi fate spammare Cepu! Comunque a chi considera Nodame un manga di cultura, consiglio un importantissimo, ottimo e accurato manuale fumettistico di Storia Medioevale, Moderna e Contemporanea : Hetalia Axis Powers. E, ora che ci penso, Feliciano Vargas e Nodame andrebbero proprio d’accordo! Potrebbero fare una bella uscita a quattro con i loro Chiaki e Ludwig : le loro dinamiche di coppia sono identiche! E a Feliciano Nodame si avvicina moltissimo per, come dire, l’attitudine generale verso la vita… invece di “pasta” abbiamo “cacca”, invece di Germania le fa da badante Chiaki, ma per pigrizia, golosità, attività celebrale da ameba, versi inarticolati e espressione ebete stiamo là…


6 = MUSICA

Da esperta nel settore, tutto questo sventolare di bacchette, le pagine di prove interrotte dall'arrivo dell'ameba che dattilografa qualcosa sul piano fra un peto e l'altro mentre tutti si inchinavano al suo genio, mi hanno molto infastidita. E per principio sono contraria a mettere argomenti seri nei fumetti : questi trucchetti commerciali si qualificano per quello che sono, trucchetti. E, visto che amo la musica, so dove cercarla, non sento il bisogno di cercarla nei fumetti.

Perciò leggere Nodame è come quando cercano di farmi vedere i film sugli antichi Romani : so il greco, so il latino, posso leggermi i commenti in tedesco, posso consultare i papiri...che devo fare con gli americani che sculettano in toga? Sì, Thermae Romae mi sta piacendo, ma perché l'autrice da un lato ha dato al tutto un'impostazione demenziale, e dall'altro ha studiato e si è documentata e, nonostante ciò, non si atteggia a esperta, riconosce umilmente che non è all'altezza di scrivere qualcosa di serio sull'Età Adrianea. Oddio, forse non lo fa nemmeno la Ninomiya, che magari ha buttato lì la musica giusto per dare uno scopo ai personaggi, come avrebbe potuto buttarci il golf o la paleontologia, ma al pubblico de noartri il manga è piaciuto in quanto "culturale" e quindi si devono mettere i paletti : non confondiamo la divulgazione con la cultura. Non basta certo buttare citazioni a caso. In realtà, anche a me sta piacendo un manga sulla musica, Sakamichi no Apollon, che parla del jazz... ma perché io sul jazz sono totalmente ignorante! E quindi mi piace che un argomento nuovo mi sia dato col cucchiaino, con i disegnini e la storia e i personaggi. Rendo l'idea? Quindi considerare culturale una cosa solo perché su di esse si è ignoranti / dilettanti no, non si fa.E, comunque, la Ninomiya non è una musicista, il che rende insensato tutto quello che disegna della musica. E' come se io, dopo aver visto ER e Dr. House, mi mettessi a parlare con dei chirurghi di chirurgia. Certo, posso dire le mie opinioni sulla medicina, ma sempre nel sacro presupposto che, ogni volta che parliamo di qualcosa che non conosciamo, diciamo cretinate a prescindere. 

Riguardo al piacere onanistico provato da lettori affezionati, che hanno sentito il bisogno di descrivere al web l’eccitazione provata nel leggere le scene musicali ascoltandone la colonna sonora, sappiate che la musica classica ha un ruolo importantissimo anche in “50 sfumature” : è perfino uscito il cd, ed è molto bello! Alzi la mano chi conosceva il Tallis! La differenza è che nelle Sfumature, quando c’è la musica classica, Ana ha tre orgasmi e Chris viene tre volte, mentre in “Nodame”, in analoghe occasioni, Chiaki ha tre crisi isteriche e Nodame fa tre scoregge.
Però la canzone della scoreggia mi resterà impressa perché infondo la musica deve aiutare le persone a esprimere e a esternare ciò che hanno dentro : gioia, rabbia, dolore, tristezza, poesia, gas intestinali...

7 = DISEGNO

In genere è l’ultimo dei miei problemi e dei miei parametri di giudizio, perché mi interessa la storia, le tavole le guardo a stento, e comunque sono famosa perché amo il tratto di di mangaka impopolari per i loro disegni, come la Tada, la Yoshida, Adachi, perfino la Takahashi. Ma, visto che mi trovo a criticare, ma sì, buttiamo tutto in pentola : i personaggi sono inespressivi e tutti uguali - invertendo i capelli ci si può divertire a trasformarli l’uno nell'altro - e le loro espressioni sono vuote e fisse. Invece adoro il tratto anni 80 di Genius, che per me come disegno è il non plus ultra.

