«Da
oggi in poi...non perderò la speranza...»
A
conclusione della rilettura di gruppo di Nana - un’esperienza bellissima per la
quale ringrazio le altre partecipanti - non poteva mancare un post conclusivo
di riepilogo della serie, di analisi e di congetture per il futuro, sia per
dovere di cronaca, sia per non separarmi ancora del tutto da questo manga
speciale che ha riempito le mie giornate nelle ultime settimane!
Cominciamo
con la cosa più importante : oltre al numero 42, l’ultimo dell’edizione
italiana, la Yazawa è riuscita a disegnare altri capitoli - 81, 82, 83, 84 - che
finora non sono stati ancora raccolti in volume ma che si possono leggere
online.
Questi
capitoli ci mostrano le reazioni immediate alla morte di Ren. Ci sono scene
terribili, come quando
Yasu e Nobu mostrano a Nana l’urna di Ren, ma ai fini della trama l’unico momento
importante è quando Nana vuole affittare uno yacht per disperdere le ceneri di
Ren in mare : visto che Kurata dice che Nana è morta in mare, può darsi che
siamo vicinissimi al momento della sua scomparsa, che abbia provocato un
incidente per far credere a tutti di essere annegata per poi fuggire, ma
facendolo in modo tale da lasciare negli altri dei dubbi sulla sua morte. Un
altro accenno importante ci arriva da Shion, che dice a Yasu che ha saputo
dalla vera Misato che sua madre avrebbe voluto incontrare Nana. Ma finora Yasu
non ha ritenuto opportuno fare questa proposta a Nana e non sappiamo se questo
incontro avverrà mai.
Per il resto, Nana e Reira si dividono il ruolo di
drama queen ufficiale, costringendo tutti gli altri a prendersi cura di loro e
dando un colpo durissimo al matrimonio di Hachi e Takumi. Hachi, nonostante il
pancione di quasi nove mesi, si trasferisce al dormitorio dei Blast per un mese
e mezzo per stare vicino a Nana e cucinare per lei e durante uno dei suoi
attacchi di panico le fa persino la respirazione bocca a bocca. Lo sciopero
della fame lo fa anche Reira, che addirittura deve essere ricoverata in
ospedale, costringendo Takumi a starle costantemente vicino; dove
insiste a non mangiare finché Takumi non le dice che sarebbe rimasto con lei
Yuri,
intanto, è più acida del solito, è gelosa della presenza di Hachi, si chiede se
non avesse intenzione di portare lì anche il bambino e continua a lamentarsi
anche con Nobu, che però non le dà peso. Ora, ultimamente non è che io apprezzi
molto Nana, ma vedere Yuri che insiste per toglierle Hachi, l’unica persone che
riusciva a calmarla, e che addirittura chiede al suo manager di mandarla via, soltanto
per i suoi capricci gelosi, veramente mi ha spinto a trovarla insopportabile. Alla
fine ha perfino la faccia tosta di osservare davanti a tutti che Nana stava
meglio e che non c’era più bisogno che la moglie di Takumi la assistesse… e a
questo punto Nobu la porta via, dicendole che le deve parlare, e io spero che
questa scena conduca a quella in cui lui la lascia.
Fra
Nobu e Hachi le cose sono confuse come sempre : lui prova ancora dei forti
sentimenti per lei, tanto da chiederle di restare a vivere nel dormitorio con
Satsuki; Hachi si stupisce che conosca il nome che Ren aveva scelto, e lui le
rivela che Ren si era consultato con lui nella scelta e gli aveva chiesto di
insegnare al bambino a suonare la chitarra. Questa scena, quando Hachi gli
chiede se per lui il nome Satsuki andava bene e Nobu annuisce e poi le dice che
davvero vuole insegnarle a suonare la chitarra, è commovente e molto dolce,
perché è possibile che Hachi e Nobu stiano parlando di loro figlio. Ma non
sapremo mai se a insegnare al piccolo Ren a suonare la chitarra è stato Nobu o
Takumi, che intanto, forse in una sua commemorazione personale di Ren, suona la
chitarra in ospedale… potrebbe essere di nuovo felice, dice, solo se Reira
avesse ricominciato a cantare, ma Reira gli dice che avrebbe cantato solo se Ren
avesse suonato la chitarra : perciò può anche darsi che sia stato Takumi a
insegnare al “suo” Ren a suonare la chitarra pur di far felice Reira.
