Dedico il mio primo post a un libro importantissimo, che ho amato e amo, senza il quale non sarei quello che sono : "Memorie di una ragazza perbene" di Simone de Beauvoir.
Nella vita di tutti c’è un libro che è “il” libro, quello fondamentale, quello che apre la porta a tutti gli altri, che indirizza la nostre formazione, le nostre future letture, le nostre scelte, quello che, anche se lontano nel tempo e nello spazio, parla proprio di noi, di quello che siamo e di quello che potremmo essere e che ci dà l’imprinting, diventando la pietra di paragone, il metro per scegliere e giudicare, approvare e disapprovare future letture e future idee filosofiche, politiche, artistiche e letterarie, perché è stato il libro che ci ha aperto il mondo, che ci ha guidato attraverso esso e che resta il nostro punto di riferimento. Nel mio caso, questo libro è “Memorie di una ragazza per bene”, insieme ai successivi volumi della biografia di Simone de Beauvoir, ai suoi saggi, ai suoi romanzi e a quelli di Sartre. Anche se dirlo sembra esagerato, se a dodici anni non avessi letto le Memorie per la prima volta, e se questa lettura non mi avesse portata a eleggere Simone e Sartre come mentori, amici e educatori, ora sarei una persona diversa e sarebbe diversa la mia vita, influenzata dall’impatto con la scrittrice che ha rivoluzionato e cambiato il mondo delle donne e il rapporto delle donne con il mondo e con la cultura e dai due più grandi, significativi e importanti filosofi e intellettuali del Novecento.
Letto al momento giusto, è un libro che apre gli occhi e che nella formazione e nella cultura di una persona fa veramente la differenza. Le ragazze che non lo hanno letto prima dei 18 anni hanno subito un danno irreparabile nel loro sviluppo intellettuale e anche femminile, perché in questo libro, nei primi 21 della vita di Simone, c’è tutto quello che una ragazza con ambizioni intellettuali deve sapere e deve affrontare : amicizie, gli amori, i conflitti e le tensioni con la famiglia e con il suo ambiente, la lucida percezione, immune da falsa modestia, della sua unicità.
Simone non rinnega la sua sensibilità né è un topo di biblioteca, una bas-bleu : quello che in lei affascina è proprio come riesca a conciliare una vita di studio intenso, approfondito e coronato da successi brillanti (terza al concorso nazionale!!) con un’intensa e frenetica vita sociale : amici, cocktail, sbornie nei bistrots malfamati, andare a ballare, a ascoltare jazz e negro spirituals bevendo porto, a teatro… e con lei vediamo Parigi, la città più straordinaria del mondo nel suo periodo d’oro. Con Simone vaghiamo per le gallerie del Louvre, passiamo le serate al Jockey a Montparnasse a bere gin-fizz e martini, assistiamo alle matinée a teatro, discutiamo di pacifismo e filosofia alla Closerie des Lilas con giornalisti e studenti polacchi e ucraini, frequentiamo i pittori spagnoli e le birrerie del Quartiere Latino, viviamo la poesia dei café, curiosiamo fra le bancarelle di libri sulla Senna, ci godiamo il cielo azzurro nei giardini del Lussemburgo, andiamo ai balletti russi, assistiamo all’Edipo re di Strawinsky, a Le Secre du printemps di Stravinskij, musica, quadri, paesaggi… esperienze volute, cercate, godute fino all’ultimo nell’intento di provare tutto, vivere la propria vita, la propria giovinezza, con intensità, assaporando ogni aspetto dell’esistenza, dalla ribellione allo voluttà del soffrire per amore, dall’impegno intellettuale all’immoralismo.
