lunedì 10 febbraio 2014

gdl proteggi la mia terra di saki hiwatari - I settimana - volumetti 1/8

«Scacciati dal paese natio, cerchiamo la terra promessa in sogno»
                                                                            

Ed eccoci qua con il secondo gruppo di lettura di quest’inverno, sempre organizzato da Claccalegge. Se la prima volta abbiamo riletto Nana, un manga che per tutti noi resterà per sempre amatissimo e importantissimo, questa volta tocca a un manga molto diverso, ma altrettanto amato, altrettanto unico e speciale, destinato a restare nel cuore di chiunque lo abbia letto : Proteggi la mia terra di Saki Hiwatari.

Questo manga in Giappone è stato pubblicato fra il 1987 e il 1994 sulla rivista “Hana to yume”. Il titolo originale dell'opera è Boku no chikyu o mamotte ma è conosciuto anche con il titolo internazionale Please save my earth. In Italia invece è stato pubblicato nel lontano 2000 - che tenerezza leggere un manga non ribaltato! - e per molti di noi è stato il primo vero manga, nel senso che è stato il primo shoujo che abbiamo letto senza averne visto l’anime da bambini. Mi ricordo che, quando lo lessi per la prima volta, andavo ancora al liceo e i manga erano ancora una novità, così poco diffusi e difficili da trovare, andare in fumetteria era un’avventura e, ogni volta che riuscivo a mettere le mani su uno di quei volumetti, tornavo a casa soddisfatta e ancora oggi li custodisco come un tesoro perché, seriamente, è uno dei migliori manga che abbia mai letto, un’opera particolare e originale, e devo ammettere che, dopo Proteggi, per lungo tempo mi è stato davvero difficile trovare un manga di tale spessore, che riuscisse a coinvolgermi e a commuovermi tanto, a comunicarmi emozioni tanto intense.


Proteggi la mia terra è un manga difficile da classificare e ogni tentativo di farlo è riduttivo, perché quello che potrebbe sembrare a prima vista un classico shoujo - con tutte le tematiche tipiche di questo genere,  l’amore, i sentimenti, la vita familiare e quotidiana, l’amicizia, l’adolescenza - è in realtà un capolavoro di originalità che resta insuperato per trama, personaggi e atmosfera, un’opera di cui è impossibile descrive a pieno la ricchezza e la bellezza. E, in questa rilettura, ho ritrovato tutta la magia di una storia intensa, nostalgica e delicata, che incanta fin dalle prime pagine, una storia malinconica e triste come la luce della luna, che tanta parte ha nella trama.

Innanzitutto Proteggi è la storia struggente e malinconica, drammatica e romantica, di un amore immortale, appassionato e doloroso, tanto forte e intenso da durare oltre la vita, ma è anche una storia di amicizia e di speranza, di legami famigliari, di vendetta e di rancori, una storia in cui il mistero e la fantascienza si mescolano alla spiritualità e al misticismo orientali, in cui poteri esp si tramandano nella reincarnazione e, soprattutto, è una storia capace come poche altre di scavare nel profondo dell’animo umano e di porre interrogativi eterni sul rapporto fra presente e passato, fra memoria e perdono. E la bravura dell’autrice è stata quella di creare, attraverso una sapiente orchestrazione di azione e sentimento, un’opera adulta, una trama solida, accattivante e intricata, piena di eventi, di complotti, di suspense, di flashback e di personaggi, che unisce elementi fantasy, thriller e shoujo, e che però è sempre avvolta da un’atmosfera onirica e nostalgica di una poeticità indescrivibili.

E anche il disegno, all'inizio ancora acerbo, con l’approfondirsi della poeticità e della drammaticità della storia, cresce e matura in bellezza e versatilità fino a diventare raffinato ed elegante, anche se a me comunque è sempre piaciuto il tratto semplice, privo dei virtuosismi grafici leziosi e esagerati degli shoujo. 

Ma passiamo alla trama. 



