«La
luna mi insegue e mi lascia solo»
Eccoci finalmente alla seconda parte della rilettura e alla seconda parte
di questo capolavoro di manga : negli anni l’ho riletto già varie volta, ma
ogni rilettura mi ha portato la gioia di nuove scoperte e nuove emozioni,
perché Proteggi è un’opera che riesce sempre a comunicare la sua magia.
In questi volumi la trama se la narrazione si sdoppiano e finalmente
entriamo nel vivo della vita sulla base lunare,
alla quale, man mano che i ragazzi recuperano la memoria, vengono
dedicati flashback sempre più lunghi e articolati che ci mostrano lati
inaspettati del rapporto fra Shion e
Mokuren, un rapporto che non era proprio tutto rose e fiori e che ci riempie
ancora di più di dubbi su cosa Rin/Shion provi veramente per Arisu/Mokuren.
Vediamo il ricordo di quando Mokuren e Shion avevano annunciato di
essersi fidanzati, ma non capiamo come questo sia potuto accadere perché, come
Mokuren dice a Shyuhkaido una delle tante volte in cui le piante, per il suo
canto, avevano invaso la base, Shion la detestava, non la sopportava, e il
fatto che ora fosse arrabbiato con lei la spaventava… e infatti Shion appare
all'improvviso alle spalle, in una scena che infondo è carina e comica, e,
quando Mokuren gli dice di sentirsi in colpa e di volersi assumere tutta la
responsabilità dell’incidente, Shion le fa strappare tutte le piante da sola,
senza nemmeno l’aiuto dei robot, impedendo agli altri di aiutarla. Non sembra
che la detesti, ma è innegabile che nei suoi confronti è ostile e ironico e
così facendo suscita le vive proteste degli altri, che vedendo Mokuren lavorare
e piangere da sola ovviamente se la prendono con Shion. Ma la verità è che
Shion non le fa niente di strano né con lei è particolarmente crudele : mentre
lui la tratta come una persona normale, tutti gli altri considerano Mokuren una
fragile divinità alla quale tutto deve essere risparmiato e sgridare la quale è
un sacrilegio, cosa che fa infuriare Shion. A difendere Mokuren da Shion è
soprattutto Gyokuran, che di Mokuren si è subito innamorato; litiga con Shion per
difenderla e Shion gli rovescia addosso tutto il suo disprezzo per il modo in
cui, secondo lui, Mokuren riusciva a manipolarlo. Nel frattempo anche
Shyuhkaido si innamora di Mokuren che, come vediamo dai ricordi di Haru, la
considera come un’unica oasi in un deserto enorme e dice che senza di lei non
avrebbe potuto affrontare quei giorni terribili.
Fra Mokuren e Shion i rapporti non migliorano, ma vanno avanti attraverso
frecciate e malintesi, come quando Mokuren, mentre dormiva, gli mostra con la
telepatia uno scenario idilliaco : tutti, in preda alla nostalgia, le avevano
chiesto di farsi mostrare il loro paese natale, e così lei aveva pensato di
fare questa gentilezza anche Shion, che però la deride, amaro e caustico come
sempre - il suo pianeta natale era un campo di battaglia, non ricordava nemmeno
le facce dei suoi genitori, non aveva mai visto un panorama bello come quello
che lei gli aveva mostrato e, se fosse tornato nel luogo in cui era nato, avrebbe trovato solo uno scenario di
distruzione, mentre il pianeta in cui era cresciuto, il luogo che per tutti gli
altri era “casa”, era il responsabile della distruzione della sua casa – e la
sua pietà, come la pietà di tutti i kicies, era solo ipocrisia, tutto quello
che sapevano fare era invadere il cuore della gente senza permesso e mostrare
loro immagini rassicuranti ma false. Mokuren, dopo essere stata trattata così
male, si scusa e fugge via quasi in lacrime, ma vediamo che quella volta era
riuscita davvero a penetrare attraverso la freddezza e l’ostilità di Shion, che
fra sé e sé ammette che quello che le aveva detto era falso e che Mokuren
capiva tutto di lui, capiva che in realtà desiderava più di chiunque altro un
posto da chiamare casa. E infatti i codici di Shion sono : “Voglio tornare
subito alla mia città natale”, “Voglio tornare subito al mio pianeta natale”
“Voglio tornare subito da qualche parte”. Anche lui prova nostalgia, ma
nostalgia di un luogo in cui non era mai stato.
In altri flashback vediamo litigi più seri : il pianeta madre ormai è
stato distrutto e Shion propone di raccogliere i codici e di scendere sulla
Terra, perché anche loro avevano il diritto di vivere. E tutti, tranne Hiragi e
Gyokuran, sono d’accordo con lui, ma le cose precipitano, le ostilità e
l’insistenza di Shion crescono al punto che vediamo in un ricordo che Gyokuran
propone di incarcerarlo per piegare il suo egoismo.
Vediamo qualcosa in più anche di Mokuren che, in quanto kicie sarjarim,
prima della partenza per la Luna era incaricata dal governo di cantare nelle
cerimonie pubbliche e religiose, bellissima con gli abiti e i gioielli
tradizionali. Aveva cantato anche alla cerimonia di prima della partenza, ma
Shion non era andato a vederla e perciò la sente cantare per la prima volta
sulla luna, durante una festa : e, anche
se in genere quando Mokuren cantava lui si infuriava perché le piante
invadevano la base, quella volta, la prima volta in cui la sentiva cantare,
l’aveva ascoltata incantato e dopo si era liberato delle piante senza
protestare.
Insomma, Shion è una personalità contraddittoria, un ribelle nato,
cinico, manipolatore e aggressivo, che
però nasconde una sensibilità più complessa… ma per scoprire i motivi del suo
atteggiamento dobbiamo tornare sulla Terra, dove i ragazzi si stanno appunto
preparando a ritrovarsi con quello che loro credono la reincarnazione di Shion
: Haru.
E Haru è un personaggio che in questi volumi impariamo a conoscere
meglio. Consapevole del crimine terribile che aveva commesso nella sua vita
precedente, è il primo a intraprendere consapevolmente un cammino di
espiazione, anche se, per ora, tutte le circostanze gli sono contro : non solo
Rin lo ricatta, ma lo ritroviamo anche sconvolto dalla notizia del
trasferimento di Tamura a Tokyo. Senza pensare a niente si teletrasporta a casa
sua, ma Tamura, ormai esperto di esp, non batte ciglio e lo tranquillizza
riguardo ai suoi poteri e all’altro se stesso del quale ha per un attimo visto
l’immagine. Il fatto che Tamura lo accetti e sia disposto ad aiutarlo gli dà
coraggio e così Haru si prefigge un nuovo obiettivo : rimediare agli errori
passati. E può farlo soltanto avvicinando Shion ad Arisu. Ma sa che Rin non
gliela renderà facile. E anche Tamura parte inquieto dopo che anche “S.” è
andato a “salutarlo” alla stazione.