In
un’altra scena Nobu tenta di baciarla, ma Hachi si ritrae e poi Nana li
interrompe a addirittura, quando Nobu le confessa che ancora gli piace Hachi,
lo prende a pugni, quando fino a poche settimane prima era lei a fare di tutto
per farli tornare insieme. E Hachi, come se tutti questo fosse normale, la
abbraccia. E quando poi Miu le chiede chi ami veramente, se Nobu o Takumi,
Hachi le dice di non potere rispondere, perché lei stessa non lo sa. D’altronde,
non è che possa contare più tanto su Takumi, che l’ha lasciata tutto quel tempo
al dormitorio pur sapendo che Nobu viveva lì. Hachi capisce che quello per
Takumi era un momento difficile, ma proprio per questo vorrebbe stargli
accanto. Non sa di Reira, è Miu a dirglielo, suggerendole di parlare con
Takumi, ma Hachi rifiuta : se avessero parlato in quel momento, di sicuro si
sarebbero lasciati. Da un lato pensa che lei e Takumi stavano facendo la stessa
cosa, uno con Nana e uno con Reira, ma dall’altro teme che così lui e Reira si
sarebbero avvicinati ancora di più. Shin la rassicura : l’amore di Reira per
Takumi è sempre stato a senso unico. Ma Hachi non ne è convinta e si chiede se
Takumi in realtà non amasse Reira più di quanto non amasse lei o chiunque
altro.
Continua
il cambiamento di Kurata, che è riuscito a non fare nessuna foto del funerale
di Ren. Il direttore di Search gli ordina di non avere nessuna pietà e lo manda
a sorvegliare il dormitorio e forse anche questo è importante, perché forse in
qualche modo assiste alla scomparsa di Nana.
Ormai
i Trapnest sono finiti : Takumi telefona a Mari e le dice che da quel momento
in poi non sarebbe più stata l’assistente di Reira e che non sarebbe stato
necessario cercare un nuovo chitarrista, perché i Trapnest non sarebbero più
stati sulla scena.
Intanto,
al paese Natale di Ren, troviamo Akiko e Saki, delle fans di Nana, sul luogo
dell'incidente e Akiko consegna a Saki una lettera per Nana... riporto questa
scena semplicemente perché non sappiamo se sarà importante o no.
A
un certo punto Nana sembra essersi un po’ ripresa : Hachi invita Nobu, Shin,
Miu e Nana ad iniziare a mangiare il sukiyaki e Nana a sorpresa annuncia che
sarebbe tornata a cantare. Shin coglie la palla al balzo e organizza un karaoke
al quale arriva anche Yasu. All’inizio si sorprende di vedere Nana tutta
spensierata e allegra, quasi felice, ma Miu, che capisce Nana meglio di tutti,
gli dice che Nana poteva essere così spensierata solo perché ormai aveva rinunciato
a tutto. E infatti è evidente che la sua forzata allegria dipende dal fatto che
è ancora sotto shock, che non riesce a rendersi ancora conto di quello che è
successo.
Per
quanto riguarda Hachi e Takumi, anche se per ora si parlano solo a telefono, sicuramente
fra loro ci sarà una riconciliazione che porterà alla nascita di Satsuki e
Takumi passerà abbastanza tempo con la sua famiglia da farsi amare dai suoi
figli, ma dov’è Reira in tutti questi anni, cosa fa prima che la ritroviamo a
Londra con Takumi e con il mini-Ren?
Finora
non sappiamo ancora niente. La domanda principale alla quale aspettiamo
risposta da anni è : perché Nana scompare, facendosi addirittura passare per
morta? Dalla morte di Ren sono passati quasi due mesi : cosa succede, cosa
scatta nella sua mente che le fa decidere di punto in bianco di abbandonare non
solo gli amici che si erano dedicati totalmente a lei, ma perfino la sua
preziosissima Hachi, che nonostante la gravidanza le era stata accanto con
affetto e dedizione e che in cambio invece si vede gettata in un incubo di
terrore e preoccupazione?
