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mercoledì 19 febbraio 2014

gdl proteggi la mia terra di saki hiwatari - II settimana - volumetti 9/16

«La luna mi insegue e mi lascia solo»


Eccoci finalmente alla seconda parte della rilettura e alla seconda parte di questo capolavoro di manga : negli anni l’ho riletto già varie volta, ma ogni rilettura mi ha portato la gioia di nuove scoperte e nuove emozioni, perché Proteggi è un’opera che riesce sempre a comunicare la sua magia.
In questi volumi la trama se la narrazione si sdoppiano e finalmente entriamo nel vivo della vita sulla base lunare,  alla quale, man mano che i ragazzi recuperano la memoria, vengono dedicati flashback sempre più lunghi e articolati che ci mostrano lati inaspettati del rapporto  fra Shion e Mokuren, un rapporto che non era proprio tutto rose e fiori e che ci riempie ancora di più di dubbi su cosa Rin/Shion provi veramente per Arisu/Mokuren.
Vediamo il ricordo di quando Mokuren e Shion avevano annunciato di essersi fidanzati, ma non capiamo come questo sia potuto accadere perché, come Mokuren dice a Shyuhkaido una delle tante volte in cui le piante, per il suo canto, avevano invaso la base, Shion la detestava, non la sopportava, e il fatto che ora fosse arrabbiato con lei la spaventava… e infatti Shion appare all'improvviso alle spalle, in una scena che infondo è carina e comica, e, quando Mokuren gli dice di sentirsi in colpa e di volersi assumere tutta la responsabilità dell’incidente, Shion le fa strappare tutte le piante da sola, senza nemmeno l’aiuto dei robot, impedendo agli altri di aiutarla. Non sembra che la detesti, ma è innegabile che nei suoi confronti è ostile e ironico e così facendo suscita le vive proteste degli altri, che vedendo Mokuren lavorare e piangere da sola ovviamente se la prendono con Shion. Ma la verità è che Shion non le fa niente di strano né con lei è particolarmente crudele : mentre lui la tratta come una persona normale, tutti gli altri considerano Mokuren una fragile divinità alla quale tutto deve essere risparmiato e sgridare la quale è un sacrilegio, cosa che fa infuriare Shion. A difendere Mokuren da Shion è soprattutto Gyokuran, che di Mokuren si è subito innamorato; litiga con Shion per difenderla e Shion gli rovescia addosso tutto il suo disprezzo per il modo in cui, secondo lui, Mokuren riusciva a manipolarlo. Nel frattempo anche Shyuhkaido si innamora di Mokuren che, come vediamo dai ricordi di Haru, la considera come un’unica oasi in un deserto enorme e dice che senza di lei non avrebbe potuto affrontare quei giorni terribili.
Fra Mokuren e Shion i rapporti non migliorano, ma vanno avanti attraverso frecciate e malintesi, come quando Mokuren, mentre dormiva, gli mostra con la telepatia uno scenario idilliaco : tutti, in preda alla nostalgia, le avevano chiesto di farsi mostrare il loro paese natale, e così lei aveva pensato di fare questa gentilezza anche Shion, che però la deride, amaro e caustico come sempre - il suo pianeta natale era un campo di battaglia, non ricordava nemmeno le facce dei suoi genitori, non aveva mai visto un panorama bello come quello che lei gli aveva mostrato e, se fosse tornato nel luogo in cui era nato,  avrebbe trovato solo uno scenario di distruzione, mentre il pianeta in cui era cresciuto, il luogo che per tutti gli altri era “casa”, era il responsabile della distruzione della sua casa – e la sua pietà, come la pietà di tutti i kicies, era solo ipocrisia, tutto quello che sapevano fare era invadere il cuore della gente senza permesso e mostrare loro immagini rassicuranti ma false. Mokuren, dopo essere stata trattata così male, si scusa e fugge via quasi in lacrime, ma vediamo che quella volta era riuscita davvero a penetrare attraverso la freddezza e l’ostilità di Shion, che fra sé e sé ammette che quello che le aveva detto era falso e che Mokuren capiva tutto di lui, capiva che in realtà desiderava più di chiunque altro un posto da chiamare casa. E infatti i codici di Shion sono : “Voglio tornare subito alla mia città natale”, “Voglio tornare subito al mio pianeta natale” “Voglio tornare subito da qualche parte”. Anche lui prova nostalgia, ma nostalgia di un luogo in cui non era mai stato.
In altri flashback vediamo litigi più seri : il pianeta madre ormai è stato distrutto e Shion propone di raccogliere i codici e di scendere sulla Terra, perché anche loro avevano il diritto di vivere. E tutti, tranne Hiragi e Gyokuran, sono d’accordo con lui, ma le cose precipitano, le ostilità e l’insistenza di Shion crescono al punto che vediamo in un ricordo che Gyokuran propone di incarcerarlo per piegare il suo egoismo.
Vediamo qualcosa in più anche di Mokuren che, in quanto kicie sarjarim, prima della partenza per la Luna era incaricata dal governo di cantare nelle cerimonie pubbliche e religiose, bellissima con gli abiti e i gioielli tradizionali. Aveva cantato anche alla cerimonia di prima della partenza, ma Shion non era andato a vederla e perciò la sente cantare per la prima volta sulla luna, durante una festa  : e, anche se in genere quando Mokuren cantava lui si infuriava perché le piante invadevano la base, quella volta, la prima volta in cui la sentiva cantare, l’aveva ascoltata incantato e dopo si era liberato delle piante senza protestare.
Insomma, Shion è una personalità contraddittoria, un ribelle nato, cinico, manipolatore  e aggressivo, che però nasconde una sensibilità più complessa… ma per scoprire i motivi del suo atteggiamento dobbiamo tornare sulla Terra, dove i ragazzi si stanno appunto preparando a ritrovarsi con quello che loro credono la reincarnazione di Shion : Haru.
E Haru è un personaggio che in questi volumi impariamo a conoscere meglio. Consapevole del crimine terribile che aveva commesso nella sua vita precedente, è il primo a intraprendere consapevolmente un cammino di espiazione, anche se, per ora, tutte le circostanze gli sono contro : non solo Rin lo ricatta, ma lo ritroviamo anche sconvolto dalla notizia del trasferimento di Tamura a Tokyo. Senza pensare a niente si teletrasporta a casa sua, ma Tamura, ormai esperto di esp, non batte ciglio e lo tranquillizza riguardo ai suoi poteri e all’altro se stesso del quale ha per un attimo visto l’immagine. Il fatto che Tamura lo accetti e sia disposto ad aiutarlo gli dà coraggio e così Haru si prefigge un nuovo obiettivo : rimediare agli errori passati. E può farlo soltanto avvicinando Shion ad Arisu. Ma sa che Rin non gliela renderà facile. E anche Tamura parte inquieto dopo che anche “S.” è andato a “salutarlo” alla stazione.
Intanto tutto il gruppo si è riunito per conoscere Shion. Manca solo Arisu, ma Rin ha organizzato un appuntamento solo per lei e Haru. Gli altri, con gran divertimento di Rin,  sono tutti eccitati, emozionati e anche un po’ nervosi all’idea di incontrare Shion (cioè Haru che interpreta Shion). Jimpachi dice che lui è felice di rivederlo e che, rivedendolo, gli avrebbe semplicemente detto “Da quanto tempo”, perché, nonostante le cose che erano successe, è sicuro che Gyokuran voleva bene a Shion, dichiarazione che sorprende Rin.  E, quando gli altri pensano che Shion, che tardava, forse non si sarebbe presentato, Jimpachi li rassicura : anche se non sembrava, Shion era tremendamente affidabile. E, mentre Rin/Shion li ascolta, tutti cominciano a parlare bene di Shion : anche se era scontroso, era leale e, quando gli chiedevano qualcosa, andava oltre i loro desideri nell'accontentarli. Lo definiscono perfino un ragazzo puro, senza avere la minima idea che Shion in quel momento li stava ascoltando. Jimpachi dice che il suo carattere gli piaceva… e, quando arriva, tutti si accalcano per andare a prenderlo.
E così Haru entra ufficialmente nel gruppo ma parte subito con il piede sbagliato : Sakura e Issei riconoscono subito il ragazzo suicida e, quando lo rivelano, è tanto evidente che Rin si arrabbia di non conoscere quell'episodio e che gliel'avrebbe fatta pagare, che Haru subito è spinto a ribadire che non aveva nessuna intenzione di suicidarsi – ergo, di sfuggire a Rin – ma che in quel periodo era sonnambulo e che era stato proprio scivolando nel fiume che aveva ricordato il suo passato. Rin osserva che “lo sente vicino”, anche se non avrebbe mai immaginato che anche Shion provasse quei sentimenti, quasi a dargli un’indicazione scenica : stava interpretando male Shion!  E infatti, quando Haru va via, tutti osservano che, anche se l’aspetto fisico era lo stesso, il carattere di Shion era irriconoscibile. Inoltre Sakura e Issei dubitano che riguardo al fiume abbia detto la verità e, d’altro canto, nessuno di loro può credere che Shion avrebbe mai tentato di uccidersi.  Inoltre Issei rivela che Haru, nel fiume, telepaticamente aveva detto “Shion” e si chiede perché qualcuno dovrebbe dire il proprio nome, ma Rin si salva in corner notando che forse era una domanda. Allora Sakura propone di chiedere a Tamura, che sicuramente sapeva la verità,  senza rendersi conto di quanto fosse pericoloso dire tutto questo davanti a Rin.
Infatti Rin, che in questi numeri è sempre più crudele : teletrasporta Haru in riva al mare in tempesta, lo tortura spingendolo sott'acqua e lo ricatta : se avesse riprovato a suicidarsi o se gli avesse di nuovo disobbedito, sarebbe stato Tamura a pagare. Inoltre gli impedisce di vedere Arisu e annulla l’appuntamento che aveva organizzato per loro.
Ormai però Tamura è coinvolto fino infondo. Haru infatti prima dell’incontro gli aveva scritto una lettera in cui gli rivelava tutto quello che era successo sulla luna e ora ha paura : se Tamura avesse letto la sua lettera, Rin gli avrebbe fatto del male. Si sente tanto in colpa per aver mandato quella lettera che riesce a teletrasportarsi a Tokyo. Takashi, che lo trova, gli promette che avrebbe strappato lui la lettera non appena gli fosse arrivata, ma Tamura lo scopre mentre sta per farlo e glielo impedisce, legge la lettera e scopre che sula luna con Haru c’era anche il bambino che lo aveva ridotto male, alias Shion, che aveva buoni motivi di vendicarsi : nella lettera infatti Haru ammette di dover pagare le sue colpe della vita precedente e che temeva di non riuscirci, perché quello che aveva fatto a Shion, che aveva costretto a  una vita di dolore e disperazione, era troppo grave.
Per fortuna Rin non può ancora sbarazzarsi di Haru, ma invece alla fine è costretto ad accompagnarlo a incontrare Arisu. Quando Haru gli chiede come fa ad essere così sicuro che Arisu sia Mokuren, Rin gli risponde ricordandogli la sintonizzazione reattiva : quando era caduto dal quindicesimo piano, si era svegliato sintonizzandosi sulla corrente mentale di Arisu che pregava perché si svegliasse. Così si era svegliato e aveva recuperato i ricordi. Poi aveva fatto lo stesso : tramite telepatia le aveva mandato una visione che aveva avuto al risveglio, trasmettendole però solo quello che diceva Shion e lei, sintonizzandosi, aveva completato il dialogo con quello che diceva Mokuren. E ora il compito di Haru era proprio quello : stimolarla con la sintonizzazione fino a farle recuperare i ricordi e farla risvegliare, evitando ovviamente le scene in cui erano soli. Lui non poteva farlo, per lui era impossibile condurla a un risveglio tranquillo e provandoci avrebbe solo toccato una ferita ancora aperta.
E così l’incontro avviene, e possiamo immaginare come si senta Rin a lasciare Arisu/Mokuren proprio con colui che aveva fatto loro così tanto male. Ma Arisu, che fino a poco prima era ansiosa di incontrare Shion, quando si trova con Haru non riesce a smettere di pensare a Rin, perché lei infondo lo sente che quello non è Shion e, mentre Mokuren la spinge a pensare al vero Shion, che ha appena visto allontanarsi, è anche lei che mette il suo affetto per Rin al di sopra di qualsiasi sentimento possa ispirarle uno sconosciuto. Perciò non vuole stare con quello che crede Shion, ma con Rin. Riguardo a Mokuren, dice di essere sicura che non era lei e che probabilmente Mokuren era diventata l’aria della Terra… fa per andarsene, ma Haru la ferma : quello che aveva appena detto lo diceva anche Mokuren, con la quale ha molte altre cose in comune, come il suo amore per il canto e la sua capacità di capire le piante e gli animali. Ma ad Arisu interessa solo Rin : dopo aver piantato Haru al parco va da lui e gli chiede perché aveva voluto farle incontrare Shion. E Rin, poverino, le risponde che lo aveva fatto perché lei e Shion avrebbero dovuto sposarsi.