Tokyo, 1991. Arisu è una ragazza normale, che vive con i genitori e il fratello Hajime. La sua famiglia si è appena trasferita a Tokyo da un paesino di campagna dell’Hokkaido e Arisu, timida e riservata, non è ancora riuscita a farsi degli amici, ma fin da bambina ha sempre avuto un rapporto speciale con le piante, i fiori e gli animali, creature senza voce con le quali però lei ha il dono di comunicare. Questo dono la conforta, ma nello stesso tempo la turba, perché spesso di quelle creature percepisce il dolore, un dolore nel quale lei riesce fin troppo facilmente a identificarsi : come un albero triste nelle strade di città, anche Arisu prova una perenne sensazione di malinconia, di nostalgia, il desiderio di tornare. Timida e introversa, a scuola Arisu non lega con i compagni e la sua unica “amicizia” è quella con una piccola peste diabolica,  Rin Kobayashi, un bambino di sette anni, indisponente e adorabile, figlio dei vicini di casa, che si diverte a farle scherzi e dispetti. Ma poco a poco le cose migliorano. Proprio grazie a uno degli scherzi di Rin Arisu riesce finalmente ad avvicinarsi alle compagne di classe, che la accolgono con molta gentilezza, e per motivi abbastanza imbarazzanti, dopo aver assistito a una situazione facilmente equivocabile, fa amicizia anche con due ragazzi, Jimpachi e Issei. Inoltre Jimpachi, il ragazzo più popolare della scuola, subito sembra provare qualcosa per lei, suscitando sentimenti contrastanti in Issei. Ma questa parentesi serena dura poco. Anche il piccolo Rin sembra legarsi sempre più ad Arisu e a essere geloso dei suoi nuovi amici. Soprattutto non sopporta l’idea che Jinpachi possa provare dei sentimenti verso Arisu e che, peggio, lei lo possa ricambiare. E, una volta che Arisu gli sta facendo da babysitter, la provoca fino a spingerla a dargli uno schiaffo anche se lui si trovava sulla ringhiera di un balcone. Arisu tenta di afferrarlo, ma non ci riesce, e sono gli alberi a salvare la vita a Rin, attutendo la sua caduta. 
Ma Rin ha sbattuto la testa, non si risveglia dal coma, e tutti accusano Arisu : la madre di Rin, le sue compagne di classe, che le ostracizzano, e anche lei stessa. Arisu è infatti distrutta dai sensi di colpa. Gli unici a consolarla sono Jimpachi e Issei : pranzano con lei tutti i giorni e, per tirarla su di morale, condividono con lei un loro stranissimo segreto : da un po’ di tempo avevano cominciato a fare gli stessi sogni. E questo non accadeva solo a loro : quasi come se si trattasse di un gioco, presto a loro tre si uniscono altri ragazzi, Daisuke e Sakura, che fanno anche loro sogni ambientati nello stesso luogo, con gli stessi personaggi e lo stesso scenario. La nuova arrivata, Sakura, una ragazza allegra, socievole e simpaticissima, lega tantissimo con Issei, e a un certo punto del loro mondo onirico entra a far parte anche Arisu, che fa un sogno dello stesso genere, anche se lei stessa non sa quanto questo sogno sia nato spontaneamente o per l’influenza degli altri. Ad ogni modo per lei le cose sembrano andare bene : Rin si sveglia dal coma, chiede di lei ed è felice di vederla, a scuola tutti le chiedono scusa, fra lei e Jimpachi sta pian piano nascendo qualcosa… ma non è così.
                                                                                        

Base lunare. Anno indefinito. In una base di ricerca scientifica sette ricercatori e scienziati hanno il compito di monitorare ogni forma di vita e di attività e tutte le caratteristiche del pianeta Terra, che vediamo sempre risplendere nel cielo attraverso i lucernari della base. Però è proibito loro di scendere sulla Terra, dove possono solo mandare i robot a fare rifornimento. Possono solo osservare quel pianeta verde e azzurro da lontano, e lo fanno con sentimenti contrastanti. Questi scienziati sono Hiragi, Shyuhkaido, Gyokuran, Enjyu, Shyusuran, Shion e Mokuren. Il loro pianeta madre è in guerra e la loro, apprendiamo, è solo una missione temporanea. Gyokuran, Mokuren, Shion e Shyukaido hanno poteri esp, anche se  Gyokuran non riescea controllare i suoi e per questo deve portare un orecchino per reprimerli, ed Enjyu è telepatica. La lingua che parlano era simile al giapponese e credono nella religione di Sarjarim, la loro divinità, della quale Mokuren è una specie di sacerdotessa. Gyokuran è piacevole, dinamico, estroverso e, soprattutto, innamoratissimo della splendida Mokuren e oggetto dell’amore non corrisposto di Enjyu, che può sfogarsi solo con la sua migliore amica, Shyusuran. Enjyu naturalmente è gelosa di Mokuren, ma non può odiarla e sa che contro di lei non può niente, perché Mokuren è una creatura speciale, bellissima e angelica, della quale tutti gli uomini, compresi Hiragi e Shyuhkaido, non possono fare a meno di innamorarsi. Indifferente al suo fascino è solo Shion, che la maltratta o la ignora perché, spiega, non sopporta la sua gentilezza e i suoi modi angelici. Una volta Mokuren, cantando, aveva fatto crescere le piante così tanto che avevano invaso i computer e Shion l’aveva sgridata pesantemente e, come al solito, tutti avevano dovuto difenderla da lui. 
A differenza di Mokuren, che ama la Terra, Shion non vede l’ora di tornare al pianeta madre per partecipare alla guerra. E questo suo atteggiamento sconvolge tutti gli altri, che considerano Mokuren una figura quasi sacra e che non capiscano come Shion possa disprezzarla e detestarla tanto. Introverso, ribelle e asociale, per il suo carattere oscuro e per i suoi modi cinici e scostanti Shion nella base lunare non è molto popolare : tutti ammirano la sua intelligenza e rispettano la sua forza, ma non si può dire che abbia degli amici, tranne Gyokuran, che per il suo carattere solare è amico di tutti e che conosce Shion fin dall’infanzia. Ma, a un certo punto, lasciando tutti di stucco, lui e Mokuren si fidanzano e Gyokuran ci resta malissimo perché, scopriamo, aveva sempre sofferto di forti complessi di inferiorità verso Shion. L’unico campo in cui fino ad allora aveva primeggiato erano le relazioni sociali ma ora Shion lo aveva battuto anche in questo, rubandogli la donna della quale lui era innamorato e che fino a poco prima diceva di disprezzare.