Questo libro, oltre ad essere il primo libro della mia biblioteca, è inoltre quello che ha dato inizio alla mia passione per la lettura : fin da bambina e da ragazzina, Simone è sempre immersa in un numero di libri impressionante, e la lettura della sua biografia è perciò un cammino fitto di scoperte intellettuali : leggere quello che lei ha letto è impossibile, ma alla fine di questo libro ci si accorgerà di aver acquisito una cultura invidiabile semplicemente immergendoci nelle sue parole entusiastiche sugli autori che leggeva e amava : Anatole France, Colette, i Goncourt, Balzac, Hugo, Ibsen, Cechov, Strindberg e poi, grazie a suo cugino Jacques, la scoperta del surrealismo di Aragon e Breton, del cinema, della pittura moderna, dell’Orfeo di Cocteau, gli Arlecchini di Picasso, le rappresentazioni di Dullin all’Atélier, e poi la scoperta della letteratura contemporanea della N.R.F., delle opere di Maurras, di Gide, di Sainte-Geneviève, di Claudel, di Cocteau, de Il grande Meaulnes, di Mauriac, Giraudoux, Proust, Barrès, Claudel, Valery,Mallarmé, Max Jacob, autori allora giovani come era giovane Simone e nei quali anche i giovani intellettuali contemporanei possono riconoscersi : giovani borghesi lontani dalla classe a cui appartengono ma lontani anche dalle altre, che non possono che votarsi all’inquietudine perenne, rivendicare il diritto all’aggressività intellettuale, a guardare in faccia la realtà senza filtri morali, e a realizzare opere che tramutassero questa estetica negativa in un’etica positiva.
Un altro aspetto della sua vita in cui siamo coinvolti sono i suoi studi, dall’Istituto Desir, con le signorine e l’abate, alla Sorbonne : lo studio, gli esami, i libri, le conversazioni, la scelta del piano di studi, la scoperta della filosofia, la scelta di dedicarsi inizialmente alla letteratura e di insegnare, il tirocinio, il concorso, i saggi e le dissertazioni da comporre… e visto che Simone scrive bene, ma proprio bene, la seguiamo fra le aule, siamo con lei nelle giornate passate alla Nazionale a leggere Goethe, Nietzche, Omero affrontiamo con lei Diderot, Lucrezio e Giovenale, diamo i primi esami, studiamo i verbi greci, risolviamo problemi di matematica, leggiamo Leibniz, Bergson, Husserl, Kant, Descartes, Hume, Spinoza, Lebniz e Schopenhauer … Perché un’altra cosa che ho amato di questo libro è che parla di studio, di dieci ore al giorno di studio, di pomeriggi di studio, di studio dopo cena, studio in biblioteca, studio sulle panchine al parco… e sono sicura che non mi sarei laureata a 21 anni se non avessi avuto impresso nella mente questo esempio, se non avessi già saputo che o si studiava come Simone : sempre, senza interruzione, senza perdere tempo in sciocchezze e distrazioni, preparando tanti esami tutti insieme e dandoli in pochi giorni.
Oltre che l’importanza dello studio, quest’opera mi ha insegnato l’importanza dei rapporti intellettuali, la bellezza e la profondità della amicizie basate sul leggere e discutere gli stessi libri, scambiarsi idee e teorie, parlare e parlare e parlare… Leggere gli stretti del suo diario e delle sue prime opere, non può che comunicare l’amore per la cultura e per la lettura, il rispetto e la venerazione per gli scrittori insieme all'idea che la scrittura però vale solo se assume un ruolo sociale, che i libri sono un «regalo per l’umanità».
E poi c’è l’incontro con Sartre; come dice da ragazzina : «L’eletto avrebbe dovuto impormisi per una sorta di evidenza», Ed è proprio quello che succede. Con Sartre Simone scopre nuove problematiche - come far coincidere la letteratura con la filosofia, la vita e l’impegno sociale senza snaturarla a come prodotto artistico, dandovi sia il compito di esprimere delle sensazioni personali che quello di rivestire un’utilità sociale – e trova la strada per diventare tutto ciò che era in potenza : scrittrice, saggista, filosofa, femminista e attivista, la più importante personalità femminile del Novecento in ambito politico e letterario e un modello per tutte le donne e, soprattutto, le ragazze.
Indimenticabili sono anche gli altri personaggi, dalla tragica e indimenticabile Zaza alla sua amata sorella e alleata Poupette all’intelligente, allegra e spregiudicata Stepha, senza contare che incontriamo altri esponenti delle rive gauche, come Nizan, Simone Weil, Levi-Strauss, Raymond Aron, Merleau-Ponty (sotto lo pseudonimo di Pradelle)…
Questo libro ho dovuto ricomprarlo, perché la mia prima copia - il primo libro in assoluto che ho comprato per mia scelta, senza trovarlo in casa o riceverlo in dono, il primo che ho voluto, il primo che ho chiesto in libreria, dopo aver letto l’incontro con Zaza sul libro di antologia delle medie, e quindi l’inizio della mia biblioteca e della mia istruzione - ormai cade a pezzi ed è piena di sottolineature, richiami, post-it… perché più che un libro è stato ed è ancora una presenza costante e attiva nella mia vita.
