venerdì 18 ottobre 2013

Jane Austen, Jo March, ebook, la dinastia dei Tolomei, papiri e pecore e il futuro dell’editoria

Volevo comprare un libro. Questo :

 Vecchi amici e nuovi amori di Sybil G. Brinton. Questo libro lo volevo da anni, perché è il sogno di ogni appassionata lettrice di Jane Austen in quanto primo seguito di tutti i suoi romanzi, scritto nel 1913 e quindi non influenzato dalla versioni televisive. Immaginate un libro in cui tutti i personaggi di Jane Austen si incontrano, in cui vediamo Lizzy e Darcy sposati che fanno amicizia con Emma e suo marito, le sorelle Steele che fanno da zerbino a Lady Catherine, Gerogiana innamorata del fratello di Fanny Price… ecco, capirete perché lo voglio!

Questo libro è uscito di recente in esclusiva per la Jo March, una piccola casa editrice delle quale ho sempre sentito parlare molto bene : gestita da due donne coraggiose, pubblica capolavori della letteratura inglese mai tradotti prima. Io avrei tanto, tanto voluto esprimere il mio sostegno a questa casa editrice acquistando la loro edizione… ma…

… quando lo chiedo a inizio ottobre da Feltrinelli, mi dicono che non era mai arrivato in nessuna Feltri di Italia…
 … ma dopo scopro che da Feltrinelli non arriva se in due settimane, su richiesta alla Jo March…
 … ma comprandolo dal sito di Feltri arriva in 11 giorni lavorativi…
 … ma su Amazon la Jo March non vende…
 … ma su Ibs è “normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane
 … ma su Libreria Universitaria è disponibile subito, ma senza  sconto e con le spese di spedizione…
 … ma su Mondadori non c’è proprio…
 … ma comprandolo sul loro sito arriva dopo due settimane
 … ma in qualunque caso, comprandolo online, bisogna pregare che il corriere non sia rapito dagli alieni durante la consegna…
 … ma le copie che arrivano in qualsiasi libreria vanno richieste a loro una per una e arrivano sempre in due settimane
 … ma – soprattutto – la Jo March per principio non fa ebook…

… ma troppi ma per un libro solo! Insomma, ditelo che non ci tenete a vendere!

Morale della favola, ho preso l’ebook in inglese, questo :

Edizione illustrata, a 1.35, mi è arrivato in 1 minuto e penso che lo finirò in un paio di giorni. Auguro buona fortuna a chi ha la pazienza di cercarlo in italiano, ma io per fortuna ho i mezzi per non aspettare i comodi degli altri. Lo stesso vale per un altro libro pubblicato dalla Jo March, Nord e Sud di Elizabeth Gaskell, che sul Kindle Store è gratis.

L’amore per la letteratura, per i libri rari e per le edizioni di pregio è una cosa molto bella, ma bisogna anche saper vivere nel mondo. Lungi da me non appoggiare le piccole case editrici : ci lavoro, sarebbe folle da parte mia. Ma proprio perché la situazione di tutte le case editrici, grandi e piccole, è quella che è, non ho comprensione per quelle che si boicottano da sole. In particolare, trovo gravissima la scelta di non fare gli ebook, soprattutto dopo che Amazon ha diffuso i dati di vendita dell’anno scorso, che mostrano come le vendite del formato digitale abbiano superato quelle del cartaceo, e soprattutto dopo che sempre Amazon presto offrirà a chi compra libri sul loro sito anche l’ebook a un prezzo irrisorio, per accontentare chi vuole portare i suoi libri preferiti sempre con sé e contemporaneamente non vuole rinunciare ad accrescere la biblioteca di casa.

