«All'inizio c’era la luce, poi cominciarono i crimini»
Un antica villa, un collegio
nascosto in un bosco misterioso, vicino a una laguna fiabesca, un luogo in cui
si intrecciano, in un dialogo incessante e drammatico, presente e passato, i
segreti, i fantasmi, gli errori, le colpe e le lotte di tre generazioni sulle
cui vite si stendono le ombre della più grande tragedia europea… questo è lo
scenario di El Internado, una serie che è riuscita a incollare milioni di
spettatori dalla prima all'ultima puntata grazie a un mix invincibile di
suspense, segreti e misteri.
Questo fenomeno televisivo ha stregato la Spagna,
dove la serie, di 71 episodi, ha debuttato nel 2007 e ha ottenuto un successo
senza precedenti, assicurandosi un audience di 4 milioni di spettatori a
episodio e i più prestigiosi premi televisivi spagnoli. Oltre che una delle più
viste serie di sempre, El Internado è anche una delle più
costose : ogni episodio è stato girato in HD e l’insieme è costato 600 mila
euro. Il suo successo ha dato origine anche a un videogame e a una serie di
romanzi, nonché a un remake francese, L’Internat.
Questo successo senza precedenti si è ripetuto anche nei paesi europei in cui è
andato in onda tranne, ovviamente, in Italia, dove subito è stato etichettato
come prodotto di nicchia sul quale è inutile investire e quindi fermato alla
seconda stagione. Per fortuna le stagioni mancanti sono in corso di traduzione
grazie al gruppo El Internado Italia,
che sta facendo un ottimo lavoro e il cui impegno ci permette non solo di
goderci la serie, che da noi è stata interrotta sul più bello, ma anche di
poter apprezzare una traduzione perfetta e curata e la bravura degli attori in
lingua originale. Nel frattempo comunque io me lo sono guardato in spagnolo,
perché non potevo più resistere alla curiosità, e ora provo a parlare un po’ di
una delle serie tv più originali, interessanti, sorprendenti e di qualità che
abbia mai visto.
Innanzitutto parliamo un po’ del
contesto : negli ultimi anni la Spagna si è distinta nelle sale
cinematografiche internazionali per le sue raffinatissime pellicole horror,
caratterizzate da ghost-thriller che non puntano su scontati effetti visivi
splatter, ma sul coinvolgimento psicologico e sulla creazione di storie
drammatiche in cui il sovrannaturale ha fondamenta storiche e si mescola a
inquietudini provenienti dal passato, soprattutto dalla Guerra Civile e dagli
ancora misteriosi anni che la seguirono, che ancora influenzano il presente. Un
horror, quindi, che si insinua nei ricordi e diventa mezzo privilegiato per
fare i conti con il proprio passato di individui e di nazione e che è perciò
ancora più efficace, perché si insinua nelle inquietudini di ogni essere umano.
Ricordiamo infatti film come La spina del diavolo e Il
labirinto del fauno di Guillermo Del Toro, The Orphanage di Juan Antonio Bayona, Fragile di Jaume Balagueró, Intruders di Juan Carlos Fresnadillo,
Con
gli occhi dell’assassino di Guillem
Morales o anche La pelle che abito di Almodòvar.
Di questo filone sono inoltre esponenti registi come Paco Plaza, Jess Franco,
Jaume Collet-Serra e Armando de Ossorio. Ebbene, tutti gli
elementi che hanno contribuito al successo di questi film li ritroviamo ne El Internado,
che si configura come esperimento nato sull’onda del successo di questo filone
horror, sebbene in esso la tematica horror resti secondaria e si configuri più
come un omaggio al genere che come elemento portante della trama. Invece,
collocandolo nel mondo delle serie tv, è inevitabile il paragone con Lost, di
cui El Internado è stato definito la
versione iberica e che supera in credibilità, perché le basi del mistero sono
storiche e reali, non paranormali.
La storia comincia in maniera
classica, quasi fiabesca : in un antico collegio nel bosco, il Laguna Negra, arrivano i due orfani,
Marcos e Paula, un fratello e una sorella di sedici e sei anni i cui genitori
sono scomparsi da poco. L’avvocato di famiglia li ha messi sotto la tutela
legale di Hector, il direttore del collegio. Con l’inizio dell’anno scolastico
alunni e professori si ritrovano e, insieme a Marcos e Paula, conosciamo i
professori : Camilo, il severo e all'antica professore di latino, Pedro,
l’esuberante prof. di educazione fisica, la dolcissima Amalia, la maestra dei
piccoli della scuola, Alfonso, il visionario
professore di storia, ed Elsa, fidanzata con Hector e figura molto importante :
il collegio, infatti, decenni prima era un orfanotrofio e suo padre ne era il
proprietario.
