«Scacciati dal paese
natio, cerchiamo la terra promessa in sogno»
Ed eccoci qua
con il secondo gruppo di lettura di quest’inverno, sempre organizzato da Claccalegge. Se la prima volta abbiamo
riletto Nana, un manga che per tutti noi resterà per sempre amatissimo
e importantissimo, questa volta tocca a un manga molto diverso, ma altrettanto
amato, altrettanto unico e speciale, destinato a restare nel cuore di chiunque
lo abbia letto : Proteggi la mia terra di Saki
Hiwatari.
Questo manga in
Giappone è stato pubblicato fra il 1987 e il 1994 sulla rivista “Hana to yume”. Il titolo originale
dell'opera è Boku no chikyu o mamotte ma è conosciuto anche con il titolo
internazionale Please save my earth. In Italia invece è stato pubblicato nel
lontano 2000 - che tenerezza leggere un manga non ribaltato! - e per molti di
noi è stato il primo vero manga, nel senso che è stato il primo shoujo che
abbiamo letto senza averne visto l’anime da bambini. Mi ricordo che, quando lo
lessi per la prima volta, andavo ancora al liceo e i manga erano ancora una
novità, così poco diffusi e difficili da trovare, andare in fumetteria era
un’avventura e, ogni volta che riuscivo a mettere le mani su uno di quei
volumetti, tornavo a casa soddisfatta e ancora oggi li custodisco come un
tesoro perché, seriamente, è uno dei migliori manga che abbia mai letto,
un’opera particolare e originale, e devo ammettere che, dopo Proteggi,
per lungo tempo mi è stato davvero difficile trovare un manga di tale spessore,
che riuscisse a coinvolgermi e a commuovermi tanto, a comunicarmi emozioni
tanto intense.
Proteggi
la mia terra è un manga difficile da classificare e ogni tentativo di
farlo è riduttivo, perché quello che potrebbe sembrare a prima vista un classico
shoujo - con tutte le tematiche tipiche di questo genere, l’amore, i sentimenti, la vita familiare e
quotidiana, l’amicizia, l’adolescenza - è in realtà un capolavoro di
originalità che resta insuperato per trama, personaggi e atmosfera, un’opera di
cui è impossibile descrive a pieno la ricchezza e la bellezza. E, in questa
rilettura, ho ritrovato tutta la magia di una storia intensa, nostalgica e
delicata, che incanta fin dalle prime pagine, una storia malinconica e triste
come la luce della luna, che tanta parte ha nella trama.
Innanzitutto Proteggi
è la storia struggente e malinconica, drammatica e romantica, di un amore
immortale, appassionato e doloroso, tanto forte e intenso da durare oltre la
vita, ma è anche una storia di amicizia e di speranza, di legami famigliari, di
vendetta e di rancori, una storia in cui il mistero e la fantascienza si
mescolano alla spiritualità e al misticismo orientali, in cui poteri esp si
tramandano nella reincarnazione e, soprattutto, è una storia capace come poche
altre di scavare nel profondo dell’animo umano e di porre interrogativi eterni
sul rapporto fra presente e passato, fra memoria e perdono. E la bravura
dell’autrice è stata quella di creare, attraverso una sapiente orchestrazione
di azione e sentimento, un’opera adulta, una trama solida, accattivante e
intricata, piena di eventi, di complotti, di suspense, di flashback e di
personaggi, che unisce elementi fantasy, thriller e shoujo, e che però è sempre
avvolta da un’atmosfera onirica e nostalgica di una poeticità indescrivibili.
E anche il
disegno, all'inizio ancora acerbo, con l’approfondirsi della poeticità e della
drammaticità della storia, cresce e matura in bellezza e versatilità fino a
diventare raffinato ed elegante, anche se a me comunque è sempre piaciuto il
tratto semplice, privo dei virtuosismi grafici leziosi e esagerati degli shoujo.
Ma passiamo alla trama.
Tokyo, 1991. Arisu è una ragazza
normale, che vive con i genitori e il fratello Hajime. La sua famiglia si è appena trasferita a Tokyo da un
paesino di campagna dell’Hokkaido e Arisu, timida e riservata, non è ancora
riuscita a farsi degli amici, ma fin da bambina ha sempre avuto un rapporto
speciale con le piante, i fiori e gli animali, creature senza voce con le quali
però lei ha il dono di comunicare. Questo dono la conforta, ma nello stesso
tempo la turba, perché spesso di quelle creature percepisce il dolore, un
dolore nel quale lei riesce fin troppo facilmente a identificarsi : come un
albero triste nelle strade di città, anche Arisu prova una perenne sensazione
di malinconia, di nostalgia, il desiderio di tornare. Timida e introversa, a
scuola Arisu non lega con i compagni e la sua unica “amicizia” è quella con una
piccola peste diabolica, Rin Kobayashi, un bambino di sette
anni, indisponente e adorabile, figlio dei vicini di casa, che si diverte a
farle scherzi e dispetti. Ma poco a poco le cose migliorano. Proprio grazie a
uno degli scherzi di Rin Arisu riesce finalmente ad avvicinarsi alle compagne
di classe, che la accolgono con molta gentilezza, e per motivi abbastanza
imbarazzanti, dopo aver assistito a una situazione facilmente equivocabile, fa
amicizia anche con due ragazzi, Jimpachi
e Issei. Inoltre Jimpachi, il
ragazzo più popolare della scuola, subito sembra provare qualcosa per lei,
suscitando sentimenti contrastanti in Issei. Ma questa parentesi serena dura
poco. Anche il piccolo Rin sembra legarsi sempre più ad Arisu e a essere geloso
dei suoi nuovi amici. Soprattutto non sopporta l’idea che Jinpachi possa
provare dei sentimenti verso Arisu e che, peggio, lei lo possa ricambiare. E,
una volta che Arisu gli sta facendo da babysitter, la provoca fino a spingerla
a dargli uno schiaffo anche se lui si trovava sulla ringhiera di un balcone.
