Oggi, a
differenza del solito, parliamo di musica, di una canzone che si è guadagnata
una fama tritissima, tanto che al mondo è conosciuta come “The Hungarian
suicide song”. Questa canzone è Szomorú Vasárnap,
conosciuta nel mondo come Gloomy Sunday, composta dal
compositore ungherese Rezső Seress, è ormai diventata una vera e propria
leggenda metropolitana : le sue note, infatti, così tristi e struggenti,
indurrebbero chi l’ascolta al suicidio. Incuriosita da questa storia, ho
ascoltato la canzone nella sua versione originale, in ungherese, e anche nella
versione orchestrale : ovviamente sono viva e vegeta, e in più sono davvero
felice di poter ascoltare una musica così splendida e commovente, una melodia
lenta, malinconica e struggente, che esprime il senso di sconfitta e di
disperazione di chi si rende conto di non avere via d’uscita, una sensazione di
resa totale e un dolore che, per una volta, non è sublimato, ma sottolineato e
acuito dalla perfezione e dalla bellezza della melodia. Capisco che persone già in qualche modo
turbate e depresse abbiano potuto trovare in questa melodia un incoraggiamento
a togliersi la vita, perché già dopo le prime note la canzone suona familiare
in un modo inquietante, sembra di averla già sentita, perché in quelle note c’è
un messaggio che tutti quelli che l’ascoltano colgono, espresso in un
linguaggio che noi tutti conosciamo inconsciamente : è una musica che ci parla
nella nostra vera lingua segreta, e che ci dice una verità sepolta e
dimenticata, allude a una sofferenza innata e universale connaturata all'essere umano. Inoltre indagare su questa canzone mi ha portato a scoprire una lunga
storia che comincia fra Parigi e Budapest negli anni ’30 e che include un mondo
di poesia e di guerra, un periodo che copre gli anni più drammatici della
nostra storia. La canzone infatti fu composta nel 1932, quando il mondo era nel
pieno della depressione economica che portò alla Seconda Guerra Mondiale e
intanto si godeva quegli ultimi anni di spensieratezza disperata e di una gioia
di vivere resa ancora più intensa da un presagio di tragedia che si sarebbe di
lì a poco avverato. Soprattutto, per me Szomorú Vasárnap rappresenta a
perfezione la magia dell’animo e la cultura ungheresi, dotati di una ricchezza
poetica e di un’immagine straordinarie, ma anche di una malinconia oscura e
misteriosa.
STORIA DELLA CANZONE
La melodia considerata responsabile di una serie di suicidi
che va dagli anni ’30 ai nostri giorni fu scritta in una soffitta a Parigi, in
una domenica piovosa e angosciante, dal pianista autodidatta e compositore, Rezső
Seress, emigrato da Budapest in cerca di fama artistica, ma presto ridottosi a
una vita bohemien. Il suo sogno di diventare un musicista di fama
internazionale infatti si era infranto presto e, dopo i suoi numerosi
fallimenti musicali, la sua fidanzata, che aveva cercato invano di trovargli
dei lavori “normali” e che si era scontrata con la sua aspirazione a essere
artista o vagabondo, e alla fine lo lasciò nel 1933.
Questa rottura fu
l’origine della canzone : il giorno dopo Seress cominciò a comporre una melodia
malinconica e inquietante, specchio di uno stato di disperazione totale, del
suo malessere interiore, del suo senso di sconfitta e fallimento, e proiezione
esistenziale della crisi di un mondo sull'orlo del baratro che lui, dotato di sensibilità
artistica, percepiva. La canzone che nacque fu scritta di getto, a matita, su una
vecchia cartolina, e poi inviata a vari produttori. Prima che la canzone fosse
accettata, Seress ebbe grandi difficoltà a trovare chi supportasse la sua
composizione; un produttore, in particolare, la response con queste profetiche
parole : «It is not that the song is sad, there is a sort of terrible
compelling despair about it. I don't think it would do anyone any good to hear a
song like that». Il testo che si diffuse in
Ungheria, quello con tematiche più palesemente sentimentali, caratterizzato da
un tono più intimo e malinconico, non è però quello originale di Seress, ma
quello che il compositore riscrisse in collaborazione con l’amico László Jávor, un poeta decadente
all’epoca molto famoso.
