mercoledì 7 novembre 2012

Szomorú Vasárnap - Rezső Seress



Oggi, a differenza del solito, parliamo di musica, di una canzone che si è guadagnata una fama tritissima, tanto che al mondo è conosciuta come “The Hungarian suicide song”.  Questa canzone è Szomorú Vasárnap, conosciuta nel mondo come Gloomy Sunday, composta dal compositore ungherese Rezső Seress, è ormai diventata una vera e propria leggenda metropolitana : le sue note, infatti, così tristi e struggenti, indurrebbero chi l’ascolta al suicidio. Incuriosita da questa storia, ho ascoltato la canzone nella sua versione originale, in ungherese, e anche nella versione orchestrale : ovviamente sono viva e vegeta, e in più sono davvero felice di poter ascoltare una musica così splendida e commovente, una melodia lenta, malinconica e struggente, che esprime il senso di sconfitta e di disperazione di chi si rende conto di non avere via d’uscita, una sensazione di resa totale e un dolore che, per una volta, non è sublimato, ma sottolineato e acuito dalla perfezione e dalla bellezza della melodia.  Capisco che persone già in qualche modo turbate e depresse abbiano potuto trovare in questa melodia un incoraggiamento a togliersi la vita, perché già dopo le prime note la canzone suona familiare in un modo inquietante, sembra di averla già sentita, perché in quelle note c’è un messaggio che tutti quelli che l’ascoltano colgono, espresso in un linguaggio che noi tutti conosciamo inconsciamente : è una musica che ci parla nella nostra vera lingua segreta, e che ci dice una verità sepolta e dimenticata, allude a una sofferenza innata e universale connaturata all'essere umano. Inoltre indagare su questa canzone mi ha portato a scoprire una lunga storia che comincia fra Parigi e Budapest negli anni ’30 e che include un mondo di poesia e di guerra, un periodo che copre gli anni più drammatici della nostra storia. La canzone infatti fu composta nel 1932, quando il mondo era nel pieno della depressione economica che portò alla Seconda Guerra Mondiale e intanto si godeva quegli ultimi anni di spensieratezza disperata e di una gioia di vivere resa ancora più intensa da un presagio di tragedia che si sarebbe di lì a poco avverato. Soprattutto, per me Szomorú Vasárnap rappresenta a perfezione la magia dell’animo e la cultura ungheresi, dotati di una ricchezza poetica e di un’immagine straordinarie, ma anche di una malinconia oscura e misteriosa.

STORIA DELLA CANZONE
La melodia considerata responsabile di una serie di suicidi che va dagli anni ’30 ai nostri giorni fu scritta in una soffitta a Parigi, in una domenica piovosa e angosciante, dal pianista autodidatta e compositore, Rezső Seress, emigrato da Budapest in cerca di fama artistica, ma presto ridottosi a una vita bohemien. Il suo sogno di diventare un musicista di fama internazionale infatti si era infranto presto e, dopo i suoi numerosi fallimenti musicali, la sua fidanzata, che aveva cercato invano di trovargli dei lavori “normali” e che si era scontrata con la sua aspirazione a essere artista o vagabondo, e alla fine lo lasciò nel 1933. 
Questa rottura fu l’origine della canzone : il giorno dopo Seress cominciò a comporre una melodia malinconica e inquietante, specchio di uno stato di disperazione totale, del suo malessere interiore, del suo senso di sconfitta e fallimento, e proiezione esistenziale della crisi di un mondo sull'orlo del baratro che lui, dotato di sensibilità artistica, percepiva.   La canzone che nacque fu scritta di getto, a matita, su una vecchia cartolina, e poi inviata a vari produttori. Prima che la canzone fosse accettata, Seress ebbe grandi difficoltà a trovare chi supportasse la sua composizione; un produttore, in particolare, la response con queste profetiche parole : «It is not that the song is sad, there is a sort of terrible compelling despair about it. I don't think it would do anyone any good to hear a song like that». Il testo che si diffuse in Ungheria, quello con tematiche più palesemente sentimentali, caratterizzato da un tono più intimo e malinconico, non è però quello originale di Seress, ma quello che il compositore riscrisse in collaborazione con l’amico László Jávor, un poeta decadente all’epoca molto  famoso. 
La versione originale di Seress, pur essendo nata da una sofferenza di natura sentimentale, si basa su questa tematica amorosa solo in apparenza, ma è in realtà una professione di disperazione per la durezza e la crudeltà del mondo moderno e per la sua inarrestabile decadenza. L’intera strofa « It is the end of the world, the end of hope -  Cities are destroyed, shrapnel makes music - The mottled meadow is red from human blood -  Dead bodies lie all over the road - One more time I will say quietly the prayer : Lord, people are fallible and they make mistakes - The world is finished!» sembrano infatti un’inquietante descrizione della Guerra che dopo pochi anni avrebbe travolto l’Ungheria e l’Europa. Gloomy Sunday esprime tutta la disperazione di quel periodo, la consapevolezza della fine di un’epoca e di un mondo e un presagio della follia e della distruzione che si sarebbero abbattute sull’Europa