Intanto tutto il gruppo si è riunito per conoscere Shion. Manca solo
Arisu, ma Rin ha organizzato un appuntamento solo per lei e Haru. Gli altri,
con gran divertimento di Rin, sono tutti
eccitati, emozionati e anche un po’ nervosi all’idea di incontrare Shion (cioè
Haru che interpreta Shion). Jimpachi dice che lui è felice di rivederlo e che,
rivedendolo, gli avrebbe semplicemente detto “Da quanto tempo”, perché,
nonostante le cose che erano successe, è sicuro che Gyokuran voleva bene a
Shion, dichiarazione che sorprende Rin.
E, quando gli altri pensano che Shion, che tardava, forse non si sarebbe
presentato, Jimpachi li rassicura : anche se non sembrava, Shion era
tremendamente affidabile. E, mentre Rin/Shion li ascolta, tutti cominciano a
parlare bene di Shion : anche se era scontroso, era leale e, quando gli
chiedevano qualcosa, andava oltre i loro desideri nell'accontentarli. Lo
definiscono perfino un ragazzo puro, senza avere la minima idea che Shion in
quel momento li stava ascoltando. Jimpachi dice che il suo carattere gli
piaceva… e, quando arriva, tutti si accalcano per andare a prenderlo.
E così Haru entra ufficialmente nel gruppo ma parte subito con il piede
sbagliato : Sakura e Issei riconoscono subito il ragazzo suicida e, quando lo
rivelano, è tanto evidente che Rin si arrabbia di non conoscere quell'episodio
e che gliel'avrebbe fatta pagare, che Haru subito è spinto a ribadire che non
aveva nessuna intenzione di suicidarsi – ergo, di sfuggire a Rin – ma che in
quel periodo era sonnambulo e che era stato proprio scivolando nel fiume che
aveva ricordato il suo passato. Rin osserva che “lo sente vicino”, anche se non
avrebbe mai immaginato che anche Shion provasse quei sentimenti, quasi a dargli
un’indicazione scenica : stava interpretando male Shion! E infatti, quando Haru va via, tutti
osservano che, anche se l’aspetto fisico era lo stesso, il carattere di Shion
era irriconoscibile. Inoltre Sakura e Issei dubitano che riguardo al fiume
abbia detto la verità e, d’altro canto, nessuno di loro può credere che Shion
avrebbe mai tentato di uccidersi.
Inoltre Issei rivela che Haru, nel fiume, telepaticamente aveva detto
“Shion” e si chiede perché qualcuno dovrebbe dire il proprio nome, ma Rin si
salva in corner notando che forse era una domanda. Allora Sakura propone di
chiedere a Tamura, che sicuramente sapeva la verità, senza rendersi conto di quanto fosse
pericoloso dire tutto questo davanti a Rin.
Infatti Rin, che in questi numeri è sempre più crudele : teletrasporta
Haru in riva al mare in tempesta, lo tortura spingendolo sott'acqua e lo
ricatta : se avesse riprovato a suicidarsi o se gli avesse di nuovo
disobbedito, sarebbe stato Tamura a pagare. Inoltre gli impedisce di vedere
Arisu e annulla l’appuntamento che aveva organizzato per loro.
Ormai però Tamura è coinvolto fino infondo. Haru infatti prima
dell’incontro gli aveva scritto una lettera in cui gli rivelava tutto quello
che era successo sulla luna e ora ha paura : se Tamura avesse letto la sua
lettera, Rin gli avrebbe fatto del male. Si sente tanto in colpa per aver
mandato quella lettera che riesce a teletrasportarsi a Tokyo. Takashi, che lo
trova, gli promette che avrebbe strappato lui la lettera non appena gli fosse
arrivata, ma Tamura lo scopre mentre sta per farlo e glielo impedisce, legge la
lettera e scopre che sula luna con Haru c’era anche il bambino che lo aveva
ridotto male, alias Shion, che aveva buoni motivi di vendicarsi : nella lettera
infatti Haru ammette di dover pagare le sue colpe della vita precedente e che
temeva di non riuscirci, perché quello che aveva fatto a Shion, che aveva
costretto a una vita di dolore e
disperazione, era troppo grave.
Per fortuna Rin non può ancora sbarazzarsi di Haru, ma invece alla fine è
costretto ad accompagnarlo a incontrare Arisu. Quando Haru gli chiede come fa
ad essere così sicuro che Arisu sia Mokuren, Rin gli risponde ricordandogli la
sintonizzazione reattiva : quando era caduto dal quindicesimo piano, si era
svegliato sintonizzandosi sulla corrente mentale di Arisu che pregava perché si
svegliasse. Così si era svegliato e aveva recuperato i ricordi. Poi aveva fatto
lo stesso : tramite telepatia le aveva mandato una visione che aveva avuto al
risveglio, trasmettendole però solo quello che diceva Shion e lei,
sintonizzandosi, aveva completato il dialogo con quello che diceva Mokuren. E
ora il compito di Haru era proprio quello : stimolarla con la sintonizzazione
fino a farle recuperare i ricordi e farla risvegliare, evitando ovviamente le
scene in cui erano soli. Lui non poteva farlo, per lui era impossibile condurla
a un risveglio tranquillo e provandoci avrebbe solo toccato una ferita ancora
aperta.
E così l’incontro avviene, e possiamo immaginare come si senta Rin a
lasciare Arisu/Mokuren proprio con colui che aveva fatto loro così tanto male.
Ma Arisu, che fino a poco prima era ansiosa di incontrare Shion, quando si
trova con Haru non riesce a smettere di pensare a Rin, perché lei infondo lo
sente che quello non è Shion e, mentre Mokuren la spinge a pensare al vero
Shion, che ha appena visto allontanarsi, è anche lei che mette il suo affetto
per Rin al di sopra di qualsiasi sentimento possa ispirarle uno sconosciuto.
Perciò non vuole stare con quello che crede Shion, ma con Rin. Riguardo a
Mokuren, dice di essere sicura che non era lei e che probabilmente Mokuren era
diventata l’aria della Terra… fa per andarsene, ma Haru la ferma : quello che
aveva appena detto lo diceva anche Mokuren, con la quale ha molte altre cose in
comune, come il suo amore per il canto e la sua capacità di capire le piante e
gli animali. Ma ad Arisu interessa solo Rin : dopo aver piantato Haru al parco
va da lui e gli chiede perché aveva voluto farle incontrare Shion. E Rin,
poverino, le risponde che lo aveva fatto perché lei e Shion avrebbero dovuto
sposarsi.
