domenica 8 dicembre 2013

post-gdl nana di ai yazawa - capitoli 81, 82, 83, 84, ipotesi sul futuro della serie e considerazioni generali

«Da oggi in poi...non perderò la speranza...»


A conclusione della rilettura di gruppo di Nana - un’esperienza bellissima per la quale ringrazio le altre partecipanti - non poteva mancare un post conclusivo di riepilogo della serie, di analisi e di congetture per il futuro, sia per dovere di cronaca, sia per non separarmi ancora del tutto da questo manga speciale che ha riempito le mie giornate nelle ultime settimane!
Cominciamo con la cosa più importante : oltre al numero 42, l’ultimo dell’edizione italiana, la Yazawa è riuscita a disegnare altri capitoli - 81, 82, 83, 84 - che finora non sono stati ancora raccolti in volume ma che si possono leggere online.
Questi capitoli ci mostrano le reazioni immediate alla morte di Ren. Ci sono scene terribili, come quando Yasu e Nobu mostrano a Nana l’urna di Ren, ma ai fini della trama l’unico momento importante è quando Nana vuole affittare uno yacht per disperdere le ceneri di Ren in mare : visto che Kurata dice che Nana è morta in mare, può darsi che siamo vicinissimi al momento della sua scomparsa, che abbia provocato un incidente per far credere a tutti di essere annegata per poi fuggire, ma facendolo in modo tale da lasciare negli altri dei dubbi sulla sua morte. Un altro accenno importante ci arriva da Shion, che dice a Yasu che ha saputo dalla vera Misato che sua madre avrebbe voluto incontrare Nana. Ma finora Yasu non ha ritenuto opportuno fare questa proposta a Nana e non sappiamo se questo incontro avverrà mai.
Per il resto, Nana e Reira si dividono il ruolo di drama queen ufficiale, costringendo tutti gli altri a prendersi cura di loro e dando un colpo durissimo al matrimonio di Hachi e Takumi. Hachi, nonostante il pancione di quasi nove mesi, si trasferisce al dormitorio dei Blast per un mese e mezzo per stare vicino a Nana e cucinare per lei e durante uno dei suoi attacchi di panico le fa persino la respirazione bocca a bocca. Lo sciopero della fame lo fa anche Reira, che addirittura deve essere ricoverata in ospedale, costringendo Takumi a starle costantemente vicino; dove insiste a non mangiare finché Takumi non le dice che sarebbe rimasto con lei

