«Dovrei richiamarla dal regno dei morti. O da Harrods»
«Non
rispondere all'allucinazione, ordino a me stessa, altrimenti la incoraggi»
Questa
storia ha un filo conduttore splendente di strass, due giri di perle oblunghe
con un ciondolo a forma di libellula : è la collana che reclama la voce acuta,
imperiosa e dall'accento ricercato della ragazza dai capelli a la garçonne e dall'abito retrò di seta verde che fluttua incredula e insolente nella cappella
funeraria in cui è in corso il funerale più deprimente del mondo. Niente fiori,
niente musica o canti, solo i sette componenti della famiglia davanti alla bara
di Sadie Lancaster, la prozia morta a 105 anni in una casa di riposo senza aver
ricevuto visite nei precedenti venticinque anni, una «signora nessuno di un
milione di anni».
Per
la protagonista, Lara, è uno shock scoprire che la sua prepotente e capricciosa
allucinazione, la filiforme e svolazzante ragazza anni ’20 che le ingiunge di
interrompere il funerale, è proprio la sua prozia, la vecchia signora dai
capelli bianchi e gli occhi velati che in un informe cardigan malva la guarda
dalla fotografia sulla tomba. E così Lara, assordata e frastornata dalle urla
acute dell’ “allucinazione”, interrompe il funerale dichiarando che la prozia
era stata assassinata. La famiglia, già scettica nei suoi confronti per i suoi
problemi sul lavoro e il suo atteggiamento moderatamente ossessivo in amore, si
convince del suo esaurimento nervoso, la polizia la interroga costringendola a
inventare una storia improbabile su misteriosi omicidi nelle case di riposo, e
intanto Sadie giocherella serafica con il suo bracciale a forma di serpente,
continua a reclamare la sua collana, le dà dell’oca e dell’incapace per la sua
incapacità di inventare bugie convincenti, alla stazione di polizia si annoia e
vuole andare al dancing … ma Lara si accorge che quando chiede della collana
sembra veramente disperata e alla fine si lascia estorcere la promessa di
ritrovarla dalla prozia che, fluttuando sul davanzale, dichiara fermamente di
non chiedere nei fantasmi.
Comincia
così un romanzo che da un lato è una della tipiche storie della Kinsella,
glamour, brillante e ironicamente intelligente, scritto con il solito stile
frizzante che rende la lettura dei suoi romanzi piacevole e rilassante come una
chiacchierata con una cara amica; dall'altro lato invece, fra colpi di scena
inaspettati sia nel passato che nel presente, il romanzo con il proseguire
della lettura si trasforma in una riflessione sull’importanza del conoscere le
proprie radici, sulla famiglia, sui malintesi che possono rovinare la vita e
sui segreti dolorosi che chiunque, perfino la spensierata e apparentemente
cinica Sadie, si porta dentro.
Soprattutto,
quella che leggiamo è la storia di una difficile e bellissima amicizia fra due
ragazze che non hanno nulla in comune, nate in epoche diverse, una viva e una
morta, un’amicizia che va avanti fra battibecchi, frecciatine ironiche, momenti
imbarazzanti dovuti alla sfrontatezza della ragazza anni ’20, molto più
intraprendente e disinibita della sua pronipote insicura e timida, litigi
causati dalla brusca e spensierata sincerità di Sadie, gag esilaranti e scene
folli e imbarazzanti, come quando Sadie al ristorante fa perdere a Lara un
cliente e poi le insegna a mangiare le ostriche con lo champagne, fino al
momento in cui le piace un uomo e con la prepotenza che la contraddistingue
costringe Lara a interrompere una riunione di affari per chiedergli un
appuntamento e a presentarvisi vestita, pettinata e truccata come avrebbe fatto
lei, cioè vintage style. Ed è in un negozio vintage, di quelli di cui Londra è
piena, che Sadie le fa comprare abiti con mantellina e maniche ad aletta o
sfrangiate, con le perline o con i lustrini, bandeau con piume e strass o
cuffiette di cristalli luccicanti, e perfino una trousse da trucco dell’epoca,
i ferri arriccia capelli, un mascara da sciogliere in un pentolino… perché
questo romanzo è anche questo : un’immersione nel fascino della moda anni ’20,
pieno di descrizioni di abiti e accessori che faranno sognare qualsiasi
lettrice.
Mentre
Sadie vive nel pieno degli anni ’20 e tenta di trascinare la sua pronipote in
un mondo di Charleston, mise vintage e sidecar, Lara è come tutte le
protagoniste della Kinsella sognatrice e fuori dal mondo, propensa a confondere
fantasia e realtà, generosa e romantica e, soprattutto, perplessa e irritata da
quella che all'inizio aveva creduto il suo angelo custode : «Scommetto che sei
il mio angelo custode. Scommetto che ti hanno rimandata sulla terra per
mostrarmi che la vita è meravigliosa, proprio come in quel film» […] «Non penso
che la tua vita sia meravigliosa. Anzi, è piuttosto scialba. E la tua
pettinatura è atroce».