Vediamo quindi che si
sviluppano due drammi paralleli : da un lato Rin, per far ammettere ad Arisu di
essere Mokuren, deve farla avvicinare alla persona che odia di più al mondo, al
responsabile delle sue sofferenze. Per lasciarla ancora più libera rompe il
loro fidanzamento e, quando Arisu gli chiede perché lo abbia fatto, le risponde
che lei faceva domande a tutti, ma non a se stessa, nonostante tutte le
risposte fossero dentro di lei. Perciò la lasciava libera, ma in cambio voleva
che si sforzasse di credere di essere stata Mokuren, perché Shion stava
aspettando disperatamente il suo risveglio – cosa che nessuno sa meglio di lui,
visto che lui è Shion. E per la prima volta la personalità di Rin e quella di
Shion si separano e si affrontano : Rin le dice che non lo aveva fatto perché
non le volesse più bene, che a lui piaceva davvero – e in questo momento è Rin
a parlare – ma poi Shion prende il sopravvento, si aggrappa a lei disperato e
le dice che se lei avesse continuato a dire di non essere Mokuren, Shion
l’avrebbe cercata per sempre… è una scena tristissima in cui Rin e Shion
parlano contemporaneamente : se quello era il mondo perfetto che cercava, in
cui lui e Arisu erano insieme, perché ogni notte doveva sognare la luna e
pensare che al suo risveglio non ci sarebbe stato più nessuno, che sarebbe
stato solo, che la Terra, lei, la sua famiglia, sarebbero stati solo un sogno,
che lui si sarebbe trovato da solo sulla luna e l’avrebbe cercata ovunque senza
trovarla e allora, per rivederla, avrebbe cercato sempre di sognare quel mondo
felice. Rin parla aggrappandosi ad Arisu, ma le immagini che vediamo sono
quelle di Shion impazzito sulla luna e nelle sue parole disperate si mescolano
l’angoscia e il dolore di Shion, che davvero era rimasto da solo sulla luna,
desiderando di rivedere Mokuren, e anche l’angoscia e il dolore di Rin, uno
Shion rinato in un mondo felice che però a lui, che ha sofferto tanto, sembra
irreale e precario, tanto che la sua vita presente gli dà ansia, perché non può
credere che sia vera, la realtà che conosce è di solitudine e follia e anche il
mondo presente gli sembra “felice e crudele”. Ma questo primo, unico sfogo
finisce presto. Rin/Shion riacquista il controllo di sé e chiede ad Arisu se,
anche ora che il fidanzamento era sciolto, avrebbero potuto vedersi ancora. E
Arisu precipitosamente, come se l’idea di non vederlo facesse più male a lei
che a lui, gli dice subito di sì, che avrebbero potuto vedersi tutte le volte
che voleva.
Dall'altro lato, invece,
Arisu si sente imporre da tutti l’identità di Mokuren e comincia a temere il
suo risveglio, teme che i ricordi e i sentimenti della vita precedente
prendano il sopravvento su quelli attuali, annullando la sua personalità e i
suoi affetti fino a farla diventare un’altra persona. Ma, a un certo punto, smette di ribellarsi
e, stupita, si rende conto di essere disposta a prendere in considerazione
questa possibilità solo perché Rin ci teneva tanto, che le importava molto più di Rin che del suo
“adorato Shion” e che voleva provare a ricordare di essere stata Mokuren solo
per capire meglio Rin e la sua sofferenza.
Ma l’incontro di Arisu e
Haru ha altre conseguenze anche nel gruppo, perché Issei e Sakura li vedono
insieme e lo dicono agli altri, che si riuniscono senza avvisare Haru e Rin per
chiarire i numerosi punti oscuri dei rapporti fra loro tre, soprattutto dopo
aver saputo del fidanzamento fra Rin e Arisu. Ma arriva anche Rin, che si
giustifica in modo da mettere Haru in cattiva luce : spiega di essere stato lui
a organizzare l’incontro segreto fra Haru e Arisu, perché lei voleva
incontrarlo, in quanto ammiratrice di Shion, ma non poteva farlo alle riunioni
perché lei credeva di non essere Mokuren, e annuncia anche di aver rotto il
fidanzamento perché Haru/Shion lo aveva convinto che stava facendo soffrire Arisu.
Non del tutto convinti nemmeno della storia del suicidio, i ragazzi cominciano
a diffidare di Haru e a ricordare ci come, sulla luna, avessero litigato con
Shion, che voleva costringerli a dargli i loro codici. Rin e Sakura rivelano i
loro : ovviamente Rin rivela quello di Haru e quello di Sakura, “Non voglio più
fare da babysitter a Enjyu”, fa ridere tutti, ma poi Hiragi, in quanto
ex-custode della base, ricorda che era proibito rivelarsi i codici fra di loro,
perché unirli serviva a qualcosa di importante.
Invece Rin ovviamente li vuole
per perseguire i suoi oscuri scopi e Gyokuran/Jimpachi li vuole per far tornare
la memoria a Mokuren/Arisu. Dato che l’antico litigio sta rinascendo, decidono
di mettere la storia dei codici in stand-by e decidono di scrivere la
cronologia di tutto quello che era successo : la distruzione del pianeta,
l’ultimo rinnovamento dei codici, l’epidemia, la morta di Gyokuran, quella di
Shyusuran, quella di Hiragi, quella di Enjyu… e così si rendono conto che alla
fine erano rimasti solo Shyuhkaido, Shion e Mokuren. Rin dice che fra loro tre
lui era morto per primo e tutti gli altri immagino quanto dovesse essere stato
doloroso per Shion e Mokuren restare soli fino alla fine, ma che era anche
romantico che quei due erano sempre stati amanti legati dal destino. E poi si
stupiscono : quella che stavano facendo era la sintonizzazione reattiva, quella
specie di brain storming in cui pensavano all'unisono. Ad ogni modo Issei è il
primo a notare che i rapporti fra Arisu, Rin e Haru dovevano essere più
complicati di quello che sembravano, perché Mokuren, Shion e Shyuhkaido erano
rimasti soli sulla luna.