Yuri, intanto, è più acida del solito, è gelosa della presenza di Hachi, si chiede se non avesse intenzione di portare lì anche il bambino e continua a lamentarsi anche con Nobu, che però non le dà peso. Ora, ultimamente non è che io apprezzi molto Nana, ma vedere Yuri che insiste per toglierle Hachi, l’unica persone che riusciva a calmarla, e che addirittura chiede al suo manager di mandarla via, soltanto per i suoi capricci gelosi, veramente mi ha spinto a trovarla insopportabile. Alla fine ha perfino la faccia tosta di osservare davanti a tutti che Nana stava meglio e che non c’era più bisogno che la moglie di Takumi la assistesse… e a questo punto Nobu la porta via, dicendole che le deve parlare, e io spero che questa scena conduca a quella in cui lui la lascia.
Fra Nobu e Hachi le cose sono confuse come sempre : lui prova ancora dei forti sentimenti per lei, tanto da chiederle di restare a vivere nel dormitorio con Satsuki; Hachi si stupisce che conosca il nome che Ren aveva scelto, e lui le rivela che Ren si era consultato con lui nella scelta e gli aveva chiesto di insegnare al bambino a suonare la chitarra. Questa scena, quando Hachi gli chiede se per lui il nome Satsuki andava bene e Nobu annuisce e poi le dice che davvero vuole insegnarle a suonare la chitarra, è commovente e molto dolce, perché è possibile che Hachi e Nobu stiano parlando di loro figlio. Ma non sapremo mai se a insegnare al piccolo Ren a suonare la chitarra è stato Nobu o Takumi, che intanto, forse in una sua commemorazione personale di Ren, suona la chitarra in ospedale… potrebbe essere di nuovo felice, dice, solo se Reira avesse ricominciato a cantare, ma Reira gli dice che avrebbe cantato solo se Ren avesse suonato la chitarra : perciò può anche darsi che sia stato Takumi a insegnare al “suo” Ren a suonare la chitarra pur di far felice Reira.
In un’altra scena Nobu tenta di baciarla, ma Hachi si ritrae e poi Nana li interrompe a addirittura, quando Nobu le confessa che ancora gli piace Hachi, lo prende a pugni, quando fino a poche settimane prima era lei a fare di tutto per farli tornare insieme. E Hachi, come se tutti questo fosse normale, la abbraccia. E quando poi Miu le chiede chi ami veramente, se Nobu o Takumi, Hachi le dice di non potere rispondere, perché lei stessa non lo sa. D’altronde, non è che possa contare più tanto su Takumi, che l’ha lasciata tutto quel tempo al dormitorio pur sapendo che Nobu viveva lì. Hachi capisce che quello per Takumi era un momento difficile, ma proprio per questo vorrebbe stargli accanto. Non sa di Reira, è Miu a dirglielo, suggerendole di parlare con Takumi, ma Hachi rifiuta : se avessero parlato in quel momento, di sicuro si sarebbero lasciati. Da un lato pensa che lei e Takumi stavano facendo la stessa cosa, uno con Nana e uno con Reira, ma dall’altro teme che così lui e Reira si sarebbero avvicinati ancora di più. Shin la rassicura : l’amore di Reira per Takumi è sempre stato a senso unico. Ma Hachi non ne è convinta e si chiede se Takumi in realtà non amasse Reira più di quanto non amasse lei o chiunque altro.
Continua il cambiamento di Kurata, che è riuscito a non fare nessuna foto del funerale di Ren. Il direttore di Search gli ordina di non avere nessuna pietà e lo manda a sorvegliare il dormitorio e forse anche questo è importante, perché forse in qualche modo assiste alla scomparsa di Nana.
Ormai i Trapnest sono finiti : Takumi telefona a Mari e le dice che da quel momento in poi non sarebbe più stata l’assistente di Reira e che non sarebbe stato necessario cercare un nuovo chitarrista, perché i Trapnest non sarebbero più stati sulla scena.
Intanto, al paese Natale di Ren, troviamo Akiko e Saki, delle fans di Nana, sul luogo dell'incidente e Akiko consegna a Saki una lettera per Nana... riporto questa scena semplicemente perché non sappiamo se sarà importante o no.