L’altra
domanda importante che ci facciamo è : che cosa è successo fra Hachi e Takumi? Cosa
ha fatto Takumi che Hachi, che gli perdona tutto, non può perdonargli anche se
vorrebbe, anche se per lui prova ancora qualcosa? E secondo me le due cose sono
collegate : penso che in qualche modo sia stato Takumi a far allontanare Nana,
a dirle qualcosa, a incolparla della morte di Ren… L’unica cosa che Hachi non
avrebbe mai potuto perdonare a Takumi è un torto fatto a Nana, e forse per
questo, perché si sente responsabile della sua scomparsa, che Takumi si mette a
cercarla con Naoki a Londra, nonostante Nana gli fosse sempre stata del tutto
indifferente.
L’altra
grande questione, quella della paternità di Ren, ormai ha perso totalmente
importanza : non importa più chi sia il suo padre biologico, il suo vero padre,
quello che lui ama e che lo ha cresciuto, è Takumi, un padre presente e
affezionatissimo che il bambino adora e dal quale non ha nessuna intenzione di
separarsi, come dimostra il fatto che insiste per vivere con lui a Londra e non
accetti nemmeno l’idea di tornare a vivere a Tokyo. Anche se il suo padre
biologico fosse Nobu, il piccolo Ren non dovrà mai saperlo, altrimenti avrebbe
un trauma terribile e, soprattutto, inutile : anche se sapesse che il suo vero
padre è Nobu, non lascerebbe mai Takumi.
E
come gli vuole bene Ren, a Takumi vuole bene anche Satsuki, che sogna che la
sua famiglia torni a vivere insieme, e questo annulla anche il triangolo Hachi –
Takumi – Nobu : Hachi, che lo voglia o no, deve stare con il padre dei suoi
figli. Non importa se ama ancora Nobu e se Nobu la ricambia, i suoi sentimenti
non contano niente rispetto a quelli dei suoi figli, e non sarebbe da Hachi
infliggere a due bambini così piccoli la cattiveria di un divorzio.
E
poi sinceramente il fatto che Nobu, un adulto sulla trentina, sia ancora
fissato con l’amore dei suoi vent’anni, con un ragazza con la quale è stato sì
e no un paio di mesi, e che nel frattempo non sia riuscito a rifarsi una vita
sentimentale, ma che sia anzi pronto ad accollarsi una divorziata con due
figli, senza tenere conto dei sentimenti dei due bambini, a me sembra
abbastanza inquietante… Quei due mesi sono in cui lui e Hachi sono stati
insieme sono stati magici, bellissimi, ma diventare adulti significa anche fare
scelte che sacrificano la magia dell’adolescenza.
Poi
resta anche da sapere come ci siamo liberati di Yuri, che fine hanno fatto la
madre e la sorella di Nana, con quale delle due Misato esce Shin… e chissà se
un giorno non venga fuori anche il padre di Nana, che secondo me potrebbe
essere il manager, Kawano, che fin da quando, in uno dei primi numeri, si
imbuca in un concerto dei Blast la guarda con aria paterna e la tratta con un
affetto e una sollecitudine che vanno al di là dei rapporti di lavoro.
Ma
l’incognita principale è Reira : lei è l’unico personaggio per cui non riesco a
immaginare un futuro e l’unico personaggio, insieme a Nana, che alla fine si è
rivelato veramente abominevole. Nana ha rovinato la vita a Hachi e Reira l’ha
rovinata a Takumi. Nana ha avuto più stile, ma Reira si è aggrappata a Takumi,
un uomo che non la vuole e non l’ha mai voluta, come una pianta parassita,
senza nessuna vergogna o dignità, ed è riuscita a rubare a Hachi il marito e il
figlio. Dal momento che Takumi deve tornare con Hachi, che Shin sta con una
delle sue Misato, che Yasu è felice con Miu e che Naoki è sposato, non saprei
neanche con chi accoppiarla e sinceramente non so cosa la Yazawa possa farsene
di lei.