Arisu tenta di afferrarlo, ma non ci riesce, e sono gli alberi a salvare la
vita a Rin, attutendo la sua caduta.
Ma Rin ha sbattuto la testa, non si
risveglia dal coma, e tutti accusano Arisu : la madre di Rin, le sue compagne
di classe, che le ostracizzano, e anche lei stessa. Arisu è infatti distrutta
dai sensi di colpa. Gli unici a consolarla sono Jimpachi e Issei : pranzano con
lei tutti i giorni e, per tirarla su di morale, condividono con lei un loro
stranissimo segreto : da un po’ di tempo avevano cominciato a fare gli stessi
sogni. E questo non accadeva solo a loro : quasi come se si trattasse di un
gioco, presto a loro tre si uniscono altri ragazzi, Daisuke e Sakura, che
fanno anche loro sogni ambientati nello stesso luogo, con gli stessi personaggi
e lo stesso scenario. La nuova arrivata, Sakura, una ragazza allegra, socievole
e simpaticissima, lega tantissimo con Issei, e a un certo punto del loro mondo
onirico entra a far parte anche Arisu, che fa un sogno dello stesso genere,
anche se lei stessa non sa quanto questo sogno sia nato spontaneamente o per
l’influenza degli altri. Ad ogni modo per lei le cose sembrano andare bene :
Rin si sveglia dal coma, chiede di lei ed è felice di vederla, a scuola tutti
le chiedono scusa, fra lei e Jimpachi sta pian piano nascendo qualcosa… ma non
è così.
Base lunare. Anno indefinito. In una
base di ricerca scientifica sette ricercatori e scienziati hanno il compito di
monitorare ogni forma di vita e di attività e tutte le caratteristiche del
pianeta Terra, che vediamo sempre risplendere nel cielo attraverso i lucernari
della base. Però è proibito loro di scendere sulla Terra, dove possono solo
mandare i robot a fare rifornimento. Possono solo osservare quel pianeta verde
e azzurro da lontano, e lo fanno con sentimenti contrastanti. Questi scienziati
sono Hiragi, Shyuhkaido, Gyokuran, Enjyu, Shyusuran, Shion e Mokuren. Il loro pianeta madre è in
guerra e la loro, apprendiamo, è solo una missione temporanea. Gyokuran,
Mokuren, Shion e Shyukaido hanno poteri esp, anche se Gyokuran non riescea controllare i suoi e per
questo deve portare un orecchino per reprimerli, ed Enjyu è telepatica. La
lingua che parlano era simile al giapponese e credono nella religione di Sarjarim, la loro divinità, della quale
Mokuren è una specie di sacerdotessa. Gyokuran è piacevole, dinamico,
estroverso e, soprattutto, innamoratissimo della splendida Mokuren e oggetto
dell’amore non corrisposto di Enjyu, che può sfogarsi solo con la sua migliore
amica, Shyusuran. Enjyu naturalmente è gelosa di Mokuren, ma non può odiarla e
sa che contro di lei non può niente, perché Mokuren è una creatura speciale,
bellissima e angelica, della quale tutti gli uomini, compresi Hiragi e
Shyuhkaido, non possono fare a meno di innamorarsi. Indifferente al suo fascino
è solo Shion, che la maltratta o la ignora perché, spiega, non sopporta la sua
gentilezza e i suoi modi angelici. Una volta Mokuren, cantando, aveva fatto
crescere le piante così tanto che avevano invaso i computer e Shion l’aveva
sgridata pesantemente e, come al solito, tutti avevano dovuto difenderla da
lui.
A differenza di Mokuren, che ama la Terra, Shion non vede l’ora di tornare
al pianeta madre per partecipare alla guerra. E questo suo atteggiamento
sconvolge tutti gli altri, che considerano Mokuren una figura quasi sacra e che
non capiscano come Shion possa disprezzarla e detestarla tanto. Introverso,
ribelle e asociale, per il suo carattere oscuro e per i suoi modi cinici e
scostanti Shion nella base lunare non è molto popolare : tutti ammirano la sua
intelligenza e rispettano la sua forza, ma non si può dire che abbia degli
amici, tranne Gyokuran, che per il suo carattere solare è amico di tutti e che
conosce Shion fin dall’infanzia. Ma, a un certo punto, lasciando tutti di
stucco, lui e Mokuren si fidanzano e Gyokuran ci resta malissimo perché,
scopriamo, aveva sempre sofferto di forti complessi di inferiorità verso Shion.