La versione
originale di Seress, pur essendo nata da una sofferenza di natura sentimentale,
si basa su questa tematica amorosa solo in apparenza, ma è in realtà una
professione di disperazione per la durezza e la crudeltà del mondo moderno e
per la sua inarrestabile decadenza. L’intera strofa « It is the end of the world, the end of hope - Cities
are destroyed, shrapnel makes music - The
mottled meadow is red from human blood - Dead
bodies lie all over the road - One
more time I will say quietly the prayer : Lord, people are fallible and they
make mistakes - The world is finished!» sembrano infatti un’inquietante
descrizione della Guerra che dopo pochi anni avrebbe travolto l’Ungheria e
l’Europa. Gloomy Sunday
esprime tutta la disperazione di quel periodo, la consapevolezza della fine di
un’epoca e di un mondo e un presagio della follia e della distruzione che si
sarebbero abbattute sull’Europa
LEGGENDA METROPOLITANA
Nonostante le parole fossero cambiate, non cambiò però il messaggio
profondo della canzone, quello affidato, al di là del testo, a quelle note che
Seress aveva intinto di angoscia e disperazione. Infatti, un paio di mesi dopo
la sua diffusione, cominciò l’inquietante catena di suicidi che fece nascere la
leggenda che la canzone fosse maledetta. La canzone che nacque fu scritta di getto, a matita, su una
vecchia cartolina, e poi inviata a vari produttori. Prima che la canzone fosse
accettata, Seress ebbe grandi difficoltà a trovare chi supportasse la sua
composizione; un produttore, in particolare, la response con queste profetiche
parole : «It is not that the song is sad, there is a sort of terrible
compelling despair about it. I don't think it would do anyone any good to hear a
song like that». Il testo che si diffuse in
Ungheria, quello con tematiche più palesemente sentimentali, caratterizzato da
un tono più intimo e malinconico, non è però quello originale di Seress, ma
quello che il compositore riscrisse in collaborazione con l’amico László Jávor, un poeta decadente
all’epoca molto famoso. La versione
originale di Seress, pur essendo nata da una sofferenza di natura sentimentale,
si basa su questa tematica amorosa solo in apparenza, ma è in realtà una
professione di disperazione per la durezza e la crudeltà del mondo moderno e
per la sua inarrestabile decadenza. L’intera strofa « It is the end of the world, the end of hope - Cities
are destroyed, shrapnel makes music - The
mottled meadow is red from human blood - Dead
bodies lie all over the road - One
more time I will say quietly the prayer : Lord, people are fallible and they
make mistakes - The world is finished!» sembrano infatti un’inquietante
descrizione della Guerra che dopo pochi anni avrebbe travolto l’Ungheria e
l’Europa. Gloomy Sunday
esprime tutta la disperazione di quel periodo, la consapevolezza della fine di
un’epoca e di un mondo e un presagio della follia e della distruzione che si
sarebbero abbattute sull’Europa
Il primo suicidio legato alla canzone si verificò a Budapest all'inizio del 1936 : nella lettera d’addio del calzolaio Joseph Keller la
polizia trovò citate le parole della canzone uscita poco tempo prima. In
Ungheria abbiamo altri 17 casi simili di suicidi che lasciavano come unica
spiegazione una citazione di questa canzone e che si gettavano nel Danubio. La
suggestione di massa si spinse a tal punto che in Ungheria la canzone fu
vietata sia alla radio che dal vivo. Fra questi ricordiamo Eszter Kis, un
avvocato, un cameriere, la cameriera ventitreenne Margit Kovács e l’ufficiale
ministeriale László Ledik, tutti giovani, poco più che ventenni, tutti
suicidatisi di domenica la stessa canzone una canzone. Una delle vittime fu la
stessa fidanzata di Seress : forte del temporaneo successo, il compositore
decise di ricontattarla e di tentare una riconciliazione. Pochi giorni dopo la
ragazza si avvelenò e lasciò scritto il titolo della canzone nel suo biglietto
d’addio.
