domenica 10 novembre 2013

gdl nana di ai yazawa - I settimana - volumetti 1/10



«Ricordi Nana…»

È con grandissima emozione che, grazie all'iniziativa di Clacca, dopo anni è anni, ho ripreso i primo volumi di Nana, un manga che è diventato storico sia per l’impatto senza precedenti che ha avuto - i temi rockettari e maturi, il fatto che lo trasmettessero su Mtv e l’abbigliamento stiloso e figo dei personaggi riuscirono a fare breccia nel cuore di tantissimi che in quegli anni non leggevano ancora manga – sia, purtroppo, per la sua burrascosa e sfortunata vicenda editoriale, che si è conclusa nel modo peggiore possibile, con un’interruzione di anni e la scomparsa dalla scena della Yazawa : chi la dice molto malata, chi la dice in preda a un esaurimento nervoso, chi in crisi creativa… ad ogni modo, nell'augurare alla sensei di riprendersi al più presto e di proseguire il suo capolavoro in un modo che renda giustizia a una storia bellissima e a dei personaggi indimenticabili, noi ci siamo date alla rilettura di questo manga che per noi, concluso o no, resterà sempre importantissimo.

Nana è l’unico manga ad essere diventato un fenomeno di massa anche in ambienti di non lettori di manga, che ha segnato un’epoca dei manga in Italia e della mia vita, che mi ha portato la gioia di amicizie basate sulla condivisione di una passione : ricordo i mesi passati con le mie amiche a fare congetture sulla storia, a cercare di capire gli indizi disseminati qua e là dalla Yazawa per capire che cosa sarebbe successo, la gioia quando dopo mesi usciva un volumetto nuovo e la tristezza quando quelle poche pagine finivano e sapevamo che sarebbero passati mesi prima di leggere il seguito, quando compravamo l’artbook, i cd, i phone straps, quando uscirono i dvd, quando la sera vedevamo l’anime su Mtv, quando ci incantavamo, in fumetteria, a guardare i vestiti e i gioielli ispirati al manga… tutte noi, in quel periodo, abbiamo chiuso il ciondolo con il lucchetto al collo dei nostri ragazzi sorridenti, abbiamo risparmiato per comprarci la collana con l’accendino di Shin, l’anello di Nana, abbiamo ascoltato i Sex Pistols e fumato le Black Stones, abbiamo indossato gonne scozzesi con le calze a rete le imitazioni di Vivienne Westwood, e tutte noi abbiamo ancora in casa i bicchieri con le fragole e tutte noi abbiamo cercato una nostra Nana o una nostra Hachi, un nostro Nobu, un nostro Ren o un nostro Takumi…

Rileggere i primi numeri è stata un’esperienza molto dolce e divertente, quasi commovente, perché in pratica è stato come leggerli per la prima volta : tante cose le avevo dimenticate, di altre avevo ricordi imprecisi e confusi, alcuni personaggi secondari li aveva proprio rimossi. Ma è bastato aprire il volume uno e rileggere le prime parole, «La città in cui sono nata… è circondata dalle montagne» per ritrovarmi in un mondo che avevo amato da ragazzina e che amo ancora ora, da adulta, la storia di due ragazza della stessa età, con lo stesso nome, Nana, diversissime in tutto, ma il cui incontro, voluto dal destino (o dal demone celeste) farà nascere un’amicizia bellissima a darà origine a una serie di eventi che muteranno la vita loro e di tutti i loro amici, influenzando le loro aspirazioni, le loro storie d’amore e i loro sogni e intrecciando indissolubilmente il loro futuro alla carriera di due gruppi musicali emergenti, i Blast e i Trapnest.
Nana non è un semplice shoujo, è una storia d’amore, di crescita, di perdita e di maturazione, un’opera matura, vivida, reale e drammatica, popolata da personaggi dotati di un carisma e di un fascino incredibili, le cui storie si intrecciano in una trama appassionante e coinvolgente, piena di dolcezza e di humor ma che non si ritrae dall'esplorare anche il lato oscuro dei rapporti umani. Più che un manga, Nana è un mondo, un’opera a cui non si può restare indifferenti : infatti è uno dei pochi manga che o si ama o si odia, che suscita sentimenti forti.