Vediamo quindi che si sviluppano due drammi paralleli : da un lato Rin, per far ammettere ad Arisu di essere Mokuren, deve farla avvicinare alla persona che odia di più al mondo, al responsabile delle sue sofferenze. Per lasciarla ancora più libera rompe il loro fidanzamento e, quando Arisu gli chiede perché lo abbia fatto, le risponde che lei faceva domande a tutti, ma non a se stessa, nonostante tutte le risposte fossero dentro di lei. Perciò la lasciava libera, ma in cambio voleva che si sforzasse di credere di essere stata Mokuren, perché Shion stava aspettando disperatamente il suo risveglio – cosa che nessuno sa meglio di lui, visto che lui è Shion. E per la prima volta la personalità di Rin e quella di Shion si separano e si affrontano : Rin le dice che non lo aveva fatto perché non le volesse più bene, che a lui piaceva davvero – e in questo momento è Rin a parlare – ma poi Shion prende il sopravvento, si aggrappa a lei disperato e le dice che se lei avesse continuato a dire di non essere Mokuren, Shion l’avrebbe cercata per sempre… è una scena tristissima in cui Rin e Shion parlano contemporaneamente : se quello era il mondo perfetto che cercava, in cui lui e Arisu erano insieme, perché ogni notte doveva sognare la luna e pensare che al suo risveglio non ci sarebbe stato più nessuno, che sarebbe stato solo, che la Terra, lei, la sua famiglia, sarebbero stati solo un sogno, che lui si sarebbe trovato da solo sulla luna e l’avrebbe cercata ovunque senza trovarla e allora, per rivederla, avrebbe cercato sempre di sognare quel mondo felice. Rin parla aggrappandosi ad Arisu, ma le immagini che vediamo sono quelle di Shion impazzito sulla luna e nelle sue parole disperate si mescolano l’angoscia e il dolore di Shion, che davvero era rimasto da solo sulla luna, desiderando di rivedere Mokuren, e anche l’angoscia e il dolore di Rin, uno Shion rinato in un mondo felice che però a lui, che ha sofferto tanto, sembra irreale e precario, tanto che la sua vita presente gli dà ansia, perché non può credere che sia vera, la realtà che conosce è di solitudine e follia e anche il mondo presente gli sembra “felice e crudele”. Ma questo primo, unico sfogo finisce presto. Rin/Shion riacquista il controllo di sé e chiede ad Arisu se, anche ora che il fidanzamento era sciolto, avrebbero potuto vedersi ancora. E Arisu precipitosamente, come se l’idea di non vederlo facesse più male a lei che a lui, gli dice subito di sì, che avrebbero potuto vedersi tutte le volte che voleva.
Dall'altro lato, invece, Arisu si sente imporre da tutti l’identità di Mokuren e comincia a temere il suo risveglio, teme che i ricordi e i sentimenti della vita precedente prendano il sopravvento su quelli attuali, annullando la sua personalità e i suoi affetti fino a farla diventare un’altra persona. Ma, a un certo punto, smette di ribellarsi e, stupita, si rende conto di essere disposta a prendere in considerazione questa possibilità solo perché Rin ci teneva tanto,  che le importava molto più di Rin che del suo “adorato Shion” e che voleva provare a ricordare di essere stata Mokuren solo per capire meglio Rin e la sua sofferenza.
Ma l’incontro di Arisu e Haru ha altre conseguenze anche nel gruppo, perché Issei e Sakura li vedono insieme e lo dicono agli altri, che si riuniscono senza avvisare Haru e Rin per chiarire i numerosi punti oscuri dei rapporti fra loro tre, soprattutto dopo aver saputo del fidanzamento fra Rin e Arisu. Ma arriva anche Rin, che si giustifica in modo da mettere Haru in cattiva luce : spiega di essere stato lui a organizzare l’incontro segreto fra Haru e Arisu, perché lei voleva incontrarlo, in quanto ammiratrice di Shion, ma non poteva farlo alle riunioni perché lei credeva di non essere Mokuren, e annuncia anche di aver rotto il fidanzamento perché Haru/Shion lo aveva convinto che stava facendo soffrire Arisu. Non del tutto convinti nemmeno della storia del suicidio, i ragazzi cominciano a diffidare di Haru e a ricordare ci come, sulla luna, avessero litigato con Shion, che voleva costringerli a dargli i loro codici. Rin e Sakura rivelano i loro : ovviamente Rin rivela quello di Haru e quello di Sakura, “Non voglio più fare da babysitter a Enjyu”, fa ridere tutti, ma poi Hiragi, in quanto ex-custode della base, ricorda che era proibito rivelarsi i codici fra di loro, perché unirli serviva a qualcosa di importante. 
Invece Rin ovviamente li vuole per perseguire i suoi oscuri scopi e Gyokuran/Jimpachi li vuole per far tornare la memoria a Mokuren/Arisu. Dato che l’antico litigio sta rinascendo, decidono di mettere la storia dei codici in stand-by e decidono di scrivere la cronologia di tutto quello che era successo : la distruzione del pianeta, l’ultimo rinnovamento dei codici, l’epidemia, la morta di Gyokuran, quella di Shyusuran, quella di Hiragi, quella di Enjyu… e così si rendono conto che alla fine erano rimasti solo Shyuhkaido, Shion e Mokuren. Rin dice che fra loro tre lui era morto per primo e tutti gli altri immagino quanto dovesse essere stato doloroso per Shion e Mokuren restare soli fino alla fine, ma che era anche romantico che quei due erano sempre stati amanti legati dal destino. E poi si stupiscono : quella che stavano facendo era la sintonizzazione reattiva, quella specie di brain storming in cui pensavano all'unisono. Ad ogni modo Issei è il primo a notare che i rapporti fra Arisu, Rin e Haru dovevano essere più complicati di quello che sembravano, perché Mokuren, Shion e Shyuhkaido erano rimasti soli sulla luna.
In seguito Jimpachi incontra Haru alla fermata del bus; lo chiama “Shion” ma Haru ovviamente non risponde, cosa che lo insospettisce. Vanno a bere qualcosa insieme e Jimpachi osserva che è molto diverso da Shion e che gli ricorda Shyuhkaido. Poi lo affronta su quello che gli preme veramente, lo scioglimento del fidanzamento fra Rin e Arisu : sospetta di lui, tutto quello che fa Haru, dal tentato suicidio ad obbligare Rin a lasciare Arisu, è incomprensibile… ma Haru gli dà un pugno e fugge via e, vedendosi accerchiato e attaccato da tutte le parti, per la prima volta è lui a telefonare a Rin e a chiedergli di vederlo, per parlargli della rottura del fidanzamento con Arisu. Rin gli dice che aveva deciso di non pensare più a lei, di essersi rassegnato : avevano nove anni di differenza e lei voleva un futuro con Shion, cioè con Haru. Inoltre non voleva che lei lo odiasse anche in quella vita. Poi incita Haru e non pensare alle riunioni con gli altri e a uscire, piuttosto, con Arisu. Dopo aver ottenuto il suo codice, vuole davvero farsi da parte, limitandosi a farle realizzare il suo più grande desiderio, vivere sulla Terra, e proteggerla. Ma è difficile crederci : un proposito tanto tranquillo e pacifista è incompatibile con qualcuno capace di torturare, minacciare e manipolare e poi, scopriamo, Rin non ha ancora recuperato del tutto i suoi ricordi. Per esempio, non ricordava che avevano fatto un video della festa in cui Mokuren aveva cantato e che Shion lo aveva sequestrato, perché rivendendolo tutte le piante sarebbero cresciute. Ma, soprattutto, Rin non ricorda niente degli anni in cui Shion era impazzito e intuiamo che nemmeno lui sa bene a che cosa servano i codici…
E il primo a capire che Rin non voleva distruggere la base lunare, ma usarla per qualcosa, è Tamura, ed è strano vedere lui, così estraneo ai fatti, che subito prende sul serio la storia della luna ed entra nel merito di quelle vicende lontane, meditando su tutte le informazioni avute da Haru, anche se il suo senso pratico diventa indispensabile. Da questo punto di vista Tamura, che con quello che è accaduto sulla luna non ha alcun legame, se non il suo affetto per Haru, è in una posizione privilegiata : proprio perché non è coinvolto personalmente, può avere una visione obiettiva e agire con freddezza per rompere quel legame con il passato, cosa impossibile agli altri.
Perfino lui si rende conto che quei nove anni per Shion devono essere stati terribili e che Haru è colpevole, ma comunque vuole proteggerlo e comunque capisce che Shion è pericoloso : una volta raggiunto il suo scopo, ottenuti i codici dagli altri avrebbe anche potuto eliminarli. Ma a modificare la sua prospettiva è la madre di Mikuro, con la quale di incontra e che gli racconta di quanto l’infanzia di Mikuro, rifiutato dalla sua madre biologica a causa dei suoi poteri, fosse stata difficile e quanto tempo e pazienza ci avesse messo a conquistare la sua fiducia e il suo affetto, dimostrandogli che lo amava, con o senza poteri. Proprio per questa sua esperienza, alla madre di Mikuro fanno pena sia Haru che “S.”, perché sono incatenati al loro passato, e fa capire a Tamura che è suo dovere aiutare anche “S.”, la cui situazione era più tragica : Haru, espiando la sua colpa e imparando a conviverci, avrebbe potuto essere felice, ma “S.” invece sarebbe rimasto per sempre legato alla vita perduta, sarebbe stato infelice per sempre.
E Rin, in effetti, è infelice, come dimostra la poesia che scrive, una riflessione malinconica e triste sulla nostalgia e sul trascorrere del tempo. Anche se è solo un bambino, dentro di sé ha la personalità, i sentimenti e i ricordi di un adulto che aveva sofferto così tanto da impazzire e di questo scontro fra le sue due personalità cominciano ad accorgersi anche gli adulti che lo circondano, dai suoi insegnanti, che notano la sua precocità, a sua madre.
Gli unici momenti in cui sia lui che Shion riescono a trovare pace e serenità sono i pochi momenti dolci e domestici che riesce a trascorrere con Arisu, come quando Arisu va a cucinare a casa sua perché Rin, che in uno dei suoi momenti da bravo bambino, voleva cucinare per suo padre mentre sua madre era assente per alcuni giorni. Le chiede di preparagli gli oden ed è dolce vedere Rin/Shion tutto contento mentre Arisu si affaccenda in cucina, in un breve momento di serenità in cui tutti e due sono spontanei e rilassati. Arisu gli chiede se Mokuren avesse mai cucinato l’oden, perché nel suo sogno diceva a Shion che avrebbe voluto cucinarlo per lui… e, anche se Arisu non lo sa, lo ha appena fatto!
Ma non importa quanto Rin possa avvicinarsi a lei e quanto Arisu si sforzi di ricordare la sua vita precedente per il bene di Rin : Shion non glielo permetterà, perché è convinto che Mokuren lo odi, non riesce a credere che voglia stargli accanto e sa che, se i ricordi glieli avesse fatti tornare lui, per lei sarebbe stato un trauma. Perciò deve tirarsi indietro e a far ammettere ad Arisu di essere stata Mokuren non è lui, ma il suo peggior rivale : Jimpachi/Gyokuran.
Jimpachi infatti ribadisce i suoi sentimenti ad Arisu, anche se non vuole subito una risposta, e arriva a scusarsi per aver pensato egoisticamente solo ai suoi sentimenti. Poi la convince ad andare alla riunione successiva : anche se lei della sua vita precedente non ricordava niente, non si poteva opporre all'evidenza che gli alberi davanti all'aula di musica, da quanto lei aveva cominciato a cantare, avevano preso a crescere. E Arisu, finalmente, accetta, e decide di ritornare alle riunioni.
Quando gli altri ragazzi le mostrano la cronologia di quello che avevano scritto, subito nota qualcosa di strano : a lei sembrava che alla fine Shyuhkaido fosse rimasto con Mokuren, ovviamente perché i suoi unici ricordi derivano dai pensieri che le aveva trasmesso Rin, che lei crede Shyuhkaido.  Rin intanto non può fare a meno di essere triste, perché alla fine era stato Jimpachi a darle fiducia, a farla sentire accettata e a incoraggiarla ad accettare di essere stata Mokuren, e così ritorna a tormentare Haru perché frequenti Arisu fino a farle ricordare i codici.
Intanto la vita di Haru diventa sempre più difficile e rischiosa : Mikuro riesce a passargli un biglietto scritto nel dialetto di Kyoto e firmato “M.”, in cui gli sconsiglia di teletrasportarsi perché farlo era dannoso per il cuore. Haru ovviamente è sconvolto e cerca di capire chi posa aver scoperto che si era teletrasportato. Per prima cosa telefona a Takashi per chiedergli se fosse riuscito a distruggere la lettera per Tamura, e Takashi, seguendo le indicazioni di Tamura, gli dice di averla strappata. Dal momento che quindi nessuno sapeva che si era teletrasportato a Kyoto, Haru pensa che Shion lo abbia scoperto e che “M.” sia un suo alleato : grave errore. Ingenuamente mostra a Rin mostra la lettera di “M.”, convinto che sia qualcuno che Shion usava per controllarlo, ma così rivela a Shion di essere andato a Kyoto, mettendo in pericolo Tamura. Ormai Haru è con le spalle al muro, al culmine della disperazione, e Rin è furioso e vuole vendicarsi.
Tamura nel frattempo stava indagando sull'attacco al liceo : la banda si è sciolta, nessuno gli sa dire i nomi delle vittime dell’agguato, ma Tamura nota che è lo stesso liceo frequentato da Issei e pensa di chiedere a lui. Haru però gli telefona disperato e lo avverte di fuggire al più presto, perché Rin stava per attaccarlo, e poi prova a teletrasportarsi a Kyoto, nonostante per la sua salute fosse pericolosissimo. Così contemporaneamente, mentre la furia di Rin sta per scatenarsi, Haru ha paura che Rin uccida Tamura e Tamura è terrorizzato all’idea che Haru muoia tentando di teletrasportarsi da lui. Arriva anche Mikuro e, mentre lui e Tamura sono insieme per decidere come proteggere Haru e Takashi, che Rin ha preso di mira, Rin in persona telefona e dà appuntamento ad entrambi davanti a un tempio. Finalmente abbiamo il confronto fra Tamura e Rin : Tamura rivela a Rin di sapere tutto delle vite precedenti, facendolo infuriare ancora di più con Haru e Rin, con crudeltà e sadismo, lo attacca con i suoi poteri, deciso ad ucciderlo. Qui emerge il lato psicopatico e spietato di Shion, nato dalla sua infanzia e dagli anni da solo sulla luna. Mentre Rin minaccia Tamura di annegarlo in una barriera d’acqua, arriva Mikuro a salvarlo, mentre intanto Haru si risveglia in ospedale, dove era stato portato dopo essere svenuto nel tentativo di teletrasportarsi a Kyoto.
Dato che è dotato di poteri esp, Mikuro è l’unico che possa affrontare Rin e, da questo punto di vista, è il personaggio che in questa parte del manga movimenta di più la trama, perché è l’unico che si oppone apertamente a Rin, che lo trascina nello scontro; nonostante ciò, però, Mikuro è anche uno dei pochi che possa capire veramente Rin/Shion, perché anche lui aveva vissuto esperienze simili alle loro, tanto che Rin, vedendo la sua espressione gelida e determinata, dice che gli ricorda Shion, e lo attacca, perché non vuole che un altro abbia il suo sguardo.