A questo gruppo di docenti,
consolidato da anni di insegnamento e convivenza, si uniscono i domestici, che
gravitano attorno alla cucina, e già nel loro mondo cominciano ad aprirsi crepe
inquietanti : Maria, la timida e dolce cameriera, è fuggita da un manicomio;
Fermìn, il cuoco cordiale e spiritoso, si rivela poco a poco per quello che è,
un agente sotto copertura, e Jacinta, la governante, saggia ed enigmatica, caustica
e severa, sembra conoscere troppi segreti dell’orfanotrofio, del padre di Elsa
e della strana creatura che si aggira nei boschi.
Fra i banchi di scuola conosciamo
poi i ragazzi che saranno compagni di scuola di Marcos, un gruppo di ragazzi
che si conosceva da anni in quanto frequentavano il collegio dall'infanzia. Fra
questi risaltano Vicky, la più intelligente e pragmatica del gruppo, che si
distingue in mezzo a tutti quei figli di miliardari perché proviene da un
quartiere povero, la bellissima Carolina, per la quale Marcos prova amore a
prima vista, e il suo storico fidanzato Ivan, il bullo della scuola : suo
padre, erede di una delle più antiche e ricche famiglie di Spagna, è nell'amministrazione
del collegio, e così Ivan, snob, prepotente, arrogante e perfido, si sente le
spalle coperte per fare tutto quello che vuole e subito prende di mira Marcos,
al quale fa scherzi molto crudeli con i suoi sottoposti, Roque e Cayetano. Ma la
verità è che Ivan ha una storia difficile alle spalle : lo stesso padre che lo
vizia e dal punto di vista materiale non gli fa mancare niente non solo è in
realtà un criminale violento dal quale Ivan subisce maltrattamenti fin
dall'infanzia, ma non è nemmeno il suo vero padre, lo ha comprato da neonato da
una coppia di minorenni… e la vera madre di Ivan, che non aveva mai smesso di
cercarlo, è Maria, la cameriera, arrivata a Laguna Negra apposta per rivedere
suo figlio.
Mentre la piccola Paula trova un misterioso amico nel bosco, a
trascinare i ragazzi più grandi nei segreti della scuola è Alfonso, che rivela
loro di aver scoperto qualcosa di importantissimo e li invita a fuggire dal
collegio, dove erano in pericolo di vita. Quando Alfonso scompare senza lasciare
traccia, i ragazzi cominciano a indagare e, seguendo gli indizi da lui
lasciati, si ritrovano immersi in un mistero destinato a cambiare le loro vite
per sempre. A loro si unisce per caso anche Marcos, nonostante la rivalità con
Ivan, e presto fanno scoperte inquietanti : anelli e chiavi misteriose, botole
e passaggi segreti, sotterranei che nascondono cadaveri, stanze segrete, una
soffitta piena di oggetti antichi e importanti, vecchie pellicole con terribili
filmati di operazioni chirurgiche effettuate su bambini e, soprattutto, le foto
in bianco e nero di una bambina uguale a Paula, Irene Espì, il cui cognome che
ritorna sui disegni lasciati da un bambino dell’orfanotrofio, Samuel Espì, che
ha lasciato anche indizi che, uniti a quelli lasciati dal professore scomparso,
fanno intravedere ai ragazzi i primi segni di una realtà inquietante, un
mistero che vede coinvolti a vari livelli non solo i professori, ma anche i
genitori dei ragazzi. Cos’era veramente l’orfanotrofio? A che serviva? Chi lo
ha fondato? Perché il tatuaggio della madre di Marcos, il simbolo del segno
zodiacale dei gemelli, compare su una delle porte misteriose? Qual è il ruolo
della Ottex, spregiudicata casa farmaceutica legata alla famiglia di Ivan? E
cosa centra il padre di Ivan con quello di Elsa e con il passato della scuola? A
che serve l’enigmatica serie di numeri, 07 15 24 35 44 57? E chi è che fin
dall'inizio li spia e li tiene sotto controllo, acuendo l’atmosfera
claustrofobica del collegio? Di chi sono le otto iniziali nella sala conferenze segreta?
