mercoledì 4 settembre 2013

PIL - Mari Yamazaki

«Ma petite Nanami… PIL, c’est toi»


Questo è un manga che ho scoperto leggendo il bellissimo blog-miniera di Caroline, che ringrazio! L’autrice, Mari Yamazaki, che già di per sé è una garanzia, è una delle mie preferite : da quando ho letto le prime pagine di Thermae Romae mi è scattato il colpo di fulmine per la sua originalità, arguzia, intelligenza e per la sua capacità di creare una comicità irresistibile. Per questo sono stata felicissima che PIL, la sua opera più autobiografica, sia stata pubblicata in francese dalla Casterman

In questo manga, in cinque lunghi capitoli la Yamazaki ci regala una storia delicata e spassosa, alla quale non mancano momenti profondi e commoventi e che resta impressa per il tocco sensibile, quotidiano e insieme stravagante che è la tipico della sensei, per la sua capacità di unire realismo e surreale.

Siamo nel 1983. In assenza di sua madre, che fa la musicista in Italia, la protagonista, l’adolescente Nanami Hatano, vive con suo nonno Tokushiro nella vecchia (e cadente) dimora di famiglia. La convivenza non è facile : i pochi soldi che la madre di Nanami manda loro vengono puntualmente sperperati dal nonno, che si riduce ogni mese sul lastrico, collezionando oggetti costosi e pezzi d’antiquariato che la nipote minaccia di portargli al banco pegni. È lei quindi che deve far quadrare i conti e badare a se stessa perché, come lei stessa ammette, in quella casa è l’unica ad avere i piedi per terra. Nella scuola per signorine perbene che è costretta a frequentare Nanami si annoia e sogna di viaggiare, di vedere il mondo e, soprattutto, l’Inghilterra, perché ha una forte passione per la musica punk e sogna di trasferirsi nel paese dei suoi idoli musicali. E l’amore per l’Inghilterra la unisce al nonno, che da giovane in Inghilterra aveva vissuto, godendosi la permanenza in tutti i sensi, come provano le Mary e le Liz che ogni tanto compaiono… Perciò, nonostante la differenza di età e il loro diverso approccio alla vita, nonno e nipote sono molto uniti, riescono a capirsi perfettamente, al di là di malintesi e contrapposizioni, e il racconto della loro vita quotidiana descrive in modo sensibile e divertente la storia di un legame di parentela, quello fra un nonno con un passato da ribelle e una nipote in fase di ribellione, che diventa un’improbabile, stravagante amicizia in cui i ruoli dei due si invertono di continuo.

Fino all'ultimo capitolo non c’è una trama vera e propria, ma osserviamo la vita quotidiana di Nanami che, quando non è impegnata a rimediare ai guai del nonno, cerca la sua strada e la sua indipendenza fra lavoretti part-time assurdi, nei quali coinvolge la sua ricca amica Sasa, conversazioni sulla musica punk, serate in discoteca, pomeriggi passati ad ascoltare il suo amato walkman nella sua stanza tappezzata di poster, le difficoltà con i suoi severi insegnanti, che naturalmente le fanno problemi per il suo look, il primo amore e la prima delusione… Il bello di questo personaggio è che non ricade mai nei tipici stereotipi dell’adolescente ribelle, ma resta sempre equilibrata e responsabile pur senza rinunciare alle follie, ai sogni e ai colpi di testa della sua età.

Ma è un personaggio straordinario anche il nonno, il prototipo del nonno stravagante e combina-guai che tutti vorrebbero e che pochi fortunati, come me, hanno avuto. Fra lui e Nanami non c’è un rapporto standard adulto / ragazzino, e mancano quindi riflessioni scontate sul gap generazionale, semplicemente perché l’età mentale dei protagonisti non ha nulla in comune con la loro età anagrafica,  perché il nonno è tutto fuorché una guida, un educatore o tanto meno una figura autoritaria… semmai, invece, questi sono i ruoli assunti da Nanami, che deve combattere per mettere un freno al suo irresponsabile, generoso e spendaccione nonno, e che deve imparare a badare a se stessa e a diventare del tutto indipendente.