Così assistiamo a uno scontro epico, in cui i due esper usano tutti i loro poteri senza trattenersi. All'inizio Rin prevale, perché Mikuro si lascia colpire per studiare la sua forza. Poi con freddezza Mikuro passa al contrattacco ed entrambi cominciano a combattere con tutte le loro forze. Finalmente vediamo i veri, devastanti poteri di Rin insieme a tutta la sua crudeltà : ferisce gravemente Mikuro e veramente fa di tutto per ucciderlo. Ma proprio quando sta per dare il colpo di grazia a lui e a Tamura arriva Haru a salvarli. Usando i suoi poteri Haru riesce a fermare Rin e, in questa scena, finalmente si riscatta in pieno dal suo crimine passato. Capisce che Shion voglia ucciderlo e non gliene importa, pensa che Shion ne abbia il diritto, e vuole solo che Rin gli prometta di lasciar andare Tamura e Mikuro. Ma dopo quello che Shyuhkaido gli ha fatto ormai Rin lo odia troppo. Haru lotta per la sua vita non per salvare se stesso, ma per salvare Shion : sa che è stato lui a portarlo a quella follia e, se Shion lo avesse ucciso, se lui fosse morto così, la sua anima non si sarebbe salvata. Il suo scopo non era salvare se stesso, ma Shion, e questo è il vero senso di questo scontro, riscattare un personaggio che all’inizio può risultare il più odioso, mentre invece nella sua reincarnazione è uno di quelli che ha sofferto di più, il più tormentato dal rimorso e quello che per primo riesce a prendere le distanze dalla sua identità precedente : non è Shyuhkaido che vuole salvare Shion, ma Haru, perché si vergogna e soffre per quello che Shyuhkaido aveva fatto. È pronto a morire e Rin sta per dargli il colpo di grazia quando Mikuro attacca Rin con tutte le sue forze : l’energie sprigionata dallo scontro incendia il tempio, ma lui, Haru e Tamura si salvano. A riportare i danni peggiori è Rin e ora, anche se aveva appena tentato di ucciderli, Haru, Mikuro e Tamura sono in pensiero per lui.
Rin, infatti, è ridotto malissimo. Con le sue ultime energie si era teletrasportato a Tokyo, dove viene ricoverato in ospedale dopo aver convinto tutti, con i suoi poteri, di essere stato investito da una macchina. E Arisu naturalmente corre da lui.
E ore che Rin rischia la vita in ospedale, vediamo l’infanzia di Shion in un momento in cui anche lui era in fuga e ferito, un povero bambino selvaggio e abbandonato, lacero e affamato, in fuga nella notte fra bombe e campi di battaglia, spinto solo dalla paura e dalla volontà di sopravvivere. E quella notte per la prima volta con il suo potere aveva ucciso degli uomini, dei soldati che stavano per uccidere lui… e in quel momento Rin si risveglia in lacrime da quell'incubo, aggrappandosi disperatamente a sua madre, una scena straziante che mostra tutto il suo dolore.
E, mentre Rin rischia la vita in ospedale, arrivando perfino a rifiutare gli antidolorifici per non addormentarsi e sognare la luna, continuiamo a vedere nei suoi incubi la sua infanzia : per quell'omicidio non fu accusato, ma lo mandarono all'orfanotrofio nel pianeta madre, un orfanotrofio tenuto dalle lian, la sacerdotesse di Sarjarim, dove una delle lian si prende cura di lui e prova a farlo venire a patti con la consapevolezza di aver ucciso delle persone per sopravvivere. Shion bambino è adorabile :  è una peste, si muove e fa domande come un bimbo, ma ragiona come un mini adulto, è un animaletto curioso che cerca disperatamente il suo posto. Soprattutto, non è un bambino facile da imbrogliare e nessuno riesce a spiegargli la contraddizione per la quale uccidere è un peccato, ma sopravvivere per aver ucciso no. Reso precocemente cinico è maturo dalla sua infanzia terribile,  da un lato quel bambino cresciuto troppo in fretta capisce che espiare quello che aveva fatto era l’unico modo per dare un senso alla sua sopravvivenza, ma dall'altro sa bene che tutti i valori che provano a insegnargli hanno senso solo in un mondo in cui regna la pace, mentre nel mondo reale imperava la violenza che lui aveva subito e imparato fin da sempre. Problematico come tutti i bambini intelligenti, all'orfanotrofio è un piccolo teppista e fra i suoi coetanei è isolato.
Ma in un modo o nell'altro quel bambino difficile doveva essere educato : per il paese Shion è prezioso perché ha il sarces, cioè fortissimi poteri esp, un dono di Sarjarim che, come gli spiega la lian, lo rende speciale e gli impone di non sprecare la sua vita. Ma Sarjarim e tutto quello che riguarda la religione è ciò verso cui il piccolo Shion è più diffidente in assoluto, soprattutto da quando la lian gli racconta dei kicies sarjarim, i prescelti dal dio, creature rarissime e straordinarie, i mediatori fra l’umanità, il dio e la natura, che hanno il potere di far crescere le piante, di prevedere il futuro, di guarire gli ammalati, di parlare con gli animali. All’inizio Shion ne è affascinato, ma poi osserva che i kicies dovevano essere sempre stati protetti e tutelati, mentre lui era stato abbandonato perché orfano di guerra : dopo una vita di miseria e emarginazione, Shion ha un fortissimo senso dell’ingiustizia e già dall'infanzia è naturalmente ostile a tutti i privilegiati e, anche se la lian gli spiega che anche i kicies avevano sofferto, che in passato erano stati perseguitati e scacciati e che proprio per questo Sarjarim li aveva resi così rari proprio per punire il mondo, il piccolo Shion non si convince. Alla fine l’orfanotrofio decide di liberarsi di quel piccolo anarchico, ma il governo non rinuncia a controllare i suoi poteri : Shion viene adottato da Lazlo, un tizio simpatico e stravagante che diventa il suo vida, una specie di tutore e maestro. 
Volendo, Lazlo avrebbe potuto rifiutare di prendersi cura di un bambino incontrollabile e capace di uccidere ma, dopo aver sentito la storia di Shion, decide di prendersi cura di lui, e con lui Shion vive gli unici momenti sereni della sua vita e si rivela per il bambino diffidente e assetato d’affetto che è. Lazlo è il primo a offrirgli una casa e a offrirsi di fingere di essere la sua famiglia, dandogli quello che vogliono tutti i bambini soli : la sicurezza di appartenere a qualcuno che si prenda cura di loro. E poi a casa di Lazlo c’è Kyaah, un gattone gigante proveniente da un altro pianeta, un essere raro e intelligentissimo di cui Shion all’inizio ha paura – è troppo carino quando una volta tanto si comporta da bambino e si nasconde dietro Lazlo – ma con cui Shion presto impara a giocare e a fidarsi.  Lazlo è il primo a trattarlo come un bambino normale e a comportarsi con lui da genitore, il primo a dargli un bacio e il primo a fargli provare dei sentimenti, il primo davanti al quale Shion riesce a piangere, ma il destino del piccolo Shion sembra essere restare solo : proprio quando aveva trovato una famiglia, Lazlo e Kyaah restano uccisi in un incidente stradale e Shion è portato via dall'unica casa in cui era stato felice. È tristissima la scena un cui Shion si teletrasporta nelle casa di Lazlo, l’unico posto in cui si era sentito sicuro, amato e protetto, ormai vuota : sa che non ci avrebbe ritrovato lui e Kyaah, ma pensa che almeno in sogno avrebbe potuto rivederli. E nel sogno sente la voce di Arisu, che in quel momento, all'ospedale, stava cantando per Rin : passato e futuro si mescolano, il futuro si anticipa del passato, e anche il luogo idilliaco che Mokuren aveva fatto vedere a Shion non era un paesaggio immaginario, ma un paesaggio che aveva visto Rin da piccolo. Per tutta l’infanzia aveva avuto deja-vu, ma solo dopo aver recuperato i ricordi di Shion ne aveva compreso il senso, insieme al significato delle ultime parole di Mokuren : sarebbero tornati insieme sulla Terra, per questo ne avevano nostalgia. Aveva mantenuto la promessa di non suicidarsi per rivederla e, ora che erano di nuovo insieme, aspettava il suo risveglio, ma non per essere odiato da lei.  
E finalmente cominciamo a vedere il percorso che aveva portato Shion sulla base lunare e, soprattutto, a spingere Mokuren, secondo lui, ad odiarlo.
Ritorniamo nei ricordi di Rin e troviamo Shion adolescente : anche ora che è cresciuto resta il solito ribelle, che con nonchalance arriva in ritardo alla cerimonia d’apertura del nuovo anno della prestigiosa scuola in cui ha vinto una borsa di studio. Ma il motivo del suo ritardo è che aveva sognato Lazlo e Kyaah, che gli mancavano ancora tantissimo, e, a sorpresa, Arisu.
In questa stessa scuola ci sono anche Shyuhkaido e Gyokuran. Come Haru, anche Shyuhkaido era stato malato e racconta che nella nuova scuola era riuscito a farsi nuovi amici solo grazie a Gyokuran e che invidiava Shion perché era suo amico d’infanzia. E infatti Gyokuran presenta Shion come suo migliore amico e dichiara di averlo sempre protetto fin dall'infanzia