La fama inquietante di Gloomy Sunday si diffuse nel resto
d’Europa, dove cominciarono a ripetersi gli starni eventi ad essa legati. Perfino il New York Times vi dedicò
un articolo : “Hundreds of Hungarians kill themselves under the influence of a
song”.
Una sera, a Berlino un giovane chiese a un’orchestrina di suonarla e poi, tornato a casa, si sparò perché, come lasciò scritto, quella melodia gli era entrata nella testa e lo stava ossessionando, che non riusciva a “spegnerla”. Nella stessa città pochi giorni dopo una commessa si impiccò e nel suo appartamento fu ritrovata una copia del testo della canzone. Anche a Vienna una ragazza si annegò stringendo lo spartito della canzone. Invece a Roma una giovane, mentre andava in bicicletta sul lungotevere, sentì un vagabondo che la suonava, diede a quest’uomo tutti i soli che aveva e si gettò nel fiume.
Una sera, a Berlino un giovane chiese a un’orchestrina di suonarla e poi, tornato a casa, si sparò perché, come lasciò scritto, quella melodia gli era entrata nella testa e lo stava ossessionando, che non riusciva a “spegnerla”. Nella stessa città pochi giorni dopo una commessa si impiccò e nel suo appartamento fu ritrovata una copia del testo della canzone. Anche a Vienna una ragazza si annegò stringendo lo spartito della canzone. Invece a Roma una giovane, mentre andava in bicicletta sul lungotevere, sentì un vagabondo che la suonava, diede a quest’uomo tutti i soli che aveva e si gettò nel fiume.
Nel 1936 la canzona
fu tradotta in inglese a Sam Lewis e dal librettista Desmond Carter; la
versione di Lewis, registrata nel 1936 da Hal Kemp e la sua orchestra e cantata
da Paul Robertson, fu quella che diffuse la canzone nel mondo
anglosassone. La versione di Lewis, rispetto
a quella di Desmond, era molto vicina alla disperazione struggente
dell’originale. Ed ecco che a Londra una
donna fu ritrovata morta nel suo appartamento mentre il grammofono trasmetteva,
a ripetizione e a tutto volume, Gloomy Sunday; la polizia, chiamata
dai vicini allarmati da quella musica, stabilì che la donna si era suicidata
con i barbiturici. Dopo altri casi del genere, soprattutto in Inghilterra, la
BBC vietò la trasmissione della canzone nelle sue trasmissioni e molti locali
pubblici fecero altrettanto. Questo divieto è stato abolito solo nel 2002. In
seguito a casi del genere i giornali iniziarono ad occuparsi delle strane morti
legate alla canzone. La leggenda della
canzone maledetta, ormai conosciuta in Europa come “la canzone ungherese del
suicidio”, si diffuse così tanto che la Chappel & Company decise di
diffonderla in America, dove con essa, apparentemente, si diffuse anche la
maledizione. Una giovane segretaria di New York si suicidò con il gas e accanto
al suo corpo fu trovato la spartito
della canzone : nella lettera che lasciò chiedeva che fosse suonata al suo
funerale. Poco tempo dopo un suo
concittadino di 82 anni si lanciò dal settimo piano dopo aver suonato quelle
note al pianoforte.
Nonostante ciò, nel 1941 Billie Holiday registrò la versione inglese definitiva di Gloomy
Sunday ma, nello stesso anno, la BBC vietò di trasmetterla perché la
considerava troppo triste per quel momento storico, quando Londra era
sottoposta ai bombardamenti tedeschi.
Anche negli USA un senatore propose di proibirla ma questa sorta di
boicottaggio non ostacolò il successo della canzone, che da allora fu inserita
nel repertorio abituale di Billie Holiday
e di Ray Charles.
