lunedì 18 novembre 2013

gdl nana di ai yazawa - II settimana - volumetti 11/20 (edizione sottiletta)

«Veder realizzati i propri sogni ed essere felici sono due cose completamente diverse»




Ed eccoci di nuovo qui a commentare la seconda parte di Nana : in questi ultimi dieci numeri succede di tutto e di più e devo confessare che, sebbene questa parte della storia sia la più importante, era anche quella sulla quale i miei ricordi erano più confusi e quella rispetto alla quale le mie opinioni, nei dieci anni passati dalla prima lettura, si sono praticamente ribaltate… ah, se la me di vent'anni avesse potuto immaginare cosa sto per scrivere!

Ma andiamo in ordine!

Nel volume 11 ci godiamo finalmente un po’ di serenità : Ren e Nana sono tornati insieme, fra le loro due band si stanno instaurando rapporti cordiali - considerando tutto quello che stava per succedere, è bello vedere i Trapnest che bevono e scherzano con Nobu e Shin o la serata allegrissima dei Tanzaku, l’appartamento pieno di scherzi e risate - e Hachi cerca di non farsi illusioni su Takumi, anche se è evidente che da lui è presissima : nonostante cerchi di convincersi che per lui è stata solo l’avventura di una notte, la vediamo delusissima quando Nana le annuncia che i Trapnest dopo il concerto non ceneranno da loro e la troviamo perfino a fare “viene, non viene” con i petali di un fiore. Ma infondo Takumi, come lei stessa sa bene, non le doveva niente, neanche una risposta al suo sms… ma sappiamo tutte che, a vent'anni  l’uomo che non risponde agli sms ti frega sempre. E anche qui ogni ragazza può identificarsi nella sua situazione : quante volte è capitato che ci piacesse l’amico del ragazzo della nostra migliore amica, e da un lato non osavamo confessarglielo, dall'altro speravamo che “lui” comparisse all'improvviso  Insomma, Hachi nei suoi dubbi è dolcissima e realistica. 

Takumi invece… Takumi ricorda a stento il suo nome e, quando Ren gli chiede un autografo per lei, deve fare un attimo mente locale per dichiarare pubblicamente, parole sue, di essersela fatta… ok, come donna lo odio in quanto uomo quel brutto bastardo, ma come lettrice faccio high-five al personaggio! E poi sinceramente, ha detto solo la verità e non si può negare che Hachi se l’era andata a cercare e sapeva benissimo cosa stava facendo, e più in là lei stessa indovina perfettamente le parole di Takumi e non se la prende. La cosa interessante della scena non è la cafonaggine maschilista di Takumi, ma la reazione di Nobu, che sembra quasi stia per picchiare Takumi… e anche senza che nessuno dei due faccia niente, Nobu perde, perché mentre lui si esalta come un ragazzino offeso Takumi non perde la calma, resta gelido e adulto e, intanto, medita vendetta. E infatti alle tre di quella stessa notte lo troviamo fra le braccia di Hachi, che piange di felicità, con Nana che li vede, resta sconvolta e che fugge via. Non va da Ren, come noi e Hachi si saremmo aspettati, ma da Yasu.

E già qui si vede qualcosa di strano nell’amicizia fra Nana e Hachi : la reazione di Nana alla relazione di Hachi con Takumi, ingiusta ed esagerata, è difficile da capire, come è difficile da capire il senso di colpa che Hachi prova nei confronti di Nana per via di Takumi… anni fa mi sembrava che tutto ciò avesse senso, ma ora non vedo perché due amiche non possano confidarsi tutto. E infatti Nana a un certo punto si rende conto che si sta comportando malissimo e c’è una parte di lei che cerca di agire razionalmente, di convincersi che Hachi è adulta e può fare quello che vuole e che lei, come amica, ha il dovere di sostenerla anche se fa scelte sbagliate… ma la verità è quella che confessa a Yasu : i Trapnest le rubano sempre quello che ama di più.  Sa che non è possibile appropriarsi di una persona, ma non può fare a meno di desiderarlo,perché finora ha perso davvero tutte le persone a cui teneva di più. Invece la povera Hachi, che è una persona normale, moriva dalla voglia di raccontare tutto alla sua migliore amica, senza rendersi conto dell’abisso in cui stava gettando Nana, tanto che la Hachi del futuro si tormenta per non essersi resa conto di averla ferita… 

E si sente che, quando Nana la incoraggia e prova a parlare normalmente della sua relazione con Takumi, sta recitando, si sta sforzando di dire quello che pensa dovrebbe dire un’amica… E, quando Nana, dopo la notte in cui l’ha vista con Takumi, le annuncia che può farlo venire quando vuole, perché lei per un po’ se ne va a vivere a casa di Ren, resta il dubbio che lo faccia per punirla. Se ne va senza nemmeno salutarla, lasciandole solo un biglietto falsamente cordiale, e non ritorna più. Non penso che ne vada semplicemente perché si è offesa, forse suo modo contorto pensava di facilitare le cose ad Hachi togliendosi di mezzo… fatto sta che la fa solo sentire ancora più in colpa.

Ma ancora peggio di Nana e Hachi si sente Nobu  e già da questo momento si vede tutta la differenza fra lui e Takumi e si capisce perché alla fine Takumi – egoista ed ambiguo – vince su Nobu, dolce e gentile : lui va da Hachi si prende quello che vuole, mentre il romantico Nobu va a casa sua per la “dichiarazione” come in un romanzetto ottocentesco, non riesce nemmeno a parlare e fugge via, si fa trascinare dai suoi complessi di inferiorità verso Takumi. Non c’è sfida, già da ora Takumi ha vinto senza lottare. Anche Shin – che per il suo “mestiere” ha più esperienza di donne di tutti e che è tenero nel suo difendere le sue clienti – fa notare a Nobu - che proprio come un ragazzino, dà tutta la colpa a Takumi e lo accusa di aver ingannato e lusingato Hachi - che anche le donne, per quanto intelligenti e pure possano essere, hanno delle esigenze, e che proprio per questo non era ancora troppo tardi e che poteva ancora riprendersela. Ma doveva sbrigarsi perché anche se una donna può cedere, spinta dall'attrazione fisica e dalla solitudine, poi dopo quasi sicuramente si innamora. Una sua frase si rivela profetica : “Tu sei rimasto lì impalato per così tanto che Takumi te l’ha soffiata”.

E infatti questa seconda notte che Hachi e Takumi passano insieme è diversa dalla prima.  Non so quanto quel “Non voglio cederti a nessuno” pronunciato da Takumi sia vero o quanto stia recitando - e infatti è Hachi stessa a non farsi illusione su quella frase – ma da questo momento in poi Takumi si comporta come se fra lui e Hachi ci fosse non dico una relazione, ma una specie di patto… non arriva proprio a giustificarsi per non averla mai chiamata dopo la prima volta, ma le spiega che per lui il lavoro è tutto, che le donne nella sua vita verranno sempre in secondo piano, ma che una volta stabilito questo le darà tutto quello che le può dare. Ora, è probabile che parli solo per legare a sé Hachi per continuare a vendicarsi di Nobu, ma certo una persona così fredda, che dà ai sentimenti uno spazio pari a zero, non si lascia andare ad ardenti dichiarazioni al secondo appuntamento con una di cui poche ore prima non ricordava neanche il nome… forse, molto molto forse, è in questa scena che Takumi comincia a provare, un po’ di affetto per Hachi, quando si rende conto che lei davvero non è il tipo da offendersi e diventare fredda per un messaggino senza risposta o un appuntamento mancato, quando lei gli dice che, in quanto fan dei Trapnest, anche per lei il suo lavoro veniva prima di tutto. Hachi stessa, che non è affatto stupida, capisce che la maggior parte della sua infatuazione per Takumi deriva dal fatto che lui per lei non era una persona, ma un personaggio immaginario improvvisamente diventato realtà. Ma, dice Nana “Per una donna la felicità massima è andare a letto con l’uomo che le piace, chiunque egli sia. Così facendo non si pente mai, anche se è costretta a soffrire”. E Hachi accetta tutto a occhi aperti.

Intanto, nonostante i loro problemi sentimentali, la carriera dei Blast sta per decollare : Yasu incontra i produttori di una casa discografica importante, la Gaia Music, che assiste a un loro live e fa firmare loro un contratto, anche se non c’è ancora una data certa per il loro debutto. E, nell’euforia generale, finalmente la dichiarazione di Nobu arriva e arriva nel modo più romantico possibile : lui e Hachi di sera, vicino al fiume, con Nana che canta in sottofondo. E Hachi ne è colpita… è ancora presa da Takumi, ma capisce che quello che Nobu le offre è vero amore, meno eccitante ma infinitamente più prezioso di quello che può darle Takumi.

La cosa più dolce di Nobu è che non fa mai pesare ad Hachi i suoi sentimenti, non la fa sentire in colpa perché non lo ricambia, ma continua a trattarla da amico, non la evita, non crea imbarazzo, scherza e chiacchiera con lei alle prove, la accompagna a casa… e ad Hachi comincia a piacere, le piace così tanto che è quasi felice che Takumi, dopo essere andato da lei in quella famosa notte, non si facesse sentire da due settimane, perché  passare per la sedotta e abbandonata della situazione avrebbe velocizzato la rottura e un suo futuro coinvolgimento con Nobu. Arriva perfino ad augurarsi che Takumi non si facesse più vedere né sentire, in modo da potersi abbandonare ai suoi sentimenti per Nobu… quando purtroppo trova la sua Mercedes sotto casa, e si fa trascinare via da Takumi davanti a Nobu.

È solo in questo momento del manga che Hachi mostra una vera debolezza, che rivela l’aspetto più infantile del suo carattere, la sua incapacità di prendere decisioni che la porta ad affidarsi alle circostante e a lasciarsi trascinare… ma si devono tener presente due cose. La prima è che è lei a soffrirne di più. Quando se ne va con Takumi, lei per Nobu ci sta davvero malissimo, soffre per aver approfittato della sua gentilezza e per averlo trattato in modo così superficiale. La seconda è che comunque lei per Takumi provava ancora sentimenti molto forti, più forti di quelli, ancora in boccio, che cominciava a provare per Nobu. La povera Hachi si trova nella situazione bruttissima di essere divisa fra due ragazzi e di non riuscire a scegliere. È capitato a tutte di noi di avere un ragazzo sbagliato da tutti i punti di vista ma che non riuscivamo a mandare via… e, considerando quanto Hachi stessa soffre e soffrirà negli anni successivi per questo suo unico, comprensibilissimo momento di indecisione, penso che l’abbia pagata anche troppo. E poi la colpa non è tutta sua, si vede da quello che pensa alla fine del volume 12 : che lei è una ragazza vuota e superficiale che va dietro ai personaggi famosi, e che una persona indegna come lei non si meriti di meglio che un bastardo che la usa e la trascura… a me questo fa molta tristezza, perché è un atteggiamento molto vero – tutte le donne maltrattate hanno un’autostima così bassa da pensare di meritarselo – e perché è il frutto di anni e anni in cui tutti hanno detto ad Hachi che lei non vale niente, che è debole, viziata, vuota… a spingerla fra le braccia di Takumi praticamente hanno contribuito tutti i personaggi del manga, a cominciare da Jun e Shoji, che l’hanno sempre fatta sentire uno schifo, fino a Nana, che non le dice quello che pensa, non la consiglia e non la appoggia. 
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Apparentemente, può sembrare che Hachi tratti malissimo Nobu, ma in realtà la poverina crede di fargli un favore : proprio perché gli vuole bene, si impedisce di amarlo, pensa che lui si meriti di meglio che una ragazza indegna come lei, che lei  è una pessima persona, che Nobu può amarla solo perché la idealizza e che, se la conoscesse, resterebbe deluso… tutti i suoi “amici” l’hanno sempre fatta sentire un peso di cui liberarsi, e quindi lei automaticamente non vuole essere un peso per Nobu. Pensa che stare con una ragazza come lei sia una punizione e quindi si attacca a Takumi, abbastanza indegno per poterla sopportare senza giudicarla e senza conseguenze negative. Come Hachi stessa ammette, è anche lei a sfruttare Takumi, correndo da lui ogni volta che qualcosa le va male.