Ora, francamente Gyokuran è insopportabile : a sua difesa si può dire che agisce con le migliori intenzioni e che il suo affetto per Shion è sincero, ma proprio per questo nei suoi confronti si comporta sempre in un modo paternalista e accondiscendente che lo umilia, se lo tiene appresso e lo sfoggia come suo protetto senza accorgersi che Shion lo disprezza.  Dal punto di vista di Shion, Gyokuran lo faceva solo per vantarsi delle sue qualità e per farle risaltare, , che fosse così amichevole con lui solo perché si sentiva superiore, ma che in realtà lo disprezzasse : perciò, per Shion Gyokuran è uguale a quelli che lo prendevano in giro perché era un orfano di guerra, perché come loro lo usava per sentirsi migliore. Come dice con sicurezza a Shyuhkaido, è convinto che Gyokuran lo odi, che fingesse di essere generoso e di essere suo amico solo per apparire una persona ammirevole e ideale, e che lui lo assecondava pur disprezzando la sua ipocrisia. Ma quello che Shion non sopporta non è tanto questo, ma il fatto che Gyokuran potesse essere generoso, giusto e ragionevole e tollerante solo perché aveva avuto una vita facile e protetta, senza nemmeno immaginare gli orrori che invece lui aveva vissuto. Essendo sempre stato felice, Gyokuran poteva permettersi di reprimere il suo lato oscuro, mentre questo a Shion non sarebbe mai stato concesso : questo gli sembra ingiusto e lo spinge a rifiutare un’amicizia che gli sembrava nascere da un misto fra pietà e presunzione. Per Shion, Gyokuran è Shion è solo un ragazzino debole e viziato che non fa altro che usarlo per apparire migliore per contrasto, per sembrare interessante e magnanimo e tanto aperto di mente da riuscire ad avere un buon rapporto con una persona così oscura e difficile. In pratica, Shion gli serviva per sentirsi in pace con se stesso, ma per il resto non provava nemmeno a conoscerlo o a capirlo, si era fatto un’immagine di lui che utilizzava per i suoi scopi.
Questo ragionamento ovviamente non è del tutto vero. Al di là delle sue ingenue manie di protagonismo, Gyokuran non è contorto come lo immagina Shion e, nonostante almeno un minimo si servisse di Shion per apparire migliore e utilizzasse la sua amicizia con un ribelle nato per la sua inconscia campagna di self promotion, Gyokuran vuole davvero bene a Shion e l’unica cosa di cui può essere accusato è di scarsa profondità e sensibilità : aiutare gli altri è facile, ma è aiutare gli altri senza farli sentire umiliati e senza trattarli con condiscendenza che fa la differenza. Questo lo vediamo quando, da bambino, Gyokuran lo invita a cena a casa sua. Gyokuran, da bambino buono e cresciuto con affetto, voleva davvero fare una buona azione e condividere quello che aveva con un bambino meno fortunato, ma non è abbastanza maturo e sensibile da rendersi conto che invece stava solo costringendo Shion ad assistere a una felicità che non avrebbe mai potuto avere, facendo pensare a Shion che voleva solo fare una serata di beneficenza per un orfano di guerra, sfoggiando davanti a lui, bambino povero e sfortunato, la sua famiglia felice e la sua vita perfetta.
 Ma se ho riportato tutte le sfumature di quello che Shion pensa di Gyokuran è perché il loro rapporto è quello che meglio dimostra quanto Shion fosse diffidente e contorto e, soprattutto, quanto si ritenesse indegno di affetto, perché tutta questa analisi psicologica che fa di Gyokuran nasce dal fatto che a Shion sembra incomprensibile che qualcuno possa davvero affezionarsi a lui, tanto che deve per forza trovare dei motivi nascosti quando la verità è semplice : Shion odia Gyokuran perché non sopporta di fargli pena, perché Gyokuran aveva tutto quello che lui aveva sempre potuto ma non aveva mai potuto avere, perché per lui la felicità era una cosa scontata, non una dura conquista.
Un altro esempio sono i loro rapporti con le ragazze : Shion, bellissimo e cinico, naturalmente è molto popolare, e una volta si diverte a sedurre e a lasciare una ragazza che piace a Gyokuran, Cocos, solo per fargli dispetto e per fargli avere i suoi scarti. Ma Gyokuran involontariamente si vendica perché, quando si fidanza con Cocos, prova a convincerla che Shion in fondo non è cattivo e la manda a perdonarlo, usandolo ancora una volta per apparire migliore.
È sincero quando giustifica sempre Shion spiegando che agiva male perché si sentiva solo, perché non era abituato a vivere con gli altri, affermando che si preoccupava per questa sua mancanza di umanità… ma questo suo buonismo è irritante e capisco che a Shion dia fastidio. È sincero anche quando si arrabbia perché Shion non gli aveva mai rivelato che possedeva dei poteri esp, quando in lacrime gli dice che si preoccupava per lui e cercava di capirlo, e cade dalle nuvole quando capisce che Shion non lo aveva mai considerato un amico, non si era mai aperto con lui, che invece di ricambiare la sua amicizia lo tollerava a stento, ma effettivamente non può capirlo.
Inoltre è anche vero che Gyokuran invidia Shion perché sa che, proprio perché un teppista e un ribelle, era infinitamente più affascinante e interessante di lui e quindi, considerando che erano solo ragazzini, c’è un pizzico di malizia nel modo in cui Gyokuran riesca sempre a metterlo in una cattiva luce.
Intanto, nonostante una palla al piede chiamata Gyokuran, Shion continua la sua vita  accademica - diventa ingegnere e scienziato – e sentimentale - ha tante ragazze, ma tutte lo lasciano quando capiscono che non ha intenzione di impegnarsi seriamente e crearsi una famiglia – e si rassegna ad essere incapace di amare. Visto che è un genio e che non ha famiglia, il governo lo obbliga ad andare in missione su Z-KK-101, una missione che Shion sente come una condanna all'esilio  per il suo perenne atteggiamento critico verso l’ordine costituito.
Ma i sentimenti che avevano cominciato a sbocciare in lui da bambino non sono del tutti morti : una scena molto commovente è quella in cui trova un altro, costosissimo Kyaah in un negozio di animali e accetta la missione solo per aver i soldi per comprarlo, per tentare di recuperare l’unico momento felice e sereno della sua vita. E per la prima volta lo vediamo sorridere, lo vediamo con un’espressione serena.  Quando affida Kyaah Jr. alla lian ormai invecchiata, per un po’ si lascia andare e ammette che anche lui si rammaricava di riuscire solo a ferire le persone, e la lian gli dice che deve trovare qualcuno da amare, perché essere felici significa rendere felici la persona che si ama.
Come se la missione sulla luna non gli pesasse già abbastanza, Shion ha un’altra notizia traumatica : ci sarebbe andato anche Gyokuran, in quella che gli sembra una vera e propria persecuzione. E, come se non bastasse la presenza della sua nemesi, gli è comunicato che anche una kicie sarjarim si sarebbe unita alla missione : così si sarebbe trovato a convivere non con uno, ma con ben due esseri privilegiati, felici, ottimisti e condiscendenti. E infatti, nei primi tempi sulla base lunare, Shion non sa chi dei due gli faccia più rabbia.
Mokuren è la prima kicie sarjarim che vedeva nella sua vita : suo malgrado è affascinato dalla sua aura, dai suoi poteri, ma nello stesso tempo la disprezza perché pensa che anche lei, come Gyokuran, non sapesse niente della vita e soprattutto perché Mokuren, come ripete spesso, aveva preso parte a quella missione di sua spontanea volontà, mentre lui era stato obbligato, e questa gli sembra l’ennesima ingiustizia.
E in effetti non si può non essere un minimo d’accordo con lui vedendo come nella base tutti lo facevano sgobbare con i computer e con tutti i problemi pratici, mentre Mokuren andava in giro soave e imbambolata parlando di nomi di fiori e di diventare l’aria della Terra.  E, dopo un incidente imbarazzante in cui lui e Gyokuran vedono Mokuren nuda (cosa che a Shion non dispiace!) e che spinge Mokuren scusarsi spiegando che lei, figlia di due kicie, era cresciuta nel “Paradiso”, una specie di eden in cui è normale per i kicies andare in giro senza vestiti, Shion odia ancora di più lei, “una bambina favolosa nata da una coppia favolosa in un posto idilliaco protetto dal signore”, mentre lui da bambino viveva come un animale selvatico in un campo di battaglia. Perciò le manifesta in continuazione la sua ostilità, non fa che prenderla in giro, sottolinea che Mokuren nella sua vita era sempre stata trattata come una dea, come una principessina viziata, e che sarebbe stato meglio che se ne fosse restata nel suo “Paradiso”, perché non era fatta per la vita normale. Mokuren in apparenza reagisce con dolcezza, ma è turbata, come dimostra il fatto che canta per consolarsi facendo crescere tutte le piante, che rompono i computer che Shion aveva appena riparato.
Ma intanto la vita continua a colpire Shion : la sua lian muore e viene a sapere che le lian avevano dovuto dare via Kyaah Jr., che si era ammalato e che era stato affidato al veterinario. Shion reagisce con freddezza, ma è chiaro che ci è rimasto malissimo.
E cominciamo a capire la diffidenza che Shion provava all'idea di essere conosciuto e capito, la sua incapacità di dare e ricevere affetto e sentimenti positivi : capiamo che la sua è tutta una strategia di difesa per nascondere al mondo la sua fragilità. Per questo Mokuren per lui è un pericolo : il panorama idilliaco che le aveva mostrato era il luogo ideale dei suoi sogni, ma la sua era stata una vita di assoluta solitudine e, come Rin, il suo più grande terrore era risvegliarsi e scoprire di essere solo.
 Oltre ad approfondire la figura di Shion, uno dei personaggi più affascinanti e complessi mai apparsi in un manga, questi volumi introducono anche una delle tematiche fondamentali del maga : il rapporto con il passato, l’interrogativo se sia giusto trascinarsi per tutta la vita i propri errori e il rifiuto di credere che il passato sia fatto solo per fornire dei debiti al presente e che il futuro serva solo per rimediare ai propri errori, perché altrimenti non avrebbe senso crearsi nuovi rapporti, una nuova famiglia, nuove amicizie. 

