lunedì 28 gennaio 2013

Stupore e tremori - Amélie Nothomb


“C’è sempre il modo di obbedire. E i cervelli occidentali dovrebbero capirlo, una buona volta”

“La cosa peggiore è che, nel resto del mondo, si pensa che questa gente sia privilegiata” 

“Perdoni il mio indegno occidentalismo” 


Iperbolico, ironico, graffiante, surreale, grottesco, sarcastico, pieno di umorismo bellicoso e, semplicemente, folle, questo libretto rivela nelle sue pagine paradossali e incalzanti il genio di questa scrittrice, che vive e scrive come un geniale e stupito extraterrestre piovuto per sbaglio sul nostro pianeta. Perché è innegabile : Amélie Nothomb è un genio, il suo cervello e la sua penna vanno per conto loro velocissimi e inarrestabili attraverso percorsi propri e inimmaginabili che tengono i lettori incollati alla pagine. 

“Stupore e tremori” sono quanto l’antico cerimoniale di corte giapponese prescrive a chi ha l’onore quasi sovrannaturale di un incontro con l’imperatore; ma sono anche l’atteggiamento che si richiede giorno per giorno, in ogni occasione, al povero popolo giapponese e alla giovane Amélie che, lieta di ritornare nel paese in cui era nata e aveva trascorso l’infanzia fino al punto di convincersi di essere giapponese, dopo la laurea viene assunta in un’importantissima ditta nipponica. Comincia così una lenta e inarrestabile discesa nell'inferno kafkiano della realtà lavorativa giapponese, in cui Amélie deve fare i conti con una mentalità chiusa, perfezionista, morbosamente e ossessivo-compulsivamente formale, opprimente e rigidamente gerarchica e in cui l’individualità degli esseri umani è quotidianamente schiacciata e annullata. 

Ma da un europeo, e soprattutto da un europeo dotato di una personalità forte e originale come lei, l’individualismo è inestirpabile : comincia così uno scontro fra mentalità e civiltà il cui risultato è un anno di ininterrotto, sadico mobbing nella descrizione del quale si alternano le riflessioni allucinate e iperbolicamente mirabolanti dell’autrice e una lucida analisi sociologica della morbosa e malata realtà umana e lavorativa del Giappone contemporaneo, il paese in cui una delle cause di morte è il karoshi,  in cui non contano valori come l’individualismo - ideale diffuso in Europa da sempre - ma il bene collettivo che sacrifica ogni tipo di umanesimo, uno spirito di sacrificio esagerato e ridicolo, un’abnegazione tanto lontana dal perseguimento della soddisfazione personale da celere evidentemente un deprimente vuoto interiore dovuto a secoli di lavaggio del cervello, regole ferree e inderogabili su dettagli superflui, rigide gerarchie che abbattono qualsiasi meritocrazia… Non meraviglia quindi che il Giappone sia il paese con il più alto tasso di suicidi al mondo; Amélie si meraviglia anzi che i suicidi non siano ancora più numerosi : i membri un popolo così vanamente competitivo, frustrato e compassato vanno a pezzi non appena la loro individualità tenta di ribellarsi. 

È con questo mondo assurdo che l’autrice, occidentale, spontanea, individualista e anticonformista, deve confrontarsi. Anche se all'inizio era stata assunta come interprete, uno dei primi ordini che Amélie riceve è quello di disimparare il giapponese perché la sua conoscenza della lingua creava un’ “atmosfera detestabile” durante le riunioni : la presenza di una bianca che parlava la loro lingua metteva infatti a disagio i partner delle altre aziende. 
Abbondano altri gli episodi di una tragicomicità grottesca, come la famosa lettera ad Adam Johnson, che Amélie riscrive infinite volte solo per vedere il suo capo strapparla e ingiungerle di ricominciare finché «Esplodevano categorie grammaticali in mutazione. E se Adam Johnson diventasse il verbo, domenica prossima il soggetto, giocare a golf il complemento oggetto e il signor Saito l’avverbio? Domenica prossima accetta con gioia di andare a adamjohnsonare un giocare-a-golf signorSaitamente. E tanti saluti ad Aristotele!». 

Sorte peggiore hanno gli altri incarichi che Amélie, abbandonata alla sua scrivania, si auto attribuisce : distribuire la posta nei vari uffici è considerato “una grave iniziativa criminale”, perché significava attribuirsi un ruolo senza il permesso dei superiori. Le è concesso aggiornare i calendari, ma purché non dia spettacolo, distraendo gli impiegati. E la punizione per l’ennesima iniziativa personale non tarda : una delle parti più spassose / frustranti del libro è l’incubo delle fotocopie, le pagine in cui Amélie è costretta a fotocopiare innumerevoli volte le mille pagine del regolamento del club di golf del suo capo, che senza neanche guardarle buttava via risme e risme di fogli protestando che non erano centrate. 

