venerdì 19 luglio 2013

El Internado

«All'inizio c’era la luce, poi cominciarono i crimini»


Un antica villa, un collegio nascosto in un bosco misterioso, vicino a una laguna fiabesca, un luogo in cui si intrecciano, in un dialogo incessante e drammatico, presente e passato, i segreti, i fantasmi, gli errori, le colpe e le lotte di tre generazioni sulle cui vite si stendono le ombre della più grande tragedia europea… questo è lo scenario di El Internado, una serie che è riuscita a incollare milioni di spettatori dalla prima all'ultima puntata grazie a un mix invincibile di suspense, segreti e misteri. 

Questo fenomeno televisivo ha stregato la Spagna, dove la serie, di 71 episodi, ha debuttato nel 2007 e ha ottenuto un successo senza precedenti, assicurandosi un audience di 4 milioni di spettatori a episodio e i più prestigiosi premi televisivi spagnoli. Oltre che una delle più viste serie di sempre, El Internado è anche una delle più costose : ogni episodio è stato girato in HD e l’insieme è costato 600 mila euro. Il suo successo ha dato origine anche a un videogame e a una serie di romanzi, nonché a un remake francese, L’Internat

Questo successo senza precedenti si è ripetuto anche nei paesi europei in cui è andato in onda tranne, ovviamente, in Italia, dove subito è stato etichettato come prodotto di nicchia sul quale è inutile investire e quindi fermato alla seconda stagione. Per fortuna le stagioni mancanti sono in corso di traduzione grazie al gruppo El Internado Italia, che sta facendo un ottimo lavoro e il cui impegno ci permette non solo di goderci la serie, che da noi è stata interrotta sul più bello, ma anche di poter apprezzare una traduzione perfetta e curata e la bravura degli attori in lingua originale. Nel frattempo comunque io me lo sono guardato in spagnolo, perché non potevo più resistere alla curiosità, e ora provo a parlare un po’ di una delle serie tv più originali, interessanti, sorprendenti e di qualità che abbia mai visto. 

Innanzitutto parliamo un po’ del contesto : negli ultimi anni la Spagna si è distinta nelle sale cinematografiche internazionali per le sue raffinatissime pellicole horror, caratterizzate da ghost-thriller che non puntano su scontati effetti visivi splatter, ma sul coinvolgimento psicologico e sulla creazione di storie drammatiche in cui il sovrannaturale ha fondamenta storiche e si mescola a inquietudini provenienti dal passato, soprattutto dalla Guerra Civile e dagli ancora misteriosi anni che la seguirono, che ancora influenzano il presente. Un horror, quindi, che si insinua nei ricordi e diventa mezzo privilegiato per fare i conti con il proprio passato di individui e di nazione e che è perciò ancora più efficace, perché si insinua nelle inquietudini di ogni essere umano. Ricordiamo infatti film come La spina del diavolo e Il labirinto del fauno di Guillermo Del Toro, The Orphanage di Juan Antonio Bayona, Fragile di Jaume Balagueró, Intruders di Juan Carlos Fresnadillo, Con gli occhi dell’assassino di Guillem Morales o anche La pelle che abito di Almodòvar. Di questo filone sono inoltre esponenti registi come Paco Plaza, Jess Franco, Jaume Collet-Serra e Armando de Ossorio. Ebbene, tutti gli elementi che hanno contribuito al successo di questi film li ritroviamo ne El Internado, che si configura come esperimento nato sull’onda del successo di questo filone horror, sebbene in esso la tematica horror resti secondaria e si configuri più come un omaggio al genere che come elemento portante della trama. Invece, collocandolo nel mondo delle serie tv, è inevitabile il paragone con Lost, di cui  El Internado è stato definito la versione iberica e che supera in credibilità, perché le basi del mistero sono storiche e reali, non paranormali.

