«Ricordi Nana…»
È
con grandissima emozione che, grazie all'iniziativa di Clacca, dopo anni è anni, ho ripreso i primo volumi di
Nana, un manga che è diventato storico sia per l’impatto senza precedenti che
ha avuto - i temi rockettari e maturi, il fatto che lo trasmettessero su Mtv e
l’abbigliamento stiloso e figo dei personaggi riuscirono a fare breccia nel
cuore di tantissimi che in quegli anni non leggevano ancora manga – sia,
purtroppo, per la sua burrascosa e sfortunata vicenda editoriale, che si è
conclusa nel modo peggiore possibile, con un’interruzione di anni e la
scomparsa dalla scena della Yazawa : chi la dice molto malata, chi la dice in
preda a un esaurimento nervoso, chi in crisi creativa… ad ogni modo, nell'augurare alla sensei di riprendersi al più presto e di proseguire il suo capolavoro
in un modo che renda giustizia a una storia bellissima e a dei personaggi
indimenticabili, noi ci siamo date alla rilettura di questo manga che per noi,
concluso o no, resterà sempre importantissimo.
Nana è l’unico manga ad essere diventato un
fenomeno di massa anche in ambienti di non lettori di manga, che ha segnato
un’epoca dei manga in Italia e della mia vita, che mi ha portato la gioia di
amicizie basate sulla condivisione di una passione : ricordo i mesi passati con
le mie amiche a fare congetture sulla storia, a cercare di capire gli indizi
disseminati qua e là dalla Yazawa per capire che cosa sarebbe successo, la
gioia quando dopo mesi usciva un volumetto nuovo e la tristezza quando quelle
poche pagine finivano e sapevamo che sarebbero passati mesi prima di leggere il
seguito, quando compravamo l’artbook, i cd, i phone straps, quando uscirono i
dvd, quando la sera vedevamo l’anime su Mtv, quando ci incantavamo, in
fumetteria, a guardare i vestiti e i gioielli ispirati al manga… tutte noi, in quel
periodo, abbiamo chiuso il ciondolo con il lucchetto al collo dei nostri
ragazzi sorridenti, abbiamo risparmiato per comprarci la collana con
l’accendino di Shin, l’anello di Nana, abbiamo ascoltato i Sex Pistols e fumato
le Black Stones, abbiamo indossato gonne scozzesi con le calze a rete le
imitazioni di Vivienne Westwood, e tutte noi abbiamo ancora in casa i bicchieri
con le fragole e tutte noi abbiamo cercato una nostra Nana o una nostra Hachi,
un nostro Nobu, un nostro Ren o un nostro Takumi…
Rileggere
i primi numeri è stata un’esperienza molto dolce e divertente, quasi
commovente, perché in pratica è stato come leggerli per la prima volta : tante
cose le avevo dimenticate, di altre avevo ricordi imprecisi e confusi, alcuni
personaggi secondari li aveva proprio rimossi. Ma è bastato aprire il volume
uno e rileggere le prime parole, «La città in cui sono nata… è circondata dalle
montagne» per ritrovarmi in un mondo che avevo amato da ragazzina e che amo
ancora ora, da adulta, la storia di due ragazza della stessa età, con lo stesso
nome, Nana, diversissime in tutto, ma il cui incontro, voluto dal destino (o
dal demone celeste) farà nascere un’amicizia bellissima a darà origine a una
serie di eventi che muteranno la vita loro e di tutti i loro amici,
influenzando le loro aspirazioni, le loro storie d’amore e i loro sogni e
intrecciando indissolubilmente il loro futuro alla carriera di due gruppi
musicali emergenti, i Blast e i Trapnest.
Nana non è un semplice shoujo, è una storia
d’amore, di crescita, di perdita e di maturazione, un’opera matura, vivida,
reale e drammatica, popolata da personaggi dotati di un carisma e di un fascino
incredibili, le cui storie si intrecciano in una trama appassionante e
coinvolgente, piena di dolcezza e di humor ma che non si ritrae dall'esplorare anche il lato oscuro dei rapporti umani. Più che un manga, Nana è un mondo, un’opera
a cui non si può restare indifferenti : infatti è uno dei pochi manga che o si
ama o si odia, che suscita sentimenti forti.