In seguito Jimpachi
incontra Haru alla fermata del bus; lo chiama “Shion” ma Haru ovviamente non
risponde, cosa che lo insospettisce. Vanno a bere qualcosa insieme e Jimpachi
osserva che è molto diverso da Shion e che gli ricorda Shyuhkaido. Poi lo affronta su quello che gli preme veramente, lo
scioglimento del fidanzamento fra Rin e Arisu : sospetta di lui, tutto quello
che fa Haru, dal tentato suicidio ad obbligare Rin a lasciare Arisu, è
incomprensibile… ma Haru gli dà un pugno e fugge via e, vedendosi accerchiato e
attaccato da tutte le parti, per la prima volta è lui a telefonare a Rin e a
chiedergli di vederlo, per parlargli della rottura del fidanzamento con Arisu.
Rin gli dice che aveva deciso di non pensare più a lei, di essersi rassegnato :
avevano nove anni di differenza e lei voleva un futuro con Shion, cioè con
Haru. Inoltre non voleva che lei lo odiasse anche in quella vita. Poi incita
Haru e non pensare alle riunioni con gli altri e a uscire, piuttosto, con
Arisu. Dopo aver ottenuto il suo codice, vuole davvero farsi da parte,
limitandosi a farle realizzare il suo più grande desiderio, vivere sulla Terra,
e proteggerla. Ma è difficile crederci : un proposito tanto tranquillo e
pacifista è incompatibile con qualcuno capace di torturare, minacciare e
manipolare e poi, scopriamo, Rin non ha ancora recuperato del tutto i suoi
ricordi. Per esempio, non ricordava che avevano fatto un video della festa in
cui Mokuren aveva cantato e che Shion lo aveva sequestrato, perché rivendendolo
tutte le piante sarebbero cresciute. Ma, soprattutto, Rin non ricorda niente
degli anni in cui Shion era impazzito e intuiamo che nemmeno lui sa bene a che
cosa servano i codici…
E il primo a capire che
Rin non voleva distruggere la base lunare, ma usarla per qualcosa, è Tamura, ed
è strano vedere lui, così estraneo ai fatti, che subito prende sul serio la
storia della luna ed entra nel merito di quelle vicende lontane, meditando su
tutte le informazioni avute da Haru, anche se il suo senso pratico diventa
indispensabile. Da questo punto di vista Tamura, che con quello che è accaduto
sulla luna non ha alcun legame, se non il suo affetto per Haru, è in una posizione
privilegiata : proprio perché non è coinvolto personalmente, può avere una
visione obiettiva e agire con freddezza per rompere quel legame con il passato,
cosa impossibile agli altri.
Perfino lui si rende conto
che quei nove anni per Shion devono essere stati terribili e che Haru è
colpevole, ma comunque vuole proteggerlo e comunque capisce che Shion è
pericoloso : una volta raggiunto il suo scopo, ottenuti i codici dagli altri
avrebbe anche potuto eliminarli. Ma a modificare la sua prospettiva è la madre
di Mikuro, con la quale di incontra e che gli racconta di quanto l’infanzia di
Mikuro, rifiutato dalla sua madre biologica a causa dei suoi poteri, fosse
stata difficile e quanto tempo e pazienza ci avesse messo a conquistare la sua
fiducia e il suo affetto, dimostrandogli che lo amava, con o senza poteri.
Proprio per questa sua esperienza, alla madre di Mikuro fanno pena sia Haru che
“S.”, perché sono incatenati al loro passato, e fa capire a Tamura che è suo
dovere aiutare anche “S.”, la cui situazione era più tragica : Haru, espiando
la sua colpa e imparando a conviverci, avrebbe potuto essere felice, ma “S.”
invece sarebbe rimasto per sempre legato alla vita perduta, sarebbe stato
infelice per sempre.
E Rin, in effetti, è
infelice, come dimostra la poesia che scrive, una riflessione malinconica e
triste sulla nostalgia e sul trascorrere del tempo. Anche se è solo un bambino,
dentro di sé ha la personalità, i sentimenti e i ricordi di un adulto che aveva
sofferto così tanto da impazzire e di questo scontro fra le sue due personalità
cominciano ad accorgersi anche gli adulti che lo circondano, dai suoi
insegnanti, che notano la sua precocità, a sua madre.
Gli unici momenti in cui
sia lui che Shion riescono a trovare pace e serenità sono i pochi momenti dolci
e domestici che riesce a trascorrere con Arisu, come quando Arisu va a cucinare
a casa sua perché Rin, che in uno dei suoi momenti da bravo bambino, voleva
cucinare per suo padre mentre sua madre era assente per alcuni giorni. Le
chiede di preparagli gli oden ed è dolce vedere Rin/Shion tutto contento mentre
Arisu si affaccenda in cucina, in un breve momento di serenità in cui tutti e
due sono spontanei e rilassati. Arisu gli chiede se Mokuren avesse mai cucinato
l’oden, perché nel suo sogno diceva a Shion che avrebbe voluto cucinarlo per
lui… e, anche se Arisu non lo sa, lo ha appena fatto!
Ma non importa quanto Rin
possa avvicinarsi a lei e quanto Arisu si sforzi di ricordare la sua vita
precedente per il bene di Rin : Shion non glielo permetterà, perché è convinto
che Mokuren lo odi, non riesce a credere che voglia stargli accanto e sa che,
se i ricordi glieli avesse fatti tornare lui, per lei sarebbe stato un trauma.
Perciò deve tirarsi indietro e a far ammettere ad Arisu di essere stata Mokuren
non è lui, ma il suo peggior rivale : Jimpachi/Gyokuran.
Jimpachi infatti ribadisce
i suoi sentimenti ad Arisu, anche se non vuole subito una risposta, e arriva a
scusarsi per aver pensato egoisticamente solo ai suoi sentimenti. Poi la
convince ad andare alla riunione successiva : anche se lei della sua vita
precedente non ricordava niente, non si poteva opporre all'evidenza che gli
alberi davanti all'aula di musica, da quanto lei aveva cominciato a cantare,
avevano preso a crescere. E Arisu, finalmente, accetta, e decide di ritornare
alle riunioni.
Quando gli altri ragazzi
le mostrano la cronologia di quello che avevano scritto, subito nota qualcosa
di strano : a lei sembrava che alla fine Shyuhkaido fosse rimasto con Mokuren,
ovviamente perché i suoi unici ricordi derivano dai pensieri che le aveva
trasmesso Rin, che lei crede Shyuhkaido.
Rin intanto non può fare a meno di essere triste, perché alla fine era
stato Jimpachi a darle fiducia, a farla sentire accettata e a incoraggiarla ad
accettare di essere stata Mokuren, e così ritorna a tormentare Haru perché
frequenti Arisu fino a farle ricordare i codici.