L’unico campo in cui fino ad allora aveva primeggiato erano le relazioni
sociali ma ora Shion lo aveva battuto anche in questo, rubandogli la donna
della quale lui era innamorato e che fino a poco prima diceva di disprezzare.
Due manga
diversi? Due storie diverse? No. È la stessa storia, vista in due realtà, in
due tempi e mondi diversi.
Una volta
Mokuren racconta a Shion di aver sognato di essere una ragazza giapponese, una
ragazzina carina e un po’ sbadata, e poi gli dice con dolcezza, in un’atmosfera
triste e struggente, che avrebbe voluto vivere sulla Terra, e cucinare per lui.
Ma in realtà non è così che vediamo la scena. Noi vediamo Arisu che sogna
Mokuren che racconta a Shion quel suo sogno. E nel sogno Arisu si guarda allo
specchio, e vede riflesso il volto di Mokuren. E questo è anche il contenuto
dei sogni di Jimpachi e Issei : nei sogni che fanno in comune Jimpachi è
Gyokuran e Issei è la donna che lo ama, Enjyu -
per questo i loro sogni li imbarazzavano tanto - e mettendo un annuncio
con i loro nomi della luna su una rivista di misteri e fantascienza riescono a
trovare Daisuke, cioè Hiragi, e Shyusuran, alias Sakura. E Arisu… Arisu a questo punto è Mokuren, e
all'appello mancano solo Shion e Shyukaido. Non
sanno come trovare Shyukaido, ma tutti concordano che Shion deve essere uno
svitato anche in quella vita.
Ed è proprio dai
sogni di Daisuke e Sakura, più avanti rispetto a quelli di Jimpachi e Issei,
che conosciamo la verità e la tragica sorte dei sette scienziati : quelle
prsone erano davvero loro, i loro non erano
semplici sogni, ma ricordi di quella vita precedente che avevano condiviso. E
tutti e sette sulla luna erano morti a causa di una misteriosa malattia. Nel
presente avevano tutti la stessa età, erano nati nello stesso anno e quindi
presumibilmente erano morti a poca distanza l’uno dall'altro. Il primo a morire
era stato Gyokuran, poi Shyusuran e poi Hiragi. Il virus era nato dentro la
base, non avevano nessun vaccino e non potevano chiedere aiuto al loro pianeta
natale perché era già esploso : loro erano gli unici sopravvissuti della loro
civiltà. C’era stata una guerra e il pianeta madre si era dissolto nello spazio
insieme a tutta la loro galassia. Gli scienziati erano rimasti bloccati sulla luna
senza sapere cosa fare, senza avere un altro posto in cui rifugiarsi. Per
questo avevano cominciato a litigare per stabilire se potessero o no scendere
sulla Terra e viverci di nascosto : in quanto ultimi sopravvissuti, alcuni
sostenevano che dovevano rifugiarsi sulla Terra, fare dei figli e crescerli là,
in modo che la loro specie non si estinguesse. E a causa di questi continui
litigi Sarjarim decise di punirli : nacque il misterioso virus e così furono
costretti a restare sulla luna, per non contagiare la Terra. Ormai non avevano
più un posto in cui tornare né in luogo in cui andare, non era rimasto loro più
niente, e il loro destino era restare lì ad aspettare la morte.
Naturalmente a
questo racconto i ragazzi si commuovono, ma comunque per loro quella tragica
storia è la storia di qualcun altro : non sentono niente in comune con le loro
identità passate, per loro è come scoprire della morte dei loro personaggi
immaginari preferito, non della loro morte. E, soprattutto, tutti sono
entusiasti di aver ritrovato Mokuren, anche se Arisu si vergogna di essere
stata tanto audace e sfacciata da immaginarsi di essere stata quella donna
tanto bella e perfetta. Ma, comunque, dopo averlo visto nel suo sogno è rimasta
affascinata da Shion e, pur senza ammetterlo, spera di trovarlo.
Ma nella sua
vita c’è un’altra complicazione. Dopo essersi svegliato dal come, Rin manifesta
un attaccamento fortissimo ad Arisu e alla fine sua madre deve farsi
ambasciatrice di una strana proposta : Rin, a otto anni, vuole fidanzarsi
ufficialmente con lei e sposarla appena possibile. La madre di Rin cerca di
farlo ragionare, ma il bambino è serissimo : se non si fosse accaparrato subito
Arisu, presto qualcuno dell’età giusta gliel'avrebbero portata via. E così la
signora Kobayashi va a chiedere la mano di Arisu mentre Rin, a tradimento, le
ruba il suo primo bacio e dichiara di considerarla la sua fidanzata. E, visto
che è solo la richiesta di un bambino, un bambino che aveva appena rischiato di
morire, i genitori di Rin e di Arisu propendono per accontentarlo con una
promessa informale, sicuri che, crescendo, Rin si sarebbe dimenticato di questo
capriccio. Arisu, che nei confronti di Rin si sente ancora in colpa, accetta.