Due manga diversi? Due storie diverse? No. È la stessa storia, vista in due realtà, in due tempi e mondi diversi.

Una volta Mokuren racconta a Shion di aver sognato di essere una ragazza giapponese, una ragazzina carina e un po’ sbadata, e poi gli dice con dolcezza, in un’atmosfera triste e struggente, che avrebbe voluto vivere sulla Terra, e cucinare per lui. Ma in realtà non è così che vediamo la scena. Noi vediamo Arisu che sogna Mokuren che racconta a Shion quel suo sogno. E nel sogno Arisu si guarda allo specchio, e vede riflesso il volto di Mokuren. E questo è anche il contenuto dei sogni di Jimpachi e Issei : nei sogni che fanno in comune Jimpachi è Gyokuran e Issei è la donna che lo ama, Enjyu -  per questo i loro sogni li imbarazzavano tanto - e mettendo un annuncio con i loro nomi della luna su una rivista di misteri e fantascienza riescono a trovare Daisuke, cioè Hiragi, e Shyusuran, alias Sakura.  E Arisu… Arisu a questo punto è Mokuren, e all'appello mancano solo Shion e Shyukaido. Non sanno come trovare Shyukaido, ma tutti concordano che Shion deve essere uno svitato anche in quella vita.

Ed è proprio dai sogni di Daisuke e Sakura, più avanti rispetto a quelli di Jimpachi e Issei, che conosciamo la verità e la tragica sorte dei sette scienziati : quelle prsone erano davvero  loro, i loro non erano semplici sogni, ma ricordi di quella vita precedente che avevano condiviso. E tutti e sette sulla luna erano morti a causa di una misteriosa malattia. Nel presente avevano tutti la stessa età, erano nati nello stesso anno e quindi presumibilmente erano morti a poca distanza l’uno dall'altro. Il primo a morire era stato Gyokuran, poi Shyusuran e poi Hiragi. Il virus era nato dentro la base, non avevano nessun vaccino e non potevano chiedere aiuto al loro pianeta natale perché era già esploso : loro erano gli unici sopravvissuti della loro civiltà. C’era stata una guerra e il pianeta madre si era dissolto nello spazio insieme a tutta la loro galassia. Gli scienziati erano rimasti bloccati sulla luna senza sapere cosa fare, senza avere un altro posto in cui rifugiarsi. Per questo avevano cominciato a litigare per stabilire se potessero o no scendere sulla Terra e viverci di nascosto : in quanto ultimi sopravvissuti, alcuni sostenevano che dovevano rifugiarsi sulla Terra, fare dei figli e crescerli là, in modo che la loro specie non si estinguesse. E a causa di questi continui litigi Sarjarim decise di punirli : nacque il misterioso virus e così furono costretti a restare sulla luna, per non contagiare la Terra. Ormai non avevano più un posto in cui tornare né in luogo in cui andare, non era rimasto loro più niente, e il loro destino era restare lì ad aspettare la morte.

Naturalmente a questo racconto i ragazzi si commuovono, ma comunque per loro quella tragica storia è la storia di qualcun altro : non sentono niente in comune con le loro identità passate, per loro è come scoprire della morte dei loro personaggi immaginari preferito, non della loro morte. E, soprattutto, tutti sono entusiasti di aver ritrovato Mokuren, anche se Arisu si vergogna di essere stata tanto audace e sfacciata da immaginarsi di essere stata quella donna tanto bella e perfetta. Ma, comunque, dopo averlo visto nel suo sogno è rimasta affascinata da Shion e, pur senza ammetterlo, spera di trovarlo.

Ma nella sua vita c’è un’altra complicazione. Dopo essersi svegliato dal come, Rin manifesta un attaccamento fortissimo ad Arisu e alla fine sua madre deve farsi ambasciatrice di una strana proposta : Rin, a otto anni, vuole fidanzarsi ufficialmente con lei e sposarla appena possibile. La madre di Rin cerca di farlo ragionare, ma il bambino è serissimo : se non si fosse accaparrato subito Arisu, presto qualcuno dell’età giusta gliel'avrebbero portata via. E così la signora Kobayashi va a chiedere la mano di Arisu mentre Rin, a tradimento, le ruba il suo primo bacio e dichiara di considerarla la sua fidanzata. E, visto che è solo la richiesta di un bambino, un bambino che aveva appena rischiato di morire, i genitori di Rin e di Arisu propendono per accontentarlo con una promessa informale, sicuri che, crescendo, Rin si sarebbe dimenticato di questo capriccio. Arisu, che nei confronti di Rin si sente ancora in colpa, accetta.