Le riflessioni nate da questo episodio si sono unite a quelle nate dalla lettura dei dati del rapporto AIE sul mondo dell’editoria in Italia, presentato alla Buchmesse di Francoforte da Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori. La situazione ovviamente è tragica, non c’è nemmeno bisogno di dirlo : “Una politica per il libro non è più solo urgente, è in ritardo […] In due anni il fatturato è diminuito del 14%, ogni giorno abbiamo notizie di librerie che chiudono, la crisi di liquidità si aggrava, si vanno rideterminando gli equilibri competitivi nei canali commerciali del libro, anche l’export cala […] Serve un dialogo serio, diretto, subito”.
Non riporto i dati Nielsen dei primi otto mesi del 2013 se no ci deprimiamo tutti troppo, né i dati sul 2012, definito annus horribilis per il libro.



Ma nel 2013 c’è stato un piccolo miracolo, una cosa quasi fantascientifica, un evento praticamente impossibile : c’è stato… quasi non riesco a scriverlo per l’emozione… un incremento della lettura nel nostro paese!! Però questi dati e novità positive riguardano solo la vendita online e gli ebook, che mostrano segnali incoraggianti. I dati sono chiari : in Italia la lettura dei libri digitali è quasi raddoppiata (+45% rispetto al 2011) e tra gli italiani con più di sei anni legge il 46% della popolazione (dato lievemente migliore rispetto all'anno scorso, ma comunque basso rispetto alla media europea). Nel 2012 il mercato digitale oscillava tra l’1,8% e il 2%, mentre ora, se contiamo le vendite di ebook + banche dati, ha raggiunto una quota di mercato del 6,4%.

Inoltre c’è stato un boom della vendita online di libri fisici, passata dal 3% del 2008 all’attuale11%, 13% contando anche gli ebook. Queste notizie sono confermate dai dati Nielsen : l’online registra la maggiore crescita fra i canali di vendita del libro nel 2013, passando dal 5,5% del 2012 al 6,3% del 2013 (escluso Amazon!).
Insomma, anche senza tutti questi numeri ci si può rendere conto che in un paese come l’Italia e in un momento di crisi gravissima come questo, dove tutti i settori sono in forte calo, un aumento delle vendite dei libri può considerarsi un miracolo vero e proprio.
Invece, per quanto riguarda i canali di vendita tradizionali, il primo posto in cui si acquistano i libri sono le catene, la grande distribuzione organizzata (GDO). Cresce la quota di mercato coperta dalle librerie di catena (dal 41,5% al 42,2% del 2013), mentre i dati evidenziano invece chiaramente una sofferenza per le librerie indipendenti...

Ma basta numeri, torniamo alla Jo March. A lei e a tutte le piccole case editrici suicide, io mi (e vi) chiedo : snobbate l’ebook che è in crescita, snobbate la vendita online che è in crescita, snobbate le grandi catene che sono stabili… ma come, dove, quando, perché pretendete di vendere?! Se saltate sulla barca che affonda, poi non vi lamentante che le cose vi vanno male.

Concludo il discorso con due esempi che provengono dalla mia formazione di papirologa e filologa, lontanissima quindi dal mondo del digitale.

Il primo riguarda la nascita del romanzo. Il romanzo, genere letterario principale del mondo moderno, tanto che è impossibile immaginare la letteratura senza romanzi, nel mondo antico non esisteva. I greci, che hanno inventato tutti i generi letterari possibili, non hanno avuto il romanzo fino alla conquista romana, centinaia di anni dopo la nascita dei loro capolavori. Quindi tanto hanno sentito il bisogno di creare questo genere di intrattenimento, un genere-contenitore per tutte le loro esperienze di vita, quando anche loro hanno attraversato una crisi : la fine dei regni ellenistici, l’umiliazione della conquista, la fine delle libertà politica collettiva e individuale, la scomparsa dalla scena internazionale, la povertà, le carestie… praticamente, la fine che ora sta facendo l’Europa. 

