Dimenticate i manga, Murakami e la Yoshimoto : questo è il vero volto del Giappone, una società reazionaria, competitiva, chiusa, soffocante per tutte le sue regole e i suoi comportamenti rigidamente codificati, maschilista e dura verso le donne, un mondo alienante e spersonalizzante in cui la collettività schiaccia il singolo, l’omologazione soffoca l’individualismo, dove i diversi e i deboli, le donne e gli stranieri, sono condannati all'abbrutimento e in cui la solitudine e l’emarginazione diventano facilmente violenza e perversione.
Sebbene sia un giallo, un noir, un thriller con punte splatter di un sadismo di raffinata, quasi quotidiana semplicità, sebbene la trama avanzi in un’atmosfera di inesorabile claustrofobia nelle spire della perdita di qualsiasi contatto con la realtà, questo romanzo da un lato è un’opera coinvolgente e appassionante, da leggere tutto d’un fiato in un crescendo di suspense e colpi di scena, e dall'altro lato è un’opera realistica e dura di profonda critica sociale, una descrizione cinica e spietata di una condizione esistenziale all'insegna della più vuota, materialistica, deprimente alienazione.
La vita delle quattro protagoniste si può inquadrare visivamente attraverso un vero e proprio correlativo oggettivo : il loro lavoro, il turno di notte in una fabbrica di bento. L’esistenza delle protagoniste scorre come il nastro della catena di montaggio : monotona, automatica, inesorabile, un insieme di gesti fini a se stessi e privi di senso che avvengono in una notte sia fisica che mentale, una serie sempre uguale di azioni che si ripete all'infinito nella più totale oscurità effettiva ed emotiva. Questa condizione rispecchia quella di tutto il Giappone : tecnologia avanzata ma monotonia, smarrimento, la disperazione inespressa dell’essere ridotti agli ingranaggi anonimi di un meccanismo cieco, inumano.
Quando il turno di notte è finito, è un mondo vuoto di affetti che attende le protagoniste, schiave di famiglie esigenti, figli problematici, mariti indifferenti e dannosi, e dell’esigenza di mantenere sempre e comunque le apparenze. Questa esigenza porta al problema principale : il denaro, le infinite, incalcolabili quantità di denaro che ogni giorno mettono in moto gli ingranaggi di una nazione basata sulle apparenze : macchine di produzione straniera, capi griffati, cosmetici francesi, case comode … un ritmo impossibile da tenere per chi riesce a stento ad assicurare, lavorando di notte, la sopravvivenza della propria famiglia. A risentire maggiormente di questa situazione sono, naturalmente, le donne, nella cui esistenza si esprime chiaramente il paradosso di una società solo apparentemente progredita, ma in realtà reazionaria e maschilista. Per questo le quattro protagoniste, dopo una notte in bianco per portare a casa l’unico stipendio –tutte e quattro sono le uniche a lavorare – devono occuparsi di parenti, mariti, figli, nipoti, suocere invalide, cucina, pulizie, oppure, nel caso di Kuniko, degli oneri imposti dall'altra faccia della condizione femminile, la necessità di essere sempre elegante e all'ultima moda.
Emergono così i due volti del Giappone moderno, la mentalità chiusa e arretrata, in contrasto con il progresso tecnologico, e la tendenza al materialismo e all'accaparramento indiscriminato.
Nonostante le protagoniste lavorino, non sono per questo esonerate dal dovere di rientrare nei canoni tradizionali della figura femminile. Il turno di notte, il fatto che senza il loro salario la famiglia morirebbe di fame, sono una sorta di vergognosa parentesi da tenere nascosta. Di giorno Masako, Kuniko, Yoshie e Yayoi devono essere mogli, madri, casalinghe.
Quello che l’autrice rende quindi benissimo è la verità della condizione della donna, una verità che trascende l’orizzonte giapponese configurandosi come realtà universale : la donna è una creatura in lotta, una creatura che vive in uno stato di guerra perenne che finisce per renderla crudele come gli uomini non arrivano ad essere, crudele fino a rinnegare la propria umanità e a incarnare dentro di sé la natura nella sua realtà esistenziale : non la madre che l’uomo immagina, ma un cieco meccanismo di produzione e distruzione del tutto indifferente alla sorte delle creature che le passano attraverso e con le quali viene in contatto.
La lettura delle routine quotidiana delle protagoniste è inquietante e spaventosa quanto quella delle più soffocanti pagine kafkiane. A un certo punto, prima ancora che la trama ci arrivi, il lettore dentro di sé sa che non può continuare così, comincia a pensare : non può andare avanti così, sta per succedere qualcosa di terribile, stanno perdendo il contatto con la realtà, non sono più in grado di ragionare, sono stanche, hanno troppo sonno, sono troppo stressate e sole… E qualcosa succede : la più graziosa e giovane, Yayoi, madre di due bambini, dopo aver saputo che il marito aveva perso al gioco tutti i loro risparmi, in un raptus di odio lo strangola con la sua cintura. È solo sollievo che prova di fronte al marito morto, sollievo e un’unica preoccupazione : come far sparire il cadavere. Qui entrano in gioco le altre tre, che la aiutano non per amicizia o per solidarietà femminile, e neppure, all'inizio per interesse : la aiutano perché infondo la approvano, perché inconsciamente sanno che quella non è un’azione riprovevole e eccezionale, perché nella loro condizione psichica alterata, nel totale e irreversibile straniamento in cui la solitudine e l’emarginazione la hanno precipitate, hanno sospeso ogni giudizio, ogni riflessione e pensiero, decidono che «si tratta semplicemente di un lavoro», prigioniere della logica compito – eseguire – compito- eseguire – difficoltà – proseguire senza rallentare – compito – eseguire…
Per questo un cadavere da fare a pezzi nelle loro mani si riduce semplicemente a un ennesimo bento da preparare : velocemente, con efficienza, senza sporcare.