LEGGENDA METROPOLITANA
Nonostante le parole fossero cambiate, non cambiò però il messaggio profondo della canzone, quello affidato, al di là del testo, a quelle note che Seress aveva intinto di angoscia e disperazione. Infatti, un paio di mesi dopo la sua diffusione, cominciò l’inquietante catena di suicidi che fece nascere la leggenda che la canzone fosse maledetta. La canzone che nacque fu scritta di getto, a matita, su una vecchia cartolina, e poi inviata a vari produttori. Prima che la canzone fosse accettata, Seress ebbe grandi difficoltà a trovare chi supportasse la sua composizione; un produttore, in particolare, la response con queste profetiche parole : «It is not that the song is sad, there is a sort of terrible compelling despair about it. I don't think it would do anyone any good to hear a song like that». Il testo che si diffuse in Ungheria, quello con tematiche più palesemente sentimentali, caratterizzato da un tono più intimo e malinconico, non è però quello originale di Seress, ma quello che il compositore riscrisse in collaborazione con l’amico László Jávor, un poeta decadente all’epoca molto  famoso. La versione originale di Seress, pur essendo nata da una sofferenza di natura sentimentale, si basa su questa tematica amorosa solo in apparenza, ma è in realtà una professione di disperazione per la durezza e la crudeltà del mondo moderno e per la sua inarrestabile decadenza. L’intera strofa « It is the end of the world, the end of hope -  Cities are destroyed, shrapnel makes music - The mottled meadow is red from human blood -  Dead bodies lie all over the road - One more time I will say quietly the prayer : Lord, people are fallible and they make mistakes - The world is finished!» sembrano infatti un’inquietante descrizione della Guerra che dopo pochi anni avrebbe travolto l’Ungheria e l’Europa. Gloomy Sunday esprime tutta la disperazione di quel periodo, la consapevolezza della fine di un’epoca e di un mondo e un presagio della follia e della distruzione che si sarebbero abbattute sull’Europa
Il primo suicidio legato alla canzone si verificò a Budapest all'inizio del 1936 : nella lettera d’addio del calzolaio Joseph Keller la polizia trovò citate le parole della canzone uscita poco tempo prima. In Ungheria abbiamo altri 17 casi simili di suicidi che lasciavano come unica spiegazione una citazione di questa canzone e che si gettavano nel Danubio. La suggestione di massa si spinse a tal punto che in Ungheria la canzone fu vietata sia alla radio che dal vivo. Fra questi ricordiamo Eszter Kis, un avvocato, un cameriere, la cameriera ventitreenne Margit Kovács e l’ufficiale ministeriale László Ledik, tutti giovani, poco più che ventenni, tutti suicidatisi di domenica la stessa canzone una canzone. Una delle vittime fu la stessa fidanzata di Seress : forte del temporaneo successo, il compositore decise di ricontattarla e di tentare una riconciliazione. Pochi giorni dopo la ragazza si avvelenò e lasciò scritto il titolo della canzone nel suo biglietto d’addio. 
La fama inquietante di Gloomy Sunday si diffuse nel resto d’Europa, dove cominciarono a ripetersi gli starni eventi ad essa legati. Perfino il New York Times vi dedicò un articolo : “Hundreds of Hungarians kill themselves under the influence of a song”.  