Così, di puntata in puntata la
trama si infittisce e non provo nemmeno a raccontarla, sia per non spoilerare
sia perché è impossibile, tutti gli eventi che la compongono hanno senso solo
nella geniale concatenazione in cui ci sono progressivamente rivelati e
riassumerli li banalizzerebbe.
Un elemento che si impone
immediatamente all'attenzione è l’affinità con la serie di Harry Potter, alla quale El Internado si avvicina per
l’atmosfera interna del collegio, circondato da un’oscura foresta proibita, in
cui si aggirano creature misteriose, e che al suo interno ospita una comunità
di insegnanti e alunni la cui vita è scandita dalle regole, dai rituali e dalle
celebrazioni della scuola e si svolge in un edificio scolastico che accanto
alle aule vede stanze e passaggi segreti e sotterranei misteriosi, pieno dei
ricordi – e degli indizi – lasciati dagli abitanti e dagli alunni precedenti.
Anche in El Internado i ragazzi e i professori vivono insieme e
combattono fra di loro o fianco a fianco, le lezioni e le dinamiche scolastiche
si intrecciano alla guerra con un nemico potente e spietato ed emerge un gruppo
di amici costretti a far convivere le normali fantasie e avversità
dell’adolescenza con una guerra pericolosa contro forze misteriose, trovandosi
un momento a litigare per questioni di cuore e il momento successivo a lottare
per sopravvivere.Infatti, partendo da un racconto
di vita quotidiana, nella trama si inseriscono, senza che lo spettatore avverta
alcuno scarto stridente nella credibilità della storia, un fantasy con risvolti
paranormali che resta in bilico con l’horror, che a sua volta ospita un dramma
storico e bellico, che a sua volta provoca sia un intrigo internazionale di
associazioni criminali segrete, una alla collegata al mondo delle opere d’arte
scomparse e una a quello delle case farmaceutiche e dell’ingegneria genetica,
sia un thriller scientifico e fantascientifico. Perciò abbiamo inseguimenti
rocamboleschi, intrighi internazionali, scene alla Indiana Jones, associazioni criminali,
criminali di guerra e folli esperimenti scientifici in un mix di generi ben
bilanciato e coerente.
Nell'impostazione El
Internado somiglia a un videogioco punta e clicca, con stanze da
esplorare, oggetti da recuperare e da far interagire con gli ambienti, passaggi
segreti da scoprire, scaffali e libri da frugare, indizi da contestualizzare e,
soprattutto, per la possibilità di andare avanti solo in seguito a
conversazioni e/o scoperte. E in questa esplorazione le sorprese non finiscono
mai : mano a mano che si va avanti con le sette stagioni ci si rende conto che
quelle che nelle puntate precedenti erano state considerate scoperte
sconvolgenti e indispensabili non erano altro che futili dettagli rispetto alla
totalità inimmaginabile della verità finale. E lo stesso vale per il territorio
costituito dall'insieme collegio - cappella - boschi - laguna : proprio come in
un videogioco, andando avanti, si accede a nuovi livelli, in El
Internado andando avanti si scoprono nuovi ambienti, nuove stanze,
nuovi passaggi, nuovi corridoi sotterranei e ogni stagione aggiunge qualcosa
alla mappa mentale che gli spettatori si vanno costruendo; così alla cappella
si aggiunge la sala conferenze sotterranea che, nella quarta stagione, fa scoprire
finalmente ai ragazzi chi è il nemico, inaspettato, remoto e ora tragicamente vicino,
che devono affrontare; ai sotterranei con le prigioni, alle quali si accede dal
camino e dal pozzo, si aggiunge il corridoio con le stanze da letto arredate
all'antica, al quale si aggiungono progressivamente la “sala del tesoro”, le
sale operatorie, e… la stanze segreta per eccellenza, quella con la spiegazione
a tutti i segreti e le risposte a tutte le domande. In questa antica villa
barocca nascosta nel bosco hanno poi immensa importanza i computer, che vengono
usati sia dai ragazzi che dai loro nemici in un turbine di furti di dati
informatici e di password e di affannose ricerche su internet il cui peso
ricade soprattutto su Vicky, il genio informatico e la hacker del gruppo.