E poi Hachi sta vivendo un momento difficile : i Blast hanno successo, Jun e Kyosuke fanno una mostra, e lei ha la sensazione che la stiano abbandonando tutti… Sa di non essere parte della vita di Nana e dei Blast : può andare alle prove, può cucinare per loro, può essere amica di tutti, ma non fa parte del loro mondo e perfino lei e Nana, che fino a poche settimane prima condividevano tutto, ora non riescano nemmeno più a incontrarsi… Nana  ha Ren, i fan, la Gaia Records e perfino Misato, che torna per il live, e Hachi comincia a pensare che, ora, Nana non abbia più bisogno di lei. Sente di fare una vita priva di progressi, pensa che non troverà mai il vero amore, ma prova a farsi coraggio e a dare una scossa alla sua vita e, con la scusa di ospitare Misato a casa, dice a Takumi che non avrebbero potuto vedersi. È sicura che Takumi sarebbe scomparso senza nemmeno rispondere al suo messaggio, ma invece lui addirittura le telefona tutto arrabbiato per chiederle se la persona che ospitava a casa sua era una donna, in una mini scenata di gelosia. Ora, gli anni che ho in più di Hachi mi consentono di non emozionarmi come lei : si sa che più un uomo è un donnaiolo, più fa il geloso, e che questa gelosia non è certo un segno di interesse… ma fatto sta che, proprio mentre Hachi rifletteva su quanto si sentisse triste e sola, l’unico a chiamarla è Takumi. E lei corre da lui. Senza sapere che Nana sta correndo da lei. La scena in cui Nana trova in frigo la torta che Hachi aveva fatto per i Blast è una delle più tristi… anche senza sapere cosa, in quel momento già si sentiva che stava per accadere qualcosa di irreparabile, che la frattura fra Nana e Hachi non si sarebbe colmata…

Ma questa tragedia annunciata ancora non si realizza. Anzi, per un po’ le cose vanno bene. Dopo un litigio telefonico e dopo avergli attaccato il telefono in faccia, Hachi sente di essersi liberata di Takumi e finalmente, mentre Nana e Shin fanno scommesse in proposito, lei e Nobu si mettono insieme. Il volume 13 si apre con lei e Nobu dolcissimi che camminano mano per mano, e Hachi, anche se per poco, vive il rapporto più bello della sua vita, un rapporto in cui lei e il suo ragazzo sono alla pari, condividono qualcosa, insieme sono felici e spontanei, un rapporto in cui non si sente giudicata o un peso e in cui finalmente ha trovato quello che cercava, un ragazzo che si è innamorato di lei lentamente, imparando a conoscerla e ad apprezzarla, un ragazzo con il quale aveva imparato a convivere e ad andare d’accordo ancora prima che fra loro ci fosse qualsiasi coinvolgimento sentimentale, un ragazzo che di lei ha visto il meglio e il peggio e che non vuole rinunciare a lei. Insomma, come pensa lei stessa : “Non sembra proprio un principe. Ma pare fatto apposta per me”. Nobu è davvero, come lo descrive Nana, onesto, pulito e sincero, un ragazzo normale con tanti sogni e una gran passione per la musica, e Hachi si meraviglia nel provare per lui i sentimenti che voleva gli uomini provassero per lei, il bisogno di proteggere, di coccolare, di viziare… cioè, per la prima volta è innamorata, sta vivendo una relazione adulta in cui svolge un ruolo attivo, ha trovato il ragazzo che cercava fin dall'inizio  quello al quale potesse parlare con libertà come a un amico, quello con il quale essere se stessa. 

Insieme stanno proprio bene : invece di finire sempre a letto o in albergo, fanno cose adatte alla loro età alla luce del sole, fanno i piccioncini, condividono tante cose quotidiane e normali, Nobu affronta il tifone per vedere i fuochi d’artificio con lei… E questo amore è perfetto, il meglio che potesse capitare, e riesce perfino a riavvicinare Nana e Hachi : è carinissima la scena in cui Hachi trova a sorpresa Nana a casa si tuffa nella vasca da bagno con lei! Nana è felice, i Blast sono felici, Hachi ha qualcuno che la ama e la capisce e può mandare al diavolo Takumi, finalmente il suo futuro e quello dei Blast sono uniti indissolubilmente e il sogno sta per avverarsi, tutti possono avviarsi verso un futuro di felicità e di successo… Ma ovviamente non è così. Hachi è incinta. E facendo due calcoli, sia noi che lei non possiamo non convenire che il padre è Takumi.

A me questa svolta della gravidanza, un tema coraggioso, è piaciuta, nonostante molto l’abbiano definita troppo da soap opera : è una tematica realistica, adulta, molto vera e attuale, e descrive qualcosa che potrebbe capitare a ogni ragazza. E, ovviamente, segna un punto di non ritorno nelle vite di tutti i personaggi.

Su Nana vediamo subito che non si può contare.

Quando già Hachi ha scoperto di essere incinta, parlando di Shin e delle sue misteriose origini, Nana azzarda che forse è nato da una relazione extraconiugale della madre, si chiede come sua madre possa essere stata così irresponsabile da mettere a mondo un figlio senza sapere se fosse del marito o dell’amante, e aggiunge che sarebbe stato meglio che non lo avesse fatto nascere… senza rendersi conto di quanto stia ferendo Hachi, che riesce solo a ribattere debolmente che è naturale che, quando una donna resta incinta, desidera far nascere suo figlio. A lei sembra naturale, a me sembra naturale, a tutte le mie amiche sembra naturale… solo Nana, davanti a una cosa così ovvia, se ne esce con un “Perché ti sembra naturale?”. E fu allora, quando a 20 anni lessi per la prima volta questo volume, che nonostante la mia infatuazione per Nana capii c’era in lei c’era qualcosa che seriamente non andava e che tutti i sogni che avevo fatto poche pagine prima, quando Hachi aveva saputo di essere incinta - sogni che vedevano Nana che prendeva in mano la situazione e sosteneva Hachi, che la incoraggiava, che dichiarava che non avrebbe abbandonato lei e il bambino, e poi scene in cui le due ragazze si divertivano con i capricci di Hachi durante la gravidanza e poi crescevano il bimbo insieme nell'appartamento 707 – non si sarebbero avverati. Per Nana ho sofferto, mi sono dispiaciuta, l’ho sentita vicina, ma da questo volume in poi il suo mito mi è crollato.

Hachi non può dirle niente, va dal medico da sola, deve decidere da sola se abortire o se e come tenere quel figlio non voluto… ma nel momento di peggiore solitudine, mentre Nana e Nobu sono alle prove a non vogliono disturbarla, quello che arriva è Takumi, Takumi che quando vede che Hachi rifiuta le sue chiamate ci resta male, che evidentemente non si è rassegnato a perderla, che la soccorre con gentilezza durante un attacco di nausea, che capisce subito che è incinta ma che non si fa prendere dal panico… è vero, quello che fa, chiudendo Hachi in bagno, sequestrandole il cellulare e chiamando Nobu per dirgli della gravidanza, sembra crudele e orribile… ma riflettendoci a mente calma, non era forse la prima cosa da fare? Se non ci avesse pensato lui, quei tre deficienti – Hachi, Nobu e Nana – avrebbero passato mesi e mesi a mentirsi, a scambiarsi rimedi casalinghi contro i malesseri da colpi di calore, a evitarsi e stressarsi… 

E anche se davvero avesse aggredito Nobu con la telefonata solo per fargli perdere la calma e farlo tirare indietro, Nobu è subito caduto nella trappola. Diciamocelo : meglio un bastardo che agisce che un angelo che si paralizza. Invece Takumi è uomo d’azione, il suo modo di risolvere i problemi è prendere il controllo, come ha fatto fin dall'infanzia (stiamo parlando di un personaggio che da ragazzino ha organizzato il funerale della madre senza versare una lacrima), e ha trovare le soluzioni più pratiche e intelligenti, senza lasciarsi trasportare dai sentimentalismi. Quindi ammette le sue responsabilità, prende le sue decisioni ed agisce senza perdere tempo…  mentre, come dice Takumi, mentre Nobu se ne sta lì a rimuginare, il bambino continuava a crescere.

E poi non penso che la telefonata sia stata fatta con cattiveria. Anche Ren, che lo conosce bene, ribadisce che di “cattivo” Takumi ha solo i modi, non le intenzioni. Senza contare poi che è circondato da persone che non sono in gradi di prendere decisioni da sole ma che hanno sempre bisogno di essere guidare da una persona matura e decisa : in genere questo è il ruolo di Yasu ma questa volta tocca a lui. E poi non dimentichiamo che quasi sicuramente è lui il padre del bambino e quindi i suoi diritti in tutta la faccenda erano pari a quelli di Hachi e Nobu.

E se in quel momento ha fatto tutto solo per ottenere una vittoria schiacciante su Nobu e legare per sempre a sé Hachi beh, non posso che complimentarmi per la sua intelligenza. Ci ha messo un millesimo di secondo per creare ed attuare un piano che gli consentisse di ottenere tutto quello che voleva e, sinceramente, apprezzo più una persona così che altre che si fanno mille problemi inutili e girano in tondo senza concludere nulla. Come dice Kyosuke, “Se è riuscito a calcolare tutte queste mosse nel giro di così poco tempo, allora ha un’intelligenza non comune”!

Fra parentesi, solo ora noto che Takumi e Hachi non si erano davvero lasciati… cioè, Hachi gli sbatte il telefono in faccia dicendogli addio e poi non risponde più alle sue chiamate, ma questo al mio paese si chiama “litigio” non “rottura”… se ogni coppia si lasciasse dopo un telefono sbattuto, saremmo tutti single. E Takumi, che nel suo modo contorto si sentiva impegnato con Hachi, che le aveva chiesto di essere soltanto sue e che, anche se per lavoro la trascurava, non la stava tradendo, ha ragione di considerarla la sua ragazza e di inca…volarsi di brutto. E, prima di uscire, dice a Nobu, che intanto è arrivato, che la scelta spetta a Hachi… quindi volendo, se Hachi avesse scelto Nobu, si sarebbe tirato indietro, non si può dire che la costringe.

Ma mentre Takumi agisce, progetta e cerca di scegliere il meglio, Nobu va solo nel panico totale. E quando reagisce, la sua prima reazione è la più squallida possibile : “La mia ragazza è incinta e io non ho soldi per mantenere il bambino”. Poi, quando vede Hachi, la accusa di non aver lasciato veramente Takumi quando si era messa con lui. Cioè, pensa solo a se stesso, ai suoi problemi e alla sua angoscia, non ad Hachi. Anche quando le aveva fatto la dichiarazione e le aveva detto che avrebbe fatto l’impossibile per renderla felice, che era pronto a qualsiasi sacrificio per vederla contenta, che con lei al suo fianco poteva affrontare qualunque ostacolo… è dolcissimo ma, come vediamo ora, nel momento del bisogno, è proprio un bambino, un bambino che scrive una letterina di buoni propositi… Nobu rappresenta l’amore romantico e ideale che ogni ragazza sogna… ma quando la ragazza diventa donna – e chi sta per diventare madre deve diventare donna – ha bisogno di un uomo, non dei delicati sogni di un ragazzo.

E poi quello di Hachi può essere visto anche come un sacrificio : dice di sì a Takumi per non rovinare la vita a Nobu, per non chiedere a un ragazzo di vent’anni di rinunciare ai suoi sogni e alla sua carriera per farsi carico delle spese di una moglie e di un figlio. Invece Takumi era già ricco e famoso, la sua carriera era già lanciata, e lei e il figlio per lui non sarebbero stati un peso.

Nana, invece, prima reagisce con violenza e poi piange, si fa venire una crisi isterica, parla del bambino come  se fosse una cosa, suggerendo prima di abortirlo e poi di crescerlo loro… insomma, anche io mi sarei rifugiata da Takumi, che non perde la calma, che parla di prendersi le sue responsabilità, che si affretta a procurarsi rimedi per la nausea, la mette a letto, la consola, la tranquillizza, le chiede se i suoi si arrabbieranno, si offre di dare lui loro la notizia e le dice l’unica frase razionale di cui la povera Hachi avesse bisogno : che chiunque fosse il padre del bambino, la madre era lei, e che non doveva abbattersi.

E visto che ci siamo dedichiamo l’approfondimento psicologico di oggi a Takumi, che è sicuramente il personaggio più controverso del manga, un personaggio che o si odia o si ama… Mi ricordo che a suo tempo lessi commenti ferocissimi sul suo comportamento, su come fosse un bastardo incapace di amare, su come avesse ingannato Hachi e avesse approfittato del bambino per accaparrarsela… e a vent'anni anche io, sebbene per Takumi già avessi un debole, la pensavo così; ma questa rilettura ha completamente ribaltato la mia prospettiva. In questo momento la me di 20 anni mi sta rinnegando, ma non posso farci niente : dieci anni dopo quello che fa Takumi ha un senso, quello che fanno gli altri no. Lui è normale, sono gli altri a essere strani.