Per
quanto riguarda la fine, da un lato vorrei che ci fosse un incontro fra le due
Nana, ma dall’altro non ho la minima idea di come questo incontro possa
svolgersi. Nana ha fatto ad Hachi troppo del male e, se un giorno ritrovassi
una persona che mi ha rovinato la vita facendomi sentire per sempre in colpa
della sua morta, non vorrei più averci a che fare. Se Nana avesse davvero
voluto bene a Hachi non l’avrebbe mai fatta soffrire così per anni e quindi ora
non si merita che Hachi, che è troppo buona, la riaccolga a braccia aperte…
Hachi, ma anche Yasu e Nobu : Nana non si merita degli amici.
E, visto che ci troviamo a parlarne, come già ho
detto nella rilettura, Nana per me è
stata una sorpresa negativa : ricordavo un personaggio del tutto diverso, ma
probabilmente quando anche io avevo vent’anni ero troppo ingenua per vederla
davvero e capirla. Ora che sono adulta, è con tristezza che sono costretta ad
ammettere che Nana è una persona orribile negativa. È gelosa, morbosamente possessiva,
egoista, manipolatrice, egocentrica e sarebbe stato meglio se nessuno l’avesse
mai incontrata. Ha distrutto la carriera di due gruppi musicali e rovinato la
vita di tutti i loro componenti, con il suo egoismo e la sua cattiveria ha
ucciso Ren e con i suoi capricci da bambina viziata ha spinto tutti a sentirsi
in colpa, soprattutto Hachi, della quale ha distrutto la famiglia spingendola a
restare per sempre ad aspettarla, a costo di far vivere i suoi figli in
continenti diversi. Tutti quelli che hanno attraversato la sua strada sono
rimasti scottati : Ren è morto, ucciso dal suo egoismo; Hachi prima ha dovuto
sposare Takumi e poi ha dovuto sacrificare il suo matrimonio e i suoi figli:
Takumi ha perso tutto quello per cui ha lottato fin dall’infanzia e ora ha una
famiglia triste come la sua famiglia d’origine; Reira, la cui voce era un dono,
non canta più; Nobu ha rinunciato alla sua musica, è andato a fare quello che
mai nella vita avrebbe voluto fare, dirigere l’hotel dei genitori, e a 30 e più
anni è ancora solo perché non riesce a dimenticare Hachi; Shin, che voleva
diventare più bravo di Ren e realizzarsi nella musica, recita in squallidi
dorama. E anche chi se l’è cavata meglio degli altri, Yasu, comunque condivide
il destino di Hachi, Nobu e Shin : tutti loro hanno messo in pausa la loro vita
e hanno scelto di vivere in un’attesa perenne, costellata di rimpianti e sensi
di colpa, aspettando una persona così egocentrica e egoista da abbandonarli, da
farsi credere morta. Nana li ha gettati nel dolore e nella tristezza e, mentre
loro si struggono per lei, intanto lei canta e passeggia sulla spiaggia. Il suo
tanto decantato affetto per Hachi, alla fine, è solo qualcosa di esagerato e
morboso. A parole le vuole bene, ma per i suoi sentimenti non ha nessun
riguardo, non le importa niente della sua felicità, non ha scrupoli a fuggire,
a darsi per morta, gettando la sua “amica” in un inferno di preoccupazione,
dubbi e sensi di colpa. Non si fa una cattiveria del genere a qualcuno a cui si
vuole bene… ma Nana è tanto concentrata su se stessa da essere incapace di
volere bene a qualcuno. L’unica cosa a cui vuole bene sono i suoi problemi.
Hachi, invece, è una persona straordinaria. È riuscita in tutto quello che
ha fatto, ha due figli, un ottimo lavoro ed è stata capace, con il suo
carattere dolce e amabile, di conservare tutti i suoi amici. Proprio lei, che è
quella che soffre di più e quella che Nana ha fatto sentire più in colpa,
riesce a dare forza a tutti gli altri, a portare allegria nelle loro vite, a
tenere Yasu, Nobu e Shin uniti come una famiglia, a prendersi cura di tutti
loro e insieme dei suoi figli e nello stesso tempo a tenere in piedi il matrimonio
con un uomo difficile come Takumi e a continuare a sperare di rivedere Nana e a
cercarla. Fra le due Nana è lei la migliore e la più forte.