A un certo punto Nana sembra essersi un po’ ripresa : Hachi invita Nobu, Shin, Miu e Nana ad iniziare a mangiare il sukiyaki e Nana a sorpresa annuncia che sarebbe tornata a cantare. Shin coglie la palla al balzo e organizza un karaoke al quale arriva anche Yasu. All’inizio si sorprende di vedere Nana tutta spensierata e allegra, quasi felice, ma Miu, che capisce Nana meglio di tutti, gli dice che Nana poteva essere così spensierata solo perché ormai aveva rinunciato a tutto. E infatti è evidente che la sua forzata allegria dipende dal fatto che è ancora sotto shock, che non riesce a rendersi ancora conto di quello che è successo.
Per quanto riguarda Hachi e Takumi, anche se per ora si parlano solo a telefono, sicuramente fra loro ci sarà una riconciliazione che porterà alla nascita di Satsuki e Takumi passerà abbastanza tempo con la sua famiglia da farsi amare dai suoi figli, ma dov’è Reira in tutti questi anni, cosa fa prima che la ritroviamo a Londra con Takumi e con il mini-Ren?
Finora non sappiamo ancora niente. La domanda principale alla quale aspettiamo risposta da anni è : perché Nana scompare, facendosi addirittura passare per morta? Dalla morte di Ren sono passati quasi due mesi : cosa succede, cosa scatta nella sua mente che le fa decidere di punto in bianco di abbandonare non solo gli amici che si erano dedicati totalmente a lei, ma perfino la sua preziosissima Hachi, che nonostante la gravidanza le era stata accanto con affetto e dedizione e che in cambio invece si vede gettata in un incubo di terrore e preoccupazione?
L’altra domanda importante che ci facciamo è : che cosa è successo fra Hachi e Takumi? Cosa ha fatto Takumi che Hachi, che gli perdona tutto, non può perdonargli anche se vorrebbe, anche se per lui prova ancora qualcosa? E secondo me le due cose sono collegate : penso che in qualche modo sia stato Takumi a far allontanare Nana, a dirle qualcosa, a incolparla della morte di Ren… L’unica cosa che Hachi non avrebbe mai potuto perdonare a Takumi è un torto fatto a Nana, e forse per questo, perché si sente responsabile della sua scomparsa, che Takumi si mette a cercarla con Naoki a Londra, nonostante Nana gli fosse sempre stata del tutto indifferente.
L’altra grande questione, quella della paternità di Ren, ormai ha perso totalmente importanza : non importa più chi sia il suo padre biologico, il suo vero padre, quello che lui ama e che lo ha cresciuto, è Takumi, un padre presente e affezionatissimo che il bambino adora e dal quale non ha nessuna intenzione di separarsi, come dimostra il fatto che insiste per vivere con lui a Londra e non accetti nemmeno l’idea di tornare a vivere a Tokyo. Anche se il suo padre biologico fosse Nobu, il piccolo Ren non dovrà mai saperlo, altrimenti avrebbe un trauma terribile e, soprattutto, inutile : anche se sapesse che il suo vero padre è Nobu, non lascerebbe mai Takumi.

E come gli vuole bene Ren, a Takumi vuole bene anche Satsuki, che sogna che la sua famiglia torni a vivere insieme, e questo annulla anche il triangolo Hachi – Takumi – Nobu : Hachi, che lo voglia o no, deve stare con il padre dei suoi figli. Non importa se ama ancora Nobu e se Nobu la ricambia, i suoi sentimenti non contano niente rispetto a quelli dei suoi figli, e non sarebbe da Hachi infliggere a due bambini così piccoli la cattiveria di un divorzio.
E poi sinceramente il fatto che Nobu, un adulto sulla trentina, sia ancora fissato con l’amore dei suoi vent’anni, con un ragazza con la quale è stato sì e no un paio di mesi, e che nel frattempo non sia riuscito a rifarsi una vita sentimentale, ma che sia anzi pronto ad accollarsi una divorziata con due figli, senza tenere conto dei sentimenti dei due bambini, a me sembra abbastanza inquietante… Quei due mesi sono in cui lui e Hachi sono stati insieme sono stati magici, bellissimi, ma diventare adulti significa anche fare scelte che sacrificano la magia dell’adolescenza.
Poi resta anche da sapere come ci siamo liberati di Yuri, che fine hanno fatto la madre e la sorella di Nana, con quale delle due Misato esce Shin… e chissà se un giorno non venga fuori anche il padre di Nana, che secondo me potrebbe essere il manager, Kawano, che fin da quando, in uno dei primi numeri, si imbuca in un concerto dei Blast la guarda con aria paterna e la tratta con un affetto e una sollecitudine che vanno al di là dei rapporti di lavoro.
Ma l’incognita principale è Reira : lei è l’unico personaggio per cui non riesco a immaginare un futuro e l’unico personaggio, insieme a Nana, che alla fine si è rivelato veramente abominevole. Nana ha rovinato la vita a Hachi e Reira l’ha rovinata a Takumi. Nana ha avuto più stile, ma Reira si è aggrappata a Takumi, un uomo che non la vuole e non l’ha mai voluta, come una pianta parassita, senza nessuna vergogna o dignità, ed è riuscita a rubare a Hachi il marito e il figlio. Dal momento che Takumi deve tornare con Hachi, che Shin sta con una delle sue Misato, che Yasu è felice con Miu e che Naoki è sposato, non saprei neanche con chi accoppiarla e sinceramente non so cosa la Yazawa possa farsene di lei.