Ma le stranezze di Rin sono ancora all'inizio : l’incidente lo ha cambiato nel profondo e lo ha portato a sviluppare fortissimi poteri mentali. Dopo essersi fatto mettere a letto dalla mamma come un bravo bambino, Rin con fare inquietante si alza e, come se niente fosse, con un agile balzo salta dal quindicesimo piano e arriva in strada, per poi aggirarsi da solo, di notte, per Tokyo per tormentare il leader di una banda di motociclisti teppisti, Takashi, che riceve biglietti misteriosi con scritto “devi fare amicizia con S.”. E “S.”, cioè Rin, alla fine gli si manifesta, quasi lo uccide con i suoi poteri esp e poi, levitando nell’aria, gli dice quello che vuole : la Torre di Tokyo. E in seguito Rin, imitando la sua voce a telefono, ordina alla sua banda di andare a vendicarsi di Jimpachi e Issei, che si trovano così coinvolti in una rissa. E, quando nella colluttazione anche Arisu viene colpita, Jimpachi per difenderla rivela anche lui doti esp., realizzando lo scopo che Rin/”S.” si era prefisso nel fare quella telefonata con la voce di Takashi : far uscire allo scoperto Gyokuran, che Rin evidentemente conosce. È chiaro quindi che anche Rin è coinvolto nella vita precedente sulla luna. Takashi e terrorizzato, si rinchiude nella sua stanza senza toccare cibo, e l’unico con cui accetta di parlare è Tamura, il braccio destro e il figlio adottivo di suo padre, una specie di boss, e infatti anche Tamura sembra (è?) una specie di yakuza gentile che, quando non è impegnato in traffici di varia natura, fa da babysitter al signorino, arrivando perfino a cucinare per lui per farlo riprendere a mangiare. E a Tamura Takashi rivela la verità : deve avere la Torre di Tokyo, che suo padre sta ristrutturando, altrimenti sarebbe stato ucciso. E, dopo aver saputo delle lettere di “S.”, anche lui ne riceve una in cui “S.” gli chiede con fare ironicamente minaccioso di aiutare Takashi. 

Ma Tamura non è importante solo per la sua vicinanza a Takashi, ma soprattutto per il suo legame con un’altra persona che condivide i sogni della base lunare : Haru, un ragazzo il cui aspetto fisico è praticamente uguale a quello di Shion, sogna Mokuren, in sogno la vede parlare con le piante e la sente dire che vorrebbe scendere sulla Terra, immergersi in quell’aria e abbracciare il pianeta. Haru è tanto fragile e malato quanto bello, e di lui conosciamo la madre, una donna del sud est asiatico alla quale deve la sua affascinante pelle abbronzata, ma la figura più importante della sua vita è Tamura, che per lui è un amico e una specie di fratello maggiore. Inoltre anche il padre di Haru è coinvolto nella ristrutturazione della Torre di Tokyo e per caso - quello stesso Caso che ha fatto sì che Arisu si trasferisse accanto a Rin e nella stessa scuola di Jimpachi e Issei – Haru un giorno incontra proprio Rin e Arisu o, meglio, Rin gli va a sbattere contro una volta che aveva costretto Arisu a uscire con lui. Quando Arisu lo vede, subito nota la somiglianza con Shion, e anche Rin resta stupefatto e, quando capisce che ad Arisu quel bello sconosciuto piace, scoppia a piangere rimpiangendo di essere solo un bambino. Ma, anche se questo incontro non ci fosse mai stato, la sua strada e quella di Haru erano comunque destinate a incrociarsi tramite Tamura che, dopo che Rin/”S.” aveva invitato Takashi a incontrarlo in un edificio abbandonato al porto, decide di andare lui a questo appuntamento per vedere in faccia il misterioso “S.”. è una decisione presa all'improvviso e per questo deve dare buca alla sua fidanzata, Ayako, e, soprattutto, ad Haru. E, per consolarlo della delusione di non poter vedere Tamura, Ayako racconta ad Haru perché Tamura è sempre così comprensivo e gentile con i ragazzini : sette anni prima suo fratello minore si era suicidato perché, dopo che entrambi erano stati adottati dal padre di Takashi e dopo che Tamura aveva avuto il compito di occuparsi del signorino, si era sentito abbandonato. Tamura, affranto dai sensi di colpa, ora cercava di riparare al suo errore prendendosi cura di altri ragazzi.