Quello che c’è fra le
due protagoniste è indubbiamente amore, un amore ovviamente platonico, senza
neanche il minimo sospetto di coinvolgimento sessuale, un sentimento che
trascende la semplice amicizia e che fa sì che le due Nana siano assolutamente
indispensabili l’una all’altra.
E attorno a questi due
poli opposti, si colloca quello che secondo me – passando alle considerazioni
generali – è il punto di forza del manga : i
personaggi. Il loro character design così accurato si accompagna a un’introspezione
psicologica straordinaria al punto che ogni personaggio è un mondo a sé, un
universo da esplorare, sia i protagonisti che le comparse. Abbiamo dei
personaggi straordinari e carismatici, ma nello stesso tempo realistici, così
pieni di sfaccettature da sfuggire a qualsiasi etichetta e che si possono amare
ma anche odiare e disapprovare, mai statici, sempre in evoluzione, con pregi e
difetti, momenti di egoismo e di generosità, di forza e di debolezza,
personaggi con psicologie approfondite, personalità complesse e prive di equilibrio
come solo i giovani possono essere, che si interrogano su se stessi e sugli
altri, che cercano di migliorarsi ma non sempre ci riescono e che si dibattono
fra contraddizioni, aspirazioni e sogni confrontandosi con le loro debolezze,
che per ogni passo avanti ne fanno tre indietro, che si lasciano andare e si
riprendono, che sono determinati in maniera realistica e convincente dal loro
passato ma che lottano per cambiare il loro futuro e per trovare il posto o la
persona a cui appartengono. Rincorrono la felicità senza rendersi conto che in
questa ricerca sono i principali nemici di se stessi… alcuni, a lungo andare,
riescono a rendersene conto e a maturare, mentre altri restano prigionieri
delle loro stesse insicurezze con conseguenze tragiche per tutti gli altri. E in
Nana
infatti colpisce anche il modo dei personaggi di legarsi fra loro, creando un
intrico di rapporti che si allontanano fin dai primi numeri dalle dinamiche
classiche degli amori e delle amicizie fra adolescenti, cosa evidente
soprattutto quando vediamo i protagonisti entrare in una fase della loro vita
in cui hanno abbandonato l’ingenuità dell’adolescenza e sono entrati
impreparati nel mondo degli adulti, un mondo che li ha costretti a confrontarsi
con se stessi e a rendersi conti dei propri punti forti e deboli.
Soprattutto, nel
presentare i suoi personaggi la Yazawa non si cura di renderli antipatici o
impopolari, ma li fa essere in ogni momento se stessi, creature capaci di gesti
sublimi e meschini, persone a tutto tondo che si contraddicono, sono coerenti o
incoerenti a seconda delle circostanze e puntualmente smentiscono aspettative e
speranze al punto che, proprio quando credevamo di avere delle risposte, all’improvviso
uno di loro capovolge tutto, fa qualcosa di inaspettato nel bene – come quando
Takumi sposa Hachi e si rivela un buon padre – o nel male – come quando Nana
distrugge Ren. Per questo anche la trama non segue una linea precisa, ma segue
le oscillazioni della psiche dei suoi protagonista e non ci mostra la realtà
oggettiva vista dall’autrice, ma le mille realtà soggettive percepite dei personaggi.
Come nella realtà, non c’è mai una sola verità, bene e male non sono mai
nettamente separati, e perciò gli stessi personaggi possono essere nello stesso
tempo insopportabili e adorabili, sublimi e meschini. Questo può rendere
perplessi i lettori, ma è prova di estrema raffinatezza, bravura e maturità.
E in questo ambito una
delle tematiche è quella degli adulti che non vogliono crescere : Nana, che non ha avuto un’infanzia, cerca da
tutti i suoi amici l’amore incondizionato che non ha ricevuto dai genitori.