Tutto l’anno che Amélie trascorre alla Yumimoto procede all'insegna del trionfo del sadomasochismo psicologico, delle umiliazioni e dei malintesi derivanti dallo scontro con una cultura e un modo di vivere agli occhi di noi Europei assurdi e inconcepibili. 
L’aspetto più sadico dell’esperienza di Amélie è che ogni suo errore è visto come una rappresaglia, come un gesto di vendetta e di sabotaggio e cioè, in sintesi, come una delle peggiori manifestazioni dell’individualismo occidentale, del considerare la sua dignità più importante degli interessi dell’azienda : “Un simile pragmatismo odioso è degno di un occidentale”.  

Non solo quindi deve essere umiliata e derisa, non solo non deve osare lamentarsene, non solo deve fare continuamente autocritica, ma viene anche rimproverata perché i suoi errori sono visti come un attacco all'azienda : “O è una traditrice o è una pazza scriteriata”. Quando si appartiene a due mondi completamente diversi qualsiasi gesto viene frainteso. Così un gesto spontaneo di Amélie, andare a consolare la sua aguzzina, la signorina Mori, corsa a piangere in bagno dopo essere stata umiliata pubblicamente, è visto da questa come un ‘offesa imperdonabile, come un volersi vendicare delle angherie subite gioendo della sua umiliazione, cioè esattamente quello che avrebbe fatto un giapponese in vena di vendetta. E così che Amélie finisce a pulire i bagni : “Mi perseguiti nel bagno? Molto bene. Ci resterai”. 

Andrebbero ricopiate per intero le pagine che descrivono la condizione della donna giapponese : “Se a venticinque anni non sei sposata, hai di che vergognarti, se ridi non sei fine, se il tuo viso esprime un sentimento sei volgare, se menzioni l’esistenza di un pelo sul tuo corpo sei immonda, se un ragazzo ti bacia su una guancia in pubblico sei una puttana, se mangi con piacer sei una scrofa, se provi piacere a dormire sei una vacca”. 

Un altro elemento sul quale il libro attira l’attenzione è un aspetto sul quale in genere si preferisce glissare ma che invece chiunque consideri il Giappone una terra promessa dovrebbe tener presente : il radicato razzismo dei giapponesi nei confronti degli Occidentali, individui dall'intelligenza inferiore, incapaci di lavorare seriamente e colpevoli di infinite nefandezze, dall'individualismo al sudore. Discorsi che Amèlie deve ascoltare sono infatti di un tenore del genere : “Potremmo forse aiutarli a puzzare di meno, ma non potremmo mai evitare che puzzino. È la loro razza. Da loro perfino le belle donne sudano”. 
Questo atteggiamento prevenuto e chiuso caratterizza anche i rapporti interpersonali fra giapponesi stessi, rapporti che dietro quella profusione di inchini e frasi di circostanza nascondono reciproca diffidenza e ostilità o, nella migliore delle ipotesi, incapacità di lasciarsi andare.  

Uno dei punti di forza del libro è lo stile, uno stile originalissimo e inimitabile, mirabolante, preciso, effervescente, che crea effetti stupefacenti attraverso l’accostamenti di diversi livelli di linguaggio e, soprattutto, attraverso la descrizione di episodi umilianti e imbarazzanti o dettagli quotidiani attraverso toni epici e lirici che creano pathos e enfasi. 
Sebbene la lettura riveli un climax drammatico nel procedere incalzante e alienante dei soprusi subiti dalla protagonista, leggendolo si ride, perché nemmeno un anno in Giappone ha privato l’autrice del suo umorismo irresistibile e della sua ironia; l’impressioni finale è quindi quella di aver letto uno dei libri più divertenti e intelligenti della propria vita. 

Perciò consiglio vivissimamente questo libro e tutti gli altri della Nothomb con alcune avvertenze : 
1 : provoca dipendenza! Attenzione : comprare un solo suo libro vi spingerà a correre a procurarvi tutti gli altri 
2 : dopo un paio d’ore di lettura ininterrotta il vostro cervello prenderà il suo ritmo e quindi per il resto del giorno vedrete, penserete, direte e farete cose strane! 
3 : otaku a vari livelli : studiate bene e smettete di pensare al Giappone come la terra promessa in cui vi accetteranno per quello che siete : lì, se non lavorate e producete secondo i loro standard, nella migliore delle ipotesi vi sbattono a pulire i bagni.

domenica 27 gennaio 2013

Giornata delle memoria - per non dimenticare


Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case


Voi che trovate tornando a sera


Il cibo caldo e visi amici:


Considerate se questo è un uomo,


Che lavora nel fango


Che non conosce pace


Che lotta per mezzo pane


Che muore per un sì o per un no.


Considerate se questa è una donna,


Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare


Vuoti gli occhi e freddo il grembo


Come una rana d'inverno.


Meditate che questo è stato:


Vi comando queste parole.


Scolpitele nel vostro cuore


Stando in casa andando per via,


Coricandovi alzandovi:


Ripetetele ai vostri figli.