Quando arriva al luogo dell’incontro, Tamura è sorpresissimo di trovare un bambino, ma Rin non si fa certo sottovalutare : attacca per primo con i suoi poteri e riesce a ridurlo malissimo, infierendo su di lui con crudeltà e violenza per poi lasciargli un progetto per la Torre di Tokyo disegnato da lui e andarsene. Ma Haru rivela anche lui dei poteri : percepisce che Tamura è in difficoltà e, senza sapere come, si teletrasporta davanti a quell'edificio, arrivando giusto in tempo per vedere Rin volare via. Anche Rin lo vede ma la cosa non lo turba. Per i danni infertigli da Rin Tamura è ricoverato in ospedale, ma la cosa importante è un’altra : Haru vede il progetto disegnato da Rin e capisce che non è terrestre, che è un progetto che aveva già visto nei suoi sogni sulla luna. E finalmente sembra che Rin voglia gettare la maschera : durante in uno degli incontri che i ragazzi avevano deciso tenere periodicamente per parlare della luna, Rin, che Arisu era stata costretta a portarsi appresso, si inserisce nella conversazione parlando di evoluzionismo e genetica e di Sarjarim per poi presentarsi come “bambino di sette anni con la memoria di Shyukaido”. Lo prova rivelando dettagli imbarazzanti del passato di tutti, tranne che di Arisu/Mokuren, della quale ricorda solo che voleva diventare l’aria della Terra. Spiega di essere solo un bambino perché questa era la sua seconda reincarnazione. Mentre gli altri sono sbalorditi e felici di aver ritrovato un altro vecchio compagno, Arisu si sente in colpa, perché si rende conto che quei ricordi sono tornati a Rin solo dopo la caduta.

Ma i ricordi tornano anche a qualcun altro : Haru sogna la morte di Gyokuran, la disperazione di quegli ultimi giorni, quando la situazione era drammatica e tutti rimpiangevano di non essere scesi sulla Terra quando potevano ed erano in preda alla disperazione… Ma Shyukaido, dopo essersi ammalato anche lui, trova un vaccino e lo inietta a Shion, che lo abbraccia e lo ringrazia, e va a iniettarlo anche a Mokuren… e Haru si sveglia. E, dopo che Rin ha dichiarato di essere stato Shyukaido, Haru può essere solo Shion e, dopo aver sognato Shyukaido, ci sembra naturale che pensi a Rin.  E a questo punto un incontro fra loro è inevitabile e l’iniziativa la prende Rin, che tende un agguato a Haru e lo teletrasporta in un posto lontano.

Appena restano soli,  Rin si presenta come un bambino di sette anni e aggiunge che è proprio di questo che vorrebbe parlare con Haru. Ma non lo chiama Haru. Lo chiama Shyukaido. E a Haru, stupito di essere chiamato con lo stesso nome che ha nei suoi sogni, Rin rinfaccia che è sempre la stessa storia : lo sopravvaluta e ci rimette. Ma dalla paura che Haru ha di lui capisce che, anche se non tutto, deve aver ricordato almeno le parti più importanti del loro passato sulla luna. E finalmente rivela il crimine che Haru/ Shyukaido ha commesso nella vita precedente : non ha vaccinato Mokuren. Rin racconta che, dopo la morte di Shyukaido, anche Mokuren aveva manifestato i sintomi della misteriosa malattia, che avevano pensato che il vaccino non fosse efficace e che solo dopo la morte di Mokuren lui aveva scoperto che non c’erano tracce di vaccino nel suo sangue… 
Rin, riferendosi a lui e a Mokuren in quegli ultimi giorni sulla luna, continua a ripetere “noi”, “noi”, e allora finalmente abbiamo la conferma di qualcosa che sospettavamo fin dall'inizio, per quanto i fatti ci smentissero : Rin era Shion. E Haru, che fino a quel punto cercava di convincersi che tutto era solo un sogno, crolla e riprende possesso della sua identità passata rivelando che la dose di vaccino che era riuscito a produrre era sufficiente per una sola persona e che aveva scelto di iniettarla a Shion per punirlo, per vendicarsi in modo crudele, facendolo sopravvivere da solo, facendolo assistere alla morte di Mokuren, perché, come Haru rivela shockando tutti, Shion aveva violentato Mokuren. E la sua vendetta aveva funzionato : Shion era sopravvissuto per nove anni, gli stessi anni di differenza che ha con Arisu e gli altri, nove anni durante i quali aveva vissuto da solo, circondato dai ricordi e dai cadaveri degli altri, costretto dalle ultime parole di Mokuren a continuare a vegliare sulla Terra, nove anni durante i quali era impazzito di solitudine e di dolore fino ad accogliere la malattia, quando alla fine si era manifestata, come una liberazione.