Intanto la vita di Haru
diventa sempre più difficile e rischiosa : Mikuro riesce a passargli un
biglietto scritto nel dialetto di Kyoto e firmato “M.”, in cui gli sconsiglia
di teletrasportarsi perché farlo era dannoso per il cuore. Haru ovviamente è
sconvolto e cerca di capire chi posa aver scoperto che si era teletrasportato.
Per prima cosa telefona a Takashi per chiedergli se fosse riuscito a
distruggere la lettera per Tamura, e Takashi, seguendo le indicazioni di
Tamura, gli dice di averla strappata. Dal momento che quindi nessuno sapeva che
si era teletrasportato a Kyoto, Haru pensa che Shion lo abbia scoperto e che
“M.” sia un suo alleato : grave errore. Ingenuamente mostra a Rin mostra la
lettera di “M.”, convinto che sia qualcuno che Shion usava per controllarlo, ma
così rivela a Shion di essere andato a Kyoto, mettendo in pericolo Tamura.
Ormai Haru è con le spalle al muro, al culmine della disperazione, e Rin è
furioso e vuole vendicarsi.
Tamura nel frattempo stava indagando sull'attacco al
liceo : la banda si è sciolta, nessuno gli sa dire i nomi delle vittime
dell’agguato, ma Tamura nota che è lo stesso liceo frequentato da Issei e pensa
di chiedere a lui. Haru però gli telefona disperato e lo avverte di fuggire al
più presto, perché Rin stava per attaccarlo, e poi prova a teletrasportarsi a
Kyoto, nonostante per la sua salute fosse pericolosissimo. Così
contemporaneamente, mentre la furia di Rin sta per scatenarsi, Haru ha paura
che Rin uccida Tamura e Tamura è terrorizzato all’idea che Haru muoia tentando
di teletrasportarsi da lui. Arriva anche Mikuro e, mentre lui e Tamura sono
insieme per decidere come proteggere Haru e Takashi, che Rin ha preso di mira,
Rin in persona telefona e dà appuntamento ad entrambi davanti a un tempio. Finalmente
abbiamo il confronto fra Tamura e Rin : Tamura rivela a Rin di sapere tutto
delle vite precedenti, facendolo infuriare ancora di più con Haru e Rin, con
crudeltà e sadismo, lo attacca con i suoi poteri, deciso ad ucciderlo. Qui
emerge il lato psicopatico e spietato di Shion, nato dalla sua infanzia e dagli
anni da solo sulla luna. Mentre Rin minaccia Tamura di annegarlo in una
barriera d’acqua, arriva Mikuro a salvarlo, mentre intanto Haru si risveglia in
ospedale, dove era stato portato dopo essere svenuto nel tentativo di
teletrasportarsi a Kyoto.
Dato che è dotato di poteri esp,
Mikuro è l’unico che possa affrontare Rin e, da questo punto di vista, è il
personaggio che in questa parte del manga movimenta di più la trama, perché è
l’unico che si oppone apertamente a Rin, che lo trascina nello scontro;
nonostante ciò, però, Mikuro è anche uno dei pochi che possa capire veramente
Rin/Shion, perché anche lui aveva vissuto esperienze simili alle loro, tanto
che Rin, vedendo la sua espressione gelida e determinata, dice che gli ricorda
Shion, e lo attacca, perché non vuole che un altro abbia il suo sguardo.
Così assistiamo a uno scontro epico,
in cui i due esper usano tutti i loro poteri senza trattenersi. All'inizio Rin
prevale, perché Mikuro si lascia colpire per studiare la sua forza. Poi con
freddezza Mikuro passa al contrattacco ed entrambi cominciano a combattere con
tutte le loro forze. Finalmente vediamo i veri, devastanti poteri di Rin
insieme a tutta la sua crudeltà : ferisce gravemente Mikuro e veramente fa di
tutto per ucciderlo. Ma proprio quando sta per dare il colpo di grazia a lui e
a Tamura arriva Haru a salvarli. Usando i suoi poteri Haru riesce a fermare Rin
e, in questa scena, finalmente si riscatta in pieno dal suo crimine passato. Capisce
che Shion voglia ucciderlo e non gliene importa, pensa che Shion ne abbia il
diritto, e vuole solo che Rin gli prometta di lasciar andare Tamura e Mikuro.
Ma dopo quello che Shyuhkaido gli ha fatto ormai Rin lo odia troppo. Haru lotta
per la sua vita non per salvare se stesso, ma per salvare Shion : sa che è
stato lui a portarlo a quella follia e, se Shion lo avesse ucciso, se lui fosse
morto così, la sua anima non si sarebbe salvata. Il suo scopo non era salvare
se stesso, ma Shion, e questo è il vero senso di questo scontro, riscattare un
personaggio che all’inizio può risultare il più odioso, mentre invece nella sua
reincarnazione è uno di quelli che ha sofferto di più, il più tormentato dal
rimorso e quello che per primo riesce a prendere le distanze dalla sua identità
precedente : non è Shyuhkaido che vuole salvare Shion, ma Haru, perché si
vergogna e soffre per quello che Shyuhkaido aveva fatto. È pronto a morire e Rin
sta per dargli il colpo di grazia quando Mikuro attacca Rin con tutte le sue
forze : l’energie sprigionata dallo scontro incendia il tempio, ma lui, Haru e
Tamura si salvano. A riportare i danni peggiori è Rin e ora, anche se aveva
appena tentato di ucciderli, Haru, Mikuro e Tamura sono in pensiero per lui.
Rin, infatti, è ridotto
malissimo. Con le sue ultime energie si era teletrasportato a Tokyo, dove viene
ricoverato in ospedale dopo aver convinto tutti, con i suoi poteri, di essere
stato investito da una macchina. E Arisu naturalmente corre da lui.
E ore che Rin rischia la
vita in ospedale, vediamo l’infanzia di Shion in un momento in cui anche lui
era in fuga e ferito, un povero bambino selvaggio e abbandonato, lacero e
affamato, in fuga nella notte fra bombe e campi di battaglia, spinto solo dalla
paura e dalla volontà di sopravvivere. E quella notte per la prima volta con il
suo potere aveva ucciso degli uomini, dei soldati che stavano per uccidere lui…
e in quel momento Rin si risveglia in lacrime da quell'incubo, aggrappandosi
disperatamente a sua madre, una scena straziante che mostra tutto il suo
dolore.