E come non soffermarsi, poi, sui disegni della Yazawa, disegni davvero strepitosi, così dettagliati da sembrare delle fotografie, realistici e moderni ma di un’opulenza quasi barocca e che fanno da sfondo a un character design accuratissimo per ogni personaggio. Ritroviamo il tratto undeground e pop della Yazawa, le figure magrissime e artistiche che l’hanno resa famosa, dal fisico androgino e il volto espressivo, il cui look è curatissimo fin nei minimi particolari in modo quasi maniacale. Questa attenzione alla moda, a un look alla moda e stravagante, appariscente, è tipica di tutte le sue opere e qui è usata per rappresentare con immediatezza a livello visivo il carattere delle due protagoniste : Hachi veste alla moda, con graziosissimi abitini vintage molto femminili e romantici, mentre Nana è cool con le sue giacche di pelle, il trucco pesante e dark, i suoi corpetti provocanti, i suoi gioielli borchiati, un look in cui numerosi tributi a Vivienne Westwood si mescolano a citazioni del mondo della musica, ai Sex Pistols in particolare. E la stessa attenzione è dedicata all'abbigliamento di tutti, dagli abiti fra il classico e l’eccentrico di Reira alle mise fra l’infantile e il bondage di Shin. Per non parlare poi degli interni e degli arredamenti, caratterizzati da un mix fra lo stile giapponese tradizionale, il vintage e uno stile occidentale classico, oppure dei disegni che raffigurano la moderna metropoli di Tokyo e luoghi che davvero esistono, come il Jackson Hole… insomma, tanto per cominciare Nana è una gioia per gli occhi!

La trama la conosciamo tutti, ma farò lo stesso un riassunto per i passantii. Conosciamo subito la prima delle due Nana, Nana Komatsu, che frequenta l’ultimo anno di liceo e sta affrontando una brutta delusione d’amore, una storia molto intensa con un uomo sposato, consolata dalla sua migliore amica, Junko. Fin dalle prime pagine emergono situazioni che saranno constanti nel manga : Nana emerge da una storia d’amore andata male e Jun, che anche se ha la sua stessa età è infinitamente più matura di lei, la consola con affetto e ironia e intanto progetta il suo futuro, con Nana attaccata alla sua gonna come una bambina! Allegra, emotiva, buffa e un po’ infantile, sempre in preda a cotte esagerate quanto passeggere, in grado di alternare momenti di maturità adulta ad altri di pucciosità totale, Hachi – da ora per comodità la chiamo con il suo soprannome – non ha da subito un carattere ben definito né aspirazioni precise. A 17 anni sogna di vivere un amore drammatico e romantico come nei film, ma per il resto ha sogni e aspirazioni convenzionali ma molto confusi : vuole un bel matrimonio ma anche vivere una passione travolgente, vuole una bella casetta con il giardino, abiti e accessori carini e oggetti graziosi, ma vuole anche realizzarsi e trovare la sua strada… Circondata da un lato da amici con aspirazioni artistiche precise e pieni di determinazione a ambizione e dell’altro da un allegrissima e borghesissima famiglia normale, Hachi si sente divisa fra questi due mondi e ammette senza problemi che non ha la minima idea di cosa fare del suo futuro. Soprattutto, cosa che ho notato solo ora, rileggendo, la povera Hachi è circondata da personaggi che non fanno altro che farla sentire in colpa per tutto quello che fa!! Non so come poteva essermi sfuggito, ma davvero tutti attorno a lei non fanno altro che sgridarla, che ripeterle quanto sia vuota, superficiale, debole, tanto che Hachi se ne convince davvero, nei numeri successivi non fa altro che rimproverarsi da sola per la sua unica colpa, essere una normalissima ragazza sulla ventina… ci credo che con l’autostima ridotta ai minimi termini poi finisca… ma non anticipiamo!
Nel primo numero compare anche un personaggio che avevo completamente rimosso : Shoji, il primo ragazzo “serio” di Hachi, quello che secondo lei dovrebbe dare una svolta alla sua vita sentimentale, quello con il quale cerca di instaurare un rapporto adulto, e che in effetti per lei è abbastanza importante e la spinge a dare una svolta alla sua vita : sia lui che Jun che il suo nuovo ragazzo, Kyosuke, sono intenzionati a sostenere l’esame di ammissione per l’Accademia artistica e trasferirsi a Tokyo. Questo per un po’ manda Hachi in crisi : sta per perdere i suoi amici – e in un modo o nell'altro a Tokyo riescono ad andare tutti e tre – e non ha idea di come fare per raggiungerli… ma alla fine, rivelando un’energia insospettata, accetta di separarsi da Shoji per un anno, di mantenere con lui una storia a distanza e di lavorare seriamente per poterlo raggiungere. 