Indubbiamente Takumi è uno stronzo, un bastardo, in lui c’è qualcosa di ambiguo e viscido, ed è facile giudicarlo insensibile, egoista… ma la verità è che Takumi è uomo, punto e basta, è il tipico uomo imperturbabile che non vuole fastidi e problemi e che non dà spazio ai sentimenti: vive la sua vita, persegue i suoi scopi, mette al primo posto la sua carriera a vi si dedica con tutto se stesso, quando vuole una cosa la conquista ma è anche pronto a pagarne le conseguenze, e non presta la minima attenzione a tutte le scempiaggini sentimentali che gli altri personaggi cercano di gettargli addosso. Più che con cattiveria, agisce con un’automaticità coerente. Vuole Hachi? Se la prende. Vuole vendicarsi di Nobu? Usa il mezzo più logico, Hachi. C’è una gravidanza per mezzo? Tira fuori i soldi. Hachi vuole una famiglia per suo figlio? La sposa e la mette nella situazione più comoda possibile. Vuole fare carriera? Sfrutta scandali e doti di chi lo circonda. Vuole altre donne? Se le prende, visto che questo non intacca concretamente Hachi e il bambino.
Alla fine è il personaggio più onesto e coerente e dà tutto quello che ha : non è colpa sua se tutti insistono a chiedergli quello che non è in grado di dare. Inoltre ha tutte le mie simpatie, perché condivide la triste sorte di Yasu, quella di è essere l’unica persona seria circondata da deficienti!! Mentre lui e Yasu resistono, lavorano e lottano per mandare avanti i due gruppi, tutti gli altri sono mine vaganti, rischiano in ogni momento di mandare tutto all'aria per le loro storie d’amore, il loro passato difficile, le loro paranoie…

Fra l’altro Takumi al di là di tutto è una persona ammirevole : nello spin off sul passato di Naoki vediamo come con tenacia e determinazione si è tirato fuori da un ambiente degradato e da solo si è costruito una carriera ammirevole, contando solo sulle sue forze e sulla sua ambizione. È normale che un uomo così non prende in considerazione le sottigliezze sentimentali. Se non avesse avuto questo gelido carattere d’acciaio, con la famiglia che ha alle spalle non avrebbe fatto la carriera che ha fatto.

Proprio perché è così razionale e freddo, mi sembra inverosimile che accetti di riconoscere il bambino solo per continuare a vendicarsi di Nobu : può averlo fatto la prima volta che è tornato da Hachi, ma una persona come lui, così concreta e pratica, certo non si fa carico di una moglie e un figlio  per vendicarsi di un semisconosciuto. E, contro ogni aspettativa, Takumi le chiede di sposarlo… e ancora una volta non sappiamo se lo fa perché prova qualcosa per lei, o per la sua carriera, per evitare lo scandalo di un figlio illegittimo, o per vincere definitivamente… Ma io penso che doveva per forza provare una specie di amore : un uomo come lui, bello, ricco e famoso, avrebbe potuto avere tutte le donne che voleva, e se ne sceglie un deve avere dei buoni motivi.

Se lo shock di Nobu si può facilmente spiegare, inspiegabile è la reazione di Nana. “Ti prego non farlo nascere” : penso che non potrei mai perdonare una persona che augurasse questo e me e a mio figlio. Insomma, io credevo che fosse Hachi quella infantile e Nana quella matura e piena di senso di responsabilità ma ora, rileggendo di quando scopre la gravidanza di Hachi, mi rendo conto che è proprio il contrario.

Dal suo punto di vista Takumi, che le dice che lui e Hachi vogliono sposarsi, che vuole trovare per la sua futura moglie un nuovo appartamento più donna incinta-friendly e che quindi Nana deve cercarsi una nuova inquilina, ma che finché non la trova lui pagherà l’affitto di Hachi, che accarezza Hachi e poi si chiude nella stanza da letto con la sua futura moglie, è un mostro, lo trasforma automaticamente nel cattivo della situazione, senza rendersi conto che è lei a comportarsi in modo pessimo. Jun a un certo punto, parlando  di Takumi, dice che reagisce come un bambino a cui hanno tolto il giocattolo… a me veramente questa sembra la reazione di Nana e anche Nobu, quando Nana accusa Takumi di voler sfruttare il bambino solo per monopolizzare Hachi, le fa giustamente notare che lei vuole fare lo stesso. Non è Nobu, ma Nana che definisce Hachi bugiarda a traditrice e si comporta come se fossero state fidanzate e Hachi l’avesse tradita. E lei stessa ammette che Hachi per lei era perfino più importante di Ren, che verso Hachi si sente come un ragazzo al primo amore, tanto che arriva a chiedersi “Se io e Hachi fossimo due normali amiche… cosa farei in un momento del genere?”, e riconosce di aver usato Nobu e aggiunge “L’ho fatto solo perché Hachi possa scorrazzare nel mio giardino. Attento che non scappi, Nobuo, tienila sempre d’occhio”.

Questa possessività, anche se nasce da un grande affetto, è inquietante. E questa sensazione inquietante resta nel numero 15, che si apre, per una volta, con pensate da Nana che rivelano qual era la sua visione del futuro : dare a Hachi una casa bellissima, circondata da un grande giardino, con una terrazza sul mare e armadi pieni di vestiti all’ultima moda, una casa in cui avrebbe potuto accogliere Hachi quando sarebbe tornata da lei dopo aver litigato con il fidanzato di turno. Ma anche lei, come Nobu nella sua dichiarazione, sembra una bambina che scrive la letterina di Natale. Mentre loro parlano, progettano e sognano, è Takumi a offrire tutto ad Hachi, mentre Nana e Nobu quando devono confrontarsi con una problema “da adulti” si fanno prendere dal panico e dall’isteria e la lasciano sola a prendere decisioni difficilissime.

A volte ho pensato che questa possessività inquietante nascesse dal fatto che Nana di Hachi si fosse proprio innamorata - e può darsi, la Yazawa può riservarci ancora tante sorprese! – ma penso che la spiegazione sia più complessa : Nana soffre di trauma da abbandono. Ammette che, nonostante tutto, non era mai riuscita a perdonare Ren, proprio come non era mai riuscita a perdonare sua madre, e in Hachi pensava di aver trovato non solo un’amica, ma anche la famiglia, la sicurezza, il calore e l’affetto che non aveva mai avuto. E che tutto questo le sia rubato di nuovo proprio da Takumi, che già e aveva “rubato” Ren, la manda in crisi, le fa rivivere il trauma di quando Ren aveva lasciato lei, la loro vita e il loro appartamento per i Trapnest, proprio come sta per fare Hachi. A questo poi si aggiunge il fatto che sapeva che la sua migliore amica si stava rovinando la vita con un uomo difficile, inadatto a lei e che l’avrebbe resa infelice… Una persona matura avrebbe capito che proprio per questo doveva starle vicina, sostenerla anche attraverso scelte sbagliate, non farle mancare mai il suo appoggio nel bene e nel male, ma Nana infondo resta una bambina, del mondo degli adulti non capisce niente, dice cose enormi senza comprenderne il significato.

A diventare adulta non è lei, ma Hachi, che spinta dall'istinto materno e di protezione verso il bambino, da quando decide di non abortire e di dare una famiglia al figlio diventa risoluta e responsabile e comincia ad anteporre il benessere del bambino a tutto il resto e per il suo bene sacrifica ciò che amava di più al mondo : Nana, Nobu e la vita felice che stava vivendo. È per questo che la rottura dei bicchieri con le fragole sconvolge tutte e due : capiscono che il loro piccolo mondo felice era finito e che da quel momento le loro vite si sarebbero separate. E si separano malissimo : Hachi interpreta la rottura dei due bicchieri come prova del fatto che Nana non volesse più avere a che fare con lei e per questo va via senza salutarla, le fa trovare la sua stanza vuota e solo un biglietto di addio che è una vera e propria lettera d’amore.

Ma Nana non è la sola ad essere sconvolta dalle nozze di Takumi. Sconvolta quanto lei è Reira, che scappa via dallo studio proprio quando dovevano incidere il nuovo singolo perché la notizia che Takumi stesse per sposarsi le ha fatto passare la voglia di cantare… e ammetto che qui caddi dalle nuvole : pensavo che le piacesse ancora Yasu, ma non avevo notato che invece fosse innamorata di Takumi. Invece a quanto pare lo sapevano tutti, perfino Takumi, che però la considera insieme una sorella minore e la loro principessa, la chiave del successo del gruppo, e che per questo a lei come donna non ci pensa proprio. La prima persona che Reira chiama nella sua fuga è Shin. E qui dobbiamo fare un passo indietro.

Nella strana notte del successo dei Blast, quella in cui ognuno era andato dalla persona che amava o l’aveva chiamata a sé, Reira aveva chiamato Shin : alla festa dei Trapnest  si erano conosciuti e si erano piaciuto. Shin cerca di includere Reira nella sua fiorente attività commerciale, Reira sembra ancora interessata a Yasu, ma finiscono insieme e, anche se Reira alla fine lo paga e Shin si comporta con lei come se fosse una normale cliente, è evidente che qualcosa è nato fra di loro, tanto da spingere Shin a lasciare il suo costosissimo e raro accendino nella sua stanza pur di rivederla. Molte cose li avvicinano. Soprattutto, lei è mezzosangue, probabilmente lo è anche lui, ma non lo sa… All’inizio non sono una coppia che si può prendere sul serio : Shin si vende, e lei sembra ricorra a lui solo perché si sente sola. Ma poi comincia a nascere qualcosa. Shin di lei si innamora davvero, scrive una canzone alla sua “amata Reira”, le compra il CD con la canzone di Eric Clapton da cui deriva il suo nome… mentre in genere fa il tipo cool e cinico, quando si tratta di Reira si comporta come il quindicenne che è.

Indipendentemente dalla loro relazione, in questi numeri conosciamo meglio questi due personaggi.

Di Shin finalmente vediamo il suo misterioso padre adottivo : Shin infatti è minorenne e ha bisogno del consenso della famiglia per firmare il contratto con la Gaia Records. E questo padre dice a Yasu che lui e Shin non hanno legami di sangue e che di lui non gli importa niente, gli preme solo che la stampa non coinvolga lui e il suo figlio maggiore e che nessuno scopra la vergogna della loro famiglia. Ammette di non aver mai provato amore verso Shin, di averci provato ma di non esserci riuscito. In seguito è Shin stesso a dire ad Hachi che sua madre si era trovata nella sua stessa situazione : non sapeva chi era il padre del bambino che aspettava e, poco dopo la nascita di Shin, si era suicidata.

Reira invece è un personaggio obiettivamente difficile da farsi piacere. Da un lato davvero è trattata come una fragile e delicata principessina da tutti i membri del gruppo, dal manager e dalla sua segretaria – baby sitter Mari, ma dall’altro lato è una ragazza incredibilmente sola, un personaggio che dietro capricci e momenti di malinconia nasconde una grande tristezza, un senso perenne di inadeguatezza accresciuto dal dover vivere nel difficile ambiente dello spettacolo, costretta a stare sempre attenta alla sua immagine, ad essere schiava delle apparenze, e consapevole che, al di là della sua splendida voce, come essere umano per tutti gli altri, compresi i membri della sua band, non valeva niente.

Nel momento in cui è più sconvolta, in lacrime chiama Shin. Ma solo per farsi dare il numero di Yasu. E fugge a casa sua.

Scopriamo così che già in  passato Yasu e Takumi si erano contesi Reira e che perfino Yasu, che è la sicurezza fatta persona, in passato era geloso di Takumi, del suo talento, della sua fiducia in sé, della sua temerarietà, geloso al punto da farsi venire la manie di persecuzione e da farsi sopraffare dai complessi di inferiorità nei suoi confronti al punto che alla fine, come Nobu verso Hachi, anche lui per questo non riesce a consigliare Reira nel momento in cui ne aveva più bisogno, non riesce ad aiutarla e quindi la perde. Non solo a Nana, ma anche a Yasu i Trapnest – cioè Takumi - rubano tutto. E stavolta non parliamo di Reira, ma di Nana, per la quale Yasu sembra cominciare a provare qualcosa di più dell’amicizia…

Mentre tutti si crogiolano nei loro problemi, Hachi si avvia verso il mondo degli adulti, un mondo di anelli di diamanti, visite alla famiglia, ecografie e corredini… ha ragione Nobu quando dice che è uscita dal loro racconto. Va a vivere in un appartamento splendido in una strada elegante in cui lei e Takumi, quando gli altri non riversano loro addosso le loro nevrosi, insieme sembrano stare bene. Soprattutto Takumi sembra tutto felice a fare lo sposino, è premuroso e ha un’aria protettiva quando parla di “mia moglie e il bambino”. Nana continua a definirlo un uomo crudele che non riuscirà mai a rendere felice una ragazza come Hachi, che ama essere viziata e coccolata… ma in quel momento è proprio “l’uomo crudele” che la vizia e la coccola e sembra conoscere e apprezzare veramente Hachi, come si vede quando dice : “a modo suo Nana è consapevole che realtà e illusione sono due cose diverse. E poi ha un carattere schietto e sognatore che la rende davvero amabile”.