Per quanto riguarda la fine, da un lato vorrei che ci fosse un incontro fra le due Nana, ma dall’altro non ho la minima idea di come questo incontro possa svolgersi. Nana ha fatto ad Hachi troppo del male e, se un giorno ritrovassi una persona che mi ha rovinato la vita facendomi sentire per sempre in colpa della sua morta, non vorrei più averci a che fare. Se Nana avesse davvero voluto bene a Hachi non l’avrebbe mai fatta soffrire così per anni e quindi ora non si merita che Hachi, che è troppo buona, la riaccolga a braccia aperte… Hachi, ma anche Yasu e Nobu : Nana non si merita degli amici.

E, visto che ci troviamo a parlarne, come già ho detto nella rilettura, Nana per me è stata una sorpresa negativa : ricordavo un personaggio del tutto diverso, ma probabilmente quando anche io avevo vent’anni ero troppo ingenua per vederla davvero e capirla. Ora che sono adulta, è con tristezza che sono costretta ad ammettere che Nana è una persona orribile  negativa. È gelosa, morbosamente possessiva, egoista, manipolatrice, egocentrica e sarebbe stato meglio se nessuno l’avesse mai incontrata. Ha distrutto la carriera di due gruppi musicali e rovinato la vita di tutti i loro componenti, con il suo egoismo e la sua cattiveria ha ucciso Ren e con i suoi capricci da bambina viziata ha spinto tutti a sentirsi in colpa, soprattutto Hachi, della quale ha distrutto la famiglia spingendola a restare per sempre ad aspettarla, a costo di far vivere i suoi figli in continenti diversi. Tutti quelli che hanno attraversato la sua strada sono rimasti scottati : Ren è morto, ucciso dal suo egoismo; Hachi prima ha dovuto sposare Takumi e poi ha dovuto sacrificare il suo matrimonio e i suoi figli: Takumi ha perso tutto quello per cui ha lottato fin dall’infanzia e ora ha una famiglia triste come la sua famiglia d’origine; Reira, la cui voce era un dono, non canta più; Nobu ha rinunciato alla sua musica, è andato a fare quello che mai nella vita avrebbe voluto fare, dirigere l’hotel dei genitori, e a 30 e più anni è ancora solo perché non riesce a dimenticare Hachi; Shin, che voleva diventare più bravo di Ren e realizzarsi nella musica, recita in squallidi dorama. E anche chi se l’è cavata meglio degli altri, Yasu, comunque condivide il destino di Hachi, Nobu e Shin : tutti loro hanno messo in pausa la loro vita e hanno scelto di vivere in un’attesa perenne, costellata di rimpianti e sensi di colpa, aspettando una persona così egocentrica e egoista da abbandonarli, da farsi credere morta. Nana li ha gettati nel dolore e nella tristezza e, mentre loro si struggono per lei, intanto lei canta e passeggia sulla spiaggia. Il suo tanto decantato affetto per Hachi, alla fine, è solo qualcosa di esagerato e morboso. A parole le vuole bene, ma per i suoi sentimenti non ha nessun riguardo, non le importa niente della sua felicità, non ha scrupoli a fuggire, a darsi per morta, gettando la sua “amica” in un inferno di preoccupazione, dubbi e sensi di colpa. Non si fa una cattiveria del genere a qualcuno a cui si vuole bene… ma Nana è tanto concentrata su se stessa da essere incapace di volere bene a qualcuno. L’unica cosa a cui vuole bene sono i suoi problemi.