Completamente diversa è la storia di Nana Osaki. Anche lei, dopo aver a lungo lavorato per poterselo permettere, è in procinto di trasferirsi a Tokyo, ma a differenza di Hachi lì non troverà ad attenderla degli amici e un fidanzato, né, come Hachi, lascia una famiglia. Non sa chi è suo padre e sua madre la abbandonò quando era bambina, lasciandola a una nonna severa. A causa del suo aspetto a scuola finì per farsi espellere perché accusata (falsamente) di prostituirsi e questo la rese un tipo ancora più duro e solitario, un gatto randagio. Ma quando la conosciamo noi sembra essersi ripresa dal suo triste passato : è la cantante di un gruppo abbastanza famoso, i Blast, ha tanti fan, si dedica al canto, la sua passione, e vive con il suo ragazzo, Ren, il chitarrista del gruppo. Anche Ren ha un passato difficile : appena nato era stato abbandonato nei magazzini del porto, era cresciuto in un istituto e da adulto era ritornato a vivere al porto, non rinnegando le sue origini. Per il loro passato simile e per la loro passione per la musica lui e Nana sono la coppia ideale, insieme sono felici e stanno proprio bene : infatti mi ha fatto venire una nostalgia e una tristezza incredibile vedere il periodo più felice di Nana e Ren, quando vivevano e suonavano insieme, quando Nana gli chiude il ciondolo con il lucchetto al collo, il racconto romantico del loro primo incontro fatto da Ren, che ricorda perfino il vestito rosso di Nana, i suoi modi duri e sexy… si vede che Nana era felice, finalmente aveva la sensazione di aver trovato una casa. Ma non è così. “Io andrò a Tokyo. Quindi sentiti libera di vivere come preferisci” : chi non è rimasta malissimo leggendo queste parole di Ren, scoprendo che avrebbe abbandonato Nana e i Blast per suonare con un altro gruppo, i Trapnest? Per Nana è un colpo terribile, ma reagisce con forza e dignità e riesce perfino a salutare Ren alla stazione, una scena tristissima e splendida. Di una storia a distanza nel suo caso non se ne parla : sa di non essere in grado di portare avanti un rapporto fra telefonate e lettere, senza contatto fisico… In fondo Nana lo capisce : Ren aveva troppo talento per restare in una misera cittadina ed è Yasu stesso, il fondatore e il batterista del gruppo, a spingerlo a tentare la sorte a Tokyo. Si sente più tradito Nobu, un altro membro del gruppo, che si rende conto che i Blast erano appena nati e senza Ren non avevano futuro, era stato proprio lui a fondarli e sul gruppo avevano riposto tutte le loro speranze. Ma è Nana che perde tutto, amore e musica.

È interessante vedere che le due Nana hanno lo stesso motivo per non trasferirsi a Tokyo : non pesare sui loro fidanzati, non dipendere da loro economicamente ed emotivamente, sia per non diventare una palla al piede sia soprattutto per non cedere alla tentazione di ridursi al ruolo di casalinghe che aspettano il marito a casa, senza fare niente per il proprio futuro, per realizzarsi. Eppure anche Nana, che sembra così fredda e determinata, non è infondo tanto diversa da Hachi : non dimenticherò mai quando dice “Eppure per quelli come noi, che non hanno una famiglia, costruirsi una casa e vivere sereni è ancor più necessario che realizzare i nostri sogni”, perché esprime tutta la sua essenza.

Ma per i suoi vent'anni  come Hachi anche lei decide di regalarsi un biglietto per Tokyo. E sul quel treno si incontrano, un incontro voluto dal destino. Hachi è subito affascinata dall’aura particolare e l’aplomb di Nana, in confronto alla quale lei sembra una bambina, e nel treno bloccato dalla neve, socievolissima come sempre, le racconta praticamente tutta la sua vita. Alla stazione Hachi corre dal suo comitato di accoglienza, e Nana, che come bagaglio aveva solo la sua chitarra e le sigarette, se ne va, sola, senza nemmeno salutarla. Per un po’ quindi seguiamo nella sua avventura cittadina Hachi, che dopo la gioia di aver ritrovato Shoji e i suoi amici ora deve lottare per ottenere la sua indipendenza. E da questo momento in poi il manga diventa davvero un tour per una Tokyo diversa dalla sua immagine ufficiale, una Tokyo abitata da “fuori sede”, fatta di appartamenti in affitto, ricerche di lavoretti, agenti immobiliari, agenzie di collocamento… e tutto è trattato in modo adulto e realistico, tanto che sembra davvero di essere lì. E nella ricerca della casa il demone celeste ci mette il suo zampino : nella sua ricerca di un tetto, Hachi si trova in un appartamento splendido, in un raffinato palazzo antico in stile occidentale, l’appartamento 707, al settimo piano, con vista sul fiume e sul verde… e in quell'appartamento perfetto Hachi ritrova Nana. Tutte e due vogliono affittare quella casa e alla fine decidono di prenderlo insieme, di diventare coinquiline, sebbene fossero praticamente due sconosciute. Ma fra loro subito era scattato qualcosa di speciale, si erano trovare più che incontrate.