8 = JOSEI

Riguardo al suo genere, è proprio con i josei che io ho dei problemi. Ammetto di non avere esperienza, ho letto solo quelli pubblicati in Italia - la Anno, Shibuya Love Hotel, Clover, Kuragehime, Genius, Supplement – e Umimachi Diary della Yoshida. Con la sola esclusione di quest’ultimo, che più che un manga è un capolavoro della letteratura e che in confronto a quelli che abbiamo qui è Wim Wenders paragonato ai cinepanettoni, è proprio in questo genere c'è qualcosa che non va. All'inizio ero molto contenta di leggere manga con protagonisti miei coetanei, perché speravo di trovare manga in cui identificarmi, in cui trovare tematiche che rispecchiassero la mia vita di donna di 28 anni, fra amore, lavoro, casa, bollette, divertimenti...macché! Quello che ho trovato è una carrellata di scherzi della natura che si trascinano attraverso una vita di emarginazione, rifiutandosi di crescere e di rinunciare alla loro infanzia, che non hanno alcuna presa sul loro futuro, che non cercano di migliorarsi, ma si limitano a tirare a campare, rinchiudendosi nella loro diversità...finché, come nelle favole, succede qualcosa di meraviglioso e la loro vita diventa bella. Questa prospettiva mi sembra molto più infantile di quella degli shonen o degli shoujo scolastici o dei fantasy. E  dove sono gli adulti? Perché sono tutti sulla trentina ma restano così immaturi? Perché le loro vite si sono ridotte così? Perché devo leggere la saga degli sfigati? Io nei josei voglio vedere i miei coetanei, come li vedo nei telefilm, in Friends o How I met your mother o Will e Grace o Dharma e Greg, Sex and the city ecc. in cui i personaggi conservano un fortissimo lato demenziale e perfino grottesco, ma che almeno sanno divertirsi e che vivono in pieno una vita da adulti in cui mi posso riconoscere e rivedere la mia. Quindi penso proprio che con i josei ho chiuso qui. Il discorso sui falsi adulti che li popolano lo approfondirò quando recensirò Supplement.

CONCLUSIONE


Criticare il 90% dei manga portati in Italia e poi entusiasmarsi per Nodame è come criticare Burger King e poi correre a ingozzarsi da MCDonald : anche se in salse e panature diverse, si mangiano gli stessi procioni investiti in autostrada. E do  un consiglio a me stessa e al mondo : quando vi dicono che un manga è di qualità, riflettete su chi ve lo sta dicendo : in certi ambienti anche Fabio Volo è considerato di qualità. E quando ve lo spacciano per culturale, riflettere sulla carriera accademica di chi ve lo dice : anche Voyager è considerato culturale. 
Se è questa la qualità che si chiede, ma ben vengano le ristampe di Dragon Ball.

BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

Chi ha amato Nodame non potrà non apprezzare la tetralogia di Twilight, la trilogia delle Cinquanta Sfumature, gli Harmony - con un’attenzione particolare per Lisa Kleypas, perché Chiaki si avvicina molto al fenotipo di uomo Kleypasiano, e per gli Harmony storici, con tutte quelle discinte fanciulle rapite dai pirati, così pieni di cultura! - e, venendo ai manga, oltre al già citato  Hetalia consiglio anche Perfect Girl,  Evolution e Kuragehime - saga degli scherzi di natura - Dr Slump e Arale e, per quanto riguarda la tematica dell’evoluzione della donna e del rapporto fra i sessi,  Ai Ore!, Love Begins, la Kanan in generale… Vorrei mettere Ugly Betty nella filmografia, ma in quel telefilm ci sono troppi adulti veri, con contro palle e cazzimma…sono troppo lontani dai ritardati dei josei.

RINGRAZIAMENTI

Un applauso a chi non lo ha comprato : che questi patacconi se ne restino nel loro continente.

Il successo in Giappone, infatti, - che comunque, di per sé, non garantisce la qualità di un manga -  penso si spieghi in parte con la curiosità verso tematiche e ambientazioni europee, in parte con il fatto che Nodame è l’anti-donna giapponese per eccellenza, che incarna il sogno delle ragazze giapponesi, cresciute in un mondo formale e basato sull’apparenza, di lasciarsi andare ed essere accettate per se stesse… Da noi invece abbiamo già ottenuto questa conquista e sappiamo divertirci anche da adulte, quindi non abbiamo bisogno di lezioni e catarsi.