Questa vicenda sanguinosa non è che l’antefatto, la trama vera e propria comincia dopo che anche l’ultimo sacchetto dell’immondizia con il cadavere fatto a pezzi viene abbandonato … per la fretta di sbarazzarsene, la codarda Kuniko lascia i sacchetti dove la polizia li trova. Cominciano così le indagini, che però fin dall'inizio escludono dai sospetti la vedova. Ufficialmente perché il defunto Kenji era un assiduo frequentatore delle case da gioco di Kabukicho, dove perdeva regolarmente e dove proprio il giorno in cui era morto aveva avuto una rissa con uno yakuza perché infastidiva la squillo più preziosa del locale : è quindi nel mondo del gioco d’azzardo e della prostituzione che la polizia si muove.
In realtà all'inizio le indagini erano partite sulla pista giusta : la polizia arriva alle altre tre, le interroga e ispeziona perfino il bagno di Masako, dove il cadavere era stato decapitato e smembrato, prende nota delle incongruenze fra le versioni di tutte e quattro e individua anche il movente, un’ingente assicurazione sulla vita di Kenji. In pratica, la verità viene scoperta, ma la scoperta non conduce a nulla per un motivo semplicissimo : è inconcepibile che quattro donne abbiano commesso quel delitto.
E così la polizia abbandona tutte le prove incontrovertibili dell’evidente colpevolezza di Yayoi e si concentra sul protagonista maschile, lo yakuza della rissa, nonché proprietario della casa da gioco. Senza troppe cerimonie Satake è arrestato, le sue case da gioco sono chiuse e i suoi beni sono confiscati perché nel suo passato c’è già un delitto. Il caso è chiuso, ma invece comincia tutta una serie di colpi di scena che tiene con il fiato sospeso il lettore, allibito e stregato dall'inaspettata piega incalzante degli eventi : intrighi, una lotta senza esclusione di colpi fra yakuza, polizia e mafia cinese, la fine dell’alleanza fra le quattro amiche che le trascina in una spirale di ricatti reciproci e un raccapricciante business che momentaneamente sembra risolvere i loro problemi fino all'emergere di un nemico senza volto e senza nome che le bracca e le minaccia da lontano, le sorveglia insinuandosi nei modi più inaspettati nelle loro vite fino a colpirle direttamente.
L’unico punto fermo per tutti, per noi lettori, per gli altri personaggi, perfino per il nemico, resta la lucida, fredda, razionale intelligenza di Masako, la mente che muove i fili della trama.
È soprattutto attraverso di lei che ci viene mostrata la dura condizione della donna giapponese, le sue difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro e il disprezzo che le è riservato quando ci riesce. Il suo è infatti un passato di mobbing, umiliazioni e discriminazioni : per il fatto che lavora il figlio non le rivolge la parola da anni e il marito si sente talmente schiacciato da questa esplicita messa in discussione della sua virilità da essersi ritirato in un mondo tutto suo, escludendola totalmente dalla sua vita. Per questo è lei che riesce ad avvicinarsi al povero Kazuo, un impiegato mezzo giapponese e mezzo latino americano, condizione che lo pone, nella scala sociale giapponese, al di sotto della donna in quanto straniero e, come le donne, discriminato. Crolla infatti un altro mito : una società tanto chiusa, ostile e dure non è solo maschilista, ma anche profondamente razzista verso i gaijin.
Insomma Tokyo, così civile e progredita, ci è mostrata dal basso, dal punto di vista degli emarginati e dei diversi : donne, stranieri, yakuza, e fa tutto un altro effetto : un mondo degradato in cui si trascinano delle esistenze squallide, dove gli esseri umani sono numeri, dove la collettività è forte perché cela il vuoto interiore del singolo.
652 pagine in due parole? Nichilismo e ineluttabilità.




anna sei un demonio tentatore. avevo letto tante volte di questo libro, ma mai mi ero decisa a leggerlo. poi leggo quello che leggi tu... e che posso fare? lo aggiungo in wishlist e spero di poterlo prendere prima possibile!
RispondiEliminaahahahahah, lo scopo delle recensioni è questo!!! Per fortuna questo c'è in edizione economica : merita tantissimo perché davvero offre una visione del Giappone inedita e molto realistica e cruda, è un libro che apre gli occhi su molte realtà che all'Occidente fa comodo ignorare. E poi è un thriller molto ben fatto, come tutti i romanzi della Kirino, e la lettura ti prende tantissimo. Nei prossimi giorni metterò sul blog anche la recensione di "Stupori e Tremori" di Amelie Nothomb, che è divertentissimo ma che mostra il vero volto del Giappone. Piccola curiosità : Le Casalinghe l'ho letto per la prima volta a Ischia!! E anche se è un libro così crudele per me resterà sempre connesso al mondo idilliaco dei Poseidon!!
Eliminaeconomico? io l'ho trovato su ibs/amazon intorno agli 11 euro, mica tanto economico...
Eliminasono davvero incuriosita, mi metterei a leggerlo ora!
Economico dal punto di vista della Neri Pozza!! Quello non economico costava 18!!! ho aspettato per anni questa edizione! Quando lo comincerai, non riuscirai più a staccarti!!
Eliminaproverò a cercarlo usato >_< magari qualche occasione c'è!
Elimina