Comincia così quella che col senno di poi è la parte più felice della storia la convivenza nel mitico appartamento 707, tutte le gag e le scenette di una vita quotidiana che va alla grande, le tappe di un’amicizia splendida fra due ragazze diversissime che però insieme stanno bene, si divertono, si aiutano… Hachi, con tutta la sua vitalità e luminosità, con i suoi capricci e la sua dolcezza, subito si fa strada nel cuore di Nana, la diverte e le fa compagnia, e Nana le dà la sicurezza di cui ha bisogno. Nel quarto numero poi c’è uno dei miei pezzi preferiti : il giro per negozi!!  Alzi la mano chi non ha sognato di farsi un lungo giro nel Tutto a 100 yen o da Sabrina, il negozio vintage, dove Hachi trova addirittura lavoro e dove comprano tutti quei pezzi d’arredamento anni ’70-80’ che stanno benissimo nel loro appartamentino! In questa parte comprano i famosi bicchieri con le fragole, perché per Hachi avere una cosa uguale rafforza il loro legame, e qui nasce il soprannome di Hachi, nonché una delle più veritiere descrizioni del suo carattere : Hachi è davvero una cagnolino, si affeziona subito e per sempre, è obbediente e docile, ama giocare, ma richiede tante cure e attenzioni. A Nana però piace questo aspetto del suo carattere e la loro convivenza comincia sotto il segno dell’allegria. Ma poi Hachi, non volendo, dà un colpo al cuore a Nana quando va a comprare il nuovo cd dei Trapnest, facendola trovare di fronte a un poster a grandezza naturale di Ren… e ricordo che già quando lo lessi per la prima volta notai che Ren indossava ancora il lucchetto al collo, e che il mio romantico cuore di diciassettenne gioì! Ed è tenerissima la scena in cui Hachi canta le lodi di tutti i membri del gruppo tranne Ren finché Nana, tutta arrabbiata, non le chiede di “lui”, il chitarrista, per poi scoppiare a ridere quando Hachi le dice che le è antipatico! E quella frase di Hachi, “Io sono una gran fan di Takumi, il bassista”… ah, se allora avessimo potuto immaginare! Per giunta quel poster Hachi se lo porta a casa a pone a Nana una domanda innocente, senza rendersi conto di sconvolgerla : vuole accompagnarla al concerto dei Trapnest? Cosa importantissima, Hachi ignora tutto del passato di Nana e continua a fare queste gaffe incredibile, come quando Nana la deve spiegare che sul braccio ha tatuato un fiore di Ren… Ma non c’è tempo per occuparsi del concerto, perché intanto arrivano nuovi personaggi.

Già dal terzo volume ritorna Yasu : anche lui è a Tokyo per sbrigare tutte le pratiche amministrative di Nana. Emerge da subito il loro rapporto speciale : Nana, che è una tipa tosta, abituata ad avere cura di sé e a non affidarsi a nessuno, si fida solo Yasu, e lui è l’unico che riesca ad avere cura di lei, facendole nello stesso tempo da amico e da tutore, da compagno e da consigliere. Yasu da sempre è uno dei miei personaggi preferiti… e sicuramente è il mio personaggio maschile preferito. Ha più o meno la stessa età degli altri, ma è più maturo, è circondato da un’aura di savoir-faire e autorevolezze ed è un personaggio che ispira da subito fiducia, è gentile e affidabile, dà subito l’idea di essere la roccia alla quale gli altri possono appoggiarsi in ogni momento… senza contare il fascino intramontabile dell’uomo pelato, in giacca e cravatta ma occhiali da sole e piercing… insomma, è sexy, anche quando sta fermo e zitto.