E, mentre Rin rischia la
vita in ospedale, arrivando perfino a rifiutare gli antidolorifici per non
addormentarsi e sognare la luna, continuiamo a vedere nei suoi incubi la sua
infanzia : per quell'omicidio non fu accusato, ma lo mandarono all'orfanotrofio
nel pianeta madre, un orfanotrofio tenuto dalle lian, la sacerdotesse di
Sarjarim, dove una delle lian si prende cura di lui e prova a farlo venire a
patti con la consapevolezza di aver ucciso delle persone per sopravvivere. Shion
bambino è adorabile : è una peste, si
muove e fa domande come un bimbo, ma ragiona come un mini adulto, è un
animaletto curioso che cerca disperatamente il suo posto. Soprattutto, non è un
bambino facile da imbrogliare e nessuno riesce a spiegargli la contraddizione
per la quale uccidere è un peccato, ma sopravvivere per aver ucciso no. Reso
precocemente cinico è maturo dalla sua infanzia terribile, da un lato quel bambino cresciuto troppo in
fretta capisce che espiare quello che aveva fatto era l’unico modo per dare un
senso alla sua sopravvivenza, ma dall'altro sa bene che tutti i valori che
provano a insegnargli hanno senso solo in un mondo in cui regna la pace, mentre
nel mondo reale imperava la violenza che lui aveva subito e imparato fin da sempre.
Problematico come tutti i bambini intelligenti, all'orfanotrofio è un piccolo
teppista e fra i suoi coetanei è isolato.
Ma in un modo o nell'altro
quel bambino difficile doveva essere educato : per il paese Shion è prezioso
perché ha il sarces, cioè fortissimi poteri esp, un dono di Sarjarim che, come
gli spiega la lian, lo rende speciale e gli impone di non sprecare la sua vita.
Ma Sarjarim e tutto quello che riguarda la religione è ciò verso cui il piccolo
Shion è più diffidente in assoluto, soprattutto da quando la lian gli racconta
dei kicies sarjarim, i prescelti dal dio, creature rarissime e straordinarie, i
mediatori fra l’umanità, il dio e la natura, che hanno il potere di far
crescere le piante, di prevedere il futuro, di guarire gli ammalati, di parlare
con gli animali. All’inizio Shion ne è affascinato, ma poi osserva che i kicies
dovevano essere sempre stati protetti e tutelati, mentre lui era stato
abbandonato perché orfano di guerra : dopo una vita di miseria e emarginazione,
Shion ha un fortissimo senso dell’ingiustizia e già dall'infanzia è
naturalmente ostile a tutti i privilegiati e, anche se la lian gli spiega che
anche i kicies avevano sofferto, che in passato erano stati perseguitati e
scacciati e che proprio per questo Sarjarim li aveva resi così rari proprio per
punire il mondo, il piccolo Shion non si convince. Alla fine l’orfanotrofio
decide di liberarsi di quel piccolo anarchico, ma il governo non rinuncia a
controllare i suoi poteri : Shion viene adottato da Lazlo, un tizio simpatico e
stravagante che diventa il suo vida, una specie di tutore e maestro.
Volendo,
Lazlo avrebbe potuto rifiutare di prendersi cura di un bambino incontrollabile
e capace di uccidere ma, dopo aver sentito la storia di Shion, decide di
prendersi cura di lui, e con lui Shion vive gli unici momenti sereni della sua
vita e si rivela per il bambino diffidente e assetato d’affetto che è. Lazlo è
il primo a offrirgli una casa e a offrirsi di fingere di essere la sua
famiglia, dandogli quello che vogliono tutti i bambini soli : la sicurezza di
appartenere a qualcuno che si prenda cura di loro. E poi a casa di Lazlo c’è
Kyaah, un gattone gigante proveniente da un altro pianeta, un essere raro e
intelligentissimo di cui Shion all’inizio ha paura – è troppo carino quando una
volta tanto si comporta da bambino e si nasconde dietro Lazlo – ma con cui
Shion presto impara a giocare e a fidarsi.
Lazlo è il primo a trattarlo come un bambino normale e a comportarsi con
lui da genitore, il primo a dargli un bacio e il primo a fargli provare dei
sentimenti, il primo davanti al quale Shion riesce a piangere, ma il destino
del piccolo Shion sembra essere restare solo : proprio quando aveva trovato una
famiglia, Lazlo e Kyaah restano uccisi in un incidente stradale e Shion è portato
via dall'unica casa in cui era stato felice. È tristissima la scena un cui
Shion si teletrasporta nelle casa di Lazlo, l’unico posto in cui si era sentito
sicuro, amato e protetto, ormai vuota : sa che non ci avrebbe ritrovato lui e
Kyaah, ma pensa che almeno in sogno avrebbe potuto rivederli. E nel sogno sente
la voce di Arisu, che in quel momento, all'ospedale, stava cantando per Rin :
passato e futuro si mescolano, il futuro si anticipa del passato, e anche il
luogo idilliaco che Mokuren aveva fatto vedere a Shion non era un paesaggio
immaginario, ma un paesaggio che aveva visto Rin da piccolo. Per tutta
l’infanzia aveva avuto deja-vu, ma solo dopo aver recuperato i ricordi di Shion
ne aveva compreso il senso, insieme al significato delle ultime parole di
Mokuren : sarebbero tornati insieme sulla Terra, per questo ne avevano
nostalgia. Aveva mantenuto la promessa di non suicidarsi per rivederla e, ora
che erano di nuovo insieme, aspettava il suo risveglio, ma non per essere
odiato da lei.
E finalmente cominciamo a
vedere il percorso che aveva portato Shion sulla base lunare e, soprattutto, a
spingere Mokuren, secondo lui, ad odiarlo.
Ritorniamo nei ricordi di
Rin e troviamo Shion adolescente : anche ora che è cresciuto resta il solito
ribelle, che con nonchalance arriva in ritardo alla cerimonia d’apertura del
nuovo anno della prestigiosa scuola in cui ha vinto una borsa di studio. Ma il
motivo del suo ritardo è che aveva sognato Lazlo e Kyaah, che gli mancavano
ancora tantissimo, e, a sorpresa, Arisu.