Ma, ora come allora, peggiore è la crisi, maggiore è il bisogno di svago, di evasione, e quindi maggiore è la crisi, maggiori sono la domanda e l’offerta di letteratura : è questa la motivazione dei dati Nielsen, del rapporto AIE e dell’aumento di lettura. Ma, naturalmente, in periodo di crisi è necessario conciliare lo svago al risparmio, ed è per questo banalissimo motivo che gli ebook vendono bene : perché costano meno. Anzi, tutti i classici della letteratura non costano niente, sono gratis. E va da sé che meno costano, più se ne possono avere, e che poi viene meno anche lo scrupolo di dove infilare nuovi libri in appartamenti sempre più poveri, piccoli e affollati…

Il secondo esempio invece è il Terzo Secolo. Per i non filologi è un secolo normale, un po’ più palloso degli altri ma comunque digeribile. Per noi filologi è una tragedia. Alla fine del secolo precedente i sovrani d’Egitto, i Tolomei, per contrastare lo sviluppo della biblioteca di Pergamo posero l’embargo sul papiro, che allora era l’unico materiale scrittorio permanente. Ma Eumene, il re di Pergamo, non si perse d’animo e, visto che in Grecia tutto mancava tranne le pecore, promosse lo sviluppo dei manoscritti su pergamena. 
resti di pergamena
resti di papiro
Nel terzo secolo la pergamena ebbe un boom inarrestabile : rispetto al papiro era più facile da trovare, infinitamente più economica (bastava una pecora e non si pagava la dogana e la lavorazione del papiro) e soprattutto molto meno fragile e molto più comoda : un libro era più maneggevole, girare le pagine per trovare un brano era molto più facile che srotolare chilometri di rotolone, perdendo un’ora per trovare un rigo… insomma, alla faccia dell’Egitto, gli scribi cominciarono a ricopiare le opere più famose e più richieste in pergamena. E qui avviene la tragedia : le opere non ricopiate da papiro a pergamena si sono perse. Tutte. Per sempre. Andate. Sparite. 
Perché fra terzo e quarto secolo si scatenò una crisi vera, una crisi con le contropalle, e fra guerre e violenze i papiri sono stati bruciati, sepolti, distrutti, si sono decomposti, in un modo o nell'altro hanno fatto una brutta fine, e il 90% della letteratura greca, latina, persiana, fenicia è finito nel cesso, perché i puristi e i tradizionalisti si opponevano alla sua diffusione su un supporto troppo moderno e popolare. 

Perciò impariamo dal passato : tutte le opere che non verranno convertite in digitale prima o poi si perderanno. Mentre gli ebook sopravvivranno per sempre, al sicuro nei server di Amazon o di Google nelle Montagne Rocciose o giù da lì, è probabile che fra cento anni qualcuno brucerà le nostre biblioteche per riscaldarsi.


Lo stesso vale per le librerie. Ieri è arrivato l’annuncio che una libreria storica della mia città, Guida a Port’Alba, presto chiuderà. 

Di questo soffro tantissimo, perché da Guida sono cresciuta, ho comprato i miei primi libri, perché è sempre stata uno dei focolari intellettuali della città… ma era una tragedia annunciata! Non ha un catalogo online, non fa nessuna scheda per accumulare punti e sconti, non premia i clienti fissi in nessun modo… come poteva sopravvivere?

Perciò, sia da lettrice che da interna al settore, posso solo augurare a chiunque si occupi di libri di uscire da un dilettantismo non al passo con i tempi e di seguire i flussi che portano al futuro. 

6 commenti:

  1. amen.
    sono praticamente d'accordo su tutto. anche se gli ebook continuano a non piacermi, sto cominciando a rassegnarmi.
    ma sopratutto sulla questione librerie. mi sono sentita macinare le scatole perché le piccole librerie indipendenti vanno sostenute, i piccoli editori indipendenti vanno sostenuti.
    ma poi questa gente, per farmi scegliere di sostenerli, che cacchio fa?
    mesi fa a palermo ha chiuso flaccovio, libreria più che storica, e al suo posto c'è un negozio di biancheria intima. scandalo! le mutande a posto dei libri! la cultura in calo! blabla, i palermitani tutti bestie!
    sì certo.
    da flaccovio da anni non si trovava più niente, da mesi neanche acquistavano nuovi libri. ci siamo aggirati per un quantitativo vergognoso di tempo tra scaffali vuoti e commessi maleducati. capisco che l'idea del fallimento c'era già, però uno di solito se sta male si cura, non è che fa di tutto per stare peggio.