Nel quarto volume poi anche Nobu sbarca a Tokyo e Hachi lo invita a dormire da loro : ah, se avessimo potuto sapere… !!! Nobu comunque nel loro gruppo ci crede ancora e, a quanto pare, anche Yasu, che incoraggia Nana ad ascoltare un brano composto da Nobu. Per la prima volta Nana si commuove e per la prima volta Hachi la sente cantare e noi e lei la vediamo sprigionare la sua magia e il suo carisma lì, in piedi sul tavolo, con un cellulare per microfono e la luna come riflettore, una scena indimenticabile e bellissima. Nasce in Nana un nuovo scopo : sfondare nel mondo della musica per confrontarsi con Ren allo stesso livello. Così, supportati da Hachi, Nobu e Nana cominciano a progettare la resurrezione di Blast e si mettono alla ricerca di un bassista e di un chitarrista… e così arriva Shin!! Attirato dal volantino di Hachi, le appare nel negozio questo ragazzino bellissimo, troppo bello per essere vero, presunto diciottenne ma in realtà quindicenne, con un curriculum palesemente falsificato, una faccia da innocentino, modi carinissimi che lo fanno sembrare ancora più giovane e un modo di suonare il basso perfetto e stranamente familiare… infatti, quando Nana gli chiede chi è il suo chitarrista preferito, risponde entusiasta “Ren Honjo!!” : è destino, e così Nana lo ingaggia facendogli promettere che sarebbe diventato più bravo di Ren. Ora posso parlarne con freddezza perché so già che succederà, ma quando lessi Nana per la prima volta ricordo che questo fatto del gruppo musicale, la ricerca dei nuovi membri del gruppo, la mancanza del bassista, i provini ecc. mi presero molto, e che fui entusiasta quando, alla fine, ai risorti Blast si riunì l’unico batterista degno, Yasu, apparso alla porta di Nana con le valige e le bacchette in mano, sia in memoria del passato, sia perché ormai era fatta, era diventato un personaggio fisso!
Intanto Hachi ha altri problemi : riempire la sua stanza di oggettini e mobili deliziosi e il suo guardaroba di abitini meravigliosi è sicuramente stato una gioia per i nostri occhi, ma l’ha ridotta al verde, e deve arrangiarsi come può con lavoretti, prestiti e “elemosina” dagli amici. E la domanda viene spontanea : e Shoji? Che fine ha fatto il motivo per cui Hachi è a Tokyo? Con Shoji le cose non vanno bene… compare la “Sachiko virtuale”, una ragazza immaginaria con la quale, nell'immaginazione di Hachi, Shoji ha una relazione… ma ormai lo sentiamo che la vita di Hachi sta prendendo direzioni diverse, che ora che ha Nana, Nobu e Yasu gli amici del paesino passano in secondo piano e che Shoji sta pian piano passando a personaggio secondario… e quando nel ristorante in cui lavora compare davvero una Sachiko, una ragazzina adorabile, timida e graziosissima che Shoji comincia ad accompagnare al treno, sappiamo che è solo questione di tempo. E non lo dico solo ora, col senno di poi : anche quando lo lessi per la prima volta Shoji non mi convinceva come ragazzo di Hachi e speravo che a Tokyo avrebbe incontrato qualcun altro… ah, se solo avessi saputo! E comunque, Sachiko a parte, Shoji non è stupido, lo capisce subito che per Hachi ormai lui viene dopo Nana. Non so fino a che punto si possa dire che Hachi si sia comportata male con lui, ma sia allora che ora la giustifico perché il suo atteggiamento nei confronti di Shoji deriva dal fatto che fin dall’inizio non ne era veramente innamorata. Ad ogni modo, il tradimento di Shoji e la sua scoperta cementano ancora di più il legame fra Hachi e Nana : è bellissima la scena in cui lo aspettano insieme, lo vedono con Sachiko e Nana vuole picchiarlo, e poi la sera, a casa, lei a Hachi dormono abbracciate… chi non vorrebbe un’amica così, pronta a fare da paladina?!

Intanto il destino stringe e Shoji è presto dimenticato : a Hachi arrivano i biglietti per il concerto dei Trapnest, due posti in prima fila, e Nana accetta di accompagnarla, e poi finalmente arriva il debutto ufficiale dei Blast - il più bel debutto del più bel gruppo punk mai visto in un manga! – e rivediamo anche Misato, la groupie storica del gruppo e grande amica e fan accanita di Nana. E finalmente Hachi, grazie a Misato comincia a scoprire il passato di Nana e Ren, il fatto che una volta era Ren a suonare nei Blast… finalmente fa due più due, si rende conto che il fatto che Yasu e Nana non le avessero mai rivelato che conoscevano Ren, anche se avevano parlato di lui molte volte, doveva significare qualcosa, connette questo al tatuaggio del fiore di Ren sul braccio di Nana, e i suoi sospetti sono confermati da Nobu… così, da questo momento, per lei portare Nana al concerto dei Trapnest diventa una missione assegnatale dal destino. E Nana la accompagna, non cambia idea. E quando a un certo punto Hachi ha il coraggio di chiederle se è ancora innamorata di Ren, e il silenzio di Nana vale più di mille risposte… come vale più di mille rispose vedere Nana che, la mattina del concerto, fuma le sigarette preferite di Ren, o le sue lacrime quando Ren appare sul palco…