Il ritmo narrativo è incalzante e
la storia è costruita in modo perfetto, con colpi di scena continui,rivelazioni,
scoperte e nuovi misteri che si concatenano con naturalezza e insieme con
intelligenza attraverso dettagli apparentemente insignificanti, ma che invece
rappresentano il punto di svolta e di passaggio da una fase all’altra. Le
svolte nella trama sono così inaspettate che a volta lo spettatore resta
davvero sbalordito e ogni stagione di rivela solo una minima parte, uno scorcio
del quadro generale. Scena dopo scena, la suspense e la curiosità crescono e
sono realizzate dalla giustapposizione di un ambiente misterioso e minaccioso -
la sale decorate di rune dai significati ignoti, i sotterranei, i passaggi
segreti, la laguna, il bosco popolato da strane creature e luogo di tetre
leggende – alla routine scolastica di
aule, lezioni e interazioni con i professori, e a un intrigo che fin dalle
prime puntate si preannuncia complesso ed esteso, con delitti, agenti
infiltrati, misteriose associazioni e spie, e la storia antica e terribile dei lati
oscuri della dittatura franchista.
Con discrezione è dato spazio al
sovrannaturale, con fantasmi, visioni e sogni premonitori che avrebbero potuto
banalizzare il tutto, ma che invece sono inseriti nella storia con una maestria
e con una naturalezza tali che lo spettatore non avverte nessun effetto
straniante o stonato. Proprio questa capacità di mescolare con spontaneità ed
arte elementi narrativi tanto diversi e ottenere un insieme coerente,
realistico e interessante è il punto di forza della serie, che in sette
stagioni non ha mai cadute di stile o esagerazioni. Con tanta carne al fuoco,
sarebbe stato facilissimo rovinare tutto, sarebbe bastato un solo dettaglio
inserito male, uno scarto di attenzione a un elemento rispetto a una altro, ma
sorprendentemente la serie riesce a mantenere un livello altissimo dall'inizio
alla fine e ad unire infinite sottotrame, provenienti da diversissimi contesti,
senza perdere efficacia e naturalezza e senza che l’attenzione e la curiosità
del pubblico vengano mai meno. Anche gli infiniti misteri che circondano i
personaggi sono rivelati progressivamente, attraverso il concatenarsi di indizi
e intuizioni, con quelli che sono veri e propri colpi di genio degli autori che
si traducono in incessanti colpi di scena che ipnotizzano gli spettatori : gli ultimi
cinque minuti di ogni puntata mettono in discussione tutto quello che si era
capito fino a quel momento, aprendo prospettive inimmaginabile e tenendo lo
spettatore in un continuo stato di suspense e aspettativa. Risalta anche l’uso
geniale del punto di vista, il “chi sa cosa” o il “chi vede chi”, che fa sì che
le informazioni siano fornite, a noi e ai personaggi, in maniera graduale e
geniale, concatenate fra di loro in maniera consequenziale e dilatata nel tempo
in modo che una scoperta porti alle altre in maniera naturale, senza forzature.
Un altro dei punti di forza della
serie sono i personaggi, che sono figure
a tutto tondo, con personalità originali, realistiche e piene di sfaccettature,
con un carattere e un modo di fare determinati dal loro passato ma non per
questo meno imprevedibili. Ognuno di loro è importante, ognuno ha la sua
storia, il suo passato, la sua psicologia, i suoi dolori nascosti e il suo
ruolo determinante nella storia. Soprattutto, ognuno di loro ha un segreto,
nessuno di loro è quello che sembra : Jacinta, la pragmatica e severa
governante, nel suo passato nasconde una storia d’amore con un uomo che suo
malgrado l’ha trascinata in tutti i crimini del collegio, a partire da quelli
perpetrati contro la sua stessa famiglia; Hector, così simpatico, affascinante,
disponibile e all'avanguardia, sembra troppo bello per essere
vero, e attraverso i molti momenti in cui siamo portati a diffidare di lui, a
immaginarlo colpevole, scopriamo poco a poco i segreti del suo passato, segreti
che lo legano all'orfanotrofio e a Marcos e a Paula; Elsa, da tutti definita
un’arpia, è una donna fredda, arrogante, egoista ma infondo fragile, che non
riesce a far coincidere la sua immagine di spregiudicata donna in carriera con
il suo innato bisogno di formarsi una famiglia e con dei ricordi e degli indizi
che la portano a interrogarsi su cosa nascondano la sua infanzia apparentemente
idilliaca e il suo apparentemente affettuoso padre; Fermìn a un certo punto
deve scavare nel suo passato e scoprire segreti inimmaginabili su suo padre e
il suo legame con Saul, il boss della misteriosa organizzazione per la quale fa
l’agente sotto copertura nel collegio, e con il passato del collegio; Saul, a
sua volta, all'inizio ci appare come un assassino freddo e spietato, come
cinico boss criminale, ma anche lui persegue una vendetta contro atrocità che
vanno avanti da decenni e che ha vissuto in prima persona.