Una sera, a Berlino un giovane chiese a un’orchestrina di suonarla e poi, tornato a casa, si sparò perché, come lasciò scritto, quella melodia gli era entrata nella testa e lo stava ossessionando, che non riusciva a “spegnerla”. Nella stessa città pochi giorni dopo una commessa si impiccò e nel suo appartamento fu ritrovata una copia del testo della canzone. Anche a Vienna una ragazza si annegò stringendo lo spartito della  canzone. Invece a Roma una giovane, mentre andava in bicicletta sul lungotevere, sentì un vagabondo che la suonava, diede a quest’uomo tutti i soli che aveva e si gettò nel fiume.
Nel  1936 la canzona fu tradotta in inglese a Sam Lewis e dal librettista Desmond Carter; la versione di Lewis, registrata nel 1936 da Hal Kemp e la sua orchestra e cantata da Paul Robertson, fu quella che diffuse la canzone nel mondo anglosassone. La versione di Lewis, rispetto  a quella di Desmond, era molto vicina alla disperazione struggente dell’originale. Ed ecco che a  Londra una donna fu ritrovata morta nel suo appartamento mentre il grammofono trasmetteva, a ripetizione e a tutto volume, Gloomy Sunday; la polizia, chiamata dai vicini allarmati da quella musica, stabilì che la donna si era suicidata con i barbiturici. Dopo altri casi del genere, soprattutto in Inghilterra, la BBC vietò la trasmissione della canzone nelle sue trasmissioni e molti locali pubblici fecero altrettanto. Questo divieto è stato abolito solo nel 2002. In seguito a casi del genere i giornali iniziarono ad occuparsi delle strane morti legate alla canzone.  La leggenda della canzone maledetta, ormai conosciuta in Europa come “la canzone ungherese del suicidio”, si diffuse così tanto che la Chappel & Company decise di diffonderla in America, dove con essa, apparentemente, si diffuse anche la maledizione. Una giovane segretaria di New York si suicidò con il gas e accanto al suo corpo  fu trovato la spartito della canzone : nella lettera che lasciò chiedeva che fosse suonata al suo funerale. Poco  tempo dopo un suo concittadino di 82 anni si lanciò dal settimo piano dopo aver suonato quelle note al pianoforte.
Nonostante ciò, nel 1941 Billie Holiday registrò la versione inglese definitiva di Gloomy Sunday ma, nello stesso anno, la BBC vietò di trasmetterla perché la considerava troppo triste per quel momento storico, quando Londra era sottoposta ai bombardamenti tedeschi.  Anche negli USA un senatore propose di proibirla ma questa sorta di boicottaggio non ostacolò il successo della canzone, che da allora fu inserita nel repertorio abituale di Billie Holiday e di Ray Charles.
Per fortuna, da Billie Holiday in poi, la versione di Gloomy Sunday diffusa nel mondo non è più quella originale, “maledetta”, ma un testo alleggerito, meno cupo e disperato, depurato dai riferimenti al suicidio e ampliato con una strofa finale che suggerisce una nota di speranza, facendo capire che l’estremo gesto è stato solo immaginato.
In questa nuova versione la canzone è diventata un successo internazionale, e i numerosi remake apparentemente hanno annullato la sua aura funesta. Fra i suoi interpreti più famosi ricordiamo Elvis Costello, Louis Armstrong, Sammy Davis Jr, Paul Robeson, Sinead O’Connor, Acker Bilk, Tom Jones, Oscar Peterson, Maurice Chevalier, Josephine Baker, Sarah McLachlan, Heather Nova, Sarah Brighman, Bjork, Diamanda Galas e Emilie Autumn. Esiste anche una versione italiana, cantata da Norma Bruni.
Nel 1984 Gloomy Sunday tornò di nuovo alla ribalta della cronaca quando Ozzy Osbourne fu denunciato dai genitori di un ragazzo che si era suicidato dopo aver ascoltato la sua Suicide Solution.