    vero è che il digitale ormai è fondamentale. tutti lo vogliono e tutti lo fanno. però è anche vero che se certe case editrici vendono i loro libri solo nella libreria alternativa di non so dove... ma che cavolo vuoi? mi prendo un'aereo per comprare il tuo libro?
    usassero i bei pieghi libri come fanno tutti...

    io ormai la prima cosa che faccio quando scelgo una libreria è guardare se ha qualcosa tipo raccolta punti o simili. non mi frega più niente di quanto un posto è alternativo e intellettualmente figo, mi interessa se mi conviene o meno, e questo ancora i librai non lo accettano, sembra che se leggi devi per forza anche vomitare soldi. me li ricordo ancora i disgustati, e disgustosi, librai di una nota libreria indipendente palermitana che storcevano il naso a guardarmi controllare i prezzi dei libri. i soldi non contano però lo sconto non lo fai, vero stronzo? e allora ciao, lo compro su ibs.

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  2. Dai Clacca, che prima o poi ti vedremo col Kindle!! Ci si mette pochissimo ad abituarcisi e dopo non se ne può più fare a meno! Soprattutto quando si comincia a vedere il proprio portafogli sempre più pieno! Solo per il libro del post io mi sono ritrovata con 13.65 in più, prontamente investiti in altri ebook! Quello che mi trolla è che per giorni ho cercato di dare a qualcuno 14.00 euro (il mio bonus in busta paga gentilmente concesso dalla manovra!!) e la mia offerta è stata praticamente respinta!!

    Davvero, le piccole librerie e le piccole case editrici alternative e intellettualmente fighe hanno veramente, ma veramente sfrantumato i maroni! è inutile che mi pubblicano opere belle e rare se poi non le distribuiscono nei canali tradizionali e poi, quando nessuno se le fila, piangono miseria e se la prendono con noi poveri lettori! Se vogliono fare i radical chic, prego, ma non a mie spese!

    Il caso librerie tocca un punto dolente, perché anche qui, dopo l'annuncio di Guida, sono cominciate le tirate sui napoletani che lasciano morire la cultura... ma se su Napoli si può dire una cosa buona, è che è una città che legge : le tre Feltri vanno bene, Ubik va bene, i negozi di libri usati vanno bene, Fnac ha riaperto, quasi tutte le edicole e i supermercati vendono anche libri, le biblioteche sono affollatissime, appena esci dalla città, in ogni centro commerciale c'è una Mondadori gigante... La verità è che da Guida, come da Flaccovio, da anni non si trova più niente, i libri sono buttati a caso (che diamine, capisco che gli spazi sono esigui, ma almeno spolverate!!) non c'è neanche un divanetto dove sedersi a leggere e poi, sapendo che comprando un libro da Ubik o da Feltri si possono fare punti sulla scheda, mentre da Guida dopo lo scontrino c'è solo arrivederci e grazie, quale pazzo comprerebbe da loro? La verità è che si sono lasciati andare. Ultimamente si sono buttati sull'usato, ma da loro i libri usati costano 10 euro U__U mi sembra un grande autogol da parte di una libreria circondata da bancarelle che vendono libri usati anche a 50 centesimi! Purtroppo, però, nel giudicare il livello culturale di una città si usa come parametro la quantità di soldi spesa per i libri, non quella dei libri letti...

    E poi questo disprezzo per internet... a Salerno c'è una libreria bellissima, Vecchi Libri, che ha tutte le carte per fallire - è lontanissima dal centro, difficilissima da raggiungere e vende solo libri usati - ma che invece prospera, perché ha il catalogo online sempre aggiornato, vende su Amazon e Ebay, risponde alle email in tempo reale e raccoglie le wishlist dei clienti per far sapere se riescono a trovare qualcosa.