Ma le stranezze
di Rin sono ancora all'inizio : l’incidente lo ha cambiato nel profondo e lo ha
portato a sviluppare fortissimi poteri mentali. Dopo essersi fatto mettere a
letto dalla mamma come un bravo bambino, Rin con fare inquietante si alza e,
come se niente fosse, con un agile balzo salta dal quindicesimo piano e arriva
in strada, per poi aggirarsi da solo, di notte, per Tokyo per tormentare il
leader di una banda di motociclisti teppisti, Takashi, che riceve biglietti misteriosi con scritto “devi fare
amicizia con S.”. E “S.”, cioè Rin, alla fine gli si manifesta, quasi lo uccide
con i suoi poteri esp e poi, levitando nell’aria, gli dice quello che vuole :
la Torre di Tokyo. E in seguito Rin, imitando la sua voce a telefono, ordina
alla sua banda di andare a vendicarsi di Jimpachi e Issei, che si trovano così
coinvolti in una rissa. E, quando nella colluttazione anche Arisu viene
colpita, Jimpachi per difenderla rivela anche lui doti esp., realizzando lo
scopo che Rin/”S.” si era prefisso nel fare quella telefonata con la voce di
Takashi : far uscire allo scoperto Gyokuran, che Rin evidentemente conosce. È
chiaro quindi che anche Rin è coinvolto nella vita precedente sulla luna. Takashi e
terrorizzato, si rinchiude nella sua stanza senza toccare cibo, e l’unico con
cui accetta di parlare è Tamura, il
braccio destro e il figlio adottivo di suo padre, una specie di boss, e infatti
anche Tamura sembra (è?) una specie di yakuza gentile che, quando non è
impegnato in traffici di varia natura, fa da babysitter al signorino, arrivando
perfino a cucinare per lui per farlo riprendere a mangiare. E a Tamura Takashi
rivela la verità : deve avere la Torre di Tokyo, che suo padre sta ristrutturando, altrimenti sarebbe
stato ucciso. E, dopo aver saputo delle lettere di “S.”, anche lui ne riceve
una in cui “S.” gli chiede con fare ironicamente minaccioso di aiutare Takashi.
Ma Tamura non è importante solo per la
sua vicinanza a Takashi, ma soprattutto per il suo legame con un’altra persona
che condivide i sogni della base lunare : Haru,
un ragazzo il cui aspetto fisico è praticamente uguale a quello di Shion, sogna
Mokuren, in sogno la vede parlare con le piante e la sente dire che vorrebbe
scendere sulla Terra, immergersi in quell’aria e abbracciare il pianeta. Haru è
tanto fragile e malato quanto bello, e di lui conosciamo la madre, una donna
del sud est asiatico alla quale deve la sua affascinante pelle abbronzata, ma
la figura più importante della sua vita è Tamura, che per lui è un amico e una
specie di fratello maggiore. Inoltre anche il padre di Haru è coinvolto nella ristrutturazione della
Torre di Tokyo e per caso - quello stesso Caso che ha fatto sì che Arisu si
trasferisse accanto a Rin e nella stessa scuola di Jimpachi e Issei – Haru un
giorno incontra proprio Rin e Arisu o, meglio, Rin gli va a sbattere contro una
volta che aveva costretto Arisu a uscire con lui. Quando Arisu lo vede, subito
nota la somiglianza con Shion, e anche Rin resta stupefatto e, quando capisce
che ad Arisu quel bello sconosciuto piace, scoppia a piangere rimpiangendo di
essere solo un bambino. Ma, anche se questo incontro non ci
fosse mai stato, la sua strada e quella di Haru erano comunque destinate a
incrociarsi tramite Tamura che, dopo che Rin/”S.” aveva invitato Takashi a
incontrarlo in un edificio abbandonato al porto, decide di andare lui a questo
appuntamento per vedere in faccia il misterioso “S.”. è una decisione presa
all'improvviso e per questo deve dare buca alla sua fidanzata, Ayako, e, soprattutto, ad Haru. E, per
consolarlo della delusione di non poter vedere Tamura, Ayako racconta ad Haru
perché Tamura è sempre così comprensivo e gentile con i ragazzini : sette anni
prima suo fratello minore si era suicidato perché, dopo che entrambi erano
stati adottati dal padre di Takashi e dopo che Tamura aveva avuto il compito di
occuparsi del signorino, si era sentito abbandonato. Tamura, affranto dai sensi
di colpa, ora cercava di riparare al suo errore prendendosi cura di altri
ragazzi.