Come adulto, il nonno non è severo, invadente o autoritario, ma capisce che il suo ruolo è restare sullo sfondo, osservare l’evoluzione di Nanami e intervenire all'occorrenza, e questo dà luogo ad alcuni dei momenti più divertenti del manga, come quando una volta ritroviamo il nonno imbucato in discoteca, dove alla fine socializza con gli amici della nipote, quando una volta si erge a difensore dell’anima operaia della musica punk, oppure quando, vedendo la sua bellissima testa rasata di Nanami, si dispera perché pensa che sua nipote voglia farsi bonzo. Altre volte è invece Nanami a dover intervenire nella vita privata del nonno, che è fin troppo pronto a farsi irretire da presunti buoni “affari” e che la sua galanteria rende facile vittima di donne spregiudicate. Spesso infatti è il nonno a sembrare un ragazzino, ma questo suo aspetto, che avrebbe potuto farlo diventare una macchietta, è gestito così bene da non fa perdere di dignità al suo personaggio : in ogni episodio capiamo infatti che nel nonno, nel suo passato, nel suo strano modo di vedere il mondo, c’è molto di più di quello che appare e che, anche la sua superficialità è solo apparente e nasconde gentilezza e saggezza. Poi, anche se non è proprio una persona con i piedi per terra, è comunque molto attento alla nipotina, cerca sempre di capirla e di spalleggiarla e, anche se non sembra per niente una figura affidabile, spesso è lui a tirare fuori doti nascoste e a dare soluzioni concrete ai suoi problemi. Se all'inizio sembra solo un arzillo vecchietto stravagante, irresponsabile e spendaccione, con il proseguire della storia emerge quanto fosse profondamente legato a Nanami e quanto avesse fatto per lei. Soprattutto, una cosa è certa : in tutta la sua ingenuità e stravaganza, per sua nipote vuole il meglio e, a modo suo, per lei cerca di fare sempre il massimo. 

Anche Nanami è molto protettiva nei confronti del suo stravagante nonno, teme che un uomo la cui giovinezza si è svolta negli anni '20 non sappia raccapezzarsi nel cinico mondo moderno, ma ogni volta è sbalordita da come il nonno, alla fine, nonostante la sua ingenuità riesce a cavarsela meglio di lei. Nonostante ciò, non mancano però momenti malinconici e delicati che sottolineano l’intensità ma anche la precarietà di un rapporto fra un’adolescente all'inizio della vita e un nonno al tramonto della sua. 

Per un uomo della sua età, poi, il nonno si dimostra estremamente liberale e di mentalità aperta, a partire da quando incoraggia la figlia a seguire i suoi sogni, offrendosi di badare lui alla nipotina, a quando aiuta Nanami a realizzare il suo sogno. E quando la loro vecchia e amata casa è minacciata dall'avanzare del mondo moderno ancora una volta è il nonno riesce a trovare una soluzione che rivoluzionerà le loro vite e dimostrerà come lui, dentro, sia ancora giovanissimo e pronto a cambiare la sua vita... 

Insomma, grazie alla Francia possiamo leggere un manga fresco, divertente, originale e profondo, una storia che lascia qualcosa nel lettore. Riguardo all'edizione del manga, non so… ho notato solo che è ribaltata e che è abbastanza scenografica da accontentare chi i manga li vuole usare come soprammobili e, cosa più importante per me, è abbastanza grande da avere balloon e margini spaziosi in cui ho potuto – inorridite, feticisti – sottolineare le parole che non sapevo e scrivere a matita, la traduzione!! Io i manga li leggo, non li sfoggio.