Hachi è convinta di aspettare una bambina e, per un equivoco con Takumi, riesuma per lei il nome della sua rivale virtuale, Sachiko, nome che sta bene anche a Takumi.  La sua dichiarazione, quando le dà l’anello, non è proprio quello che si definirebbe romantica, ma sono le parole più sincere che pronuncia : per lui la cosa più importante, quella che occupa il 90% dei suoi pensieri, è il lavoro. Rispetto al lavoro, ammette con sincerità che per lui le donne in generale, lei compresa, contano poco, sono al numero due della sua lista delle priorità, ma che comunque non le farà mancare mai niente. E di questa freddezza si riscatta : quando Hachi gli dice che per lui si accontenterà di essere la numero uno fra le numero due, Takumi rettifica : sarà la numero due fra le numero due. E per la numero uno tira fuori un regalo : deliziose scarpine e un orsacchiotto per la bambina. Momenti così riscattano Takumi di tutti i momenti in cui nel manga si è comportato male. Quanto ai suoi modi sgarbati verso Hachi… sentite, rispetto a quello che le dicono di continuo Jun e perfino Nana, uno “Stai zitta” – detto fra l’altro quando Hachi gli parlava mentre stava a telefono – non mi sembra molto grave! A me sembra che ad abusare di Hachi siano più Jun e Nana che Takumi!

Spesso il suo comportamento sicuramente è discutibile, ma non mi sembra che gli altri personaggi siano proprio degli stinchi di santo : Hachi con i ragazzi non perde tempo, Ren si droga, Shin si prostituisce, Nana con le sue paranoie e ossessioni rovina la vita di otto persone e la carriera di due band… È stato deciso – come lui stesso nota – di attribuirgli il ruolo di villain, ma ora, rivedendo da adulta le sue azioni, mi sembrano normali e razionali, soprattutto quando, nel frattempo cominciano altri problemi, che ci portano nel mondo difficile degli intrighi delle case discografiche e dei paparazzi.


Mentre la Gaia Music tiene in sospeso il debutto dei Blast, i giornalisti scoprono della storia fra Nana e Ren e contemporaneamente vanno a indagare nel loro paese natale e si appostano sotto casa di Ren per avere le prove che stessero ancora insieme. E intanto complottano : le informazioni che stanno raccogliendo su Nana, Ren e il loro passato sono inutili finché i Blast non debuttano, e per questo devono fare in modo che questo debutto la Gaia Records lo acceleri creando un bello scandalo. Takumi aveva avvisato Nana : lei e Ren dovevano comportarsi con discrezione, uno scandalo avrebbe compromesso l’immagine di Ren ma ancor più quella di Nana e dei Blast, che non erano ancora famosi. Ma ovviamente Nana non lo aveva ascoltato ed è lei a dare ai giornalisti l’occasione che cercavano : finalmente si decide ad andare a trovare Hachi, vuole andarci subito e si fa accompagnare da Ren in macchina, e così vengono fotografati. Nana non riesce a incontrare Hachi, ma il giorno dopo i giornalisti fanno scoppiare la bomba e rivelano al mondo di Nana e Ren, in modo da far affrettare la Gaia Music a farli debuttare per non perdere il momento in cui tutti i riflettori erano puntati su Nana. Ren reagisce con maturità per proteggere i Trapnest e non i Blast e Nana si trova ad affrontare quello che non avrebbe mai voluto : ritrovarsi famosa come fidanzata di Ren, prima che la sua band facesse uscire anche solo un singolo e con tutti i giornalisti che insinuano che sia stata lei a vendere la sua storia con Ren per farsi pubblicità, di essere tornata con lui solo per sfruttare la sua popolarità… insomma, solo perché Nana è un’esagerata si scatena un inferno e vengono compromesse la carriera e la privacy di ben due gruppi musicali. Nobu e Shin devono nascondersi in albergo, per difendere Nana Yasu dà un pungo a un giornalista, compromettendo l’avvocato presso il quale fa pratica, e anche i Trapnest, che non hanno fatto niente, temono di essere trascinati nel fango e vengono mandati precipitosamente in Inghilterra. 

E ovviamente a dover risolvere tutto è Takumi, che non solo deve affrontare la crisi, ma deve farlo anche con Hachi che gli fa domande sceme. Tutto quello scandalo sentimentale e melenso per lui, che aveva sempre avvertito sia Nana che Ren di fare attenzione, è veramente un’inutile seccatura. Quando lessi questa scena per la prima volta il comportamento di Takumi, che impedisce ad Hachi di andare a consolare Nana e che pensa solo al futuro della band, mi sembrò crudele; ora mi sembra logico. Era ovvio che tutti i giornalisti fossero lì appostati, e che se lei si fosse precipitata lì – come prova a fare prima che Kyosuke a telefono la fermi – i paparazzi si sarebbero buttati anche su di lei. Ed è divertentissima la versione di Takumi del loro “litigio” : ma pover’uomo, ha ragione! Con tutte le cose che ha da fare gli manca solo il cagnolino che gli abbaia contro!

La vera sorpresa – negativa – è ancora una volta Nana : mandando a quel paese il suo orgoglio, la sua etica, la sua ambizione, la sua integrità artistica, ci sta : firma il contratto e accetta di sfruttare la popolarità di Ren per promuovere i Blast. Yasu la difende dicendo che Nana lo fa per mostrare al mondo ciò di cui è capace, ma si vede che non ci crede nemmeno lui. L’unico a mantenere la sua onestà è Nobu, che preferirebbe non debuttare se devono farlo a questo prezzo. Insomma, è vero che il fine giustifica i mezzi, ma mi sembra strano vedere Nana che non fa una piega vedendo le sporche manovre della Gaia Music. Io sono sicura che, nella sua mente contorta, lo fa per “riconquistare” Hachi, per riprendersela facendola sognare ad occhi aperti… strategia che, come capisce lei stessa, non è il massimo dell’intelligenza : si vende alla Gaia Music, fa di tutto per far decollare la sua carriera, ma intanto non la chiama nemmeno per non essere costretta a parlarle del bambino e di Takumi.

Intanto tutti telefono alla Gaia Music per avere notizie su questi Blast e quindi, ormai, si deve affrettare il loro debutto e quindi, per cavalcare l’onda dello scandalo, si decide di far uscire il singolo dei Blast e quello dei Trapnest nello stesso giorno : ancora una volta i destini delle due band si intersecano…

Passando ai personaggi minori, scopriamo intanto che Misato non è il vero nome di Misato ma, sinceramente, con il suo attaccamento morboso per Nana e le difficoltà che ha procurato ad Hachi, non è che questo personaggio si sia proprio fatto voler bene, e quindi prendiamo nota di questo nuovo mistero senza immaginare minimamente a cosa condurrà…

Immancabilmente ritorna il malefico terzetto, Jun, Kyosuke e il redivivo Shoji, e Junko è veramente insopportabile! È la reincarnazione della signorina Rottermeier! In questo manga sembra che nessuno si ricordi che un’amica non è tenuta ad accusare e recriminare, ma che spesso deve anche consolare e incoraggiare. La loro non è amicizia : sembra che Jun continui a frequentare Hachi solo per avere qualcuno su cui sentirsi superiore, approfittando del fatto che Hachi è troppo dolce e affettuosa per mandarla a quel paese. Tutti criticano il matrimonio borghese di Hachi… ma perché invece la convivenza di Jun e Kyosuke che cos’è? Anche Jun fa la mogliettina ai fornelli e non c’è niente di più fastidioso di quando la coppietta felice si mette a guardare Hachi dall’alto in basso e a criticare sistematicamente tutto quello che fa. Non solo continua a incolpare lei del tradimento di Shoji buonanima e a predire che anche Nobu la tradirà, ma perfino quando sa della gravidanza ancora una volta perde l’occasione di tacere e dice a Hachi che tutto quello che è successo è colpa della sua superficialità… con un’amica così che te ne fai di una suocera?! E continua : “Perché mai uno famoso dovrebbe essere disposto a sposare una come Nana? Senza contare che, se si trattasse di uno abbastanza famoso, una superficiale come Nana lo racconterebbe a mezzo mondo nel giro di una settimana”… quando leggo queste cose, mi fa piacere che Hachi, in un modo o nell’altro, sia diventata una ricca signora sposata a un vip e ricercata dai giornalisti, mentre Jun è rimasta un’imbrattatele fallita.

In questi numeri poi vediamo anche due spin-off dolcissimi sul passato di Nobu e di Naoki - che  finora è il personaggio più insignificante, ma almeno è sempre allegro e non dà fastidio a nessuno che ci mostrano come tutti i membri dei Blast e dei Trapnest si fossero conosciuti fra le medie e il liceo. Vediamo Takumi alle medie, quando era il bullo della scuola e già era intelligente e pieno di senso pratico e di passione per la musica, Yasu, alunno modello che già allora aveva invidiabili doti diplomatiche, Ren, cresciuto nello stesso orfanotrofio di Yasu, che a 12 anni già vestiva in puro stile punk e già lavora per mantenersi, la piccola Reira, la ragazza più bella della scuola, della quale tutti erano innamorati e, in un’altra scuola, Nana era fredda e truce, temuta da tutti, e Nobu, sempre allegro e gentile, che cerca di fare amicizia con lei con la musica e le presenta Ren. Queste storie sono molto dolci perché vediamo come tutti loro, tranne Naoki e Nobu, provenivano da famiglie difficili o erano orfani, e come abbiano trovato nella musica un’occasione di riscatto. Soprattutto, sia Nana che Ren non erano le persone forti che lui aveva immaginato e si sono salvati a vicenda. E già la Yazawa ci accenna che qualcosa sta per succedere… quando, nel luglio 2005, lessi la frase di Nana “Ancora oggi, quando vedo qualcosa che brilla, mi torna in mente Ren”, mi resi conto che nello strano futuro dal quale parlavano/scrivevano Nana e Hachi, Nana e Ren si erano allontanati…


Una piccola nota : il numero 14 è il primo in cui leggiamo alla fine la parole che abbiamo imparato a odiare “Nana si prende una piccola pausa”. Il numero 14 era di agosto 2003 e il successivo sarebbe uscito a febbraio 2004… e noi, poveri piccoli sciocchi ingenui, ci indignammo tanto per una pausa di sei mesi! Ah, se solo avessimo potuto sapere!!! 

E qui trovate anche le opinioni di Clacca e di Kassandra


domenica 10 novembre 2013

gdl nana di ai yazawa - I settimana - volumetti 1/10



«Ricordi Nana…»

È con grandissima emozione che, grazie all'iniziativa di Clacca, dopo anni è anni, ho ripreso i primo volumi di Nana, un manga che è diventato storico sia per l’impatto senza precedenti che ha avuto - i temi rockettari e maturi, il fatto che lo trasmettessero su Mtv e l’abbigliamento stiloso e figo dei personaggi riuscirono a fare breccia nel cuore di tantissimi che in quegli anni non leggevano ancora manga – sia, purtroppo, per la sua burrascosa e sfortunata vicenda editoriale, che si è conclusa nel modo peggiore possibile, con un’interruzione di anni e la scomparsa dalla scena della Yazawa : chi la dice molto malata, chi la dice in preda a un esaurimento nervoso, chi in crisi creativa… ad ogni modo, nell'augurare alla sensei di riprendersi al più presto e di proseguire il suo capolavoro in un modo che renda giustizia a una storia bellissima e a dei personaggi indimenticabili, noi ci siamo date alla rilettura di questo manga che per noi, concluso o no, resterà sempre importantissimo.