Quando arriva al
luogo dell’incontro, Tamura è sorpresissimo di trovare un bambino, ma Rin non
si fa certo sottovalutare : attacca per primo con i suoi poteri e riesce a
ridurlo malissimo, infierendo su di lui con crudeltà e violenza per poi
lasciargli un progetto per la Torre di Tokyo disegnato da lui e andarsene. Ma
Haru rivela anche lui dei poteri : percepisce che Tamura è in difficoltà e,
senza sapere come, si teletrasporta davanti a quell'edificio, arrivando giusto
in tempo per vedere Rin volare via. Anche Rin lo vede ma la cosa non lo turba.
Per i danni infertigli da Rin Tamura è ricoverato in ospedale, ma la cosa
importante è un’altra : Haru vede il progetto disegnato da Rin e capisce che
non è terrestre, che è un progetto che aveva già visto nei suoi sogni sulla
luna. E finalmente sembra che Rin voglia
gettare la maschera : durante in uno degli incontri che i ragazzi avevano deciso
tenere periodicamente per parlare della luna, Rin, che Arisu era stata
costretta a portarsi appresso, si inserisce nella conversazione parlando di
evoluzionismo e genetica e di Sarjarim per poi presentarsi come “bambino di
sette anni con la memoria di Shyukaido”. Lo prova rivelando dettagli
imbarazzanti del passato di tutti, tranne che di Arisu/Mokuren, della quale
ricorda solo che voleva diventare l’aria della Terra. Spiega di essere solo un
bambino perché questa era la sua seconda reincarnazione. Mentre gli altri sono
sbalorditi e felici di aver ritrovato un altro vecchio compagno, Arisu si sente
in colpa, perché si rende conto che quei ricordi sono tornati a Rin solo dopo
la caduta.
Ma i ricordi tornano anche a qualcun
altro : Haru sogna la morte di Gyokuran, la disperazione di quegli ultimi
giorni, quando la situazione era drammatica e tutti rimpiangevano di non essere
scesi sulla Terra quando potevano ed erano in preda alla disperazione… Ma
Shyukaido, dopo essersi ammalato anche lui, trova un vaccino e lo inietta a
Shion, che lo abbraccia e lo ringrazia, e va a iniettarlo anche a Mokuren… e
Haru si sveglia. E, dopo che Rin ha dichiarato di essere stato Shyukaido, Haru
può essere solo Shion e, dopo aver sognato Shyukaido, ci sembra naturale che
pensi a Rin. E a questo punto un
incontro fra loro è inevitabile e l’iniziativa la prende Rin, che tende un
agguato a Haru e lo teletrasporta in un posto lontano.
Appena restano
soli, Rin si presenta come un bambino di
sette anni e aggiunge che è proprio di questo che vorrebbe parlare con Haru. Ma
non lo chiama Haru. Lo chiama Shyukaido. E a Haru, stupito di essere chiamato
con lo stesso nome che ha nei suoi sogni, Rin rinfaccia che è sempre la stessa
storia : lo sopravvaluta e ci rimette. Ma dalla paura che Haru ha di lui
capisce che, anche se non tutto, deve aver ricordato almeno le parti più
importanti del loro passato sulla luna. E finalmente rivela il crimine che
Haru/ Shyukaido ha commesso nella vita precedente : non ha vaccinato Mokuren.
Rin racconta che, dopo la morte di Shyukaido, anche Mokuren aveva manifestato i
sintomi della misteriosa malattia, che avevano pensato che il vaccino non fosse
efficace e che solo dopo la morte di Mokuren lui aveva scoperto che non c’erano
tracce di vaccino nel suo sangue…
Rin, riferendosi a lui e a Mokuren in quegli
ultimi giorni sulla luna, continua a ripetere “noi”, “noi”, e allora finalmente
abbiamo la conferma di qualcosa che sospettavamo fin dall'inizio, per quanto i
fatti ci smentissero : Rin era Shion. E Haru, che fino a quel punto cercava di
convincersi che tutto era solo un sogno, crolla e riprende possesso della sua
identità passata rivelando che la dose di vaccino che era riuscito a produrre
era sufficiente per una sola persona e che aveva scelto di iniettarla a Shion
per punirlo, per vendicarsi in modo crudele, facendolo sopravvivere da solo,
facendolo assistere alla morte di Mokuren, perché, come Haru rivela shockando
tutti, Shion aveva violentato Mokuren. E la sua vendetta aveva funzionato :
Shion era sopravvissuto per nove anni, gli stessi anni di differenza che ha con
Arisu e gli altri, nove anni durante i quali aveva vissuto da solo, circondato
dai ricordi e dai cadaveri degli altri, costretto dalle ultime parole di
Mokuren a continuare a vegliare sulla Terra, nove anni durante i quali era
impazzito di solitudine e di dolore fino ad accogliere la malattia, quando alla
fine si era manifestata, come una liberazione.