 Rezső Seress

Rezső Seress, pseudonimo di  Rudolf ("Rudi") Spitzer, nacque in Ungheria nel 1899. Trascorse a Budapest una giovinezza di intensa povertà, durante la quale, mentre imparava a suonare il piano da autodidatta, si manteneva con lavori alle estreme periferie del mondo artistico, arrivando perfino a fare il trapezista in un circo : fu proprio in seguito a un incidente che imparò a suonare il piano con una sola mano, caratteristica che lo distinse negli anni seguenti. All’inizio degli anni ’30 si trasferì a Parigi per perseguire la carriera musicale e, come già detto, conquistò un’inquietante fama con Szomorú Vasárnap. Tornato a Budapest, lavorò per anni al Kispipa, un famoso locale bohemien di Budapest, frequentato da artisti, musicisti e prostitute, visitato e apprezzato, fra gli altri, da  Toscanini, Visconti, John Steinbeck e Louis Armstrong
Durante la Seconda Guerra Mondiale a causa delle sue origini ebree fu deportato dai nazisti in un campo di concentramento in Ucraina, al quale sopravvisse; sua madre, invece, non ce la fece. Dopo la guerra lavorò nel teatro e anche, di nuovo, in un circo. Provò anche a a ritornare alla carriera di compositore, ma non riuscì mai più ad eguagliare il successo di Gloomy Sunday. Il suo inquietante capolavoro lo perseguitò per tutta la vita, tanto da spingerlo a scrivere : «I stand in the midst of this deadly success as an accused man. This fatal fame hurts me. I cried all of the disappointments of my heart into this song, and it seems that others with feelings like mine have found their own hurt in it». Compose altre canzoni, come Fizetek főúr (Waiter, bring me the bill), Én úgy szeretek részeg lenni (I love being drunk), e perfino una canzone per il Partito Comunista Ungherese, Újra a Lánchídon, per commemorare il ponte sul Danubio fra Buda e Pest. Il sentimento più forte della vita di Seress è stato infatti il suo attaccamento alla sua patria, tanto che non andò nemmeno in America a ritirare in banca i soldi dei diritti d’autori per quella che allora era una delle canzoni più famose del mondo. Presto però la sua fiducia nel Partito Comunista e nel suo paese cominciò a venire meno in seguito ai terribili eventi di cui si stava rendendo protagonista, e questa circostanza, insieme alla consapevolezza che la sua carriera musicale era finita senza nemmeno essere realmente cominciata, e insieme alla depressione e al dolore che si portava dietro dai tempi della guerra, lo indusse a una fine in un certo senso prevedibile : nel 1968 Seress provò a suicidarsi gettandosi dalla finestra della sua casa a Budapest : sopravvisse, ma in ospedale si soffocò con una corda.


 FILM

Nel 1999 la canzone ha ispirato il film Gloomy Sunday - Ein Lied von Liebe und Tod del regista Rolf Schübel, una produzione tedesca – ungherese basta sul romanzo di Nick Barkow. Questo film è intenso, struggente e malinconico come la canzone, una storia d’amore e di vendetta sui generis, delicata e triste, sullo sfondo della Budapest degli anni ’30, con i suoi scenari lussuosi e decadenti, e dell’avanzare del nazismo, che mette in scena un drammatico ménage-a-trois che cerca di sopravvivere mentre il mondo si avvia alla tragedia e alla distruzione con una leggerezza e una gioia di vivere che risaltano ancora di più se si pensa all'epoca storica in cui è ambientato il film.  

Il film comincia e finisce nell'epoca moderna. L’imprenditore tedesco Hans Wieck (Ben Becker) festeggia con la sua famiglia il suo ottantesimo compleanno a Budapest, dove era stato durante la seconda Guerra Mondiale, in quello che negli anni ’30 era stato il suo ristorante preferito, Szabo. Dopo aver raccontato alla sua famiglia varie storie di quel periodo, chiede ai musicisti di suonare Szomorú Vasárnap e, ascoltandola, muore, rivolgendo il suo ultimo sguardo alla foto di una donna bellissima. Questa foto è l’artificio che ci porta negli anni ’30, nello stesso ristorante, quando il proprietario del quale,  László Szabo (Joachim Król), ebreo, assume il giovane pianista András (Stefano Dionisi). La donna della fotografia è Ilona (Erika Marozsán), cameriera del ristorante e amante di László, della quale si innamora anche il pianista. Szomorú Vasárnap è scritta da András per il compleanno di Ilona ed esprime quanto la sofferenza si accompagnasse costantemente alla gioia dell’amore.  