O vi si sfaccia la casa,


La malattia vi impedisca,


I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi




giovedì 24 gennaio 2013

EBOOK SÌ, EBOOK NO, EBOOK BOH


Post su un argomento di moda, dal quale non riesco a fuggire : se ne parla in casa editrice, se ne parla in biblioteca, se ne parla su internet… e, soprattutto, se ne parla male e con superficialità, e le conversazioni in genere muoiono di morte naturale quando il solito nostalgico conservatore se ne viene con qualcosa tipo “Come si può preferire una fredda macchina impersonale al caro amico che mi fa compagnia mentre mi addormento?”, e tutti lo guardano con l’espressione “ma-sei-scemo”.

Perciò mi è venuta voglia di creare un lista ragionata dei pro e dei contro degli ebook, una lista che aggiornerò man mano che me ne verranno in mente o me ne verranno suggeriti altri.



Intanto, però, anticipo la mia opinione personale : chi ama davvero leggere si concentra sul contenuto e preferisce l’ebook, mentre i difensori del cartaceo a tutti i costi non possono definirsi veri lettori, perché nei libri vedono soprattutto degli oggetti da toccare, riordinare, accumulare e sfoggiare, come se fossero soprammobili, bomboniere, pupazzetti… oggetti, insomma. In pratica, chi preferisce la carta accumula di più, ma legge meno.

VANTAGGI

1 = Spazio. Una memory card può contenere migliaia e migliaia di ebook in uno spazio ridottissimo, mentre non solo in un appartamento normale, ma perfino in una biblioteca potenzialmente infinita, arriva un punto in cui non c’entra più niente, e così i libri più vecchi, o quelli meno letti e richiesti, o quelli esteticamente più modesti, vanno a finire sugli scaffali più alti o nei ripostigli o in cantina, e in pratica si perdono, restano là per anni.

2 = Tempo. Muovendoci in un contesto di acquisti online, l’ebook si scarica in un minuto, un libro può arrivare in un tempo stimato da tre giorni a varie settimane, e in genere ci sono anche le spese di spedizione, i ritardi e le follie delle poste, il problema di intercettare il corriere prima che sparisca per sempre nelle tenebre con il nostro pacco, di allertare i vicini o il portiere, di tracciare il pacco o - esperienza che non auguro a nessuno – di ridursi al colmo dell’ignominia e dell’umiliazione : telefonare al numero verde di Poste Italiane. Se qualcuno pur di avere un libro è disposto a sottoporsi a tutto questo, posso dirgli solo: “Tu non sei un vero lettore”. Un vero lettore vuole il libro al più presto possibile, perché prima lo comincia, prima lo finisce, prima ne può cominciare un altro; un vero lettore non si aspetta il pacco da Babbo Natale, non vuole un nuovo giocattolo, ma uno strumento di conoscenza. Ad esempio, prima ancora di comprare il Kindle Fire, quando avevo ancora soltanto l’applicazione per pc, desideravo tantissimo un libro, Following Hadrian: A Second-Century Journey through the Roman Empire; su Amazon c’era il formato Kindle, a circa 11 euro, a poi varie edizioni vendute da privati, e quindi senza spedizione tracciabile e veloce, e a prezzi altissimi. Ne parlavo in un forum, e gli altri utenti mi consigliavano di aspettare che il prezzo scendesse, a mi sconsigliavano il Kindle perché era un libro bello, con cartine, illustrazioni, con carta e formato appariscenti, carta piacevole al tatto e alla vista… fu in quel momento che mi resi conto che mi stavano descrivendo le caratteristiche estetiche che io cerco in una borsa, mentre io da quel libro - e da tutti gli altri - volevo fatti, date, nomi, teorie e informazioni : il contenuto, in pratica. Così l’ho scaricato, e l’ho finito in un paio di giorni, il tempo che ci sarebbe voluto a inoltrare l’ordine : non sono diventata proprietaria di un oggetto fisico e le mie mani non hanno giocherellato con niente, ma sono diventata proprietaria di conoscenza e cultura, ed è stato il mio cervello a giocherellare!



3 = Prezzo. Tranne che con le case editrici italiane, che non rinunciano a imbrogliarci e hanno prezzi quasi pari per digitale e cartaceo, nel mondo civilizzato con gli ebook si risparmia. Questo ragionamento non è motivato dalla tirchieria, ma da un amore per la lettura così grande che spinge a festeggiare la possibilità di comprare tre ebook al prezzo di un libro. Invece per il nostalgico che mi fa “No, preferisco spendere e aver un solo libro, ma buono” vale la risposta di prima  “Tu non sei un vero lettore”. Un vero lettore non rinuncerebbe mai a più libri per averne uno solo, ma bello : questo lo fa un accumulatore.

4 = Praticità. Addio alle borse pesantissime, addio alle valige piene di libri… biblioteche di migliaia di volumi possono essere spostate agevolmente in una tasca, libri di centinaia di pagine possono essere tenuti in una mano sola, e questo al giorno d’oggi è un vantaggio : sono poche ormai le persone, soprattutto giovani, che contano di trascorrere tutta la vita nello stesso luogo, nella stessa casa, e fra tutti i problemi di spostamento almeno gli ebook risolvono quello di spostare la propria biblioteca da una città all'altra o di abbandonarla per anni o per sempre.