La storia comincia in maniera classica, quasi fiabesca : in un antico collegio nel bosco, il Laguna Negra, arrivano i due orfani, Marcos e Paula, un fratello e una sorella di sedici e sei anni i cui genitori sono scomparsi da poco. L’avvocato di famiglia li ha messi sotto la tutela legale di Hector, il direttore del collegio. Con l’inizio dell’anno scolastico alunni e professori si ritrovano e, insieme a Marcos e Paula, conosciamo i professori : Camilo, il severo e all'antica professore di latino, Pedro, l’esuberante prof. di educazione fisica, la dolcissima Amalia, la maestra dei piccoli  della scuola, Alfonso, il visionario professore di storia, ed Elsa, fidanzata con Hector e figura molto importante : il collegio, infatti, decenni prima era un orfanotrofio e suo padre ne era il proprietario.
A questo gruppo di docenti, consolidato da anni di insegnamento e convivenza, si uniscono i domestici, che gravitano attorno alla cucina, e già nel loro mondo cominciano ad aprirsi crepe inquietanti : Maria, la timida e dolce cameriera, è fuggita da un manicomio; Fermìn, il cuoco cordiale e spiritoso, si rivela poco a poco per quello che è, un agente sotto copertura, e Jacinta, la governante, saggia ed enigmatica, caustica e severa, sembra conoscere troppi segreti dell’orfanotrofio, del padre di Elsa e della strana creatura che si aggira nei boschi.

Fra i banchi di scuola conosciamo poi i ragazzi che saranno compagni di scuola di Marcos, un gruppo di ragazzi che si conosceva da anni in quanto frequentavano il collegio dall'infanzia. Fra questi risaltano Vicky, la più intelligente e pragmatica del gruppo, che si distingue in mezzo a tutti quei figli di miliardari perché proviene da un quartiere povero, la bellissima Carolina, per la quale Marcos prova amore a prima vista, e il suo storico fidanzato Ivan, il bullo della scuola : suo padre, erede di una delle più antiche e ricche famiglie di Spagna, è nell'amministrazione del collegio, e così Ivan, snob, prepotente, arrogante e perfido, si sente le spalle coperte per fare tutto quello che vuole e subito prende di mira Marcos, al quale fa scherzi molto crudeli con i suoi sottoposti, Roque e Cayetano. Ma la verità è che Ivan ha una storia difficile alle spalle : lo stesso padre che lo vizia e dal punto di vista materiale non gli fa mancare niente non solo è in realtà un criminale violento dal quale Ivan subisce maltrattamenti fin dall'infanzia, ma non è nemmeno il suo vero padre, lo ha comprato da neonato da una coppia di minorenni… e la vera madre di Ivan, che non aveva mai smesso di cercarlo, è Maria, la cameriera, arrivata a Laguna Negra apposta per rivedere suo figlio. 

Mentre la piccola Paula trova un misterioso amico nel bosco, a trascinare i ragazzi più grandi nei segreti della scuola è Alfonso, che rivela loro di aver scoperto qualcosa di importantissimo e li invita a fuggire dal collegio, dove erano in pericolo di vita. Quando Alfonso scompare senza lasciare traccia, i ragazzi cominciano a indagare e, seguendo gli indizi da lui lasciati, si ritrovano immersi in un mistero destinato a cambiare le loro vite per sempre. A loro si unisce per caso anche Marcos, nonostante la rivalità con Ivan, e presto fanno scoperte inquietanti : anelli e chiavi misteriose, botole e passaggi segreti, sotterranei che nascondono cadaveri, stanze segrete, una soffitta piena di oggetti antichi e importanti, vecchie pellicole con terribili filmati di operazioni chirurgiche effettuate su bambini e, soprattutto, le foto in bianco e nero di una bambina uguale a Paula, Irene Espì, il cui cognome che ritorna sui disegni lasciati da un bambino dell’orfanotrofio, Samuel Espì, che ha lasciato anche indizi che, uniti a quelli lasciati dal professore scomparso, fanno intravedere ai ragazzi i primi segni di una realtà inquietante, un mistero che vede coinvolti a vari livelli non solo i professori, ma anche i genitori dei ragazzi. Cos’era veramente l’orfanotrofio? A che serviva? Chi lo ha fondato? Perché il tatuaggio della madre di Marcos, il simbolo del segno zodiacale dei gemelli, compare su una delle porte misteriose? Qual è il ruolo della Ottex, spregiudicata casa farmaceutica legata alla famiglia di Ivan? E cosa centra il padre di Ivan con quello di Elsa e con il passato della scuola? A che serve l’enigmatica serie di numeri, 07 15 24 35 44 57? E chi è che fin dall'inizio li spia e li tiene sotto controllo, acuendo l’atmosfera claustrofobica del collegio? Di chi sono le otto iniziali nella sala conferenze segreta?