Hachi, invece, è una persona straordinaria. È riuscita in tutto quello che ha fatto, ha due figli, un ottimo lavoro ed è stata capace, con il suo carattere dolce e amabile, di conservare tutti i suoi amici. Proprio lei, che è quella che soffre di più e quella che Nana ha fatto sentire più in colpa, riesce a dare forza a tutti gli altri, a portare allegria nelle loro vite, a tenere Yasu, Nobu e Shin uniti come una famiglia, a prendersi cura di tutti loro e insieme dei suoi figli e nello stesso tempo a tenere in piedi il matrimonio con un uomo difficile come Takumi e a continuare a sperare di rivedere Nana e a cercarla. Fra le due Nana è lei la migliore e la più forte.
Quello che c’è fra le due protagoniste è indubbiamente amore, un amore ovviamente platonico, senza neanche il minimo sospetto di coinvolgimento sessuale, un sentimento che trascende la semplice amicizia e che fa sì che le due Nana siano assolutamente indispensabili l’una all’altra.
E attorno a questi due poli opposti, si colloca quello che secondo me – passando alle considerazioni generali – è il punto di forza del manga : i personaggi. Il loro character design così accurato si accompagna a un’introspezione psicologica straordinaria al punto che ogni personaggio è un mondo a sé, un universo da esplorare, sia i protagonisti che le comparse. Abbiamo dei personaggi straordinari e carismatici, ma nello stesso tempo realistici, così pieni di sfaccettature da sfuggire a qualsiasi etichetta e che si possono amare ma anche odiare e disapprovare, mai statici, sempre in evoluzione, con pregi e difetti, momenti di egoismo e di generosità, di forza e di debolezza, personaggi con psicologie approfondite, personalità complesse e prive di equilibrio come solo i giovani possono essere, che si interrogano su se stessi e sugli altri, che cercano di migliorarsi ma non sempre ci riescono e che si dibattono fra contraddizioni, aspirazioni e sogni confrontandosi con le loro debolezze, che per ogni passo avanti ne fanno tre indietro, che si lasciano andare e si riprendono, che sono determinati in maniera realistica e convincente dal loro passato ma che lottano per cambiare il loro futuro e per trovare il posto o la persona a cui appartengono. Rincorrono la felicità senza rendersi conto che in questa ricerca sono i principali nemici di se stessi… alcuni, a lungo andare, riescono a rendersene conto e a maturare, mentre altri restano prigionieri delle loro stesse insicurezze con conseguenze tragiche per tutti gli altri. E in Nana infatti colpisce anche il modo dei personaggi di legarsi fra loro, creando un intrico di rapporti che si allontanano fin dai primi numeri dalle dinamiche classiche degli amori e delle amicizie fra adolescenti, cosa evidente soprattutto quando vediamo i protagonisti entrare in una fase della loro vita in cui hanno abbandonato l’ingenuità dell’adolescenza e sono entrati impreparati nel mondo degli adulti, un mondo che li ha costretti a confrontarsi con se stessi e a rendersi conti dei propri punti forti e deboli.