Solo adesso
quindi possiamo capire perché, quando lui e Arisu avevano incontrato Haru per
la prima volta, Rin piangendo le aveva detto che avrebbe voluto nascere nel suo
stesso anno, solo ora capiamo il dramma di questa scena che si è svolta proprio
dopo aver incontrato chi è responsabile del fatto che è nato più tardi e che
ora, per estrema crudeltà della sorte, ora è rinato con il suo aspetto, un
aspetto che ovviamente attrae Arisu/Mokuren. Infatti ora lui e Shyukaido hanno
l’uno l’aspetto che aveva l’altro nel passato e Rin come un pazzo dice a Haru
che è così perché lui voleva essere Shion, che anche lui voleva violentare
Mokuren, ed esige che ora Shyukaido lo risarcisca. Non lo uccide solo per
ricattarlo e costringerlo a collaborare con lui a realizzare un piano che aveva
concepito in quegli anni di solitudine… un piano sicuramente inquietante, dal
momento che è nato da Rin, del quale conosciamo la violenza, e da uno Shion
impazzito dopo nove anni di orrore e assetato di vendetta. Comunque
nell'immediato l’unica cosa che vuole è che Haru gli riveli il suo codice -
vediamo in un ricordo che tutti dovevano dargli periodicamente dei codici per
far funzionare la base lunare - perché Rin la base la vuole distruggere.
Nel frattempo
assistiamo a brevi scorci di vita quotidiana : dopo le vacanze di primavera, Arisu
non è più in classe con Jimpachi, ma questo la fa avvicinare di più alle
ragazze, che le propongono di cantare nel coro, e Arisu accetta. Intanto
Jimpachi ammette con Issei di essersi innamorato di Arisu e Issei è sempre più
confuso : anche a lui piace Arisu, ma a volte i sentimenti di Enjyu prendono il
sopravvento e non riesce a capire se è geloso di lei o di Jimpachi. E, quando
Jimpachi/Gyokuran confida a Issei/Enjyu i suoi sentimenti per Arisu/Mokuren, si
confida con libertà, perché pensa di star parlando con il suo amico, ma la
verità è che sta parlando con Enjyu… e infatti Issei lo bacia, anche se dopo
finge di aver scherzato. Ma non scherzava mentre lo baciava e sicuramente non
scherzava quando lo rimproverava di confidare i suoi sentimenti per un’altra
donna proprio a Enjyu. Vediamo quindi che comincia un processo inquietante : i
ragazzi rischiano di perdere la loro personalità, non sanno più individuare un
confine fra i sentimenti delle loro identità passate e quelle presenti.
Quella che non
corre questo rischio per ora è Arisu, che si è convinta di non essere Mokuren,
ma di aver costruito quel sogno
semplicemente per avvicinarsi a Jimpachi e Issei, e che non partecipa più alle
riunioni : dopo aver dimenticato la breve cotta che aveva avuto per Gyokuran,
da un lato pensa solo a Shion, addirittura si mette a sferruzzare un maglione
che gli sarebbe stato bene, e dall’altro è sempre più vicina a Rin che,
qualunque oscuro piano stia perseguendo, nei confronti di Arisu ha smesso di
essere infantile e dispettoso e si dimostra molto protettivo. Jimpachi le
telefona ogni giorno, ma lei si fa negare, finché Hajime non gli rivela che
Arisu è stata costretta a fidanzarsi con Rin, perché non vuole che sua sorella
sprechi la sua giovinezza per i capricci di un bambino, aspettando che fosse
lui a stancarsi o a dimenticarsi del loro “fidanzamento”… un fidanzamento che
Arisu, spinta dai sensi di colpa per aver fatto cadere Rin, prende stranamente
sul serio. E Jimpachi/Gyokuran si arrabbia, pensa che Shyukaido abbia costretto
Mokuren a fidanzarsi con lui e finalmente si dichiara ad Arisu, che però lo
respinge e si rifiuta di abbandonare Rin, perché sente di avere un debito nei
suoi confronti… e viene spontaneo chiedersi che debito possa avere nei
confronti di quello che ormai noi sappiamo essere Shion.
Il gruppo sembra
sul punto di sciogliersi : dopo il bacio a Jimpachi, Issei non ha il coraggio
di farsi vedere, Arisu non crede di essere stata Mokuren, Rin/Shion non ha
nessun interesse particolare a interagire con chi lo crede Shyukaido, e così si
riuniscono solo Sakura, Daisuke e Jimpachi. Ma alla fine arriva la notizia che
tutti aspettavano : Shion li ha trovati. E qui dobbiamo fare un passo indietro.