Così, di puntata in puntata la trama si infittisce e non provo nemmeno a raccontarla, sia per non spoilerare sia perché è impossibile, tutti gli eventi che la compongono hanno senso solo nella geniale concatenazione in cui ci sono progressivamente rivelati e riassumerli li banalizzerebbe. 

Un elemento che si impone immediatamente all'attenzione è l’affinità con la serie di Harry Potter, alla quale El Internado si avvicina per l’atmosfera interna del collegio, circondato da un’oscura foresta proibita, in cui si aggirano creature misteriose, e che al suo interno ospita una comunità di insegnanti e alunni la cui vita è scandita dalle regole, dai rituali e dalle celebrazioni della scuola e si svolge in un edificio scolastico che accanto alle aule vede stanze e passaggi segreti e sotterranei misteriosi, pieno dei ricordi – e degli indizi – lasciati dagli abitanti e dagli alunni precedenti. Anche in El Internado i ragazzi e i professori vivono insieme e combattono fra di loro o fianco a fianco, le lezioni e le dinamiche scolastiche si intrecciano alla guerra con un nemico potente e spietato ed emerge un gruppo di amici costretti a far convivere le normali fantasie e avversità dell’adolescenza con una guerra pericolosa contro forze misteriose, trovandosi un momento a litigare per questioni di cuore e il momento successivo a lottare per sopravvivere.Infatti, partendo da un racconto di vita quotidiana, nella trama si inseriscono, senza che lo spettatore avverta alcuno scarto stridente nella credibilità della storia, un fantasy con risvolti paranormali che resta in bilico con l’horror, che a sua volta ospita un dramma storico e bellico, che a sua volta provoca sia un intrigo internazionale di associazioni criminali segrete, una alla collegata al mondo delle opere d’arte scomparse e una a quello delle case farmaceutiche e dell’ingegneria genetica, sia un thriller scientifico e fantascientifico. Perciò abbiamo inseguimenti rocamboleschi, intrighi internazionali, scene alla Indiana Jones, associazioni criminali, criminali di guerra e folli esperimenti scientifici in un mix di generi ben bilanciato e coerente.

Nell'impostazione El Internado somiglia a un videogioco punta e clicca, con stanze da esplorare, oggetti da recuperare e da far interagire con gli ambienti, passaggi segreti da scoprire, scaffali e libri da frugare, indizi da contestualizzare e, soprattutto, per la possibilità di andare avanti solo in seguito a conversazioni e/o scoperte. E in questa esplorazione le sorprese non finiscono mai : mano a mano che si va avanti con le sette stagioni ci si rende conto che quelle che nelle puntate precedenti erano state considerate scoperte sconvolgenti e indispensabili non erano altro che futili dettagli rispetto alla totalità inimmaginabile della verità finale. E lo stesso vale per il territorio costituito dall'insieme collegio - cappella - boschi - laguna : proprio come in un videogioco, andando avanti, si accede a nuovi livelli, in El Internado andando avanti si scoprono nuovi ambienti, nuove stanze, nuovi passaggi, nuovi corridoi sotterranei e ogni stagione aggiunge qualcosa alla mappa mentale che gli spettatori si vanno costruendo; così alla cappella si aggiunge la sala conferenze sotterranea che, nella quarta stagione, fa scoprire finalmente ai ragazzi chi è il nemico, inaspettato, remoto e ora tragicamente vicino, che devono affrontare; ai sotterranei con le prigioni, alle quali si accede dal camino e dal pozzo, si aggiunge il corridoio con le stanze da letto arredate all'antica, al quale si aggiungono progressivamente la “sala del tesoro”, le sale operatorie, e… la stanze segreta per eccellenza, quella con la spiegazione a tutti i segreti e le risposte a tutte le domande. In questa antica villa barocca nascosta nel bosco hanno poi immensa importanza i computer, che vengono usati sia dai ragazzi che dai loro nemici in un turbine di furti di dati informatici e di password e di affannose ricerche su internet il cui peso ricade soprattutto su Vicky, il genio informatico e la hacker del gruppo.