E
come non soffermarsi, poi, sui disegni della Yazawa, disegni davvero
strepitosi, così dettagliati da sembrare delle fotografie, realistici e moderni
ma di un’opulenza quasi barocca e che fanno da sfondo a un character design
accuratissimo per ogni personaggio. Ritroviamo il tratto undeground e pop della
Yazawa, le figure magrissime e artistiche che l’hanno resa famosa, dal fisico
androgino e il volto espressivo, il cui look è curatissimo fin nei minimi
particolari in modo quasi maniacale. Questa attenzione alla moda, a un look
alla moda e stravagante, appariscente, è tipica di tutte le sue opere e qui è
usata per rappresentare con immediatezza a livello visivo il carattere delle
due protagoniste : Hachi veste alla moda, con graziosissimi abitini vintage
molto femminili e romantici, mentre Nana è cool con le sue giacche di pelle, il
trucco pesante e dark, i suoi corpetti provocanti, i suoi gioielli borchiati,
un look in cui numerosi tributi a Vivienne
Westwood si mescolano a citazioni del mondo della musica, ai Sex Pistols in particolare. E la stessa
attenzione è dedicata all'abbigliamento di tutti, dagli abiti fra il classico e
l’eccentrico di Reira alle mise fra l’infantile e il bondage di Shin. Per non
parlare poi degli interni e degli arredamenti, caratterizzati da un mix fra lo
stile giapponese tradizionale, il vintage e uno stile occidentale classico,
oppure dei disegni che raffigurano la moderna metropoli di Tokyo e luoghi che
davvero esistono, come il Jackson Hole… insomma, tanto per cominciare Nana
è una gioia per gli occhi!
La
trama la conosciamo tutti, ma farò lo stesso un riassunto per i passantii. Conosciamo
subito la prima delle due Nana, Nana
Komatsu, che frequenta l’ultimo anno di liceo e sta affrontando una brutta
delusione d’amore, una storia molto intensa con un uomo sposato, consolata
dalla sua migliore amica, Junko. Fin
dalle prime pagine emergono situazioni che saranno constanti nel manga : Nana
emerge da una storia d’amore andata male e Jun, che anche se ha la sua stessa
età è infinitamente più matura di lei, la consola con affetto e ironia e
intanto progetta il suo futuro, con Nana attaccata alla sua gonna come una
bambina! Allegra, emotiva, buffa e un po’ infantile, sempre in preda a cotte
esagerate quanto passeggere, in grado di alternare momenti di maturità adulta
ad altri di pucciosità totale, Hachi – da ora per comodità la chiamo con il suo
soprannome – non ha da subito un carattere ben definito né aspirazioni precise.
A 17 anni sogna di
vivere un amore drammatico e romantico come nei film, ma per il resto ha sogni
e aspirazioni convenzionali ma molto confusi : vuole un bel matrimonio ma anche
vivere una passione travolgente, vuole una bella casetta con il giardino, abiti
e accessori carini e oggetti graziosi, ma vuole anche realizzarsi e trovare la
sua strada… Circondata da un lato da amici con aspirazioni artistiche precise e
pieni di determinazione a ambizione e dell’altro da un allegrissima e
borghesissima famiglia normale, Hachi si sente divisa fra questi due mondi e
ammette senza problemi che non ha la minima idea di cosa fare del suo futuro.
Soprattutto, cosa che ho notato solo ora, rileggendo, la povera Hachi è
circondata da personaggi che non fanno altro che farla sentire in colpa per
tutto quello che fa!! Non so come poteva essermi sfuggito, ma davvero tutti
attorno a lei non fanno altro che sgridarla, che ripeterle quanto sia vuota,
superficiale, debole, tanto che Hachi se ne convince davvero, nei numeri
successivi non fa altro che rimproverarsi da sola per la sua unica colpa,
essere una normalissima ragazza sulla ventina… ci credo che con l’autostima
ridotta ai minimi termini poi finisca… ma non anticipiamo!
Nel
primo numero compare anche un personaggio che avevo completamente rimosso : Shoji, il primo ragazzo “serio” di
Hachi, quello che secondo lei dovrebbe dare una svolta alla sua vita
sentimentale, quello con il quale cerca di instaurare un rapporto adulto, e che
in effetti per lei è abbastanza importante e la spinge a dare una svolta alla
sua vita : sia lui che Jun che il suo nuovo ragazzo, Kyosuke, sono intenzionati a sostenere l’esame di ammissione per
l’Accademia artistica e trasferirsi a Tokyo. Questo per un po’ manda Hachi in
crisi : sta per perdere i suoi amici – e in un modo o nell'altro a Tokyo riescono
ad andare tutti e tre – e non ha idea di come fare per raggiungerli… ma alla
fine, rivelando un’energia insospettata, accetta di separarsi da Shoji per un
anno, di mantenere con lui una storia a distanza e di lavorare seriamente per
poterlo raggiungere.
Completamente
diversa è la storia di Nana Osaki.