Per fortuna, da Billie
Holiday in poi, la versione di Gloomy Sunday diffusa nel mondo non
è più quella originale, “maledetta”, ma un testo alleggerito, meno cupo e
disperato, depurato dai riferimenti al suicidio e ampliato con una strofa
finale che suggerisce una nota di speranza, facendo capire che l’estremo gesto
è stato solo immaginato.
In questa nuova versione la canzone è diventata un successo
internazionale, e i numerosi remake apparentemente hanno annullato la sua aura
funesta. Fra i suoi interpreti più famosi ricordiamo Elvis Costello, Louis
Armstrong, Sammy Davis Jr, Paul Robeson, Sinead O’Connor, Acker Bilk,
Tom Jones, Oscar Peterson, Maurice
Chevalier, Josephine Baker, Sarah McLachlan, Heather Nova, Sarah Brighman,
Bjork, Diamanda Galas e Emilie
Autumn. Esiste anche una versione italiana, cantata da Norma Bruni.
Nel 1984 Gloomy Sunday tornò di nuovo alla
ribalta della cronaca quando Ozzy
Osbourne fu denunciato dai genitori di un ragazzo che si era suicidato dopo
aver ascoltato la sua Suicide Solution.
Rezső
Seress
Rezső Seress, pseudonimo di Rudolf ("Rudi") Spitzer, nacque in Ungheria nel 1899. Trascorse a
Budapest una giovinezza di intensa povertà, durante la quale, mentre imparava a
suonare il piano da autodidatta, si manteneva con lavori alle estreme periferie
del mondo artistico, arrivando perfino a fare il trapezista in un circo : fu
proprio in seguito a un incidente che imparò a suonare il piano con una sola
mano, caratteristica che lo distinse negli anni seguenti. All’inizio degli anni
’30 si trasferì a Parigi per perseguire la carriera musicale e, come già detto,
conquistò un’inquietante fama con Szomorú
Vasárnap. Tornato a Budapest, lavorò per anni al Kispipa, un
famoso locale bohemien di Budapest, frequentato da artisti, musicisti e
prostitute, visitato e apprezzato, fra gli altri, da Toscanini,
Visconti, John Steinbeck e Louis
Armstrong.
Durante la Seconda Guerra Mondiale a causa delle sue origini ebree fu deportato dai nazisti in un campo di concentramento in Ucraina, al quale sopravvisse; sua madre, invece, non ce la fece. Dopo la guerra lavorò nel teatro e anche, di nuovo, in un circo. Provò anche a a ritornare alla carriera di compositore, ma non riuscì mai più ad eguagliare il successo di Gloomy Sunday. Il suo inquietante capolavoro lo perseguitò per tutta la vita, tanto da spingerlo a scrivere : «I stand in the midst of this deadly success as an accused man. This fatal fame hurts me. I cried all of the disappointments of my heart into this song, and it seems that others with feelings like mine have found their own hurt in it». Compose altre canzoni, come Fizetek főúr (Waiter, bring me the bill), Én úgy szeretek részeg lenni (I love being drunk), e perfino una canzone per il Partito Comunista Ungherese, Újra a Lánchídon, per commemorare il ponte sul Danubio fra Buda e Pest. Il sentimento più forte della vita di Seress è stato infatti il suo attaccamento alla sua patria, tanto che non andò nemmeno in America a ritirare in banca i soldi dei diritti d’autori per quella che allora era una delle canzoni più famose del mondo. Presto però la sua fiducia nel Partito Comunista e nel suo paese cominciò a venire meno in seguito ai terribili eventi di cui si stava rendendo protagonista, e questa circostanza, insieme alla consapevolezza che la sua carriera musicale era finita senza nemmeno essere realmente cominciata, e insieme alla depressione e al dolore che si portava dietro dai tempi della guerra, lo indusse a una fine in un certo senso prevedibile : nel 1968 Seress provò a suicidarsi gettandosi dalla finestra della sua casa a Budapest : sopravvisse, ma in ospedale si soffocò con una corda.