Quella stessa sera è anche il compleanno di un’altra persona : il giovane Hans, che si innamora di Ilona e le scatta la fotografia che si vede all'inizio  quelle che sarebbe stata l’ultima cosa che avrebbe visto prima di morire. Dopo averle scattato la foto chiede a Ilona di sposarlo, ma lei rifiuta e lui tenta di suicidarsi gettandosi nel Danubio, per essere però salvato da László. In seguito la canzone viene registrata e diventa famosa, ma la sua melodia malinconica provoca una catena di suicidi che spinge lo stesso András, divorato dai sensi di colpa e dal suo amore difficile per Ilona, a tentare di avvelenarsi. Ilona e László lo salvano e da quel momento comincia un ménage-a-trois rappresentato in toni delicati, struggenti e malinconici, in cui la dolcezza è sempre accompagnata dal presentimento di un dramma incombente e che logora lentamente i tre protagonisti. Il melodramma si trasforma in tragedia con l’irrompere della Storia, che travolge questo delicato e fragile equilibrio : Budapest è conquistata dalla Germania nazista e, insieme alle truppe, ritorna Hans, che ora è un SS assegnato alla deportazione degli ebrei nei campi, ma che usa la sua posizione per salvare gli ebrei più ricchi, autorizzandoli ad emigrare, in cambio di laute cifre. Una notte Hans, con un altro ufficiale nazista, va al ristorante di László e insiste che András suoni Szomorú Vasárnap, pur conoscendo il potere oscuro di quella canzone. András rifiuta, ma Ilona comincia a cantarla, sebbene avesse giurato che non lo avrebbe mai fatto a meno che non fosse stata sola.  

Appena Ilona finisce di cantare, András si spara con la pistola di Hans. Dopo la morte di András, László intesta il ristorante a Ilona per evitare che i nazisti lo confiscassero. Intanto l’Armata Rossa si avvicina e László è arrestato e portato alla stazione, in attesa di essere deportato nei campi. Naturalmente Ilona supplica Hans di salvarlo, e si offre al nazista : sebbene Hans accetti, alla stazione oltrepassa László e salva un altro ricco ebreo.
La parte del film ambientata nel passato si conclude con una bellissima scena in cui Ilona parla alla tomba di András e rivela di essere incinta, non si sa di chi. Nel presente, mentre il mondo piange la morte di Hans, descritto come un eroe che durante la guerra aveva salvato centinaia di ebrei ungheresi, il cameriere del ristorante versa due bicchieri di champagne e ne porta uno a sua madre, Ilona, che sta lavando la fiala del veleno on cui si era ucciso András, e le fa gli auguri per il suo compleanno. 




Ora non ho intenzione di provare a dare spiegazioni sull’effetto che questa musica possa realmente fare sull’animo umano, e se davvero abbia una qualche influenza sulla psiche; quello che però ho percepito facendo ricerche su Gloomy Sunday, sul suo autore, sulla sua storia, sui suoi effetti e sui suoi remake, è che in quelle note delicate e tristi si trova sublimato tutto l’animo del secolo scorso, tutta la malinconia di una nazione solitaria e misteriosa, e sentimenti – anche se negativi - comuni a tutti gli esseri umani. 

Testo originale di  Seress Rezső 
Ősz van és peregnek a sárgult levelek
Meghalt a földön az emberi szeretet

Bánatos könnyekkel zokog az öszi szél

Szívem már új tavaszt nem vár és nem remél

Hiába sírok és hiába szenvedek

Szívtelen rosszak és kapzsik az emberek...



Meghalt a szeretet!



Vége a világnak, vége a reménynek

Városok pusztulnak, srapnelek zenélnek

Emberek vérét
ől piros a tarka rét
Halottak fekszenek az úton szerteszét

Még egyszer elmondom csendben az imámat:

Uram, az emberek gyarlók és hibáznak...



Vége a világnak!


Traduzione in inglese
It is autumn and the yellowed leaves are whirling
All human affection has died on this Earth
The autumn wind sobs with bitter tears
My heart no longer waits or hopes for a new spring
In vain I weep and in vain I suffer
Heartlessly evil and greedy are people
Love is dead!
It is the end of the world, the end of hope
Cities are destroyed, shrapnel makes music
The mottled meadow is red from human blood
Dead bodies lie all over the road
One more time I will say quietly the prayer:
Lord, people are fallible and they make mistakes
The world is finished!




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