Solo adesso quindi possiamo capire perché, quando lui e Arisu avevano incontrato Haru per la prima volta, Rin piangendo le aveva detto che avrebbe voluto nascere nel suo stesso anno, solo ora capiamo il dramma di questa scena che si è svolta proprio dopo aver incontrato chi è responsabile del fatto che è nato più tardi e che ora, per estrema crudeltà della sorte, ora è rinato con il suo aspetto, un aspetto che ovviamente attrae Arisu/Mokuren. Infatti ora lui e Shyukaido hanno l’uno l’aspetto che aveva l’altro nel passato e Rin come un pazzo dice a Haru che è così perché lui voleva essere Shion, che anche lui voleva violentare Mokuren, ed esige che ora Shyukaido lo risarcisca. Non lo uccide solo per ricattarlo e costringerlo a collaborare con lui a realizzare un piano che aveva concepito in quegli anni di solitudine… un piano sicuramente inquietante, dal momento che è nato da Rin, del quale conosciamo la violenza, e da uno Shion impazzito dopo nove anni di orrore e assetato di vendetta. Comunque nell'immediato l’unica cosa che vuole è che Haru gli riveli il suo codice - vediamo in un ricordo che tutti dovevano dargli periodicamente dei codici per far funzionare la base lunare - perché Rin la base la vuole distruggere.

Nel frattempo assistiamo a brevi scorci di vita quotidiana : dopo le vacanze di primavera, Arisu non è più in classe con Jimpachi, ma questo la fa avvicinare di più alle ragazze, che le propongono di cantare nel coro, e Arisu accetta. Intanto Jimpachi ammette con Issei di essersi innamorato di Arisu e Issei è sempre più confuso : anche a lui piace Arisu, ma a volte i sentimenti di Enjyu prendono il sopravvento e non riesce a capire se è geloso di lei o di Jimpachi. E, quando Jimpachi/Gyokuran confida a Issei/Enjyu i suoi sentimenti per Arisu/Mokuren, si confida con libertà, perché pensa di star parlando con il suo amico, ma la verità è che sta parlando con Enjyu… e infatti Issei lo bacia, anche se dopo finge di aver scherzato. Ma non scherzava mentre lo baciava e sicuramente non scherzava quando lo rimproverava di confidare i suoi sentimenti per un’altra donna proprio a Enjyu. Vediamo quindi che comincia un processo inquietante : i ragazzi rischiano di perdere la loro personalità, non sanno più individuare un confine fra i sentimenti delle loro identità passate e quelle presenti.

Quella che non corre questo rischio per ora è Arisu, che si è convinta di non essere Mokuren, ma di  aver costruito quel sogno semplicemente per avvicinarsi a Jimpachi e Issei, e che non partecipa più alle riunioni : dopo aver dimenticato la breve cotta che aveva avuto per Gyokuran, da un lato pensa solo a Shion, addirittura si mette a sferruzzare un maglione che gli sarebbe stato bene, e dall’altro è sempre più vicina a Rin che, qualunque oscuro piano stia perseguendo, nei confronti di Arisu ha smesso di essere infantile e dispettoso e si dimostra molto protettivo. Jimpachi le telefona ogni giorno, ma lei si fa negare, finché Hajime non gli rivela che Arisu è stata costretta a fidanzarsi con Rin, perché non vuole che sua sorella sprechi la sua giovinezza per i capricci di un bambino, aspettando che fosse lui a stancarsi o a dimenticarsi del loro “fidanzamento”… un fidanzamento che Arisu, spinta dai sensi di colpa per aver fatto cadere Rin, prende stranamente sul serio. E Jimpachi/Gyokuran si arrabbia, pensa che Shyukaido abbia costretto Mokuren a fidanzarsi con lui e finalmente si dichiara ad Arisu, che però lo respinge e si rifiuta di abbandonare Rin, perché sente di avere un debito nei suoi confronti… e viene spontaneo chiedersi che debito possa avere nei confronti di quello che ormai noi sappiamo essere Shion.