Durante la Seconda Guerra Mondiale a causa delle sue origini ebree fu deportato dai nazisti in un campo di concentramento in Ucraina, al quale sopravvisse; sua madre, invece, non ce la fece. Dopo la guerra lavorò nel teatro e anche, di nuovo, in un circo. Provò anche a a ritornare alla carriera di compositore, ma non riuscì mai più ad eguagliare il successo di Gloomy Sunday. Il suo inquietante capolavoro lo perseguitò per tutta la vita, tanto da spingerlo a scrivere : «I stand in the midst of this deadly success as an accused man. This fatal fame hurts me. I cried all of the disappointments of my heart into this song, and it seems that others with feelings like mine have found their own hurt in it». Compose altre canzoni, come Fizetek főúr (Waiter, bring me the bill), Én úgy szeretek részeg lenni (I love being drunk), e perfino una canzone per il Partito Comunista Ungherese, Újra a Lánchídon, per commemorare il ponte sul Danubio fra Buda e Pest. Il sentimento più forte della vita di Seress è stato infatti il suo attaccamento alla sua patria, tanto che non andò nemmeno in America a ritirare in banca i soldi dei diritti d’autori per quella che allora era una delle canzoni più famose del mondo. Presto però la sua fiducia nel Partito Comunista e nel suo paese cominciò a venire meno in seguito ai terribili eventi di cui si stava rendendo protagonista, e questa circostanza, insieme alla consapevolezza che la sua carriera musicale era finita senza nemmeno essere realmente cominciata, e insieme alla depressione e al dolore che si portava dietro dai tempi della guerra, lo indusse a una fine in un certo senso prevedibile : nel 1968 Seress provò a suicidarsi gettandosi dalla finestra della sua casa a Budapest : sopravvisse, ma in ospedale si soffocò con una corda.

Nel 1999 la
canzone ha ispirato il film Gloomy
Sunday - Ein Lied von Liebe und Tod del regista Rolf Schübel, una
produzione tedesca – ungherese basta sul romanzo di Nick Barkow. Questo film è intenso,
struggente e malinconico come la canzone, una storia d’amore e di vendetta sui generis, delicata e triste, sullo sfondo della Budapest
degli anni ’30, con i suoi scenari lussuosi e decadenti, e dell’avanzare del
nazismo, che mette in scena un drammatico ménage-a-trois che cerca di sopravvivere
mentre il mondo si avvia alla tragedia e alla distruzione con una leggerezza e
una gioia di vivere che risaltano ancora di più se si pensa all'epoca storica
in cui è ambientato il film.
Il
film comincia e finisce nell'epoca moderna. L’imprenditore tedesco Hans Wieck (Ben
Becker) festeggia con la sua famiglia il suo ottantesimo compleanno a Budapest,
dove era stato durante la seconda Guerra Mondiale, in quello che negli anni ’30
era stato il suo ristorante preferito, Szabo. Dopo aver raccontato alla sua
famiglia varie storie di quel periodo, chiede ai musicisti di suonare Szomorú
Vasárnap e, ascoltandola, muore, rivolgendo il suo ultimo sguardo alla
foto di una donna bellissima. Questa foto è l’artificio che ci porta negli anni
’30, nello stesso ristorante, quando il proprietario del quale, László Szabo (Joachim Król), ebreo, assume il
giovane pianista András (Stefano Dionisi). La donna della fotografia è Ilona (Erika
Marozsán), cameriera del ristorante e amante di László, della quale si innamora
anche il pianista. Szomorú Vasárnap è scritta da András per il compleanno di Ilona
ed esprime quanto la sofferenza si accompagnasse costantemente alla gioia
dell’amore.