Sempre spacciandosi per Shyukaido, Rin dice ad Arisu che lui è convinto che lei
sia Mokuren e che sa perché non riesce a recuperare i suoi ricordi : perché
Shion le ha inferto una ferita profonda, tanto profonda da aver bloccato la sua
memoria. Poi le chiede che cosa farebbe se Shion fosse ritrovato e, sapendo che
Shion è lui, capiamo quanto devono costargli queste parole. Arisu non gli
nasconde che vorrebbe vedere Shion, che per lui prova qualcosa, e Rin con
dolore deve prenderne atto : anche se Shion è lui, se la persona che Arisu
vuole vedere è con lei proprio in quel momento, l’incontro fra di loro non può
avvenire. E così Rin con tristezza va a recuperare Haru, che di Shion ha
ereditato l’aspetto, e gli impone di unirsi agli altri come se veramente fosse
la reincarnazione di Shion. I suoi compiti sono innanzitutto fare felice Arisu
- e, quali che siano i suoi sentimenti,
questo addolora Rin/Shion, perché Arisu deve credere che lui sia la
reincarnazione proprio di chi, non vaccinandola, l’aveva separata dal suo Shion
- e poi raccogliere i codici di tutti per attivare il sistema di distruzione
della base lunare, col pretesto che gli scienziati terrestri non avrebbero mai
dovuto trovarla. Con amarezza Rin sottolinea che finalmente Shyukaido avrebbe potuto realizzare il suo sogno,
incontrare Mokuren come Shion, e che deve approfittarne per carpirle il codice. Ma all'inizio il
piano non funziona : anche se “Shion” è stato ritrovato, Arisu continua a
rifiutare di andare alle riunioni e passa tutto il suo tempo libero con Rin,
che però non può godersi questi momenti fino infondo. Sa che Arisu sta con lui
solo perché si sente in colpa e che Mokuren vuole Shion, e così decide di farli
incontrare a ogni costo da soli. Come dice con aria seria, vuole soltanto che
lei sia felice.
Intanto, dopo
l’incontro traumatico con Rin/Shion, Haru si è chiuso disperato nella sua
stanza : si sente in colpa per quello che ha fatto a Mokuren e Shion e teme
che, se fosse venuto a conoscenza della sua meschinità, anche Tamura lo avrebbe
disprezzato. E, quando Tamura lo va a trovare, davanti agli occhi stupefatti di
quest’ultimo Haru scompare letteralmente nel nulla… A “trovarlo” sono
Issei/Enjyu e Sakura/Shyusuran, che hanno ripreso la loro amicizia dove
l’avevano lasciata, con Enjyu innamorata di Gyokuran e Shyusuran che la deve
consolare. Il fatto che ora la sua migliore amica sia un uomo non turba
particolarmente Sakura, che proprio come sulla luna ascolta le sue confidenze.
E, mentre chiacchierano della complicata vita amorosa di Enjyu, arrivano
davanti a un fiume, dove vedono Haru che si butta in acqua.
Issei si tuffa
per salvarlo e non può non notare che quel ragazzo è uguale a Shion, e con la
sua telepatia sente che il misterioso suicida ha pensato proprio “Shion”. Alla fine li salva tutti e due Tamura, che al
capezzale di Haru rivive tutto il dolore per il suicidio del fratello e che
decida che è ora di fare qualcosa. Non gli è difficile fare due più due :
quando era entrato nella sua stanza per un attimo aveva visto Shyukaido al suo
posto, poi Haru si era teletrasportato davanti ai suoi occhi, e il passo per
associare i poteri di Haru a quelli di “S.” è breve. Deciso ad affrontare
quegli strani eventi, si incontra con un suo amico, Yakushimaru, che ha un fratello con poteri esp, Mikuro : anche lui ha il potere della
telecinesi, del teletrasporto e della levitazione e ormai in famiglia ci sono
abituati, non lo considerano più strano. E, invitato dal fratello, Mikuro si
teletrasporta da loro e ascolta quello che Tamura ha da dire su Rin avvalendosi
contemporaneamente dell’aiuto del fantasma del fratello di Tamura. Il parere
clinico di Mikuro è che Rin, oltre ad avere poteri esp immensi, è anche
circondato da una fortissima energia negativa e che né lui né Haru sono umani.
Ma, proprio ora che potrebbe proteggerlo meglio, Tamura deve trasferirsi a
Kyoto per seguire Takashi al liceo e questo per Haru è un colpo durissimo.
Come abbiamo
visto, in questa prima parte si delineano i personaggi principali, ognuno dei
quali ha una doppia identità e una doppia vita, con la conseguenza, come
vedremo meglio nei numeri successivi, che anche la trama si sdoppia in due
storie collocate in due dimensioni diverse ma che si influenzano costantemente
a vicenda attraverso i sentimenti che i personaggi provano gli uni per gli
altri in entrambe le loro vite. E questo situazione diventa tanto ambigua che,
come abbiamo già visto per Issei e Gyokuran, i sentimenti della vita passata e
quelli della vita presente si sovrappongono al punto che i personaggi
cominciano a attribuire aventi della vita presente a dinamiche e situazioni di
quella passata, muovendosi contemporaneamente su due piani in continua
corrispondenza. Quando i personaggi presenti fanno qualcosa, i motivi vengono
attribuiti ai sentimenti della loro vita passata e così è come se i personaggi
si sdoppiassero, con la conseguenza che le identità del presente interagiscono
o litigano con quelle del passato per motivi loro, estranei alla loro
controparte passata. Per esempio, quando Jimpachi si arrabbia perché Arisu è
fidanzata con Rin, ad arrabbiarsi è Jimpachi, non Gyokuran, ma l’oggetto della
sua rabbia non è Rin, un bambino di otto anni, ma “Shyukaido”, che non vuole
rubargli Mokuren, ma Arisu. E, quando non sappiamo cose pensavano veramente i
personaggi del passato, perché quelli del presente non lo hanno ancora
ricordato, possiamo rifarci ai sentimenti delle loro reincarnazioni : qualunque
cosa pensasse di lei Shion, qualunque cosa possa averle fatto, qualunque motivo
Rin avesse per accaparrarsi la sua reincarnazione, Arisu vuole Shion, ammette
che le piace e, anche se non sa che è lui, si sente legata a Rin, perché
Mokuren dentro di lei in Rin riconosce Shion e vuole stare con lui.