Il ritmo narrativo è incalzante e la storia è costruita in modo perfetto, con colpi di scena continui,rivelazioni, scoperte e nuovi misteri che si concatenano con naturalezza e insieme con intelligenza attraverso dettagli apparentemente insignificanti, ma che invece rappresentano il punto di svolta e di passaggio da una fase all’altra. Le svolte nella trama sono così inaspettate che a volta lo spettatore resta davvero sbalordito e ogni stagione di rivela solo una minima parte, uno scorcio del quadro generale. Scena dopo scena, la suspense e la curiosità crescono e sono realizzate dalla giustapposizione di un ambiente misterioso e minaccioso - la sale decorate di rune dai significati ignoti, i sotterranei, i passaggi segreti, la laguna, il bosco popolato da strane creature e luogo di tetre leggende –  alla routine scolastica di aule, lezioni e interazioni con i professori, e a un intrigo che fin dalle prime puntate si preannuncia complesso ed esteso, con delitti, agenti infiltrati, misteriose associazioni e spie, e la storia antica e terribile dei lati oscuri della dittatura franchista.

Con discrezione è dato spazio al sovrannaturale, con fantasmi, visioni e sogni premonitori che avrebbero potuto banalizzare il tutto, ma che invece sono inseriti nella storia con una maestria e con una naturalezza tali che lo spettatore non avverte nessun effetto straniante o stonato. Proprio questa capacità di mescolare con spontaneità ed arte elementi narrativi tanto diversi e ottenere un insieme coerente, realistico e interessante è il punto di forza della serie, che in sette stagioni non ha mai cadute di stile o esagerazioni. Con tanta carne al fuoco, sarebbe stato facilissimo rovinare tutto, sarebbe bastato un solo dettaglio inserito male, uno scarto di attenzione a un elemento rispetto a una altro, ma sorprendentemente la serie riesce a mantenere un livello altissimo dall'inizio alla fine e ad unire infinite sottotrame, provenienti da diversissimi contesti, senza perdere efficacia e naturalezza e senza che l’attenzione e la curiosità del pubblico vengano mai meno. Anche gli infiniti misteri che circondano i personaggi sono rivelati progressivamente, attraverso il concatenarsi di indizi e intuizioni, con quelli che sono veri e propri colpi di genio degli autori che si traducono in incessanti colpi di scena che ipnotizzano gli spettatori : gli ultimi cinque minuti di ogni puntata mettono in discussione tutto quello che si era capito fino a quel momento, aprendo prospettive inimmaginabile e tenendo lo spettatore in un continuo stato di suspense e aspettativa. Risalta anche l’uso geniale del punto di vista, il “chi sa cosa” o il “chi vede chi”, che fa sì che le informazioni siano fornite, a noi e ai personaggi, in maniera graduale e geniale, concatenate fra di loro in maniera consequenziale e dilatata nel tempo in modo che una scoperta porti alle altre in maniera naturale, senza forzature.

Un altro dei punti di forza della serie sono i personaggi, che  sono figure a tutto tondo, con personalità originali, realistiche e piene di sfaccettature, con un carattere e un modo di fare determinati dal loro passato ma non per questo meno imprevedibili. Ognuno di loro è importante, ognuno ha la sua storia, il suo passato, la sua psicologia, i suoi dolori nascosti e il suo ruolo determinante nella storia. Soprattutto, ognuno di loro ha un segreto, nessuno di loro è quello che sembra : Jacinta, la pragmatica e severa governante, nel suo passato nasconde una storia d’amore con un uomo che suo malgrado l’ha trascinata in tutti i crimini del collegio, a partire da quelli perpetrati contro la sua stessa famiglia; Hector, così simpatico, affascinante, disponibile e all'avanguardia, sembra troppo bello per essere vero, e attraverso i molti momenti in cui siamo portati a diffidare di lui, a immaginarlo colpevole, scopriamo poco a poco i segreti del suo passato, segreti che lo legano all'orfanotrofio e a Marcos e a Paula; Elsa, da tutti definita un’arpia, è una donna fredda, arrogante, egoista ma infondo fragile, che non riesce a far coincidere la sua immagine di spregiudicata donna in carriera con il suo innato bisogno di formarsi una famiglia e con dei ricordi e degli indizi che la portano a interrogarsi su cosa nascondano la sua infanzia apparentemente idilliaca e il suo apparentemente affettuoso padre; Fermìn a un certo punto deve scavare nel suo passato e scoprire segreti inimmaginabili su suo padre e il suo legame con Saul, il boss della misteriosa organizzazione per la quale fa l’agente sotto copertura nel collegio, e con il passato del collegio; Saul, a sua volta, all'inizio ci appare come un assassino freddo e spietato, come cinico boss criminale, ma anche lui persegue una vendetta contro atrocità che vanno avanti da decenni e che ha vissuto in prima persona. 
Passando ai ragazzi, un personaggio splendido è la provocante e bellissima Julia, l’ultima alunna che si aggiunge al gruppo. Ribelle, anticonformista e spregiudicata, rinchiusa a Laguna Negra per il suo passato scandaloso, in realtà ha poteri che la fanno soffrire e una sensibilità che poco a poco la avvicina agli altri insieme alla scoperta, fra la terza e la quarta stagione, che anche la morte di suo padre è collegata ai segreti del collegio. La sua presenza, insieme all'amicizia e all'influenza di Marcos e all’affetto di Maria, contribuirà a cambiare Ivan, che resta arrogante e sbruffone, ma sempre più spesso fa emergere il suo coraggio e il suo cuore d’oro. E perfino Noiret a un certo punto si scopre finalmente padre e per l’unica volta nella sua vita fa qualcosa per il figlio che ha comprato.