Per i ragazzi questo passato è quello delle loro vite precedenti e noi e loro non possiamo non chiederci se sono cambiati o se sono sempre gli stessi, se Issei non riesce a smettere di pensare a Jimpachi perché Enjyu ama ancora Gyokuran, se Gyokuran avrebbe cercato per sempre Mokuren e se quindi Gyokuran ami Arisu solo per questo o se la ami per se stessa… La loro è una situazione estrema, ma chiunque può identificarsi nei loro sentimenti perché, come dice la madre di Mikuro, “L’uomo può rinascere, senza morire, per tante volte nella propria vita. Essere legati al passato è diverso dal dare importanza al passato”.
Insomma, tutti noi, pur vivendo una sola volta, abbiamo avuto vite precedenti, fasi precedenti della nostra vita in cui frequentavano persone che in qualche modo abbiamo perso e che poi sono ritornate, e non è necessario essersi reincarnati per rincontrare persone che appartenevano al nostro passato e che è difficile reinserire nel nostro presente, trovando un equilibrio fra il legame che c’era e il fatto che nel frattempo si è diventati persone diverse, con vite diverse. Perciò quanta importanza dobbiamo dare ai vecchi noi stessi nelle scelte che facciamo? Dobbiamo continuare a perseguire quello che volevamo nel passato o ammettere di essere cresciuti e cambiati e cercare una nuova vita? E gli altri come accetteranno il nostro cambiamento? Saranno delusi di non trovare più la persona che avevano lasciato o il vecchio legame prevarrà? E, nonostante tutto ciò, è possibile che un filo invisibile collega, al di là del tempo, dello spazio e delle circostanze, le persone che sono destinate a incontrarsi?
E, soprattutto, come, quando e perché Shion e Mokuren si sono messi insieme? Lo scopriremo nella prossima puntata!