Anche lei, dopo aver a lungo lavorato per poterselo permettere, è in procinto
di trasferirsi a Tokyo, ma a differenza di Hachi lì non troverà ad attenderla
degli amici e un fidanzato, né, come Hachi, lascia una famiglia. Non sa chi è
suo padre e sua madre la abbandonò quando era bambina, lasciandola a una nonna
severa. A causa del suo aspetto a scuola finì per farsi espellere perché
accusata (falsamente) di prostituirsi e questo la rese un tipo ancora più duro
e solitario, un gatto randagio. Ma quando la conosciamo noi sembra essersi
ripresa dal suo triste passato : è la cantante di un gruppo abbastanza famoso,
i Blast, ha tanti fan, si dedica al
canto, la sua passione, e vive con il suo ragazzo, Ren, il chitarrista del gruppo. Anche Ren ha un passato difficile :
appena nato era stato abbandonato nei magazzini del porto, era cresciuto in un
istituto e da adulto era ritornato a vivere al porto, non rinnegando le sue
origini. Per il loro passato simile e per la loro passione per la musica lui e
Nana sono la coppia ideale, insieme sono felici e stanno proprio bene : infatti
mi ha fatto venire una nostalgia e una tristezza incredibile vedere il periodo
più felice di Nana e Ren, quando vivevano e suonavano insieme, quando Nana gli
chiude il ciondolo con il lucchetto al collo, il racconto romantico del loro
primo incontro fatto da Ren, che ricorda perfino il vestito rosso di Nana, i
suoi modi duri e sexy… si vede che Nana era felice, finalmente aveva la sensazione
di aver trovato una casa. Ma non è così. “Io andrò a Tokyo. Quindi sentiti
libera di vivere come preferisci” : chi non è rimasta malissimo leggendo queste
parole di Ren, scoprendo che avrebbe abbandonato Nana e i Blast per suonare con
un altro gruppo, i Trapnest? Per
Nana è un colpo terribile, ma reagisce con forza e dignità e riesce perfino a
salutare Ren alla stazione, una scena tristissima e splendida. Di una storia a
distanza nel suo caso non se ne parla : sa di non essere in grado di portare
avanti un rapporto fra telefonate e lettere, senza contatto fisico… In fondo
Nana lo capisce : Ren aveva troppo talento per restare in una misera cittadina
ed è Yasu stesso, il fondatore e il
batterista del gruppo, a spingerlo a tentare la sorte a Tokyo. Si sente più
tradito Nobu, un altro membro del
gruppo, che si rende conto che i Blast erano appena nati e senza Ren non
avevano futuro, era stato proprio lui a fondarli e sul gruppo avevano riposto
tutte le loro speranze. Ma è Nana che perde tutto, amore e musica.
È
interessante vedere che le due Nana hanno
lo stesso motivo per non trasferirsi a Tokyo : non pesare sui loro fidanzati,
non dipendere da loro economicamente ed emotivamente, sia per non diventare una
palla al piede sia soprattutto per non cedere alla tentazione di ridursi al
ruolo di casalinghe che aspettano il marito a casa, senza fare niente per il
proprio futuro, per realizzarsi. Eppure anche Nana, che sembra così fredda e
determinata, non è infondo tanto diversa da Hachi : non dimenticherò mai quando
dice “Eppure per quelli come noi, che non hanno una famiglia, costruirsi una
casa e vivere sereni è ancor più necessario che realizzare i nostri sogni”,
perché esprime tutta la sua essenza.
Ma
per i suoi vent'anni come Hachi anche lei decide di regalarsi un biglietto per
Tokyo. E sul quel treno si incontrano, un incontro voluto dal destino. Hachi è
subito affascinata dall’aura
particolare e l’aplomb di Nana, in confronto alla quale lei sembra una bambina,
e nel treno bloccato dalla neve, socievolissima come sempre, le racconta
praticamente tutta la sua vita. Alla stazione Hachi corre dal suo comitato di
accoglienza, e Nana, che come bagaglio aveva solo la sua chitarra e le
sigarette, se ne va, sola, senza nemmeno salutarla. Per un po’ quindi seguiamo
nella sua avventura cittadina Hachi, che dopo la gioia di aver ritrovato Shoji
e i suoi amici ora deve lottare per ottenere la sua indipendenza. E da questo
momento in poi il manga diventa davvero un tour per una Tokyo diversa dalla sua
immagine ufficiale, una Tokyo abitata da “fuori sede”, fatta di appartamenti in
affitto, ricerche di lavoretti, agenti immobiliari, agenzie di collocamento… e
tutto è trattato in modo adulto e realistico, tanto che sembra davvero di
essere lì. E nella ricerca della casa il demone celeste ci mette il suo zampino
: nella sua ricerca di un tetto, Hachi si trova in un appartamento splendido,
in un raffinato palazzo antico in stile occidentale, l’appartamento 707, al
settimo piano, con vista sul fiume e sul verde… e in quell'appartamento perfetto Hachi ritrova Nana. Tutte e due vogliono affittare quella casa e alla
fine decidono di prenderlo insieme, di diventare coinquiline, sebbene fossero
praticamente due sconosciute. Ma fra loro subito era scattato qualcosa di
speciale, si erano trovare più che incontrate.
