domenica 18 novembre 2012

In & Out – manga a confronto


Oggi nasce una nuova rubrica sui manga, nella quale metterò a confronto due manga, sia fra le nuove uscite che fra quelli vecchi, dei quali uno l’ho promosso e l’altro l’ho bocciato.
La vera genesi di questa rubrica è che sono troppo pigra per scrivere recensioni vere e proprie!
Le due cavie delle rubrica sono due numeri uno, due manga diversissimi fra di loro, praticamente a gli antipodi, che hanno suscitato in me reazioni intense : uno l’ho amato, l’altro l’ho detestato e abbandonato a metà!  

In : TOKYO ALICE di Toriko Chiya



«Di notte, libero dalla presenza dei raggi del sole, il cielo si trasforma nello spazio infinito, come se si svuotasse dell’aria. Per questo è pericoloso. Perché tutti i segreti e i sentimenti che teniamo nascosti finiscono per volare lì fuori contro la nostra volontà»


Questo manga è la storia di quattro ragazze nella Tokyo contemporanea. La protagonista, Fu, è una shopaholic inguaribile e perennemente in rosso, e poi abbiamo Enjoji, la ragazza ricchissima e di buona famiglia della Tokyo bene, che viene spinta verso un matrimonio combinato con un buon partito e che ci mostra il mondo degli incontri combinati, Rio, la dottoressa stilosa e affascinante, che nasconde un amore non corrisposto, e Mizuho, la mangaka fidanzata con un artista scioperato e inconcludente, che a 26 si rende conto di essere meno matura delle ragazzine sue lettrici. 

Il manga, un josei e slice of life, almeno per ora non ha una trama vera e propria, si limita a seguire le avventure quotidiane di queste quattro amiche, anche se, in questo primo numero, ci sono degli avvenimenti importanti nelle loro vite – una lascia il fidanzato, una decide di sposarsi e tre di loro vanno a vivere insieme. Inoltre, sebbene tutte e quattro ammettano allegramente di essere anche molto immature dal punto di vista sentimentale, e di essere poco interessate alla vita amorosa, al loro orizzonte si profilano ovviamente dei personaggi maschili, fra cui – almeno ai miei occhi – risalta Okuzono, l’uomo di ghiaccio in competi eleganti e dallo splendido appartamento con vetrata su Tokyo. 

Questo manga, anche in apparenza sembra abbastanza leggero, in realtà è curatissimo e si inserisce in un contesto di cultura pop e glamour ben preciso. Come trama e personaggi si avvicina molto a Sex and the City e a Gossip Girl, e in genere ammicca ai chick lit che parlano di donne in carriera e shopping, ma il suo riferimento immediato è ovviamente tutta la serie degli I love shopping, che sicuramente l’autrice ha letto e alla quale ammicca consapevolmente fin dal primo capitolo : se Becky Bloomwood compie un vero e proprio percorso di guerra, fra ufficio, treni, bancomat e richieste di prestiti, per una pashmina Denny and George, Fu lo fa per una borsa Chanel in edizione limitata. E da questo momento in poi io mi ci sono affezionata : qualunque donna può rivedersi nel primo capitolo, in cui la protagonista digiuna per comprare la borsa Chanel dei suoi sogni ma poi, mentre avanza nel centro commerciale per comprarla, spende tutto in altri oggetti in saldo e deve ricominciare tutto daccapo! La mia vita di shopaholic è piena di episodi del genere… e anche a me, ogni mese, vene una specie di infarto nel leggere l’estratto conto della carta di credito!

Al di là di questa identificazione personale, la passione per lo shopping della protagonista giova al manga perché le pagine sono una gioia per gli occhi, piene di disegni, dettagliati e accuratissimi, di oggetti splendidi, di  abiti, accessori, scarpe, borse… alla mia Chanel farà piacere sapere di essere apparsa in un manga! E non bisogna sottovalutare l’effetto formula magica dei brand famosi che appaiono qua e là : oltre che Chanel, Balenciaga, Dior, Marc Jacobs, Miu Miu… in alcune pagine sembra davvero di farsi un giro per negozi e poi di ritrovarsi al bar con le amiche a spettegolare all'ora dell’aperitivo. Bellissimo è anche il capitolo in cui vanno a fare spese per la nuova casa, perché è pieno di disegni di negozi di design e arredamento.