Nana è l’unico manga ad essere diventato un fenomeno di massa anche in ambienti di non lettori di manga, che ha segnato un’epoca dei manga in Italia e della mia vita, che mi ha portato la gioia di amicizie basate sulla condivisione di una passione : ricordo i mesi passati con le mie amiche a fare congetture sulla storia, a cercare di capire gli indizi disseminati qua e là dalla Yazawa per capire che cosa sarebbe successo, la gioia quando dopo mesi usciva un volumetto nuovo e la tristezza quando quelle poche pagine finivano e sapevamo che sarebbero passati mesi prima di leggere il seguito, quando compravamo l’artbook, i cd, i phone straps, quando uscirono i dvd, quando la sera vedevamo l’anime su Mtv, quando ci incantavamo, in fumetteria, a guardare i vestiti e i gioielli ispirati al manga… tutte noi, in quel periodo, abbiamo chiuso il ciondolo con il lucchetto al collo dei nostri ragazzi sorridenti, abbiamo risparmiato per comprarci la collana con l’accendino di Shin, l’anello di Nana, abbiamo ascoltato i Sex Pistols e fumato le Black Stones, abbiamo indossato gonne scozzesi con le calze a rete le imitazioni di Vivienne Westwood, e tutte noi abbiamo ancora in casa i bicchieri con le fragole e tutte noi abbiamo cercato una nostra Nana o una nostra Hachi, un nostro Nobu, un nostro Ren o un nostro Takumi…

Rileggere i primi numeri è stata un’esperienza molto dolce e divertente, quasi commovente, perché in pratica è stato come leggerli per la prima volta : tante cose le avevo dimenticate, di altre avevo ricordi imprecisi e confusi, alcuni personaggi secondari li aveva proprio rimossi. Ma è bastato aprire il volume uno e rileggere le prime parole, «La città in cui sono nata… è circondata dalle montagne» per ritrovarmi in un mondo che avevo amato da ragazzina e che amo ancora ora, da adulta, la storia di due ragazza della stessa età, con lo stesso nome, Nana, diversissime in tutto, ma il cui incontro, voluto dal destino (o dal demone celeste) farà nascere un’amicizia bellissima a darà origine a una serie di eventi che muteranno la vita loro e di tutti i loro amici, influenzando le loro aspirazioni, le loro storie d’amore e i loro sogni e intrecciando indissolubilmente il loro futuro alla carriera di due gruppi musicali emergenti, i Blast e i Trapnest.
Nana non è un semplice shoujo, è una storia d’amore, di crescita, di perdita e di maturazione, un’opera matura, vivida, reale e drammatica, popolata da personaggi dotati di un carisma e di un fascino incredibili, le cui storie si intrecciano in una trama appassionante e coinvolgente, piena di dolcezza e di humor ma che non si ritrae dall'esplorare anche il lato oscuro dei rapporti umani. Più che un manga, Nana è un mondo, un’opera a cui non si può restare indifferenti : infatti è uno dei pochi manga che o si ama o si odia, che suscita sentimenti forti.

E come non soffermarsi, poi, sui disegni della Yazawa, disegni davvero strepitosi, così dettagliati da sembrare delle fotografie, realistici e moderni ma di un’opulenza quasi barocca e che fanno da sfondo a un character design accuratissimo per ogni personaggio. Ritroviamo il tratto undeground e pop della Yazawa, le figure magrissime e artistiche che l’hanno resa famosa, dal fisico androgino e il volto espressivo, il cui look è curatissimo fin nei minimi particolari in modo quasi maniacale. Questa attenzione alla moda, a un look alla moda e stravagante, appariscente, è tipica di tutte le sue opere e qui è usata per rappresentare con immediatezza a livello visivo il carattere delle due protagoniste : Hachi veste alla moda, con graziosissimi abitini vintage molto femminili e romantici, mentre Nana è cool con le sue giacche di pelle, il trucco pesante e dark, i suoi corpetti provocanti, i suoi gioielli borchiati, un look in cui numerosi tributi a Vivienne Westwood si mescolano a citazioni del mondo della musica, ai Sex Pistols in particolare. E la stessa attenzione è dedicata all'abbigliamento di tutti, dagli abiti fra il classico e l’eccentrico di Reira alle mise fra l’infantile e il bondage di Shin. Per non parlare poi degli interni e degli arredamenti, caratterizzati da un mix fra lo stile giapponese tradizionale, il vintage e uno stile occidentale classico, oppure dei disegni che raffigurano la moderna metropoli di Tokyo e luoghi che davvero esistono, come il Jackson Hole… insomma, tanto per cominciare Nana è una gioia per gli occhi!

La trama la conosciamo tutti, ma farò lo stesso un riassunto per i passantii. Conosciamo subito la prima delle due Nana, Nana Komatsu, che frequenta l’ultimo anno di liceo e sta affrontando una brutta delusione d’amore, una storia molto intensa con un uomo sposato, consolata dalla sua migliore amica, Junko. Fin dalle prime pagine emergono situazioni che saranno constanti nel manga : Nana emerge da una storia d’amore andata male e Jun, che anche se ha la sua stessa età è infinitamente più matura di lei, la consola con affetto e ironia e intanto progetta il suo futuro, con Nana attaccata alla sua gonna come una bambina! Allegra, emotiva, buffa e un po’ infantile, sempre in preda a cotte esagerate quanto passeggere, in grado di alternare momenti di maturità adulta ad altri di pucciosità totale, Hachi – da ora per comodità la chiamo con il suo soprannome – non ha da subito un carattere ben definito né aspirazioni precise. A 17 anni sogna di vivere un amore drammatico e romantico come nei film, ma per il resto ha sogni e aspirazioni convenzionali ma molto confusi : vuole un bel matrimonio ma anche vivere una passione travolgente, vuole una bella casetta con il giardino, abiti e accessori carini e oggetti graziosi, ma vuole anche realizzarsi e trovare la sua strada… Circondata da un lato da amici con aspirazioni artistiche precise e pieni di determinazione a ambizione e dell’altro da un allegrissima e borghesissima famiglia normale, Hachi si sente divisa fra questi due mondi e ammette senza problemi che non ha la minima idea di cosa fare del suo futuro. Soprattutto, cosa che ho notato solo ora, rileggendo, la povera Hachi è circondata da personaggi che non fanno altro che farla sentire in colpa per tutto quello che fa!! Non so come poteva essermi sfuggito, ma davvero tutti attorno a lei non fanno altro che sgridarla, che ripeterle quanto sia vuota, superficiale, debole, tanto che Hachi se ne convince davvero, nei numeri successivi non fa altro che rimproverarsi da sola per la sua unica colpa, essere una normalissima ragazza sulla ventina… ci credo che con l’autostima ridotta ai minimi termini poi finisca… ma non anticipiamo!
Nel primo numero compare anche un personaggio che avevo completamente rimosso : Shoji, il primo ragazzo “serio” di Hachi, quello che secondo lei dovrebbe dare una svolta alla sua vita sentimentale, quello con il quale cerca di instaurare un rapporto adulto, e che in effetti per lei è abbastanza importante e la spinge a dare una svolta alla sua vita : sia lui che Jun che il suo nuovo ragazzo, Kyosuke, sono intenzionati a sostenere l’esame di ammissione per l’Accademia artistica e trasferirsi a Tokyo. Questo per un po’ manda Hachi in crisi : sta per perdere i suoi amici – e in un modo o nell'altro a Tokyo riescono ad andare tutti e tre – e non ha idea di come fare per raggiungerli… ma alla fine, rivelando un’energia insospettata, accetta di separarsi da Shoji per un anno, di mantenere con lui una storia a distanza e di lavorare seriamente per poterlo raggiungere. 

Completamente diversa è la storia di Nana Osaki. Anche lei, dopo aver a lungo lavorato per poterselo permettere, è in procinto di trasferirsi a Tokyo, ma a differenza di Hachi lì non troverà ad attenderla degli amici e un fidanzato, né, come Hachi, lascia una famiglia. Non sa chi è suo padre e sua madre la abbandonò quando era bambina, lasciandola a una nonna severa. A causa del suo aspetto a scuola finì per farsi espellere perché accusata (falsamente) di prostituirsi e questo la rese un tipo ancora più duro e solitario, un gatto randagio. Ma quando la conosciamo noi sembra essersi ripresa dal suo triste passato : è la cantante di un gruppo abbastanza famoso, i Blast, ha tanti fan, si dedica al canto, la sua passione, e vive con il suo ragazzo, Ren, il chitarrista del gruppo. Anche Ren ha un passato difficile : appena nato era stato abbandonato nei magazzini del porto, era cresciuto in un istituto e da adulto era ritornato a vivere al porto, non rinnegando le sue origini. Per il loro passato simile e per la loro passione per la musica lui e Nana sono la coppia ideale, insieme sono felici e stanno proprio bene : infatti mi ha fatto venire una nostalgia e una tristezza incredibile vedere il periodo più felice di Nana e Ren, quando vivevano e suonavano insieme, quando Nana gli chiude il ciondolo con il lucchetto al collo, il racconto romantico del loro primo incontro fatto da Ren, che ricorda perfino il vestito rosso di Nana, i suoi modi duri e sexy… si vede che Nana era felice, finalmente aveva la sensazione di aver trovato una casa. Ma non è così. “Io andrò a Tokyo. Quindi sentiti libera di vivere come preferisci” : chi non è rimasta malissimo leggendo queste parole di Ren, scoprendo che avrebbe abbandonato Nana e i Blast per suonare con un altro gruppo, i Trapnest? Per Nana è un colpo terribile, ma reagisce con forza e dignità e riesce perfino a salutare Ren alla stazione, una scena tristissima e splendida. Di una storia a distanza nel suo caso non se ne parla : sa di non essere in grado di portare avanti un rapporto fra telefonate e lettere, senza contatto fisico… In fondo Nana lo capisce : Ren aveva troppo talento per restare in una misera cittadina ed è Yasu stesso, il fondatore e il batterista del gruppo, a spingerlo a tentare la sorte a Tokyo. Si sente più tradito Nobu, un altro membro del gruppo, che si rende conto che i Blast erano appena nati e senza Ren non avevano futuro, era stato proprio lui a fondarli e sul gruppo avevano riposto tutte le loro speranze. Ma è Nana che perde tutto, amore e musica.

È interessante vedere che le due Nana hanno lo stesso motivo per non trasferirsi a Tokyo : non pesare sui loro fidanzati, non dipendere da loro economicamente ed emotivamente, sia per non diventare una palla al piede sia soprattutto per non cedere alla tentazione di ridursi al ruolo di casalinghe che aspettano il marito a casa, senza fare niente per il proprio futuro, per realizzarsi. Eppure anche Nana, che sembra così fredda e determinata, non è infondo tanto diversa da Hachi : non dimenticherò mai quando dice “Eppure per quelli come noi, che non hanno una famiglia, costruirsi una casa e vivere sereni è ancor più necessario che realizzare i nostri sogni”, perché esprime tutta la sua essenza.

Ma per i suoi vent'anni  come Hachi anche lei decide di regalarsi un biglietto per Tokyo. E sul quel treno si incontrano, un incontro voluto dal destino. Hachi è subito affascinata dall’aura particolare e l’aplomb di Nana, in confronto alla quale lei sembra una bambina, e nel treno bloccato dalla neve, socievolissima come sempre, le racconta praticamente tutta la sua vita. Alla stazione Hachi corre dal suo comitato di accoglienza, e Nana, che come bagaglio aveva solo la sua chitarra e le sigarette, se ne va, sola, senza nemmeno salutarla. Per un po’ quindi seguiamo nella sua avventura cittadina Hachi, che dopo la gioia di aver ritrovato Shoji e i suoi amici ora deve lottare per ottenere la sua indipendenza. E da questo momento in poi il manga diventa davvero un tour per una Tokyo diversa dalla sua immagine ufficiale, una Tokyo abitata da “fuori sede”, fatta di appartamenti in affitto, ricerche di lavoretti, agenti immobiliari, agenzie di collocamento… e tutto è trattato in modo adulto e realistico, tanto che sembra davvero di essere lì. E nella ricerca della casa il demone celeste ci mette il suo zampino : nella sua ricerca di un tetto, Hachi si trova in un appartamento splendido, in un raffinato palazzo antico in stile occidentale, l’appartamento 707, al settimo piano, con vista sul fiume e sul verde… e in quell'appartamento perfetto Hachi ritrova Nana. Tutte e due vogliono affittare quella casa e alla fine decidono di prenderlo insieme, di diventare coinquiline, sebbene fossero praticamente due sconosciute. Ma fra loro subito era scattato qualcosa di speciale, si erano trovare più che incontrate.