Comincia
così quella che col senno di poi è la parte più felice della storia la convivenza nel mitico appartamento
707, tutte le gag e le scenette di una vita quotidiana che va alla grande, le
tappe di un’amicizia splendida fra due ragazze diversissime che però insieme
stanno bene, si divertono, si aiutano… Hachi, con tutta la sua vitalità e
luminosità, con i suoi capricci e la sua dolcezza, subito si fa strada nel
cuore di Nana, la diverte e le fa compagnia, e Nana le dà la sicurezza di cui
ha bisogno. Nel quarto numero poi c’è uno dei miei pezzi preferiti : il giro
per negozi!! Alzi la mano chi non ha
sognato di farsi un lungo giro nel Tutto
a 100 yen o da Sabrina, il
negozio vintage, dove Hachi trova addirittura lavoro e dove comprano tutti quei
pezzi d’arredamento anni ’70-80’ che stanno benissimo nel loro appartamentino!
In questa parte comprano i famosi bicchieri con le fragole, perché per Hachi
avere una cosa uguale rafforza il loro legame, e qui nasce il soprannome di
Hachi, nonché una delle più veritiere descrizioni del suo carattere : Hachi è
davvero una cagnolino, si affeziona subito e per sempre, è obbediente e docile,
ama giocare, ma richiede tante cure e attenzioni. A Nana però piace questo
aspetto del suo carattere e la loro convivenza comincia sotto il segno
dell’allegria. Ma poi Hachi, non volendo, dà un colpo al cuore a Nana quando va
a comprare il nuovo cd dei Trapnest, facendola trovare di fronte a un poster a
grandezza naturale di Ren… e ricordo che già quando lo lessi per la prima volta
notai che Ren indossava ancora il lucchetto al collo, e che il mio romantico
cuore di diciassettenne gioì! Ed è tenerissima la scena in cui Hachi canta le
lodi di tutti i membri del gruppo tranne Ren finché Nana, tutta arrabbiata, non
le chiede di “lui”, il chitarrista, per poi scoppiare a ridere quando Hachi le
dice che le è antipatico! E quella frase di Hachi, “Io sono una gran fan di
Takumi, il bassista”… ah, se allora avessimo potuto immaginare! Per giunta quel
poster Hachi se lo porta a casa a pone a Nana una domanda innocente, senza
rendersi conto di sconvolgerla : vuole accompagnarla al concerto dei Trapnest? Cosa
importantissima, Hachi ignora tutto del passato di Nana e continua a fare queste
gaffe incredibile, come quando Nana la deve spiegare che sul braccio ha tatuato
un fiore di Ren… Ma non c’è tempo per occuparsi del concerto, perché intanto
arrivano nuovi personaggi.
Già
dal terzo volume ritorna Yasu : anche lui è a Tokyo per sbrigare tutte le
pratiche amministrative di Nana. Emerge da subito il loro rapporto speciale :
Nana, che è una tipa tosta, abituata ad avere cura di sé e a non affidarsi a
nessuno, si fida solo Yasu, e lui è l’unico che riesca ad avere cura di lei,
facendole nello stesso tempo da amico e da tutore, da compagno e da
consigliere. Yasu da sempre è uno dei miei personaggi preferiti… e sicuramente
è il mio personaggio maschile preferito. Ha più o meno la stessa età degli
altri, ma è più maturo, è circondato da un’aura di savoir-faire e autorevolezze
ed è un personaggio che ispira da subito fiducia, è gentile e affidabile, dà
subito l’idea di essere la roccia alla quale gli altri possono appoggiarsi in
ogni momento… senza contare il fascino intramontabile dell’uomo pelato, in
giacca e cravatta ma occhiali da sole e piercing… insomma, è sexy, anche quando
sta fermo e zitto.