5 = Interattività. Un ebook reader mi consente non solo di sottolineare senza rovinare il libro e di scrivere note e appunti senza sprecare carta, ma anche di cliccare su parole che non conosco di ogni lingua, così che mi appaia la definizione di dizionari sempre aggiornati, di cercare su internet qualsiasi parola, brano, citazione, canzone o film interessante trovi nel libro semplicemente cliccandoci sopra, di fare ricerche per parole, di mettere segnalibri… facendo questo su un libro normale, alla fine avremmo un coso tutto scritto, sgualcito, sottolineato, con le orecchie piegare e la rilegatura allentata.

6 = Preservazione. Un ebook, a differenza del cartaceo, non si esaurisce, non va mai fuori catalogo e quindi non deve essere cercato per cielo e per terra, non deve essere ristampato e non è attaccabile da acqua, fuoco, umidità, agenti patogeni, muffe, topi, insetti e vandali occasionali, non necessita restauri e non rischia di scomparire.

7 = Esordienti. Chi lavora anche solo per un po’ nell'editoria prima o poi si rende conto di una verità fondamentale : nessuno compra i libri degli esordienti. Nessuno. I pochi acquirenti dipendono dal grado di parentela con il suddetto esordiente : genitori, nonni… già su zii e fratelli non si può contare. Mettendo in conto questa verità, le piccole case editrici cercano di limitare le perdite mettendo questi libri a prezzi che vanno dai 10 euro in su, senza capire che così si stanno rovinando con le loro mani, perché - questo è il corollario della verità precedente - nessuno spenderebbe mai 10 euro per un esordiente. Nemmeno io, che nella piccola editoria ci lavoro. Due ragazze che conosco l’anno scorso hanno pubblicato dei romanzi : la trama mi sembrava bella, sapevo che le ragazze erano intelligenti e sensibili e che probabilmente i loro libri mi sarebbero piaciuti, ma nada. Non si spendono 10 euro per le esordienti. E non per tirchieria, perché guadagno bene, ma per principio : con 10 euro compro la Allende, Murakami, Mishima, Balzac, Dickens, Tolstoj, Doris Lessing, no S.V. e M.M. Poi, finalmente, il libro di M.M. diventa un ebook a 3 euro, e un minuto dopo averlo scoperto già lo stava leggendo sul Kindle. La casa editrice di S.V. non è stata tanto intelligente, e quindi il libro se lo può tenere a impolverarsi per i prossimi dieci anni. Morale della favola : incrementare gli ebook significherebbe dare un grande aiuto ai giovani autori e alle piccole case editrici, che fra l’altro risparmierebbero anche tutti i costi della tipografia. Questa tecnologia che viene quasi demonizzata appare quindi opportunità imperdibile per gli editori, soprattutto considerando la grave crisi dell’editoria.

8 = Ecologia. Cari lettori appassionati, ma siete proprio convinti che le foreste stanno qua solo per voi? Per il vostro gusto di riempire gli scaffali e arredare casa con dei rettangolini colorati pieni di pagine? Invece proprio nell'ambito del progetto di salvare il pianeta riducendo gli sprechi, il passaggio al digitale mi sembra un grande passo.

9 = Salute. in un’ebook non c’è bisogno di accecarsi, i caratteri si ingrandiscono, i colori si possono cambiare e la luminosità si può regolare.



SVANTAGGI

1 = con gli ebook la lettura diventa un’operazione ancora più solitaria. In genere l’ebook reader è strettamente personale, oppure ognuno ce l’ha sul suo computer, quindi non capiterà più che qualcuno veda un libro sul nostro comodino e ce lo chieda in prestito, né si potrà più dire qualcosa tipo “Ho cominciato a leggere nelle biblioteca dei miei genitori”. A questo probabilmente in qualche modo si può ovviare : prima c’era la biblioteca di famiglia, in futuro ci l’ebook reader di famiglia. Un altro dubbio che vorrei togliermi è : gli ebook si possono prestare? O quello che ho comprato io ha una specie di codice che lo lega solo al mio account e ai miei dispositivi?

2 = come è successo nel passaggio dal papiro alla pergamena e dalla pergamena alla carta, i libri che non saranno convertiti in formato digitale prima o poi, a lungo andare, scompariranno dalla circolazione, finiranno relegati nelle biblioteche. Quindi la soluzione è convertire tutto, e per fortuna da questo punto di vista perfino l’Italia è alla’avanguardia. L’AIB ha avviato un programma di catalogazione e digitalizzazione del libro antico al quale parteciperà anche la sottoscritta, che è lietissima di dare un contributo alla preservazione del nostro patrimonio librario. Anche il Fai, alla luce dei tagli alle biblioteche piccole e grandi, ha suggerito che le biblioteche e gli archivi provvedano alla «riorganizzazione e digitalizzazione, per garantirne la sopravvivenza e la consultazione in futuro, anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie»

3 = quanta sicurezza offrono veramente gli ebook? Il concetto di digitale è davvero affidabile? Ad esempio, gli ebook che compriamo sono nel nostro account, cioè fisicamente salvati in circuiti che si trovano chissà dove e che dipendono da colossi editoriali che, un giorno, per problemi di varia natura, potrebbero anche non garantire più l’accesso ai nostri account : avremmo in tal caso una garanzia di poter sempre e comunque avere accesso alle nostre collezioni?