Questo primo numero, anche se ha dato spazio a tutte e quattro le ragazze, è concentrato soprattutto su Fu, la protagonista, che mi è sembrata carinissima : non ha nulla delle nevrosi e della follia delle solite protagoniste insoddisfatte dei josei, e nemmeno la loro pesantezza, ma al contrario è allegrissima, dinamica, e piena di entusiasmo, molto affettuosa e un po’ infantile e capricciosa; mi ricorda molto Hachi come era nei primi numeri di Nana. Soprattutto, non si perde mai d’animo ed è sempre di buon umore.

Un altro aspetto che mi è piaciuto è che Tokyo Alice offre uno spaccato molto realistico – al di là delle esagerazioni tipiche dei manga – della vita delle donne in Giappone, un paese la cui società si basa sull'apparenza  sulla ricchezza e sull’ostentazione e dove tenere il ritmo è molto difficile e stressante per le persone normali. Portandoci per le sue strade, per i suoi negozi e nelle sue case, il manga consente una full immersion nel Giappone moderno, in bilico fra glamour e tradizione, rappresentato soprattutto da Enjoji, la figlia di papà, erede di una famiglia ambiziosa e all'antica, che ottiene la libertà  solo dopo aver accettato un matrimonio combinato in attesa del quale decide si spassarsela e godersi la vita in tutti i sensi, consapevole della vita piena di formalità e priva d’amore che l’attende.

I temi principali del manga, per ora, sono l’amicizia fra ragazze e la differenza fra età anagrafica e età emotiva : le quattro protagoniste sono consapevoli che la loro data di nascita  le obbligherebbe a mettere a testa a posto, ma si rendono conto di non essere pronte a rinunciare all'irresponsabilità e al divertimento della giovinezza; quello che rende piacevole questo manga è però che questa consapevolezza non le porta a lasciarsi andare o ad abbandonarsi ad atteggiamenti infantili, ma si trasforma in un atteggiamento dinamico e allegro verso la vita.  
A differenza dei personaggi di Supplement, che sanno solo lamentarsi e lasciarsi andare, almeno queste fantastiche donnine cercano di divertirsi e di fare qualcosa della proprio vita e di rendere allegre le proprie giornate senza prendersi troppo sul serio. Inoltre, sebbene ognuna di loro abbia i suoi problemi, non si rifugiano nell’egoismo e nella demenza come la protagonista i Happy Mania e, anche se per almeno tre di loro il lavoro è importante - Fu spesso resta in ufficio fino a tardi, Rio è una specie di genio e Mizuho si interroga continuamente sul suo lavoro di mangaka – non ne fanno un dramma come la protagonista di Hataraki Man né un surrogato di una vita sociale inesistente come quelle di Supplement, ma hanno nei confronti della carriera un atteggiamento più rilassato, equilibrato e occidentale.


Riguardo alla trama, questo non è un manga che non ne deve avere una vera e propria : per quanto mi riguarda, può finire a unici numeri o arrivare fino a cinquanta : se si mantiene sullo slice of life rilassante di sicuro lo continuo.

Certo non è un manga impegnato o profondo, né pretende di esserlo : fa lo stesso effetto della lettura di Cosmopolitan, consentendo di passare un’oretta piacevole e glamour fra moda, accessori, abiti e brand famosi. Non è un contributo all'umanità  ma è qualcosa di cui una vera donna ha fisicamente bisogno. Ovviamente per capire cosa scatta nella mente di una donna quando entra in un negozio bisogna essere, appunto, donne che si accettano in quanto tali, che si considerano non solo una mente elevata che necessita di cultura, ma anche un corpo e un viso carini che necessitano di cure e di essere valorizzati. Una donna che rifiuta questo aspetto della sua femminilità non è che una creatura infelice, mutilata e complessata… oppure è una donna che un giorno troverà un’altra donna come lei che la farà tanto felice!