Nel
quarto volume poi anche Nobu sbarca a Tokyo e Hachi lo invita a dormire da loro
: ah, se avessimo potuto sapere… !!! Nobu comunque nel loro gruppo ci crede
ancora e, a quanto pare, anche Yasu, che incoraggia Nana ad ascoltare un brano
composto da Nobu. Per la prima volta Nana si commuove e per la prima volta
Hachi la sente cantare e noi e lei la vediamo sprigionare la sua magia e il suo
carisma lì, in piedi sul tavolo, con un cellulare per microfono e la luna come
riflettore, una scena indimenticabile e bellissima. Nasce in Nana un nuovo
scopo : sfondare nel mondo della musica per confrontarsi con Ren allo stesso
livello. Così, supportati da Hachi, Nobu e Nana cominciano a progettare la
resurrezione di Blast e si mettono alla ricerca di un bassista e di un
chitarrista… e così arriva Shin!!
Attirato dal volantino di Hachi, le appare nel negozio questo ragazzino
bellissimo, troppo bello per essere vero, presunto diciottenne ma in realtà
quindicenne, con un curriculum palesemente falsificato, una faccia da
innocentino, modi carinissimi che lo fanno sembrare ancora più giovane e un
modo di suonare il basso perfetto e stranamente familiare… infatti, quando Nana
gli chiede chi è il suo chitarrista preferito, risponde entusiasta “Ren
Honjo!!” : è destino, e così Nana lo ingaggia facendogli promettere che sarebbe
diventato più bravo di Ren. Ora posso parlarne con freddezza perché so già che
succederà, ma quando lessi Nana per la prima volta ricordo che
questo fatto del gruppo musicale, la ricerca dei nuovi membri del gruppo, la
mancanza del bassista, i provini ecc. mi presero molto, e che fui entusiasta
quando, alla fine, ai risorti Blast si riunì l’unico batterista degno, Yasu,
apparso alla porta di Nana con le valige e le bacchette in mano, sia in memoria
del passato, sia perché ormai era fatta, era diventato un personaggio fisso!
Intanto
Hachi ha altri problemi : riempire la sua stanza di oggettini e mobili deliziosi
e il suo guardaroba di abitini meravigliosi è sicuramente stato una gioia per i
nostri occhi, ma l’ha ridotta al verde, e deve arrangiarsi come può con
lavoretti, prestiti e “elemosina” dagli amici. E la domanda viene spontanea : e
Shoji? Che fine ha fatto il motivo per cui Hachi è a Tokyo? Con Shoji le cose
non vanno bene… compare
la “Sachiko virtuale”, una ragazza immaginaria con la quale, nell'immaginazione di Hachi, Shoji ha una relazione… ma ormai lo sentiamo che la vita di Hachi sta
prendendo direzioni diverse, che ora che ha Nana, Nobu e Yasu gli amici del
paesino passano in secondo piano e che Shoji sta pian piano passando a
personaggio secondario… e quando nel ristorante in cui lavora compare davvero
una Sachiko, una ragazzina
adorabile, timida e graziosissima che Shoji comincia ad accompagnare al treno,
sappiamo che è solo questione di tempo. E non lo dico solo ora, col senno di
poi : anche quando lo lessi per la prima volta Shoji non mi convinceva come
ragazzo di Hachi e speravo che a Tokyo avrebbe incontrato qualcun altro… ah, se
solo avessi saputo! E comunque, Sachiko a parte, Shoji non è stupido, lo
capisce subito che per Hachi ormai lui viene dopo Nana. Non so fino a che punto
si possa dire che Hachi si sia comportata male con lui, ma sia allora che ora
la giustifico perché il suo atteggiamento nei confronti di Shoji deriva dal
fatto che fin dall’inizio non ne era veramente innamorata. Ad ogni modo, il
tradimento di Shoji e la sua scoperta cementano ancora di più il legame fra
Hachi e Nana : è bellissima la scena in cui lo aspettano insieme, lo vedono con
Sachiko e Nana vuole picchiarlo, e poi la sera, a casa, lei a Hachi dormono
abbracciate… chi non vorrebbe un’amica così, pronta a fare da paladina?!