4 = Unica obiezione seria : se il passaggio all'ebook fosse totale, milioni di tipografi, correttori di bozze e impiegati a vario titolo nelle librerie perderebbero il lavoro. Questo mi sembra un rischio serissimo, e mi meraviglia che in tutte le conversazioni a cui ho assistito e che ho letto nessuno dei difensori ad oltranza del cartaceo si sia posto questo problema. In casa editrice spesso abbiamo parlato di riconvertire il personale in vista del passaggio al digitale, ma inevitabilmente sopravvivrebbero solo gli esperti di informatica, e nemmeno tutti : no c’è bisogno di guardarsi la fantascienza degli anni ’60 per capire che un solo computer fa il lavoro di più persone. So che in Italia sono nate varie librerie che offrono anche il servizio di shopping online : scandalosamente non ne ho mai vista una, quaggiù nel Terzo Mondo devono ancora arrivare, ma sono molto scettica… insomma, perché dovrei vestirmi e uscire per fare qualcosa che potrei fare da casa, in pigiama, a qualsiasi ora del giorno e della notte?




Però, al di là di tutto, resto dell’opinione che il progresso deve essere incoraggiato, non fermato, e che sopravvive chi si adatta al cambiamento, chi non ci tiene alle sue abitudini. Le scene di panico che stanno accompagnando il passaggio all'ebook sicuramente ci furono anche quando la pergamena sostituì il papiro - leggere non sarà stato più lo stesso senza un soffice rotolone da srotolare con due mani! - o quando la pergamena a sua volta fu sostituita dalla carta - annusare i libri non sarà stato più lo stesso senza quella bella puzza di pecora! - ma ora, dopo secoli, ci rendiamo conto che è stato solo grazie a questi passaggi che ci è arrivata parte della cultura dei millenni precedenti al nostro. Ormai viviamo in una società globale e multimediale, in cui internet è diventato un luogo vero e proprio, in cui la gente va, si incontra, si informa, si conosce. E se in questo luogo globale e multimediale vogliamo portarci anche i nostri libri, è meglio che ci sbrighiamo a renderli compatibili con i nuovi standard di vita.


domenica 20 gennaio 2013

I fantasmi delle biblioteche - Jacques Bonnet


“Non è forse vero che il paradiso è un’immensa biblioteca?” - Bachelard

Dedico questa recensione alla carissima amica che mi ha quasi commossa regalandomi questo libro :)



Un libro per me è sempre il regalo perfetto, ma questo in particolare ha soddisfatto il mio bisogno di lettura nella miglior maniera possibile in quanto è la realizzazione dei più rosei sogni di un bibliomane : un libro che parla di altri libri. Come scrive Charles Nodier “Dopo il piacere di possedere i libri, nessun altro eguaglia quello di parlarne”. Partendo dalla constatazione che “una biblioteca che si sta formando è un essere vivente, non è mai la somma dei singoli libri” (Carlos Marìa Domìnguez), l'autore racconta che il progetto di questo libro è nato da una conversazione con Giuseppe Pontiggia : “Entrambi possedevamo un’enorme biblioteca con parecchie decine di migliaia di volumi. Non una biblioteca da bibliofilo, con libri così preziosi che il proprietario non li apre mai per paura di sciuparli, ma una biblioteca di lavoro dove si scrive sui libri e si legge in bagno senza pensarci due volte, dove si conserva tutto quello che si è letto o che si intende leggere più tardi”. Non c’è un che di familiare in queste parole? Non è infondo la situazione di tutti noi accaniti lettori? E questo libro è infatti il nostro ritratto e il ritratto delle nostre piccole, strane, amatissime biblioteche, una vera e propria appassionata dichiarazione d’amore ai libri e una descrizione delle vita che conduciamo in una comunione indissolubile con essi : “Evasione e conoscenza passarono attraverso il libri. Mi rimase un’eterna riconoscenza nei loro confronti, una specie di debito morale che non ho finito di pagare (…) di qui l’ambizione di dedicare la mia vita a leggere tutti i libri”. La lettura ci immerge perciò in recensioni di libri, aneddoti interessanti, eventi storici, descrizioni di quadri, di correnti letterarie ed artistiche, descrizioni di biblioteche vere e delle più suggestive e famose biblioteche dei romanzi, come quella de Il nome della rosa, quella di Des Esseintes, quella di Peter Kien in Autodafè e quella dei personaggi del “solo libro i cui personaggi sono quasi tutti bibliomani", La casa de papel di Carlos Marìa Domìnguez, il cui protagonista usa le sue migliaia di libri per costruire una casa su una spiaggia, casa che poi distrugge per cercare La linea d’ombra di Conrad; prima aveva affermato “i libri avanzano nella mia casa, silenziosi, innocenti. Non riesco a fermarli”. Il libro si compone quindi di trame di altri libri, di personaggi, di poesie, di citazioni : la lettura è piacevole e alla fine, dopo averlo chiuso, ci accorgiamo di aver imparato qualcosa, gettiamo l’occhio sul foglietto sul quale abbiamo ricopiato i nomi degli autori citati che non conoscevamo, dei libri raccontati e amati dall'autore che ora assolutamente dobbiamo leggere, di libri che ora assolutamente dobbiamo procurarci!! 