Quella stessa sera è anche il compleanno di un’altra persona : il
giovane Hans, che si innamora di Ilona e le scatta la fotografia che si vede all'inizio quelle che sarebbe stata l’ultima cosa che avrebbe visto prima di
morire. Dopo averle scattato la foto chiede a Ilona di sposarlo, ma lei rifiuta
e lui tenta di suicidarsi gettandosi nel Danubio, per essere però salvato da
László. In seguito la canzone viene registrata e diventa famosa, ma la sua
melodia malinconica provoca una catena di suicidi che spinge lo stesso András,
divorato dai sensi di colpa e dal suo amore difficile per Ilona, a tentare di
avvelenarsi. Ilona e László lo salvano e da quel momento comincia un ménage-a-trois rappresentato in toni delicati, struggenti e malinconici, in cui la
dolcezza è sempre accompagnata dal presentimento di un dramma incombente e che
logora lentamente i tre protagonisti. Il melodramma si trasforma in tragedia
con l’irrompere della Storia, che travolge questo delicato e fragile equilibrio
: Budapest è conquistata dalla Germania nazista e, insieme alle truppe, ritorna
Hans, che ora è un SS assegnato alla deportazione degli ebrei nei campi, ma che
usa la sua posizione per salvare gli ebrei più ricchi, autorizzandoli ad
emigrare, in cambio di laute cifre. Una notte Hans, con un altro ufficiale
nazista, va al ristorante di László e insiste che András suoni Szomorú
Vasárnap, pur conoscendo il potere oscuro di quella canzone. András
rifiuta, ma Ilona comincia a cantarla, sebbene avesse giurato che non lo
avrebbe mai fatto a meno che non fosse stata sola.
Appena Ilona finisce di
cantare, András si spara con la pistola di Hans. Dopo la morte di András,
László intesta il ristorante a Ilona per evitare che i nazisti lo
confiscassero. Intanto l’Armata Rossa si avvicina e László è arrestato e
portato alla stazione, in attesa di essere deportato nei campi. Naturalmente
Ilona supplica Hans di salvarlo, e si offre al nazista : sebbene Hans accetti,
alla stazione oltrepassa László e salva un altro ricco ebreo.
La
parte del film ambientata nel passato si conclude con una bellissima scena in
cui Ilona parla alla tomba di András e rivela di essere incinta, non si sa di
chi. Nel presente, mentre il mondo piange la morte di Hans, descritto come un
eroe che durante la guerra aveva salvato centinaia di ebrei ungheresi, il
cameriere del ristorante versa due bicchieri di champagne e ne porta uno a sua
madre, Ilona, che sta lavando la fiala del veleno on cui si era ucciso András,
e le fa gli auguri per il suo compleanno.
Ora
non ho intenzione di provare a dare spiegazioni sull’effetto che questa musica
possa realmente fare sull’animo umano, e se davvero abbia una qualche influenza
sulla psiche; quello che però ho percepito facendo ricerche su Gloomy
Sunday, sul suo autore, sulla sua storia, sui suoi effetti e sui suoi
remake, è che in quelle note delicate e tristi si trova sublimato tutto l’animo
del secolo scorso, tutta la malinconia di una nazione solitaria e misteriosa, e
sentimenti – anche se negativi - comuni a tutti gli esseri umani.
Testo originale di Seress Rezső
Ősz van és peregnek a sárgult levelek
Meghalt a földön az emberi szeretet
Bánatos könnyekkel zokog az öszi szél
Szívem már új tavaszt nem vár és nem remél
Hiába sírok és hiába szenvedek
Szívtelen rosszak és kapzsik az emberek...
Meghalt a szeretet!
Vége a világnak, vége a reménynek
Városok pusztulnak, srapnelek zenélnek
Emberek vérétől piros a tarka rét
Halottak fekszenek az úton szerteszét
Még egyszer elmondom csendben az imámat:
Uram, az emberek gyarlók és hibáznak...
Vége a világnak!
Traduzione in inglese
It is autumn and the yellowed leaves are whirling
All human affection has died on this Earth
The autumn wind sobs with bitter tears
My heart no longer waits or hopes for a new spring
In vain I weep and in vain I suffer
Heartlessly evil and greedy are people
Love is dead!
It is the end of the world, the end of hope
Cities are destroyed, shrapnel makes music
The mottled meadow is red from human blood
Dead bodies lie all over the road
One more time I will say quietly the prayer:
Lord, people are fallible and they make mistakes
The world is finished!






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