È anche ovvio che un pubblico maschile comincerebbe a sbadigliare e a irritarsi e a consumarsi nell'odio dopo le prime tre pagine. Se lo facessimo leggere a un uomo otterremo gli stessi risultati di quando ci portiamo i nostri fidanzati a fare shopping : una creatura cupa e imbronciata nell'angolo di una profumeria, il cui body language urla a gran voce “Portatemi via a qui!” e  che con voce tetra e disperata chiede timidamente “Hai finito?”. Se a un maschietto Tokyo Alice piacesse, allora ci sarebbe da preoccuparsi!

Ora non vedo l’ora di leggere il secondo volume! Il primo stava per concludersi in una situazione idilliaca : tre delle ragazze sono andate a vivere insieme in una villa meravigliosa in un quartiere chic… ma proprio nelle ultime pagine Fu senza rendersene conto fa un grave, gravissimo errore, un errore che, secondo il mio intuito femminile, prima o poi scatenerà un guerra… 

Out : Silver Spoon di Hiromu Arakawa


Questo è l’ennesimo manga famoso, atteso, amato e osannato che invece, a me, ha fatto repulsione.  Avrei dovuto bocciarlo già dopo aver letto nella trama “istituto agrario”, ma ancora una volta mi ha fregata la voglia di leggere qualcosa di diverso e di originale, e in effetti un manga con questa ambientazione non lo avevo mai trovato. Naturalmente, ho sbagliato tutto! Mi ha anche fregata la dicitura slice of life : ma la life di chi, esattamente? Di zio Tobia? E allora limitate la pubblicazione alla vecchia fattoria!
Reazione immediata, adeguata al volgo e al contado di cui stavo leggendo : ma che è ‘sta merda? 
Reazione intellettuale : solo un manga fascista ci mancava, ora stiamo a posto.C’è chi si interessa di scienza, arte e cultura e chi di cacca dei polli : certo ne abbiamo bisogno, qualcuno lo sporco lavoro deve pur farlo, ma da qui a dedicarci un manga, e soprattutto da qui a tradurlo e pubblicarlo… l’unica cosa che mi viene da dire è : come vi permettete maledetti imbroglioni che giocate sulla fama della mangaka per smerciare questa robaccia ai suoi fan?

Allora, da dove cominciare a spiegare cosa mi ha fatto schifo… Ok, ci sono :

1 = io mi sforzo, ma non riesco a pensare a un argomento più noioso di allevamento e agricoltura, sono quelle cose che, dopo aver chiuso il libro di geografia di terza media, nessuno vuole rivedere più… e anche allora terziario forever! E questa noia mortale rende illeggibile un manga che già non ha praticamente niente da offrire a livello di trama e personaggi.

2 = che cosa abbiamo fatto di male per meritarci questa retrograda e reazionaria esaltazione paternalistica del contado e del buon villico con i suoi sani valori campagnoli? Populismo a gogò. Ok, viviamo in una dittatura, ma questo ritorno alla politica agraria del Ventennio mi sembra eccessivo. Abbiamo anche la riconversione dell’intellettuale, allontanato dai lussi e dalle raffinatezze urbane e mandato ad apprendere i superiori valori morali della campagna … Non so quali problemi economici ci siano in Giappone, tanto da spingere una mangaka famosissima e seguitissima a invitare i giovani ad andare a zappare, ma era il caso di tradurlo? Tremila anni di civiltà urbana mi impediscono di apprezzare. Io gli animali li vedo dal macellaio e il resto al supermercato : come ci siano arrivati, non è affar mio, né saperlo cambierebbe alcunché della mia vita. 

3 = i personaggi sono il vuoto. Gli alunni di questa specie di scuola sono contadini, figli di contadini, che hanno come unico obiettivo quello di continuare l’attività dei genitori, gente di mentalità chiusa e priva di curiosità verso il mondo e di spirito di iniziativa… e in effetti già chi decide di iscriversi a una scuola agraria, rispetto a tutte le possibilità che offre il mondo, è una palla vivente, gente priva di interessi culturali e di apertura vero il mondo. Fossero almeno contadini, cioè veri lavoratori… invece sono tutti figli di papà, per loro stessa ammissione raccomandati, la cui unica caratteristica sono gli orizzonti ristretti. Invece di invidiare i compagni per il loro sogno, il protagonista dovrebbe essere fiero della sua inquietudine, e tornare a usare il suo cervello per cose intelligenti. Noi qui facciamo tanto per insegnare ai giovani che devono studiare, leggere, viaggiare, interessarsi di arte e cultura, ampliare la loro mente, affinare i loro gusti… da questo punto di vista, questo manga è diseducativo. In genere consento ai miei alunni di portare i manga a scuola e di parlarne insieme, ma ho già chiarito che questo coso troverà tutta la mia disapprovazione… anche se per fortuna nessuno di loro, nemmeno i fan di FMA, sembra interessato a leggerlo. 