Questo famoso concerto ci porta dietro le quinte, a conoscere i Blast : vediamo finalmente il famoso Takumi che piace tanto a Hachi, conosciamo la bellissima Reira – per la quale, non mi dite niente, ho sempre provato un’antipatia istintiva – e apprendiamo da Takumi che Ren, cosa senza precedenti, aveva sbagliato una canzone… e noi sappiamo che lo ha fatto perché, nonostante i riflettori e la confusione, deve aver visto Nana, e vederla deve averlo colpito… e infatti Ren chiama Yasu, e Yasu gli dà il numero di telefono di Hachi, e qui il mio cuore da diciassettenne e quello delle mie amiche si sciolsero : quante volte un ragazzo al quale piacevamo o con il quale le cose erano andate male aveva provato a contattarci sul cell di un’amica… ora non capisco tanto entusiasmo, ma allora ci sembrò una cosa molto romantica! Per non parlare di quando Nana, tosta come sempre, quando sente che Ren voleva chiamarla si fa dare il suo numero e lo chiama lei o la scena bellissima in cui Ren la trascina via per sfuggire alle fan e si abbracciano in lacrime… secondo me la Yazawa ha una capacità immensa di esprimere in immagini come quelle, senza parole, tantissimi sentimenti confusi insieme, nostalgia, amore, struggimento, passione, gioia, tristezza. E per un momento, vedendoli parlare, vedendo Nana chiedergli se avrebbe potuto tornare nel loro appartamento, avevo sperato che avrebbero potuto essere felici… E quando Yasu, per spingere Ren a darsi una mossa, lo minaccia di prendersi lui Nana… magari, magari lo avesse fatto!

La povera Hachi che, a forza di concentrarsi su Ren, aveva dimenticato di guardare Takumi, chiede a Nana di farle avere tramite Ren almeno un autografo… e invece Nana vuole ricambiare tutto quelle che l’amica aveva fatto per lei e le fa una sorpresa che la fa piangere di felicità : quando Hachi torna a casa è Takumi in persona, il suo idolo, ad aprirle la porta e a augurarle in benvenuto. Non potevamo saperlo, ma momento - con Nana che è tornata con Ren e Hachi che ha incontrato Takumi - è un punto di non ritorno, che da quella sera le cose cambieranno per sempre per tutti.

E, visto che è entrato ufficialmente nella vita di Hachi e Nana, parliamo di Takumi. Io Hachi la capisco. Lei di Takumi era innamorata ancora prima di conoscerlo e lui era anche il suo idolo : sentimenti del genere sono difficili da contrastare, anche se il prescelto non se ne rivela degno. In quello che Hachi prova per lui si uniscono tante cose : l’amore per un uomo sfuggente e sexy,  la gioia per un sogno irrealizzabile che si è realizzato, l’orgoglio per essere riuscita in qualcosa di impossibile, la sensazione di vivere una favola, l’euforia per essere stata con una star, con un cantante famoso, e l’attrazione fisica per un uomo bello e che ci sa fare. E così si emoziona semplicemente per averlo in casa, per ogni minima conversazione stupida, per una telefonata, per un passaggio in macchina… Inoltre quello per lei era un periodo di vuoto, in cui cercava qualcosa che desse un senso alle sue giornate e, soprattutto, che la avvicinasse al mondo di Nana… insomma, ci sta. Era destino. E va a suo onore che ci sta consapevolmente, sapendo che Takumi era un donnaiolo, che non ne sarebbe venuto niente oltre una notte e via, che Takumi non l’avrebbe nemmeno mai richiamata… ma insomma, siamo tutte adulte progredite e mature : sono cose che capitano. E anzi non capisco perché la povera Hachi si senta così in colpa e si giudichi superficiale e stupida : aveva 20 anni, non aveva un ragazzo, non faceva del male a nessuno. Ma non è la prima volta che Hachi è ingiustamente severa con se stessa. Il destino di una ragazza fantasiosa e romantica come Hachi è stato deciso nel momento stesso in cui si è ritrovata in soggiorno quello che per lei era un personaggio immaginario. Per fortuna poi si cresce e si cominciano a cercare altre cose, ma la povera Hachi non ha potuto… ma di questo parleremo la prossima settimana!