E nell'attesa andate a leggervi anche il posti di Clacca.

domenica 8 dicembre 2013

post-gdl nana di ai yazawa - capitoli 81, 82, 83, 84, ipotesi sul futuro della serie e considerazioni generali

«Da oggi in poi...non perderò la speranza...»


A conclusione della rilettura di gruppo di Nana - un’esperienza bellissima per la quale ringrazio le altre partecipanti - non poteva mancare un post conclusivo di riepilogo della serie, di analisi e di congetture per il futuro, sia per dovere di cronaca, sia per non separarmi ancora del tutto da questo manga speciale che ha riempito le mie giornate nelle ultime settimane!
Cominciamo con la cosa più importante : oltre al numero 42, l’ultimo dell’edizione italiana, la Yazawa è riuscita a disegnare altri capitoli - 81, 82, 83, 84 - che finora non sono stati ancora raccolti in volume ma che si possono leggere online.
Questi capitoli ci mostrano le reazioni immediate alla morte di Ren. Ci sono scene terribili, come quando Yasu e Nobu mostrano a Nana l’urna di Ren, ma ai fini della trama l’unico momento importante è quando Nana vuole affittare uno yacht per disperdere le ceneri di Ren in mare : visto che Kurata dice che Nana è morta in mare, può darsi che siamo vicinissimi al momento della sua scomparsa, che abbia provocato un incidente per far credere a tutti di essere annegata per poi fuggire, ma facendolo in modo tale da lasciare negli altri dei dubbi sulla sua morte. Un altro accenno importante ci arriva da Shion, che dice a Yasu che ha saputo dalla vera Misato che sua madre avrebbe voluto incontrare Nana. Ma finora Yasu non ha ritenuto opportuno fare questa proposta a Nana e non sappiamo se questo incontro avverrà mai.
Per il resto, Nana e Reira si dividono il ruolo di drama queen ufficiale, costringendo tutti gli altri a prendersi cura di loro e dando un colpo durissimo al matrimonio di Hachi e Takumi. Hachi, nonostante il pancione di quasi nove mesi, si trasferisce al dormitorio dei Blast per un mese e mezzo per stare vicino a Nana e cucinare per lei e durante uno dei suoi attacchi di panico le fa persino la respirazione bocca a bocca. Lo sciopero della fame lo fa anche Reira, che addirittura deve essere ricoverata in ospedale, costringendo Takumi a starle costantemente vicino; dove insiste a non mangiare finché Takumi non le dice che sarebbe rimasto con lei

Yuri, intanto, è più acida del solito, è gelosa della presenza di Hachi, si chiede se non avesse intenzione di portare lì anche il bambino e continua a lamentarsi anche con Nobu, che però non le dà peso. Ora, ultimamente non è che io apprezzi molto Nana, ma vedere Yuri che insiste per toglierle Hachi, l’unica persone che riusciva a calmarla, e che addirittura chiede al suo manager di mandarla via, soltanto per i suoi capricci gelosi, veramente mi ha spinto a trovarla insopportabile. Alla fine ha perfino la faccia tosta di osservare davanti a tutti che Nana stava meglio e che non c’era più bisogno che la moglie di Takumi la assistesse… e a questo punto Nobu la porta via, dicendole che le deve parlare, e io spero che questa scena conduca a quella in cui lui la lascia.
Fra Nobu e Hachi le cose sono confuse come sempre : lui prova ancora dei forti sentimenti per lei, tanto da chiederle di restare a vivere nel dormitorio con Satsuki; Hachi si stupisce che conosca il nome che Ren aveva scelto, e lui le rivela che Ren si era consultato con lui nella scelta e gli aveva chiesto di insegnare al bambino a suonare la chitarra. Questa scena, quando Hachi gli chiede se per lui il nome Satsuki andava bene e Nobu annuisce e poi le dice che davvero vuole insegnarle a suonare la chitarra, è commovente e molto dolce, perché è possibile che Hachi e Nobu stiano parlando di loro figlio. Ma non sapremo mai se a insegnare al piccolo Ren a suonare la chitarra è stato Nobu o Takumi, che intanto, forse in una sua commemorazione personale di Ren, suona la chitarra in ospedale… potrebbe essere di nuovo felice, dice, solo se Reira avesse ricominciato a cantare, ma Reira gli dice che avrebbe cantato solo se Ren avesse suonato la chitarra : perciò può anche darsi che sia stato Takumi a insegnare al “suo” Ren a suonare la chitarra pur di far felice Reira.
In un’altra scena Nobu tenta di baciarla, ma Hachi si ritrae e poi Nana li interrompe a addirittura, quando Nobu le confessa che ancora gli piace Hachi, lo prende a pugni, quando fino a poche settimane prima era lei a fare di tutto per farli tornare insieme. E Hachi, come se tutti questo fosse normale, la abbraccia. E quando poi Miu le chiede chi ami veramente, se Nobu o Takumi, Hachi le dice di non potere rispondere, perché lei stessa non lo sa. D’altronde, non è che possa contare più tanto su Takumi, che l’ha lasciata tutto quel tempo al dormitorio pur sapendo che Nobu viveva lì. Hachi capisce che quello per Takumi era un momento difficile, ma proprio per questo vorrebbe stargli accanto. Non sa di Reira, è Miu a dirglielo, suggerendole di parlare con Takumi, ma Hachi rifiuta : se avessero parlato in quel momento, di sicuro si sarebbero lasciati. Da un lato pensa che lei e Takumi stavano facendo la stessa cosa, uno con Nana e uno con Reira, ma dall’altro teme che così lui e Reira si sarebbero avvicinati ancora di più. Shin la rassicura : l’amore di Reira per Takumi è sempre stato a senso unico. Ma Hachi non ne è convinta e si chiede se Takumi in realtà non amasse Reira più di quanto non amasse lei o chiunque altro.
Continua il cambiamento di Kurata, che è riuscito a non fare nessuna foto del funerale di Ren. Il direttore di Search gli ordina di non avere nessuna pietà e lo manda a sorvegliare il dormitorio e forse anche questo è importante, perché forse in qualche modo assiste alla scomparsa di Nana.
Ormai i Trapnest sono finiti : Takumi telefona a Mari e le dice che da quel momento in poi non sarebbe più stata l’assistente di Reira e che non sarebbe stato necessario cercare un nuovo chitarrista, perché i Trapnest non sarebbero più stati sulla scena.
Intanto, al paese Natale di Ren, troviamo Akiko e Saki, delle fans di Nana, sul luogo dell'incidente e Akiko consegna a Saki una lettera per Nana... riporto questa scena semplicemente perché non sappiamo se sarà importante o no.