Comincia così quella che col senno di poi è la parte più felice della storia la convivenza nel mitico appartamento 707, tutte le gag e le scenette di una vita quotidiana che va alla grande, le tappe di un’amicizia splendida fra due ragazze diversissime che però insieme stanno bene, si divertono, si aiutano… Hachi, con tutta la sua vitalità e luminosità, con i suoi capricci e la sua dolcezza, subito si fa strada nel cuore di Nana, la diverte e le fa compagnia, e Nana le dà la sicurezza di cui ha bisogno. Nel quarto numero poi c’è uno dei miei pezzi preferiti : il giro per negozi!!  Alzi la mano chi non ha sognato di farsi un lungo giro nel Tutto a 100 yen o da Sabrina, il negozio vintage, dove Hachi trova addirittura lavoro e dove comprano tutti quei pezzi d’arredamento anni ’70-80’ che stanno benissimo nel loro appartamentino! In questa parte comprano i famosi bicchieri con le fragole, perché per Hachi avere una cosa uguale rafforza il loro legame, e qui nasce il soprannome di Hachi, nonché una delle più veritiere descrizioni del suo carattere : Hachi è davvero una cagnolino, si affeziona subito e per sempre, è obbediente e docile, ama giocare, ma richiede tante cure e attenzioni. A Nana però piace questo aspetto del suo carattere e la loro convivenza comincia sotto il segno dell’allegria. Ma poi Hachi, non volendo, dà un colpo al cuore a Nana quando va a comprare il nuovo cd dei Trapnest, facendola trovare di fronte a un poster a grandezza naturale di Ren… e ricordo che già quando lo lessi per la prima volta notai che Ren indossava ancora il lucchetto al collo, e che il mio romantico cuore di diciassettenne gioì! Ed è tenerissima la scena in cui Hachi canta le lodi di tutti i membri del gruppo tranne Ren finché Nana, tutta arrabbiata, non le chiede di “lui”, il chitarrista, per poi scoppiare a ridere quando Hachi le dice che le è antipatico! E quella frase di Hachi, “Io sono una gran fan di Takumi, il bassista”… ah, se allora avessimo potuto immaginare! Per giunta quel poster Hachi se lo porta a casa a pone a Nana una domanda innocente, senza rendersi conto di sconvolgerla : vuole accompagnarla al concerto dei Trapnest? Cosa importantissima, Hachi ignora tutto del passato di Nana e continua a fare queste gaffe incredibile, come quando Nana la deve spiegare che sul braccio ha tatuato un fiore di Ren… Ma non c’è tempo per occuparsi del concerto, perché intanto arrivano nuovi personaggi.

Già dal terzo volume ritorna Yasu : anche lui è a Tokyo per sbrigare tutte le pratiche amministrative di Nana. Emerge da subito il loro rapporto speciale : Nana, che è una tipa tosta, abituata ad avere cura di sé e a non affidarsi a nessuno, si fida solo Yasu, e lui è l’unico che riesca ad avere cura di lei, facendole nello stesso tempo da amico e da tutore, da compagno e da consigliere. Yasu da sempre è uno dei miei personaggi preferiti… e sicuramente è il mio personaggio maschile preferito. Ha più o meno la stessa età degli altri, ma è più maturo, è circondato da un’aura di savoir-faire e autorevolezze ed è un personaggio che ispira da subito fiducia, è gentile e affidabile, dà subito l’idea di essere la roccia alla quale gli altri possono appoggiarsi in ogni momento… senza contare il fascino intramontabile dell’uomo pelato, in giacca e cravatta ma occhiali da sole e piercing… insomma, è sexy, anche quando sta fermo e zitto.

Nel quarto volume poi anche Nobu sbarca a Tokyo e Hachi lo invita a dormire da loro : ah, se avessimo potuto sapere… !!! Nobu comunque nel loro gruppo ci crede ancora e, a quanto pare, anche Yasu, che incoraggia Nana ad ascoltare un brano composto da Nobu. Per la prima volta Nana si commuove e per la prima volta Hachi la sente cantare e noi e lei la vediamo sprigionare la sua magia e il suo carisma lì, in piedi sul tavolo, con un cellulare per microfono e la luna come riflettore, una scena indimenticabile e bellissima. Nasce in Nana un nuovo scopo : sfondare nel mondo della musica per confrontarsi con Ren allo stesso livello. Così, supportati da Hachi, Nobu e Nana cominciano a progettare la resurrezione di Blast e si mettono alla ricerca di un bassista e di un chitarrista… e così arriva Shin!! Attirato dal volantino di Hachi, le appare nel negozio questo ragazzino bellissimo, troppo bello per essere vero, presunto diciottenne ma in realtà quindicenne, con un curriculum palesemente falsificato, una faccia da innocentino, modi carinissimi che lo fanno sembrare ancora più giovane e un modo di suonare il basso perfetto e stranamente familiare… infatti, quando Nana gli chiede chi è il suo chitarrista preferito, risponde entusiasta “Ren Honjo!!” : è destino, e così Nana lo ingaggia facendogli promettere che sarebbe diventato più bravo di Ren. Ora posso parlarne con freddezza perché so già che succederà, ma quando lessi Nana per la prima volta ricordo che questo fatto del gruppo musicale, la ricerca dei nuovi membri del gruppo, la mancanza del bassista, i provini ecc. mi presero molto, e che fui entusiasta quando, alla fine, ai risorti Blast si riunì l’unico batterista degno, Yasu, apparso alla porta di Nana con le valige e le bacchette in mano, sia in memoria del passato, sia perché ormai era fatta, era diventato un personaggio fisso!
Intanto Hachi ha altri problemi : riempire la sua stanza di oggettini e mobili deliziosi e il suo guardaroba di abitini meravigliosi è sicuramente stato una gioia per i nostri occhi, ma l’ha ridotta al verde, e deve arrangiarsi come può con lavoretti, prestiti e “elemosina” dagli amici. E la domanda viene spontanea : e Shoji? Che fine ha fatto il motivo per cui Hachi è a Tokyo? Con Shoji le cose non vanno bene… compare la “Sachiko virtuale”, una ragazza immaginaria con la quale, nell'immaginazione di Hachi, Shoji ha una relazione… ma ormai lo sentiamo che la vita di Hachi sta prendendo direzioni diverse, che ora che ha Nana, Nobu e Yasu gli amici del paesino passano in secondo piano e che Shoji sta pian piano passando a personaggio secondario… e quando nel ristorante in cui lavora compare davvero una Sachiko, una ragazzina adorabile, timida e graziosissima che Shoji comincia ad accompagnare al treno, sappiamo che è solo questione di tempo. E non lo dico solo ora, col senno di poi : anche quando lo lessi per la prima volta Shoji non mi convinceva come ragazzo di Hachi e speravo che a Tokyo avrebbe incontrato qualcun altro… ah, se solo avessi saputo! E comunque, Sachiko a parte, Shoji non è stupido, lo capisce subito che per Hachi ormai lui viene dopo Nana. Non so fino a che punto si possa dire che Hachi si sia comportata male con lui, ma sia allora che ora la giustifico perché il suo atteggiamento nei confronti di Shoji deriva dal fatto che fin dall’inizio non ne era veramente innamorata. Ad ogni modo, il tradimento di Shoji e la sua scoperta cementano ancora di più il legame fra Hachi e Nana : è bellissima la scena in cui lo aspettano insieme, lo vedono con Sachiko e Nana vuole picchiarlo, e poi la sera, a casa, lei a Hachi dormono abbracciate… chi non vorrebbe un’amica così, pronta a fare da paladina?!

Intanto il destino stringe e Shoji è presto dimenticato : a Hachi arrivano i biglietti per il concerto dei Trapnest, due posti in prima fila, e Nana accetta di accompagnarla, e poi finalmente arriva il debutto ufficiale dei Blast - il più bel debutto del più bel gruppo punk mai visto in un manga! – e rivediamo anche Misato, la groupie storica del gruppo e grande amica e fan accanita di Nana. E finalmente Hachi, grazie a Misato comincia a scoprire il passato di Nana e Ren, il fatto che una volta era Ren a suonare nei Blast… finalmente fa due più due, si rende conto che il fatto che Yasu e Nana non le avessero mai rivelato che conoscevano Ren, anche se avevano parlato di lui molte volte, doveva significare qualcosa, connette questo al tatuaggio del fiore di Ren sul braccio di Nana, e i suoi sospetti sono confermati da Nobu… così, da questo momento, per lei portare Nana al concerto dei Trapnest diventa una missione assegnatale dal destino. E Nana la accompagna, non cambia idea. E quando a un certo punto Hachi ha il coraggio di chiederle se è ancora innamorata di Ren, e il silenzio di Nana vale più di mille risposte… come vale più di mille rispose vedere Nana che, la mattina del concerto, fuma le sigarette preferite di Ren, o le sue lacrime quando Ren appare sul palco…

Questo famoso concerto ci porta dietro le quinte, a conoscere i Blast : vediamo finalmente il famoso Takumi che piace tanto a Hachi, conosciamo la bellissima Reira – per la quale, non mi dite niente, ho sempre provato un’antipatia istintiva – e apprendiamo da Takumi che Ren, cosa senza precedenti, aveva sbagliato una canzone… e noi sappiamo che lo ha fatto perché, nonostante i riflettori e la confusione, deve aver visto Nana, e vederla deve averlo colpito… e infatti Ren chiama Yasu, e Yasu gli dà il numero di telefono di Hachi, e qui il mio cuore da diciassettenne e quello delle mie amiche si sciolsero : quante volte un ragazzo al quale piacevamo o con il quale le cose erano andate male aveva provato a contattarci sul cell di un’amica… ora non capisco tanto entusiasmo, ma allora ci sembrò una cosa molto romantica! Per non parlare di quando Nana, tosta come sempre, quando sente che Ren voleva chiamarla si fa dare il suo numero e lo chiama lei o la scena bellissima in cui Ren la trascina via per sfuggire alle fan e si abbracciano in lacrime… secondo me la Yazawa ha una capacità immensa di esprimere in immagini come quelle, senza parole, tantissimi sentimenti confusi insieme, nostalgia, amore, struggimento, passione, gioia, tristezza. E per un momento, vedendoli parlare, vedendo Nana chiedergli se avrebbe potuto tornare nel loro appartamento, avevo sperato che avrebbero potuto essere felici… E quando Yasu, per spingere Ren a darsi una mossa, lo minaccia di prendersi lui Nana… magari, magari lo avesse fatto!

La povera Hachi che, a forza di concentrarsi su Ren, aveva dimenticato di guardare Takumi, chiede a Nana di farle avere tramite Ren almeno un autografo… e invece Nana vuole ricambiare tutto quelle che l’amica aveva fatto per lei e le fa una sorpresa che la fa piangere di felicità : quando Hachi torna a casa è Takumi in persona, il suo idolo, ad aprirle la porta e a augurarle in benvenuto. Non potevamo saperlo, ma momento - con Nana che è tornata con Ren e Hachi che ha incontrato Takumi - è un punto di non ritorno, che da quella sera le cose cambieranno per sempre per tutti.

E, visto che è entrato ufficialmente nella vita di Hachi e Nana, parliamo di Takumi. Io Hachi la capisco. Lei di Takumi era innamorata ancora prima di conoscerlo e lui era anche il suo idolo : sentimenti del genere sono difficili da contrastare, anche se il prescelto non se ne rivela degno. In quello che Hachi prova per lui si uniscono tante cose : l’amore per un uomo sfuggente e sexy,  la gioia per un sogno irrealizzabile che si è realizzato, l’orgoglio per essere riuscita in qualcosa di impossibile, la sensazione di vivere una favola, l’euforia per essere stata con una star, con un cantante famoso, e l’attrazione fisica per un uomo bello e che ci sa fare. E così si emoziona semplicemente per averlo in casa, per ogni minima conversazione stupida, per una telefonata, per un passaggio in macchina… Inoltre quello per lei era un periodo di vuoto, in cui cercava qualcosa che desse un senso alle sue giornate e, soprattutto, che la avvicinasse al mondo di Nana… insomma, ci sta. Era destino. E va a suo onore che ci sta consapevolmente, sapendo che Takumi era un donnaiolo, che non ne sarebbe venuto niente oltre una notte e via, che Takumi non l’avrebbe nemmeno mai richiamata… ma insomma, siamo tutte adulte progredite e mature : sono cose che capitano. E anzi non capisco perché la povera Hachi si senta così in colpa e si giudichi superficiale e stupida : aveva 20 anni, non aveva un ragazzo, non faceva del male a nessuno. Ma non è la prima volta che Hachi è ingiustamente severa con se stessa. Il destino di una ragazza fantasiosa e romantica come Hachi è stato deciso nel momento stesso in cui si è ritrovata in soggiorno quello che per lei era un personaggio immaginario. Per fortuna poi si cresce e si cominciano a cercare altre cose, ma la povera Hachi non ha potuto… ma di questo parleremo la prossima settimana!

Intanto, come osserva Hachi, il destino dei Blast sembra indissolubilmente legato a quello dei Trapnest : nella cena a casa delle Nana a cui partecipano Ren, Takumi, Yasu e Nobu scopriamo non solo che tutti loro si conoscevano da piccoli, ma soprattutto che Yasu e Reira erano stati insieme, e che si erano lasciati perché lui aveva deciso di sacrificare la sua carriera musicale per studiare legge. Di Reira sicuramente avrò occasione di parlare nei prossimi numeri, ma ripeto : già allora non mi piacque quella boccolona tutta leziosa e perfettina che tutti si coccolano… col tempo ho scoperto che anche lei ha una sua storia e un suo perché, ma non sono mai riuscita a liberarmi di questa prima impressione e perciò sono curiosa di leggere altre opinioni su di lei.