Intanto, come osserva Hachi, il destino dei Blast sembra indissolubilmente legato a quello dei Trapnest : nella cena a casa delle Nana a cui partecipano Ren, Takumi, Yasu e Nobu scopriamo non solo che tutti loro si conoscevano da piccoli, ma soprattutto che Yasu e Reira erano stati insieme, e che si erano lasciati perché lui aveva deciso di sacrificare la sua carriera musicale per studiare legge. Di Reira sicuramente avrò occasione di parlare nei prossimi numeri, ma ripeto : già allora non mi piacque quella boccolona tutta leziosa e perfettina che tutti si coccolano… col tempo ho scoperto che anche lei ha una sua storia e un suo perché, ma non sono mai riuscita a liberarmi di questa prima impressione e perciò sono curiosa di leggere altre opinioni su di lei.

Concludo il commento dei primi dieci numeri parlando di Hachi, perché ormai su di lei abbiamo saputo le cose più importanti. Del suo rapporto con Nana parlerò la settimana prossima, quando la loro amicizia dovrà affrontare le prime difficoltà.

Quando lessi Nana per la prima volta, il mio personaggio  preferito era Nana Osaki, ma ora dopo la rilettura tutto il mio affetto va a Hachi, un personaggio tenerissimo che a un certo punto si trova coinvolta in qualcosa di più grande di lei e che però non rinuncia mai alla ricerca della felicità. Ma, come ho notato negli anni, Hachi è un personaggio facile da fraintendere. Ricordo quanto mi arrabbiassi sentendola definire una ragazza facile, superficiale, che affronta la vita in maniera irresponsabile, pensando solo ai negozi, ai vestiti, ai capelli, a circondarsi di oggettini graziosi, e persa dietro ai bei ragazzi, così che fonda le sue storie d’amore più sull’apparenza che sulla sostanza. Da un lato non si può negare che ci sia una parte di che corrisponda a questa descrizione, ma innanzitutto non si deve dimenticare che quando la storia comincia Hachi è una ragazzina : forse per certi versi è più immatura della sua età, ma fondamentalmente Hachi è una persona buonissima e, soprattutto, bisognosa di affetto e di sicurezza. Quello che cerca davvero è qualcosa che possa motivarla e riempirla di entusiasmo, ma non sa come ottenere qualcosa del genere e quindi passa da errore a errore. E poi è una ragazza che sta appena imparando a conoscere se stessa, che ha dentro di sé sogni immensi e un’immensa voglia di vivere che però non sa come esprimere, e da questo derivano i suoi rapporti con l’altro sesso, le sue cotte esagerate e le sue storie d’amore disastrose, le sue aspirazioni confuse, i suoi capricci e anche un sottofondo di tristezza che si porta dentro. Incostante in amore, non solo per colpa sua ma anche per colpa dei partner che si trova, tutti apprezzabili di per sé ma difficili da immaginare come metà di una coppia, nel manga però è l’unica a credere con forza nell'amicizia e a non perdere mai la speranza che lei, Nana e la loro piccola famiglia di amici alla fine potessero essere felici tutti insieme. Circondata da personaggi straordinari, eccezionali, pieni di pregi e di talento ma dal passato e dalla vita sentimentale tormentata, Hachi può non avere doti particolari tranne il suo sorriso e la sua dolcezza, ma è proprio il suo carattere affettuoso a renderla il perno del gruppo e una persona di cui gli altri non possono fare a meno.


Rileggendo, poi mi sono accorta di un’altra cosa : dovevamo capirlo fin dal primo numero che le cose sarebbero finite male, che tutta la storia è un flashback! Tutte le volte in cui Hachi dice “Ricordi Nana” e descrive dei momenti del loro passato, quando si erano incontrate per la prima volta, quando sedevano insieme a guardare il fiume… a un certo punto si capisce che quella che stiamo vedendo è una storia già avvenuta, che Hachi sta raccontando, e che nel futuro in cui Hachi racconta lei e Nana sono divise. E infatti anche nei momenti più allegri ci sono accenni struggenti e immagini piene di poesia, malinconia e tristezza, che fanno presagire che le cose cambieranno… 

Ma stay tuned, ne parliamo fra una settimana!! Il calendario è questo : 



E correte a leggere anche i post degli altri partecipanti : 
il post di Clacca
il post di Silvia
il post di Kassandra