4 = il protagonista è un’ameba, non sa nemmeno lui perché si è andato a chiudere fra villici e montanari, e attraverso di lui ci sono comunicate alcune verità determinanti :

- le stalle e gli animali puzzano

- tutte quelle buone cosine che ci facciamo allo spiedo, al forno o alla brace un tempo, quando erano non-morte, erano graziose e tenere creaturine

- le galline hanno un solo buco per uova e cacca

Ebbene sì, sembra assurdo, impensabile, ma è così. E ho un’altra brutta notizia per chi ignora le magie e i misteri degli oscuri orifizi dei volatili da cortile : mi dispiace dover essere io a dirvelo, ma dalle uova in frigo non vi uscirà mai un pulcino! Prima la gallina deve fare le cosacce col gallo!
Ora, vabbé che la maggior parte di noi vive in città, ma chi ignora cose del genere, di qualunque età sia, ha un urgente bisogno di un life coach / insegnante di sostengo, perché sta veramente rovinato : comincio a temere che ignori anche magie e misteri degli oscuri orifizi umani…

Quello che non riesco proprio a spiegarmi è questo interesse del pubblico per la vita agreste e bucolica, interesse che deve essere reale e documentato, se presto saranno pubblicati altri manga sullo stesso argomento. L’unica spiegazione che so darmi è che la campagna è l’ultimo rifugio dei solitari nerd emarginati che, respinti in ogni modo dalla frenetica vita cittadina, si rifanno con animali e ortaggi delle loro sconfitte con gli esseri umani.

DOMANDA : che me ne faccio di questo coso? La fumetteria non se lo è ripreso perché lo hanno riportato indietro praticamente tutti quelli che lo hanno preso e, se entro le prossime due settimane nessuno si prende il mio, farò un favore all’ambiente buttandolo nella differenziata.

APPELLO AL POPOLO : boicottate questa schifezza e conservare soldi per manga migliori. Mi dispiace solo che tutti i fans di Full Metal Alchemist lo prenderanno a scatola chiusa, perché avranno una bruttissima delusione.

DISEGNO : non ne capisco niente, ma non mi piace, e gli esperti mi dicono che è fatto male e in modo dilettantesco

EDIZIONE – CARTA – COPERTINA ecc : non me ne può fregare di meno, ho una vita.

COLONNA SONORA : Voglio andare a vivere in campagna di Toto Cutugno, Il ragazzo della via Gluck di Celentano e varie canzoni di Al Bano : siete rock, alternativi e fashion, ragazzi : complimenti! 

In quanto consumatrice, mando i miei più cari saluti ai produttori, e me ne torno alle mie letture glamour.

7 commenti:

  1. ommioddio tokyo alice è esattamente quello che speravo che fosse *_* donna, sappi che questo tuo commento mi ha reso felice e disperata al tempo stesso.
    tanto per farti sentire in compagnia, avevo in tasca i soldi per comprarlo, poi il fumettaro mi ha detto che non era arrivato, sono passata in profumeria al banchetto della shaka e sono tornata a casa con tre smalti ;_; e ora chi me lo compra tokyo alice? ;_;
    a parte questo, non vedo l'ora di leggerlo!
    e se posso farti una domanda vagamente off topic... i love shopping è da leggere o no? ho letto sempre pareri contrastanti da persone che non ho mai capito fino in fondo, ma con i tuoi gusti mi ci ritrovo parecchio, quindi preferirei sapere che ne dici tu!
    alla fumetteria/libreria di ischia ci sono tutti i libri della serie che mi guardano invitanti da anni, quasi quasi se li trovo ancora quando torno lì... però dimmi un po' tu prima!