Nella vita di tutti c’è un libro che è “il” libro, quello fondamentale, quello che apre la porta a tutti gli altri, che indirizza la nostre formazione, le nostre future letture, le nostre scelte, quello che, anche se lontano nel tempo e nello spazio, parla proprio di noi, di quello che siamo e di quello che potremmo essere e che ci dà l’imprinting, diventando la pietra di paragone, il metro per scegliere e giudicare, approvare e disapprovare future letture e future idee filosofiche, politiche, artistiche e letterarie, perché è stato il libro che ci ha aperto il mondo, che ci ha guidato attraverso esso e che resta il nostro punto di riferimento. Nel mio caso, questo libro è “Memorie di una ragazza per bene”, insieme ai successivi volumi della biografia di Simone de Beauvoir, ai suoi saggi, ai suoi romanzi e a quelli di Sartre. Anche se dirlo sembra esagerato, se a dodici anni non avessi letto le Memorie per la prima volta, e se questa lettura non mi avesse portata a eleggere Simone e Sartre come mentori, amici e educatori, ora sarei una persona diversa e sarebbe diversa la mia vita, influenzata dall’impatto con la scrittrice che ha rivoluzionato e cambiato il mondo delle donne e il rapporto delle donne con il mondo e con la cultura e dai due più grandi, significativi e importanti filosofi e intellettuali del Novecento.
Letto al momento giusto, è un libro che apre gli occhi e che nella formazione e nella cultura di una persona fa veramente la differenza. Le ragazze che non lo hanno letto prima dei 18 anni hanno subito un danno irreparabile nel loro sviluppo intellettuale e anche femminile, perché in questo libro, nei primi 21 della vita di Simone, c’è tutto quello che una ragazza con ambizioni intellettuali deve sapere e deve affrontare : amicizie, gli amori, i conflitti e le tensioni con la famiglia e con il suo ambiente, la lucida percezione, immune da falsa modestia, della sua unicità.
Simone non rinnega la sua sensibilità né è un topo di biblioteca, una bas-bleu : quello che in lei affascina è proprio come riesca a conciliare una vita di studio intenso, approfondito e coronato da successi brillanti (terza al concorso nazionale!!) con un’intensa e frenetica vita sociale : amici, cocktail, sbornie nei bistrots malfamati, andare a ballare, a ascoltare jazz e negro spirituals bevendo porto, a teatro… e con lei vediamo Parigi, la città più straordinaria del mondo nel suo periodo d’oro. Con Simone vaghiamo per le gallerie del Louvre, passiamo le serate al Jockey a Montparnasse a bere gin-fizz e martini, assistiamo alle matinée a teatro, discutiamo di pacifismo e filosofia alla Closerie des Lilas con giornalisti e studenti polacchi e ucraini, frequentiamo i pittori spagnoli e le birrerie del Quartiere Latino, viviamo la poesia dei café, curiosiamo fra le bancarelle di libri sulla Senna, ci godiamo il cielo azzurro nei giardini del Lussemburgo, andiamo ai balletti russi, assistiamo all’Edipo re di Strawinsky, a Le Secre du printemps di Stravinskij, musica, quadri, paesaggi… esperienze volute, cercate, godute fino all’ultimo nell’intento di provare tutto, vivere la propria vita, la propria giovinezza, con intensità, assaporando ogni aspetto dell’esistenza, dalla ribellione allo voluttà del soffrire per amore, dall’impegno intellettuale all’immoralismo.
Questo libro, oltre ad essere il primo libro della mia biblioteca, è inoltre quello che ha dato inizio alla mia passione per la lettura : fin da bambina e da ragazzina, Simone è sempre immersa in un numero di libri impressionante, e la lettura della sua biografia è perciò un cammino fitto di scoperte intellettuali : leggere quello che lei ha letto è impossibile, ma alla fine di questo libro ci si accorgerà di aver acquisito una cultura invidiabile semplicemente immergendoci nelle sue parole entusiastiche sugli autori che leggeva e amava : Anatole France, Colette, i Goncourt, Balzac, Hugo, Ibsen, Cechov, Strindberg e poi, grazie a suo cugino Jacques, la scoperta del surrealismo di Aragon e Breton, del cinema, della pittura moderna, dell’Orfeo di Cocteau, gli Arlecchini di Picasso, le rappresentazioni di Dullin all’Atélier, e poi la scoperta della letteratura contemporanea della N.R.F., delle opere di Maurras, di Gide, di Sainte-Geneviève, di Claudel, di Cocteau, de Il grande Meaulnes, di Mauriac, Giraudoux, Proust, Barrès, Claudel, Valery,Mallarmé, Max Jacob, autori allora giovani come era giovane Simone e nei quali anche i giovani intellettuali contemporanei possono riconoscersi : giovani borghesi lontani dalla classe a cui appartengono ma lontani anche dalle altre, che non possono che votarsi all’inquietudine perenne, rivendicare il diritto all’aggressività intellettuale, a guardare in faccia la realtà senza filtri morali, e a realizzare opere che tramutassero questa estetica negativa in un’etica positiva.