A un certo punto Nana sembra essersi un po’ ripresa : Hachi invita Nobu, Shin, Miu e Nana ad iniziare a mangiare il sukiyaki e Nana a sorpresa annuncia che sarebbe tornata a cantare. Shin coglie la palla al balzo e organizza un karaoke al quale arriva anche Yasu. All’inizio si sorprende di vedere Nana tutta spensierata e allegra, quasi felice, ma Miu, che capisce Nana meglio di tutti, gli dice che Nana poteva essere così spensierata solo perché ormai aveva rinunciato a tutto. E infatti è evidente che la sua forzata allegria dipende dal fatto che è ancora sotto shock, che non riesce a rendersi ancora conto di quello che è successo.
Per quanto riguarda Hachi e Takumi, anche se per ora si parlano solo a telefono, sicuramente fra loro ci sarà una riconciliazione che porterà alla nascita di Satsuki e Takumi passerà abbastanza tempo con la sua famiglia da farsi amare dai suoi figli, ma dov’è Reira in tutti questi anni, cosa fa prima che la ritroviamo a Londra con Takumi e con il mini-Ren?
Finora non sappiamo ancora niente. La domanda principale alla quale aspettiamo risposta da anni è : perché Nana scompare, facendosi addirittura passare per morta? Dalla morte di Ren sono passati quasi due mesi : cosa succede, cosa scatta nella sua mente che le fa decidere di punto in bianco di abbandonare non solo gli amici che si erano dedicati totalmente a lei, ma perfino la sua preziosissima Hachi, che nonostante la gravidanza le era stata accanto con affetto e dedizione e che in cambio invece si vede gettata in un incubo di terrore e preoccupazione?
L’altra domanda importante che ci facciamo è : che cosa è successo fra Hachi e Takumi? Cosa ha fatto Takumi che Hachi, che gli perdona tutto, non può perdonargli anche se vorrebbe, anche se per lui prova ancora qualcosa? E secondo me le due cose sono collegate : penso che in qualche modo sia stato Takumi a far allontanare Nana, a dirle qualcosa, a incolparla della morte di Ren… L’unica cosa che Hachi non avrebbe mai potuto perdonare a Takumi è un torto fatto a Nana, e forse per questo, perché si sente responsabile della sua scomparsa, che Takumi si mette a cercarla con Naoki a Londra, nonostante Nana gli fosse sempre stata del tutto indifferente.
L’altra grande questione, quella della paternità di Ren, ormai ha perso totalmente importanza : non importa più chi sia il suo padre biologico, il suo vero padre, quello che lui ama e che lo ha cresciuto, è Takumi, un padre presente e affezionatissimo che il bambino adora e dal quale non ha nessuna intenzione di separarsi, come dimostra il fatto che insiste per vivere con lui a Londra e non accetti nemmeno l’idea di tornare a vivere a Tokyo. Anche se il suo padre biologico fosse Nobu, il piccolo Ren non dovrà mai saperlo, altrimenti avrebbe un trauma terribile e, soprattutto, inutile : anche se sapesse che il suo vero padre è Nobu, non lascerebbe mai Takumi.

E come gli vuole bene Ren, a Takumi vuole bene anche Satsuki, che sogna che la sua famiglia torni a vivere insieme, e questo annulla anche il triangolo Hachi – Takumi – Nobu : Hachi, che lo voglia o no, deve stare con il padre dei suoi figli. Non importa se ama ancora Nobu e se Nobu la ricambia, i suoi sentimenti non contano niente rispetto a quelli dei suoi figli, e non sarebbe da Hachi infliggere a due bambini così piccoli la cattiveria di un divorzio.
E poi sinceramente il fatto che Nobu, un adulto sulla trentina, sia ancora fissato con l’amore dei suoi vent’anni, con un ragazza con la quale è stato sì e no un paio di mesi, e che nel frattempo non sia riuscito a rifarsi una vita sentimentale, ma che sia anzi pronto ad accollarsi una divorziata con due figli, senza tenere conto dei sentimenti dei due bambini, a me sembra abbastanza inquietante… Quei due mesi sono in cui lui e Hachi sono stati insieme sono stati magici, bellissimi, ma diventare adulti significa anche fare scelte che sacrificano la magia dell’adolescenza.
Poi resta anche da sapere come ci siamo liberati di Yuri, che fine hanno fatto la madre e la sorella di Nana, con quale delle due Misato esce Shin… e chissà se un giorno non venga fuori anche il padre di Nana, che secondo me potrebbe essere il manager, Kawano, che fin da quando, in uno dei primi numeri, si imbuca in un concerto dei Blast la guarda con aria paterna e la tratta con un affetto e una sollecitudine che vanno al di là dei rapporti di lavoro.
Ma l’incognita principale è Reira : lei è l’unico personaggio per cui non riesco a immaginare un futuro e l’unico personaggio, insieme a Nana, che alla fine si è rivelato veramente abominevole. Nana ha rovinato la vita a Hachi e Reira l’ha rovinata a Takumi. Nana ha avuto più stile, ma Reira si è aggrappata a Takumi, un uomo che non la vuole e non l’ha mai voluta, come una pianta parassita, senza nessuna vergogna o dignità, ed è riuscita a rubare a Hachi il marito e il figlio. Dal momento che Takumi deve tornare con Hachi, che Shin sta con una delle sue Misato, che Yasu è felice con Miu e che Naoki è sposato, non saprei neanche con chi accoppiarla e sinceramente non so cosa la Yazawa possa farsene di lei.

Per quanto riguarda la fine, da un lato vorrei che ci fosse un incontro fra le due Nana, ma dall’altro non ho la minima idea di come questo incontro possa svolgersi. Nana ha fatto ad Hachi troppo del male e, se un giorno ritrovassi una persona che mi ha rovinato la vita facendomi sentire per sempre in colpa della sua morta, non vorrei più averci a che fare. Se Nana avesse davvero voluto bene a Hachi non l’avrebbe mai fatta soffrire così per anni e quindi ora non si merita che Hachi, che è troppo buona, la riaccolga a braccia aperte… Hachi, ma anche Yasu e Nobu : Nana non si merita degli amici.

E, visto che ci troviamo a parlarne, come già ho detto nella rilettura, Nana per me è stata una sorpresa negativa : ricordavo un personaggio del tutto diverso, ma probabilmente quando anche io avevo vent’anni ero troppo ingenua per vederla davvero e capirla. Ora che sono adulta, è con tristezza che sono costretta ad ammettere che Nana è una persona orribile  negativa. È gelosa, morbosamente possessiva, egoista, manipolatrice, egocentrica e sarebbe stato meglio se nessuno l’avesse mai incontrata. Ha distrutto la carriera di due gruppi musicali e rovinato la vita di tutti i loro componenti, con il suo egoismo e la sua cattiveria ha ucciso Ren e con i suoi capricci da bambina viziata ha spinto tutti a sentirsi in colpa, soprattutto Hachi, della quale ha distrutto la famiglia spingendola a restare per sempre ad aspettarla, a costo di far vivere i suoi figli in continenti diversi. Tutti quelli che hanno attraversato la sua strada sono rimasti scottati : Ren è morto, ucciso dal suo egoismo; Hachi prima ha dovuto sposare Takumi e poi ha dovuto sacrificare il suo matrimonio e i suoi figli: Takumi ha perso tutto quello per cui ha lottato fin dall’infanzia e ora ha una famiglia triste come la sua famiglia d’origine; Reira, la cui voce era un dono, non canta più; Nobu ha rinunciato alla sua musica, è andato a fare quello che mai nella vita avrebbe voluto fare, dirigere l’hotel dei genitori, e a 30 e più anni è ancora solo perché non riesce a dimenticare Hachi; Shin, che voleva diventare più bravo di Ren e realizzarsi nella musica, recita in squallidi dorama. E anche chi se l’è cavata meglio degli altri, Yasu, comunque condivide il destino di Hachi, Nobu e Shin : tutti loro hanno messo in pausa la loro vita e hanno scelto di vivere in un’attesa perenne, costellata di rimpianti e sensi di colpa, aspettando una persona così egocentrica e egoista da abbandonarli, da farsi credere morta. Nana li ha gettati nel dolore e nella tristezza e, mentre loro si struggono per lei, intanto lei canta e passeggia sulla spiaggia. Il suo tanto decantato affetto per Hachi, alla fine, è solo qualcosa di esagerato e morboso. A parole le vuole bene, ma per i suoi sentimenti non ha nessun riguardo, non le importa niente della sua felicità, non ha scrupoli a fuggire, a darsi per morta, gettando la sua “amica” in un inferno di preoccupazione, dubbi e sensi di colpa. Non si fa una cattiveria del genere a qualcuno a cui si vuole bene… ma Nana è tanto concentrata su se stessa da essere incapace di volere bene a qualcuno. L’unica cosa a cui vuole bene sono i suoi problemi.