Passando ai ragazzi,
un personaggio splendido è la provocante e bellissima Julia, l’ultima alunna
che si aggiunge al gruppo. Ribelle, anticonformista e spregiudicata, rinchiusa
a Laguna Negra per il suo passato scandaloso, in realtà ha poteri che la fanno
soffrire e una sensibilità che poco a poco la avvicina agli altri insieme alla
scoperta, fra la terza e la quarta stagione, che anche la morte di suo padre è
collegata ai segreti del collegio. La sua presenza, insieme all'amicizia e
all'influenza di Marcos e all’affetto di Maria, contribuirà a cambiare Ivan,
che resta arrogante e sbruffone, ma sempre più spesso fa emergere il suo
coraggio e il suo cuore d’oro. E perfino Noiret a un certo punto si scopre
finalmente padre e per l’unica volta nella sua vita fa qualcosa per il figlio
che ha comprato.
Nel corso delle sette stagioni
arrivano poi numerosi altri professori e personaggi, anche loro implicati a
vario titolo nei misteri del collegio e anche loro in fuga dal passato, come
Rebeca, che ha il potere di vedere i crimini che le persone hanno commesso, Martin,
in fuga dalla giustizia per aver rapito suo figlio Lucas e che, si scopre, era
amico della madre di Marcos e Paula e anche lui vittima dell’orfanotrofio,
Clara, l’apparentemente innocua insegnante di danza, la crudele Asuncion Hervas, Max Levov, che ha il
potere di entrare nei sogni, la nuova studentessa Amaia, l’autoritario,
intransigente e crudele tenente Garrido e il suo capo, il colonnello Araujo,
che porta i militari nella storia, i gemelli nemici Daniel e Hugo, la
scienziata Lucia, legata a Hector e madre di un figlio di Noiret, Alicia, la nuova
professoressa di filosofia nonché infiltrata della polizia… Tutti combattono per qualcosa, nel bene e nel male, ma anche
quelli che lottano per lo stesso scopo non possono aiutarsi perché non possono
fidarsi gli uni degli altri.
Sempre restando in tema
personaggi, un altro elemento innovativo e che non ci sono dei veri e propri
protagonisti, delle figure centrali attorno alle quali si organizza la trama
centrale, perché a turno tutti sono protagonisti in quanto tutti coinvolti,
consapevolmente o meno, nel fulcro della trama. Questo fa sì che anche nel
gruppo dei ragazzi non emerga la figura ingombrante e fastidiosa di un eroe, di
un prescelto che nei momenti culminanti risolve magicamente tutto; invece
rispetto alla trama i ragazzi sono alla pari e ognuno, in base al suo carattere
e al suo background, riesce a comprendere parti del problema che sfuggono agli
altri e a proporre azioni risolutive.
Naturalmente, dal momento che la
storia è ambientata per la maggior parte del tempo in un mondo di sedicenni, nella
trama si intrecciano con maestri e delicatezza varie storie d’amore, ma la
bravura dei registi è quella di mantenerle ai margini, di non scadere mai nel
sentimentalismo e nella banalità, cosa fin troppo facile in un collegio pieno
di adulti e adolescenti affascinanti; ma la loro vita privata, alla quale viene
comunque dato spazio, resta secondaria alla trama principale e riceve maggiore
attenzione solo quando è funzionale ad essa. Non manca nemmeno una parte più
sul versante della telenovella, con figli illegittimi e segreti di famiglia, ma
resta sullo sfondo e contribuisce semplicemente ad arricchire la psicologia dei
personaggi senza influire in maniera significativa sulla trama. Anche i vari
triangoli amorosi che inevitabilmente nascono fra i ragazzi - Ivan, Marcos e
Carol, Ivan, Carol e Vicky, Ivan, Julia e Roque – non impediscono ai personaggi
di avere la maturità di continuare a combattere insieme come alleati anche
quando nella vita privata si trovavano a essere rivali. Questo è possibile sia perché
combattono contro un nemico che fin dall'inizio si rivela capace di uccidere,
sia perché fra i ragazzi si intrecciano legai emotivi strettissimi, che vanno
al di là dell’amicizia e dell’amore : già dopo le prime serie diventano una
famiglia, una famiglia determinata a restare unita nonostante occasionali liti
e disaccordi, perché le loro vere famiglie sono lontane, ostili o pericolose e
quindi i ragazzi diventano l’uno il punto di riferimento affettivo degli altri
e sono spinti ad andare avanti non solo dalla lotta per la sopravvivenza, ma
anche dall'essersi dati come priorità il benessere e la salvezza degli altri.