Affascinante è la descrizione delle abitudini di lettura del vero lettore : si legge nelle biblioteche come nei treni, nei bus, per strada, nella confusione e nel frastuono, si legge ai tavolini dei bar, si legge perfino mentre si cammina, si scrive sui libri, si piegano gli angoli delle pagine, si ritrovano nei libri le stratificazioni di anni di sottolineature dalle quali si ricostruisce la storia del proprio rapporto con essi, i nostri ricordi ad essi legati …e poco importa che un libro sottolineato non valga più niente : è una parte di noi, “una mia estensione materiale e mentale, destinata a scomparire insieme a me”

È facile riconoscersi anche nel capitolo sulla provenienza dei libri : cosa ci attira in un libro? Perché lo compriamo? Il fascino del titolo, un non so che nel nome dell’autore, perfino la copertina, il film, un aneddoto ad esso legato, le nostre abitudini da autodidatta, la mania di leggere tutte le opere di un autore scoperto per caso o di esplorare tutta una letteratura a partire da un autore, l’impulso a possedere collane complete, aprendo quindi la propria biblioteca personale a libri che esulano dai nostri interessi, il pallino di procurarsi tutti i libri in bibliografia… ognuno di essi rimanda ad altri libri, gli autori ad altri autori, le epoche si legano l’una all'altra ed è attraverso queste infinite ramificazioni che a un certo punto si arriva a possedere sempre più libri. È analizzata perfino la mania di tutti i lettori : le liste di libri da leggere, tanto radicata che Queneau ha pubblicato Pour une bibliotèque idéale, un libro fatto solo di elenchi, e che Henry Miller, ne I libri della mia vita, alla fine compila la lista di quelli che ha letto e di quelli che ha intenzione di leggere. Si parla anche di un’altra mania dei lettori-collezionisti : quando si sono passati anni a cercare un’opera rara e introvabile e, subito dopo avervi messo su le mani, se ne trova un’altra copia, la si compra in nome dei lunghi anni di ricerca!! E così la biblioteca cresce : “possiamo solo guardarla invadere tutte le pareti della stanza, arrampicarsi fino al soffitto, annettere pian piano le altre stanze estromettendone tutto quello che la intralcia. Eliminati i quadri appesi alle pareti e gli oggetti che impediscono la consultazione, la biblioteca avanza col suo seguito di sgabelli e scale, oggetti indispensabili e ingombranti, e richiede continue risistemazioni perché la sua crescita non è lineare e impone di creare nuove sezioni. Essa è innegabilmente il riflesso del suo proprietario, il suo doppio”. La collezionite può tramutarsi facilmente in tendenza all'accumulo  ma infondo “una biblioteca che si sta formando è un essere vivente, non è mai la somma dei singoli libri” (Carlos Marìa Domìnguez). 



Dopo aver analizzato il problema dello spazio l’autore passa poi a quello della catalogazione e dei criteri di schedatura, che vanno dai più classici e razionali – per autore, per lingua, per provenienza geografica, per genere, per forma, per colore – a quelli più fantasiosi : secondo il regolamento di una biblioteca vittoriana le opere degli uomini e quelle delle donne per decenza dovevano essere tenute su scaffali separati e lontani”. È confortante vedere come “il criterio di classificazione di una biblioteca possa costituire un segno premonitore dei disturbi mentali del proprietario”. Il protagonista de La casa de papel sistema i libri secondo i loro “rapporti affettivi” : alzi la mano chi non lo ha fatto!! Il criterio si basa sul mettere vicini gli autori che in vita erano amici, o quelli che si vorrebbe far conoscere e chiacchierare, oppure disporre un libro accanto ad altri “amici”, o pensando che i protagonisti andrebbero d’accordo…Un certo Henri Quentin-Bauchart aveva avuto addirittura l’idea di far sposare i libri!! Anche il principio di disposizione dei 100.000 libri della collezione Warburg è la “legge del buon vicinato”. Ed è quello che spesso faccio anche io, accostando libri ai quali voglio far fare amicizia, libri che possono tenersi compagnia, libri che anche se sono ambientati alle estremità opposte della terra e in epoche diverse nella mia mappa mentale sono affini e si completano, i cui personaggi se si incontrassero e parlassero andrebbero d’accordo!! 