Hachi, invece, è una persona straordinaria. È riuscita in tutto quello che ha fatto, ha due figli, un ottimo lavoro ed è stata capace, con il suo carattere dolce e amabile, di conservare tutti i suoi amici. Proprio lei, che è quella che soffre di più e quella che Nana ha fatto sentire più in colpa, riesce a dare forza a tutti gli altri, a portare allegria nelle loro vite, a tenere Yasu, Nobu e Shin uniti come una famiglia, a prendersi cura di tutti loro e insieme dei suoi figli e nello stesso tempo a tenere in piedi il matrimonio con un uomo difficile come Takumi e a continuare a sperare di rivedere Nana e a cercarla. Fra le due Nana è lei la migliore e la più forte.
Quello che c’è fra le due protagoniste è indubbiamente amore, un amore ovviamente platonico, senza neanche il minimo sospetto di coinvolgimento sessuale, un sentimento che trascende la semplice amicizia e che fa sì che le due Nana siano assolutamente indispensabili l’una all’altra.
E attorno a questi due poli opposti, si colloca quello che secondo me – passando alle considerazioni generali – è il punto di forza del manga : i personaggi. Il loro character design così accurato si accompagna a un’introspezione psicologica straordinaria al punto che ogni personaggio è un mondo a sé, un universo da esplorare, sia i protagonisti che le comparse. Abbiamo dei personaggi straordinari e carismatici, ma nello stesso tempo realistici, così pieni di sfaccettature da sfuggire a qualsiasi etichetta e che si possono amare ma anche odiare e disapprovare, mai statici, sempre in evoluzione, con pregi e difetti, momenti di egoismo e di generosità, di forza e di debolezza, personaggi con psicologie approfondite, personalità complesse e prive di equilibrio come solo i giovani possono essere, che si interrogano su se stessi e sugli altri, che cercano di migliorarsi ma non sempre ci riescono e che si dibattono fra contraddizioni, aspirazioni e sogni confrontandosi con le loro debolezze, che per ogni passo avanti ne fanno tre indietro, che si lasciano andare e si riprendono, che sono determinati in maniera realistica e convincente dal loro passato ma che lottano per cambiare il loro futuro e per trovare il posto o la persona a cui appartengono. Rincorrono la felicità senza rendersi conto che in questa ricerca sono i principali nemici di se stessi… alcuni, a lungo andare, riescono a rendersene conto e a maturare, mentre altri restano prigionieri delle loro stesse insicurezze con conseguenze tragiche per tutti gli altri. E in Nana infatti colpisce anche il modo dei personaggi di legarsi fra loro, creando un intrico di rapporti che si allontanano fin dai primi numeri dalle dinamiche classiche degli amori e delle amicizie fra adolescenti, cosa evidente soprattutto quando vediamo i protagonisti entrare in una fase della loro vita in cui hanno abbandonato l’ingenuità dell’adolescenza e sono entrati impreparati nel mondo degli adulti, un mondo che li ha costretti a confrontarsi con se stessi e a rendersi conti dei propri punti forti e deboli.

Soprattutto, nel presentare i suoi personaggi la Yazawa non si cura di renderli antipatici o impopolari, ma li fa essere in ogni momento se stessi, creature capaci di gesti sublimi e meschini, persone a tutto tondo che si contraddicono, sono coerenti o incoerenti a seconda delle circostanze e puntualmente smentiscono aspettative e speranze al punto che, proprio quando credevamo di avere delle risposte, all’improvviso uno di loro capovolge tutto, fa qualcosa di inaspettato nel bene – come quando Takumi sposa Hachi e si rivela un buon padre – o nel male – come quando Nana distrugge Ren. Per questo anche la trama non segue una linea precisa, ma segue le oscillazioni della psiche dei suoi protagonista e non ci mostra la realtà oggettiva vista dall’autrice, ma le mille realtà soggettive percepite dei personaggi. Come nella realtà, non c’è mai una sola verità, bene e male non sono mai nettamente separati, e perciò gli stessi personaggi possono essere nello stesso tempo insopportabili e adorabili, sublimi e meschini. Questo può rendere perplessi i lettori, ma è prova di estrema raffinatezza, bravura e maturità.
E in questo ambito una delle tematiche è quella degli adulti che non vogliono crescere : Nana, che non ha avuto un’infanzia, cerca da tutti i suoi amici l’amore incondizionato che non ha ricevuto dai genitori. Sebbene sembri matura e autosufficiente, è rimasta una bambina e non vuole degli amici, ma degli adulti che si dedichino esclusivamente a lei. La sua band, il suo rapporto con Ren, i suoi sentimenti confusi verso Hachi… non è un’adulta che si relaziona ad altri adulti, è Peter Pan che vuole far restare per sempre i bimbi sperduti sull’Isola che non c’è. Per questo si arrabbia tanto quando Hachi resta incinta e si sposa, quando Yasu e Nobu si fidanzano, quando Ren rifiuta di suonare per lei… non vuole che diventino adulti, perché senza di loro lei non può più ricreare la sua infanzia.
E la vita di questi personaggi, forti ma fragili, è complicata dal fatto che sono messi ad agire nel mondo competitivo degli idol, in cui i cantanti sono considerati solo come merce da vendere in pubblicità, apparizioni pubblici, dorama… Come dice Reira in un suo sfogo, ricevono continuamente ordini e imposizioni da tutti, non possono permettersi neanche il minimo errore, non possono mai difendersi da scandali e pettegolezzi, la loro vita. I loro manager e impresari, persone che spesso i protagonisti stessi sono tentati di vedere come sostituti dei genitori, sono in realtà persone fredde, manipolatrici e senza scrupoli, pronti a sfruttarli fino allo stremo (come si vede nel caso di Ren) e venderli ai media senza alcun riguardo per i loro sentimenti e la loro privacy. E in questo mondo difficile e avido i nostri protagonisti sono continuamente messi alla prova, devono continuamente trovare la forza di convivere con scandali e pettegolezzi e di trovare in sé ancora una volta, nonostante tutto, la passione per la musica. E l’unico modo per mantenere il proprio equilibrio in questa realtà è trasformare i membri della propria band in un surrogato di famiglia e di affetti, l’unico punto di riferimento emotivo, e questo fa sì che frai membri sia dei Blast che dei Trapnest si sviluppino rapporti allo stesso tempo profondi e ambigui, legami indissolubili che ostacolano la vita sentimentale dei personaggi coinvolti.
Questo però crea una trama originale a affascinante, in cui si succedono in modo incalzante episodi sempre coinvolgenti in un crescendo che prepara al colpo di scena finale e che risalta per la geniale idea di mostrare insieme presente e futuro, in modo da spingere i lettori a interrogarsi di continuo e a fare attenzione a ogni minimo dettaglio.

E, grazie a questi personaggi e alla trama, Nana  è un’opera appassionante e matura, un manga adulto e, per me, non solo lo shoujo perfetto, ma anche il josei perfetto, perché tratta con un umorismo che non compromette il realismo la storia di adulti normali, uomini e donne, alle prese con la carriera, con la ricerca di un lavoro - e infatti abbiamo già visto Shoji che lavora al ristorante e Jun in un negozio, nonostante frequentino entrambi l’Accademia, e Hachi alle prese con vari lavoretti saltuari nei negozi e con una tragicomica esperienza da office lady in una piccola casa editrice – e, soprattutto, con il sesso. Nei josei che ho letto le protagoniste nei confronti del sesso hanno un atteggiamento che sinceramente mi sembra squallido e triste : la danno subito a tutto l’ufficio in scene veloci, piene di gemiti, in cui l’uomo non si spoglia nemmeno e loro non cambiano nemmeno espressione, salvo poi chiedersi perché questi machi in giacca, cravatta e pantaloni abbassati non solo non abbiano nessuna intenzione di sposarle, ma non le richiamano nemmeno, e rimuginare su perché tutte le altre donne le odiano. Invece in Nana il sesso è affrontato con realismo in tutte le sue sfaccettature, senza falsi pudori o esagerazioni : è passione, tenerezza, intimità, complicità, ma anche allegria, disimpegno, divertimento. I protagonisti sono adulti veri, che lo fanno con persone che scelgono per puro piacere, mai con superficialità ma nemmeno con l’assillo di dover poi costruire per forza un futuro insieme. Quindi il sesso è un modo per celebrare l’amore di una coppia, come fra Ren e Nana, ma anche la follia di una sera, desiderata e voluta, come fra Nana e Takumi, e, soprattutto, del sesso non sono trascurati gli aspetti più concreti, contraccezione, gravidanze e aborto.
Considerando la situazione intricata in cui si è andata a cacciare, non oserei mai dare fretta alla Yazawa, ma posso solo sperare che in qualche modo – solo lei può sapere come – riesca a dare alla sua opera più importante un finale non solo all’altezza della trama, ma che renda felici i personaggi e risolva i loro conflitti, e i nostri.