    su siamo-dei-castra-maiali non mi pronuncio neanche. tanto sai come la penso XD

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    1. ahahahaha, ti nomino Fu onoraria!! Vedrai quando leggerai la scena della borsa : si fa bendare e portare per mano dall'amica per non essere distratta dal resto del negozio, ma poi una commessa annuncia che gli articoli di Barneys sono scontati al 70% e... niente borsa!!! Ti ricopio la sua lista di stratagemmi per trovare denaro?!? Visto che costa solo 5.90, non potrebbe la tua mamy, solo per questa volta...
      Io I love shopping lo amo! Li ho letti tutti e sei migliaia di volte, a casa mia li sappiamo a memoria. Innanzitutto - ovviamente - parlano di shopping, shopping sfrenato fra Londra e New York e ovunque Becky capiti : non ti dico che si compra in luna di miele!! O al convento... O al villaggio... Becky ha la capacità di fare shopping OVUNQUE!! Tutti e sei i libri parlano di marche, di vestiti, scarpe, borse ecc. in un modo che è molto glamour e brilalnte, ma anche e soprattutto molto british, cioè pacato, pieno di stile, di ironia e autoironia. Becky è simpaticissima perché non è la tipica fashion victim aggressiva, ma è una ragazza fondamentalmente buona che vive in un mondo tutto suo : le parti in cui fantastica lei sola fanno morire dal ridere! E, soprattutto, Becky è molto, molto, intelligente : anche se a vederla studiare le strategie di shopping non si direbbe, proprio perché ha questo approccio stravagante alla vita Becky riesce e risolvere in maniera geniale tutte le catastrofi che crea. E poi ognuno dei libri ha una trama interessante, e ci si affeziona a tutti i personaggi : a Luke - di cui ti prenderai una mega cotta!! - ai genitori di Becky e ai loro vicini nella loro villetta nel Surrey, alla gelida matrigna di Luke, a Suze, l'amica lady e ricchissima di Becky con la sua nobile famiglia stravagante, a Danny lo stilista gay che piomba seminando comiche sciagure, a Jess, la sorellastra no global di Becky e, last but not least, la piccola pestifera Minnie... A me è piaciuto proprio per questo : perché è così allegro e così inglese. Vale quello che ho detto per Tokyo Alice : non è un'opera fondamentale, ma è un prodotto fatto bene, interessante, divertente, comico e pieno di buoni ma non banali sentimenti : PROVALO!!

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    2. e come faccio a non farlo dopo tutto questo che hai scritto? XD niente, appena torno a ischia me lo prendo almeno il primo, tanto lì non trovo mai dove fare shopping, così mi consolo con il libro!

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    3. buona lettura!! E fammi sapere che ne pensi! Non trovi mai dove fare shopping a Ischia?!?! E Corso Vittoria Colonna a Ischia Porto che ci sta a fare?!? è una piccola Via Condotti, con i negozi aperti fino a notte e tanti lounge bar e localini... quando vado a Ischia devono portarmi via da lì con la forza!

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    4. XD ma lì la roba costa un occhio!! non potrei prendermi una borsa neanche con un anno di risparmi XD mi consolerò con lo shopping fumettoso!

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  2. Finalmente un parere positivo su Tokyo Alice!! Mi sono convinta : prendo il primo numero! E sottoscrivo quello che hai scritto su I love shopping : sono libri divertentissimi e molto piacevoli, con personaggi indimenticabili! me lo ricordo lo shopping in luna di miele : il gamelan!! I due tavoli! Le vestaglia cinesi! In effetti sono cose da donne : non ce lo vedo un uomo a capire la gioia di possedere una bella borsa o a sbavare quando Becky elenca i suoi vestiti!
    Invece riguardo a Silver Spoon ho deciso : non lo prendo! sai che anche nella mia fumetteria in molti lo hanno portato indietro?

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    1. sono felice che lo stanno rispedendo al mittente XD
      perché, la scultura di sabbia? il gioiellino di migliaia di anni al museo egiziano? e le svendite di campionario!! Davvero si potrebbe passare la vita fra l'una e l'altra! E la bottega elegante in cui porta Jess? So a memoria tutti i vestitini, le gonne e le magliettine che si prova! E la prima volta che va da Barneys? Io adoro Becky!!

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