Intanto
il destino stringe e Shoji è presto dimenticato : a Hachi arrivano i biglietti
per il concerto dei Trapnest, due posti in prima fila, e Nana accetta di
accompagnarla, e poi finalmente arriva il debutto ufficiale dei Blast - il più
bel debutto del più bel gruppo punk mai visto in un manga! – e rivediamo anche Misato, la groupie storica del gruppo e
grande amica e fan accanita di Nana. E finalmente Hachi, grazie a Misato
comincia a scoprire il passato di Nana e Ren, il fatto che una volta era Ren a
suonare nei Blast… finalmente fa due più due, si rende conto che il fatto che
Yasu e Nana non le avessero mai rivelato che conoscevano Ren, anche se avevano
parlato di lui molte volte, doveva significare qualcosa, connette questo al
tatuaggio del fiore di Ren sul braccio di Nana, e i suoi sospetti sono
confermati da Nobu… così, da questo momento, per lei portare Nana al concerto
dei Trapnest diventa una missione assegnatale dal destino. E Nana la
accompagna, non cambia idea. E
quando a un certo punto Hachi ha il coraggio di chiederle se è ancora
innamorata di Ren, e il silenzio di Nana vale più di mille risposte… come vale
più di mille rispose vedere Nana che, la mattina del concerto, fuma le
sigarette preferite di Ren, o le sue lacrime quando Ren appare sul palco…
Questo
famoso concerto ci porta dietro le quinte, a conoscere i Blast : vediamo
finalmente il famoso Takumi che
piace tanto a Hachi, conosciamo la bellissima Reira – per la quale, non mi dite niente, ho sempre provato
un’antipatia istintiva – e apprendiamo da Takumi che Ren, cosa senza
precedenti, aveva sbagliato una canzone… e noi sappiamo che lo ha fatto perché,
nonostante i riflettori e la confusione, deve aver visto Nana, e vederla deve
averlo colpito… e infatti Ren chiama Yasu, e Yasu gli dà il numero di telefono
di Hachi, e qui il mio cuore da diciassettenne e quello delle mie amiche si
sciolsero : quante volte un ragazzo al quale piacevamo o con il quale le cose
erano andate male aveva provato a contattarci sul cell di un’amica… ora non
capisco tanto entusiasmo, ma allora ci sembrò una cosa molto romantica! Per non
parlare di quando Nana, tosta come sempre, quando sente che Ren voleva
chiamarla si fa dare il suo numero e lo chiama lei o la scena bellissima in cui
Ren la trascina via per sfuggire alle fan e si abbracciano in lacrime… secondo
me la Yazawa ha una capacità immensa di esprimere in immagini come quelle,
senza parole, tantissimi sentimenti confusi insieme, nostalgia, amore,
struggimento, passione, gioia, tristezza. E per un momento, vedendoli parlare,
vedendo Nana chiedergli se avrebbe potuto tornare nel loro appartamento, avevo
sperato che avrebbero potuto essere felici… E quando Yasu, per spingere Ren a
darsi una mossa, lo minaccia di prendersi lui Nana… magari, magari lo avesse
fatto!
La
povera Hachi che, a forza di concentrarsi su Ren, aveva dimenticato di guardare
Takumi, chiede a Nana di farle avere tramite Ren almeno un autografo… e invece
Nana vuole ricambiare tutto quelle che l’amica aveva fatto per lei e le fa una
sorpresa che la fa piangere di felicità : quando Hachi torna a casa è Takumi in
persona, il suo idolo, ad aprirle la porta e a augurarle in benvenuto. Non
potevamo saperlo, ma momento - con Nana che è tornata con Ren e Hachi che ha
incontrato Takumi - è un punto di non ritorno, che da quella sera le cose
cambieranno per sempre per tutti.
E,
visto che è entrato ufficialmente nella vita di Hachi e Nana, parliamo di
Takumi. Io Hachi la capisco. Lei di Takumi era innamorata ancora prima di
conoscerlo e lui era anche il suo idolo : sentimenti del genere sono difficili
da contrastare, anche se il prescelto non se ne rivela degno. In quello che
Hachi prova per lui si uniscono tante cose : l’amore per un uomo sfuggente e
sexy, la gioia per un sogno
irrealizzabile che si è realizzato, l’orgoglio per essere riuscita in qualcosa
di impossibile, la sensazione di vivere una favola, l’euforia per essere stata
con una star, con un cantante famoso, e l’attrazione fisica per un uomo bello e
che ci sa fare. E così si emoziona semplicemente per averlo in casa, per ogni
minima conversazione stupida, per una telefonata, per un passaggio in macchina…
Inoltre quello per lei era un periodo di vuoto, in cui cercava qualcosa che
desse un senso alle sue giornate e, soprattutto, che la avvicinasse al mondo di
Nana… insomma, ci sta. Era destino. E va a suo onore che ci sta
consapevolmente, sapendo che Takumi era un donnaiolo, che non ne sarebbe venuto
niente oltre una notte e via, che Takumi non l’avrebbe nemmeno mai richiamata…
ma insomma, siamo tutte adulte progredite e mature : sono cose che capitano. E
anzi non capisco perché la povera Hachi si senta così in colpa e si giudichi
superficiale e stupida : aveva 20 anni, non aveva un ragazzo, non faceva del
male a nessuno. Ma non è la prima volta che Hachi è ingiustamente severa con se
stessa. Il destino di una ragazza fantasiosa e romantica come Hachi è stato
deciso nel momento stesso in cui si è ritrovata in soggiorno quello che per lei
era un personaggio immaginario. Per fortuna poi si cresce e si cominciano a
cercare altre cose, ma la povera Hachi non ha potuto… ma di questo parleremo la
prossima settimana!