    Bisogna adeguarsi ai tempi e alle tasche dei clienti e la verità è che i tempi sono cambiati, nessuno dei cosiddetti lettori forti ha più soldi e nessuno ha più il tempo di passeggiare fra le librerie né aspettare mesi per avere un libro, quando c'è Amazon che te lo porta a casa in tre giorni con lo sconto oppure l'ebook che ti arriva subito, che paghi minimo la metà e che, se non ti piace, entro cinque giorno dall'acquisto puoi pure rimandare indietro e farti rimborsare spacciandolo per acquisto accidentale (storia realmente accaduta a... una mia amica XD)

    Peggio per loro, tanto in anni di onorata carriera di accalappia-libri, ho imparato a procurarmi tutto quello che voglio!!

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    1. ahah, mi vedrai con il kindle quando avrò 200 euro che mi avanzano, e considerando che ancora un lavoro che mi dia 200 euro al mese non l'ho trovato la vedo difficile!
      ma questa roba che al sud non si legge... posso essere brutale? a me pare la solita minchiata tanto per buttarci merda addosso, che noi siamo terroni ignoranti... ma dove? anche qui io la gente in libreria la vedo, vedo code interminabili, ma nelle librerie dove in effetti comprare i libri conviene, non dove ci si va perché fa figo andarci!

      ben vengano le librerie che vendono su internet, aiutano i lettori e aiutano loro stessi perché aumentano le possibilità di vendita, che non si limitano più a quelle geograficamente possibili.

      i lettori forti... come si fa ad essere un lettore forte, se il lettore forte è quello che spende, adesso? è vero, gli e-book non mi piacciono, ma fino ad ora mi sono sempre arrangiata tra promozioni, sconti, raccolte punti, libri usati... magari non spendo tanto, ma chissene?

      sopravviveremo, in un modo o nell'altro, e mi spiace per chi non vende, ma mi hanno sempre insegnato che se uno è bravo, vende qualsiasi cosa a chiunque. altrimenti il problema non è di chi non compra ma di chi non sa vendere!

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    2. sono le solite campagne di boicottaggio, anche qui le librerie sono sempre affollate di gente che compra libri come se non ci fosse un domani e tutti gli eventi dedicati alla cultura hanno sempre successo!

      Ora come ora, saper vendere vuol dire abbassare i prezzi e rendere la reperibilità immediata : speriamo che lo capiscano tutti in tempo prima di fallire...

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    3. sì, ma vuol dire anche dare qualcosa di più rispetto al negozio online. perché se fanno gli stessi sconti e mi fanno avere tutto nello stesso tempo, io preferisco sempre farmelo arrivare a casa il libro! credo che la prima cosa che serve è saper fare sentire il lettore/cliente a proprio agio, rendergli piacevole stare lì... non è che ci riescono tutti...

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    4. paradossalmente, ci riescono più le librerie di catena, dove puoi trascorrere anche il giorno a leggere senza che nessuno ti calcoli, piuttosto che quelle più piccole dove ti stanno sempre addosso! Ma comunque penso che le librerie fisiche rispetto a quelle online perdono in partenza : per loro, quando un libro è fuori catalogo, è finita, non possono più procurarlo in nessun modo, mentre, ad esempio, su Amazon c'è quasi tutto, libri impensabili! E poi, almeno per me Amazon vince sempre! Il 29 uscirà un nuovo libro di racconti di Murakami a 19.50, che io prenderò su Amazon, dove prenotandolo ora costa 16,58. Ok, è vero che 2,92 non sono tantissimi, ma 1 = sono il prezzo di un ebook! 2 = sai quanti anni e quante centinaia di euro ci vogliono da Feltri per accumulare 2,92? Oddio, lo stesso sconto lo avrà che ha la scheda special, ma io non l'ho rinnovata proprio perché era inutile ai fini dell'accumulo! Perciò la mia storia d'amore con Amazon continua : di questo passo, presto mi faranno azionista!!

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