Nel corso delle sette stagioni arrivano poi numerosi altri professori e personaggi, anche loro implicati a vario titolo nei misteri del collegio e anche loro in fuga dal passato, come Rebeca, che ha il potere di vedere i crimini che le persone hanno commesso, Martin, in fuga dalla giustizia per aver rapito suo figlio Lucas e che, si scopre, era amico della madre di Marcos e Paula e anche lui vittima dell’orfanotrofio, Clara, l’apparentemente innocua insegnante di danza, la crudele Asuncion Hervas, Max Levov, che ha il potere di entrare nei sogni, la nuova studentessa Amaia, l’autoritario, intransigente e crudele tenente Garrido e il suo capo, il colonnello Araujo, che porta i militari nella storia, i gemelli nemici Daniel e Hugo, la scienziata Lucia, legata a Hector e madre di un figlio di Noiret, Alicia, la nuova professoressa di filosofia nonché infiltrata della polizia… Tutti combattono per qualcosa, nel bene e nel male, ma anche quelli che lottano per lo stesso scopo non possono aiutarsi perché non possono fidarsi gli uni degli altri.

Sempre restando in tema personaggi, un altro elemento innovativo e che non ci sono dei veri e propri protagonisti, delle figure centrali attorno alle quali si organizza la trama centrale, perché a turno tutti sono protagonisti in quanto tutti coinvolti, consapevolmente o meno, nel fulcro della trama. Questo fa sì che anche nel gruppo dei ragazzi non emerga la figura ingombrante e fastidiosa di un eroe, di un prescelto che nei momenti culminanti risolve magicamente tutto; invece rispetto alla trama i ragazzi sono alla pari e ognuno, in base al suo carattere e al suo background, riesce a comprendere parti del problema che sfuggono agli altri e a proporre azioni risolutive.