Concludo il commento dei primi dieci numeri parlando di Hachi, perché ormai su di lei abbiamo saputo le cose più importanti. Del suo rapporto con Nana parlerò la settimana prossima, quando la loro amicizia dovrà affrontare le prime difficoltà.

Quando lessi Nana per la prima volta, il mio personaggio  preferito era Nana Osaki, ma ora dopo la rilettura tutto il mio affetto va a Hachi, un personaggio tenerissimo che a un certo punto si trova coinvolta in qualcosa di più grande di lei e che però non rinuncia mai alla ricerca della felicità. Ma, come ho notato negli anni, Hachi è un personaggio facile da fraintendere. Ricordo quanto mi arrabbiassi sentendola definire una ragazza facile, superficiale, che affronta la vita in maniera irresponsabile, pensando solo ai negozi, ai vestiti, ai capelli, a circondarsi di oggettini graziosi, e persa dietro ai bei ragazzi, così che fonda le sue storie d’amore più sull’apparenza che sulla sostanza. Da un lato non si può negare che ci sia una parte di che corrisponda a questa descrizione, ma innanzitutto non si deve dimenticare che quando la storia comincia Hachi è una ragazzina : forse per certi versi è più immatura della sua età, ma fondamentalmente Hachi è una persona buonissima e, soprattutto, bisognosa di affetto e di sicurezza. Quello che cerca davvero è qualcosa che possa motivarla e riempirla di entusiasmo, ma non sa come ottenere qualcosa del genere e quindi passa da errore a errore. E poi è una ragazza che sta appena imparando a conoscere se stessa, che ha dentro di sé sogni immensi e un’immensa voglia di vivere che però non sa come esprimere, e da questo derivano i suoi rapporti con l’altro sesso, le sue cotte esagerate e le sue storie d’amore disastrose, le sue aspirazioni confuse, i suoi capricci e anche un sottofondo di tristezza che si porta dentro. Incostante in amore, non solo per colpa sua ma anche per colpa dei partner che si trova, tutti apprezzabili di per sé ma difficili da immaginare come metà di una coppia, nel manga però è l’unica a credere con forza nell'amicizia e a non perdere mai la speranza che lei, Nana e la loro piccola famiglia di amici alla fine potessero essere felici tutti insieme. Circondata da personaggi straordinari, eccezionali, pieni di pregi e di talento ma dal passato e dalla vita sentimentale tormentata, Hachi può non avere doti particolari tranne il suo sorriso e la sua dolcezza, ma è proprio il suo carattere affettuoso a renderla il perno del gruppo e una persona di cui gli altri non possono fare a meno.


Rileggendo, poi mi sono accorta di un’altra cosa : dovevamo capirlo fin dal primo numero che le cose sarebbero finite male, che tutta la storia è un flashback! Tutte le volte in cui Hachi dice “Ricordi Nana” e descrive dei momenti del loro passato, quando si erano incontrate per la prima volta, quando sedevano insieme a guardare il fiume… a un certo punto si capisce che quella che stiamo vedendo è una storia già avvenuta, che Hachi sta raccontando, e che nel futuro in cui Hachi racconta lei e Nana sono divise. E infatti anche nei momenti più allegri ci sono accenni struggenti e immagini piene di poesia, malinconia e tristezza, che fanno presagire che le cose cambieranno… 

Ma stay tuned, ne parliamo fra una settimana!! Il calendario è questo : 



E correte a leggere anche i post degli altri partecipanti : 
il post di Clacca
il post di Silvia
il post di Kassandra

lunedì 4 novembre 2013

Lovers' kiss - Akimi Yoshida

«Nobody can tell whether someone else is happy or not»



Visto che quest’anno gli annunci di Lucca, a parte poche eccezioni, mi hanno fatto particolarmente schifo e che, come ho notato da un’occhiata a forum e blog, la situazione dei manga è diventata veramente un delirio, mi consolo qui, a casa mia, parlando dei bei manga che ho letto e che mi ripagano di decenni di manga orrendi.

Lovers’ kiss è un manga in due volumi di Akimi Yoshida, pubblicato fra il 1995 e il 1996 dalla Shokakukan poco dopo Banana Fish, dal quale però non potrebbe essere più diverso. Lovers’ kiss in pratica sarebbe la versione della Yoshida di uno shoujo scolastico che, in quanto tale, come si vede anche dal titolo tratta tematiche prettamente sentimentali.

Ovviamente, una volta tanto che la Yoshida si decide a scrivere una storia d’amore, non può limitarsi a una semplice coppia o, al più, a un semplice triangolo, ma la situazione sentimentale che si instaura fra i personaggi, nella quale si intrecciano amori eterosessuali e, soprattutto, omosessuali (che io sappia, questa è l’unica opera della Yoshida con accenni yuri)  è molto complicata, perché chi ama e chi è amato non combaciano mai.



Protagonisti del manga sono infatti sei liceali, tre ragazzi e tre ragazze, e attraverso di loro il manga affronta con sensibilità e originalità tutti gli aspetti dell’adolescenza, vista nei suoi aspetti luminosi come nei suoi lati oscuri, passando da temi leggeri, come i primi amori, con tutto il loro contorno di speranze, malintesi, momenti dolci e gelosie, a tematiche problematiche e difficili, come il suicidio, l’incesto, gli abusi sessuali e l’omosessualità, sia maschile che femminile. Nonostante ciò, la storia non diventa mai deprimente o pesante, ma il ritmo è molto veloce e la trama e dinamica e piena di momenti allegri, dolci e comici.

Inoltre, a differenza che negli altri suoi manga la narrazione è introspettiva e la storia è raccontata dal punto di vista di tre diversi narratori, ciascuno dei quali, limitandosi alla sua prospettiva sugli eventi, progressivamente spiega, arricchisce o contraddice tutto quello che avevamo saputo dagli altri, e questo dà al racconto grande originalità perché, dato che i tre capitoli avvengono contemporaneamente, possiamo vedere la stessa scena da angolazioni diverse. Il manga quindi è diviso in tre parti - "Boy Meets Girl", "Boy Meets Boy" e "Girl Meets Girl".  In ognuna delle tre parti la coppia di volta in volta protagonista si scambia un bacio in un momento importante.

La prima parte è raccontata dal punto di vista di Rikako Kawana, una liceale da un lato fredda e riservata, dall'altro abbastanza libera e spregiudicata. All'inizio del manga incontra sulla spiaggia Tomoaki Fujii, il playboy della scuola, bellissimo, intelligente e seducente, dotato di fascino e aplomb, cool e anche ricchissimo, unico erede di una famiglia importante che gestisce una clinica privata. Bello e dannato, il suo fascino è accresciuto dalla sua cattiva reputazione : fra l’altro, di lui si racconta anche che ha costretto una ragazza ad abortire nella clinica di famiglia. Nonostante alla sua migliore amica, Miki, sia antipatico, Rikako è incuriosita da Tomoaki e, sfacciatamente, gli chiede di uscire (ergo, di andare in un love hotel), proposta che ovviamente lui accetta, ma che porterà entrambi a scoprire che la vita dell’altro era molto diversa da come appariva… 

L’hotel in cui Tomoaki la porta è tutto tranne che lussuoso, il suo appartamento è una stanza povera e squallida e Tomoaki, lungi dall'essere un viziato figlio di papà, deve lavorare per mantenersi… Inoltre, nonostante la sua fama di donnaiolo, è risentito perché lei era andata a letto con lui solo per divertirsi. Ma ormai Rikako si è innamorata di lui. Decisa a scoprire dove lavora, lo chiede  a Sagisawa Takao, il tipico ragazzo tranquillo, con gli occhiali, apparentemente trascurabile, che Rikako conosce perché da bambini andavano alla stessa scuola di musica. Ma, mentre lei improvvisamente aveva smesso di suonare, Sagisawa era diventato un buon pianista. Se Rikako si rivolge a lui è perché sapeva che lui e Tomoaki alle medie erano amici. E Sagisawa sa benissimo dove lavora Tomoaki : lavoravano insieme al Dolphin, un negozio di attrezzature subacquee sulla spiaggia. Ma a Rikako mente, le dice di non saperlo. 


E qui dobbiamo fare un passo indietro. Sagisawa, il narratore della seconda parte, una volta, da bambino, aveva visto dei fantasmi. Era un gelido e nevoso giorno di febbraio e mentre aspettava il treno aveva visto un ragazzo e una ragazza che gli erano sembrati strani, perché indossavano l’uniforme del liceo, ma quella estiva. Si sorridevano e sembravano felici e Sagisawa si era incantato a guardarli finché non era arrivato il suo treno ma, quando si era voltato a guardare il binario, non aveva visto nessuno. Anni dopo aveva saputo che un ragazzo e una ragazza erano morti in quel luogo tre anni prima che lui li vedesse. Ma non era stato questo a colpirlo : quell’immagine, la neve e i due ragazzi che si sorridevano con dolcezza, gli avevano fatto desiderare di provare un amore simile anche lui. Ed è di Tomoaki che si era innamorato. Alle medie erano nello stesso club di basket e a quei tempi Tomoaki era già famoso non solo per la sua ricca e potente famiglia, ma perché per la sua bellezze e il suo carattere gentile e affabile piaceva a tutti. Quando lo aveva visto per la prima volta Sagisawa non poteva credere che esistesse una persona tanto straordinaria. Ma all'improvviso Tomoaki prima aveva cominciato a sembrare infelice e poi, il giorno dopo le vacanze dell’ultimo anno di scuola, era apparso completamente cambiato, con piercing e capelli tinti. Sagisawa non lo aveva più visto, perché Tomoaki aveva anche abbandonato il club di basket, ma quando lo aveva rincontrato al liceo non gli era sembrato più infelice, ma cambiato in peggio, dissoluto, arrogante, pericoloso, e da allora non aveva smesso di chiedergli cosa poteva essergli successo… Poi, per sua grande gioia, Tomoaki aveva cominciato a lavorare nello stesso negozio di attrezzature da sub per cui lavorava lui, e così Sugisawa aveva cominciato a sperare di potersi avvicinare a lui. 

Ma non ha fatto i conti con due persone. La prima ovviamente è Rikako, che si stava avvicinando sempre di più a Tomoaki, facendo quello che Sagisawa non era mai riuscito a fare. Quando Rikako gli chiede dove lavorasse Tomoaki, lui aveva appena sognato di baciarlo. La seconda è il suo kohai del club di atletica, Ogata Atsushi : a Ogata Tomoaki non piace e apparentemente non sopporta che sia così popolare con le ragazze, ma Sagisawa non gli permette mai di parlargli male di lui e lo difende sempre, senza rendergli conto di spezzargli il cuore, perché Ogata è innamorato di lui. Ogata è presente quando Sagisawa mente a Rikako e all'inizio fraintende, crede che sia lei a piacere a Sagisawa e così gli rivela che Eriko, la sorella di Rikako che era in classe con lui, parlava sempre male di Rikako, cosa che stupisce molto Sagisawa, perché da bambine le sorelle andavano molto d’accordo. Presto però Ogata scopre la verità. Una volta che Tomoaki aveva raggiunto Sagisawa nell'aula di musica e Sagisawa gli aveva suonato un pezzo chiamato "Je te veux"; proprio mentre Sagisawa traduce il titolo, “Io ti voglio”, per Tomoaki, arriva Ogata, che capisce tutto, insulta Tomoaki chiedendogli della famosa volta in cui avrebbe fatto abortire una ragazza e, quando Sagisawa conferma i suoi sospetti, si arrabbia e finalmente rivela a Sagisawa i suoi sentimenti. Ma proprio mentre si stava dichiarando, sentono le voci di due ragazze fuori dall'aula e fuggono via.
Queste due ragazze, che riescono a origliare la dichiarazione, sono Miki e Eriko, la sorella di Rikako e la migliore amica di Ogata, la narratrice della terza parte. Eriko fin dall'infanzia era stata gelosissima della sua fin troppo perfetta sorella maggiore e questa gelosia si era acuita quando di era innamorata di Miki che, però, si era innamorata di Rikako a prima vista una volta che l’aveva vista suonare il pianoforte. Quando Eriko la bacia, Miki le dice che le dispiace,  ma che lei amerà per sempre Rikako, anche se lei ama Tomoaki, che il suo destino è amare una persona che non può raggiungere, e le chiede scusa. Quando passano fuori dall'aula di musica è proprio perché Miki voleva chiedere a Sagisawa di suonare per lei il pezzo che suonava Rikako. A Rikako non poteva chiederlo perché Rikako aveva smesso di suonare.