Soprattutto, nel presentare i suoi personaggi la Yazawa non si cura di renderli antipatici o impopolari, ma li fa essere in ogni momento se stessi, creature capaci di gesti sublimi e meschini, persone a tutto tondo che si contraddicono, sono coerenti o incoerenti a seconda delle circostanze e puntualmente smentiscono aspettative e speranze al punto che, proprio quando credevamo di avere delle risposte, all’improvviso uno di loro capovolge tutto, fa qualcosa di inaspettato nel bene – come quando Takumi sposa Hachi e si rivela un buon padre – o nel male – come quando Nana distrugge Ren. Per questo anche la trama non segue una linea precisa, ma segue le oscillazioni della psiche dei suoi protagonista e non ci mostra la realtà oggettiva vista dall’autrice, ma le mille realtà soggettive percepite dei personaggi. Come nella realtà, non c’è mai una sola verità, bene e male non sono mai nettamente separati, e perciò gli stessi personaggi possono essere nello stesso tempo insopportabili e adorabili, sublimi e meschini. Questo può rendere perplessi i lettori, ma è prova di estrema raffinatezza, bravura e maturità.
E in questo ambito una delle tematiche è quella degli adulti che non vogliono crescere : Nana, che non ha avuto un’infanzia, cerca da tutti i suoi amici l’amore incondizionato che non ha ricevuto dai genitori. Sebbene sembri matura e autosufficiente, è rimasta una bambina e non vuole degli amici, ma degli adulti che si dedichino esclusivamente a lei. La sua band, il suo rapporto con Ren, i suoi sentimenti confusi verso Hachi… non è un’adulta che si relaziona ad altri adulti, è Peter Pan che vuole far restare per sempre i bimbi sperduti sull’Isola che non c’è. Per questo si arrabbia tanto quando Hachi resta incinta e si sposa, quando Yasu e Nobu si fidanzano, quando Ren rifiuta di suonare per lei… non vuole che diventino adulti, perché senza di loro lei non può più ricreare la sua infanzia.
E la vita di questi personaggi, forti ma fragili, è complicata dal fatto che sono messi ad agire nel mondo competitivo degli idol, in cui i cantanti sono considerati solo come merce da vendere in pubblicità, apparizioni pubblici, dorama… Come dice Reira in un suo sfogo, ricevono continuamente ordini e imposizioni da tutti, non possono permettersi neanche il minimo errore, non possono mai difendersi da scandali e pettegolezzi, la loro vita. I loro manager e impresari, persone che spesso i protagonisti stessi sono tentati di vedere come sostituti dei genitori, sono in realtà persone fredde, manipolatrici e senza scrupoli, pronti a sfruttarli fino allo stremo (come si vede nel caso di Ren) e venderli ai media senza alcun riguardo per i loro sentimenti e la loro privacy. E in questo mondo difficile e avido i nostri protagonisti sono continuamente messi alla prova, devono continuamente trovare la forza di convivere con scandali e pettegolezzi e di trovare in sé ancora una volta, nonostante tutto, la passione per la musica. E l’unico modo per mantenere il proprio equilibrio in questa realtà è trasformare i membri della propria band in un surrogato di famiglia e di affetti, l’unico punto di riferimento emotivo, e questo fa sì che frai membri sia dei Blast che dei Trapnest si sviluppino rapporti allo stesso tempo profondi e ambigui, legami indissolubili che ostacolano la vita sentimentale dei personaggi coinvolti.
Questo però crea una trama originale a affascinante, in cui si succedono in modo incalzante episodi sempre coinvolgenti in un crescendo che prepara al colpo di scena finale e che risalta per la geniale idea di mostrare insieme presente e futuro, in modo da spingere i lettori a interrogarsi di continuo e a fare attenzione a ogni minimo dettaglio.

E, grazie a questi personaggi e alla trama, Nana  è un’opera appassionante e matura, un manga adulto e, per me, non solo lo shoujo perfetto, ma anche il josei perfetto, perché tratta con un umorismo che non compromette il realismo la storia di adulti normali, uomini e donne, alle prese con la carriera, con la ricerca di un lavoro - e infatti abbiamo già visto Shoji che lavora al ristorante e Jun in un negozio, nonostante frequentino entrambi l’Accademia, e Hachi alle prese con vari lavoretti saltuari nei negozi e con una tragicomica esperienza da office lady in una piccola casa editrice – e, soprattutto, con il sesso. Nei josei che ho letto le protagoniste nei confronti del sesso hanno un atteggiamento che sinceramente mi sembra squallido e triste : la danno subito a tutto l’ufficio in scene veloci, piene di gemiti, in cui l’uomo non si spoglia nemmeno e loro non cambiano nemmeno espressione, salvo poi chiedersi perché questi machi in giacca, cravatta e pantaloni abbassati non solo non abbiano nessuna intenzione di sposarle, ma non le richiamano nemmeno, e rimuginare su perché tutte le altre donne le odiano. Invece in Nana il sesso è affrontato con realismo in tutte le sue sfaccettature, senza falsi pudori o esagerazioni : è passione, tenerezza, intimità, complicità, ma anche allegria, disimpegno, divertimento. I protagonisti sono adulti veri, che lo fanno con persone che scelgono per puro piacere, mai con superficialità ma nemmeno con l’assillo di dover poi costruire per forza un futuro insieme. Quindi il sesso è un modo per celebrare l’amore di una coppia, come fra Ren e Nana, ma anche la follia di una sera, desiderata e voluta, come fra Nana e Takumi, e, soprattutto, del sesso non sono trascurati gli aspetti più concreti, contraccezione, gravidanze e aborto.
Considerando la situazione intricata in cui si è andata a cacciare, non oserei mai dare fretta alla Yazawa, ma posso solo sperare che in qualche modo – solo lei può sapere come – riesca a dare alla sua opera più importante un finale non solo all’altezza della trama, ma che renda felici i personaggi e risolva i loro conflitti, e i nostri.