Spavalda,
arrogante e invadente, Sadie appare sfoggiando ogni volta meravigliosi abiti
retrò, prende in giro Lara per come si veste, come balla, come si pettina,
perfino per come fa il tè e per i suoi pigiami, si intrufola nelle case dei
suoi vicini per spiarli o costringerli a vedere alla tv una rassegna di film di
Fred Astaire, legge le riviste di gossip costringendo Lara a girarle le pagine,
la segue in ufficio e la prende in giro appollaiata sullo schedario. È Sadie,
dagli anni ’20, a considerare Lara e la sua ricerca dell’amore della sua vita
démodé e che dagli uomini sembra aspettarsi solo flirt, divertimento e «una
bella ripassata»!!
Mentre
Lara appare fin troppo propensa a confidarsi sulla sua vita sentimentale, Sadie
usa dal sua filosofia del guardare sempre avanti, senza rimuginare sul passato,
per non dare informazioni sul suo : «Cara, quando nella vita le cose non vanno
per il verso giusto, tu devi fare così : vai a testa alta, sfodera un sorriso
smagliante, preparati un piccolo cocktail…ed esci di casa». Così è facile
immaginarsela negli anni ’20 a ballare il Charleston, al cabaret e nei dancings
con i suoi abitini retrò, con i bandeau di strass e piume e le collane
luccicanti, a fumare col bocchino nei cigarette party, a farsi arrestare per
aver ballato in una fontana, a rubare la macchina e fare gare di velocità nei
prati, sorseggiare cocktail al Savoy…ed è solo en passant che accenna al
fratello morto in guerra, ai pessimi rapporti con i genitori, a una volta in
cui l’aveva combinata talmente grossa che le avevano tagliato i fondi,
l’avevano confinata in casa e le mandavano il pastore un giorno sì e un giorno
no, al matrimonio che aveva visto come unica via di fuga, al marito, del quale
ricordava solo il panciotto scarlatto che indossava alle nozze, alla sua fuga
in Oriente, al suo divorzio e all’incendio della sua casa in cui aveva perso
tutte le sue cose.
La
vera trama del romanzo, al di là delle vicende di Lara - le sue difficoltà nel
lavoro, la fine di un vecchio amore a la nascita di uno nuovo, la scoperta di
un intrigo che coinvolge la sua famiglia - si basa perciò proprio sul modo in
cui le due protagoniste riescono ad aiutarsi attraverso i decenni : Sadie porta
a Lara Ed, ma anche Lara riesce a far emergere l’aspetto dolce e fragile della
sua amica prepotente e invisibile e a riportarle l’amore che aveva perso,
liberandola dalla sofferenza che si portava dentro fin dalla giovinezza e che
aveva spinto la scatenata e trasgressiva ventitreenne ad abbandonarsi all'inquietudine e all'infelicità fino ad arrendersi e a trasformarsi nella
vecchia signora abbandonata in una casa di riposo.
Questo
aspetto serio e triste si unisce anche a quel pizzico di giallo che
caratterizza la ricerca della collana, finché tutti i fili narrativi si
uniscono nel colpo di scena finale che crea un ponte fra passato e presente e
che dà a Sadie e Lara la meritata rivincita.
Ci
vuole grande superficialità per accusare la Kinsella di superficialità, e ci
vuole grande mancanza di perspicacia per con cogliere l’ironia irresistibile e
l’intelligenza che alimentano il suo stile vivace, il suo senso dell’umorismo
sofisticato e molto british e il tocco chic e leggero con cui riesce ad
affrontare argomenti profondi.
Il
libro ha solo una conseguenza negativa, l’effetto “I love shopping negli anni
‘20”, unito a un’improvvisa passione per abiti, gioielli e accessori vintage, perché
la verità è questa : in ogni donna c’è una ragazza anni ’20!







già mi vedo in libreria: amore prendiamo questo? me l'ha consigliato un'amica, abbiamo gli stessi gusti e lei ne ha parlato benissimo! XD davvero sembra bellissimo, e ora che so di cosa la kinsella è capace sono certa che sarà una figata!
RispondiEliminaleggilo, non te ne pentirai! Dopo gli ILS questo è il mio preferito!! Certo questo investimento nel fondo Kinsella sta rovinando il tuo ragazzo, ma amore vuol dire non far mancare mai i libri alla propria donna, no?!
Eliminaahah, quell'uomo stupendo non mi fa mancare mai nulla! povero amore mio! XD
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