In questa stessa scuola ci
sono anche Shyuhkaido e Gyokuran. Come Haru, anche Shyuhkaido era stato malato
e racconta che nella nuova scuola era riuscito a farsi nuovi amici solo grazie
a Gyokuran e che invidiava Shion perché era suo amico d’infanzia. E infatti
Gyokuran presenta Shion come suo migliore amico e dichiara di averlo sempre
protetto fin dall'infanzia
Ora, francamente Gyokuran
è insopportabile : a sua difesa si può dire che agisce con le migliori
intenzioni e che il suo affetto per Shion è sincero, ma proprio per questo nei
suoi confronti si comporta sempre in un modo paternalista e accondiscendente
che lo umilia, se lo tiene appresso e lo sfoggia come suo protetto senza
accorgersi che Shion lo disprezza. Dal
punto di vista di Shion, Gyokuran lo faceva solo per vantarsi delle sue qualità
e per farle risaltare, , che fosse così amichevole con lui solo perché si
sentiva superiore, ma che in realtà lo disprezzasse : perciò, per Shion
Gyokuran è uguale a quelli che lo prendevano in giro perché era un orfano di
guerra, perché come loro lo usava per sentirsi migliore. Come dice con
sicurezza a Shyuhkaido, è convinto che Gyokuran lo odi, che fingesse di essere
generoso e di essere suo amico solo per apparire una persona ammirevole e
ideale, e che lui lo assecondava pur disprezzando la sua ipocrisia. Ma quello
che Shion non sopporta non è tanto questo, ma il fatto che Gyokuran potesse
essere generoso, giusto e ragionevole e tollerante solo perché aveva avuto una
vita facile e protetta, senza nemmeno immaginare gli orrori che invece lui
aveva vissuto. Essendo sempre stato felice, Gyokuran poteva permettersi di
reprimere il suo lato oscuro, mentre questo a Shion non sarebbe mai stato
concesso : questo gli sembra ingiusto e lo spinge a rifiutare un’amicizia che
gli sembrava nascere da un misto fra pietà e presunzione. Per Shion, Gyokuran è
Shion è solo un ragazzino debole e viziato che non fa altro che usarlo per
apparire migliore per contrasto, per sembrare interessante e magnanimo e tanto
aperto di mente da riuscire ad avere un buon rapporto con una persona così
oscura e difficile. In pratica, Shion gli serviva per sentirsi in pace con se
stesso, ma per il resto non provava nemmeno a conoscerlo o a capirlo, si era
fatto un’immagine di lui che utilizzava per i suoi scopi.
Questo ragionamento
ovviamente non è del tutto vero. Al di là delle sue ingenue manie di
protagonismo, Gyokuran non è contorto come lo immagina Shion e, nonostante
almeno un minimo si servisse di Shion per apparire migliore e utilizzasse la
sua amicizia con un ribelle nato per la sua inconscia campagna di self
promotion, Gyokuran vuole davvero bene a Shion e l’unica cosa di cui può essere
accusato è di scarsa profondità e sensibilità : aiutare gli altri è facile, ma
è aiutare gli altri senza farli sentire umiliati e senza trattarli con
condiscendenza che fa la differenza. Questo lo vediamo quando, da bambino,
Gyokuran lo invita a cena a casa sua. Gyokuran, da bambino buono e cresciuto
con affetto, voleva davvero fare una buona azione e condividere quello che
aveva con un bambino meno fortunato, ma non è abbastanza maturo e sensibile da
rendersi conto che invece stava solo costringendo Shion ad assistere a una
felicità che non avrebbe mai potuto avere, facendo pensare a Shion che voleva
solo fare una serata di beneficenza per un orfano di guerra, sfoggiando davanti
a lui, bambino povero e sfortunato, la sua famiglia felice e la sua vita
perfetta.
Ma se ho riportato tutte le sfumature di
quello che Shion pensa di Gyokuran è perché il loro rapporto è quello che
meglio dimostra quanto Shion fosse diffidente e contorto e, soprattutto, quanto
si ritenesse indegno di affetto, perché tutta questa analisi psicologica che fa
di Gyokuran nasce dal fatto che a Shion sembra incomprensibile che qualcuno
possa davvero affezionarsi a lui, tanto che deve per forza trovare dei motivi
nascosti quando la verità è semplice : Shion odia Gyokuran perché non sopporta
di fargli pena, perché Gyokuran aveva tutto quello che lui aveva sempre potuto
ma non aveva mai potuto avere, perché per lui la felicità era una cosa
scontata, non una dura conquista.
Un altro esempio sono i
loro rapporti con le ragazze : Shion, bellissimo e cinico, naturalmente è molto
popolare, e una volta si diverte a sedurre e a lasciare una ragazza che piace a
Gyokuran, Cocos, solo per fargli dispetto e per fargli avere i suoi scarti. Ma
Gyokuran involontariamente si vendica perché, quando si fidanza con Cocos,
prova a convincerla che Shion in fondo non è cattivo e la manda a perdonarlo,
usandolo ancora una volta per apparire migliore.
È sincero quando
giustifica sempre Shion spiegando che agiva male perché si sentiva solo, perché
non era abituato a vivere con gli altri, affermando che si preoccupava per
questa sua mancanza di umanità… ma questo suo buonismo è irritante e capisco
che a Shion dia fastidio. È sincero anche quando si arrabbia perché Shion non
gli aveva mai rivelato che possedeva dei poteri esp, quando in lacrime gli dice
che si preoccupava per lui e cercava di capirlo, e cade dalle nuvole quando
capisce che Shion non lo aveva mai considerato un amico, non si era mai aperto
con lui, che invece di ricambiare la sua amicizia lo tollerava a stento, ma
effettivamente non può capirlo.
Inoltre è anche vero che
Gyokuran invidia Shion perché sa che, proprio perché un teppista e un ribelle,
era infinitamente più affascinante e interessante di lui e quindi, considerando
che erano solo ragazzini, c’è un pizzico di malizia nel modo in cui Gyokuran
riesca sempre a metterlo in una cattiva luce.
Intanto, nonostante una
palla al piede chiamata Gyokuran, Shion continua la sua vita accademica - diventa ingegnere e scienziato –
e sentimentale - ha tante ragazze, ma tutte lo lasciano quando capiscono che
non ha intenzione di impegnarsi seriamente e crearsi una famiglia – e si
rassegna ad essere incapace di amare. Visto che è un genio e che non ha
famiglia, il governo lo obbliga ad andare in missione su Z-KK-101, una missione
che Shion sente come una condanna all'esilio
per il suo perenne atteggiamento critico verso l’ordine costituito.
Ma i sentimenti che
avevano cominciato a sbocciare in lui da bambino non sono del tutti morti : una
scena molto commovente è quella in cui trova un altro, costosissimo Kyaah in un
negozio di animali e accetta la missione solo per aver i soldi per comprarlo,
per tentare di recuperare l’unico momento felice e sereno della sua vita. E per
la prima volta lo vediamo sorridere, lo vediamo con un’espressione serena. Quando affida Kyaah Jr. alla lian ormai
invecchiata, per un po’ si lascia andare e ammette che anche lui si rammaricava
di riuscire solo a ferire le persone, e la lian gli dice che deve trovare
qualcuno da amare, perché essere felici significa rendere felici la persona che
si ama.