Uno dei rapporti più belli e ben
descritti è l’amicizia fra Marcos e Ivan. All'inizio sono nemici giurati e fra
di loro si instaurano le dinamiche che la Rowling crea fra Harry Potter e Draco
Malfoy : l’orfano sfortunato e puro alle prese con il viziatissimo, perfido e
arrogante erede di una nobile e ricca famiglia. In entrambe le coppie di
antagonisti vediamo una scena in cui l’uno vede l’altro nel momento di massima
debolezza e disperazione, ma da questo incontro fra Ivan e Marcos nasce un
legame profondo e affettuoso che li trasforma in migliori amici e confidenti,
sempre pronti a difendersi, proteggersi, rassicurarsi e incoraggiarsi a vicenda,
e così vediamo l’anaffettivo e presuntuoso Ivan fare di tutto per consolare il
suo amico e Marcos, che dalla scomparsa dei genitori è diventato freddo e
diffidente, sostenere Ivan in tutto. Parallelamente, fra le ragazze l’amicizia
fra Vicky e Carol resiste a ogni rivalità e malinteso e anche nei momenti
peggiori non smettono mai di prendersi l’una cura dell’altra.
Anche nel mondo dei bambini è
tenerissimo il legame fra le due piccole del collegio, Evelyn e Paula, che un
momento si abbracciano, un momento litigano, ma non smettono mai di confidarsi
tutti e combinare guai come due sorelle. E da questo punto di vista una
menzione speciale va agli attori che interpretano i bambini, che sono veramente
dei talenti straordinari. E la rappresentazione tenera e realistica del mondo
dell’infanzia è uno dei tanti grandi meriti della serie : in genere i bambini
creati ad arte da scrittori e registi sono creaturine insopportabili, troppo
angeliche, troppo pestifere, troppo mature o troppo infantili, ad ogni modo artificiose,
che mostrano chiaramente che dietro di loro c’è un adulto che cerca di divinare
cosa un bambino farebbe o direbbe.
Nulla di tutto questo si avverte con Paula,
Evelyn e Lucas, che dell’infanzia conservano la naturalezza, la spontaneità,
l’ingenuità, l’immaginazione e il modo emotivo e fantasioso di rapportarsi alla
realtà. Sono bambini moderni e precoci, non li si imbroglia facilmente, ma
restano pur sempre bambini che da un lato vivono in un loro mondo fantastico,
in cui tutto può accadere, con i loro piccolo drammi, e dall’altro percepiscono
sempre più dell’oscura realtà che li circonda, fino a divenirne protagonisti :
fin dalla prima puntato si capisce che Paula, con il suo rapporto privilegiato
con le creature dei boschi, ha un ruolo essenziale nella trama, ma è solo con
il proseguire delle sette stagioni che ci si rende conto che è lei, con Irene
Espì ed Eva – tre personaggi interpretati dalla stessa attrice - il centro e la
chiave di tutto.
Ad ogni modo, parlare di El
Internado in modo che faccia onore a questa serie è impossibile; si può solo
consigliare di vederla : non ve ne pentirete!











Complimenti per il post^^ Molto curato.
RispondiEliminaHo visto 2 episodi (o 3) non ce l'ho fatta ad andare avanti....Gli attori poi mi sembravano davvero impacciati...
Grazie! Se li hai visti in italiano non mi meraviglio : il doppiaggio è stato davvero penoso U_U avrebbero dovuto usare i bei doppiatori di una volta, non dei dilettanti… ma la storia merita davvero, se durante queste vacanze hai tempo prova a recuperarla!
Eliminasi si infatti li ho visti in italiano....babbabia dovevano lasciare la serie direttamente in spagnolo e metterci i sottotitoli.
EliminaDi tempo ne ho, spero di riuscire a trovarla^^
Sul gruppo FB che ho linkato stanno sottotitolando le puntate : prova a guardartene una in streaming e vedrai che differenza!
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