Il lettore passa quindi dalla lettura all'attaccamento per l’oggetto che l’ha resa possibile e finisce così per tramutarsi in collezionista, ma dai collezionisti si differenzia perché il suo vero movente è la voglia di leggere, la curiosità, curiosità intesa come fattore dominante delle azioni degli uomini, la “molla essenziale del divenire umano”, che non ha limiti né confini, che si nutre di se stessa e non si accontenta mai di ciò che trova. Il lettore compulsivo è un vero e proprio conquistatore di terre ricche e affascinanti. E nulla soddisfa la curiosità come la lettura, che supera le frontiere e i limiti della realtà, abbatte le barriere dello spazio e del tempo : come dice Borges “La lettura di un’opera di Cervantes, di Flaubert, di Schopenhauer, di Melville, di Whitman, di Stevenson o di Spinoza è un’esperienza altrettanto forte di un viaggio o di un innamoramento”. Quello che cerchiamo nei libri non è altro che “tutto quello che possiamo sapere sulla condizione umana”



Da qui nasce quell'amore  quella reverenza, quel senso di protezione che le biblioteche ispirano. Per l’autore “la biblioteca protegge dagli ambienti ostili, filtra i rumori del mondo e attenua il gelo circostante, ma nello stesso tempo comunica un senso di onnipotenza. Perché la biblioteca potenzia le povere capacità umane : è un concentrato di tempo e di spazio”

Come afferma Jean Grenier : “Ma le biblioteche, come i musei, sono un rifugio contro l’invecchiamento, la malattia, la morte”. E per questo che nasce una sorta di percezione religiosa di esse, percezione che porta Eco a scrivere: “Se Dio esistesse sarebbe una biblioteca”

Bonnet invece afferma : “la biblioteca è la cosa che più si avvicina al paradiso terrestre”.

Il bisogno di avere libri si identifica quindi con il bisogno di libertà interiore. Un’immagine che mi è rimasta impressa è quella di un condannato a morte che leggeva un libro sul carretto che lo portava alla ghigliottina e che, prima di salire al patibolo, mise un segno all'ultima pagina letta. La lettura si trasforma in libertà : “La libertà era a portata di mano, per sperare di sfuggire al mio destino dovevo leggere, leggere e poi leggere ancora”.

domenica 13 gennaio 2013

Man Asian Literary Prize 2012


Qualche giorno fa sono finalmente stati annunciati i finalisti del Man Asian Literary Prize del 2012.

Questo premio è stato istituito nel 2007 per premiare il miglior romanzo asiatico scritto o tradotto in inglese, e a me sembra un’iniziativa meravigliosa, perché questa clausola linguistica ha incentivato le traduzioni e ha reso possibile anche a noi occidentali di conoscere dei romanzi molto belli di quel continente meraviglioso che è l’Asia e di conoscerne i paesi e la loro letteratura contemporanea.

Il premio è di 30.000 dollari, più 5000 al traduttore, e per i primi anni è stato limitato ad autori esordienti, ma dal 2010 è stato esteso a scrittori già pubblicati, in modo da premiare «the best English works each year by Asian authors and aims to significantly raise international awareness and appreciation of Asian literature».

Le nazioni incluse nel bando sono 34 : Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Timor Est, India, Indonesia, Iran, Kazakistan, Kyrgyzstan, Giappone, Laos, Malesia, Mongolia, Mongolia, Myanmar, Nepal, Corea del Nord e del Sud, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Filippine, Singapore, Sri Lanka, Taiwan, Tagikistan, Thailandia,  Macao,  Maldive, Cina, Turchia, Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam… e visto che io sono una lettrice voracissima e curiosissima, sempre a caccia di libri che descrivano la vita quotidiana e la storia di mondi e realtà lontane, mi sembra un miracolo poter leggere in inglese autori di paesi così lontani e poco conosciuti. È come avere una finestra aperta sull'Asia  su questo continente così vicino eppure ancora così misterioso e poco e mal conosciuto.

Quest’anno inoltre mi interessa più del solito perché il mio autore preferito, Tan Twan Eng, è arrivato in finale; questo autore non è che mi piace : lo venero! Quindi ovviamente tifo per il suo The garden of evening mists, ma anche gli altri romanzi finalisti che ho già letti sono veramente molto belli e validi e per questo, in attesa della premiazione del 21 marzo 2013, leggerò gli altri romanzi finalisti che non conosco e proverò a recensirli.

Dunque, quest’anno vincerà uno frai seguenti romanzi :

The Garden of Evening Mists - Tan Twan Eng

Yun Ling Teoh, sopravvissuta ai campi di concentramento giapponesi, dopo aver studiato in Inghilterra e aver collaborato a perseguire i criminali di guerra giapponesi, ritorna in Malesia, dove ha trascorso l’infanzia. Lì visita l’unico giardino giapponese in Malesia e conosce il suo creatore, l’enigmatico Aritomo, il giardiniere in esilio dell’ex imperatore del Giappone Nonostante il suo odio per tutto quello che riguarda il Giappone, Yun Ling prova a commissionare a quest’uomo in giardino giapponese : questa era stata la promessa che aveva fatto a sua sorella Yun Hong, che era morta nel campo di internamento. Il misterioso e riservato Giapponese rifiuta, ma accetta di prendere Yun Ling come allieva. Col passare del tempo, mentre la situazione del paese peggiora drammaticamente con l’aumentare della guerriglia e dei rischi di rapimento e di omicidio, fra Yun Ling e il maestro si sviluppa un legame delicato e profondo, in un amore spontaneo e sublime il cui sviluppo si accompagna al nascere di interrogativi pressanti : come ha fatto Yun Ling a sopravvivere al campo? Chi è veramente Aritomo e perché si trova là? Che ruolo ha avuto nell'invasione Giapponese? Cosa c’è di vero nella leggenda dell’oro di Yamashita? Che cosa significa il tatuaggio che fa sulla schiena di Yun Ling prima di sparire nella giungla  La risposta a queste domande porta a ricostruire il passato dei protagonisti e di un’intera nazione, attraverso il superamento di un senso di colpa individuale e collettivo e l’affermazione del ruolo indispensabile della memoria nell'esistenza e nella storia umana