Il gruppo sembra sul punto di sciogliersi : dopo il bacio a Jimpachi, Issei non ha il coraggio di farsi vedere, Arisu non crede di essere stata Mokuren, Rin/Shion non ha nessun interesse particolare a interagire con chi lo crede Shyukaido, e così si riuniscono solo Sakura, Daisuke e Jimpachi. Ma alla fine arriva la notizia che tutti aspettavano : Shion li ha trovati. E qui dobbiamo fare un passo indietro. Sempre spacciandosi per Shyukaido, Rin dice ad Arisu che lui è convinto che lei sia Mokuren e che sa perché non riesce a recuperare i suoi ricordi : perché Shion le ha inferto una ferita profonda, tanto profonda da aver bloccato la sua memoria. Poi le chiede che cosa farebbe se Shion fosse ritrovato e, sapendo che Shion è lui, capiamo quanto devono costargli queste parole. Arisu non gli nasconde che vorrebbe vedere Shion, che per lui prova qualcosa, e Rin con dolore deve prenderne atto : anche se Shion è lui, se la persona che Arisu vuole vedere è con lei proprio in quel momento, l’incontro fra di loro non può avvenire. E così Rin con tristezza va a recuperare Haru, che di Shion ha ereditato l’aspetto, e gli impone di unirsi agli altri come se veramente fosse la reincarnazione di Shion. I suoi compiti sono innanzitutto fare felice Arisu -  e, quali che siano i suoi sentimenti, questo addolora Rin/Shion, perché Arisu deve credere che lui sia la reincarnazione proprio di chi, non vaccinandola, l’aveva separata dal suo Shion - e poi raccogliere i codici di tutti per attivare il sistema di distruzione della base lunare, col pretesto che gli scienziati terrestri non avrebbero mai dovuto trovarla. Con amarezza Rin sottolinea che finalmente  Shyukaido avrebbe potuto realizzare il suo sogno, incontrare Mokuren come Shion, e che deve approfittarne per carpirle il codice. Ma all'inizio il piano non funziona : anche se “Shion” è stato ritrovato, Arisu continua a rifiutare di andare alle riunioni e passa tutto il suo tempo libero con Rin, che però non può godersi questi momenti fino infondo. Sa che Arisu sta con lui solo perché si sente in colpa e che Mokuren vuole Shion, e così decide di farli incontrare a ogni costo da soli. Come dice con aria seria, vuole soltanto che lei sia felice.
Intanto, dopo l’incontro traumatico con Rin/Shion, Haru si è chiuso disperato nella sua stanza : si sente in colpa per quello che ha fatto a Mokuren e Shion e teme che, se fosse venuto a conoscenza della sua meschinità, anche Tamura lo avrebbe disprezzato. E, quando Tamura lo va a trovare, davanti agli occhi stupefatti di quest’ultimo Haru scompare letteralmente nel nulla… A “trovarlo” sono Issei/Enjyu e Sakura/Shyusuran, che hanno ripreso la loro amicizia dove l’avevano lasciata, con Enjyu innamorata di Gyokuran e Shyusuran che la deve consolare. Il fatto che ora la sua migliore amica sia un uomo non turba particolarmente Sakura, che proprio come sulla luna ascolta le sue confidenze. E, mentre chiacchierano della complicata vita amorosa di Enjyu, arrivano davanti a un fiume, dove vedono Haru che si butta in acqua.
Issei si tuffa per salvarlo e non può non notare che quel ragazzo è uguale a Shion, e con la sua telepatia sente che il misterioso suicida ha pensato proprio “Shion”.  Alla fine li salva tutti e due Tamura, che al capezzale di Haru rivive tutto il dolore per il suicidio del fratello e che decida che è ora di fare qualcosa. Non gli è difficile fare due più due : quando era entrato nella sua stanza per un attimo aveva visto Shyukaido al suo posto, poi Haru si era teletrasportato davanti ai suoi occhi, e il passo per associare i poteri di Haru a quelli di “S.” è breve. Deciso ad affrontare quegli strani eventi, si incontra con un suo amico, Yakushimaru, che ha un fratello con poteri esp, Mikuro : anche lui ha il potere della telecinesi, del teletrasporto e della levitazione e ormai in famiglia ci sono abituati, non lo considerano più strano. E, invitato dal fratello, Mikuro si teletrasporta da loro e ascolta quello che Tamura ha da dire su Rin avvalendosi contemporaneamente dell’aiuto del fantasma del fratello di Tamura. Il parere clinico di Mikuro è che Rin, oltre ad avere poteri esp immensi, è anche circondato da una fortissima energia negativa e che né lui né Haru sono umani. Ma, proprio ora che potrebbe proteggerlo meglio, Tamura deve trasferirsi a Kyoto per seguire Takashi al liceo e questo per Haru è un colpo durissimo.

Come abbiamo visto, in questa prima parte si delineano i personaggi principali, ognuno dei quali ha una doppia identità e una doppia vita, con la conseguenza, come vedremo meglio nei numeri successivi, che anche la trama si sdoppia in due storie collocate in due dimensioni diverse ma che si influenzano costantemente a vicenda attraverso i sentimenti che i personaggi provano gli uni per gli altri in entrambe le loro vite. E questo situazione diventa tanto ambigua che, come abbiamo già visto per Issei e Gyokuran, i sentimenti della vita passata e quelli della vita presente si sovrappongono al punto che i personaggi cominciano a attribuire aventi della vita presente a dinamiche e situazioni di quella passata, muovendosi contemporaneamente su due piani in continua corrispondenza. Quando i personaggi presenti fanno qualcosa, i motivi vengono attribuiti ai sentimenti della loro vita passata e così è come se i personaggi si sdoppiassero, con la conseguenza che le identità del presente interagiscono o litigano con quelle del passato per motivi loro, estranei alla loro controparte passata. Per esempio, quando Jimpachi si arrabbia perché Arisu è fidanzata con Rin, ad arrabbiarsi è Jimpachi, non Gyokuran, ma l’oggetto della sua rabbia non è Rin, un bambino di otto anni, ma “Shyukaido”, che non vuole rubargli Mokuren, ma Arisu. E, quando non sappiamo cose pensavano veramente i personaggi del passato, perché quelli del presente non lo hanno ancora ricordato, possiamo rifarci ai sentimenti delle loro reincarnazioni : qualunque cosa pensasse di lei Shion, qualunque cosa possa averle fatto, qualunque motivo Rin avesse per accaparrarsi la sua reincarnazione, Arisu vuole Shion, ammette che le piace e, anche se non sa che è lui, si sente legata a Rin, perché Mokuren dentro di lei in Rin riconosce Shion e vuole stare con lui.