Naturalmente, dal momento che la storia è ambientata per la maggior parte del tempo in un mondo di sedicenni, nella trama si intrecciano con maestri e delicatezza varie storie d’amore, ma la bravura dei registi è quella di mantenerle ai margini, di non scadere mai nel sentimentalismo e nella banalità, cosa fin troppo facile in un collegio pieno di adulti e adolescenti affascinanti; ma la loro vita privata, alla quale viene comunque dato spazio, resta secondaria alla trama principale e riceve maggiore attenzione solo quando è funzionale ad essa. Non manca nemmeno una parte più sul versante della telenovella, con figli illegittimi e segreti di famiglia, ma resta sullo sfondo e contribuisce semplicemente ad arricchire la psicologia dei personaggi senza influire in maniera significativa sulla trama. Anche i vari triangoli amorosi che inevitabilmente nascono fra i ragazzi - Ivan, Marcos e Carol, Ivan, Carol e Vicky, Ivan, Julia e Roque – non impediscono ai personaggi di avere la maturità di continuare a combattere insieme come alleati anche quando nella vita privata si trovavano a essere rivali. Questo è possibile sia perché combattono contro un nemico che fin dall'inizio si rivela capace di uccidere, sia perché fra i ragazzi si intrecciano legai emotivi strettissimi, che vanno al di là dell’amicizia e dell’amore : già dopo le prime serie diventano una famiglia, una famiglia determinata a restare unita nonostante occasionali liti e disaccordi, perché le loro vere famiglie sono lontane, ostili o pericolose e quindi i ragazzi diventano l’uno il punto di riferimento affettivo degli altri e sono spinti ad andare avanti non solo dalla lotta per la sopravvivenza, ma anche dall'essersi dati come priorità il benessere e la salvezza degli altri.
Uno dei rapporti più belli e ben descritti è l’amicizia fra Marcos e Ivan. All'inizio sono nemici giurati e fra di loro si instaurano le dinamiche che la Rowling crea fra Harry Potter e Draco Malfoy : l’orfano sfortunato e puro alle prese con il viziatissimo, perfido e arrogante erede di una nobile e ricca famiglia. In entrambe le coppie di antagonisti vediamo una scena in cui l’uno vede l’altro nel momento di massima debolezza e disperazione, ma da questo incontro fra Ivan e Marcos nasce un legame profondo e affettuoso che li trasforma in migliori amici e confidenti, sempre pronti a difendersi, proteggersi, rassicurarsi e incoraggiarsi a vicenda, e così vediamo l’anaffettivo e presuntuoso Ivan fare di tutto per consolare il suo amico e Marcos, che dalla scomparsa dei genitori è diventato freddo e diffidente, sostenere Ivan in tutto. Parallelamente, fra le ragazze l’amicizia fra Vicky e Carol resiste a ogni rivalità e malinteso e anche nei momenti peggiori non smettono mai di prendersi l’una cura dell’altra.

Anche nel mondo dei bambini è tenerissimo il legame fra le due piccole del collegio, Evelyn e Paula, che un momento si abbracciano, un momento litigano, ma non smettono mai di confidarsi tutti e combinare guai come due sorelle. E da questo punto di vista una menzione speciale va agli attori che interpretano i bambini, che sono veramente dei talenti straordinari. E la rappresentazione tenera e realistica del mondo dell’infanzia è uno dei tanti grandi meriti della serie : in genere i bambini creati ad arte da scrittori e registi sono creaturine insopportabili, troppo angeliche, troppo pestifere, troppo mature o troppo infantili, ad ogni modo artificiose, che mostrano chiaramente che dietro di loro c’è un adulto che cerca di divinare cosa un bambino farebbe o direbbe. 

Nulla di tutto questo si avverte con Paula, Evelyn e Lucas, che dell’infanzia conservano la naturalezza, la spontaneità, l’ingenuità, l’immaginazione e il modo emotivo e fantasioso di rapportarsi alla realtà. Sono bambini moderni e precoci, non li si imbroglia facilmente, ma restano pur sempre bambini che da un lato vivono in un loro mondo fantastico, in cui tutto può accadere, con i loro piccolo drammi, e dall’altro percepiscono sempre più dell’oscura realtà che li circonda, fino a divenirne protagonisti : fin dalla prima puntato si capisce che Paula, con il suo rapporto privilegiato con le creature dei boschi, ha un ruolo essenziale nella trama, ma è solo con il proseguire delle sette stagioni che ci si rende conto che è lei, con Irene Espì ed Eva – tre personaggi interpretati dalla stessa attrice - il centro e la chiave di tutto.


Ad ogni modo, parlare di El Internado in modo che faccia onore a questa serie è impossibile; si può solo consigliare di vederla : non ve ne pentirete!

4 commenti:

  1. Complimenti per il post^^ Molto curato.

    Ho visto 2 episodi (o 3) non ce l'ho fatta ad andare avanti....Gli attori poi mi sembravano davvero impacciati...

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    1. Grazie! Se li hai visti in italiano non mi meraviglio : il doppiaggio è stato davvero penoso U_U avrebbero dovuto usare i bei doppiatori di una volta, non dei dilettanti… ma la storia merita davvero, se durante queste vacanze hai tempo prova a recuperarla!

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    2. si si infatti li ho visti in italiano....babbabia dovevano lasciare la serie direttamente in spagnolo e metterci i sottotitoli.
      Di tempo ne ho, spero di riuscire a trovarla^^

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    3. Sul gruppo FB che ho linkato stanno sottotitolando le puntate : prova a guardartene una in streaming e vedrai che differenza!

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