Come se la missione sulla
luna non gli pesasse già abbastanza, Shion ha un’altra notizia traumatica : ci
sarebbe andato anche Gyokuran, in quella che gli sembra una vera e propria
persecuzione. E, come se non bastasse la presenza della sua nemesi, gli è
comunicato che anche una kicie sarjarim si sarebbe unita alla missione : così
si sarebbe trovato a convivere non con uno, ma con ben due esseri privilegiati,
felici, ottimisti e condiscendenti. E infatti, nei primi tempi sulla base
lunare, Shion non sa chi dei due gli faccia più rabbia.
Mokuren è la prima kicie
sarjarim che vedeva nella sua vita : suo malgrado è affascinato dalla sua aura,
dai suoi poteri, ma nello stesso tempo la disprezza perché pensa che anche lei,
come Gyokuran, non sapesse niente della vita e soprattutto perché Mokuren, come
ripete spesso, aveva preso parte a quella missione di sua spontanea volontà,
mentre lui era stato obbligato, e questa gli sembra l’ennesima ingiustizia.
E in effetti non si può
non essere un minimo d’accordo con lui vedendo come nella base tutti lo facevano
sgobbare con i computer e con tutti i problemi pratici, mentre Mokuren andava
in giro soave e imbambolata parlando di nomi di fiori e di diventare l’aria
della Terra. E, dopo un incidente
imbarazzante in cui lui e Gyokuran vedono Mokuren nuda (cosa che a Shion non
dispiace!) e che spinge Mokuren scusarsi spiegando che lei, figlia di due
kicie, era cresciuta nel “Paradiso”, una specie di eden in cui è normale per i
kicies andare in giro senza vestiti, Shion odia ancora di più lei, “una bambina
favolosa nata da una coppia favolosa in un posto idilliaco protetto dal
signore”, mentre lui da bambino viveva come un animale selvatico in un campo di
battaglia. Perciò le manifesta in continuazione la sua ostilità, non fa che
prenderla in giro, sottolinea che Mokuren nella sua vita era sempre stata
trattata come una dea, come una principessina viziata, e che sarebbe stato
meglio che se ne fosse restata nel suo “Paradiso”, perché non era fatta per la
vita normale. Mokuren in apparenza reagisce con dolcezza, ma è turbata, come
dimostra il fatto che canta per consolarsi facendo crescere tutte le piante,
che rompono i computer che Shion aveva appena riparato.
Ma intanto la vita
continua a colpire Shion : la sua lian muore e viene a sapere che le lian
avevano dovuto dare via Kyaah Jr., che si era ammalato e che era stato affidato
al veterinario. Shion reagisce con freddezza, ma è chiaro che ci è rimasto
malissimo.
E cominciamo a capire la
diffidenza che Shion provava all'idea di essere conosciuto e capito, la sua incapacità
di dare e ricevere affetto e sentimenti positivi : capiamo che la sua è tutta
una strategia di difesa per nascondere al mondo la sua fragilità. Per questo
Mokuren per lui è un pericolo : il panorama idilliaco che le aveva mostrato era
il luogo ideale dei suoi sogni, ma la sua era stata una vita di assoluta
solitudine e, come Rin, il suo più grande terrore era risvegliarsi e scoprire
di essere solo.
Per i ragazzi questo passato è quello delle loro vite precedenti e noi e loro non possiamo non chiederci se sono cambiati o se sono sempre gli stessi, se Issei non riesce a smettere di pensare a Jimpachi perché Enjyu ama ancora Gyokuran, se Gyokuran avrebbe cercato per sempre Mokuren e se quindi Gyokuran ami Arisu solo per questo o se la ami per se stessa… La loro è una situazione estrema, ma chiunque può identificarsi nei loro sentimenti perché, come dice la madre di Mikuro, “L’uomo può rinascere, senza morire, per tante volte nella propria vita. Essere legati al passato è diverso dal dare importanza al passato”.
Insomma, tutti noi, pur
vivendo una sola volta, abbiamo avuto vite precedenti, fasi precedenti della
nostra vita in cui frequentavano persone che in qualche modo abbiamo perso e
che poi sono ritornate, e non è necessario essersi reincarnati per rincontrare
persone che appartenevano al nostro passato e che è difficile reinserire nel
nostro presente, trovando un equilibrio fra il legame che c’era e il fatto che
nel frattempo si è diventati persone diverse, con vite diverse. Perciò quanta
importanza dobbiamo dare ai vecchi noi stessi nelle scelte che facciamo?
Dobbiamo continuare a perseguire quello che volevamo nel passato o ammettere di
essere cresciuti e cambiati e cercare una nuova vita? E gli altri come
accetteranno il nostro cambiamento? Saranno delusi di non trovare più la
persona che avevano lasciato o il vecchio legame prevarrà? E, nonostante tutto
ciò, è possibile che un filo invisibile collega, al di là del tempo, dello
spazio e delle circostanze, le persone che sono destinate a incontrarsi?
E, soprattutto, come,
quando e perché Shion e Mokuren si sono messi insieme? Lo scopriremo nella
prossima puntata!
E nell'attesa andate a
leggervi anche il posti di Clacca.

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sempre meravigliosi i tuoi post! ♥
RispondiEliminala storia di shion è stata davvero bellissima e commovente, credo di essermi innamorata di lui a ogni occhiataccia che lanciava in giro alla gente XD
in ogni caso, a parte le mie battute da due soldi, credo che quello che dici sia in assoluto la considerazione più adatta a tutto proteggi:
il rapporto con il passato, l’interrogativo se sia giusto trascinarsi per tutta la vita i propri errori e il rifiuto di credere che il passato sia fatto solo per fornire dei debiti al presente e che il futuro serva solo per rimediare ai propri errori
è davvero molto profondo e accurato il modo in cui saki hiwatari pone l'accento proprio su questo, sul modo in cui rapportarsi con i propri ricordi e con i propri errori.
haru, secondo me, sta sbagliando, così come rin, anche se almeno lui lo riesco a giustificare sia perché in fondo è un bambino, sia perché la sola idea di nove anni di solitudine accanto ai cadaveri dei compagni, senza alcuna speranza di tornare a casa, di poter continuare a vivere, beh, credo che possano rendere comprensibile qualsiasi desiderio di vendetta.
anche arisu e la sua paura di conoscere, in un certo senso, sono forse sbagliati dal punto di vista opposto. non si vive nel passato, ma in fondo è bene conoscerlo e accettarlo, lasciando che influenzi il presente e il futuro solo nella misura in cui questo non diventa ossessione.
nonostante questo gdl non stia andando come mi aspettavo e come speravo, rileggere proteggi (lo ammetto, mi tocca aggiungere "in tua compagnia", ma non mi va di sviolinare troppo, quindi fai finta di nulla) è stato davvero come farsi un regalo! ♥