La cosa importante è che l’edizione francese è accompagnata da una prefazione di Taniguchi veramente lusinghiera :  loda la Yamazaki perché è una persona instancabile e curiosa, dichiara di non aver mai sospettato la loro professione consentisse di poter esplorare il mondo così profondamente e sottolinea che il valore e l’interesse dei manga della Yamazaki derivano non solo dalla personalità della loro autrice, ma soprattutto dalla sue vita irrequieta, che l’ha portata a fare numerose e originali esperienze. E di questo abbiamo prova nella postfazione, scritta dalla Yamazaki stessa e intitolata “Quando io ero Nanami” in cui ci racconta da coma è nato il manga e come è stata la sua adolescenza, e come ha disegnato PIL ricordandosi, parole sue, dell’adolescente scervellata che era.
In questa nota biografica finale vediamo infatti come nel personaggio di Nanami la Yamazaki abbia messo molto di se stessa da ragazzina e molto di quel periodo, l’epoca della prima MTV. Come Nanami, anche la sensei aveva un walkman, che a quei tempi era ancora un apparecchio rivoluzionario e che lei aveva comprato con i soldi guadagnati  raccogliendo vecchi giornali, esperienza che regala a Nanami; anche lei, soprattutto, era una patita di musica punk, anche lei sognava di andare a vivere all'avventura in Inghilterra, si era rasata la nuca, vestiva abiti che si faceva da sola imitando marche alternative e andava per discoteche quando era ancora minorenne, mentendo sulla sua età. Come compito per un corso d’arte aveva disegnato due punk in una strada londinese : questo disegno, splendido, esiste ancora e compare nell'edizione francese.  C’è anche un disegnino della sensei a 16 anni : nuca rasata, bandana, borchie, collane, gonna, sandali e leggins… Lei stessa commenta che la sua aura comunicava il messaggio : «Sono unica nel mio genere». Ed è questa unicità che la unisce a Nanami e che il nonno nota quando dice alla nipotina che come i PILPublic Image Limited, un gruppo punk inglese degli anni ’80 fondato da Johnny Rotten, un ex cantante dei Sex Pistols - anche lei è in edizione limitata. Una volta la sensei fu anche arrestata, e sua madre dovette spiegare alla polizia che per lei il comportamento di sua figlia non era un problema. Questo episodio è importante perché fu allora che sua madre, musicista classica, le consigliò, se per lei davvero l’ambiente giapponese era così chiuso, limitato e soffocante, di trasferirsi all'estero. Ovviamente lei avrebbe voluto andare in Inghilterra, ma il caso l’ha portata in Italia, dando alla sua vita e alla sua carriera di mangaka la forma che conosciamo.

Insomma, è stato bello scoprire che una delle mia autrici preferite, che io ammiravo alla follia per la sua conoscenza enciclopedica dell’antica Roma, da teenager era una ribelle, una tipa cool e tosta : il mio rispetto e la mia simpatia per lei, già immensi, sono diventati infiniti. Passando da un’opera come Thermae Romae a una realistica, quotidiana ma sempre stravagante con PIL, dall'Impero Romano al punk britannico, dà prova di originalità, intelligenza e versatilità.

Della Yamazaki in francese sarà pubblicato anche Giacomo Foscari, che parla degli anni ’60 visti attraverso gli occhi di un giovane professore : non vedo l’ora di leggerlo!  È bello vedere che la Francia abbia deciso di investire in manga di qualità, e speriamo che questo faccia nascere in Italia un po’ di sana emulazione! 

4 commenti:

  1. Oddio grazie, sei stata fin troppo gentile XD
    Io ancora mi maledico per essermi scordata il francese, sigh!!! Dopo aver letto la tua recensione ho ancora piu' voglia di leggermi questo manga (e pure "Foscari").
    Che dire,beati i francesi....:)

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  2. Grazie a te per avermi fatto conoscere questi e altri bei manga : la Francia ha trovato in me una fan affezionata!! Guarda, io il francese non l'ho mai studiato, ma all'uni continuavano ad assegnarci saggi e libri in francese e così, un po' fidandomi della somiglianza all'italiano, un po' armandomi di pazienza e dizionario, alla fine lo leggo bene, e PIL non è difficile : se ti capita, provaci, ne vale le pena anche solo per il nonno!!

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  3. uh, bell'articolo, mi piace mi piace lo voglio *_*

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