E, frai tanti personaggi che ci vengono presentati in questi primi otto volumi, a risaltare sono fin da ora proprio Rin e Shion, soprattutto alla luce della scoperta che sono la stessa persona, che Rin è nello stesso tempo Shion adulto e uno Shion bambino, perché, per esempio, fa tenerezza vedere Shion, che nei ricordi degli altri è scostante, freddo e arrogante, che sotto forma di Rin si comporta da bambino e tira fuori lati adorabili, ingenui e infantili, come i dispetti che fa ad Arisu, la sua paura degli animali e la sua passione per gli anime.

Riguardo a Shion, per ora quello che sappiamo di lui è parziale e incompleto, perché le informazioni ci vengono date mano a mano che i protagonisti recuperano i loro ricordi e così abbiamo su di lui elementi troppo contrastanti per farci un’idea della sua vera personalità. All'inizio ci viene presentato come il fidanzato di Mokuren, una donna che tutti descrivono angelica a perfetta, sia nei ricordi degli altri sia in scene che ce li mostrano abbracciati e uniti. Ma presto conosciamo un altro lato di Shion, dai ricordi emerge uno Shion freddo, antipatico, chiuso e crudele, uno Shion che disprezza e maltratta Mokuren e che addirittura sarebbe arrivato a violentarla, per non parlare poi del fatto che lo Shion/Rin del presente è un vero e proprio villain, violento, ricattatore, cinico, spietato e manipolatore, la cui personalità è quello che si ottiene aggiungendo nove anni di pazzia al vecchio Shion già di per sé amaro e cinico. 

E anche Rin, quando impone a Haru di interpretare Shion, gli dice che Mokuren lo ammira perché ancora deve ricordare tutto e che, non appena Arisu avesse recuperato i suoi ricordi, lo avrebbe odiato… davvero pensa che Mokuren lo odi e, quando Haru gli dice che non è vero, che Mokuren lo amava, lo zittisce. Qual è la verità? Amava davvero Mokuren? Dobbiamo fidarci delle scene struggenti in cui li abbiamo visti abbracciati o dei ricordi degli altri, in cui Shion dichiara di disprezzarla e di provare l’impulso a farle del male, impulso che, stando a quello che ha detto Shyukaido, si è concretizzato quando le ha usato violenza? Vuole aiutare Arisu a ricordare solo perché le serve il suo codice per realizzare il folle piano nato nei suoi anni di pazzia? E allora perché sulla luna si era fidanzato con lei e sulla Terra, appena recupera la memoria, vuole legarla con un altro fidanzamento? A queste domande non c’è ancora risposta, ma comunque non possiamo fare a meno di provare tristezza e indignazione per quello che gli ha fatto Shyukaido, né possiamo dimenticare che Shion fino all'ultimo sulla luna ha fatto quello che gli aveva chiesto Mokuren, proteggere la Terra, e che, nonostante soffrisse, non si era mai suicidato, cosa importante perché altrove ci viene detto che nella religione di Sarjarim che si suicida non può reincarnarsi : quindi voleva rinascere?

E a questo punto è chiaro che ci sono ancora molte cose che non sappiamo, che le poche, contrastanti informazioni che abbiamo avuto su quello che è successo sulla base lunare non sono che la punta dell’iceberg che dobbiamo assolutamente saperne di più non solo di quegli ultimi drammatici giorni in cui dovettero assistere gli uni alla morte degli altri, ma di cosa aveva portato a quella situazione, di cosa aveva portato sette persone tanto diverse sulla luna. E la Hiwatari non ci delude. Siamo solo a un quarto della storia e tante cose devono ancora succedere! 

Intanto correte e leggere il post di Clacca!

1 commento:

  1. che storia meravigliosa, sono davvero felice di questo gdl, nonostante i casini tecnici (colpa mia ;_;) e i ritardi (colpa mia di nuovo! ;_;) ma in ogni caso questo manga è bellissimo davvero.
    io non mi ricordavo quasi nulla devo ammettere, tranne della vera identità di rin. è uno dei personaggi che più mi piacciono, lui e la sua controparte - shion - ovviamente!

    anzi, vado a leggere gli ultimi numeri del secondo blocco >_</

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