Un altro aspetto della sua vita in cui siamo coinvolti sono i suoi studi, dall’Istituto Desir, con le signorine e l’abate, alla Sorbonne : lo studio, gli esami, i libri, le conversazioni, la scelta del piano di studi, la scoperta della filosofia, la scelta di dedicarsi inizialmente alla letteratura e di insegnare, il tirocinio, il concorso, i saggi e le dissertazioni da comporre… e visto che Simone scrive bene, ma proprio bene, la seguiamo fra le aule, siamo con lei nelle giornate passate alla Nazionale a leggere Goethe, Nietzche, Omero affrontiamo con lei Diderot, Lucrezio e Giovenale, diamo i primi esami, studiamo i verbi greci, risolviamo problemi di matematica, leggiamo Leibniz, Bergson, Husserl, Kant, Descartes, Hume, Spinoza, Lebniz e Schopenhauer … Perché un’altra cosa che ho amato di questo libro è che parla di studio, di dieci ore al giorno di studio, di pomeriggi di studio, di studio dopo cena, studio in biblioteca, studio sulle panchine al parco… e sono sicura che non mi sarei laureata a 21 anni se non avessi avuto impresso nella mente questo esempio, se non avessi già saputo che o si studiava come Simone : sempre, senza interruzione, senza perdere tempo in sciocchezze e distrazioni, preparando tanti esami tutti insieme e dandoli in pochi giorni.
Oltre che l’importanza dello studio, quest’opera mi ha insegnato l’importanza dei rapporti intellettuali, la bellezza e la profondità della amicizie basate sul leggere e discutere gli stessi libri, scambiarsi idee e teorie, parlare e parlare e parlare… Leggere gli stretti del suo diario e delle sue prime opere, non può che comunicare l’amore per la cultura e per la lettura, il rispetto e la venerazione per gli scrittori insieme all'idea che la scrittura però vale solo se assume un ruolo sociale, che i libri sono un «regalo per l’umanità».
E poi c’è l’incontro con Sartre; come dice da ragazzina : «L’eletto avrebbe dovuto impormisi per una sorta di evidenza», Ed è proprio quello che succede. Con Sartre Simone scopre nuove problematiche - come far coincidere la letteratura con la filosofia, la vita e l’impegno sociale senza snaturarla a come prodotto artistico, dandovi sia il compito di esprimere delle sensazioni personali che quello di rivestire un’utilità sociale – e trova la strada per diventare tutto ciò che era in potenza : scrittrice, saggista, filosofa, femminista e attivista, la più importante personalità femminile del Novecento in ambito politico e letterario e un modello per tutte le donne e, soprattutto, le ragazze.
Indimenticabili sono anche gli altri personaggi, dalla tragica e indimenticabile Zaza alla sua amata sorella e alleata Poupette all’intelligente, allegra e spregiudicata Stepha, senza contare che incontriamo altri esponenti delle rive gauche, come Nizan, Simone Weil, Levi-Strauss, Raymond Aron, Merleau-Ponty (sotto lo pseudonimo di Pradelle)…
Questo libro ho dovuto ricomprarlo, perché la mia prima copia - il primo libro in assoluto che ho comprato per mia scelta, senza trovarlo in casa o riceverlo in dono, il primo che ho voluto, il primo che ho chiesto in libreria, dopo aver letto l’incontro con Zaza sul libro di antologia delle medie, e quindi l’inizio della mia biblioteca e della mia istruzione - ormai cade a pezzi ed è piena di sottolineature, richiami, post-it… perché più che un libro è stato ed è ancora una presenza costante e attiva nella mia vita.




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