Intanto,
come osserva Hachi, il destino dei Blast sembra indissolubilmente legato a
quello dei Trapnest : nella cena a casa delle Nana a cui partecipano Ren,
Takumi, Yasu e Nobu scopriamo non solo che tutti loro si conoscevano da
piccoli, ma soprattutto che Yasu e Reira erano stati insieme, e che si erano
lasciati perché lui aveva deciso di sacrificare la sua carriera musicale per
studiare legge. Di Reira sicuramente avrò occasione di parlare nei prossimi
numeri, ma ripeto : già allora non mi piacque quella boccolona tutta leziosa e
perfettina che tutti si coccolano… col tempo ho scoperto che anche lei ha una
sua storia e un suo perché, ma non sono mai riuscita a liberarmi di questa
prima impressione e perciò sono curiosa di leggere altre opinioni su di lei.
Concludo
il commento dei primi dieci numeri parlando di Hachi, perché ormai su di lei
abbiamo saputo le cose più importanti. Del suo rapporto con Nana parlerò la
settimana prossima, quando la loro amicizia dovrà affrontare le prime
difficoltà.
Quando
lessi Nana per la prima volta, il mio personaggio preferito era Nana Osaki, ma ora dopo la
rilettura tutto il mio affetto va a Hachi, un personaggio tenerissimo che a un
certo punto si trova coinvolta in qualcosa di più grande di lei e che però non
rinuncia mai alla ricerca della felicità. Ma, come ho notato negli anni, Hachi
è un personaggio facile da fraintendere. Ricordo quanto mi arrabbiassi
sentendola definire una ragazza facile, superficiale, che affronta la vita in
maniera irresponsabile, pensando solo ai negozi, ai vestiti, ai capelli, a circondarsi
di oggettini graziosi, e persa dietro ai bei ragazzi, così che fonda le sue
storie d’amore più sull’apparenza che sulla sostanza. Da un lato non si può
negare che ci sia una parte di che corrisponda a questa descrizione, ma
innanzitutto non si deve dimenticare che quando la storia comincia Hachi è una
ragazzina : forse per certi versi è più immatura della sua età, ma fondamentalmente
Hachi è una persona buonissima e, soprattutto, bisognosa di affetto e di
sicurezza. Quello che cerca davvero è qualcosa che possa motivarla e riempirla
di entusiasmo, ma non sa come ottenere qualcosa del genere e quindi passa da
errore a errore. E poi è una ragazza che sta appena imparando a conoscere se
stessa, che ha dentro di sé sogni immensi e un’immensa voglia di vivere che
però non sa come esprimere, e da questo derivano i suoi rapporti con l’altro
sesso, le sue cotte esagerate e le sue storie d’amore disastrose, le sue
aspirazioni confuse, i suoi capricci e anche un sottofondo di tristezza che si
porta dentro. Incostante in amore, non solo per colpa sua ma anche per colpa
dei partner che si trova, tutti apprezzabili di per sé ma difficili da
immaginare come metà di una coppia, nel manga però è l’unica a credere con
forza nell'amicizia e a non perdere mai la speranza che lei, Nana e la loro
piccola famiglia di amici alla fine potessero essere felici tutti insieme.
Circondata da personaggi straordinari, eccezionali, pieni di pregi e di talento
ma dal passato e dalla vita sentimentale tormentata, Hachi può non avere doti
particolari tranne il suo sorriso e la sua dolcezza, ma è proprio il suo
carattere affettuoso a renderla il perno del gruppo e una persona di cui gli
altri non possono fare a meno.