Sebbene sembri matura e autosufficiente, è rimasta una bambina e non vuole
degli amici, ma degli adulti che si dedichino esclusivamente a lei. La sua
band, il suo rapporto con Ren, i suoi sentimenti confusi verso Hachi… non è
un’adulta che si relaziona ad altri adulti, è Peter Pan che vuole far restare
per sempre i bimbi sperduti sull’Isola che non c’è. Per questo si arrabbia
tanto quando Hachi resta incinta e si sposa, quando Yasu e Nobu si fidanzano,
quando Ren rifiuta di suonare per lei… non vuole che diventino adulti, perché
senza di loro lei non può più ricreare la sua infanzia.
E la vita di questi
personaggi, forti ma fragili, è complicata dal fatto che sono messi ad agire
nel mondo competitivo degli idol, in
cui i cantanti sono considerati solo come merce da vendere in pubblicità,
apparizioni pubblici, dorama… Come dice Reira in un suo sfogo, ricevono continuamente
ordini e imposizioni da tutti, non possono permettersi neanche il minimo
errore, non possono mai difendersi da scandali e pettegolezzi, la loro vita. I loro manager e
impresari, persone che spesso i protagonisti stessi sono tentati di vedere come
sostituti dei genitori, sono in realtà persone fredde, manipolatrici e senza
scrupoli, pronti a sfruttarli fino allo stremo (come si vede nel caso di Ren) e
venderli ai media senza alcun riguardo per i loro sentimenti e la loro privacy.
E in questo mondo difficile e avido i nostri protagonisti sono continuamente
messi alla prova, devono continuamente trovare la forza di convivere con
scandali e pettegolezzi e di trovare in sé ancora una volta, nonostante tutto,
la passione per la musica. E l’unico modo per mantenere il proprio equilibrio
in questa realtà è trasformare i membri della propria band in un surrogato di
famiglia e di affetti, l’unico punto di riferimento emotivo, e questo fa sì che
frai membri sia dei Blast che dei Trapnest si sviluppino rapporti allo stesso
tempo profondi e ambigui, legami indissolubili che ostacolano la vita
sentimentale dei personaggi coinvolti.
Questo però crea una
trama originale a affascinante, in cui si succedono in modo incalzante episodi
sempre coinvolgenti in un crescendo che prepara al colpo di scena finale e che
risalta per la geniale idea di mostrare insieme presente e futuro, in modo da
spingere i lettori a interrogarsi di continuo e a fare attenzione a ogni minimo
dettaglio.
E,
grazie a questi personaggi e alla trama, Nana è un’opera
appassionante e matura, un manga adulto e, per me, non
solo lo shoujo perfetto, ma anche il josei
perfetto, perché tratta con un umorismo che non compromette il realismo la
storia di adulti normali, uomini e donne, alle prese con la carriera, con la
ricerca di un lavoro - e infatti abbiamo già visto Shoji che lavora al ristorante
e Jun in un negozio, nonostante frequentino entrambi l’Accademia, e Hachi alle
prese con vari lavoretti saltuari nei negozi e con una tragicomica esperienza
da office lady in una piccola casa editrice – e, soprattutto, con il sesso. Nei
josei che ho letto le protagoniste nei confronti del sesso hanno un
atteggiamento che sinceramente mi sembra squallido e triste : la danno subito a
tutto l’ufficio in scene veloci, piene di gemiti, in cui l’uomo non si spoglia
nemmeno e loro non cambiano nemmeno espressione, salvo poi chiedersi perché
questi machi in giacca, cravatta e pantaloni abbassati non solo non abbiano
nessuna intenzione di sposarle, ma non le richiamano nemmeno, e rimuginare su
perché tutte le altre donne le odiano. Invece in Nana il sesso è affrontato con
realismo in tutte le sue sfaccettature, senza falsi pudori o esagerazioni : è
passione, tenerezza, intimità, complicità, ma anche allegria, disimpegno,
divertimento. I protagonisti sono adulti veri, che lo fanno con persone che
scelgono per puro piacere, mai con superficialità ma nemmeno con l’assillo di
dover poi costruire per forza un futuro insieme. Quindi il sesso è un modo per
celebrare l’amore di una coppia, come fra Ren e Nana, ma anche la follia di una
sera, desiderata e voluta, come fra Nana e Takumi, e, soprattutto, del sesso
non sono trascurati gli aspetti più concreti, contraccezione, gravidanze e
aborto.