E, frai tanti
personaggi che ci vengono presentati in questi primi otto volumi, a risaltare
sono fin da ora proprio Rin e Shion, soprattutto alla luce della scoperta che
sono la stessa persona, che Rin è nello stesso tempo Shion adulto e uno Shion
bambino, perché, per esempio, fa tenerezza vedere Shion, che nei ricordi degli
altri è scostante, freddo e arrogante, che sotto forma di Rin si comporta da
bambino e tira fuori lati adorabili, ingenui e infantili, come i dispetti che
fa ad Arisu, la sua paura degli animali e la sua passione per gli anime.
Riguardo a
Shion, per ora quello che sappiamo di lui è parziale e incompleto, perché le
informazioni ci vengono date mano a mano che i protagonisti recuperano i loro
ricordi e così abbiamo su di lui elementi troppo contrastanti per farci un’idea
della sua vera personalità. All'inizio ci viene presentato come il fidanzato di
Mokuren, una donna che tutti descrivono angelica a perfetta, sia nei ricordi
degli altri sia in scene che ce li mostrano abbracciati e uniti. Ma presto
conosciamo un altro lato di Shion, dai ricordi emerge uno Shion freddo,
antipatico, chiuso e crudele, uno Shion che disprezza e maltratta Mokuren e che
addirittura sarebbe arrivato a violentarla, per non parlare poi del fatto che
lo Shion/Rin del presente è un vero e proprio villain, violento, ricattatore, cinico, spietato e manipolatore, la
cui personalità è quello che si ottiene aggiungendo nove anni di pazzia al
vecchio Shion già di per sé amaro e cinico.
E anche Rin, quando impone a Haru
di interpretare Shion, gli dice che Mokuren lo ammira perché ancora deve
ricordare tutto e che, non appena Arisu avesse recuperato i suoi ricordi, lo
avrebbe odiato… davvero pensa che Mokuren lo odi e, quando Haru gli dice che
non è vero, che Mokuren lo amava, lo zittisce. Qual è la verità? Amava davvero
Mokuren? Dobbiamo fidarci delle scene struggenti in cui li abbiamo visti
abbracciati o dei ricordi degli altri, in cui Shion dichiara di disprezzarla e
di provare l’impulso a farle del male, impulso che, stando a quello che ha
detto Shyukaido, si è concretizzato quando le ha usato violenza? Vuole aiutare
Arisu a ricordare solo perché le serve il suo codice per realizzare il folle
piano nato nei suoi anni di pazzia? E allora perché sulla luna si era fidanzato
con lei e sulla Terra, appena recupera la memoria, vuole legarla con un altro
fidanzamento? A queste domande non c’è ancora risposta, ma comunque non
possiamo fare a meno di provare tristezza e indignazione per quello che gli ha
fatto Shyukaido, né possiamo dimenticare che Shion fino all'ultimo sulla luna
ha fatto quello che gli aveva chiesto Mokuren, proteggere la Terra, e che,
nonostante soffrisse, non si era mai suicidato, cosa importante perché altrove
ci viene detto che nella religione di Sarjarim che si suicida non può
reincarnarsi : quindi voleva rinascere?
E a questo punto
è chiaro che ci sono ancora molte cose che non sappiamo, che le poche,
contrastanti informazioni che abbiamo avuto su quello che è successo sulla base
lunare non sono che la punta dell’iceberg che dobbiamo assolutamente saperne di
più non solo di quegli ultimi drammatici giorni in cui dovettero assistere gli
uni alla morte degli altri, ma di cosa aveva portato a quella situazione, di
cosa aveva portato sette persone tanto diverse sulla luna. E la Hiwatari non ci
delude. Siamo solo a un quarto della storia e tante cose devono ancora
succedere!
Intanto correte e leggere il post di Clacca!






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che storia meravigliosa, sono davvero felice di questo gdl, nonostante i casini tecnici (colpa mia ;_;) e i ritardi (colpa mia di nuovo! ;_;) ma in ogni caso questo manga è bellissimo davvero.
RispondiEliminaio non mi ricordavo quasi nulla devo ammettere, tranne della vera identità di rin. è uno dei personaggi che più mi piacciono, lui e la sua controparte - shion - ovviamente!
anzi, vado a leggere gli ultimi numeri del secondo blocco >_</