Rileggendo,
poi mi sono accorta di un’altra cosa : dovevamo capirlo fin dal primo numero
che le cose sarebbero finite male, che tutta la storia è un flashback! Tutte le
volte in cui Hachi dice “Ricordi Nana” e descrive dei momenti del loro passato,
quando si erano incontrate per la prima volta, quando sedevano insieme a
guardare il fiume… a un certo punto si capisce che quella che stiamo vedendo è
una storia già avvenuta, che Hachi sta raccontando, e che nel futuro in cui
Hachi racconta lei e Nana sono divise. E infatti anche nei momenti più allegri
ci sono accenni struggenti e immagini piene di poesia, malinconia e tristezza,
che fanno presagire che le cose cambieranno…
Ma stay tuned, ne parliamo fra una settimana!! Il calendario è questo :













hai scritto un commento meraviglioso! mi sono emozionata a leggerlo anche se ho da poco finito la rilettura del manga XD
RispondiEliminaquoto su tutto, sopratutto sulla differenza dalle sensazioni di oggi e quelle di dieci anni fa. adesso capisco molto più hachi e la apprezzo un sacco, mentre prima la mia attenzione era tutta per nana, si può dire che è stata una delle più forti cotte da manga della mia vita (con nana l'eterosessualità va a farsi benedire XD) al punto che mi sono tagliata i capelli come lei (ebbene sì, li portavo corti) e anche fatta gli stessi piercing (adesso però ne ho qualcuno in più...), avevo persino messo il lucchetto al collo al mio ragazzo dell'epoca (ma lui aveva trovato il modo di toglierselo quando non stava con me, lo stronzo!). ho meditato a lungo sul tatuaggio, non l'ho fatto ma non escludo nulla per il futuro XD
nana è stata il mio idolo a lungo, l'ho vista sempre come una ribelle, forte, indipendente e volevo essere come lei. adesso mi sembra la creatura più fragile del mondo. l'impressione che mi davano le due nana adesso si è completamente invertita!
non vedo l'ora di continuare con la lettura e di poter leggere la prossima settimana il tuo post! rileggendolo così, e leggendo i pareri in giro, mi sembra di assimilare ancora di più questa storia, fino all'ultima letterina e goccia d'inchiostro.
ah, quanti lucchetti abbiamo chiuso sui colli sbagliati!! Ma ora mi sembra dolce anche quel ricordo :) eheh, io i capelli li portavo come Hachi!! anzi, Nana fu uno dei motivi per cui ritornai castana dopo anni da bionda! E durante il giorno vestivo come lei, mentre invece di Nana O. copiavo i vestiti quando andavo a ballare, da qualche parte dovrei averli ancora... mi ricordo che quando arrivò l'anime scoppiò proprio una moda, si vedevano punk e rockettari con lucchetti al collo e accendini Vivienne Westwood ovunque! E ancora per le fumetterie della città girano ragazze con un fiore di Ren tatuato sul braccio... ultimamente l'ho visto su una ragazza di 17 anni e mi sono quasi commossa : la magia continua!
EliminaNana O. è un personaggio come lady Oscar : ti innamori di lei e basta! Ma mentre prima, quando avevo la loro età, la amavo come Hachi, cioè come hai scritto tu - vedendola come una tipa tosta, fortissima e anticonformista, come un'eroina, e pensando che il suo triste passato la rendesse ancora più cool - ora la capisco e non solo la considero anche io la creatura più fragile del mondo, ma mi rendo anche conto di come la sua fragilità abbia influenzato in negativo la vita di chi si appoggiava a lei, cioè di Ren e Hachi, che credevano di trovarsela sempre come una paladina alle spalle e che invece... Mentre Hachi, da parte sua, anche se sembra solo debole e pucciosa, ha una forza incredibile, è tanto forte che riesce a diventare un perno - lei, ragazza normale - per tutti i personaggi straordinari che le girano attorno. è su di lei che si può sempre contare, è lei che accetta tutti, non giudica mai nessuno, che non si tira mai indietro e che è sempre pronta ad aiutare gli amici.
Io ho già cominciato a leggere i volumi nuovi : il bello viene ora!! Già domenica prossima ci saranno tantissime cose di cui parlare!!
e io non vedo l'ora! certo che però, belle fumetterie, io l'accendino di shin l'ho bramato per secoli! se mi capita di riuscire ad andare a lucca lo cercherò!
Eliminal'unica volta che ci sono stata ho preso un solo gadget, ovvero la collana con la chiave dell'appartamento 707 XD la uso ancora!
io non so se la prossima settimana anticipo di un giorno la pubblicazione, vorrei farlo perché domenica si festeggia un anniversario importante e volevo condividerlo con tutti (anche se non c'entra niente con i fumetti XD) ma non dico niente ancora!
te l'ho detto, la mia fumetteria era proprio nata come tributo/santuario di Nana!
Eliminache anniversario?!?! festeggiamo anche noi?!
festeggiamo tutti! con una torta al tonno XD
Eliminaallora ho capito di che si tratta XDXD festeggiamo la padroncina della tua stanza, delle tue borse, delle tue scatole...
Elimina(ps: sul blog aggiornerò la lista dei partecipanti non appena becco altri post ^^ quindi se ti va nei prossimi giorni dovresti trovare tutti i link!)
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