La cartella del professore - Hiromi Kawakami


La trentottenne Tsukiko lavora in un ufficio e vive da sola. Una sera incontra in un bar un suo vecchio insegnate di liceo, che chiama semplicemente sensei. Il romanzo racconta con semplicità, malinconia e delicatezza i loro incontri e la nascita di un’originale amicizia fra due persone tanto diverse e apparentemente lontane, ma in realtà unite da affinità profonde e, soprattutto, dal modo  in cui entrambi hanno accettato con serenità la loro solitudine. Questa amicizia sui generis prosegue sullo sfondo del succedersi delle stagioni, fra pranzi, chiacchierate e passeggiate sotto i ciliegi. A parte l’incontro frai protagonisti, nella trama non ci sono eventi particolari, ma il fascino  di questo romanzo si basa tutto sulla sua atmosfera poetica.

Narcopolis - Jeet Thayil

L’argomento principale di questo romanzo è l’oppio e i suoi effetti. Siamo a Bombay negli anni ’70 e attraverso il protagonista esploriamo gli antri più oscuri e pericolosi della città, i suoi splendori e le sue miserie, penetrando nell'assoluto degrado dei suoi slums, insieme Rashid, il proprietario della fumeria più famosa della città, un mussulmano osservante con due mogli e vari figli,  Mr Lee, un ex ufficiale cinese, e lo splendido eunuco  Dimple, venduto dalla madre quando era ancora bambino, condannato a una vita di prostituzione e violenza e che troviamo a discutere con i suoi clienti di filosofia e del senso della vita e dell’amore, mentre per le strade si  aggira l’assassino Pa-tar Maar. Nonostante la crudezza dell’argomento, il romanzo è immerso in un’atmosfera onirica in cui solo la droga e le visioni che essa garantisce riescono a guarire i personaggi dalle loro ferite.

La casa del silenzio - Orhan Pamuk

Il centro di questo romanzo è Fatma, la matriarca di una grande famiglia che vive nell'avita dimora di famiglia insieme al nano Recep, un figlio illegittimo del marito defunto che le fa da domestico. Dopo la morte del figlio e della nuora, oltre a lei della famiglia sono rimasti solo i tre nipoti. Di questi il maggiore, Faruk, è uno storico fallito che si dedica a ricostruire la storia di suo nonno e di suo padre, che era un medico alcolista e un attivista politico costretto a lasciare Istanbul nel 1908, all'inizio della rivoluzione : da allora non si erano mossi dalla cittadina sul mare in cui Fatma ancora vive. La nipote di mezzo, Nilgün, è una studentessa moderna e progressista, e il più giovane, Metin, è un brillante studente che sogna di trasferirsi in America. Quello che accomuna i tre nipoti è il desiderio che la nonna venda la vecchia casa. Il romanzo si svolge durante un’estate in cui tutti e tre vanno a trovare Fatma e la trama si muove fra passato e presente, sviluppando la tematica della necessità di conservare le proprie radice pur protendendosi verso il futuro.

Between Clay and Dust - Musharraf Ali Farooqi


Trama da Amazon : Musharraf Ali Farooqi s new novel, set in an unnamed Pakistani city shortly after Partition, unravels the lives of Ustad Ramzi, one of the greatest wrestlers of the land, who is now old and warmed only by the memories of his past, and the equally renowned Gohar Jan, a courtesan whose kotha once welcomed lords of the land but is now in danger of being shut down. Through the course of this book we witness Ustad Ramzi s almost fanatical devotion to his craft and his akhara, and the attempts of his younger brother Tamami also a wrestler to rise from the towering shadow of Ustad Ramzi. We witness, also, the unusual, unspoken bond that grows between the celibate wrestler and the elegant courtesan, both past their prime. Spare, haunting and exquisitely written, Between Clay and Dust is a remarkably original offering from a novelist working at the height of his powers.

Tranne Between Clay and Dust, che devo procurarmi, gli altri li ho già letti tutti, e sebbene le mie preferenze vadano ovviamente a The Garden, anche gli altri che sono tutti libri meritevoli e splendidi : che vinca il migliore!

Inoltre, anche nella longlist ho trovato dei romanzi che mi hanno incuriosito e che voglio assolutamente leggere

Quindi posso solo dire : Kindle, vieni a me! Abbiamo molto da fare!