Considerando
la situazione intricata in cui si è andata a cacciare, non oserei mai dare
fretta alla Yazawa, ma posso solo sperare che in qualche modo – solo lei può
sapere come – riesca a dare alla sua opera più importante un finale non solo
all’altezza della trama, ma che renda felici i personaggi e risolva i loro
conflitti, e i nostri.







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ma sono la sola che pensa che sia bellissimo l'infinito amore di nobu per hachi? XD forse sono in piena crisi tardoadolescenziale (ma più tardo che adolescenziale) ma mi sembra la cosa più romantica di tutta la storia e ad essere sincera invidio hachi da morire! ah, qualcuno spunti dal mio passato a dirmi che nonostante tutto continua ad amarmi XD (non so chi, ma è bello sognare!)
RispondiEliminaper il resto sono come sempre d'accordo su tutto. in primo luogo sul ringraziare chi ha partecipato al gdl, e sopratutto te che mi hai ispirata per l'idea XD! poi per la gioia da un lato e la sorpresa, anche per me amarissima, che mi ha dato rileggere nana. sulle due protagoniste, concordo. nana era la mia preferita e mi sembrava il simbolo perfetto di donna forte e cazzuta, invece non lo è, mentre hachi l'ho completamente rivalutata! non me la ricordavo così meravigliosa >_<
e sono d'accordissimo anche a vedere nana come uno dei migliori esempi di shoujo e anche di josei (non fosse per la rivista di pubblicazione). in effetti è una storia molto più "adulta" di quelle che abbiamo lette etichettate come josei, dove le cose sono quelle che sono: i rapporti di amicizia, d'amore, il sesso, la gente in sé. reali, ne più né meno, con le loro contraddizioni e tutto il resto.
speriamo di aver fatto buon karma con questo gruppo di lettura XD
Vogliamo creare un mondo migliore in cui etichettiamo i manga per il contenuto e non per la rivista di pubblicazione?! Tanto noi la rivista nemmeno la vediamo, questi sono problemi dei giapponesi! Per me Nana è josei, Banana Fish è seinen, Nodame è uno shōnen demenziale ecc.
Elimina30% romantico, 70% sfigato! Io al posto di Hachi avrei paura : uno che dopo quasi 10 anni ronza ancora attorno a una ragazza con cui è stato poco più di un mese mi sa molto di stalker! Quando un uomo si fissa non è mai una cosa buona e chi pensa di poter resuscitare il passato deve ancora crescere molto. E poi Hachi già ha tanti problemi, ci manca solo lui! A Nobu è capitata una sola cosa bella nella sua vita e non riesce ad accettare di averla persa, al punto da essersi paralizzato : al di là di tutto, mi fa pena. Il suo destino è nelle mani della Yazawa e spero che riesca a riscattarlo!
ahah, sarebbe una cosa sensata, ma i criteri di valutazione sai bene che sarebbero impossibili da stabilire in modo univoco! c'è chi direbbe che nana è una soap opera, che banana fish è uno shounen d'avventura e nodame uno shoujo romantico! XD come si fa a mettersi tutti d'accordo? almeno sulla rivista c'è poco da stare a discutere, quella è e non si cambia!
Eliminaa me personalmente frega veramente poco dell'etichetta che appioppano a una serie, qualsiasi sia il target, qualsiasi nome gli si dia, o è bella o è brutta XD amen!
ma povero nobu perché stalker? il suo è amore eterno, tipo quello delle favole XD ma forse è che io mi ci immedesimo troppo, sono il tipo di persona che rimungina sul passato e spera sempre di poterlo resuscitare ;_; sigh! nobu! io ti capisco! ;_; ♥
sì, nobu ha perso una cosa bellissima e non riesce ad accettarlo, è più che comprensibile, i rimorsi non sono cosa che ti togli di dosso come niente, sopratutto se niente di meglio arriva a distrarti...
beh, speriamo che qualcosa di bellissimo arrivi presto anche per lui, a cancellare tutta questa malinconia che lo paralizza!