Intanto Sagisawa comincia a disprezzare se stesso per essere così geloso di Rikako. Da un lato è possessivo nei confronti di Tomoaki e gelosissimo di Rikako : non accetta che sia lei la prescelta, quella che è riuscita ad avvicinarsi a Tomoaki e a farsi amare da lui, vorrebbe lui questo ruolo e quindi fa di tutto per allontanarla da lui, ma poi si rende conto che così sta solo facendo del male a tutti, riesce a vincere i suoi sentimenti infantili e finalmente rivela a Rikako dove lavora Tomoaki e si fa da parte.

Non potendosi scusare con Tomoaki per aver provato a tenere Rikako lontana da lui, almeno va a scusarsi con lui per il comportamento di Ogata nell'aula di musica. Mentre sono nella sua stanza, arriva una visita inaspettata, la madre di Tomoaki, che lo supplica di aprirle la porta. Tomoaki, però, non la lascia entrare.

Il giorno dopo anche Ogata, che si vergogna anche lui del suo comportamento, decide di andare a scusarsi con Tomoaki ma, quando lui e Sagisawa vanno al negozio, hanno la notizia shockante che Tomoaki quella notte aveva cercato di annegarsi e che il fratello di Miki, Mitsuyoshi, che lavorava al negozio, lo aveva salvato giusto in tempo. Da lui sanno anche che non era stato Tomoaki a mettere incinta la ragazza. Ogata lo racconta a Eriko, che a sua volta in seguito vede Tomoaki che parlava con Miki, l’ultima persona con la quale si sarebbe aspettata di vederlo. Prima che fraintenda, per paura che arrivino a Rikako strani pettegolezzi, Miki rivela a Eriko che lei e Tomoaki già si conoscevano fin dall'infanzia : si erano incontrati per la prima volta quando avevano nove anni e lei e il fratello facevano le consegne per il loro negozio di liquori a casa di Tomoaki. La prima volta che lo aveva visto, Tomoaki le era sembrato un principe delle fiabe e sua madre, una donna bellissima, faceva per loro dei dolci ogni volta che giocavano insieme. E, alla fine, sono proprio Eriko e Ogata a origliare per caso la conversazione in cui Tomoaki racconta al fratello di Miki perché aveva provato a suicidarsi e a conoscere la verità sul suo triste e difficile passato, sulla sua famiglia terribile, sulla sua madre psicopatica e su tutte le sofferenze che lo avevano spinto a tentare di annegarsi. Ora che, suo malgrado, era sopravvissuto, Tomoaki voleva solo allontanarsi da Kamakura, e per fortuna sua zia aveva avuto compassione di lui e aveva deciso di aiutarlo a trasferirsi per rifarsi una vita. 


A questo punto Ogata prende in mano la situazione, si fa presentare Rikako da Eriko e le rivela che Tomoaki stava per lasciare il liceo e per partire da Kamakura, shockandola. E finalmente, incoraggiata anche da Miki, che vuole solo il suo bene e che infondo vuole ancora bene anche a Tomoaki, Rikako reagisce e va a riprendersi quello che è suo. Raggiunge Tomoaki in riva al mare e finalmente parlano con sincerità e Rikako gli racconta il suo passato, la sua infanzia, in cui era costretta ad essere una bambina perfetta, e il trauma che le aveva rovinato la vita. Questa scena è dolcissima, perché Tomoaki, nonostante fosse anche lui tanto traumatizzato da avere da poco tentato il suicidio, riesce a consolarla e a rivolgerle quelle parole di conforto di cui Rikako aveva da sempre avuto bisogno e a darle coraggio. Quando si separano, lo fanno con la promessa di rivedersi, dopo essersi rivelati i loro sentimenti e dopo essersi dati finalmente si danno un vero bacio e una speranza per il futuro. 

Mentre si salutano alla stazione, Sagisawa e Ogata li osservano da una panchina e, mentre Ogata cerca di consolarlo, Sagisawa ricorda i fantasmi che aveva visto nello stesso luogo da bambino, e capisce che le cose erano andate come dovevano andare, che fra Rikako e Tomoaki c’era un vero amore che non doveva essere ostacolato. Ma neanche lui è destinato a restare solo, come prova il bacio che gli dà Ogata! E Rikako trova un altro inaspettato appoggio in sua sorella, che si era fatta insegnare a suonare una canzone apposta per lei e che la incoraggia a non arrendersi e a continuare la sua storia con Tomoaki nonostante la distanza.

Come vediamo, il centro del manga sono ovviamente i rapporti fra i personaggi, le cui vite sono legate fin dall'infanzia  perché si conoscevano tutti da piccoli ma, per motivi diversi, si sono allontanati gli uni dagli altri. Sul versante sentimentale non abbiamo semplici coppie o, al più, semplici triangoli, ma un poligono : Rikako è innamorata di Tomoaki, che la ricambia; Takao è innamorato di Tomoaki, e quindi è geloso di Riakako e cerca di ostacolarla. Ogata è innamorato di Takao e odia, ovviamente, Tomoaki. Sul versante femminile, Miki,  è innamorata di Rikako e quindi odia Tomoaki e cerca di frapporsi fra lui e Mikako e di allontanarli, e Eriko, è innamorata di Miki e quindi è gelosa della sorella e ostile nei suoi confronti.  

I due protagonisti, Tomoaki e Rikako, devono districarsi in questa rete di complessi legami per trovarsi e non perdersi. Loro, che sono già due personaggi traumatizzati dalla vita e per questo pieni di difficoltà nei rapporti umani, si trovano al centro di questo esagono amoroso che li porta a dover lottare contro i loro unici amici per stare insieme e a dover subire le conseguenze negative, gli intrighi e le bugie derivanti da sentimenti che non hanno fatto nulla per provocare ma che devono subire. Ancora una volta, per loro i sentimenti degli altri sono solo una minaccia, e questo, unito al fatto che entrambi dovevano lottare con i fantasmi del loro passato, rende ancora più difficile lo sbocciare del loro amore, impedisce loro di fidarsi l’uno dell’altra.
Anche se non vediamo mai il suo punto di vista, il vero protagonista è Tomoaki : è lui il filo conduttore che unisce tutti i personaggi e sono i forti sentimenti che suscita in tutti loro a portarli a interrogarsi sulla loro vita e sul loro passato. Questo però sottolinea la sua posizione di solitudine e di tristezza, perché mentre è lui a fare la differenza nella vita di tutti, non avviene mai il contrario e, in mezzo a persone che o lo amano o lo odiano, che lo mitizzano, che lo fraintendono, che lo corteggiano e lo adulano e che lo temono e lo ostacolano ma che, in realtà, non lo conoscono, resta una figura isolata, deve sempre aiutarsi da solo e, per lo più, tutte le persone che conquista, nel bene e nel male, rendono la sua vita ancora più difficile, costringendolo a lottare con sentimenti che può solo subire. 

Per questo alla fine si allontana : è un personaggio che ha visto e fatto troppo per poter semplicemente ritornare a una normale vita da liceale, prima deve intraprendere un cammino di guarigione e crescita che può affrontare unicamente da solo. In questo manga della Yoshida è lui il personaggio troppo eccezionale, nel bene e nel male, per poter aspirare a una vita fra le persone normali, e quindi la sua presenza “scomoda” deve essere rimossa perché fra gli altri ritorni la serenità. Ma la sua partenza non è definitiva e tutto quello che lui è Rikako hanno superato è servito a renderli in grado di restare uniti nonostante tutto, con l’appoggio anche dei loro amici e, nel caso di Rikako, della sorella con la quale finalmente instaura un rapporto. Inoltre anche Rikako è cresciuta, anche lei ha superato i suoi demoni e anche per lei si apre un nuovo futuro in cui non sarà più sola. Alla fine quindi, nonostante tutto quell'intrecciarsi di amori non corrisposti, trionfa l’amicizia, tutti riescono a dare il meglio di sé e il fatto che rinuncino a ostacolare Rikako e Tomoaki è una prova della maturità che hanno raggiunto attraverso la storia. 



Nel raccontare tutti questi amori la Yoshida non scade mai nel volgare o, peggio, nel banale, e riesce a non cedere né al romanticismo sdolcinato che caratterizza fin troppi manga né, al contrario, a un umorismo inappropriato, come pure in molti manga accade. Al contrario, il malessere adolescenziale è messo in scena con sobrietà e sensibilità, senza pathos o sentimentalismo eccessivo ma con molta delicatezza sono raccontati i disagi dell’adolescenza a contatto con i primi amori, amori difficili, inaspettati, ma che costringono a guardare dentro di sé e a far capire che, prima di conquistare qualsiasi partner, dobbiamo prima conquistare noi stessi. Perciò attraverso lo sbocciare di queste storie d’amore, attraverso gelosie, confidenze, segreti, dolcezza e tristezza, tutti i personaggi crescono e maturano. E ci sono anche molte scene dolci e allegre : Rikako che vede Tomoaki emergere dal mare, Mike che ascolta Rikako suonare, Rikako ubriaca che si risveglia nella stanza di Tomoaki, Miki e Eriko che si riparano dalla pioggia sotto la stessa asciugamano, Sagisawa e Ogata che se ne vanno scherzando dalla stazione, Sagisawa che suona per Tomoaki, Tomoaki e Rikako che fanno i fidanzatini mano per la mano…

Ma, oltre che uno slice of life sentimentale su un gruppo di ragazzi che vivono la loro vita scolastica in una cittadina vicino al mare, Lovers’kiss è anche il racconto di come degli adolescenti affrontino i demoni del loro passato, imparino a superare i loro traumi e ad andare avanti, a imparare a convivere con i propri sentimenti e segreti e a cercare di costruire qualcosa di positivo anche se le loro vite erano partite male… e anche questo processo è tipico del passaggio all'età adulta, e la Yoshida affronta questa tematica con sensibilità, intelligenza e finezza, attraverso personaggi realistici in tutte le loro contraddizioni, adolescenti confusi che prima di tutto devono imparare a conoscere se stessi. 

Una cosa che mi è molto piaciuta è anche che nella rappresentazione di storie d’amore con tinte di yuri e boy’s love non ci sono volgarità né fan service fuori luogo, ma tutti i tipi d’amore sono trattati con la stessa naturalezza e serietà, con normalità. E, fra tutti quei problemi sentimentali, è bello vedere anche un bellissimo rapporto di amicizia fra ragazzo e ragazzo, quello fra Eriko e Ogata, un rapporto in cui due adolescenti si fidano l’uno dell’altra e riescono a stabilire un legame molto stretto, senza che nessuno vede il sesso opposto come oggetto di mire sentimentali e sessuali.

E parte migliore deve ancora venire : la storia di Tomoaki non finisce affatto così! Ricordo ancora  quando aprii il primo numero di Umimachi Diary, l’ultimo lavoro della Yoshida, e la sorpresa che abbi quando mi ritrovai a pagina 4 Tomoaki in persona, tornato a Kamakura e destinato ad un ruolo importante nelle vita delle nuove protagoniste, le sorelle Koda. I due manga infatti sono legati. Innanzitutto sono ambientati entrambe a Kamakura, un luogo che alla Yoshida è particolarmente caro, come dice lei stessa. Nel secondo volume infatti racconta che, pur essendo nata e cresciuta a Tokyo, è a Kamakura, dove ha passato diversi anni, che ha trascorso i momenti più belli della sua vita (come già aveva detto nel volume 4 di Kissho Tennyo). Così, nel 1996 aveva colto l’occasione per ambientare uno dei suoi manga nel luogo che amava tanto, e nel 2006 ha di nuovo voluto rendere omaggio a Kamakura in Umimachi Diary.
E Lovers’kiss e Umimachi Diary, oltre ad essere ambientati nella stessa città a distanza di pochi anni, appartengono allo stesso universo narrativo ed hanno in comune altri personaggi oltre a Tomoaki… per non spoilerare niente, basta dire che per lo più i fratelli minori dei protagonisti di Lovers’kiss, la famiglia di Miki, e che anche i fratelli maggiori fanno la loro comparsa…

Per quanto riguarda il disegno, troviamo già il tratto maturo della Yoshida, quello sempre sobrio, ma più delicato e raffinato, più shoujo e femminile, che ritroviamo nelle sue opere più recenti, anche se ancora in fase di sperimentazione, come vediamo confrontando i personaggi come erano in Lovers’kiss e come sono ricomparsi in Umimachi Diary. In particolare, mi piacciono molto le tavole in cui si vede il mare, con la loro atmosfera estiva calma e malinconica.


Insomma, questo manga è un gioiellino da tutti i punti di vista, intenso e coinvolgente, e ovviamente ringrazio ancora che mi ha permesso di leggerlo!