7 commenti:

  1. hai scritto un commento meraviglioso! mi sono emozionata a leggerlo anche se ho da poco finito la rilettura del manga XD
    quoto su tutto, sopratutto sulla differenza dalle sensazioni di oggi e quelle di dieci anni fa. adesso capisco molto più hachi e la apprezzo un sacco, mentre prima la mia attenzione era tutta per nana, si può dire che è stata una delle più forti cotte da manga della mia vita (con nana l'eterosessualità va a farsi benedire XD) al punto che mi sono tagliata i capelli come lei (ebbene sì, li portavo corti) e anche fatta gli stessi piercing (adesso però ne ho qualcuno in più...), avevo persino messo il lucchetto al collo al mio ragazzo dell'epoca (ma lui aveva trovato il modo di toglierselo quando non stava con me, lo stronzo!). ho meditato a lungo sul tatuaggio, non l'ho fatto ma non escludo nulla per il futuro XD
    nana è stata il mio idolo a lungo, l'ho vista sempre come una ribelle, forte, indipendente e volevo essere come lei. adesso mi sembra la creatura più fragile del mondo. l'impressione che mi davano le due nana adesso si è completamente invertita!

    non vedo l'ora di continuare con la lettura e di poter leggere la prossima settimana il tuo post! rileggendolo così, e leggendo i pareri in giro, mi sembra di assimilare ancora di più questa storia, fino all'ultima letterina e goccia d'inchiostro.

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    1. ah, quanti lucchetti abbiamo chiuso sui colli sbagliati!! Ma ora mi sembra dolce anche quel ricordo :) eheh, io i capelli li portavo come Hachi!! anzi, Nana fu uno dei motivi per cui ritornai castana dopo anni da bionda! E durante il giorno vestivo come lei, mentre invece di Nana O. copiavo i vestiti quando andavo a ballare, da qualche parte dovrei averli ancora... mi ricordo che quando arrivò l'anime scoppiò proprio una moda, si vedevano punk e rockettari con lucchetti al collo e accendini Vivienne Westwood ovunque! E ancora per le fumetterie della città girano ragazze con un fiore di Ren tatuato sul braccio... ultimamente l'ho visto su una ragazza di 17 anni e mi sono quasi commossa : la magia continua!
      Nana O. è un personaggio come lady Oscar : ti innamori di lei e basta! Ma mentre prima, quando avevo la loro età, la amavo come Hachi, cioè come hai scritto tu - vedendola come una tipa tosta, fortissima e anticonformista, come un'eroina, e pensando che il suo triste passato la rendesse ancora più cool - ora la capisco e non solo la considero anche io la creatura più fragile del mondo, ma mi rendo anche conto di come la sua fragilità abbia influenzato in negativo la vita di chi si appoggiava a lei, cioè di Ren e Hachi, che credevano di trovarsela sempre come una paladina alle spalle e che invece... Mentre Hachi, da parte sua, anche se sembra solo debole e pucciosa, ha una forza incredibile, è tanto forte che riesce a diventare un perno - lei, ragazza normale - per tutti i personaggi straordinari che le girano attorno. è su di lei che si può sempre contare, è lei che accetta tutti, non giudica mai nessuno, che non si tira mai indietro e che è sempre pronta ad aiutare gli amici.
      Io ho già cominciato a leggere i volumi nuovi : il bello viene ora!! Già domenica prossima ci saranno tantissime cose di cui parlare!!

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    2. e io non vedo l'ora! certo che però, belle fumetterie, io l'accendino di shin l'ho bramato per secoli! se mi capita di riuscire ad andare a lucca lo cercherò!
      l'unica volta che ci sono stata ho preso un solo gadget, ovvero la collana con la chiave dell'appartamento 707 XD la uso ancora!

      io non so se la prossima settimana anticipo di un giorno la pubblicazione, vorrei farlo perché domenica si festeggia un anniversario importante e volevo condividerlo con tutti (anche se non c'entra niente con i fumetti XD) ma non dico niente ancora!

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    3. te l'ho detto, la mia fumetteria era proprio nata come tributo/santuario di Nana!
      che anniversario?!?! festeggiamo anche noi?!

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    4. festeggiamo tutti! con una torta al tonno XD

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    5. allora ho capito di che si tratta XDXD festeggiamo la padroncina della tua stanza, delle tue borse, delle tue scatole...

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  2. (ps: sul blog aggiornerò la lista dei partecipanti non appena becco altri post ^^ quindi se ti va nei prossimi giorni dovresti trovare tutti i link!)

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