3 commenti:

  1. ma sono la sola che pensa che sia bellissimo l'infinito amore di nobu per hachi? XD forse sono in piena crisi tardoadolescenziale (ma più tardo che adolescenziale) ma mi sembra la cosa più romantica di tutta la storia e ad essere sincera invidio hachi da morire! ah, qualcuno spunti dal mio passato a dirmi che nonostante tutto continua ad amarmi XD (non so chi, ma è bello sognare!)

    per il resto sono come sempre d'accordo su tutto. in primo luogo sul ringraziare chi ha partecipato al gdl, e sopratutto te che mi hai ispirata per l'idea XD! poi per la gioia da un lato e la sorpresa, anche per me amarissima, che mi ha dato rileggere nana. sulle due protagoniste, concordo. nana era la mia preferita e mi sembrava il simbolo perfetto di donna forte e cazzuta, invece non lo è, mentre hachi l'ho completamente rivalutata! non me la ricordavo così meravigliosa >_<

    e sono d'accordissimo anche a vedere nana come uno dei migliori esempi di shoujo e anche di josei (non fosse per la rivista di pubblicazione). in effetti è una storia molto più "adulta" di quelle che abbiamo lette etichettate come josei, dove le cose sono quelle che sono: i rapporti di amicizia, d'amore, il sesso, la gente in sé. reali, ne più né meno, con le loro contraddizioni e tutto il resto.

    speriamo di aver fatto buon karma con questo gruppo di lettura XD

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    1. Vogliamo creare un mondo migliore in cui etichettiamo i manga per il contenuto e non per la rivista di pubblicazione?! Tanto noi la rivista nemmeno la vediamo, questi sono problemi dei giapponesi! Per me Nana è josei, Banana Fish è seinen, Nodame è uno shōnen demenziale ecc.

      30% romantico, 70% sfigato! Io al posto di Hachi avrei paura : uno che dopo quasi 10 anni ronza ancora attorno a una ragazza con cui è stato poco più di un mese mi sa molto di stalker! Quando un uomo si fissa non è mai una cosa buona e chi pensa di poter resuscitare il passato deve ancora crescere molto. E poi Hachi già ha tanti problemi, ci manca solo lui! A Nobu è capitata una sola cosa bella nella sua vita e non riesce ad accettare di averla persa, al punto da essersi paralizzato : al di là di tutto, mi fa pena. Il suo destino è nelle mani della Yazawa e spero che riesca a riscattarlo!

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    2. ahah, sarebbe una cosa sensata, ma i criteri di valutazione sai bene che sarebbero impossibili da stabilire in modo univoco! c'è chi direbbe che nana è una soap opera, che banana fish è uno shounen d'avventura e nodame uno shoujo romantico! XD come si fa a mettersi tutti d'accordo? almeno sulla rivista c'è poco da stare a discutere, quella è e non si cambia!
      a me personalmente frega veramente poco dell'etichetta che appioppano a una serie, qualsiasi sia il target, qualsiasi nome gli si dia, o è bella o è brutta XD amen!

      ma povero nobu perché stalker? il suo è amore eterno, tipo quello delle favole XD ma forse è che io mi ci immedesimo troppo, sono il tipo di persona che rimungina sul passato e spera sempre di poterlo resuscitare ;_; sigh! nobu! io ti capisco! ;_; ♥
      sì, nobu ha perso una cosa bellissima e non riesce ad accettarlo, è più che comprensibile, i rimorsi non sono cosa che ti togli di dosso come niente, sopratutto se niente di meglio arriva a distrarti...

      beh, speriamo che qualcosa di bellissimo arrivi presto anche per lui, a cancellare tutta questa malinconia che lo paralizza!

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